{"id":24382,"date":"2017-07-24T02:15:00","date_gmt":"2017-07-24T02:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/24\/custodisci-il-deposito-della-fede\/"},"modified":"2017-07-24T02:15:00","modified_gmt":"2017-07-24T02:15:00","slug":"custodisci-il-deposito-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/24\/custodisci-il-deposito-della-fede\/","title":{"rendered":"Custodisci il deposito della fede"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni della sua vita, e gi\u00e0 seriamente ammalato, Pio XII, nel congedare un presule, gli raccomand\u00f2, quasi una sorta di testamento spirituale, di tener saldo il deposito della fede: quella fede che egli aveva costantemente corroborato con centinaia e migliaia di discorsi &#8211; la raccolta completa consta di venti volumi &#8211; e ben quarantatre encicliche: tale era l&#8217;importanza che quel pontefice attribuiva alla dottrina, a differenza dell&#8217;attuale, che la considera una cosa da fanatici (vedi omelia di Santa Marta del 19 maggio 2017); e non a una dottrina qualsiasi, ma alla vera, sola, sana e santa dottrina della Chiesa cattolica, vale a dire il Magistero di sempre, fondato sulle due basi granitiche della divina Rivelazione: la Scrittura e la Tradizione.<\/p>\n<p>L&#8217;episodio \u00e8 stata raccolto dal cardinale Siri nel corso di una commemorazione del defunto pontefice (Giuseppe Siri, <em>Pio XII a 25 anni dalla morte<\/em>, discorso tenuto nel&#8217;Aula del Sinodo l&#8217;8 ottobre 1983; cit. in Andrea Tornielli, <em>Pio XII. Eugenio Pacelli, un uomo sul trono di Pietro<\/em>, Milano, Mondadori, 2007, p. 525):<\/p>\n<p><em>La dimensione di custode della tradizione \u00e8 sottolineata anche dal cardinale Siri: &quot;Questa opera magisteriale si volse in pi\u00f9 direzioni tra loro collegate. La prima fu quella della verit\u00e0 rivelata. Essa \u00e8 intoccabile. Quando Pio fu gravemente ammalato, nel 1954, ricevendo per brevi istanti un prelato e stringendogli le mani, disse: &quot;Depositum custodi&quot; [&quot;Custodisci il deposito della fede&quot;], Paolo, Prima lettera a Timoteo, 6, 20; n.d.a.]. Lui era la scolta vigilante. Della Rivelazione tocc\u00f2 in maniera decisa i punti fondamentali, intaccati i quali, tutto poteva essere intaccato. Questa opera magisteriale fu disegno e non pura casualit\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Vale la pena di sottolineare l&#8217;ultima frase: <em>Questa opera magisteriale fu disegno e non pura casualit\u00e0.<\/em> Pio XII, cio\u00e8, vide con estrema lucidit\u00e0 che si stavano facendo avanti delle forze dissolutrici, intenzionate a svuotare dall&#8217;interno, a relativizzare, a minimizzare il peso e il significato della dottrina, e dedic\u00f2 gran parte delle sue energie ad un&#8217;opera instancabile di rafforzamento, precisazione, chiarificazione: senza nulla aggiungere ai contenuti della dottrina, ma prodigando ogni sforzo per farli penetrare ben bene e per evidenziare l&#8217;estrema importanza, specialmente per il clero, di comprenderli, interiorizzarli e assimilarli a fondo, onde poter offrire al proprio gregge di anime una dottrina pura ed intatta, e perci\u00f2 salvifica, e non una dottrina inquinata da errori o sfigurata da infiltrazioni ereticali. Era un uomo profondo, coltissimo, intelligentissimo, riflessivo, estremamente sensibile: non si faceva alcuna illusione sul fatto che il momento della grande prova si andava avvicinando, e perci\u00f2 moltiplicava, con eroica perseveranza, gli sforzi rivolti a bonificare la dottrina da ogni possibile macchia o ambiguit\u00e0: e questo in un momento storico in cui solo chi fosse stato dotato d&#8217;una vista estremamente acuta, avrebbe potuto scorgere gli scuri nuvoloni addensarsi all&#8217;orizzonte. C&#8217;era stato, ad esempio, in Francia, il caso di Teilhard de Chardin, autore di libri fantasiosi e teologicamente confusi, ambigui, fuorvianti: ma Teilhard era un gesuita; un gesuita eretico! Se questo stava accadendo fra i gesuiti, che erano stati, per secoli, il pi\u00f9 valido baluardo della Chiesa moderna, attaccata da tutte le parti, materialmente e intellettualmente, che altro non ci si doveva aspettare dagli altri ordini e dal clero secolare? E poi c&#8217;era stato, sempre in Francia, il fenomeno dei preti operai, moti dei quali, com&#8217;era, del resto, perfettamente prevedibile, invece di attrarre i comunisti verso la Chiesa, si erano fatti attrarre, essi, verso il marxismo. Pio XII, proprio nel 1954, aveva perci\u00f2 ordinato a tutti i preti operai di tornare alla loro precedente attivit\u00e0 pastorale o parrocchiale o nelle rispettive comunit\u00e0 religiose. La &quot;vendetta&quot; dei progressisti fu di citare continuamente i suoi scritti magisteri ali nei documenti del Vaticano II, pi\u00f9 di quelli di qualsiasi altro pontefice, ma stravolgendoli nel senso da loro voluto.<\/p>\n<p>Andrea Tornielli, nel brano sopra citato, fa volutamente confusione (impossibile che la cosa gli sia scivolata dalla penna) fra tradizione e Tradizione: disinnescando proprio il punto cruciale, da cui dipende tutto il discorso sul magistero di Pio XII, e, in generale sul Magistero pontificale. Quella che Pio XII raccomand\u00f2 di custodire fedelmente, non era, genericamente &quot;la fede&quot;, perch\u00e9 la fede (e di questi tempi lo stiamo vedendo, anche troppo) ciascuno se la pu\u00f2 fare, ritagliare, allungare o accorciare, secondo il suo personale talento, bens\u00ec il deposito della fede, che \u00e8 cosa ben diversa. Il deposito della fede &#8212; in latino <em>Depositum fidei<\/em>, in greco <em>Paratheke<\/em> &#8212; \u00e8 l&#8217;unico patrimonio delle verit\u00e0 di fede e delle verit\u00e0 morali insegnate da Ges\u00f9 Cristo ai suoi Apostoli, e da essi trasmesse alla Chiesa, poi fedelmente tramandate per mezzo del sacro Magistero: sacro appunto perch\u00e9 di origine non umana. In altre parole, la Chiesa, nella persona dei pontefici, e anche dei padri conciliari, non ha alcun diritto di aggiungere neppure uno <em>iota<\/em> alla Rivelazione di Cristo, cos\u00ec come essa \u00e8 stata tramandata: e tale trasmissione si configura, a sua volta, come un evento soprannaturale, perch\u00e9 viene da Dio, mentre gi uomini si limitano a esserne i custodi. Va da s\u00e9, quindi, che una cosa \u00e8 la tradizione, con la lettera minuscola, cio\u00e8 un insieme di insegnamenti, usi e azioni di origine puramente umana, per quanto nobili e spirituali possano essere; e un&#8217;altra cosa, e ben diversa, \u00e8 la sacra Tradizione, che, essendo di origine divina, non \u00e8 soggetta ad alcun cambiamento: la Verit\u00e0 rivelata \u00e8 immutabile, e perci\u00f2 intoccabile, come osserva giustamente il cardinale Siri nel suo discorso commemorativo di Pio XII.<\/p>\n<p>Il compito della Chiesa, la sua ragion d&#8217;essere primaria, \u00e8 quello di custodire il deposito della fede: di custodirlo puro ed esente da errori, perch\u00e9 ne va della salvezza delle anime: questo, almeno, se si prende la fede come una cosa seria, e non come una specie di barzelletta o di gioco di societ\u00e0, come oggi si vede fare, sempre pi\u00f9 spesso, anche da parte di membri, magari assai in vista, e, teoricamente, qualificati, del clero. E quando il papa attuale, appena eletto al soglio pontificio, afferm\u00f2, in una intervista, di essere intenzionato a <em>cambiare la Chiesa<\/em>, subito un campanello d&#8217;allarme avrebbe dovuto risuonare nella mente e nella coscienza di tutti i cattolici: perch\u00e9 nessun papa, nella storia due volte millenaria della Chiesa, ha mai parlato cos\u00ec. Infatti, le possibilit\u00e0 sono due: o tutti i duecentosessantacinque papi venuti prima di lui hanno sempre sbagliato, sono sempre stato timidi e mummificati nella loro funzione di custodi del deposito della fede, oppure il papa attuale sta sbagliando, e sta sbagliando in maniera perfettamente consapevole e intenzionale: il che significa che non sta sbagliando affatto, ma che, al contrario, sa molto bene quello che sta facendo, ossia che non sta operando da papa, cio\u00e8 da capo della Chiesa cattolica, ma da qualcos&#8217;altro. Che cosa, preferiamo non dirlo; che ognuno tragga da s\u00e9 le proprie conclusioni. Ma non, ripetiamo, da capo della Chiesa cattolica: se agisse come tale e si considerasse realmente tale, non solo non avrebbe detto e fatto tutta una serie di cose che cattoliche non sono, ma non avrebbe taciuto davanti a errori clamorosi e ad autentiche eresie, come le scandalose affermazioni del nuovo generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal, o quelle di monsignor Nunzio Galantino, o quelle di monsignor Vincenzo Paglia: tutte all&#8217;insegna del pi\u00f9 sfrenato relativismo, del pi\u00f9 ostentato disprezzo della Tradizione, della pi\u00f9 beffarda pretesa di riscrivere la divina Rivelazione, secondo principi di matrice chiaramente modernista, gnostica e massonica.<\/p>\n<p>Ora, se la divina Rivelazione \u00e8 stata fatta una volta per tutte, e se il deposito della fede, cui attinge il sacro Magistero, \u00e8 tale per sempre, e nessuno neppure la Chiesa, pu\u00f2 modificarlo, o aggiungervi alcunch\u00e9, ne consegue che la mala razza dei progressisti e dei modernisti, per portare avanti i suoi scopi, ossia modificare, in un modo o nell&#8217;altro, la fede cattolica, trasformandola in qualcosa d&#8217;altro da ci\u00f2 che essa realmente \u00e8, avevano aperta una sola strada davanti a s\u00e9. Quella di sostenere che non stavano aggiungendo o modificando nulla, ma che l&#8217;intelligenza, ossia la comprensione, delle verit\u00e0 divine, progredisce nella Chiesa lungo i secoli, con l&#8217;assistenza dello Spirito Santo. Questa, veramente, \u00e8 di per se stessa una dottrina fortemente sospetta, se non proprio eretica, perch\u00e9 mai, nell&#8217;arco di duemila ani e di ben venti concili ecumenici, l&#8217;ha mai sostenuta, meno ancora insegnata; poi \u00e8 arrivato il ventunesimo concilio, il Vaticano II, e l&#8217;idea che la comprensione della Rivelazione aumenta nel corso del tempo si \u00e8 affacciata, prodigiosamente, nel corso dei lavori conciliari, trovando espressione nella costituzione dogmatica <em>Dei verbum<\/em>, laddove si afferma che <em>la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verit\u00e0 divina<\/em>. Espressione ambigua, contorta, untuosa e gesuitica, perch\u00e9 <em>tendere<\/em> verso qualcosa non significa affatto cambiare la comprensione di essa; tuttavia, si capisce bene la ragione di queste acrobazie verbali: si trattava di far entrare dalla finestra, surrettiziamente, e, diciamolo pure, a tradimento, un concetto che non \u00e8 magisteriale, non \u00e8 legittimo, non \u00e8 cattolico: quello di progresso, al fine di giustificare i cambiamenti che si volevano operare nella Chiesa, nella liturgia, nella pastorale, e nella stessa dottrina; ma senza chiamarli con il loro nome, insomma facendo s\u00ec che il progresso non apparisse come un cambiamento, ma come un approfondimento, come una miglior comprensione della dottrina esistente. In definitiva, si voleva cambiare la Chiesa, ma senza dirlo: tutto doveva avvenire sotto il naso di centinaia di milioni d fedeli, ma senza dichiararlo apertamente, senza lasciarlo capire, come se non stesse cambiando proprio niente, come se tutto andasse nel solito modo, ossia nel pieno rispetto del Magistero di sempre, nella piena fedelt\u00e0 al deposito delle fede, e nella pi\u00f9 assoluta obbedienza alla divina Rivelazione.<\/p>\n<p>Il concetto, poi, che questo approfondimento, che questa maggiore comprensione delle verit\u00e0 vengono resi possibili dallo Spirito Santo, citando la frase del Vangelo di Giovanni (16, 12-13) in cui Ges\u00f9 dice agli Apostoli che, per ora, non possono comprendere tutto il suo insegnamento, ma verr\u00e0 lo Spirito Santo e finir\u00e0 di insegnare loro anche il resto, \u00e8 stato chiaramente appiccicato l\u00ec per fornire un minimo di supporto biblico e teologico al loro audace colpo di mano, ma \u00e8 evidente che di quel brano evangelico viene fatta una lettura puramente strumentale. Infatti, per quale motivo lo Spirito Santo avrebbe ritenuto giusto restarsene in silenzio per quasi duemila anni, e poi, guarda caso allorch\u00e9 si riunisce il Concilio Vaticano II, si sarebbe messo ad illuminare le menti e a svelare nuovi significati delle Scritture? Ma era inevitabile che i progressisti scivolassero su cos\u00ec pacchiane contraddizioni: quel che volevano fare, era di per s\u00e9 contraddittorio e impossibile, e chiunque possieda un po&#8217; di onest\u00e0 intellettuale lo deve ammettere: non si pu\u00f2 sostenere che solo nel 1962 la Chiesa ha compreso in maniera pi\u00f9 adeguata e pi\u00f9 vera il senso della Rivelazione, pi\u00f9 e meglio di quanto non lo avesse mai compreso prima di quella data; ma si \u00e8 costretti a sostenere una simile enormit\u00e0 per poter contrabbandare il concetto di progresso, abusivamente e fraudolentemente, dentro la dottrina cattolica, la quale, con l&#8217;idea di progresso, non c&#8217;entra nulla. Non vi \u00e8 nulla di progressivo, n\u00e9 di progressista, nel Vangelo: il Vangelo \u00e8 la Parola di Dio agli uomini, che avviene per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, Verbo incarnato, il quale offre se stesso sulla croce per amore degli uomini (eh, s\u00ec, perch\u00e9 la Croce fa parte del Vangelo, tanto quanto la Parola: Ges\u00f9 Cristo \u00e8 morto sulla croce, condannato dai Giudei, e non di raffreddore, come si sarebbe portati a credere, constatando l&#8217;assordante silenzio della Chiesa odierna, a cominciare dalle omelie domenicali dei sacerdoti, su tale evento decisivo). Non c&#8217;\u00e8 alcun progresso in tutto ci\u00f2, ma, al contrario, un evento, unico, irripetibile, salvifico: l&#8217;evento della Incarnazione, della Morte e della Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo, che porta con s\u00e9 il ristabilimento del rapporto filiale tra gli uomini ed il loro creatore, Dio, Padre onnipotente. Il progresso \u00e8 un&#8217;altra cosa; il progresso \u00e8 una cosa umana (e, di solito, ingannevole); la Salvezza di Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 tutt&#8217;uno con la sua Parola, \u00e8 una cosa puramente divina, che si rende manifesta agli uomini esclusivamente per la Sua bont\u00e0, non certo per dei meriti umani, di qualunque tipo essi siano.<\/p>\n<p>Dio sa quanto sarebbe importante, nel particolare momento storico che stiamo vivendo, che i papi proseguissero nella linea indicata particolarmente da Pio XII: custodire fedelmente la dottrina, mediante un esercizio del Magistero che, senza nulla aggiungere al deposito della fede, lo rafforza, lo chiarisce, lo diffonde con instancabile energia, lo mette a disposizione di tutto il popolo cristiano. Quel che sta accadendo, invece, \u00e8 l&#8217;esatto opposto: la demolizione sistematica, implacabile, incalzante, della dottrina; un&#8217;immensa confusione pastorale; un&#8217;anarchia liturgica pressoch\u00e9 totale. In pratica, dietro la generica parola d&#8217;ordine delle <em>misericordia<\/em>, ciascuno \u00e8 autorizzato, e perfino incoraggiato, a predicare il vangelo che pi\u00f9 gli pare e piace. Ce n&#8217;\u00e8 per tutti i gusti: tranne per quelli dei veri cattolici. I quali, da quattro anni a questa parte, si vedono presi di mira dai loro stessi pastori e dal pontefice, rimproverati, ammoniti, minacciati, non perch\u00e9 tiepidi e accomodanti nella fede, ma perch\u00e9 troppo <em>rigidi<\/em>, ossia troppo cattolici. Infatti, come dice il papa, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni della sua vita, e gi\u00e0 seriamente ammalato, Pio XII, nel congedare un presule, gli raccomand\u00f2, quasi una sorta di testamento spirituale, di tener<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[109,216,267],"class_list":["post-24382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24382\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}