{"id":24378,"date":"2015-11-25T02:06:00","date_gmt":"2015-11-25T02:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/25\/linferno-esiste-parola-di-curd-jurgens\/"},"modified":"2015-11-25T02:06:00","modified_gmt":"2015-11-25T02:06:00","slug":"linferno-esiste-parola-di-curd-jurgens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/25\/linferno-esiste-parola-di-curd-jurgens\/","title":{"rendered":"L&#8217;inferno esiste, parola di Curd J\u00fcrgens"},"content":{"rendered":"<p>Esiste, l&#8217;Inferno? Secondo i teologi buonisti, progressisti e modernisti &#8212; d&#8217;accordo, in questo, con gli anti-teisti pi\u00f9 intransigenti e combattivi &#8212; la risposta negativa \u00e8 ormai quasi scontata: come potrebbe esistere, dal momento che Dio \u00e8 Amore? Stranissimo modo di ragionare, codesto; sarebbe, pi\u00f9 o meno, come se, alla domanda: \u00abSecondo te, Tizio pu\u00f2 essersi macchiato di rapina, di stupro, di omicidio?\u00bb, Caio prontamente rispondesse, con una sfumatura di sacra indignazione nella voce: \u00abCerto che no; come potrebbe, dal momento che suo padre \u00e8 una cos\u00ec brava persona?\u00bb; come dire che se il Padre \u00e8 buono, anche i figli <em>dovranno<\/em> esserlo senz&#8217;altro. Magari fosse cos\u00ec! Ma chi pensa una cosa del genere, oltre a non saper ragionare, non conosce nulla della vita, non si \u00e8 mai guardato intorno, n\u00e9 mai si \u00e8 tolto, neanche per un istante, le lenti oscurate della sua ideologia buonista e naturalista, che gli impediscono di vedere la realt\u00e0 per quella che effettivamente \u00e8.<\/p>\n<p>Qualcuno, non ancora convinto, potrebbe replicare che, s\u00ec, i figli, talvolta, tralignano, nonostante gli ottimi esempi e l&#8217;eccellente educazione ricevuta dai genitori; per\u00f2 il perdono dei genitori \u00e8 sempre scontato: non lo dice forse anche una parabola di Ges\u00f9 Cristo, quella del figlio prodigo? Di nuovo, chi muovesse una simile obiezione dimostrerebbe di non saper ragionare e di non saper guardare la realt\u00e0 con occhio veritiero. I genitori sono sempre pronti a perdonare, questo \u00e8 certo, perfino se i figli mascalzoni non mostrano alcuna ombra di pentimento; ma se il figlio mascalzone va a finire sotto le ruote di un treno, mentre fugge dopo aver commesso uno dei suoi crimini, il padre potr\u00e0 forse riattaccargli la gamba maciullata, con colpo di bacchetta magica; oppure potr\u00e0 resuscitarlo, se \u00e8 rimasto ucciso? In altre parole: l&#8217;Amore pu\u00f2 cancellare le conseguenze dei nostri atti, e fare come se quegli atti non ci fossero mai stati? E se anche ci\u00f2 fosse possibile, sarebbe conforme a giustizia? Renderebbe giustizia al nostro libero arbitrio?<\/p>\n<p>Di fatto, sono numerose le testimonianze di mistici e di persone comuni i quali, trovandosi in circostanze estreme, hanno avuto la visione dell&#8217;Inferno (come anche quella del Paradiso, d&#8217;altronde). Ciascuno \u00e8 libero di crederci, oppure no; il cristiano, tuttavia, indipendentemente dal valore di verit\u00e0 che voglia attribuire a questa o a quella testimonianza, non pu\u00f2 dubitare che l&#8217;Inferno e il Paradiso esistano, perch\u00e9, se lo facesse, non sarebbe pi\u00f9 un cristiano rispettoso della Tradizione e della Scrittura, le due fonti della Rivelazione; sarebbe un cristiano a modo suo (come ce ne sono tantissimi, oggi, del resto; il che non ne fa degli autentici cristiani, solo per il fatto d&#8217;essere in tanti). L&#8217;adesione a un credo religioso, infatti, non si qualifica attraverso una conta numerica di tipo democratico &#8211; un uomo, un voto &#8211; ma attraverso la fedelt\u00e0 alla dottrina di quella data religione; che non \u00e8 cosa modificabile a piacere, o a capriccio.<\/p>\n<p>Curd J\u00fcrgens (nato a Monaco di Baviera nel 1915, morto a Vienna nel 1982) \u00e8 stato un attore tedesco molto noto in tutto il mondo, specialmente negli anni Cinquanta e Sessanta; bench\u00e9 fosse prevalentemente un attore di teatro, ha recitato anche in numerose serie televisive e interpretato oltre 150 film diretti da registi famosi, alcuni dei quali appartengono alla storia del cinema, come \u00abPiace a troppi\u00bb, di Roger Vadim, accanto a Brigitte Bardot, \u00abOcchio per occhio\u00bb di Andr\u00e9 Cayatte, \u00abLe spie\u00bb di Henri-Georges Clouzot, \u00abVittoria amara\u00bb di Nicholas Ray, \u00abDuello nell&#8217;Atlantico\u00bb di Dick Powell e \u00abL&#8217;angelo azzurro\u00bb di Edward Dmytryk.<\/p>\n<p>Un episodio pochissimo conosciuto della vita dell&#8217;attore \u00e8 legato alla straordinaria esperienza di pre-morte che egli fece nel 1969, nel corso di un delicato intervento chirurgico al cuore, durante il quale egli ebbe una visione, molto precisa e realistica, di quello che ritenne essere l&#8217;Inferno, con le anime dannate sconvolte da una sofferenza insopportabile e una donna dall&#8217;aspetto crudele, venuta per portarlo via, che gli si present\u00f2 come la personificazione della morte, e che poi si allontan\u00f2 malvolentieri, con un sorriso beffardo, al sopraggiungere della giovane moglie dell&#8217;attore, Simone Bicheron, intervenuta per richiamarlo alla vita.<\/p>\n<p>La potenza terrificante di quella esperienza, di quella visione, o di quella allucinazione, o come la si vuole chiamarla e considerarla, \u00e8 tale da suggerire un accostamento quasi inevitabile con alcune analoghe esperienze di cui \u00e8 ricca la storia delle religioni, e, in particolare, di cui sono ricche le vite dei santi. \u00c8 come se si fossero spalancate le porte dell&#8217;Inferno e il malcapitato viaggiatore avesse avuto l&#8217;opportunit\u00e0, per nulla invidiabile in se stessa, ma forse significativa per il ripensamento spirituale cui potrebbe aver dato luogo, di gettarvi uno sguardo abbastanza prolungato e dettagliato: colpisce, infatti, l&#8217;estrema nitidezza delle immagini e l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;esperienza, che sembra possedere una consistenza e uno spessore ben superiori a quello dei semplici incubi, peraltro non infrequenti nella casistica degli interventi chirurgici (anche chi scrive queste righe ne fece una limitata esperienza, da bambino, nel corso di una operazione alla gola).<\/p>\n<p>Naturalmente, ciascuno \u00e8 libero di fare le proprie deduzioni: si pu\u00f2 anche pensare, in questo caso come in molti altri, che ci\u00f2 che Curd J\u00fcrgens ritenne di aver visto, altro non sia stato che la proiezione delle sue paure, pi\u00f9 o meno inconsce, nonch\u00e9 della concezione dell&#8217;Aldil\u00e0 che, probabilmente, aveva ricevuto, sin da bambino, attraverso l&#8217;educazione religiosa; viceversa si pu\u00f2 ammettere, magari come ipotesi di lavoro, che non di un incubo si sia trattato, non di una creazione dell&#8217;inconscio, prodotta dal suo stato di estrema tensione psico-fisica: ma qualcosa di pi\u00f9 e di sostanzialmente diverso, proveniente dal di fuori, da un &quot;altrove&quot; che appartiene a una dimensione della realt\u00e0 che non \u00e8 quella ordinaria, della quale facciamo esperienza mediante i cinque sensi.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa farsi una sua idea di questo strano e interessante episodio, tanto pi\u00f9 significativo in quanto riferito da un uomo di spettacolo gi\u00e0 ben conosciuto dal grande pubblico internazionale, e che perci\u00f2 non aveva alcun bisogno di farsi pubblicit\u00e0, ma che aveva, semmai, tutto l&#8217;interesse a conservare la riservatezza, dati i giudizi, forse non benevoli, cui si sarebbe esposto nel raccontarlo, citiamo una pagina di Jean Baptiste Delacour, tratta dal suo saggio &quot;Di ritorno dall&#8217;Aldil\u00e0&quot; (titolo originale: &quot;Aus dem Jenseits zur\u00fcck&quot;, Dusseldorf und Wien, Econ Verlag, 1973; traduzione dal tedesco di\u00a0 Margret Trombetta, Milano, Armenia Editore, 1984, pp. 98-100):<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>\u00abIl 20 gennaio 1967, un medico, conosciuto in tutta l&#8217;America, si chinava\u00a0 sopra un altrettanto famoso attore cinematografico che era disteso sulla tavola operatoria.<\/em><\/p>\n<p><em>Curd J\u00fcrgens era andato a Houston (Texas) a consultare il medico personale di Eisenhower per un grave disturbo al cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Il professor Michael De Bakey gli aveva consigliato la sostituzione dell&#8217;aorta con un tubo di plastica, lungo 20 centimetri, senza per\u00f2 nascondergli il rischio di\u00a0 tale intervento chirurgico.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante che le possibilit\u00e0 di sopravvivenza fossero del 50% l&#8217;attore, di cui si conosce la durezza sia verso gli altri sia verso se stesso, aveva acconsentito all&#8217;operazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il chirurgo fece dunque interrompere dai suoi assistenti la circolazione del sangue nel paziente, poi isol\u00f2 il cuore e sostitu\u00ec l&#8217;arteria malata con un tubo d plastica. Infine, dovette rimettere in funzione il cuore che aveva smesso di pulsare. Durante quei pochi minuti, Curd J\u00fcrgens era clinicamente morto. Le sue impressioni della breve sosta in un mondo ultraterreno le descrive con le seguenti parole:<br \/>\n&quot;La sensazione di benessere, che mi pervase poco dopo l&#8217;iniezione di penthotal, fu di breve durata. Dal mio subcosciente nacque ben presto l&#8217;impressione che stavo per morire. Oggi direi che \u00e8 stato nel momento in cui il cuore smise di battere. L&#8217;idea che la vita mi stava sfuggendo suscitava in me una grande paura. Volevo impedirle la fuga, ma non era possibile. L&#8217;immensa cupola di vetro della sala operatoria, che avevo guardato prima, cominciava a cambiare aspetto. Ad un tratto era diventata tutta rossa, e attraverso il vetro mi fissavano delle facce deformate. Fui preso da una terribile paura, cerai di liberarmi e di oppormi agli spiriti pallidi che si avvicinavano a me. Poi mi parve che la cupola di vetro si fosse mutata in un duomo trasparente che si abbassava lentamente. cadeva una pioggia infuocata, ma bench\u00e9 le gocce minacciose fossero di una grandezza enorme, esse non mi toccavano.<\/em><\/p>\n<p><em>Scoppiavano sotto di me, facendo divampare grosse fiamme. Non potevo pi\u00f9 chiudere gli occhi davanti alla terrificante verit\u00e0: le facce, che dominavano quel mondo in fiamme, dovevano essere quelle dei dannati. Ero disperato, mi sentivo indescrivibilmente solo e abbandonato. L&#8217;orrore mi faceva nodo alla gola e mi sembrava di dover soffocare.<\/em><\/p>\n<p><em>Evidentemente mi trovavo nell&#8217;inferno, e le lingue roventi delle fiamme potevano raggiungermi ogni momento. Mentre mi trovavo in questa situazione, vedevo avvicinarsi la sagoma di una figura umana. In un primo momento, la sorgevo soltanto vagamente in mezzo alle fiamme e le nuvole di fumo rosso, poi essa prese rapidamente una forma ben distinta. Si trattava di una donna magra, avvolta in un velo nero, aveva una bocca senza labbra ed i suoi occhi avevano un&#8217;espressione che mi faceva rabbrividire: erano soltanto due buchi neri e vuoti, eppur sembrava che mi stessero fissando. Guidato da un&#8217;irresistibile attrazione, andavo incontro a quella donna che stendeva le braccia verso di me. Un&#8217;esalazione gelida mi sfior\u00f2, e poi venni condotto in un mondo\u00a0 che risuonava di lamenti appena percepibili, senza che io avessi visto un essere umano.<\/em><\/p>\n<p><em>Di punto in bianco rivolsi al fantasma la domanda: &quot;Chi sei?&quot; E la sua voce rispose: &quot;Sono la morte&quot;. Istintivamente mi concentrai sul pensiero: &quot;Non voglio pi\u00f9 seguirti perch\u00e9 voglio ancora vivere&#8230;&quot; Aveva forse intuito i miei pensieri? Essa si avvicin\u00f2 di nuovo a me e, mettendomi le mani sul petto, mi sottopose un&#8217;altra volta alla sua attrazione. Sentivo le sue mani gelate sulla mia pelle e lo sguardo fisso delle sue orbite vuote.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora una volta concentravo tutti i miei pensieri sulla mia vita per sottrarmi alla morte che aveva preso le sembianze di quella donna. Inaspettatamente si verific\u00f2 il miracolo: intervenne lo spirito di mia moglie per strapparmi dall&#8217;inferno, dove mi trovavo. Era venuta dal mondo dei vivi per ricondurmi alla mia esistenza terrena?<\/em><\/p>\n<p><em>La donna dal velo nero se n&#8217;era andata con un sorriso crudele all&#8217;arrivo di mia moglie. A Simone, che rappresentava la giovent\u00f9 e la vita, la morte non poteva nuocere. Sentivo tutta la sua freschezza e la tenerezza con cui mi faceva ripercorrere la stessa strada che poco prima avevo percorso sotto l&#8217;incantesimo della donna nera.<\/em><\/p>\n<p><em>Adagio, adagio, ci allontanammo dal terribile regno delle ombre, andando incontro a un gran chiarore che ci accompagnava fino al momento in cui divenne talmente splendente da costringerci a chiudere gli occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi, a un tratto, sentii un dolore sordo che sembrava volesse spezzare il mio torace. Strinsi ancor pi\u00f9 forte la mano di Simone e ripresi improvvisamente conoscenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Simone stava seduta accanto al mio letto e indossava un camice bianco. Io ero soltanto in grado di farle un debole sorriso e di pronunciare la parola: &quot;Grazie!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Questa volta fu la conclusione di un viaggio nell&#8217;aldil\u00e0, terrificante e affascinante nello stesso tempo, che non scorder\u00f2 mai pi\u00f9.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, esistono numerose testimonianze simili a questa, tanto di fonte cristiana, quanto di altra provenienza. Fra le prime, una delle pi\u00f9 famose \u00e8 la visione riferita da suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima, che ha poi raccontato con queste parole: \u00ab&#8230; e noi vedemmo come un vasto mare di fuoco e vedemmo i demoni e le anime immersi in esso. Vi erano poi come tizzoni ardenti trasparenti, tutti anneriti e bruciati, con forma umana. Essi fluttuavano in questa grande conflagrazione, ora lanciati in arai dalle fiamme e poi risucchiati di nuovo, insieme a grandi nuvole di fumo. Talvolta ricadevamo su ogni lato come scintille su fuochi enormi, senza peso o equilibrio, fra grida e lamenti di dolore e disperazione. che ci terrorizzavamo e ci facevano tremare di paura&#8230; I demoni si distinguevano per il loro aspetto terrificante e repellente simile a quello di animali orrendi e sconosciuti, neri e trasparenti come tizzoni ardenti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Si noti la concordanza con quanto riferito da veggenti &quot;laici&quot;, ad esempio da Miss Hope Hunter, una <em>medium<\/em> che ricevette questo messaggio dal fratello defunto (caso citato da Ernesto Bozzano nel suo libro \u00abLa crisi della morte\u00bb (Armenia, 1981, p. 65): \u00abTutto sommato, vi \u00e8 molto di vero in ci\u00f2 che il nostro parroco andava predicando dal pulpito&#8230; Esiste realmente una vita eterna. Almeno cos\u00ec crediamo noi tutti; mentre coloro che condussero in terra una vita moderatamente onesta e buona, vanno in un luogo che pu\u00f2 considerasi un paradiso, coloro che condussero un&#8217;esistenza depravata e malvagia, vanno a finire in altro luogo che pu\u00f2 definirsi giustamente un Inferno\u00bb. C&#8217;\u00e8 da riflettere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste, l&#8217;Inferno? 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