{"id":24377,"date":"2008-09-16T12:36:00","date_gmt":"2008-09-16T12:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/16\/luomo-moderno-e-confuso-e-frammentato-e-non-ce-piu-chi-lo-sappia-curare-nella-sua-interezza\/"},"modified":"2008-09-16T12:36:00","modified_gmt":"2008-09-16T12:36:00","slug":"luomo-moderno-e-confuso-e-frammentato-e-non-ce-piu-chi-lo-sappia-curare-nella-sua-interezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/16\/luomo-moderno-e-confuso-e-frammentato-e-non-ce-piu-chi-lo-sappia-curare-nella-sua-interezza\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo moderno \u00e8 confuso e frammentato e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 chi lo sappia curare nella sua interezza"},"content":{"rendered":"<p>Fino a qualche decennio fa esisteva la figura del medico condotto che visitava i suoi pazienti a domicilio, li conosceva da sempre; era anche un po&#8217; psicologo, e ne curava i malanni tenendo ben presente la loro unitariet\u00e0 di <em>persone<\/em>. Non si fermava alla diagnosi e alla terapia dei singoli disturbi, ma si faceva carico dell&#8217;intero quadro clinico sotteso ad essi; consigliava visite specialistiche, esami o radiografie, ne seguiva i risultati, voleva andare a fondo delle cose. Non si accontentava di aver indicato la strada da seguire, si interessava degli sviluppi generali e voleva vedere i risultati; se quei risultati non arrivavano, consigliava altre strade e dava altre indicazioni. Il paziente, insomma, si sentiva interamente affidato alla sua competenza. Non doveva consultare altri medici, non doveva suggerire la necessit\u00e0 di sottoporsi a questo o quell&#8217;esame, di questa o quella terapia; era il suo medico che ci pensava.<\/p>\n<p>Fino a qualche decennio fa, qualche cosa di simile accadeva con la figura del sacerdote. Egli seguiva i suoi parrocchiani fin da bambini, nell&#8217;adolescenza e nell&#8217;et\u00e0 adulta; era messo a parte di problemi personali e familiari, dava consigli, raccoglieva sfoghi e smarrimenti. Non suggeriva alle sue pecorelle di rivolgersi allo psicologo, le ascoltava e parlava loro con l&#8217;autorit\u00e0 di un ministro di Dio, anche se, come uomo, era disposto a riconoscersi inadeguato e peccatore. Comunque non mandava via nessuno; e, se non vedeva pi\u00f9 una persona per un certo tempo, ne chiedeva notizie o la andava a trovare. E parlava: distribuiva parole di carit\u00e0 e di speranza, ricordava &#8211; nelle ore tristi, ad esempio dopo un funerale &#8211; il destino dell&#8217;anima immortale. Naturalmente, poteva accadere che fosse una persona mediocre o perfino indegna della sua missione, cos\u00ec come poteva capitare al medico condotto; ma, in generale, costituiva una presenza importante e rassicurante, un punto di riferimento nelle vicissitudini della sua comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;era il maestro o, pi\u00f9 spesso, la maestra: uno (o una) per ciascuna classe. Magari non sapeva insegnare tutto ugualmente bene; magari non era bravo allo stesso modo nel guidate gli esercizi di ginnastica, o a far cantare i bambini, o a spiegare l&#8217;aritmetica; e, quasi certamente, non avrebbe saputo insegnare l&#8217;inglese, se pure gli fosse stato chiesto di farlo. Per\u00f2 era una figura autorevole che, nella sua professione, non vedeva tanto le singole materie, quanto la persona in divenire che aveva davanti e che gli era stata affidata, ossia il bambino. Vedeva <em>tutto<\/em> il bambino, cio\u00e9 lo vedeva nella sua totalit\u00e0; ed era convinto &#8211; come lo erano stati i suoi insegnanti, in quella signora scuola che era il vecchio Istituto Magistrale &#8211; che l&#8217;essere umano \u00e8, in ogni modo, una realt\u00e0 unitaria; e che il suo compito consisteva nel sollecitarla a svilupparsi e ad espandersi, realizzando il meglio delle sue potenzialit\u00e0 intellettive, affettive e spirituali. Poteva capitare, certo, che il maestro (o la maestra) fosse una persona arida e frustrata; che facesse smaccati favoritismi e che mortificasse scioccamente gli alunni pi\u00f9 timidi. Ma questa era, diciamo la verit\u00e0, piuttosto l&#8217;eccezione che la regola.<\/p>\n<p>Il medico, il prete, il maestro: tre figure fondamentali per la vita delle persone, specialmente nei paesi e nei quartieri delle citt\u00e0 di provincia. Tre figure che avevano una cosa in comune: vedevano l&#8217;essere umano come <em>persona<\/em> e non come numero nella massa; lo vedevano tutto intero, corpo, mente e cuore; si facevano carico della sua crescita e del suo equilibrio; non guardavano l&#8217;orologio ogni momento e non consideravano finito il loro dovere con il termine del loro orario di servizio. Avevano una idea chiara e relativamente semplice (criticabile quanto si vuole) di cosa dovrebbe essere la vita umana, di come dovrebbe essere una persona sana e in pace con se stessa e col mondo: e, se necessario, erano capaci di intervenire con severit\u00e0.<\/p>\n<p>Erano ascoltati; qualche volta temuti; sempre rispettati. La loro onest\u00e0, la loro competenza, potevano anche essere messe in dubbio (raramente), ma non la loro funzione sociale, non il fatto che la societ\u00e0 aveva bisogno di loro, cos\u00ec come essi sapevano fare e avevano sempre fatto: secondi, per autorevolezza, solo alla figura dei genitori; e, in certi casi, perfino superiori ad essi. Quel che dicevano loro non era messo in dubbio; o, se ci\u00f2 accadeva, lo era per ragioni molto contingent.; Nessuno, per\u00f2, negava il loro diritto &#8211; e il dovere &#8211; di consigliare, intervenire, pretendere; nessuno si sognava di sminuire l&#8217;importanza della loro opera.<\/p>\n<p>Le loro parole erano pronunciate con convinzione: loro sapevano ci\u00f2 di cui il paziente, il parrocchiano o l&#8217;alunno avevano bisogno; e si aspettavano &#8211; quasi sempre a ragione &#8211; che essi li avrebbero ascoltati, avrebbero seguito i loro consigli e si sarebbero attenuti scrupolosamente alle loro indicazioni. Non tentennavano davanti alle decisioni da prendere, non erano mai scettici o relativisti su nessuna cosa: vedevano il mondo con chiarezza (magari sbagliando) ed erano persuasi di avere una missione da svolgere, quella di sorreggere e instradare il prossimo. Rispondevano in prima persona: eventualmente, anche con un paio di ceffoni (almeno il prete e il maestro); e nessuno li avrebbe criticati per questo.<\/p>\n<p>Si ispiravano a un codice di valori consolidato e largamente condiviso dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Oltre a questo, comunque, facevano un grande assegnamento sulla pratica, sulla vita vissuta. Pi\u00f9 che alle nozioni imparate sui libri, si regolavano secondo quanto avevano appreso nel corso di una lunga ed intima frequentazione del prossimo. Se erano anziani, tanto meglio: godevano di maggior prestigio, perch\u00e9 l&#8217;et\u00e0 voleva dire esperienza e l&#8217;esperienza, saggezza. N\u00e9 i bambini, n\u00e9 le loro famiglie badavano pi\u00f9 di tanto al fatto che la loro maestra fosse giovane e carina; i capelli bianchi di una vecchia maestra, ormai vicina alla pensione, erano garanzia di lunghi anni d&#8217;insegnamento e, quindi, di una cospicua pratica. La stessa cosa valeva per il medico ed il prete: capelli bianchi, lunga esperienza, <em>dunque<\/em> maggiore affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Semplice e chiaro.<\/p>\n<p>Non ci si aspettava che queste figure fossero geniali; ci si accontentava che sapessero svolgere con onest\u00e0 e competenza le loro mansioni. In altre parole, esisteva nei loro confronti un rapporto di tipo <em>personale<\/em>, oltre che istituzionale, basato sulla fiducia: da uomo a uomo.<\/p>\n<p>Io ti affido la mia salute, e tu mi curi nel miglior modo possibile, con scrupolosit\u00e0 e dedizione. Se necessario, verrai a visitarmi anche di notte; quando \u00e8 in gioco la salute, non ci sono pi\u00f9 orari che tengano. E nessuno si sentir\u00e0 un eroe, per questo; ma solo uno che ha fatto il suo dovere, e al quale si offrir\u00e0 &#8211; magari &#8211; un buon bicchiere di vino, o un caff\u00e8 forte, per combattere la stanchezza della notte insonne.<\/p>\n<p>E ancora: io ti affido i miei bambini. Tu insegnerai loro quel che occorre sapere su Dio e sull&#8217;altra vita (al prete); oppure: tu insegnerai loro a leggere, a scrivere e a far di conto (al maestro). Gli darete, entrambi, delle certezze. Gli mostrerete quali sono le cose importanti nella vita di quali cose si pu\u00f2 a fare a meno, e di quali no. Gli direte che cosa sia giusto e che cosa sbagliato; e sappiamo che i bambini ne faranno tesoro, per tutta la vita.<\/p>\n<p>Oggi, queste figure sono scomparse.<\/p>\n<p>Il medico della mutua ti riceve in fretta, dopo una lunga fila in sala d&#8217;attesa; non viene a casa, neanche se i bambini hanno la febbre alta. Basta coprirli bene, niente paura; un tempo ci insegnavano che la febbre si cura stando a letto, al caldo, ma erano tutte fisime dei medici del tempo andato.<\/p>\n<p>Anche il prete \u00e8 quasi scomparso. Costretto a mandare avanti la parrocchia da solo, o magari a seguirne due o tre, \u00e8 sempre di corsa, non ha mai tempo di fermarsi. Non conosce a fondo i suoi parrocchiani e non parla quasi mai con loro. In genere, concentra le sue energie sui ragazzi, perch\u00e9 \u00e8 un investimento pi\u00f9 conveniente; gli anziani, ormai, devono arrangiarsi da soli, come meglio possono. Del resto, la chiesa \u00e8 sempre vuota, il digiuno non lo fa pi\u00f9 nessuno; si salva ancora la formalit\u00e0 dei sacramenti, ma quasi solo come occasione di vita mondana, con sfoggio di bei vestiti e di regali costosi.<\/p>\n<p>Il maestro unico (che pare verr\u00e0 reintrodotto) ha ceduto il posto a quattro, cinque insegnati pi\u00f9 o meno specializzati: quello dell&#8217;area linguistica, quello dell&#8217;area scientifica e matematica, quello di lingua inglese, quello di religione, quello di canto corale. Ma nessuno ha pi\u00f9 il carisma dei maestri d&#8217;un tempo. Le famiglie li criticano impietosamente davanti ai propri figli, distruggendone l&#8217;autorit\u00e0; se scappa loro di mollare uno scapaccione, apriti Cielo: corrono a far denuncia dai carabinieri o, come minimo, a sbraitare nell&#8217;ufficio del direttore didattico. Del resto, la televisione e Internet fanno scuola al bambino molto pi\u00f9 di loro &#8211; anzi, di lei: perch\u00e9 la figura del maestro maschio \u00e8 scomparsa del tutto, e la classe magistrale si \u00e8 totalmente femminilizzata.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accomuna le nuove figure professionali che hanno sostituito il medico condotto, il parroco e il maestro \u00e8 l&#8217;opposto di ci\u00f2 che accomunava quelle: l&#8217;assenza di una visione unitaria dell&#8217;uomo, della vita, del mondo. Prevalgono lo specialismo, il riduzionismo, la tendenza a delegare quote sempre maggiori della propria professionalit\u00e0 e della propria responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Se un paziente \u00e8 mal curato, non \u00e8 pi\u00f9 colpa di nessuno: il medico dar\u00e0 la colpa all&#8217;ospedale, l&#8217;ospedale dar\u00e0 la colpa ai farmaci, e via di seguito. Del resto, la cosa pi\u00f9 importante non \u00e8 pi\u00f9 che il paziente stia meglio, ma che ogni tecnico sappia far bene la sua parte: che l&#8217;anestesista faccia bene l&#8217;anestesia, che il chirurgo operi bene l&#8217;intervento, e cos\u00ec via. Se poi il paziente non migliora e, anzi, sta peggio di prima (per non dire altro): signori, scusate, ma non \u00e8 colpa nostra; noi abbiamo fatto ogni cosa per bene, ciascuno la sua parte.<\/p>\n<p>Se il bambino non impara niente, vuol dire che non ha trovato la motivazione giusta; che non ha saputo organizzarsi nello studio; che non ha acquisito il corretto metodo di apprendimento. Insomma \u00e8 colpa di fattori astratti e imponderabili, <em>quindi<\/em> non \u00e8 colpa di nessuno. Nemmeno colpa sua: perch\u00e9, poverino, lui avrebbe tante belle potenzialit\u00e0; solo che \u00e8 ancora troppo esuberante, o troppo dispersivo, o troppo chiuso, o troppo aperto, o troppo dinamico, o troppo statico, o troppo questo e troppo quell&#8217;altro. E poi &#8211; diciamo la verit\u00e0 &#8211; tra il calcio e la piscina, o la danza e il pianoforte, o il pattinaggio e il corso d&#8217;informatica, che cosa si pretende da lui? Dopotutto, ha solamente due gambe e due braccia&#8230;<\/p>\n<p>Del catechismo e della chiesa, c&#8217;\u00e8 poco da dire. A parte i regali della prima comunione e il pranzo di lusso per la cresima, a che altro servono i sacramenti? E poi, diciamocelo chiaro: Dio non esiste. Tutte le persone intelligenti, ormai, lo sanno; la scienza l&#8217;ha capito e dimostrato da un bel pezzo. Si riserva un ossequio formale alla religione perch\u00e9 si teme che, eliminandola di colpo, la societ\u00e0 subirebbe un fastidioso contraccolpo. Ma, a parte questo, la figura del prete sta diventando un po&#8217; patetica. Fino a un po&#8217; di anni fa andava giusto bene per girare qualche film pruriginoso sulle tentazioni del giovane parroco alle prese con le sue procaci e intraprendenti parrocchiane; ma adesso, non serve pi\u00f9 nemmeno a farne la parodia.<\/p>\n<p>Conclusione.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 sembra aver smarrito la coscienza dell&#8217;unit\u00e0 della persona, dell&#8217;importanza di trattare ogni individuo come parte di un progetto cui tutti sono chiamati a collaborare. Prevalgono l&#8217;individualismo becero, il relativismo compiaciuto; furoreggia il \u00abpensiero debole\u00bb in tutte le sue varianti e sottospecie; e si prova un misto di orrore e commiserazione per ogni forma di certezza. In un mondo che ha fatto della crisi di ogni valore positivo una bandiera di fierezza, solo gli arroganti e i fanatici possono avere ancora la pretesa di insegnare delle verit\u00e0 certe.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che il profondo malessere dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua inquietudine negata e insoddisfatta, la dissociazione del suo io profondo, non trovano uno straccio di figura sociale che possa lenirli.<\/p>\n<p>Non \u00e8 responsabilit\u00e0 di nessuno; esula dalla competenza di tutti.<\/p>\n<p>Anzi, quasi di tutti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una nuova classe di sofisti che, su questo smarrimento e su questa mancanza di risposte autorevoli, sguazza come fanno i pesci nell&#8217;acqua: i professionisti del lettino di Freud, i medici della psiche a un tanto l&#8217;ora.<\/p>\n<p>Che si godano questo momento d&#8217;oro, finch\u00e9 dura, con le loro formulette banali sul complesso di Edipo e sull&#8217;invidia del pene.<\/p>\n<p>Domani, la societ\u00e0 potrebbe accorgersi di quanto grande sia stata la follia della modernit\u00e0, e non sapere pi\u00f9 che farsene di gente come loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a qualche decennio fa esisteva la figura del medico condotto che visitava i suoi pazienti a domicilio, li conosceva da sempre; era anche un po&#8217;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[236],"class_list":["post-24377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24377"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24377\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}