{"id":24371,"date":"2009-02-09T11:33:00","date_gmt":"2009-02-09T11:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/09\/requiem-per-una-societa-che-insegue-una-cultura-non-di-vita-ma-di-morte\/"},"modified":"2009-02-09T11:33:00","modified_gmt":"2009-02-09T11:33:00","slug":"requiem-per-una-societa-che-insegue-una-cultura-non-di-vita-ma-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/09\/requiem-per-una-societa-che-insegue-una-cultura-non-di-vita-ma-di-morte\/","title":{"rendered":"Requiem per una societ\u00e0 che insegue una cultura non di vita, ma di morte"},"content":{"rendered":"<p>Ora che la vicenda di Eluana Englaro \u00e8 finita come doveva finire &#8211; come si \u00e8 voluto ostinatamente, pervicacemente che finisse, con il placet della Corte di Cassazione e con l&#8217;avallo del Presidente della Repubblica &#8211; si pu\u00f2 fare una prima riflessione sulla cultura che ha reso possibile che tutto ci\u00f2 accadesse, e che accadesse in queste forme.<\/p>\n<p>Una persona in coma, ma viva; che non era sostenuta da alcun intervento artificiale, all&#8217;infuori dell&#8217;alimentazione e della idratazione; che aveva ancora le mestruazioni; che tossiva continuamente, tanto da dover essere sedata con dosi massicce di calmanti; che si muoveva nel letto e che si \u00e8 mossa, nella lettiga, per tutto il tempo del suo ultimo viaggio verso la morte, \u00e8 stata condannata a morire di fame e di sete, non solo da alcune sentenze della magistratura e dai giochi incrociati della politica, ma anche e soprattutto da una diffusa cultura di morte.<\/p>\n<p>Questa cultura di morte non osa presentarsi con il suo vero volto, non osa presentarsi come tale, n\u00e9 adopera le parole appropriate per definirsi.<\/p>\n<p>Tanto per fare un esempio, \u00e8 stato detto e ripetuto, con incredibile cinismo e con intollerabile ipocrisia, che una \u00e9quipe medica \u00abha accompagnato Eluana verso la fine, facendo in modo di alleviarle quanto pi\u00f9 possibile il dolore\u00bb. A parte il fatto che i medici dovrebbero difendere la vita, e non spegnerla; a parte il fatto che, se davvero Eluana fosse morta diciassette anni fa, non si vede perch\u00e9 si \u00e8 dovuto somministrarle farmaci sedativi; a parte il fatto che le suore di Lecco, che l&#8217;avevano assistita con amore per tanti anni, erano dispostissime, anzi, desiderose di poter continuare a tenerla presso di loro: che cosa mai significa una espressione come \u00abaccompagnare Eluana verso la fine\u00bb? Eluana non \u00e8 stata affatto \u00abaccompagnata\u00bb: \u00e8 stata spinta, deliberatamente e con fredda determinazione, verso la morte.<\/p>\n<p>E che senso ha avuto che suo padre abbia invitato il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio a venire a vederla, per rendersi conto di persona delle sue condizioni? Quando quelle parole furono pronunciate, gi\u00e0 da tre giorni erano state sospese l&#8217;alimentazione e l&#8217;idratazione della giovane donna: di certo ella non poteva presentarsi in buone condizioni. Nemmeno un individuo sano sarebbe apparso in buone condizioni, a quel punto: la totale mancanza d&#8217;acqua, come \u00e8 noto, pu\u00f2 provocare il blocco renale e uno stato di deperimento organico irreversibile nel giro di pochi giorni. A maggior ragione in un corpo cos\u00ec provato, come quello di una persona in coma vegetativo da tanto tempo.<\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 inquietante, ancora pi\u00f9 sinistra questa vicenda, c&#8217;\u00e8 il fatto che la volont\u00e0 di morire, espressa da Eluana a suo tempo, era solo presunta: tutto si basava sulla testimonianza di suo padre. Nessuna legislazione al mondo, per quanto tendenzialmente favorevole all&#8217;eutanasia &#8211; come lo \u00e8 in alcuni Paesi che si dicono all&#8217;avanguardia &#8211; si spinge fino a un tale estremo: che sia possibile, cio\u00e8, provocare la morte di un paziente, in una struttura ospedaliera, in base alle parole di un&#8217;altra persona, e sia pure di un parente stretto. Nessun tribunale al mondo potrebbe prendere per buona una tale volont\u00e0 presunta, a parte il caso di Terry Schiavo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 voluto fare del caso Englaro, da parte dei radicali e di alcune altre forze politiche, una battaglia di libert\u00e0. Ma quale libert\u00e0? La libert\u00e0 di condannare a morte un essere vivente le cui funzioni vitali sono ancora integre, con la sola eccezione dell&#8217;alimentazione? No, qui bisogna essere onesti e chiamare le cose con il loro nome: si \u00e8 trattato di un omicidio, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Un omicidio giudiziario, con tutti i timbri e le firme previsti dalla legge: ma pur sempre un omicidio.<\/p>\n<p>Illustri costituzionalisti difendono e difenderanno l&#8217;operato del Presidente della Repubblica, davanti alla presentazione irrituale di un decreto-legge chiaramente varato ad hoc e che egli si \u00e8 rifiutato di controfirmare.<\/p>\n<p>Benissimo. Sta di fatto che il Presidente della Repubblica aveva gi\u00e0 firmato diversi decreti-legge di dubbia costituzionalit\u00e0, anche quando, da pi\u00f9 parti, si erano levati degli appelli affinch\u00e9 egli non li firmasse. Solo davanti a <em>questo<\/em> decreto-legge, Napolitano ha puntato i piedi e ha detto \u00abno\u00bb; eppure, era l&#8217;unico che implicava il salvataggio di una vita umana.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che gli argomenti giuridici, con i quali egli ha motivato il suo (irritato) \u00abnon possumus\u00bb, siano formalmente ineccepibili; pu\u00f2 darsi. Ma il punto non \u00e8 questo. Il punto \u00e8 che la legge \u00e8 fatta per l&#8217;uomo, e non l&#8217;uomo per la legge; che il sabato \u00e8 fatto per l&#8217;uomo, e non viceversa. Una legge che, per far valere la propria lettera, calpesta il fondamentale diritto alla vita di ogni cittadino, compresi i pi\u00f9 deboli e inermi, \u00e8 una legge farisaica.<\/p>\n<p>Davanti a tanto accanimento, a tanta pervicacia nel voler perseguire ad ogni costo la morte di Eluana, quando gi\u00e0 il Parlamento si apprestava a votare una legge che l&#8217;avrebbe certamente salvata, non si pu\u00f2 non rimanere profondamente pensierosi.<\/p>\n<p>Si dice e si ripete che, ora pi\u00f9 che mai, bisogna rispettare il dolore della famiglia. Giusto; ma al diritto alla vita di Eluana, che \u00e8 stato fatto a brandelli in maniera cos\u00ec esplicita, non ci deve pensare pi\u00f9 nessuno? Il dolore, di per s\u00e9, non rende immuni dalle critiche e non estingue l&#8217;altrui diritto al dissenso: vi sono migliaia di persone nella stessa condizione di Eluana, che portano avanti con coraggio e dignit\u00e0, ma anche in silenzio, il proprio dolore. Perch\u00e9 si deve parlare solo del dolore di pap\u00e0 Englaro? \u00c8 stato lui a voler trasformare la vicenda di sua figlia in un evento mediatico, ad andare in televisione, a leggere cominciati stampa: ci\u00f2 autorizza chiunque ad esprimere la propria opinione, pur rispettando il dolore di quei due genitori.<\/p>\n<p>Se questa vicenda ha potuto arrivare fino al suo tragico epilogo, senza che nessuno &#8211; medici, amministratori, politici &#8211; osasse interporsi prima che fosse troppo tardi, \u00e8 perch\u00e9 la nostra societ\u00e0, sazia e opulenta, \u00e8 pervasa da una diffusa cultura di morte. La cultura di morte \u00e8 il rovescio della medaglia dell&#8217;edonismo e del materialismo oggi dilaganti: se quello che conta \u00e8 il benessere, \u00e8 chiaro che una vita privata del benessere, come avviene nel caso di una gravissima malattia, perde ogni valore, ogni diritto all&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, si giunge all&#8217;assurdo di sopprimere la vita in nome della sua qualit\u00e0: se una vita non rientra negli standard del benessere comunemente accettati, essa pu\u00f2 venire eliminata, e quella eutanasia verr\u00e0 presentata come una forma di piet\u00e0, oltre che come un sacrosanto esercizio della libert\u00e0 personale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un filo rosso che lega l&#8217;eutanasia all&#8217;aborto. Il becero ritornello scandito dalle femministe di quarant&#8217;anni fa, \u00abL&#8217;utero \u00e8 mio e me lo gestisco io\u00bb, potrebbe fare rima (se solo i radicali e i loro sostenitori avessero il coraggio di presentarsi per quel che sono realmente) con quest&#8217;altro ritornello, \u00abLa morte \u00e8 mia e me la gestisco io\u00bb. Invece, ipocritamente, essi parlano di gestire la propria vita, non la propria morte o (come nel caso di Eluana) quella di un altro essere umano. Siamo dunque arrivati a questo: sventolare il diritto alla soppressione della vita come una battaglia di civilt\u00e0, come un progresso sociale.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che assiste passivamente a tutto ci\u00f2, o, peggio, che lo approva, \u00e8 una civilt\u00e0 che ha smarrito il confine tra il bene e il male; una societ\u00e0 che non crede pi\u00f9 nelle proprie ragioni esistenziali; una societ\u00e0 che, appunto, si \u00e8 arresa ad una cultura di morte.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile che noi Europei ci facciamo belli perch\u00e9 abbiamo abolito quasi ovunque la pena di morte e abbiamo bandito il ricorso alla guerra come soluzione delle controversie internazionali, quando nei nostri ospedali si praticano migliaia e migliaia di aborti e si aprono le porte all&#8217;eutanasia per i malati terminali o per le persone in stato di coma cerebrale.<\/p>\n<p>Noi non amiamo pi\u00f9 la vita; e il crollo vertiginoso del tasso di natalit\u00e0 ne \u00e8 una ulteriore conferma. Non crediamo pi\u00f9 nel futuro, nostro e dei nostri figli; non crediamo pi\u00f9 nell&#8217;amore.<\/p>\n<p>In tutta la tristissima, straziante vicenda di Eluana, non abbiamo mai sentito pronunciare la parola \u00abamore\u00bb; se non, sommessamente ma fattivamente, dalle suore di Lecco, presenza discreta nel suo Calvario, per tutti questi anni.<\/p>\n<p>Abbiamo sentito parlare, e molto, di diritti, di libert\u00e0, di rispetto della volont\u00e0 (presunta, ripetiamo) di Eluana: non di amore.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che l&#8217;amore \u00e8 un sentimento talmente intimo, talmente privato, che non vi \u00e8 bisogno di pronunciarlo per manifestarlo; giustissimo. Ma qui non lo si \u00e8 visto nemmeno manifestato: quel che si \u00e8 visto, \u00e8 stata una ostinata, intransigente, inflessibile volont\u00e0 di morte. L&#8217;obiettivo di dare la morte ad Eluana \u00e8 stato presentato come una battaglia di civilt\u00e0. Questo \u00e8 stato veramente inaccettabile; qui, veramente, si \u00e8 passato il segno della decenza e del pudore.<\/p>\n<p>No: bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Un assassinio \u00e8 un assassinio, anche se motivato da nobili intenzioni. Ma le buone intenzioni non bastano, o non dovrebbero bastare, quando \u00e8 in gioco il rispetto della vita.<\/p>\n<p>Qui si vede l&#8217;opera nefasta che un relativismo sistematicamente diffuso da cattivi maestri del pensiero ha prodotto nei tessuti della nostra societ\u00e0, avvelenandoli a poco a poco, senza quasi che ce ne avvedessimo in tempo.<\/p>\n<p>Secondo tale relativismo, non esiste un criterio di verit\u00e0 e non esistono valori fondanti: tutto \u00e8 relativo, tutto \u00e8 discutibile; e, siccome siamo in democrazia, tutte le opinioni e tutte le pratiche hanno ugualmente diritto di cittadinanza e pari dignit\u00e0 etica, filosofica, politica e sociale. Non esiste pi\u00f9 una verit\u00e0, ma esistono sei miliardi di verit\u00e0: la mia, la tua, la sua, eccetera. Ciascuno ha la propria verit\u00e0, e ogni verit\u00e0 vale quanto l&#8217;altra. Tutto \u00e8 vero e tutto \u00e8 lecito: tutto e il contrario di tutto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dal relativismo, si \u00e8 caduti nel nichilismo pi\u00f9 sfrenato.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 nichilista \u00e8 la societ\u00e0 che rincorre il Nulla, il Caos e la Morte: quello che stiamo facendo noi.<\/p>\n<p>Lo stiamo facendo da decenni, in tutte le forme possibili e immaginabili: da quelle minime alle massime, dai fumetti e dalla musica leggera fino alla letteratura, alla filosofia, alla politica. I nostri bambini crescono in una cultura satura di morte, dalla televisione a Internet, dal cinema ai videogiochi. Morte per gioco, si dir\u00e0; certo: ma, per un bambino, si tratta pur sempre un messaggio devastante.<\/p>\n<p>E, infine, perch\u00e9 dovremmo amare ancora qualcuno, visto che ormai tendiamo a riversare tutto il nostro amore sulle cose? Noi amiamo le automobili di lusso e i vestiti firmati, i telefonini dell&#8217;ultima generazione e i computer ultra sofisticati: queste cose s\u00ec, che le amiamo. E quando non ci piacciono pi\u00f9, le gettiamo via e le sostituiamo con i modelli pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>Le persone in carne ed ossa, quelle no, non le amiamo altrettanto. Sono troppo difficili da gestire, irritanti, imprevedibili; richiedono troppe cure, troppe attenzioni. E poi, quando non ci servono pi\u00f9, non possiamo gettarle via con la stessa facilit\u00e0 con cui ci sbarazziamo degli oggetti.<\/p>\n<p>Tutto questo ha un nome ben preciso: si chiama cultura della morte.<\/p>\n<p>Noi stiamo diventando i cittadini necrofili di una societ\u00e0 senz&#8217;anima, che insegue e corteggia non pi\u00f9. la vita, ma la morte.<\/p>\n<p>E la corteggia con menzognere parole di libert\u00e0, con la proclamazione demagogica di sempre nuovi diritti (ma senza corrispondenti doveri), con l&#8217;irresponsabile pratica di un edonismo che riduce le persone ad oggetti intercambiabili.<\/p>\n<p>Se non troveremo la forza di avere un soprassalto di consapevolezza, non ci sar\u00e0 alcun domani per la nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>E, ai nostri figli, lasceremo in eredit\u00e0 l&#8217;Inferno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che la vicenda di Eluana Englaro \u00e8 finita come doveva finire &#8211; come si \u00e8 voluto ostinatamente, pervicacemente che finisse, con il placet della Corte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-24371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24371\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}