{"id":24369,"date":"2015-07-28T06:01:00","date_gmt":"2015-07-28T06:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-senso-della-devozione-mariana-e-nel-si-che-risponde-al-fiat-del-creatore\/"},"modified":"2015-07-28T06:01:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:01:00","slug":"il-senso-della-devozione-mariana-e-nel-si-che-risponde-al-fiat-del-creatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-senso-della-devozione-mariana-e-nel-si-che-risponde-al-fiat-del-creatore\/","title":{"rendered":"Il senso della devozione mariana \u00e8 nel \u00abs\u00ec\u00bb che risponde al \u00abfiat\u00bb del Creatore"},"content":{"rendered":"<p>Quel che il protestantesimo non pu\u00f2 accettare, perch\u00e9 non lo pu\u00f2 capire, \u00e8 il senso ultimo della devozione mariana, che, dal suo punto di vista, \u00e8 idolatria o poco meno: senso ultimo che consiste nella perfetta rispondenza del \u00abs\u00ec\u00bb di Maria, nel mistero dell&#8217;Annunciazione, al \u00abfiat\u00bb divino nel mistero della Creazione.<\/p>\n<p>E non lo pu\u00f2 capire perch\u00e9 parte da una premessa totalmente diversa dal cattolicesimo e incompatibile con essa: che le opere dell&#8217;uomo non contino nulla, in ordine alla salvezza; che l&#8217;uomo sia nulla davanti a Dio; che solo la grazia di Dio, totalmente gratuita e imperscrutabile, possa colmare l&#8217;abisso che separa le creature dal Creatore. Maria, al contrario, rappresenta la creatura &quot;perfetta&quot;, che risponde pienamente, con tutto il cuore, alla chiamata di Dio e che collabora attivamente al Suo piano di salvezza, accogliendo il tremendo privilegio della maternit\u00e0 divina: e accogliendolo non in virt\u00f9 di un orgoglio umano, ma, all&#8217;opposto, nella piena consapevolezza della umana piccolezza. Piccolezza, non nullit\u00e0: per il protestantesimo rigoroso, specialmente calvinista, l&#8217;uomo \u00e8 niente di fronte a Dio; per il cattolicesimo l&#8217;uomo \u00e8 una creatura fatta a immagine del suo Creatore ed \u00e8 chiamata a interagire con Lui, a svolgere un ruolo attivo e consapevole nel suo progetto provvidenziale.<\/p>\n<p>Il punto di vista protestante parte dalla negazione del libero arbitrio; il punto di vista cattolico presuppone la piena affermazione di esso. \u00c8 stato uno dei primi punti che Lutero volle mettere in chiaro, e nel modo pi\u00f9 esplicito, polemizzando con Erasmo da Rotterdam, che ne era un difensore: il trattato del grande umanista olandese, \u00abDe libero arbitrio\u00bb, viene pubblicato nel settembre 1524; la &quot;risposta&quot; del monaco agostiniano tedesco, il \u00abDe servo arbitrio\u00bb, appare nel dicembre 1525. Nel cattolicesimo, e solo nel cattolicesimo, l&#8217;uomo conserva la propria dignit\u00e0 di soggetto ed \u00e8 responsabile delle sue azioni, nel pieno senso della parola: di conseguenza, pu\u00f2 scegliere di rispondere \u00abs\u00ec\u00bb, oppure \u00abno\u00bb, all&#8217;invito divino.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza di questo elemento \u00e8, e rimane, la differenza fondamentale tra cattolicesimo e protestantesimo; e certi sostenitori della riunificazione a tutti i costi &#8211; forse bene intenzionati, ma, si direbbe, incapaci di cogliere l&#8217;abisso teologico che separa le due dottrine &#8211; dovrebbero tenerlo bene a mente: non il primato di Pietro, n\u00e9 il numero dei sacramenti, e neppure la dottrina del sacerdozio universale dei credenti, sono degli ostacoli realmente insuperabili; mentre l&#8217;opposta valutazione del libero arbitrio \u00e8 un macigno enorme, che differenzia cos\u00ec tanto il protestantesimo dal cattolicesimo, da farne quasi due religioni diverse e non semplicemente due confessioni, ovvero due interpretazioni, della medesima dottrina.<\/p>\n<p>Il rifiuto del culto dei santi e della venerazione a Maria \u00e8 la logica e diretta conseguenza della posizione protestante riguardo alla questione centrale e fondamentale del libero arbitrio. Per il luterano, e per tutti gli altri protestanti, la salvezza avviene mediante la sola fede e nonostante qualsiasi ricaduta nel peccato (\u00abPecca fortemente, ma ancor pi\u00f9 fortemente confida e godi in cristo\u00bb, afferma Lutero, tirando per i capelli una frase simile, ma non identica, di Agostino (\u00abPecca fortiter, sed fortius fide\u00bb); per il cattolico, la salvezza avviene mediante la fede, ma anche mediante le opere, sicch\u00e9 richiede un impegno attivo e laborioso da parte dell&#8217;uomo; e, quanto la peccato, non basta la fede a &quot;rimetterlo&quot;, ma \u00e8 necessario un apposito sacramento di riconciliazione (che Lutero, invece, ha abolito).<\/p>\n<p>Per dare ragione della strana dottrina secondo cui le opere non contano nulla, Lutero \u00e8 costretto a ricorrere alla tesi del &quot;doppio uomo&quot;: l&#8217;uomo interiore, che vive nella dimensione della fede, e l&#8217;uomo esteriore, che vive nella dimensione del mondo. Quel che conta, per la salvezza dell&#8217;anima, \u00e8 solo e unicamente quel che fa l&#8217;uomo interiore: le opere dell&#8217;uomo esteriore non giovano a nulla, perch\u00e9, ad esempio, un uomo pu\u00f2 fare le opere buone per delle ragioni sbagliate (come la brama dell&#8217;ammirazione altrui o la paura di andare all&#8217;Inferno), il che ne rende automaticamente nullo il valore agli occhi di Dio. Laddove si vede che Lutero ha una robustissima tempra di polemista, ma una assai debole tempra filosofica: come non vedere che la conclusione del suo ragionamento \u00e8 assai maggiore della premessa e, quindi, sul piano strettamente logico, ancor prima di quello filosofico, teologico e morale, tutt&#8217;altro che convincente?<\/p>\n<p>La premessa di Lutero \u00e8 che gli uomini possono fare il bene (possono farlo, non \u00e8 detto che lo facciano) per motivi sbagliati; la conclusione \u00e8 che qualsiasi cosa essi facciano non ha mai il bench\u00e9 minimo valore davanti a Dio. Qui ci sono ben due errori nella struttura logica del suo discorso: il primo \u00e8 che rimane indimostrato che tutti gli uomini facciano sempre il bene per delle ragioni cattive; il secondo, che un&#8217;azione buona perda automaticamente e necessariamente qualsiasi valore di fronte a Dio: il che egli non tenta nemmeno di dimostrare.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 si tratta di due errori essenziali per la retta impostazione della dottrina della salvezza, ci soffermeremo brevemente sull&#8217;uno e sull&#8217;altro. Il primo: sarebbe come se Lutero dicesse: poich\u00e9 si vedono alcuni triangoli di colore azzurro, non esistono triangoli di altro colore; e se, per caso, ci imbatteremo in un triangolo di colore rosa, bisogner\u00e0 concludere che la nostra vista soffre di daltonismo, e che anch&#8217;esso \u00e8, in effetti, azzurro. Il secondo: \u00e8 verissimo che l&#8217;intenzione qualifica moralmente una determinata azione; ma questo non autorizza a concludere che tutte le azioni che nascono da una motivazione non buona, siamo di per s\u00e9 cattive. Prima di tutto, esiste una vasta gamma di possibilit\u00e0 intermedie fra un&#8217;azione assolutamente, radicalmente buona ed un&#8217;azione assolutamente, radicalmente cattiva. L&#8217;uomo stesso \u00e8 un impasto di bene e di male, e separare nettamente la sua parte buona da quella cattiva (che, essendo in lotta fra loro, sono caratterizzate da una continua mobilit\u00e0) risulta spesso assai problematico: e, se \u00e8 vero che nulla \u00e8 impossibile a Dio, ci\u00f2 non significa che Dio non possa o non voglia tener conto delle debite sfumature dell&#8217;agire umano. Secondariamente, \u00e8 contrario sia alla logica, sia all&#8217;etica, qualificare come cattiva una azione originata da una intenzione non perfettamente buona. Facciamo l&#8217;esempio di un uomo che offra una cospicua donazione ad un ente assistenziale, per acquisire meriti davanti alla comunit\u00e0: certo la sua intenzione non \u00e8 pura; ma chi oserebbe definire &quot;cattiva&quot; la sua azione, la quale, effettivamente, ha fornito sollievo a tante persone bisognose?<\/p>\n<p>Lutero sembra dimenticarsi che Dio sa scrivere diritto anche sulle righe storte: le righe storte siamo noi uomini; ma la Provvidenza divina, che scaturisce da una infinita sapienza e da una infinita amorevolezza, riesce a trarre il bene perfino dal male; figuriamoci se non riesce a trarlo da ci\u00f2 che, pur non essendo interamente buono, non \u00e8, tuttavia, neanche interamente cattivo. Tutto si pu\u00f2 pensare di Dio, ma non che Egli sia un vignaiolo cos\u00ec duro e spietato, da gettare nel fuoco tutti i tralci e tutti i grappoli d&#8217;uva che non siano assolutamente perfetti: se cos\u00ec fosse, chi mai si salverebbe? E tale \u00e8, appunto, la logica conclusione di Lutero: nessuno, assolutamente nessuno, \u00e8 degno di salvezza; se qualcuno evita le fiamme dell&#8217;Inferno, \u00e8 solo e unicamente per la misericordia di Dio, non certo per i suoi meriti umani. Gli uomini, in quanto uomini, non meritano che disprezzo e dannazione: sono una massa spregevole e dannata.<\/p>\n<p>A Lutero, qui, sfuggono le due cose pi\u00f9 importanti riguardo a Dio e riguardo all&#8217;uomo: riguardo a Dio, il fatto che la sua qualifica centrale \u00e8 l&#8217;amore, e, di conseguenza, la misericordia, e che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto nel mondo per salvare gli uomini, come i Vangeli affermano esplicitamente, e non gi\u00e0 per condannarli; riguardo all&#8217;uomo, che questi non \u00e8 una creatura disgraziata e infelice, ma la pi\u00f9 bella fra quante create da Dio, quella a Lui somigliante, e che tale somiglianza consiste appunto nell&#8217;intelligenza unita alla libert\u00e0 del volere. E a che scopo gli sarebbe stato dato un simile privilegio, se, di fatto, non solo non servisse a nulla, ma, anzi, servisse a ribadire le ragioni della sua dannazione: vale a dire, la sua assoluta e radicale incapacit\u00e0 di fare un buon uso della propria ragione e della propria volont\u00e0?<\/p>\n<p>E tuttavia &#8211; incredibile a dirsi &#8211; c&#8217;\u00e8 ancora qualche storico delle religioni che arriva ad affermare che Lutero \u00e8 il vero continuatore del pensiero rinascimentale; e non mancano i teologi &quot;cattolici&quot; che lo ammirano, segretamente o anche esplicitamente, proprio per ci\u00f2 che di pi\u00f9 falso e sbagliato vi \u00e8 nel suo pensiero teologico e nella funzione storica da lui svolta nella storia della Chiesa ed in quella del pensiero cristiano: il disprezzo per la natura umana, la negazione del libero arbitrio e la radicale svalutazione del valore delle buone opere, e perfino della loro possibilit\u00e0. Lutero ha ripristinato quell&#8217;abisso incolmabile, tra la maest\u00e0 e perfezione di Dio e la finitezza e la miseria dell&#8217;uomo, che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto a colmare; e ha riportato indietro le lancette del cristianesimo al tempo dell&#8217;Antico Testamento, svalutando, di fatto, il senso dell&#8217;Incarnazione, passione morte di Cristo e quello della Redenzione.<\/p>\n<p>Ora disponiamo del necessario quadro di riferimento per comprendere la bellezza del culto mariano, cos\u00ec brutalmente negata da Lutero e da tutti i protestanti, di tutte le chiese e di tutte le tendenze: la madre di Ges\u00f9, infatti, con il semplice fatto della sua esistenza, con il suo semplice, eroico, sublime: &quot;s\u00ec&quot; alla misteriosa volont\u00e0 di Dio, smentisce in maniera radicale il disperato pessimismo luterano e calvinista e rivaluta il senso dell&#8217;agire umano e della disponibilit\u00e0 umana a collaborare con il disegno divino. Maria \u00e8 l&#8217;esempio sublime della massima umilt\u00e0 e della massima disponibilit\u00e0 e confidenza in Dio: \u00abEccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia di me come tu hai detto\u00bb, risponde all&#8217;angelo Gabriele (Luca, 1, 38).<\/p>\n<p>Nel culto di Maria, dunque, non vi \u00e8 &quot;idolatria&quot;, perch\u00e9 non vi \u00e8 attribuzione a lei di uno statuto ontologico che non le compete: \u00e8 una donna, soltanto una donna; ma una dona che rappresenta l&#8217;esempio perfetto di sottomissione e di rispondenza coraggiosa al piano di Dio; \u00e8 il modello al quale tutti i credenti possono aspirare, una sorta di ponte gettato fra la condizione umana e quella divina. Intermediaria presso suo Figlio, certo: ma non nel senso che Cristo abbia bisogno di intermediari; Cristo \u00e8 tutto, \u00e8 l&#8217;alfa e l&#8217;omega della creazione; e la fede in Cristo \u00e8 completa in se stessa, perch\u00e9 introduce direttamente nel mistero della Trinit\u00e0 e da essa scaturisce il soffio dello Spirito Santo. \u00c8 intermediaria nel senso che, come creatura, compendia in se stessa il paradigma della condizione umana, ma con una apertura totale, radicale, verso Dio, cio\u00e8 verso il superamento di tale condizione. \u00c8 un anticipo dell&#8217;umanit\u00e0 trasfigurata dalla grazia e interamente rinnovata nello spirito, di una umanit\u00e0 che ha vinto le pastoie della propria fragilit\u00e0 e della propria finitezza, proprio in virt\u00f9 di un atto di pieno abbandono all&#8217;Amore divino. \u00c8 una prefigurazione dell&#8217;umanit\u00e0 futura, liberata e trasfigurata dal ritorno definitivo di Cristo: una umanit\u00e0 gloriosa, fatta di corpi gloriosi, incorruttibili, luminosi, come li ha raffigurati Dante nel suo immortale poema, al termine del quale ha sciolto la pi\u00f9 nella e commovente preghiera che mai sia stata scritta in onore della Vergine di Nazareth.<\/p>\n<p>Questi concetti sono stati esposti con chiarezza dal teologo Raimondo Spiazzi in una delle sue numerose pubblicazioni di argomento mariologico, \u00abMaria e la Chiesa dopo il Concilio\u00bb, Roma, Biblioteca Fides, 1970, pp. 433-35):<\/p>\n<p>\u00abAccanto a Cristo, primizia dei risuscitati e dei glorificati, vi \u00e8 Maria, prima fra tutti i partecipi al rinnovellamento e alla rigenerazione umana che hanno in Cristo il principio e il prototipo. Unica fra tutte le creature umane, Maria ha gi\u00e0 raggiunto la sua piena glorificazione, la sua &quot;statura perfetta&quot; (Ef., 4, 13) in Cristo. Per lei nella realt\u00e0 universale, anche in quella non unita ipostaticamente al Verbo, \u00e8 gi\u00e0 cominciato il rinnovellamento, effettuato nella parte pi\u00f9 eccelsa e pi\u00f9 rappresentativa fra tutte; il mondo \u00e8 dunque gi\u00e0 nel processo di trasformazione che culminer\u00e0 nella sua glorificazione eterna (Rom., 8, 21): per la solidariet\u00e0 che lega tutte le cose, spirito e materia, all&#8217;anima e al corpo di Maria, il mondo gi\u00e0 partecipa in qualche modo di quella gloria. \u00c8 un orizzonte sconfinato, che il mondo gi\u00e0 tocca con una parte di s\u00e9 circonfusa di luce eterna e trasumanata nella gloria, anche se nella parte gi\u00e0 soggetta alle vicende del tempo, esso conosce ancora le tenebre, i dolori, i peccati, le mutazioni, i pericoli di precipitare in perdizione. Ma per chi \u00e8 fedele e &quot;vince&quot;, come dice l&#8217;Apocalisse (21,9), la via \u00e8 gi\u00e0 aperta, il processo trasformativo ha gi\u00e0 avuto inizio; si tratta di non venire meno, di non deviare, di permanere invece sulla linea di questa continuit\u00e0 vitale che gi\u00e0 lega Cristo, Maria, la Chiesa, l&#8217;universo, per partecipare al dinamismo evolutivo verso la gloria.<\/p>\n<p>Il fatto dell&#8217;assunzione ha questo significato cosmico, che ci fa capire meglio la grandezza di Maria e il significato della sua predestinazione, e insieme ci riempie di gioia e di speranza.<\/p>\n<p>La grande vittoria sul divenire, la caducit\u00e0, il dolore, la morte, che \u00e8 sempre stata al termine dell&#8217;anelito e del sogno, della speranza e dello sforzo umani, ha una radice interiore in Maria. Gli uomini hanno spesso compiuto il tentativo di vincere il tempo e la morte dall&#8217;esterno, sul piano della fisicit\u00e0 storica e con i mezzi fornito dalla scienza, dalla tecnica, dalla medicina, dall&#8217;igiene ecc. tentativi a volte grandiosi ma inutili, spesso risolti in scacchi e fallimenti. Anche chi supera i limiti del tempo con la forza del genio, nell&#8217;arte, nella poesia, nelle opere di carit\u00e0, nelle grandi imprese (&quot;monumentum aere perennius&#8230;&quot;), se pu\u00f2 riuscire a fissare un ricordo &#8212; almeno un nome, come cantava il poeta azteco, il cui lamento si legge nel museo di Citt\u00e0 del Messico &#8212; nella storia e, quel che \u00e8 pi\u00f9, se pu\u00f2 per generazioni e generazioni offrire un nutrimento per gli intelletti e le coscienze umane che a quei grandi insegnamenti od esempi si ispirano per vivere; non giunge per\u00f2 a vincere, da solo, la vera e definitiva battaglia: quella della persona contro la morte, come non ou\u00f2 salvarsi, lungo la vita terrena, dalla caducit\u00e0 e dal dolore. Dove sar\u00e0 dunque la radice della conservazione o del rinnovellamento? Dove trovare la sicurezza che nulla \u00e8 perduto, tutto \u00e8 raccolto e conservato, tutto \u00e8 destinato a eternarsi, a fiorire in una sempre nuova giovinezza?<\/p>\n<p>Unica persona umana che gi\u00e0 abbia raggiunto (ormai da duemila anni!) la sua perfetta reintegrazione; partecipe fin d&#8217;ora della regalit\u00e0 universale e della gloria immortale di Cristo, l&#8217;Assunta \u00e8 come una dimostrazione vivente di ci\u00f2 che la teologia insegna intorno alla futura reintegrazione. Quei raggi di luce che la teologia raccoglie dalla rivelazione, in un mare di tenebra, per scandagliare nella profondit\u00e0 e intuire o presentire, pi\u00f9 che capire, il senso della storia quale si riveler\u00e0 nel giorno della parusia, sembrano concentrarsi nell&#8217;Assunta, esprimersi in lei in pienezza di luce, e in quella concreta attuazione delle promesse divine, testimoniare la fedelt\u00e0 di Dio e svelare meglio il senso del mistero.\u00bb<\/p>\n<p>Il protestantesimo, che non possiede tanta luce di bellezza, e che non \u00e8 in alcun modo addolcito da questi orizzonti di speranza, dischiusi appunto da una creatura che, in virt\u00f9 della propria umilt\u00e0 e fedelt\u00e0 a Dio, ebbe l&#8217;inconcepibile privilegio di diventare fisicamente la madre del Figlio, la seconda persona della Trinit\u00e0 divina, rimane fondamentalmente una dottrina cupa, tetra, perfino lugubre, tutta chiusa nel sentimento angoscioso della umana miseria e insufficienza, schiacciata perennemente sotto il peso del peccato di Adamo, quasi priva di speranza nei confronti del proprio destino ultraterreno.<\/p>\n<p>Maria, l&#8217;umile ragazza che ha scelto di collaborare efficacemente al progetto di salvezza universale, rappresenta, teologicamente e anche poeticamente, come ben videro Dante e tanti altri scrittori e artisti, il punto pi\u00f9 alto, umanamente concepibile &#8212; concepibile, si fa per dire: siamo davvero sulle soglie del Mistero infinito &#8212; che la creatura possa raggiungere, finch\u00e9 si trova nella dimensione terrena, verso il suo Creatore.<\/p>\n<p>Maria \u00e8, per il cristiano, non solo il mantello misericordioso, sotto il quale rifugiarsi; non solo la benevola interlocutrice fra l&#8217;uomo e Dio (\u00abDonna, se&#8217; tanto grande e tanto vali, \/ che qual vuol grazia e a te non ricorre \/ sua disianza vuol volar sanz&#8217;ali\u00bb, dice Dante, esprimendo il sentimento comune): \u00e8 anche la primizia della umanit\u00e0 rinnovata dalla Grazia, la visione meravigliosa e infinitamente rasserenante di quel che sar\u00e0 la natura umana, quando le ultime conseguenze del Peccato originale saranno state vinte e distrutte per sempre dall&#8217;Amore divino.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come tutta la creazione ha avuto inizio da un &quot;s\u00ec&quot; di Dio nei confronti delle creature, traendole dal non essere all&#8217;essere, allo stesso modo la Redenzione umana presuppone il &quot;s\u00ec&quot; del Figlio al Padre, ma anche il &quot;s\u00ec&quot; della creatura al suo Creatore.<\/p>\n<p>Pensiero abissale, sconvolgente: tutto \u00e8 appeso all&#8217;esile &quot;fiat&quot; d&#8217;una ragazza umile e sconosciuta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel che il protestantesimo non pu\u00f2 accettare, perch\u00e9 non lo pu\u00f2 capire, \u00e8 il senso ultimo della devozione mariana, che, dal suo punto di vista, \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[77],"tags":[107,117,195,228],"class_list":["post-24369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mariologia","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-martin-lutero","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-mariologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24369\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30165"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}