{"id":24347,"date":"2010-11-21T08:48:00","date_gmt":"2010-11-21T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/21\/croce-analfabeta-di-dio-pretendeva-daver-capito-tutto-di-saper-spiegare-tutto\/"},"modified":"2010-11-21T08:48:00","modified_gmt":"2010-11-21T08:48:00","slug":"croce-analfabeta-di-dio-pretendeva-daver-capito-tutto-di-saper-spiegare-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/21\/croce-analfabeta-di-dio-pretendeva-daver-capito-tutto-di-saper-spiegare-tutto\/","title":{"rendered":"Croce, analfabeta di Dio, pretendeva d\u2019aver capito tutto, di saper spiegare tutto"},"content":{"rendered":"<p>Il disprezzo nei confronti della religione, considerata una manifestazione di ordine inferiore, e la polemica anticristiana, pi\u00f9 o meno esplicita, sono proprie dell&#8217;idealismo non meno del marxismo: figli, l&#8217;uno e l&#8217;altro, dell&#8217;hegelismo, e accomunati dalla medesima istanza razionalista, dalla medesima presunzione speculativa e dalla medesima concezione storicista che, riducendo tutto il reale ad immanenza e sostenendo che non l&#8217;essere crea il pensiero, ma il pensiero crea l&#8217;essere, divinizzano se stessi nel momento in cui squalificano tutto ci\u00f2 che non voglia riconoscere le loro buone ragioni per detenere il monopolio della suprema verit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono entrambi, il marxismo e l&#8217;idealismo &#8211; cos\u00ec come, prima di essi, l&#8217;hegelismo &#8211; la manifestazione di una sconfinata &quot;hybris&quot; del pensiero e di una curiosa inversione dell&#8217;autentico sentimento religioso, che sposta il suo oggetto non tanto dal trascendente all&#8217;immanente, quanto da un principio superiore e vero in se stesso, ad una pretesa autoevidenza della verit\u00e0 insita nell&#8217;atto del pensare e, pi\u00f9 precisamente, del pensare dei loro rispettivi fondatori: Marx, Croce ed Hegel.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, e per limitare la nostra riflessione all&#8217;idealismo, ci sembra di poter dire che vi \u00e8 una minore distanza fra l&#8217;autentico spirito religioso e la filosofia di Giovanni Gentile, che vede nel Cristianesimo la religione dello spirito e tende a leggere in chiave religiosa i grandi eventi storici, come, appunto, il fascismo, di cui fu il principale interprete in sede speculativa; che non fra quello e la filosofia del liberale conservatore Benedetto Croce, che si gioca tutta nella difesa di interessi molto pi\u00f9 angusti e specialmente nello sforzo di offrire una base ideologica al conservatorismo pigro e parassitario della borghesia agraria meridionale.<\/p>\n<p>Gentile, infatti, ritiene che \u00abl&#8217;uomo \u00e8 veramente uomo soltanto nella sua unit\u00e0 con Dio; pensiero divino e divina volont\u00e0\u00bb; e, di se stesso, afferma risolutamente: \u00abSe domandate a me quale sia la mia religione, io vi dico in tutta sincerit\u00e0 che io mi sento, e perci\u00f2 credo di essere, non solo cristiano, ma cattolico\u00bb.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anzi vedere nella dimensione religiosa dell&#8217;attualismo, che \u00e8 compito dello Stato sviluppare e diffondere, l&#8217;autentica prosecuzione della religiosit\u00e0 di Giordano Bruno, non tanto in senso panteista, quanto in senso etico e morale; cos\u00ec come nella sua lotta contro l&#8217;indifferentismo religioso ed il laicismo propri dell&#8217;illuminismo e del positivismo, che &#8211; invece &#8211; hanno parte essenziale nella concezione di Croce (e in quella di Marx).<\/p>\n<p>Per Croce, la religione \u00e8 essenzialmente &quot;religione della libert\u00e0&quot; ed anche il suo tanto strombazzato saggio del 1942, \u00abPerch\u00e9 non possiamo non dirci cristiani\u00bb, non ha in effetti altro scopo che quello di propugnare una sorta di &quot;santa alleanza&quot; ideologica, in chiave conservatrice, contro il neopaganesimo nazista ed il materialismo ateo sovietico. Ma la religione, per lui, non \u00e8 che un momento dialettico nella vita dello spirito, inferiore alla filosofia e valido, in buona sostanza, per vecchiette e spiriti rozzi: la religiosit\u00e0 verso cui si sente attratto \u00e8 quella del &quot;mondo in Dio&quot;; mentre Gentile si sente spinto, al contrario, verso &quot;un Dio che \u00e8 nel mondo&quot;.<\/p>\n<p>Il liberale Croce, impregnato di illuminismo e positivismo, condivide con Hegel la presunzione di poter svuotare il Cristianesimo dei suoi &quot;miti&quot; (par di sentire la critica di Rudolf Bultmann) per restituirlo alla sua verit\u00e0 filosofica; egli ha, nei suoi confronti, un atteggiamento che \u00e8 un misto di degnazione, malcelata impazienza e radicale incomprensione: proprio come Locke o come i deisti inglesi e francesi del XVIII secolo.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 fermamente convinto di possedere le chiavi della Verit\u00e0 Assoluta e guarda dall&#8217;alto in basso, con sufficienza tipicamente illuminista (ed hegeliana), le &quot;ingenue&quot;e &quot;primitive&quot; manifestazioni religiose del popolo incolto; con l&#8217;aria di voler dire: \u00abAspetta un momento, che ti spiego io che cos&#8217;\u00e8 la religione e chi \u00e8 veramente Dio\u00bb.<\/p>\n<p>A proposito della immensa presunzione intellettuale di Benedetto Croce e della sua totale incomprensione non solo del Cristianesimo, ma del fenomeno religioso in quanto tale, ci sembra illuminante il bilancio delineato da Michele Federico Sciacca in un saggio ormai vecchio di oltre mezzo secolo, e tuttavia sempre lucido e attuale: \u00abL&#8217;idealismo moderno\u00bb (contenuto nel volume collettaneo \u00abEresie del secolo\u00bb, Assisi, Edizioni Pro Civitate Christiana, 1954, pp. 56-59):<\/p>\n<p>\u00abDiversa [da quella di Giovanni Gentile] \u00e8 la posizione del Croce, nella cui sedicente &quot;filosofia&quot; dello spirito non c&#8217;\u00e8 posto per la religione, come, del resto, non ce n&#8217;\u00e8 per la filosofia. Per il crociano storicismo empiristico il problema di Dio \u00e8 un &quot;pseudo problema&quot;, frutto dell&#8217;immaginazione , appartenente alle cose &quot;non pensate e non operate&quot;. Gi\u00e0, perch\u00e9 Dio, per il &quot;positivista&quot; Croce, non \u00e8 nostra opera, non \u00e8 un FATTO storico. Per conseguenza, le religioni son &quot;miti&quot; e come tali apartengono alla facolt\u00e0 dell&#8217;immaginazione e valgono a soddisfare soltanto bisogni pratici ed empirici&quot;.<\/p>\n<p>Eppure anche Croce ha scritto di essere cristiano e ha voluto spiegare, in alcune pagine di ameni spropositi (non \u00e8 qui il caso di parlare di &quot;eresia&quot;, parola che ha pure, quando si \u00e8 in buona fede, una sua nobilt\u00e0) &quot;Perch\u00e9 non possiamo non dirci cristiani&quot; (1942). Egli riconosce il Cristianesimo essere stato &quot;la pi\u00f9 grande rivoluzione che l&#8217;umanit\u00e0 abbia mai compiuto&quot;. Niente, dunque, rivelazione o intervento dall&#8217;alto: si tratta semplicemente di un grandioso fatto umano, di una delle infinite creazioni con le quali lo spirito, perennemente, &quot;celebra se stesso&quot;. Ma, purtroppo, al Cristianesimo primitivo, a questa straordinaria rivoluzione, son capitate tante brutte cose e precisamente di essere stato avvolto in &quot;miti&quot;. Quali? Quelli, chiaro, fantasticati dalla Chiesa: &quot;regno di Dio, resurrezione dei morti, battesimo per prepararvisi, espiazione e redenzione che toglie i peccati degli eletti al nuovo regno, grazia e predestinazione, e via dicendo&#8230;&quot;. Pazienza per questi miti: essi sono fenomeni che rientrano nel destino &quot;naturale e necessario&quot; delle religioni; e del resto \u00e8 ineliminabile dalla vita dello spirito il momento nel quale &quot;si chiude il processo cogitativo della ricerca con l&#8217;acquistata fede e si apre quello della praticazione in cui la fede si trasfonde&quot;,. Questo processo involutivo del Cristianesimo \u00e8 rappresentato dalla Chiesa cristiana cattolica &quot;che foggi\u00f2 i suoi dogmi non temendo di formulare a volte il non pensabile perch\u00e9 non appieno risoluto nella unit\u00e0 del pensiero, il suo culto, il suo sistema sacramentale, la gerarchia, la disciplina, il patrimonio terreno, l&#8217;economia, la finanza, il giure, e i tribunali suoi e la correlativa casistica legale, e studi\u00f2 e attu\u00f2 accomodamenti e transazioni con bisogni che n\u00e9 potevano estinguere o reprimere n\u00e9 lasciar liberi e di sfrenati,&#8230;&quot;. Peccato che la Chiesa non abbia pensato a formulare dogmi &quot;pensabili&quot; e &quot;appieno risoluti nell&#8217;unit\u00e0 del pensiero&quot;; cio\u00e8 dogmi che non sono pi\u00f9 tali, ma pure verit\u00e0 razionali! Croce giustifica la storia della Chiesa come quella di qualsiasi altro istituto terreno, dato che i FATTI non possono non giustificarsi, una volta accaduti.<\/p>\n<p>Tuttavia la primitiva verit\u00e0 del Cristianesimo, malgrado la Chiesa e la sua miticizzazione, si \u00e8 trasformata e accresciuta. Pertanto &quot;continuatori effettivi nell&#8217;opera religiosa del Cristianesimo sono da tenere quelli che, partendo dai suoi concetti e integrandoli con la critica e con l&#8217;ulteriore indagine, produssero sostanziali avanzamenti nel pensiero e nella vita&quot;. Tutti cristiani, quelli che hanno integrato &quot;criticamente&quot; la primitiva verit\u00e0 cristiana: Lutero, e Kant, Voltaire e Fichte, Hegel e Croce. Anzi gli unici veri cristiani sono solo costoro. Infatti il medioevo, &quot;salvo sparsi conati e rare scintille&quot;, ha fatto solo &quot;lavoro banausico&quot;; il Concilio di Trento ha sconosciuto e perseguitato i &quot;severi fondatori della scienza fisico-matematica della natura&quot; e gli assertori della religione naturale e del diritto naturale e della tolleranza, prodromo delle ulteriori concezioni liberali; il &quot;Sillabo&quot;ha condannato tutta quanta l&#8217;et\u00e0 moderna, &quot;senza per altro essere in grado di contrapporre alla scienza, alla cultura e alla civilt\u00e0 moderna del laicato, una sua propria e vigorosa scienza, cultura e civilt\u00e0&quot;. Perci\u00f2, a parlar rigorosi, non possono dirsi cristiani S. Tommaso e Rosmini, gli apostoli e i santi, e meno ancora la Chiesa sdi Roma e il Papa, tutti incorreggibili creatori di &quot;miti&quot;, del mito della Rivelazione, dell&#8217;altro ancor meno &quot;pensabile&quot; di Cristo figlio di Dio, senza dire di dogmi e sacramenti. Invece, lo storicismo crociano, s\u00ec, che \u00e8 cristiano, perch\u00e9 il Dio cristiano non lo adora pi\u00f9 &quot;come mistero&quot; e perch\u00e9 &quot;sa&quot; (e Croce, questo analfabeta di Dio, sa tutto) che &quot;sempre esso sar\u00e0 mistero all&#8217;occhio della logica astratta e intellettualistica, immeritatamente creduta e significata come &quot;logica umana; &quot;ma che limpida verit\u00e0 esso \u00e8 all&#8217;occhio della logica concreta, che potr\u00e0 ben dirsi&quot; divina, &quot;intendendola nel senso cristiano&quot; come quella alla quale l&#8217;uomo, di continuo, si eleva, e che, di continuo, congiungendolo a Dio, lo fa veramente uomo<\/p>\n<p>E poi si vuol pretendere che il Croce vada preso sul serio anche quando scrive di religione e di filosofia, e si rimprovera, a chi onestamente non ce la fa, una presa di posizione eccessivamente polemica&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Che se poi a qualcuno venisse la curiosit\u00e0 di domandare al Croce come faccia, egli, a porsi dal punto di vista della &quot;logica concreta&quot;, cio\u00e8 &quot;divina&quot;, ovvero di un Sapere assoluto e oggettivo, s\u00ec da vedere le cose con perfetta e sublime trasparenza, i suoi seguaci si vedrebbero forse costretti a rispondere dichiarando la divinit\u00e0 del loro Maestro: altra via intellettualmente onesta non esiste, infatti, per uscire dal paradosso.<\/p>\n<p>Che, poi, \u00e8 il medesimo paradosso di Hegel, laddove questi afferma che il momento della Religione si &quot;supera&quot; dialetticamente nella Filosofia e che egli stesso, rivelando i disegni dello Spirito Assoluto e perfino i suoi piccoli trucchi (come la cosiddetta &quot;Astuzia della Ragione&quot;), rivendica per s\u00e9 stesso un grado di conoscenza pi\u00f9 che umano, a paragone del quale personaggi come lo stesso Ges\u00f9 Cristo sbiadiscono e impallidiscono, riducendosi al livello di modesti istruttori di masse illetterate e superstiziose, non certo di &quot;filosofi&quot; con l&#8217;iniziale maiuscola.<\/p>\n<p>Croce, del resto, si mostra, se possibile, ancora pi\u00f9 gonfio di presunzione dello stesso Hegel: la sua filosofia, infatti, muove dal presupposto di emendare l&#8217;hegelismo da ogni residuo aprioristico, in modo da realizzare in modo pi\u00f9 coerente di quanto abbia fatto il pensatore tedesco l&#8217;unit\u00e0 di razionale e reale; e, identificando la filosofia con la storia, afferma l&#8217;universale concreto, contro l&#8217;universale astratto di Aristotele e della Scolastica.<\/p>\n<p>Dall&#8217;alto della sua scienza superiore, che gli permette di guardare con distacco e sufficienza sia alla filosofia greca che a quella cristiana medievale e, in particolare, al tomismo, &quot;don&quot; Benedetto, gelosissimo del ruolo di massimo filosofo italiano che si \u00e8 ritagliato, sia pure attraverso alterne vicende, e della egemonia da lui esercitata nelle universit\u00e0 e nelle scuole per mezzo di una rete innumerevole di solerti discepoli, neppure per un momento si domanda se una religione, dopotutto, non debba essere considerata \u00abiuxta propria principia\u00bb e non secondo schemi e categorie mentali che si pongono rispetto ad essa con un atteggiamento di degnazione intellettualistica.<\/p>\n<p>Neppure per un momento Croce si chiede se non sia per caso pi\u00f9 giusto provare ad accostare il fenomeno religioso con gli occhi di quelle persone semplici che lui, intellettuale prestigioso e alquanto compiaciuto, considera con altezzoso paternalismo; n\u00e9 gli sorgono mai dubbi sulla liceit\u00e0 di una operazione come quella di razionalizzare il fatto religioso secondo le categorie del Logos dialettico dell&#8217;idealismo.<\/p>\n<p>Singolare paradosso: Croce, spregiatore della scienza, le cui affermazioni gli sembrano nient&#8217;altro che &quot;pseudo-concetti&quot; empirici, e risoluto negatore di una interpretazione matematica della natura, finisce per porsi davanti a Dio e alla religione con la stessa boria intellettuale dello scientismo pi\u00f9 esasperato; anzi, se possibile, con boria anche maggiore, considerata la sua pretesa di poter dire proprio ai credenti la parola definitiva sulla loro stessa fede.<\/p>\n<p>In fondo, la filosofia di Croce \u00e8 uno dei tanti sviluppi del fondamentale pregiudizio illuminista, e specificamente kantiano, secondo il quale \u00abbisogna ricondurre la religione entro i limiti della ragione\u00bb: affermazione in cui non si sa se colpisca di pi\u00f9 la tracotanza intellettuale, che pretenderebbe di circoscrivere ci\u00f2 che, per sua stessa natura, \u00e8 illimitato e insondabile, o l&#8217;estrema povert\u00e0 e banalit\u00e0 speculativa, dato che non sembra neppure accorgersi dell&#8217;ossimoro, anzi della insanabile contraddizione logica, di cui &#8211; con involontaria autoironia &#8211; \u00e8 manifestamente portatrice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disprezzo nei confronti della religione, considerata una manifestazione di ordine inferiore, e la polemica anticristiana, pi\u00f9 o meno esplicita, sono proprie dell&#8217;idealismo non meno del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[101,117,153,164,263],"class_list":["post-24347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-benedetto-croce","tag-dio","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-giovanni-gentile","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}