{"id":24342,"date":"2016-09-29T07:18:00","date_gmt":"2016-09-29T07:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/29\/cristiani-ma-fino-a-un-certo-punto\/"},"modified":"2016-09-29T07:18:00","modified_gmt":"2016-09-29T07:18:00","slug":"cristiani-ma-fino-a-un-certo-punto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/29\/cristiani-ma-fino-a-un-certo-punto\/","title":{"rendered":"Cristiani, ma fino a un certo punto"},"content":{"rendered":"<p>S\u00f8ren Kierkegaard soleva ironizzare sui cristiani del suo Paese e del suo tempo, che erano tali, s\u00ec, ma &quot;fino a un certo punto&quot;; che ci credevano, s\u00ec, ma &quot;fino a un certo punto&quot;; che prendevamo sul serio Ges\u00f9 e il Vangelo, certamente, ma sempre &quot;fino a un certo punto&quot;. Pi\u00f9 in generale, questa sembra essere la malattia dell&#8217;uomo moderno: non essere mai qualcosa fino in fondo, ma solo <em>fino a un certo punto<\/em>. Semi-uomini che vivono di mezze idee, di mezze passioni, di semi-ideali: che fanno quel che fanno, per\u00f2 senza mai arrivare alla piena coerenza: solo <em>fino a un certo punto<\/em>. Perch\u00e9 quando il gioco si fa serio, si fermano e tornano indietro.<\/p>\n<p>Del resto, il relativismo oggi dominante &#8212; Benedetto XVI parlava di una vera e propria <em>dittatura del relativismo<\/em> &#8212; offre l&#8217;alibi perfetto a codesta semi-umanit\u00e0 di semi-vivi: nessuna causa merita di essere presa cos\u00ec sul serio, da spingersi fino in fondo; nessuna verit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec assoluta, da meritare la fedelt\u00e0 perfetta: anzi, se cos\u00ec si facesse, si ritornerebbe al fanatismo e all&#8217;integralismo di epoche passate e, per fortuna, dimenticate. Del resto, non ha insegnato Luigi Pirandello che ciascuno di noi \u00e8 <em>uno, nessuno e centomila<\/em>? E dunque, non sarebbe eccessivo pretendere che ci caliamo sino in fondo in una delle tane maschere sociali che formano la nostra personalit\u00e0?<\/p>../../../../n_3Cp>Quella del <em>fino a un certo punto<\/em> sembra essere diventata la filosofia universale dell&#8217;uomo moderno: almeno per quel che riguarda le cose serie, le scelte di fondo, le decisioni fondamentali, lo stile di vita. Per quel che riguarda le cose futili ed effimere, invece, vale la filosofia opposta: quella del <em>fino in fondo.<\/em> I tatuaggi, per esempio: le persone sono sempre pi\u00f9 restie ad assumersi impegni durevoli; ma non esitano a farsi tatuare il corpo per &quot;celebrare&quot; legami e sentimenti passeggeri, che durano, sovente, lo spazio d&#8217;un mattino; non temono, quindi, di esibire sulla propria pelle la testimonianza di una stagione della loro vita che sar\u00e0 presto dimenticata. Oppure un gioiello costosissimo; un telefonino o un computer di ultima generazione; un orologio d&#8217;oro: alcune di tali cose dureranno appena un paio d&#8217;anni, se tutto va bene; tuttavia, pur di averle, molte persone sono disposte a fare debiti o a imbarcarsi in defatiganti pagamenti rateali, che proseguiranno per anni e anni: in tali casi, sono disposte a perseverare <em>sino in fondo<\/em>.<\/p>\n<p>Crediamo vi sia una relazione fra le due cose, fra la filosofia del <em>fino a un certo punto<\/em> e quella del <em>sino in fondo<\/em>; che siano l&#8217;una il rovescio della medaglia dell&#8217;altra; che si completino a vicenda, in quella creatura sdoppiata e schizofrenica che sempre pi\u00f9 sta diventando l&#8217;uomo moderno (<em>quel doppio uomo che \u00e8 in me<\/em>, diceva, nella epistola sull&#8217;ascensione al Monte Ventoso, il primo uomo moderno in assoluto: Francesco Petrarca). Siamo anche persuasi che tale sdoppiamento, tale lacerazione interiore, siano il risultato, tra le altre cose, di una fondamentale disonest\u00e0 intellettuale, di una inveterata incapacit\u00e0, o meglio indisponibilit\u00e0, a guardarsi dentro, a leggere in se stessi con un minimo di sincerit\u00e0 e di lealt\u00e0, senza trucchi e senza maschere. Sia come sia, il risultato delle spinte e controspinte in cui \u00e8 afferrata e dilaniata l&#8217;anima dell&#8217;uomo moderno \u00e8 questo: lo sdoppiamento, la perdita del dominio di s\u00e9, accompagnati da un continuo, petulante, patetico sforzo di auto-giustificazione, quando non, addirittura, di auto-celebrazione.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 \u00e8 debole, l&#8217;uomo moderno vuole ostentare la forza; quanto pi\u00f9 \u00e8 incerto e diviso, la sicurezza e l&#8217;autorit\u00e0; quanto pi\u00f9 \u00e8 perplesso, turbato, spaventato, il coraggio, la decisione, la fiducia in se stesso. Cos\u00ec facendo, si mette nelle condizioni di non poter ricevere soccorso n\u00e9 dall&#8217;esterno, perch\u00e9 d\u00e0 agli altri una falsa immagine di s\u00e9, n\u00e9 da se medesimo, in quanto si priva di quella umilt\u00e0 e di quella consapevolezza che sono i presupposti indispensabili per ricevere l&#8217;aiuto della Grazia. Ma l&#8217;uomo moderno non vuole, in fondo, essere aiutato; nonostante l&#8217;edonismo apparente, egli non si vuole bene: dopotutto, quel che desidera, inconsciamente, \u00e8 di scomparire, o che qualcosa lo faccia scomparire. \u00c8 stanco di vivere, perch\u00e9 la vita gli pesa.<\/p>\n<p>Limitiamoci, per ora, a considerare la faccia della medaglia relativa al <em>fino a un certo punto<\/em>; e limitiamo la nostra riflessione all&#8217;essere cristiani. Il cristiano <em>fino a un certo punto<\/em> \u00e8 colui che non solo sente, ma anche pensa, il fatto del proprio cristianesimo, fino a un certo punto: \u00e8 una malattia, cio\u00e8, non solo della volont\u00e0, ma anche dell&#8217;intelletto. Della volont\u00e0: perch\u00e9 essere cristiani sino in fondo (il che non significa affatto essere &quot;integralisti&quot;, meno ancora fanatici, ma semplicemente essere seriamente quel che si pretende di essere: in questo caso, cristiani) richiederebbe uno sforzo eccessivo al livello della volont\u00e0, che ben pochi, di questi tempi, son capaci di sopportare: senza scomodare la disponibilit\u00e0 al martirio, basta pensare alla preghiera, al digiuno, all&#8217;astinenza, ai pellegrinaggi, per non parlare della penitenza &#8212; e i confessori, ormai, sono talmente sensibili alla debole volont\u00e0 delle loro pecorelle, che somministrano loro delle penitenze veramente ridicole, anche in presenza di peccati gravi. Una malattia dell&#8217;intelletto: perch\u00e9 il cristiano moderno crede, s\u00ec, al Vangelo, ma fino a un certo punto: vale a dire, fino a che non si tratta di fare uno sforzo troppo grande in termini, appunto, intellettuali.<\/p>\n<p>Nel Vangelo si dice che Ges\u00f9 nacque da Maria vergine. Eh, qui le difficolt\u00e0 cominciano subito: come si fa a mandar gi\u00f9 una cosa simile, a livello intellettuale? Bisognerebbe essere ben sempliciotti: no, non \u00e8 possibile; al cristiano moderno, istruito e razionale, ripugna troppo dover digerire un boccone tanto indigesto. Chiss\u00e0, forse, dopotutto, Maria non era vergine; forse lo era, ma prima di concepire Ges\u00f9; forse lo era in senso simbolico, metaforico: una verginit\u00e0, per cos\u00ec dire, allegorica e intenzionale. Andiamo avanti. Ges\u00f9 \u00e8 cresciuto, si accinge ad iniziare la sua vita pubblica, e si ritira nel deserto a pregare e digiunare (proprio le due cose che il cristiano moderno non sa neppure cosa siano); e qui viene tentato dal Diavolo. Be&#8217;, andiamoci piano: forse non era proprio il Diavolo; forse era l&#8217;umana tentazione, cui tutti i figli di Adamo sono soggetti. Quanto, poi, a credere che il Diavolo lo abbia sfidato a gettarsi dal pinnacolo del tempio, o che lo abbia preso e condotto con s\u00e9 in cima a una montagna altissima: \u00e8 chiaro che si tratta di simboli, di miti, come diceva il buon Rudolf Bultmann, il patriarca di tutti i teologi moderni. Il teologo moderno \u00e8 un personaggio che, se non ci fosse stato, lo si sarebbe dovuto inventare: un signore che viene a rimuovere ogni ostacolo intellettuale dal cammino del credente <em>moderno<\/em>, e che gli permette di credere al Vangelo, senza doversi sottoporre a un eccessivo sacrificio intellettuale. Ammettere il miracolo, ad esempio, \u00e8 un sacrifico intellettuale troppo grande, per il cristiano moderno: ed ecco che il teologo moderno, solerte e pieno di zelo, come un infaticabile cameriere, viene a togliere le briciole dalla tovaglia, a sparecchiare piatti e bicchieri, e ci restituisce il tavolo bello e pulito, senza nessun fastidioso ingombro. Meraviglioso! Grazie all&#8217;opera di questi provvidenziali teologi-camerieri, di questi Enzo Bianchi, di questi Vito Mancuso, di questi Walter Kasper, credere non \u00e8 pi\u00f9 una penitenza intellettuale, una mortificazione per la nostra intelligenza; anzi, diventa semplice e naturale come bere un bicchier d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Prodigi della cultura illuminista; capolavori dei lumi della ragione. E, difatti, chi troviamo all&#8217;origine di questa tendenza? Il bravo John Locke, con la sua <em>Ragionevolezza del cristianesimo<\/em>; e il libero pensatore John Toland, con il suo <em>Cristianesimo senza misteri<\/em>. Che bello: un cristianesimo senza misteri! Un cristianesimo perfettamente ragionevole! Senza dubbio, Ges\u00f9 non \u00e8 venuto al mondo per insegnare ai piccoli e ai semplici, ma ai sapienti e agli intelligenti. Peccato che il Vangelo dica esattamente il contrario; ma, chiss\u00e0, forse sono stati gli evangelisti a fare un po&#8217; di confusione, dopotutto. Credere in Ges\u00f9, uomo e Dio, senza sacrifico intellettuale; credere alla sua Passione, Morte e Resurrezione, come cosa del tutto ragionevole: non \u00e8 meraviglioso, tutto questo? Una volta fatto un tale passo, gli altri vengono naturali, assolutamente logici: forse, dopotutto, Ges\u00f9 non era proprio il Figlio di Dio, ma un grande saggio, un illuminato, come Budda, Confucio, Lao Tze, Socrate; forse non voleva che credessimo in Lui, ma semplicemente in ci\u00f2 che diceva; forse non pretendeva di indicarci la via per la vita eterna (la vita eterna!, facile a dirsi; ma chi lo sa se esiste davvero? nessuno \u00e8 mai stato dall&#8217;altra parte, per darcene assicurazione), ma di aiutarci, semplicemente, a vivere nel modo migliore <em>questa<\/em> vita. Poi sono venuti i preti, gente della specie di san Paolo, e hanno imbrogliato le carte, spostando il centro del Vangelo sulla Resurrezione e sulla vita eterna: ma questo, \u00e8 chiaro, appare poco ragionevole e un po&#8217; troppo misterioso.<\/p>\n<p>Dunque, dicevamo: dopo le tentazioni, la vita pubblica di Cristo (ma avete notato che i teologi modernisti preferisco parlare di &quot;Ges\u00f9&quot; che di Cristo? Si vede che &quot;Cristo&quot; \u00e8 troppo impegnativo, troppo compromettente, per i loro ragionevoli intelletti, cos\u00ec allergici ai misteri). Ges\u00f9 alle nozze di Cana, che tramuta l&#8217;acqua in vino; Ges\u00f9 che moltiplica i pani e i pesci; Ges\u00f9 che guarisce i ciechi, i sordi e i malati; Ges\u00f9 che espelle i diavoli dai posseduti (questa, poi&#8230;!); Ges\u00f9 che resuscita la figlia di Giairo, indi il suo amico Lazzaro; Ges\u00f9 che cammina sulle acque e che seda la tempesta sul lago; Ges\u00f9 che si trasfigura sul Monte Tabor; Ges\u00f9 che affronta la croce e poi resuscita se stesso, non come Lazzaro, che dovr\u00e0 morire, ma come un essere glorioso, di luce, immortale, <em>sconfiggendo la morte per sempre<\/em>; Ges\u00f9 che riappare nel cenacolo a porte chiuse; Ges\u00f9 che ascende al cielo; lo Spirito Santo che discende sul capo degli Apostoli e di Maria, in forma di tante fiammelle. Quanti miracoli, quanti sacrifici per la nostra ragionevolezza: un po&#8217; troppi. E allora, ecco che i teologi-camerieri si rimboccano le maniche della loro giacca bianca, e si mettono alacremente all&#8217;opera. Nessun problema, del resto: sono o non sono le teste fine di un secolo altamente razionale ed evoluto, che non accetta nulla senza prove e che giura solamente sull&#8217;esperimento scientifico? Quindi, niente paura: lasciate fare ai teologi-camerieri, e vedrete che tutte le briciole moleste spariranno dalla tovaglia in un batter d&#8217;occhio.<\/p>\n<p>Le nozze di Cana? Una polverina prodigiosa, che conferisce all&#8217;acqua il sapore del vino: un trucco da circo, ma fatto a fin di bene: era cos\u00ec imbarazzante, vedere i due sposi mortificati davanti agli invitati. La moltiplicazione dei pani e dei pesci (anzi, le due moltiplicazioni dei pani e dei pesci: quasi che Ges\u00f9 avesse previsto l&#8217;incredulit\u00e0 di quelli che non c&#8217;erano)? Ma \u00e8 chiaro che si tratta di un&#8217;allegoria: i pani e i pesci non sono veramente aumentati di numero dentro i canestri: si vede che non erano poi cos\u00ec pochi; e il senso dell&#8217;episodio \u00e8 che bisogna dividere fraternamente quel che si possiede, e cos\u00ec ce ne sar\u00e0 abbastanza per tutti. Due piccioni con una fava: si allontana il pungiglione del miracolo dalla delicatissima pelle dei cristiani moderni, saturi di ragionevolezza e allergici al mistero, e si predica il Vangelo socialista e pauperista della equa distribuzione dei beni, facendo un enorme regalo a quegli stessi teologi, marxisti mancati o ex marxisti sfrattati dalla loro antica dimora a causa della inagibilit\u00e0 del vecchio edificio, e pi\u00f9 che mai desiderosi di trovarsi un nuovo domicilio, si capisce che sia confacente ai loro gusti e alla loro tradizione. Quanto al fatto che Ges\u00f9 guariva i ciechi, i sordi e i malati, ebbene, questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 facile di tutte da spiegare: era un grande taumaturgo! Che c&#8217;\u00e8 di strano, in fondo? Si sa bene che simili persone esistono: lo ha dimostrato anche la scienza; non c&#8217;\u00e8 nulla di misterioso, nulla di soprannaturale. E cos\u00ec via. Forse, la figlia di Giairo non era veramente morta, ma solo in catalessi. Forse nemmeno Lazzaro era davvero morto, ma era in coma (\u00e8 vero che il Vangelo dice che il suo corpo gi\u00e0 puzzava di decomposizione, ma insomma \u00e8 una difficolt\u00e0 superabile: si pu\u00f2 ben ammettere che l&#8217;evangelista abbia un pochino calcato le tinte, cos\u00ec, per amore dell&#8217;effetto letterario!).<\/p>\n<p>Il vero scoglio \u00e8 dato dalla Resurrezione di Ges\u00f9 stesso. Quando si arriva a quel punto, tutta la ragionevolezza di questo mondo rischia di andare a farsi benedire. \u00c8 un bel grattacapo, non c&#8217;\u00e8 che dire: anzi, diciamolo pure, \u00e8 un vicolo cieco. Come si fa ad accettare un <em>fatto<\/em> di quel genere? Ed \u00e8 qui, infatti, che le cose stanno incominciando a farsi chiare, da qualche tempo in qua. Da qualche tempo in qua, nel particolare clima che si \u00e8 andato instaurando dentro la Chiesa cattolica e la cultura cattolica, e che ha visto nascere la Neochiesa modernista e progressista, alcuni teologi-camerieri stanno incominciando a gettare la maschera, e a porre le carte in tavola. Oh, ma sempre con infinita cautela, intendiamoci: niente gesti clamorosi, e, soprattutto, niente gesti precipitosi, avventati! Perch\u00e9 rovinare tutto con la fretta, ora che le cose sono giunte l\u00e0 dove essi volevano condurle, e che i cristiani moderni sono ormai cotti a puntino? Comunque, con qualche accenno volutamente ambiguo, con qualche distinguo degno del dottor Azzeccagarbugli, con qualche sapiente e calcolato sofisma, alcuni di costoro stanno incominciando ad insinuare che Ges\u00f9 non era propriamente Dio, ma era un uomo&#8230; Una volta che avranno conquistato la posizione, centimetro dopo centimetro, e sempre con le spalle coperte, in alto, dalla stampa cattolica e dal papa stesso, potranno cogliere il frutto di tante fatiche e di tante veglie, e dedurre che, se Ges\u00f9 era un uomo, non \u00e8 risorto; e che il suo regno non era dell&#8217;altro mondo, ma di questo e solo di questo. Complimenti, teologi-camerieri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\u00f8ren Kierkegaard soleva ironizzare sui cristiani del suo Paese e del suo tempo, che erano tali, s\u00ec, ma &quot;fino a un certo punto&quot;; che ci credevano,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107],"class_list":["post-24342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24342\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}