{"id":24339,"date":"2016-03-19T03:24:00","date_gmt":"2016-03-19T03:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/19\/altro-che-naturalismo-il-cristianesimo-e-una-lotta-incessante-contro-la-natura-degradata\/"},"modified":"2016-03-19T03:24:00","modified_gmt":"2016-03-19T03:24:00","slug":"altro-che-naturalismo-il-cristianesimo-e-una-lotta-incessante-contro-la-natura-degradata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/19\/altro-che-naturalismo-il-cristianesimo-e-una-lotta-incessante-contro-la-natura-degradata\/","title":{"rendered":"Altro che naturalismo; il cristianesimo \u00e8 una lotta incessante contro la natura degradata"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni filosofi che, stando all&#8217;esterno del cristianesimo, mostrano di non aver capito nulla di esso, come Massimo Cacciari, invitano il Papa e la Chiesa ad &quot;abbandonare il naturalismo&quot;, cio\u00e8, per esempio &#8212; oh, \u00e8 un esempio fra mille; peccato che si parli sempre e solo di quello, da mesi, con martellante, ossessiva ripetitivit\u00e0 &#8212; ad abbandonare il pregiudizio che essi nutrono verso l&#8217;omosessualit\u00e0, i matrimoni omosessuali e le adozioni gay, soltanto per il piccolo dettaglio che due uomini o due donne non sono in grado, senza l&#8217;intervento di tecniche particolari, di rendere feconda la loro unione e avere una prole.<\/p>\n<p>Altri filosofi e filosofe, dall&#8217;interno del cristianesimo (o, almeno, pensando di essere al suo interno), mostrando di aver capito, se possibile, ancora meno, come Michela Marzano, sostengono che tutto ci\u00f2 che viene dall&#8217;amore \u00e8 buono e che non vi \u00e8 nulla di cattivo nella natura, per cui il &quot;vero&quot; cristianesimo dovrebbe consistere nell&#8217;accettazione di tutto ci\u00f2 viene dalla &quot;natura&quot;, purch\u00e9 vi sia amore; perci\u00f2, nel caso sopra citato, la Chiesa dovrebbe abbandonare la visione dell&#8217;omosessualit\u00e0 come peccato, dato che le persone omosessuali esistono, e ci\u00f2 che esiste va semplicemente accolto.<\/p>\n<p>Sono due colossali, contrapposti fraintendimenti: per l&#8217;uno, il cristianesimo \u00e8 troppo naturalista; per l&#8217;altro, lo \u00e8 troppo poco; per l&#8217;uno, dovrebbe definitivamente rompere con la legge morale naturale, per l&#8217;altro dovrebbe fare della natura la nuova tavola della Legge. In entrambi i casi, non si capisce cosa sia venuto a fare Ges\u00f9 Cristo sulla Terra: nel primo caso, sarebbe venuto per abolire la morale naturale, nel secondo, per erigerla a legge assoluta. Ma Lui, come Figlio di Dio e come Dio egli stesso, avrebbe potuto benissimo restarsene a casa &#8212; <em>pardon<\/em>, in Cielo.<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 che non hanno capito, gli uni e gli altri? Non hanno capito che la natura non \u00e8 buona in se stessa, o meglio, che non lo \u00e8 pi\u00f9 dopo la ferita inferta alla creazione del Peccato originale; ma che essa, cos\u00ec com&#8217;era uscita dalle mani del Creatore, era buona (non perfetta, perch\u00e9 solo Dio lo \u00e8; le sue opere lo sono solo in senso relativo), e anche dopo il Peccato ha conservato, nonostante tutto, un riflesso della sua bont\u00e0 originaria. Pertanto la natura possiede, in se stessa, qualche cosa di buono: la bellezza dei corpi e delle forme, l&#8217;armonia fra gli enti (che non \u00e8 certo assoluta, ma deturpata, ad esempio, dalla necessit\u00e0 della lotta per la vita), e soprattutto la legge morale che essa reca inscritta nel fondo dell&#8217;anima umana.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 l&#8217;uomo si attiene alla legge morale naturale, finch\u00e9 la sa vedere e riconoscere, finch\u00e9 riesce a seguirla fedelmente, l&#8217;uomo \u00e8 sulla via del bene. Tuttavia, egli non riesce a perseverare a lungo in tale stato; i frutti avvelenati del Peccato si fanno sentire, con una predisposizione alla fragilit\u00e0, alla debolezza della carne: per cui l&#8217;uomo, abbandonato alle sue sole forze, finisce per soccombere alle tentazioni, e a smarrire la retta via. Il suo destino, perci\u00f2, sarebbe quello di sprofondare nel male; se pu\u00f2 sottrarsi ad esso, ci\u00f2 gli viene non dalle sue forze, ma dall&#8217;aiuto della Grazia, che lo mette in armonia con il Creatore e ristabilisce il legame vivo e operante della dimensione soprannaturale, la quale, fin quando l&#8217;uomo \u00e8 lontano da Dio, giace come in quiescenza.<\/p>\n<p>La legge naturale, dunque, non basta; se bastasse, l&#8217;uomo sarebbe il padrone di se stesso, cio\u00e8 il Dio di se stesso; e non avrebbe bisogno di alcun Dio al di sopra di s\u00e9. Se essa non basta, ci\u00f2 non significa che vada abolita, o ignorata, o disprezzata, o capovolta: ci\u00f2 che \u00e8 bene secondo natura, \u00e8 bene e anche secondo la Legge divina; e ci\u00f2 che \u00e8 male secondo natura, \u00e8 male anche per la Legge divina. La Legge divina comprende ed ingloba la legge morale naturale; non la smentisce, non la contraddice: la supera.<\/p>\n<p>Pertanto si dia pace, il filosofo Cacciari: il cristianesimo non potr\u00e0 mai abbandonare la legge naturale (anche nel deprecabile caso che qualche pastore impazzito lo facesse, a titolo personale): ci\u00f2 che \u00e8 male per la legge naturale, \u00e8 male anche davanti a Dio. \u00c8 male adorare falsi d\u00e8i, e non rendere il culto dovuto al vero Dio; \u00e8 male mentire, rubare, calunniare, tradire, uccidere: queste cose sono male per la legge naturale, e sono male anche per i cristiani. L&#8217;omosessualit\u00e0 non \u00e8 un male in quanto tendenza innata, ma \u00e8 un disordine oggettivo: non tutto ci\u00f2 che fa la natura \u00e8 perfetto, lo abbiamo gi\u00e0 detto. La natura compie degli errori, presenta delle situazioni disarmoniche: la natura con la quale abbiamo a che fare non \u00e8 la natura buona, uscita dalle mani di Dio, ma la natura decaduta, prodotta dagli effetti del Peccato. Peccato nel quale siamo tutti solidali, perch\u00e9 tutti ripeteremmo la disobbedienza di Adamo ed Eva, se fossimo posti nelle medesime circostanze: tutti ci lasceremmo trascinare dalla tentazione della superbia. Il male vero e proprio, nel caso della omosessualit\u00e0, non risiede nella tendenza (ci\u00f2 sarebbe assurdo: come si pu\u00f2 essere colpevoli per qualcosa che si \u00e8 ricevuto dalla natura e che non dipende da noi?), ma nell&#8217;assenso a una inclinazione non buona, perch\u00e9, appunto, disordinata.<\/p>\n<p>Il discorso sarebbe lungo; ne abbiamo parlato in altre sedi, e ne parleremo ancora. Qui ci limitiamo ad osservare che molte persone con tendenze omosessuali, molte pi\u00f9 di quel che non si pensi (anche se le lobby gay oggi imperanti hanno completamente oscurato questo fatto, e si scatenano con aggressivit\u00e0 ogni qual volta si tenta di parlarne) sono depresse, infelici, desiderose di fare qualcosa per modificare un orientamento che non corrisponde ai loro intimi desideri; e che tale depressione e tale infelicit\u00e0 non dipendono, semplicemente (semplicisticamente!) dal fatto che la societ\u00e0, brutta e cattiva, oscurantista e omofoba, tende a giudicarli, a discriminarli, a disprezzarli, ma proprio dal fatto che qualcosa, nel profondo dell&#8217;anima, soffre e si ribella per una condizione sentita come non coerente con i bisogni pi\u00f9 veri della persona umana. Questo, naturalmente, limitandoci a considerare le persone che hanno realmente delle tendenze omosessuali, cio\u00e8 una piccolissima percentuale della popolazione umana; molte altre, infatti, le quali si dichiarano omosessuali e che rivendicano, con maggiore o minore fierezza, con maggiore o minore ostentazione e aggressivit\u00e0, il loro essere e il loro stile di vita, sono divenute tali, o praticano tale orientamento sessuale, non per una intima inclinazione naturale, ma per una scelta libera e consapevole, dettata da svariati fattori, sui quali non vogliamo discutere: ci basta aver messo bene in chiaro che, per quel genere di persone, essere omosessuali non \u00e8 un destino, ma una opzione, evidentemente suggestionata o favorita da una serie di circostanze, di stimoli, di occasioni di tipo socio-culturale, a volta anche subiti in maniera inconsapevole, e dovuti a particolari circostanze ambientali.<\/p>\n<p>Comunque, tornando al punto, non solo per i cristiani, ma anche per la legge morale naturale, l&#8217;omosessualit\u00e0 &#8212; oppure, diciamo con maggior precisione, la pratica omosessuale &#8212; \u00e8 un disordine, e dunque una cosa non buona: se la natura assecondasse le proprie manifestazioni disordinate, si autodistruggerebbe. Questo crediamo che sia un concetto talmente chiaro ed evidente, da non richiedere particolari dimostrazioni. Ed ecco perch\u00e9 Cacciari dice una cosa assurda, quando invita la Chiesa e il Papa ad abbandonare il &quot;naturalismo&quot;: la sua idea di naturalismo, infatti, \u00e8 una idea tutta ideologica: la natura, per lui &#8212; questo \u00e8 il sottinteso, il retro-pensiero &#8212; va bene quando conferma certe tendenze e certi impulsi, ma non va pi\u00f9 bene quando li smentisce. Questo \u00e8 un vecchio, vecchissimo vizio dei &quot;progressisti&quot;: risale almeno a Rousseau; e, se si vuole andare ancora pi\u00f9 indietro, a Francesco Bacone; e, se ancora non basta, agli Umanisti del XIV e XV secolo. Che la natura non sia &quot;buona&quot; in se stessa, \u00e8 evidente: come si fa a negarlo, davanti a un bambino che nasce con tre gambe o con due teste? Qui c&#8217;\u00e8 un mistero, un mistero tremendo, davanti al quale ci si pu\u00f2 solo raccogliere in riverente silenzio. L&#8217;uomo non pu\u00f2 sapere tutto, capire tutto: deve accettare il senso del limite. In ogni caso, \u00e8 evidente che, se la natura non &quot;correggesse&quot;, ma &quot;premiasse&quot; i suoi errori, si auto-distruggerebbe. La legge morale naturale e la natura non sono la stessa cosa: Cacciari rifletta, prima di parlare. La dottrina cristiana non \u00e8 naturalistica nel senso che erige la natura a norma suprema dell&#8217;etica; al contrario: innalza l&#8217;etica naturale sino a farne la base, naturale e ragionevole, dell&#8217;etica religiosa: nulla di pi\u00f9, nulla di meno. La natura non viene santificata in se stessa, non diventa norma di nulla; su di essa deve agire lo spirito.<\/p>\n<p>E qui viene pienamente in luce l&#8217;assurdit\u00e0 dell&#8217;altra posizione, quella ultra-naturalistica di filosofi come la Marzano (e tantissimi altri dello stesso tipo, e magari un pochino pi\u00f9 colti e profondi, per quanto ostinati nell&#8217;errore, come Hans K\u00fcng): per il cristiano, lo spirito comanda alla natura, non la natura allo spirito. La vita, per il cristiano, \u00e8 una lotta contro le passioni inferiori e contro gli istinti vergognosi che risalgono dalle profondit\u00e0 dell&#8217;anima. Essi non sono piovuti da Marte; vengono dalla nostra natura: dalla natura umana, decaduta a causa del Peccato. Il male \u00e8 gi\u00e0 dentro di noi, o, quanto meno, una certa predisposizione al male: per questo il Diavolo riesce a tentare l&#8217;uomo e a farlo cadere cos\u00ec facilmente, se questi non si tiene unito a Dio. Certi orripilanti fatti di cronaca nera &#8212; peraltro, sempre pi\u00f9 frequenti -, che lasciano sconcertati non solo per la loro estrema efferatezza, ma anche per la loro apparente gratuit\u00e0, dovrebbero insegnarci proprio questo: che la malvagit\u00e0 non \u00e8 un meteorite che, ogni tanto, cade sulla Terra, ma un qualcosa che trova alimento nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell&#8217;anima umana. Non serve a nulla ripetere, come una vana giaculatoria, davanti a certi atroci delitti: \u00abChi l&#8217;avrebbe mai potuto immaginare? Era una cos\u00ec brava persona: cos\u00ec tranquilla, cos\u00ec educata\u00bb; perch\u00e9 la realt\u00e0 del male \u00e8 una realt\u00e0 ordinaria, non straordinaria: esso non ha bisogno di presentarsi con fragore e con lampi e tuoni che lo annuncino; gli basta tirar fuori le unghie, all&#8217;improvviso, magari nel bel mezzo d&#8217;una vita apparentemente intemerata.<\/p>\n<p>La logica conseguenza di tutto questo \u00e8 che il cristiano deve lottare contro la propria natura, o, per dir meglio, contro una parte della propria natura: la parte inclinata al male. E non pu\u00f2 farlo da solo; da solo, soccomberebbe: ha bisogno dell&#8217;aiuto di Dio, della Grazia di Dio. Solo con tali armi formidabili, pu\u00f2 uscire vincitore dal combattimento. Ma \u00e8 proprio questo il punto che scandalizza i cattolici progressisti, modernisti e di sinistra, come la Marzano: il dover ammettere che la vita \u00e8 lotta, una lotta incessante del bene contro il male; e che la natura non \u00e8 buona in se stessa, ma \u00e8 il campo di battaglia di tale lotta. Ci\u00f2 li scandalizza, perch\u00e9 essi pensano che la natura sia buona in se stessa, e che la vita ci sia stata &quot;per la gioia&quot;, come continuamente ripetono. Ma non specificano che tipo di gioia: si direbbe una gioia tutta naturalistica, la loro: la gioia di chi gode della pienezza della natura, della salute, della giovinezza, del benessere. Infatti, essi non parlano mai della Croce, della Via della Croce. Non sanno, o hanno scordato, ci\u00f2 che qualsiasi vecchietta abituata a partecipare, il venerd\u00ec sera, alle funzioni della <em>Via Crucis<\/em>, sa benissimo, per averlo imparati sin da bambina: che non c&#8217;\u00e8 salvezza, per l&#8217;uomo, fuori della Croce. La Croce, per i filosofi e i teologi cattolici modernisti e progressisti, \u00e8 un imbarazzante retaggio del passato. Se potessero, come ebbe a dire un prete dal pulpito, una volta (lo abbiamo udito con i nostri orecchi), farebbero sparire tutte le Croci e i Crocefissi, per sostituirli con l&#8217;immagine del Risorto. Troppo comodo, troppo facile: ci\u00f2 significa porre come punto di partenza quello che \u00e8 il punto d&#8217;arrivo, al termine di un lungo cammino. Non c&#8217;\u00e8 alcuna Resurrezione, senza la Croce: questo \u00e8 stato ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo ha voluto insegnare agli uomini, non solo con le parole, ma, soprattutto, con l&#8217;esempio della sua vita e della sua morte. Morte sulla croce, appunto: la pi\u00f9 dolorosa, la pi\u00f9 umiliante, la pi\u00f9 spaventevole di tutte le morti. Non \u00e8 un dettaglio: se ne facciano una ragione, questi preti e vescovi e teologi di sinistra: se Ges\u00f9 \u00e8 morto sulla croce, non \u00e8 stato per un caso, n\u00e9 perch\u00e9 non \u00e8 stato abbastanza accorto da risparmiare a se steso una simile fine. Nossignori: Egli l&#8217;ha voluta, e l&#8217;ha voluta sino in fondo. Ma quella Croce, per i cattolici progressisti, \u00e8 motivo di scandalo (proprio come lo \u00e8 stata per gli apostoli, duemila anni fa): ragion per cui ne parlano meno che possono, e la confinano alla biografia di Ges\u00f9 Cristo. Non ne parlano mai come della realt\u00e0 abituale del cristiano; non ne parlano, soprattutto, come della filosofia di vita del cristiano. No: per loro, la vita \u00e8 fatta per la gioia.<\/p>\n<p>Non hanno letto il Vangelo. Ges\u00f9 non ha promesso la gioia, ma la pace, che \u00e8 cosa ben diversa; inoltre, come ha detto esplicitamente, egli la d\u00e0 ai suoi seguaci, ma \u00abnon come la d\u00e0 il mondo\u00bb. La gioia viene come <em>effetto<\/em> della pace di Cristo; ed Egli ha promesso che tale gioia sar\u00e0 &quot;piena&quot;. Ma non \u00e8 partito dalla gioia: \u00e8 partito dalla croce. Ha detto: chi mi vuol seguire, prenda la sua croce e mi segua. E poi ha aggiunto che essa sar\u00e0 leggera, perch\u00e9 gli uomini non dovranno portarla da soli: sar\u00e0 Lui a prendersela sulle spalle, quando per essi sar\u00e0 troppo pesante. Non \u00e8 una religione triste, il cristianesimo; non nega la gioia, non la rifiuta: ma afferma che essa si conquista <em>attraverso<\/em> la croce. La Croce, per il cristiano, non \u00e8 uno strumento di tortura, ma la porta d&#8217;ingresso al Paradiso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni filosofi che, stando all&#8217;esterno del cristianesimo, mostrano di non aver capito nulla di esso, come Massimo Cacciari, invitano il Papa e la Chiesa ad &quot;abbandonare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117,141],"class_list":["post-24339","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24339","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24339\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}