{"id":24325,"date":"2015-01-20T03:56:00","date_gmt":"2015-01-20T03:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/20\/cristianesimo-e-modernita-sono-incompatibili\/"},"modified":"2015-01-20T03:56:00","modified_gmt":"2015-01-20T03:56:00","slug":"cristianesimo-e-modernita-sono-incompatibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/20\/cristianesimo-e-modernita-sono-incompatibili\/","title":{"rendered":"Cristianesimo e modernit\u00e0 sono incompatibili?"},"content":{"rendered":"<p>Gli anni del pontificato di Pio XII (1939-58), e specialmente gli ultimi, sono stati veramente il punto di snodo fra pre-modernit\u00e0 e modernit\u00e0, particolarmente in Italia; e quelli in cui si \u00e8 giocata la partita decisiva fra cristianesimo e mondo moderno. Tutto quello che \u00e8 accaduto fino ad oggi, e che continua ad accadere, \u00e8 una conseguenza di quanto \u00e8 accaduto allora, di come hanno giuocato la partita le due grandi forze in campo: la civilt\u00e0 moderna e la religione cristiana, particolarmente nella sua componente cattolica.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica e la visione del mondo da essa tramandata e custodita, attraverso una vicenda quasi bimillenaria, costituivano, alla fine della seconda guerra mondiale e al principio degli anni &#8217;50 del Novecento, l&#8217;ultima grande forza spirituale del mondo pre-moderno; non nel senso che il cristianesimo sia un fenomeno che si possa etichettare come pre-moderno (esso si presenta, infatti, come una verit\u00e0 eterna), ma nel senso che aveva riunito in s\u00e9, nel corso dei secoli, il meglio di quella civilt\u00e0 europea che, prima dell&#8217;avvento della modernit\u00e0, si era organizzato intorno a una visione spirituale della vita, nella quale il legame dell&#8217;uomo con il divino era considerato come naturale e indispensabile, e nella quale il bene e il male, la pace e la guerra, la giustizia e l&#8217;ingiustizia, la verit\u00e0 e l&#8217;errore, il sacro e il profano, trovavano la loro collocazione e venivano indicati con il loro nome, alla luce del principio della libert\u00e0 morale e, quindi, della responsabilit\u00e0 umana nel pensare e nell&#8217;agire.<\/p>\n<p>Poteva sembrare una battaglia impari, dato che tutta l&#8217;evoluzione storica e sociale parevano andare nella direzione della civilt\u00e0 moderna, in tutti gli ambiti della realt\u00e0: dalla scienza alla politica, dall&#8217;economia al diritto, dalla famiglia al lavoro; ma che fosse una battaglia, e una battaglia per la vita e per la morte, non molti lo compresero, cos\u00ec come furono in pochi ad accorgersi che da quella battaglia dipendeva, fra l&#8217;altro, il destino della civilt\u00e0 contadina, del mondo rurale che, coi suoi valori e con i suoi modi di vita, aveva improntato per secoli e secoli l&#8217;evoluzione della civilt\u00e0 europea e ne aveva permeato l&#8217;orizzonte di senso, indicando una direzione e una finalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dietro la civilt\u00e0 moderna, invece, bastata sull&#8217;utilitarismo e sul funzionalismo, dove \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 utile e dove \u00e8 utile ci\u00f2 che d\u00e0 un risultato pratico e immediato, possibilmente economico, avanzava, ed avanza, il nulla: un deserto sociale, etico e culturale, nel quale tutto ci\u00f2 che non \u00e8 riconducibile alla categoria dell&#8217;utile immediato viene svalutato, relegato ai margini, ridicolizzato, abbandonato, respinto. La civilt\u00e0 moderna \u00e8, vista in controluce, la civilt\u00e0 del nulla: dunque, una anti-civilt\u00e0 della morte, della barbarie, dello sfruttamento e dell&#8217;egoismo eretto a sistema. E, con essa, da parte di una visione spirituale come quella del cristianesimo, basata sul senso del limite e sul senso del mistero e ispirata all&#8217;amore e al perdono, non pu\u00f2 darsi alcun punto in comune, se non superficialmente e incidentalmente; di fatto, esse sono incompatibili: ancor pi\u00f9 incompatibili, se possibile, di quanto lo fossero, per il cristianesimo, le culture totalitarie del comunismo e del fascismo. In esse, infatti, lo Stato e il partito pretendevano di farsi Dio e di subordinare a s\u00e9 ogni aspetto della vita; nella civilt\u00e0 moderna, edonista e materialista, consumista e utilitarista, non c&#8217;\u00e8 alcun Dio se non l&#8217;egoismo individuale ridotto a unico principio sociale, con tutto ci\u00f2 che ne consegue: libert\u00e0 totale in fatto di droga, aborto, eutanasia, disordine sessuale, sfruttamento economico sistematico del pi\u00f9 debole, del pi\u00f9 indifeso, del pi\u00f9 mite.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna nasce con l&#8217;Umanesimo, ma diventa adulta con la Rivoluzione francese e con la Rivoluzione industriale: radicalmente e intenzionalmente anticristiana la prima, implicitamente ma altrettanto radicalmente non cristiana la seconda. L&#8217;ostilit\u00e0 &#8211; o, nel migliore dei casi, l&#8217;assoluta estraneit\u00e0 al cristianesimo &#8211; sono nel DNA della civilt\u00e0 moderna: su questo punto bisogna essere chiari, bisogna sgombrare il terreno da ogni equivoco e da ogni illusione.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, rifiutare ogni aspetto della civilt\u00e0 moderna sarebbe stato, e sarebbe, per la Chiesa e per i cristiani, non solo impossibile, ma anche assurdo e sciocco: a cominciare dai mass-media, rinunziarvi avrebbe significato, e significherebbe oggi pi\u00f9 che mai, estraniarsi totalmente dal mondo circostante e ridursi a una posizione di sterile auto-isolamento, che potrebbe forse sedurre qualche anima generosa e qualche testa calda, ma lascerebbe completamente indifferente la stragrande maggioranza degli uomini, cristiani compresi. Lo stesso vale per le banche, per i giornali, per gran parte della cultura moderna: rifiutarli sarebbe un suicidio, ignorarli sarebbe stoltezza. I compromessi sono comunque inevitabili: bisogna vedere in che misura e fino a che punto li si pu\u00f2 vivere come dei mali necessari e quando, invece, essi cominciano ad inquinare e a snaturare la visione del reale che \u00e8 propria del cristianesimo, riverberandosi nei comportamenti quotidiani. Non \u00e8 questione quantit\u00e0 o di misure: \u00e8 questione di spirito.<\/p>\n<p>Un fondo di verit\u00e0 ci sembra contenere l&#8217;analisi &#8211; che pur muove da una posizione ideologica pregiudizialmente ostile, da buon cattolico &quot;progressista&quot; &#8211; svolta da Pietro Scoppola nel saggio \u00abChiesa e societ\u00e0 negli anni della modernizzazione\u00bb (in: \u00abLe Chiese di Pio XII\u00bb, a cura di Andrea Riccardi, Bari, Laterza, 1986, pp. 6-11):;<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; L&#8217;anticomunismo era certo un elemento comune alla visione &quot;neoliberal&quot; americana e a quella di Pio XII, ma il disegno di quest&#8217;ultimo aveva radici autonome e originali. Pio XII, come Acerbi ha efficacemente sottolineato, mirava a &quot;separare i tratti politico-costituzionali della tradizione liberal-democratica e nazionale dal quadro ideologico con cui essi si erano pi\u00f9 o meno legati nel corso del XVVIII e XIX secolo, per inserirli in un nuovo quadro ideale&quot;. Pio XII accoglieva perci\u00f2 gli obiettivi politici dell&#8217;Occidente ma tentava di sottrarli &quot;alla pretesa di una sovranit\u00e0 illimitata dello Stato, all&#8217;amoralismo politico, al culto della potenza e, nei rapporti sociali, all&#8217;individualismo e all&#8217;utilitarismo&quot;; di sottrarli cio\u00e8 alle ideologie del liberalismo europeo ottocentesco che restavano, nella visione della Chiesa, un avversario pericoloso al pari dei nuovi totalitarismi e che ne rappresentavano anzi la premessa filosofica. Occorreva dunque, nella visione di Pio XII, sostituire a quei principi errati una visione fondata sull&#8217;ordine voluto da Dio, che avesse il suo centro nella persona umana, e nel diritto naturale la sua espressione. Nella visione proposta dal papa la civilt\u00e0 cristiana (o la cristianit\u00e0) era il punto di congiunzione fra l&#8217;ordine assoluto dei valori e la realt\u00e0 storica: una civilt\u00e0 cristiana che, anche se concepita non come alternativa definita alle diverse civilt\u00e0 ma come sintesi dei valori cristiani e delle differenti realt\u00e0 storiche, presupponeva tuttavia che il cristianesimo o pi\u00f9 concretamente il cattolicesimo potesse ispirare e sostenere una cultura autosufficiente ed originale, capace di dettare orientamenti su tutti i problemi della vita umana anche nelle sue forme associate e propriamente politiche per ricondurle ad ordinata unit\u00e0.<\/p>\n<p>Per quanto concerne l&#8217;assetto interno della Chiesa [&#8230;] una visione come quella ricordata spingeva a trasformare la Chiesa in movimento da guidare con logiche di accentuato centralismo e verticismo (che di fatto non escutevano una tormentosa incertezza e indecisione nel pontefice, che esprimeva il suo alto senso di responsabilit\u00e0), con un forte ricorso ai mass-media come strumento di mobilitazione. Non \u00e8 un caso, per quanto concerne la vita interna della Chiesa, che l&#8217;ipotesi di un nuovo Concilio concepito in connessione con la celebrazione dell&#8217;Anno santo del 1950, si sia arenata, come ha rivelato il padre Caprile, proprio sulla fondata preoccupazione che una convocazione dell&#8217;episcopato cattolico potesse aprire nella Chiesa un dibattito e un confronto che avrebbe incrinato quell&#8217;unit\u00e0 funzionale alla mobilitazione e alla concezione della Chiesa-movimento che ispirava la concezione di papa Pacelli.<\/p>\n<p>Ma questo disegno, che tendeva ad una guida totale da parte della Chiesa nei confronti dei processi storici e che spingeva Pio XII a dettare in innumerevoli discorsi norme e criteri di comportamento in tutti i settori della esperienza umana, si rovesciava paradossalmente in un ostacolo a comprendere il nuovo nella sua originalit\u00e0, a seguirlo e orientarlo. Una fase nuova di sviluppo che avrebbe richiesto una vigile e duttile attenzione, una Chiesa impegnata sul piano della pastorale pi\u00f9 che dell&#8217;ideologia veniva in qualche modo ricondotta entro schemi interpretativi inadeguati e perci\u00f2 in realt\u00e0 abbandonata al suo spontaneo dinamismo. Di fatto la stagione dello sviluppo non poteva entrare nello schema che aveva guidato l&#8217;opposizione del pontefice al comunismo negli anni del dopoguerra, non era riconducibile all&#8217;idea della civilt\u00e0 cristiana; i dinamismi reali dell&#8217;Occidente capitalistico avrebbero agito con una forza di gran lunga prevalente rispetto a qualsiasi visione ideologica o progettuale, avrebbero smentito [&#8230;] ogni pretesa della cultura cattolica di avere risposte adeguate per ogni problema della societ\u00e0, avrebbero messo radicalmente in crisi l&#8217;idea stessa di civilt\u00e0 cristiana o di cristianit\u00e0; ma avrebbero anche espresso, in forme drammatiche, nuove domande di religiosit\u00e0 e di salvezza cui la Chiesa si sarebbe trovata impreparata culturalmente a rispondere.<\/p>\n<p>Le stesse aperture alla societ\u00e0 moderna che non mancano nel pontificato di Pio XII &#8212; e in particolare proprio l&#8217;attenzione alla realt\u00e0 nuova della societ\u00e0 di massa e ai suoi strumenti propri &#8212; rimangono cos\u00ec subalterne ad un disegno che della societ\u00e0 moderna non riesce a cogliere gli interni dinamismi perch\u00e9 ancorato tenacemente ad un progetto, pi\u00f9 che attento al divenire concreto della societ\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Una visione del genere portava a mettere costantemente l&#8217;accento sull&#8217;ordine ideale piuttosto che a scoprire e capire quello che stava accadendo nella societ\u00e0 italiana: il prevalere del momento ideologico su quello della comprensione critica \u00e8 una delle costanti che pi\u00f9 colpiscono nei documenti della Chiesa di allora. Gli avversari sono sempre di tipo dottrinale, sono quelli che contrappongo no alla dottrina della Chiesa un&#8217;opposta dottrina, e soprattutto sono quelli di ieri il cui volto \u00e8 gi\u00e0 stato definito dalle condanne della Chiesa. Lo scontro \u00e8 sempre fra idee e modelli: raramente si coglie la difficolt\u00e0 o il pericolo che nasce per la fede e per la vita religiosa dalle effettive condizioni di vita.\u00bb<\/p>\n<p>In effetti, sembra l&#8217;analisi di uno storico marxista, non di un cattolico; ma ci\u00f2 poco importa (la verit\u00e0 non ha bandiere e non ha colore ideologico): anche se le premesse sono discutibili, o francamente errate, essa ha il merito di mettere il dito sulla piaga: la Chiesa di Pio XII non si rese conto che il vero pericolo, per il cristianesimo, non veniva tanto da ideologie concorrenti, come il marxismo, ma da un sottile e tuttavia profondo cambiamento nei modi di vita, conseguenza sia delle trasformazioni socio-economiche (erano gli anni del &quot;boom&quot;), sia dell&#8217;importazione di modelli edonisti, materialisti, laicisti, attraverso i mass-media e specialmente il cinema e la televisione, oltre che la musica leggera, l&#8217;abbigliamento, la corsa alla motorizzazione privata.<\/p>\n<p>Tanto per fare un esempio, semplicissimo, a proposito di quest&#8217;ultima: ancora negli anni Cinquanta, al termine dell&#8217;orario di lavoro, gli impiegati di un ufficio, o i professori di una scuola, si fermavano a fare quattro chiacchiere, andavano al bar pi\u00f9 vicino, chiacchieravano davanti a un bicchiere di vino; ma non appena quelle persone cominciarono a comprare, magari a rate, l&#8217;automobile, e vennero al lavoro con essa, tali abitudini scomparvero: ciascuno aveva fretta di tornare a casa, aveva mille cose da fare, improvvisamente il tempo era diventato troppo breve e troppo prezioso per sciuparlo stando un quarto d&#8217;ora in compagnia. Perch\u00e9 la tecnica promette, fra le altre cose, un guadagno di tempo e una diminuzione della fatica, ma in pratica avviene il contrario: il tempo diventa tiranno e la fatica aumenta, anche se di altro genere: non \u00e8 pi\u00f9 fatica fisica, ma nervosa, e d\u00e0 luogo a stress e, a lungo andare, a nevrosi di vario genere. E il tutto si traduce in una diminuzione della socialit\u00e0, della convivialit\u00e0, della stessa umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tornando al nostro assunto: Pio XII, ma anche i suoi successori, nonch\u00e9 i vescovi, i preti, gli esponenti della cultura cattolica, rimasero ancorati a una concezione ottocentesca della battaglia per le idee: non si resero conto che un telefilm americano o, al limite, perfino un &quot;semplice&quot; spot pubblicitario era in grado di modificare i comportamenti e, un poco alla volta, la stessa concezione della vita, molto pi\u00f9 della pubblicazione di un libro o delle lezioni di un corso universitario. Non si resero conto, in altre parole, che il nemico mortale dello spirito cristiano non era il comunismo ateo, ma il consumismo, ateo anch&#8217;esso, ma per giunta senz&#8217;anima, senza morale, senza intelligenza; e, pi\u00f9 in generale, che il dialogo con il mondo moderno non poteva e non doveva risolversi in una introiezione delle categorie della modernit\u00e0 nel seno stesso del cristianesimo, ma che doveva restare un dialogo fra realt\u00e0 distinte e, per certi aspetti, assolutamente incompatibili.<\/p>\n<p>Cosa che \u00e8 valida ancora oggi, evidentemente, e lo sar\u00e0 sempre: perch\u00e9 il cristianesimo si presenta come il portatore di una verit\u00e0 eterna, mentre il mondo che si dice moderno, domani sar\u00e0 vecchio a sua volta e verr\u00e0 superato da altre forme di pensiero e di vita sociale, da altri modelli economici, da altri paradigmi culturali. Ogni volta che il cristianesimo ha cercato di venire a un compromesso con il mondo, ne ha pagato duramente il prezzo. L&#8217;ultimo esempio che possiamo fare, in ordine di tempo, \u00e8 stato il cattocomunismo: quando pareva, or sono una quarantina d&#8217;anni, che il futuro del mondo spettasse al Vangelo di Marx e molti attendevano, di giorno in giorno, di minuto in minuto, la palingenesi rivoluzionaria. Allora vi furono alcuni seguaci del Vangelo di Cristo cercarono di mettersi d&#8217;accordo con esso, quali soci di minoranza: ma quello \u00e8 stato bruscamente archiviato dalla vicenda storica, questo \u00e8 rimasto. Non \u00e8 stato un buon affare: anzi, per dirla tutta, \u00e8 stata una operazione fallimentare, che si \u00e8 conclusa in pura perdita.<\/p>\n<p>Quei cattolici di sinistra, peraltro, che occupano tuttora posizioni importanti nell&#8217;editoria, nelle universit\u00e0 e nella stessa gerarchia della Chiesa, non hanno mai avuto l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di riconoscerlo, di ammettere il proprio sbaglio; al contrario, hanno portato di contrabbando, nel corpo del cristianesimo, se non le loro vecchie posizioni ideologiche, quanto meno la loro vecchia &quot;forma mentis&quot;: al punto che si pu\u00f2 dire che il comunismo marxista non \u00e8 morto del tutto, ma \u00e8 ancor vivo nel luogo dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo, dentro certi settori della Chiesa cattolica e della cultura cattolica, naturalmente &quot;progressisti&quot; e &quot;democratici&quot;. Ma si tratta solo di spezzoni impazziti, o meglio smarriti, lasciati indietro dalle vicende tumultuose degli ultimi decenni, ai quali non resta che un lento processo di consunzione e dissoluzione. Infinitamente pi\u00f9 pericolosa \u00e8 l&#8217;azione subdola, quotidiana, incessante, dei modi di comportarsi, di vestirsi, di fare la spesa, di impiegare il tempo libero, che vengono dalle sirene del consumismo: non da una ideologia, ma da uno stile di vita. Nemmeno Giovanni Paolo II, che del comunismo \u00e8 stato, tramite Solidarnosc, il distruttore, lo aveva compreso sino in fondo, tranne forse negli ultimi anni, e particolarmente durante un viaggio trionfale negli Stati Uniti, nel quale, tuttavia, intravide il volto duro, senz&#8217;anima, spietato, della cultura edonista e materialista, di un materialismo pragmatico e non ideologico, quale discende dallo stile di vita americanista: impossibile da colpire, perch\u00e9 elastico, anzi liquido, onnipresente, capillare, inafferrabile e sempre risorgente. Esso fa appello agli istinti pi\u00f9 bassi ed egoistici insiti nella natura umana, predica il sottile veleno dei diritti senza responsabilit\u00e0, del piacere senza doveri, del &quot;carpe diem&quot; nel senso pi\u00f9 prosaico e grossolano dell&#8217;espressione, contro ogni barlume di spiritualit\u00e0 e di senso etico. Il suo idolo, in ultima analisi, \u00e8 il denaro: e, come sta scritto nel Vangelo (quello vero), non si possono servire contemporaneamente Dio e Mammona.<\/p>\n<p>A questo idolo maggiore se ne aggiungono molti altri, per cos\u00ec dire, minori: il potere, il successo, l&#8217;eterna (e perci\u00f2 fasulla) giovinezza, la tecnica, la scienza, la ragione, il progresso; tutti idoli pi\u00f9 che disposti a convivere, come \u00e8 tipico di ogni politeismo, con degli idoli opposti, ma non incompatibili: la credulit\u00e0, il falso misticismo, la magia, lo spiritismo e perfino il satanismo. Perch\u00e9 no?, in fondo i satanisti sono i pi\u00f9 coerenti adoratori di idoli: essi, almeno, prendono sul serio la loro fede, che coincide con il suicidio pieno e consapevole di quanto v&#8217;\u00e8 ancora di umano nell&#8217;uomo, ossia nel rifiuto deliberato e radicale del suo legame con l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>La battaglia fra la visione cristiana della vita e la modernit\u00e0 \u00e8, comunque, una battaglia impari, perch\u00e9 si svolge tra forze incommensurabili: la prima \u00e8 una forza morale e spirituale, il secondo \u00e8 un insieme di pratiche spicciole, di modi di pensare e di agire che non nascono da una visione unitaria, ma la producono: quanto alla loro origine, essi nascono dalla spinta stessa del progresso tecnico-scientifico, che ormai non \u00e8 pi\u00f9 diretto e orientato dagli esseri umani, ma dei quali \u00e8 diventato l&#8217;esigente padrone e il tirannico signore.<\/p>\n<p>Resta da vedere se non avesse ragione Pio XII, dopotutto, nell&#8217;ostinarsi a vedere la storia come una battaglia fra ideologie. Anche se la modernit\u00e0 non \u00e8 una ideologia, agli effetti pratici \u00e8 come se lo fosse, perch\u00e9 possiede, e sia pure &quot;a posteriori&quot;, una certa quale coerenza, risultante dalle spinte e controspinte di elementi estremamente eterogenei, amalgamati, per\u00f2, e resi compatibili, dal grande frullatore che tutto ingoia e tutto trasforma: il consumismo, che riduce ogni cosa a merce, comprese le persone e i sentimenti. Ed \u00e8 vero che solo una concezione del mondo pu\u00f2 sconfiggerne un&#8217;altra&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli anni del pontificato di Pio XII (1939-58), e specialmente gli ultimi, sono stati veramente il punto di snodo fra pre-modernit\u00e0 e modernit\u00e0, particolarmente in Italia;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,110,202],"class_list":["post-24325","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24325"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24325\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}