{"id":24318,"date":"2014-01-04T11:03:00","date_gmt":"2014-01-04T11:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/04\/il-cristianesimo-attuale-e-una-religione-diversa-da-quella-nata-in-giudea-venti-secoli-fa\/"},"modified":"2014-01-04T11:03:00","modified_gmt":"2014-01-04T11:03:00","slug":"il-cristianesimo-attuale-e-una-religione-diversa-da-quella-nata-in-giudea-venti-secoli-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/04\/il-cristianesimo-attuale-e-una-religione-diversa-da-quella-nata-in-giudea-venti-secoli-fa\/","title":{"rendered":"Il cristianesimo attuale \u00e8 una religione diversa da quella nata in Giudea venti secoli fa?"},"content":{"rendered":"<p>Se le civilt\u00e0, come pensava Oswald Spengler, sono &quot;organismi&quot; viventi, autonomi e autosufficienti, che creano al proprio interno una religione e una visione del mondo, un&#8217;arte e una scienza, allora non esistono religioni &quot;universali&quot;, perch\u00e9 ogni religione \u00e8 il prodotto di una certa civilt\u00e0; e se, per caso, una civilt\u00e0 riceve la propria religione da un&#8217;altra civilt\u00e0, la adotta, la fa propria, allora quella religione non \u00e8 pi\u00f9 la stessa cosa che era prima, diventa una cosa nuova e diversa: diventa una nuova espressione della civilt\u00e0 che l&#8217;ha accolta nel suo seno e che si \u00e8 identificata con essa.<\/p>\n<p>Questa lettura del fenomeno rappresentato dalle civilt\u00e0 porta alla conclusione che il cristianesimo, quale noi lo conosciamo e lo viviamo, non pu\u00f2 essere la stessa cosa di quello che nacque in Palestina duemila anni fa e che crebbe e si diffuse nell&#8217;antico Impero romano: non tanto perch\u00e9 una cos\u00ec lunga durata implica necessariamente dei cambiamenti, ma perch\u00e9 la civilt\u00e0 cui apparteniamo, la civilt\u00e0 occidentale moderna, \u00e8 una cosa completamente diversa dalla civilt\u00e0 in cui il cristianesimo nacque e si diffuse, ossia la civilt\u00e0 siriaca della tarda antichit\u00e0.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 occidentale moderna nasce con i Franchi, con l&#8217;impero carolingio e con il feudalesimo; quella siriaca si conclude all&#8217;indomani della grande espansione araba nel Medio oriente, nel bacino del Mediterraneo e nell&#8217;Asia centrale; la prima eredita la tradizione greco-romana, fondendola con le culture germaniche; la seconda eredita la tradizione ellenistica e alessandrina. La prima fa proprio il cristianesimo, dopo averlo ricevuto da un&#8217;altra civilt\u00e0: il significato che gli attribuisce, il modo in cui lo vive, la prospettiva di cui lo investe, sono dieresi da quelli originari. Semmai, solo il cristianesimo orientale, greco-ortodosso, conserva la continuit\u00e0 con il cristianesimo originario: perch\u00e9 esso non ne \u00e8 che una derivazione, cos\u00ec come un&#8217;altra derivazione ne \u00e8 l&#8217;islamismo. Dunque, islamismo e cristianesimo ortodosso sono pi\u00f9 simili fra loro di quanto lo siano il cristianesimo ortodosso e quello occidentale, nelle due confessioni cattolica e protestante.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 sembrare paradossale, ma \u00e8 quanto si ricava, necessariamente, qualora si accettino le premesse generali formulate da Spengler: che ogni civilt\u00e0 \u00e8 un momento a s\u00e9 stante dell&#8217;evoluzione umana; che le civilt\u00e0 non hanno autentici scambi reciproci, ma solo imitazioni e somiglianze esteriori; che il motore della storia umana sono le civilt\u00e0 e non le economie, le culture, le societ\u00e0, le religioni. Perci\u00f2, prima di accettare o di rifiutare quanto sopra, bisogna decidere se le premesse siano giuste, o, quanto meno, se siano verosimili: se lo sono, non ci si pu\u00f2 rifiutare di accoglierne le logiche conseguenze; se non lo sono, anche le conseguenze sono sbagliate.<\/p>\n<p>Uno di coloro i quali hanno ripreso, in maniera alquanto rigida, le idee di Spengler, \u00e8 stato Piero Ottone; riportiamo i passaggi salienti del suo ragionamento a proposito del cristianesimo (da: P. Ottone, \u00abIl tramonto della nostra civilt\u00e0\u00bb (Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, pp. 83; 86; 89-90; 92):<\/p>\n<p>\u00abSorge duemila anni or sono una nuova civilt\u00e0, con l&#8217;epicentro in Palestina, e si d\u00e0 una religione: la religione cristiana. Sorge mille anni pi\u00f9 tardi una nuova civilt\u00e0, totalmente diversa, quella occidentale, e si d\u00e0 un&#8217;altra religione: che sembra la stessa, perch\u00e9 \u00e8 cristiana di nome, ma la somiglianza \u00e8 del tutto apparente. In realt\u00e0 si tratta di due religioni diverse. [&#8230;]<\/p>\n<p>[Bisogna comprendere che] la figura di Ges\u00f9, e la religione che da lui ha origine, appartengono a una civilt\u00e0 diversa dalla nostra, ben definita e circoscritta. Mi sembra che la collocazione storica, cos\u00ec inquadrata, renda comprensibili quegli eventi che altrimenti ci sembrano inspiegabili, o miracolosi. Il cristianesimo di allora appartiene a un ciclo diverso, riguarda popolazioni diverse, ha un significato diverso dal nostro cristianesimo, che appartiene a un altro ciclo e riguarda altre popolazioni., su altri territori. La continuit\u00e0 attraverso venti secoli appare inspiegabile; ma non c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0, e quindi non c&#8217;\u00e8 da spiegare nessun miracolo. Ogni civilt\u00e0 \u00e8 autonoma e autosufficiente; la trasmissione di segni e simboli dall&#8217;una all&#8217;altra, quando avviene, \u00e8 un eventi esteriore. [&#8230;]<\/p>\n<p>I credenti non hanno bisogno di spiegare a s\u00e9 o agli altri perch\u00e9 proprio in quel momento, a partire da quello che sarebbe poi stato l&#8217;anno Zero, non prima e non dopo, Dio decise di mandare il figlio in terra, e nacque la nuova religione. Agli occhi dello storico, il fenomeno esige tuttavia spiegazioni, e le spiegazioni si trovano facilmente nelle circostanze che accompagnano la nascita e la vita di Ges\u00f9. La comunit\u00e0 ebraica di cui egli faceva parte era ben distinta [&#8230;] dalla societ\u00e0 ellenistica che la circondava; una societ\u00e0 che viveva lo splendido declino della civilt\u00e0 greca, progredita e decadente, lussuosa, edonistica.<\/p>\n<p>C&#8217;era invece, fra quella gente semplice, tensione e fermento, il fermento dell&#8217;attesa. Tutti si attendevano che succedesse qualche cosa. Le sacre scritture lo avevano preannunciato; i predicatori, come Giovanni il Precursore, lo ripetevano; la gente lo credeva. Era quello uno dei momenti storici in cui tutti si attendono che succeda qualche cosa, e alla fine \u00e8 inevitabile che qualche cosa succeda. Gli uomini che governavano la regione (i romani, ormai, invece dei greci), i mercanti, i proprietari che appartenevano ala classe dominante, assistevano con fastidio alle irrequietudini che percorrevano i villaggi, senza caprine il significato.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 divent\u00f2 il fulcro di quei misteriosi fermenti. Quando cominci\u00f2 a predicare, all&#8217;et\u00e0 di trent&#8217;anni, nessuno sapeva chi fosse: era un uomo come tanti altri. La predicazione dur\u00f2 soltanto tre anni; poi venne il sacrificio. Come mai la sua vicenda, in apparenza circoscritta a qualche villaggio, acquist\u00f2 nel giro di pochi anni tanta importanza? Come mai la sua predicazione, cos\u00ec breve, fond\u00f2 una religione che si diffuse non solo in Palestina, ma in Italia e nei territori dell&#8217;impero? Ancora una volta, il credente risponde con calma serenit\u00e0 che cos\u00ec volle l&#8217;Onnipotente che sta nei cieli. Lo storico indica invece, per spiegare la diffusione del cristianesimo oltre i confini in cui nacque, due grandi personaggi: Marco e Paolo. A Marco si deve il vangelo che meglio enuncia i principi della predicazione cristiana. A Paolo la sua diffusione.<\/p>\n<p>Il merito storico di Paolo \u00e8 di avere diffuso il cristianesimo fra i gentili, cio\u00e8 al di fuori della comunit\u00e0 in cui nacque. \u00c8 probabile che la societ\u00e0 romana, essendo ormai concluso il suo ciclo ed esaurita la sua capacit\u00e0 creativa, fosse pronta ad accogliere riti e fedi provenienti dall&#8217;Oriente, estranei alla sua natura e alla sua tradizione. Ma il cristianesimo, se \u00e8 valida la nostra chiave di interpretazione, rimane l&#8217;espressione culturale di una civilt\u00e0 diversa da quella greco-romana. I suoi principi fondamentali, il peccato originale, l&#8217;incarnazione del figlio di Dio, la redenzione,m rimangono estranei a Roma; ispireranno invece un ciclo millenario che proprio allora sta per aprirsi, quello della civilt\u00e0 magica o siriaca, secondo la definizione che si sceglie. [&#8230;]<\/p>\n<p>Anche la civilt\u00e0 occidentale, la nostra, \u00e8 cristiana. Ha ereditato l&#8217;insegnamento cristiano; riconosce in Ges\u00f9 il figlio di Dio; crede nella risurrezione; accetta la Bibbia e i Vangeli, il Vecchio e il Nuovo Testamento. Ma se l\u00ec&#8217;impostazione fin qui esposta \u00e8 vera, dobbiamo assuefarci all&#8217;idea che il nostro cristianesimo nell&#8217;essenza una religione diversa da quella che fior\u00ec nel primo millennio, e che appartiene a un&#8217;altra civilt\u00e0. La storia del cristianesimo deve essere divisa pertanto in due parti, in due segmenti: quello orientale e quello occidentale. E la distinzione fra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa acquista un nuovo significato. \u00bb<\/p>\n<p>Proviamo qui a spiegare perch\u00e9 ci sembra che siano sbagliate tanto le premesse, quanto le conclusioni. Nel farlo, ci limiteremmo agli aspetti generali della riflessione storico-filosofica, senza entrare nel merito delle singole affermazioni di Ottone riguardo al processo storico in se stesso. Su questo aspetto, infatti, ci sarebbero molte cose da dire: per esempio, che la definizione di &quot;siriaca&quot; (o &quot;magica&quot;, o &quot;araba&quot;) per la civilt\u00e0 semita mediorientale \u00e8 arbitraria, e mette insieme cose essenzialmente diverse; e che, in particolare, il cuore di essa non \u00e8 stato la Palestina, n\u00e9 il popolo ebreo, ma la Siro-Fenicia, con la sua popolazione mista; inoltre, che la presenza dei Greci eredi dell&#8217;impero di Alessandro, con l&#8217;ellenismo, non \u00e8 stata un fatto puramente esteriore, che ha modellato quella civilt\u00e0 senza fondersi con essa (Spengler parla, con espressione tratta dalle scienze della terra, di &quot;pseudomorfosi&quot;): senza quell&#8217;elemento, infatti, la religione cristiana sarebbe rimasta limitata all&#8217;ambito ebreo-palestinese e, con tutta probabilit\u00e0, si sarebbe estinta nel giro di poche generazioni.<\/p>\n<p>Dunque: che le civilt\u00e0 umane siano assimilabili, in tutto e per tutto, a degli organismi viventi, \u00e8 una ipotesi affascinante, ma non dimostrabile: possiede un potere di suggestione poetica, non una valenza storico-filosofica. Certo, noi possiamo constatare, di fatto, la parabola di numerose civilt\u00e0, dal loro fiorire al loro tramontare ed estinguersi: l&#8217;egizia, la sumera, la persiana, l&#8217;azteca, la maya, eccetera: ma nulla ci autorizza a paragonarle a degli organismi viventi, se non l&#8217;equivoco originato da una serie di metafore linguistiche. Cos\u00ec, per esempio, noi diciamo che &quot;\u00e8 sorto un palazzo&quot;, o che &quot;si \u00e8 estinta&quot; una lingua: ma la verit\u00e0 \u00e8 che il palazzo \u00e8 stato eretto dalle mani degli esseri umani e che si sono estinti quegli esseri umani i quali parlavano una determinata lingua. Paragonare una civilt\u00e0 a un super-organismo, come lo sciame delle api o l&#8217;insieme del formicaio, \u00e8 un azzardo. L&#8217;obiezione pi\u00f9 evidente che si pu\u00f2 fare alla teoria della civilt\u00e0-formicaio \u00e8 che le formiche agiscono in maniera uniforme e sincronizzata, gli esseri umani invece agiscono in maniera originale e imprevedibile, almeno fino a un certo punto.<\/p>\n<p>Comunque, se anche la teoria organicista delle civilt\u00e0 avesse una base effettiva, resterebbe da spiegare perch\u00e9 mai solo le civilt\u00e0 possiederebbero una intrinseca vitalit\u00e0, e non le creazioni culturali che in esse si manifestano. Prendiamo il caso di una religione. Per Spengler, la religione \u00e8 il frutto di una civilt\u00e0: quando la civilt\u00e0 esaurisce il suo ciclo vitale, anche la religione si indebolisce, annaspa, si estingue. Pu\u00f2 venire trasmessa ad una&#8217;altra, diversa civilt\u00e0: ma, in tal caso, diventer\u00e0 un&#8217;altra cosa, conservando con ci\u00f2 che era la &quot;vecchia&quot; religione una somiglianza puramente esteriore. Ma questo \u00e8 un assioma stabilito a priori, come quelli della geometria, per poter poi sorreggere tutta la struttura dei teoremi e dei corollari che ne discendono.<\/p>\n<p>Che cosa ci vieta di pensare che una religione, al contrario, proprio in quanto creazione volontaria dello spirito (per restare sul terreno di Spengler e lasciando da parte, in questa sede, il discorso sull&#8217;origine soprannaturale della religione cristiana), non sia anche pi\u00f9 vitale della civilt\u00e0 in cui \u00e8 nata, ma di cui non \u00e8, per forza di cose, l&#8217;espressione &quot;necessaria&quot;? Se ogni civilt\u00e0 esprimesse una sola religione (ma ve ne sono state, storicamente, anche pi\u00f9 di una), che rapporto ci sarebbe fra il buddismo e la civilt\u00e0 indiana, nella quale \u00e8 nato e dalla quale \u00e8 stato espulso? Anche il cristianesimo \u00e8 nato in Palestina, ma ne \u00e8 stato espulso e ha attecchito in un ambito completamente diverso: quello greco-romano.<\/p>\n<p>Se una religione \u00e8 un fenomeno vitale originario, allora non deve la sua sopravvivenza al legame con la civilt\u00e0 che le ha fatto da culla, ma pu\u00f2 benissimo continuare il suo ciclo vitale nell&#8217;ambito di un&#8217;altra, o di altre civilt\u00e0: e rimanere sempre la stessa &#8212; fermo restando che, nello scorrere di un lungo arco di tempo, nulla di umano rimane mai perfettamente uguale a se stesso. Dire che il cristianesimo ortodosso \u00e8 pi\u00f9 vicino all&#8217;islamismo (perch\u00e9 figlio di una stessa civilt\u00e0), di quanto non lo sia al cattolicesimo, \u00e8 una palese forzatura: una affermazione, cio\u00e8, che contiene qualche elemento di verit\u00e0, ma che lo spinge oltre i limiti del ragionevole, al solo scopo di uniformarsi ai dettami d&#8217;una formula prestabilita.<\/p>\n<p>Il cristianesimo delle origini risulta dalla fusione di due elementi diversi, quello giudaico e quello ellenistico; il mondo romano lo ha accolto e ulteriormente diffuso: ma il mondo romano non era che l&#8217;ultima manifestazione di quella civilt\u00e0 greco-romana al cui margine visse il popolo ebreo &#8211; che non era parte, come invece afferma Spengler, di una &quot;giovane&quot; civilt\u00e0 siriaca, poich\u00e9 esso aveva almeno tredici secoli di storia quando Ges\u00f9 visse e predic\u00f2 il suo Vangelo. Al contrario, il cristianesimo nacque come il giovane virgulto su di un tronco vetusto: la religione mosaica. Ecco dunque che sono le religioni a sopravvivere e a scavalcare le civilt\u00e0 e i popoli e non il contrario, non le civilt\u00e0 che &quot;creano&quot; le loro religioni. Perci\u00f2 la bi-millenaria sopravvivenza del cristianesimo potr\u00e0 apparire &quot;miracolosa&quot;, ma non \u00e8 contro la logica, n\u00e9 contro la storia: essa \u00e8 dovuta alla forza intrinseca del suo messaggio, all&#8217;eterna speranza che accende nei cuori la sua Buona Novella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se le civilt\u00e0, come pensava Oswald Spengler, sono &quot;organismi&quot; viventi, autonomi e autosufficienti, che creano al proprio interno una religione e una visione del mondo, un&#8217;arte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,110,157],"class_list":["post-24318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}