{"id":24309,"date":"2011-04-21T07:36:00","date_gmt":"2011-04-21T07:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/21\/il-crepuscolo-dei-filosofi-nello-sputtanamento-del-copia-e-incolla\/"},"modified":"2011-04-21T07:36:00","modified_gmt":"2011-04-21T07:36:00","slug":"il-crepuscolo-dei-filosofi-nello-sputtanamento-del-copia-e-incolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/21\/il-crepuscolo-dei-filosofi-nello-sputtanamento-del-copia-e-incolla\/","title":{"rendered":"Il crepuscolo dei filosofi nello sputtanamento del \u00abcopia e incolla\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Certo non aveva in mente una cosa del genere, il buon Giovanni Papini, allorch\u00e9, nel lontano 1906, dava alle stampe la prima edizione del suo celebre saggio \u00abIl crepuscolo dei filosofi\u00bb, impietosa stroncatura dei &quot;grandi&quot; maestri della modernit\u00e0: da Kant a Hegel, da Schopenhauer a Comte, da Spencer a Nietzsche.<\/p>\n<p>La sua era la critica, caustica ma brillante, di un geniale filosofo (oggi ancora non riconosciuto nel suo giusto valore) ad altri &quot;colleghi&quot; filosofi e si collocava, puramente e semplicemente, sul piano delle idee.<\/p>\n<p>Da allora, molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti della filosofia e molti baroni universitari hanno imparato a firmare e pubblicare massicci volumi che sono, in realt\u00e0 &#8211; come tutti sanno, ma nessuno osa dire &#8211; il frutto del sudatissimo lavoro di stuoli di schiavetti, di assistenti, di studenti mobilitati e sguinzagliati per l&#8217;occasione, ai quali \u00e8 stato fatto l&#8217;alto onore di concorrere alla gloria e alla fama imperitura del loro illustre docente.<\/p>\n<p>E fin qui, tutto sommato, siamo ancora nel solco della tradizione, ossia di un costume che \u00e8 considerato normale, almeno da un punto di vista giuridico e legale (forse un po&#8217; meno sul piano etico, ma questo a chi importa ancora?).<\/p>\n<p>Ma cosa direbbe oggi Papini, nell&#8217;epoca dei filosofi &quot;copia e incolla&quot;, che costruiscono ponderosi e redditizi volumi pescando a piene mani, senza citarle o citandole appena di sfuggita, nelle opere di altri filosofi, passati e presenti; arrivando a punte record dell&#8217;80, del 90 e addirittura del 95 per cento di materiale gi\u00e0 utilizzato in precedenti opere altrui o anche, segno di una superiore professionalit\u00e0 bipartisan, in precedenti opere proprie?<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 pi\u00f9 un crepuscolo e non si colloca sul versante delle idee; \u00e8 una cosa molto diversa: \u00e8 uno sputtanamento, e si colloca sul piano della decenza professionale e del rispetto medesimo di quell&#8217;alta forma di attivit\u00e0 che \u00e8 il filosofare.<\/p>\n<p>&quot;Sputtanare&quot;, dice il vocabolario Garzanti, \u00e8 (in italiano volgare, beninteso, dal momento che deriva dal poco raffinato &quot;puttana&quot;), \u00absmascherare, svergognare qualcuno, facendogli perdere la stima altrui\u00bb; meno bene lo Zingarelli, per il quale \u00e8 \u00absparlare di qualcuno in modo da fargli perdere la reputazione, la considerazione degli altri\u00bb, dove per\u00f2 si perde il concetto di &quot;smascherare&quot; e quindi di portare a galla una verit\u00e0 nascosta, che \u00e8 altra cosa dal dare sfogo a una mera calunnia.<\/p>\n<p>Viene sputtanato, dunque, colui che spaccia per farina propria quella che \u00e8 di altri e che lo fa dall&#8217;alto di una posizione importante, da una cattedra universitaria, dai caratteri di stampa di una grossa casa editrice (imbarazzante, poi, la posizione di quelle case editrici che hanno pubblicato sia l&#8217;autore che la vittima dei plagi).<\/p>\n<p>Uno studente che cerca di copiare il compito di latino o di matematica e si fa beccare dal professore, subisce una umiliazione, ma non uno sputtanamento, perch\u00e9 lui non copiava per farsi bello, ma per salvarsi, riconoscendo di non sapere; ben altro \u00e8 il caso di un intellettuale che sia solito farsi bello con le penne altrui, senza pudore e senza vergogna.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di una prassi sistematica, ovviamente, e non di un incidente di percorso, di uno scivolone occasionale che pu\u00f2 capitare, a determinate condizioni, se non proprio a chiunque, certo a parecchi e che non deve scandalizzare pi\u00f9 di tanto, a meno di essere degli ipocriti moralisti sempre a caccia delle debolezze altrui.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di un vizio, insomma; di un comportamento recidivo.<\/p>\n<p>E stiamo parlando di intellettuali che spopolano, come si usa dire, allorch\u00e9 vengono invitati a un pubblico dibattuto: sale piene, centinaia di persone che fanno ressa per sentirli, per applaudirli, per sentirsi tutti quanti un po&#8217; filosofi e vivere di riflesso un pochino della loro gloria, della loro intelligenza.<\/p>\n<p>Che tristezza.<\/p>\n<p>Chi lo avrebbe detto che le insospettate possibilit\u00e0 (e relative tentazioni) offerte da Internet e la disinvoltura dell&#8217;industria editoriale, sempre pi\u00f9 industria e sempre meno cultura, sommati al cinismo di certi intellettuali \u00e0 la page, debitamente illuministi e progressisti (o magari anche anti-illuministi, ma non importa, ormai tutto \u00e8 diventato uguale a tutto e non ci si capisce pi\u00f9 nulla, o meglio, i comuni mortali non ci capiscono pi\u00f9 nulla, perch\u00e9 i maestri capiscono tutto fin troppo bene), ci avrebbero portati a siffatti, sconcertanti esiti?<\/p>\n<p>Eppure, lo avevamo gi\u00e0 visto, e continuiamo a vederlo, con l&#8217;industria dei falsi d&#8217;autore nel campo della pittura: come distinguere un vero da un falso Van Gogh, un vero da un falso Renoir? E come non ricordare la beffa pseudo-intellettuale delle false sculture di Modigliani, spacciata come ultimo ritrovato della critica all&#8217;arte che non \u00e8 pi\u00f9 arte?<\/p>\n<p>Certo, qui siamo in un campo pi\u00f9 sottile. \u00abIn fondo, mancavano solo le virgolette\u00bb, si difendono gli interessati alla pratica del copia e incolla; una semplice svista, complice un po&#8217; di fretta, un po&#8217; di entusiasmo creativo: tutto qui; che c&#8217;\u00e8 di male?<\/p>\n<p>Certo: che c&#8217;\u00e8 di male a citare brani su brani di altri autori, magari a citarli due volte parlando di autori diversi, al punto che il lettore non capisce pi\u00f9 se si sta parlando dell&#8217;uno o dell&#8217;altro? Che c&#8217;\u00e8 di male a saccheggiare impunemente i pensieri di altri e a farli passare per propri, oppure a copiare se stessi, riproponendo pi\u00f9 volte, ma in libri diversi, le stesse frasi, le stesse pagine, senza segnalare la cosa al lettore, soltanto accumulando volumi imponenti fatti all&#8217;ottanta o al novanta per cento di materiali riciclati?<\/p>\n<p>In fin dei conti, la cultura ecologica ci insegna che \u00e8 male sprecare qualsiasi cosa; dunque, perch\u00e9 mai non si dovrebbe fare con la filosofia la stessa cosa che si fa con la carta, con il vetro, con la plastica, con i rifiuti alimentari: vale a dire riutilizzarli, anzich\u00e9 disperderli inutilmente nell&#8217;ambiente, dove non serviranno a nessuno, una volta che abbiano fatto il loro percorso; mentre, cos\u00ec, possono rendere un servizio a tante pi\u00f9 persone?<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, confessiamolo, si prova un invincibile pudore, un imbarazzo pi\u00f9 forte di se stessi, a parlare di simili cose: ci si sente pi\u00f9 imbarazzati del professore che ha beccato lo studente mentre copiava il compito di latino. S\u00ec, perch\u00e9 il vero professore si sente pi\u00f9 imbarazzato dello studente; e, anche se deve prendere dei provvedimenti, lo fa molto a malincuore: non \u00e8 mai bello sorprendere qualcuno che sta barando e umiliarlo con una sanzione; non fa mai piacere a nessuno. Se un insegnante vi prova del piacere, allora crediamo che farebbe bene a cambiare mestiere, perch\u00e9 ci\u00f2 che dovrebbe provare sono tristezza e disagio, non certo soddisfazione.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, anche gli intellettuali furbastri che vivono sulla pratica del copia e incolla potrebbero facilmente farla franca; gli Italiani, in particolare, sono un popolo che perdona volentieri, a tutti: ai politici corrotti e disonesti, agli amministratori mafiosi e clientelari, agli imprenditori evasori e inquinatori, ai lavoratori dal certificato medico facile, ai pensionati coi santi in paradiso e agli invalidi che stanno benissimo in salute; persino ai pluriomicidi che, se fanno i bravi in prigione (magari dopo aver strangolato un paio di compagni di carcere), se ne vengono fuori e usufruiscono dei domiciliari, come niente fosse.<\/p>\n<p>E allora, perch\u00e9 non perdonare anche gli intellettuali cialtroni e truffaldini, che si fanno belli con la fatica d&#8217;altri? Dopo tutto, non hanno mica ammazzato nessuno, loro; tutt&#8217;al pi\u00f9, sono stati un po&#8217; imprudenti, un po&#8217; superficiali: ma insomma, si tratta pur sempre di peccati veniali, commessi senz&#8217;altro in buona fede.<\/p>\n<p>E poi, per ognuno di loro che viene colto in flagrante, ce n&#8217;\u00e8 subito un altro che corre prontamente in suo soccorso: lupo non mangia lupo e parlamentare non incrimina parlamentare, figurarsi i baroni universitari: lo stiamo vedendo anche in questi giorni, con lo scandalo che imperversa a Ca&#8217; Foscari, dove un ex sindaco di Venezia, anch&#8217;egli filosofo d. o. c., rigorosamente laico e progressista, si \u00e8 precipitato a difendere il collega inquisito, bollando come &quot;idiozie&quot; le accuse, peraltro documentatissime, nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 da noi, come sempre, si finisce per buttare ogni cosa in politica et voil\u00e0, il gioco \u00e8 fatto: nessuno \u00e8 colpevole perch\u00e9 sono tutti un po&#8217; colpevoli e tutti un po&#8217; innocenti; se il giornale di destra se la prende con l&#8217;intellettuale di sinistra, \u00e8 perch\u00e9 vuol colpire il giornale di sinistra sulle cui colonne scrive puntualmente quel signore; cio\u00e8 per spuntare una delle lance del partito antigovernativo, che, insieme ai giudici comunisti, se non addirittura brigatisti, non la smette un minuto di azzannare il Re Buffone, pardon, volevamo dire l&#8217;Uomo della Provvidenza.<\/p>\n<p>Insomma non importa quello che hai fatto, importa piuttosto di chi sei amico e di chi sei nemico; anzi, importa in primo luogo di chi sei amico, perch\u00e9 allora si capir\u00e0 cosa c&#8217;\u00e8 dietro (Italia, regno beato della Dietrologia) e si potr\u00e0 smascherare l&#8217;ignobile congiura dei nemici che, per colpire il Re Buffone, se la prendono con gli intellettuali dell&#8217;opposizione.<\/p>\n<p>Insomma, una palude appiccicosa e inestricabile, in cui si resta impigliati peggio che l&#8217;uccellino nel vischio; e pi\u00f9 ci si sforza di liberarsene, pi\u00f9 si finisce imprigionati.<\/p>\n<p>Sono cose da pazzi e che all&#8217;estero, giustamente, vengono giudicate esattamente per quello che sono: cio\u00e8, alla lettera, cose da pazzi oppure da cialtroni; cose che possono accadere solo in una societ\u00e0 che abbia perso ogni rispetto per se stessa, per l&#8217;idea di una giustizia e di una morale che stanno al di sopra delle zuffe e delle meschinit\u00e0 di fazione.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 dove la Cultura del Sospetto, figlia malata dell&#8217;ultimo Ottocento e del primo Novecento (Marx, Nietzsche, Freud), sta ancora facendo danni apocalittici, perch\u00e9 nessuno ha pensato di dire ai valorosi combattenti che la guerra \u00e8 finita da un pezzo e che, se qualcuno ha ancora voglia di menar le mani (o la penna), allora che abbia almeno il coraggio di dire chiaro e tondo che lo fa per conquistare o per difendere la sua poltrona, la sua cattedra, i suoi emolumenti e non certo per qualche nobile e disinteressata ragione ideologica o morale.<\/p>\n<p>Sia come sia, la parabola dell&#8217;intellettuale specializzato nella tecnica del copia e incolla dovrebbe insegnarci almeno una cosa: che il filosofo dei grandi numeri (grande casa editrice, grande pubblico, grande tiratura di copie vendute) \u00e8 soggetto alle stesse tentazioni e debolezze di qualsiasi altro mortale; con l&#8217;aggravante, certo, che la sua professione di esercizio disinteressato del pensiero avrebbe pur dovuto insegnargli qualcosa in proposito e, se non altro, evitargli di fare certe figuracce, che vedrebbero sprofondare sotto terra persone con meno pelo sullo stomaco.<\/p>\n<p>Certo, pu\u00f2 accadere al filosofo, esattamente come al musicista, al pittore, al poeta, che la sua vena creativa si esaurisca; e allora? Forse che egli deve sempre sfornare delle opere inimitabili, a getto continuo, come l&#8217;operaio alla catena di montaggio che sforna senza tregua i pezzi dell&#8217;automobile, belli e pronti per l&#8217;assemblaggio?<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 il guaio \u00e8 proprio questo: una volta entrati nel circuito dell&#8217;industria editoriale, bisogna produrre sempre, sempre, senza fermarsi mai. Il musicista deve seguitare a comporre opere sublimi, il pittore deve continuare a dipingere capolavori, e cos\u00ec via; e il filosofo di successo, si sa, deve continuare a scrivere best-sellers filosofici a getto continuo. Deve farlo con la stessa frequenza con cui un certo scrittore ed ex semiologo famoso, una volta all&#8217;anno, con precisione cronometrica, immette sul mercato il suo ultimo volume: gi\u00e0 destinato in partenza, prima ancora che qualcuno ne abbia rotto il cellophane che lo custodisce, alle zone alte nella classifica dei pi\u00f9 venduti&#8230;<\/p>\n<p>Dunque, di che stupirsi?<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 il Paese degli eterni longevi o meglio, come dice il giornalista e scrittore Edmondo Berselli, delle Giovani (e meno giovani) Promesse, dei Soliti Stronzi e dei Venerati Maestri: una Casta di intellettuali veri e finti che si odiano, si temono, si corteggiano, si fanno mille sgambetti, ma che, poi, vanno tutti a mangiare nella stessa trattoria, alla faccia di chi non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 diventata il Paese dove nessuno pi\u00f9 arrossisce: n\u00e9 il politico sorpreso a mentire, n\u00e9 il pubblico amministratore sorpreso a rubare, n\u00e9 l&#8217;ufficiale dei servizi segreti sorpreso a complottare, depistare, intralciare il corso della giustizia. Perch\u00e9 dovrebbe arrossire un intellettuale sorpreso a scopiazzare?<\/p>\n<p>In Germania, un ministro si \u00e8 dimesso per molto meno; ma noi siamo pi\u00f9 furbi dei Tedeschi, no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certo non aveva in mente una cosa del genere, il buon Giovanni Papini, allorch\u00e9, nel lontano 1906, dava alle stampe la prima edizione del suo celebre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[98,148,153,173],"class_list":["post-24309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-arthur-schopenhauer","tag-friedrich-nietzsche","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}