{"id":24305,"date":"2017-08-27T05:46:00","date_gmt":"2017-08-27T05:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/27\/credete-di-prendervi-gioco-di-dio\/"},"modified":"2017-08-27T05:46:00","modified_gmt":"2017-08-27T05:46:00","slug":"credete-di-prendervi-gioco-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/27\/credete-di-prendervi-gioco-di-dio\/","title":{"rendered":"Credete di prendervi gioco di Dio?"},"content":{"rendered":"<p>La neochiesa ha smesso di parlare dell&#8217;Inferno. Niente di strano: ha smesso di parlare della vita eterna, quindi anche del Paradiso; e, soprattutto, del Giudizio. C&#8217;\u00e8 una ragione per ciascuna di queste omissioni. Parlare dell&#8217;Inferno significa parlare del peccato; e il peccato \u00e8 l&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo da Dio. Ma la neochiesa parte dall&#8217;assunto che il &quot;popolo di Dio&quot; \u00e8 in marcia; verso dove? Verso il Regno di Dio, ovviamente; e gi\u00e0 qui, in questa vita terrena. Il concetto non sarebbe del tutto sbagliato, se non muovesse da un sottinteso che non \u00e8 cattolico: che il Regno di Dio sia di questo mondo. Di fatto, esso incomincia, come pallida prefigurazione, in questo mondo, ogni volta che si compie il miracolo della grazia di Dio; ogni volta che un&#8217;anima ne \u00e8 toccata; ogni volta che si rinnova il Sacrificio eucaristico e che un povero, fragile, misero essere umano, sprofondato nella palude dell&#8217;egoismo, delle passioni e della inconsapevolezza, infiammato e vivificato dallo Spirito di Dio, si erge in piedi, guarda in alto e si trasforma in un operaio del Signore. Ma il suo compimento non avviene quaggi\u00f9: <em>il mio Regno non \u00e8 di questo mondo,<\/em> ha detto Ges\u00f9, rispondendo a una precisa domanda del procuratore romano, Ponzio Pilato. Stava per morire. Di l\u00ec a poche ore, sarebbe spirato sulla croce; e diceva: <em>Il mio Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>. Ma i teologi progressisti e i preti di sinistra, i Dossetti, i Turoldo, i Gallo, curiosamente in sintonia con i cardinali e i vescovi massoni, come i Martini, non se ne son dati per intesi; per loro, il Regno di Dio deve realizzarsi in questo mondo; e ci\u00f2 che essi hanno in mente, quando si parla del Regno di Dio, \u00e8, a tutti gli effetti, il regno degli uomini: il paradiso in terra realizzato dall&#8217;uomo per se stesso. Non c&#8217;\u00e8 niente di spirituale, niente di sacro, niente di cristiano nella loro idea del progresso, della giustizia e del bene comune; semmai, ci sono le pessime idee dell&#8217;illuminismo, della rivoluzione francese e del moderno radicalismo. Tanto \u00e8 vero che, su divorzio e aborto, costoro &#8212; prendiamo il caso di Turodo, ad esempio &#8212; hanno detto chiaro e tondo che erano contrari ad opporvisi negli appositi referendum, con la motivazione che nulla si deve imporre all&#8217;uomo, perch\u00e9 l&#8217;uomo, con la sua coscienza, \u00e8 il solo giudice di se stesso. Questa \u00e8 un&#8217;idea non cattolica; \u00e8 un&#8217;idea massonica, illuminista e radicale. E, dal punto di vista cattolico, \u00e8 un&#8217;idea non solo eretica, ma blasfema: perch\u00e9 divinizza l&#8217;uomo, lo pone su un piedistallo, lo proclama il solo giudice delle proprie azioni. <em>Non avrai altro Dio fuori di me<\/em>, dice il Signore; ma costoro, con tutto il loro progressismo e il loro modernismo, si sono ben che dimenticati dei Dieci Comandamenti. Cosa sono i Dieci Comandamenti? Roba superata, roba per le vecchiette. <em>Non uccidere<\/em>. Ma l&#8217;aborto consiste nel togliere la vita al nascituro. Niente paura: non \u00e8 cos\u00ec grave; l&#8217;uomo, anzi la donna, in questo caso, ha il diritto di decidere di s\u00e9, in piena autonomia. Ecco, questa \u00e8 l&#8217;idolatria dell&#8217;uomo, che si traduce nel disprezzo di Dio e della sua legge. Strano che non l&#8217;abbiano visto, costoro, e non lo vedano: erano, e sono, quasi sempre persone colte e intelligenti. Si vede che le molte letture hanno dato loro alla testa. Altrimenti, resta solo l&#8217;altra possibilit\u00e0: che vedano e capiscano, e nondimeno ritengano giusto andare nella direzione che hanno imboccato. Nel qual caso, non sono solo dei presuntuosi e degli eretici; sono dei nemici dichiarati della Chiesa e del Signore, votati alla diabolica missione di confondere le anime e spingerle fuori dalla retta via. Non solo dei cattivi, o dei pessimi, maestri, ma dei contro-maestri: dei maestri di menzogna, dei maestri dell&#8217;inganno.<\/p>\n<p>Dunque, non si parla dell&#8217;Inferno, perch\u00e9 non si vuol parlare del peccato; e non si vuol parlare del peccato, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe, da un lato, ad ammettere che il Regno di Dio non \u00e8 di questo mondo, stante la natura peccatrice dell&#8217;uomo, e, dall&#8217;altro, che esiste il Giudizio, e quindi l&#8217;uomo non \u00e8 il giudice di se stesso, ma \u00e8 la creatura che verr\u00e0 giudicata dal suo Creatore: cosa che d\u00e0 molto fastidio ai seguaci della neochiesa. Ma nemmeno del Paradiso si deve parlare, perch\u00e9, se lo si facesse, apparirebbe chiaro che il Regno di Dio non \u00e8 di questo mondo, e che le cose pi\u00f9 belle che qui possiamo fare, compresa la giustizia, sono talmente imperfette rispetto alla gloria del Paradiso, da apparire quasi grottesche. Dunque, niente Inferno, niente Paradiso, niente Giudizio; di conseguenza, niente vita eterna. I preti e i teologi della neochiesa non parlano quasi pi\u00f9 della vita eterna; o, se ne parlano, lo fanno per accenni vaghi, di sfuggita, e con un misto d&#8217;imbarazzo e di leggero fastidio. A loro sembra che parlare della vita eterna possa distogliere gli uomini da <em>questa<\/em> vita; sembra loro un tradimento verso ci\u00f2 che si deve fare qui, adesso; quasi un sabotaggio dell&#8217;impegno che il &quot;vero&quot; cristiano, secondo loro, deve profondere nelle cose di quaggi\u00f9, per rifare tutte le righe storte e renderle dritte. L&#8217;uomo, con le sue forze, con il suo coraggio, con la sua intrepidezza: senza la preghiera, o riducendo la preghiera a un esercizio di narcisismo. Quando pregano &#8212; il nostro pensiero va ancora a Turoldo &#8211; non dicono: <em>Tu, o Signore, illuminami e guidami<\/em>; ma dicono: <em>Io, signore, sono qui davanti a te: io voglio fare questo, io voglio fare quello; e tu dammi la tua benedizione, tanto, anche se non me la dai<\/em>,- e come potrebbe benedire, per esempio, il Signore, una guerra civile, come quella del 1943-45? eppure, costoro si vantano di aver fatto la Resistenza &#8212; <em>faccio finta che tu me l&#8217;abbia data ugualmente, e vado avanti per la mia strada. La mia strada, non la tua.<\/em> La tua strada \u00e8 troppo complicata, non la capisco; preferisco fidarmi del mio giudizio. Non c&#8217;\u00e8 umilt\u00e0, non c&#8217;\u00e8 timor di Dio, n\u00e9 vera confidenza in Lui. Dio diventa lo specchio della loro vanit\u00e0, della loro superbia, del loro infinito narcisismo: dicendo dio, pensano a se stessi. Si sentono di essere dio: come padre Sosa che va a meditare fra i buddisti e se ne vanta, si lascia fotografare. Per il buddismo, l&#8217;uomo gi\u00e0 dio: \u00e8 di natura divina; deve solo rendersene conto. O \u00e8 l&#8217;equivalente di Dio, il Grande Tutto: perch\u00e9 il buddismo, a rigore, \u00e8 un sistema di pensiero ateo. Ed entrambe le cose esprimono perfettamente la &quot;teologia&quot; di costoro: da un lato si sentono il Grande Tutto &#8212; non una sua parte, ma una cosa sola con esso -, dall&#8217;altro non credono in un dio trascendente, ma in un dio che coincide con il loro ego: che li benedice perch\u00e9 essi si benedicono, che li assolve perch\u00e9 essi si assolvono, che li elogia perch\u00e9 essi si elogiano. Se la fanno e se la godono; dio serve solo come menestrello.<\/p>\n<p>E invece no. La vita eterna \u00e8 una realt\u00e0: una realt\u00e0 precisa, una verit\u00e0 di fede, non un simbolo, un mito o una fiaba. E cos\u00ec il Giudizio, l&#8217;Infermo e il Paradiso. Son tutte cose reali; qualcuno le ha viste. Vi sono dei santi che hanno avuto la visione delle realt\u00e0 ultraterrene le lo hanno raccontato; ma i teologi modernisti e i preti progressisti non se ne danno per intesi. Anche se si tratta di figure gigantesche, una santa Teresa d&#8217;Avila, un san Giovanni Bosco, san Pio da Pietrelcina. Figuriamoci; l&#8217;Inferno: roba per spaventare le vecchiette. Roba da pedagogia della paura, come dice Ermes Ronchi, il fedele seguace di Turoldo. Nel loro buonismo, pensano che l&#8217;Inferno non esista, o che, tutt&#8217;al pi\u00f9, sia vuoto: se Dio \u00e8 amore, come \u00e8 possibile che qualche anima vada all&#8217;Inferno? Vogliono arruolare anche Dio nella loro combriccola: la combriccola dei buonisti. Vogliono farne un signore un po&#8217; rimbambito, molto indulgente, che non vede o finge di non vedere la gravit\u00e0 di certi peccati, la diabolica ostinazione nel male di certi peccatori. Ecco perch\u00e9 padre Sosa arriva a dire che il diavolo non esiste, \u00e8 solo un simbolo: \u00e8 il primo passo per arrivare alle negazione dell&#8217;Inferno: niente diavolo, niente anime dannate, niente Inferno. Troppo comodo. Si sono fabbricato una chiesa tutta loro &#8212; la neochiesa, appunto &#8211; dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla che li disturbi. Il mistero li disturba: dover ammettere che l&#8217;intelligenza umana pu\u00f2 comprendere molte cose, ma non tutte. Che se le comprendesse tutte, l&#8217;uomo sarebbe dio. Ma siccome l&#8217;uomo, per loro, di fatto, \u00e8 dio &#8212; non lo diranno mai apertamente, e, probabilmente, s&#8217;indignerebbero, se un tale pensiero venisse loro attribuito; ma \u00e8 proprio cos\u00ec &#8212; non c&#8217;\u00e8 bisogno di Giudizio, n\u00e9 di vita eterna; chi \u00e8 dio non aspetta il premio e non teme il castigo.<\/p>\n<p>I tre segreti di Fatima &#8211; lasciamo da parte il discorso sul quarto, che \u00e8 controverso &#8212; vertono sulla realt\u00e0 del male, del peccato, del Giudizio e dell&#8217;Inferno; e sulla estrema necessit\u00e0 del ravvedimento, della conversione e della penitenza. Tutto questo ha un suono assai sgradito ai sensibili orecchi dei teologi modernisti e dei preti e vescovi della neochiesa; ma \u00e8 cos\u00ec. Tali segreti sono stati cos\u00ec riassunti da mons. Vittorio Dalla Torre, della diocesi di Belluno-Feltre (su <em>La Martinella<\/em>, bimensile della Parrocchia di Farra di Feltre, n. 3, giugno-luglio 2017, pp. 14-15):<\/p>\n<p><em>La veggente Lucia parla di un segreto, diviso in tre parti.<\/em><\/p>\n<p><em>La visione dell&#8217;Inferno. Dice la veggente Lucia: &quot;La Madonna ci mostr\u00f2 un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel mare i demoni e le anime come se fossero braci, trasparenti e nere o bronzee,, con forma umana che fluttuavano nell&#8217;incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille dei grandi incendi, senza peso, n\u00e9 equilibri. Questa visione dur\u00f2 un momento. Saremmo morti di spavento se la Madre del Cielo non ci avesse sostenuto.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda parte del segreto. &quot;Avete visto l&#8217;Inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle Dio vuole stabilire nel mondo la devozione e la Consacrazione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che vi dir\u00f2, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio IX ne comincer\u00e0 un&#8217;altra, ancora peggiore.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando vedrete una notte luminosa di luce sconosciuta, sappiate che \u00e8 il grande segno di Dio. Per impedire questa guerra verr\u00f2 a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice. I buoni saranno perseguitati e martirizzati; il Santo Padre avr\u00e0 molto da soffrire. Finalmente il mio Cuore Immacolato trionfer\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella terza parte del segreto apparve un angelo con la spada in mano che ripeteva: &quot;Penitenza, penitenza, penitenza!&quot;.<\/em><\/p>\n<p>In effetti, nel terzo segreto i tre pastorelli hanno visto molto di pi\u00f9. Solo nel 2000, la Chiesa ha deciso di rendere pubblica questa testimonianza di suor Lucia, che ella aveva scritto il 3 gennaio 1944, su ordine del vescovo di Leiria e chiuso in una busta che, per ordine della Madonna, non avrebbe dovuto essere aperta fino al 1960:<\/p>\n<p><em>Dopo le due parti che gi\u00e0 ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco pi\u00f9 in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l&#8217;Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo (&quot;qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti&quot;), in una luce immensa che \u00e8 Dio, un vescovo vestito di bianco (&quot;abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre&quot;), altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c&#8217;era una grande Croce di tronchi grezzi, come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attravers\u00f2 una grande citt\u00e0 mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c&#8217;erano due Angeli, ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ecco: questa \u00e8 la realt\u00e0 con cui i seguaci della neochiesa non vogliono fare i conti; non vogliono neanche sentirne parlare. Hanno eliminato dalla pratica, e si stanno adoperando per eliminare anche dalla dottrina, tutto ci\u00f2 che va loro stretto, che provoca loro l&#8217;orticaria. Si stanno caricando l&#8217;anima di una responsabilit\u00e0 gravissima: quella di spingere le anime verso la perdizione. Snaturando il messaggio di Ges\u00f9 Cristo, stravolgendolo e addomesticandolo secondo i loro intenti, stanno facendo un&#8217;opera che non \u00e8 solo sbagliata, ma diabolica. Che se ne rendano conto oppure no, \u00e8 secondario. Peraltro, stentiamo a credere che non se ne rendano conto. Il Vangelo \u00e8 cos\u00ec chiaro in proposito: basta leggerlo, ma con un minimo di umilt\u00e0. Quante volte Ges\u00f9 ha parlato del peccato, del Giudizio, dell&#8217;Inferno e del Regno dei Cieli. \u00c8 evidente che non \u00e8 possibile dimenticarsene. Piuttosto, si pu\u00f2 deformare le sue parole in perfetta consapevolezza: cosa che \u00e8 diabolica, appunto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La neochiesa ha smesso di parlare dell&#8217;Inferno. Niente di strano: ha smesso di parlare della vita eterna, quindi anche del Paradiso; e, soprattutto, del Giudizio. 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