{"id":24304,"date":"2017-02-23T09:42:00","date_gmt":"2017-02-23T09:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/23\/credete-forse-di-potervi-fare-beffe-di-dio\/"},"modified":"2017-02-23T09:42:00","modified_gmt":"2017-02-23T09:42:00","slug":"credete-forse-di-potervi-fare-beffe-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/23\/credete-forse-di-potervi-fare-beffe-di-dio\/","title":{"rendered":"Credete forse di potervi fare beffe di Dio?"},"content":{"rendered":"<p>Cari cattolici, o sedicenti tali, progressisti e modernisti, avete passato il segno: la misura \u00e8 colma. Anche se avete dalla vostra tutti i mass media fuori della Chiesa, e, dentro di essa, quasi tutta la stampa periodica, molti cardinali, arcivescovi e vescovi, e, da ultimo, lo stesso papa, guardate che la superbia non vi accechi: potreste pentirvene amaramente. Credete forse di potervi fare beffe di Dio? Toglietevelo dalla testa; nessuno pu\u00f2 farlo. Ora vi sentite forti, vi sentite irresistibili. Il successo vi ha dato alla testa, avete lasciato cadere la maschera e vi state mostrando apertamente, per la prima volta, per quello che siete, ma che, sinora, per astuzia e per prudenza, non avevate mai osato mostrare: dei cattolici che hanno perso la fede, ma che non hanno perso la voglia di stare dalla parte del pi\u00f9 forte, dalla parte di chi vince.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna, in questo nostro tempo, sta celebrando i suoi trionfi; e poco importa se sono trionfi effimeri, e se hanno gli anni contati. Poco importa anche se le generazioni future dovranno portare il fardello e gli strascichi della dissipazione, della prepotenza, della totale mancanza di lungimiranza e di senso del limite di chi, oggi, si sta godendo il suo meschino trionfo. Tra breve non ci sar\u00e0 pi\u00f9 alcuna distinzione fra vinti e vincitori: resteranno solo dei vinti. Ma chi esulta, oggi, a ci\u00f2 non pensa: pago di vivere nel presente, si gode il successo e se ne infischia di quelli che verranno. Se ne frega dei suoi stessi figli, dei suoi nipoti. Cicerone diceva che i nonni devono piantare alberi per il vantaggio delle generazioni future, anche se essi, personalmente, non ne avranno alcun giovamento. La civilt\u00e0 moderna, invece, ha prodotto e sta continuando a produrre individui piccoli, meschini, avidi ed egoisti, che pensano solo a se stessi e che non rinuncerebbero per nulla al mondo al pi\u00f9 modesto vantaggio, al pi\u00f9 misero profitto.<\/p>\n<p>Voi non siete onesti. Se foste onesti, ammettereste &#8212; in primo luogo con voi stessi, poi con gli altri &#8212; di aver perso la fede. La perdita della fede spiega tutto e rende comprensibile il vostro modo di agire, anche se non lo giustifica per niente. Solo ammettendo che abbiate perso la fede, si pu\u00f2 arrivare a capire perch\u00e9 state compiendo ogni sforzo per distruggere la dottrina cattolica e per liquidare la Chiesa visibile, che vanta due millenni di storia e che \u00e8 nata, come diceva Tertulliano, dal sangue dei martiri. Se non fosse cos\u00ec, il vostro comportamento sarebbe incomprensibile: perch\u00e9 \u00e8 semplicemente impossibile che non vediate quel che state facendo, e dove vi sta portando la vostra strategia. Vi sta portando alla soppressione della speranza cristiana in cambio di un piatto di lenticchie: cio\u00e8 del permesso di accomodarvi, come degli ospiti non invitati, trattati con pochissimi riguardi, al banchetto della modernit\u00e0. E pur di ottenere questa magra, umiliante soddisfazione, avete sacrificato tutto, bench\u00e9 non nulla vi appartenga: perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 solo di Dio, e della Rivelazione non si pu\u00f2 far commercio, non la si pu\u00f2 svendere, non la si pu\u00f2 barattare con nessun&#8217;altra cosa. Nessuno pu\u00f2 mercanteggiare con le cose di Dio: e la Chiesa appartiene a Dio, la dottrina appartiene a Dio, i cristiani appartengono a Dio. Il vero cristiano \u00e8 di Cristo, e solo di Cristo: \u00e8 morto in lui l&#8217;uomo vecchio, che sa dire solo: <em>io, io, io<\/em>, ed \u00e8 nato l&#8217;uomo nuovo, pieno di amore per Dio, che dice sempre: <em>Tu, Tu, Tu; sia fatta la Tua volont\u00e0, non la mia<\/em>.<\/p>\n<p>Chi ha perso la fede, non \u00e8 ancora perduto. Pu\u00f2 pregare, pu\u00f2 chiedere a Dio che lo aiuti a ritrovarla; pu\u00f2 amare e servire il prossimo, aspettando umilmente e pazientemente che Dio lo illumini, che lo soccorra, che lo guidi e lo sostenga nel tornare a Lui. Ma i cattolici modernisti sono tali appunto perch\u00e9 hanno introiettato la mentalit\u00e0 e l&#8217;atteggiamento tipico dell&#8217;uomo moderno: la mancanza di senso del limite e di senso del mistero; la pretesa del&#8217;autosufficienza; il rifiuto, conscio o inconscio, della propria condizione creaturale, del proprio insuperabile limite ontologico. E allora, invece di gettarsi ai piedi della croce e domandare a Dio di aver piet\u00e0 di loro, hanno deciso, con diabolico orgoglio, di far finta di nulla, di simulare d&#8217;aver sempre la fede, per non perdere alcun vantaggio. Si sono impigriti, si sono abituati a non rischiare mai nulla; e ora mirano solo a starsene tranquilli.<\/p>\n<p>A partire da quando avete fatto la vostra scelta, avete cominciato a imputridire: perch\u00e9 la menzogna che vi portate dietro \u00e8 cos\u00ec grande, che spande dappertutto odor di cadavere. \u00c8 la vostra fede morta, ma rimasta insepolta, che manda cattivo odore: \u00e8 una fede morta che voi spacciate per viva, e, per riuscirci, avete pitturato, ingioiellato e vestito di tutto punto il cadavere. Ma un cadavere \u00e8 pur sempre un cadavere: sa di decomposizione, diffonde un tanfo micidiale. Potete risparmiarvi la commedia che state recitando con tanto sfoggio di seriet\u00e0 e di zelo: per quante chiacchiere facciate a proposito di &quot;cristianesimo adulto&quot;, di &quot;approfondimento della fede&quot;, di &quot;svolta antropologica&quot; e di &quot;teologia negativa, adatta agli uomini del nostro tempo&quot;, non riuscite certo a confondere nessuno: chiunque vi vede, coglie ci\u00f2 che proprio a voi sfugge: il puzzo di cadavere, di menzogna, di falsit\u00e0 che vi portate dietro, e che rende abominevole la vostra presenza, intollerabili i vostro gesti, insopportabili le vostre parole. Qualunque cosa diciate o facciate, non riuscite ad ingannare pi\u00f9 nessuno, e tanto meno riuscirete ad ingannare Dio: credete forse che Dio si lasci menare per il naso da degli uomini da nulla, quali voi siete? Perch\u00e9 colui che non \u00e8 capace neppure di quel minimo di onest\u00e0 che consiste nel guardarsi allo specchio e riconoscere: <em>S\u00ec, ho perso la fede; quindi mi faccio da parte, perch\u00e9, se continuassi a parlare a nome e per conto della Chiesa, non potrei che farle del male, non potrei che agire da servo vile e infedele<\/em>, ebbene, costui \u00e8 solamente un uomo (o una donna) che non vale niente. Vale qualcosa solo chi sa pesarsi con una bilancia che non sia truccata, e che sa valutarsi in moneta onesta, con franchezza esigente, se occorre spietata; mentre chi \u00e8 severo con gli altri, ma assai indulgente con se stesso, \u00e8 una persona da nulla. Ecco perch\u00e9 siete cos\u00ec solleciti e disinvolti nel celebrar la messa insieme ai luterani, a costo di profanare l&#8217;Eucarestia (perch\u00e9 lo sapete, vero, che, per essi, quel Sacramento non ha lo stesso senso che ha per i cattolici?); ecco perch\u00e9 non avete alcun imbarazzo nell&#8217;invitare i musulmani in chiesa, a pregare il <em>loro<\/em> Dio, che non \u00e8 il Dio d&#8217;amore predicato da Ges\u00f9, e che era Ges\u00f9 stesso; ecco perch\u00e9 avete trasformato i &quot;perfidi giudei&quot; in amati e stimatissimi &quot;fratelli maggiori&quot;, davanti ai quali siete sempre umili e supplichevoli, con il capello in mano, pronti a prender ordini, e non osate contraddirli in nulla, anche se hanno torto marcio: e tutto cos\u00ec, da un giorno all&#8217;atro, senza ascoltar nemmeno il gran padre Dante (<em>uomini siate, e non pecore matte, \/ s\u00ec che &#8216;l giudeo di voi tra voi non rida<\/em>: cfr. <em>Paradiso<\/em>, V, 80-81). Tutto questo, per voi, non costituisce alcun problema, non \u00e8 motivo del pi\u00f9 piccolo imbarazzo, per il semplice fatto che voi, a Dio, non credete pi\u00f9. E siccome non ci credete, vi \u00e8 indifferente qualunque discorso su chi Egli sia. Dietro la maschera dell&#8217;ecumenismo e del dialogo interreligioso, state occultando diligentemente una verit\u00e0 inconfessabile: che non siete pi\u00f9 cristiani, non siete pi\u00f9 niente, siete uomini privi di ogni fede, e quindi vi \u00e8 rimasta una sola, grande fede: quella nel potere. Non volete trovarvi in minoranza, perch\u00e9 in minoranza si sta scomodi, si \u00e8 sospinti ai margini, mentre voi volete stare bene al centro e occupare i posti in prima fila. Nel loggione, che ci vadano gli altri. E per non far vedere che non siete pi\u00f9 nulla, che non credete pi\u00f9 a niente, spacciate la vostra incredulit\u00e0 e il vostro cinismo per volont\u00e0 di apertura, di dialogo, di confronto con gli altri. Ma le cose stanno ben altrimenti. Il fatto \u00e8 che a voi queste iniziative non costano nulla, perch\u00e9 il mistero di Dio non esercita pi\u00f9 alcun fascino sulla vostra anima. E dunque, perch\u00e9 prendersela calda per una cosa che non vi riguarda pi\u00f9? Perch\u00e9 preoccuparsi e angustiarsi per dettagli secondari, per bazzecole insignificanti, come la piena volontariet\u00e0 della Passione e Morte di Ges\u00f9 Cristo, il mistero della Transustanziazione, il valore infinito del Sacrificio eucaristico, tutte cose energicamente negate da giudei e islamici, che le considerano autentiche bestemmie, e radicalmente ridimensionate o messe in forse dai protestanti? Che se la prendano a cuore i cattolici di fede; tanto meglio: cos\u00ec avrete qualcuno da far passare per ottuso tradizionalista, cos\u00ec da far risplendere ancor pi\u00f9 la vostra apertura e la vostra tolleranza. Eh, questi benedetti cattolici all&#8217;antica, attaccati alla vecchia teologia e alla vecchia dottrina, per non parlare della vecchia liturgia! Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, tanto \u00e8 utile e preziosa la loro presenza, come quella dell&#8217;amica bruttina e poco intelligente accanto all&#8217;amica bellissima, che attira a s\u00e9 tutti gli sguardi e infiamma tutti i desideri. Ma che sia un segreto ben custodito, per carit\u00e0: che non vengano a saperlo mai. Che si prendano tutto l&#8217;astio e l&#8217;inimicizia del mondo, cos\u00ec che il mondo possa applaudire e complimentare loro, i nobili, intelligenti progressisti!<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra ragione, tuttavia, per detestare i cattolici tutti d&#8217;un pezzo, oltre al fatto che sono antipatici e presuntuosi (anche se utili: utili idioti), e cio\u00e8 che la loro sola esistenza suona come un muto rimprovero, come una provocazione insopportabile nei confronti dei cattolici modernisti che hanno perso al fede, e non vogliono farlo vedere. Sono meritevoli di odio, perch\u00e9 sanno pregare e sono sempre al cospetto del Signore: cos\u00ec Abele era meritevole dell&#8217;odio di Caino perch\u00e9 i suoi sacrifici erano graditi a Dio, e quelli di suo fratello no. I veri cattolici hanno la fede, o, se la sentono affievolire, si affrettano a pregare, come il padre del ragazzo indemoniato rivolto a Ges\u00f9: <em>Io credo! Ma tu, aiuta la mia poca fede!<\/em> Ma chi l&#8217;ha persa e non vuol farlo sapere, non vuol confessarlo neanche a se stesso, pu\u00f2 solo detestarli, perch\u00e9 gli ricordano il tempo felice in cui anch&#8217;egli l&#8217;aveva. In Vaticano, corre una voce a proposito dei <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali su <em>Amoris laetita<\/em>. In un momento di distensione, qualcuno ha ricordato al papa Francesco che essi attendono ancora una risposta. E lui, sprezzante: <em>Possono stare freschi!<\/em> Non \u00e8 l&#8217;atteggiamento di chi vede tutta la difficolt\u00e0 di trovare un punto d&#8217;incontro con chi la pensa diversamente da lui, ma se ne duole; non \u00e8 l&#8217;atteggiamento del pastore che non vorrebbe perdere nemmeno una pecorella; che abbia o no il tanto (da lui) celebrato &quot;puzzo di pecora&quot; addosso, questo \u00e8 il modo di fare e di parlare di un pessimo pastore, che se ne infischia delle pecorelle e che \u00e8 pieno di rancore per quelle che si stanno allontanando, o che si aggirano confuse. Non gl&#8217;importa se si perderanno, e meno ancora si sente responsabile del fatto che si allontano proprio perch\u00e9 non riconoscono, in lui, la voce del buon pastore: il suo ego \u00e8 talmente grande, tirannico e vendicativo, che gl&#8217;importa solo dell&#8217;offesa fatta alla sua autorit\u00e0, al suo prestigio. A chiarire i <em>dubia<\/em>, non ci pensa proprio. E dal suo disprezzo, tante volte ostentato verso i cattolici che non lo capiscono, e ostentato anche in pubbliche occasioni, traspare come egli li detesti proprio perch\u00e9 gli ricordano il fatto di aver perso la fede, mentre essi l&#8217;hanno conservata, e stanno lottando per conservarla, nonostante egli sia loro quotidianamente di scandalo.<\/p>\n<p>Ogni giorno, infatti, o quasi, il santo padre riversa tutto il suo disprezzo, la sua ironia, la sua irrisione, contro quei cattolici che egli &quot;non capisce&quot;, e che intralciano, secondo lui, lo splendido cammino della sua neochiesa gnostico-massonica verso <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em> della modernit\u00e0 e dell&#8217;abbraccio con il mondo. Credete che stiamo esagerando, e che noi non abbiamo alcun diritto di asserire che costui ha peso la fede? Pensate che stiamo calcando un po&#8217; troppo la mano, per amor di polemica? Volesse Dio che non vi si sia ragione alcuna per polemizzare, e che nella sua santa Chiesa regnasse lo spirito di amore e di concordia che Cristo ha insegnato ai suoi apostoli, fino all&#8217;ultimo giorno, fino all&#8217;ultima sera, con la lavanda dei piedi e coi meravigliosi discorsi d&#8217;addio dell&#8217;Ultima Cena. Papa Francesco, s\u00ec, sa lavare i piedi alla gente, in occasione della Pasqua; meglio se sono donne, e meglio se musulmani, sempre per far vedere al mondo quanto \u00e8 moderno e senza pregiudizi, come lui li chiama, &quot;clericali&quot;; quanto egli \u00e8 dialogante ed ecumenico; quanto aborrisce le grette chiusure e i meschini settarismi. Non possiede, per\u00f2, la stessa dolcezza e amorevolezza allorch\u00e9 si tratta dei suoi, quando si tratta delle pecorelle che Dio gli ha affidato perch\u00e9 le custodisca nel suo Nome. Il giornalista Marco Tosatti si \u00e8 preso lo sfizio di fare un elenco degli insulti e delle male parole che il papa riserva incessantemente ai suoi &quot;oppositori&quot;, a getto continuo: sono decine e decine: da <em>vecchie comari<\/em> a <em>fomentatori della coprofagia<\/em>, da <em>sgrana rosari<\/em> a <em>signor e signora piagnistei<\/em>, da <em>battitori da Inquisizione<\/em> a <em>cavillatori moralistici<\/em>; e via insultando e offendendo di questo passo, ce n&#8217;\u00e8 anche di peggio. Chi ne abbia voglia, pu\u00f2 deliziarsi scorrendo un elenco completo (completo, si fa per dire: bisognerebbe aggiornarlo ad ogni nuova intervista rilasciata alla stampa, e ad ogni omelia di Santa Marta), alla data del 10 febbraio 2017, consultando in rete l&#8217;articolo <em>Una risata ci salver\u00e0<\/em>, sul blog <em>Il fumo di Satana<\/em>.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la situazione della Chiesa, oggi. L&#8217;infezione modernista ha lavorato in silenzio, pian piano, penetrando sino al midollo, a partire dalla Germania, donde gi\u00e0 era iniziata la rivolta di Lutero cinque secoli fa (e che papa Francesco, assai ecumenicamente, \u00e8 andato fino in Svezia a celebrare). Pieni di complessi d&#8217;inferiorit\u00e0 verso i teologi protestanti, tanto pi\u00f9 avanzati nella critica biblica di tipo scientifico-filologico, i cattolici tedeschi hanno imparato da loro, e hanno diffuso l&#8217;infezione in ogni angolo della Chiesa cattolica, smontando la fede pezzo a pezzo. Ma di Dio, non ci si fa beffe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari cattolici, o sedicenti tali, progressisti e modernisti, avete passato il segno: la misura \u00e8 colma. 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