{"id":24302,"date":"2018-09-04T08:40:00","date_gmt":"2018-09-04T08:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/04\/crede-davvero-di-cavarsela-cosi\/"},"modified":"2018-09-04T08:40:00","modified_gmt":"2018-09-04T08:40:00","slug":"crede-davvero-di-cavarsela-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/04\/crede-davvero-di-cavarsela-cosi\/","title":{"rendered":"Crede davvero di cavarsela cos\u00ec?"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente, dopo un settimana di silenzio, il papa ha detto qualcosa in relazione all&#8217;enorme scalpore suscitato dalla pubblicazione del memoriale Vigan\u00f2. Finora, la sola cosa che aveva detto, a botta calda, cio\u00e8 sull&#8217;aero che lo riportava in Vaticano dal viaggio in Irlanda, era stata: <em>Fatevi voi il vostro giudizio personale<\/em>; e siccome si rivolgeva ai giornalisti, aveva precisato: <em>Voi avete la capacit\u00e0 giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni<\/em>. Il papa del relativismo aveva con ci\u00f2 ribadito il caposaldo del suo pontificato: la verit\u00e0 \u00e8 relativa, ciascuno deve &quot;farsela da s\u00e9&quot;; non solo; esiste una verit\u00e0 giornalistica che viene prima di tutto. Non \u00e8 pensabile che non si rendesse conto che parlare ai giornalisti significa parlare al mondo; pertanto, dire: &quot;avete la capacit\u00e0 giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni&quot; \u00e8 la stessa cosa che dire: la verit\u00e0 \u00e8 quella che dicono i giornali. Perfettamente in linea con tutto il pensiero relativista contemporaneo e quasi un <em>remake<\/em> dell&#8217;imperdibile esclamazione in diretta, quasi un grido di dolore: <em>Dove andremo a finire se i giornalisti non riescono pi\u00f9 a influenzare il voto degli elettori?<\/em>, di una costernata Giovanna Botteri, la sera in cui fu costretta, con il cuore pezzato, ad annunciare la vittoria di Trump negli Stati Uniti e la sconfitta della signora Clinton, per la quale aveva tifato tutto l&#8217;universo dei progressisti, Bergoglio ovviamente compreso.<\/p>\n<p>Il memoriale Vigan\u00f2 \u00e8 stato pubblicato sul giornale di Maurizio Belpietro, <em>La Verit\u00e0<\/em>, domenica 26 agosto 2018; luned\u00ec 3 settembre, durante la santa Messa celebrata nella Casa di Santa Marta, ha smentito la sua precedente affermazione: <em>Io non dir\u00f2 una parola su questo<\/em>, per tornare sullo scandalo del memoriale Vigan\u00f2, peraltro senza nominarlo mai direttamente: perfetto esempio di gesuitismo, che consente di contraddirsi senza esporsi all&#8217;accusa di contraddizione. <em>La verit\u00e0 \u00e8 mite, la verit\u00e0 \u00e8 silenziosa<\/em>, ha scandito, con la sua abituale aria meditabonda e lo sguardo penetrante, facendo eco all&#8217;elogio della carit\u00e0 di San Paolo: strane parole da uno che finora si \u00e8 mostrato tutto, fuor che mite, e silenzioso, anzi, che ha fatto della vendicativit\u00e0 verso quanti lo contraddicono, e del baccano mediatico per gonfiare la propria immagine, la sua cifra pi\u00f9 caratteristica. Poi, con parole (ben poco) sibilline, sempre come suo solito, ha lanciato i suoi strali contro <em>chi cerca soltanto lo scandalo e le persone che cercano soltanto la divisione<\/em>: come se lo scandalo fosse quello di dire le cose e non quello di coprirle, e come se il problema fosse la divisione che la verit\u00e0 necessariamente crea fra quanti la amano e quanti la odiano, come disse Colui che ammon\u00ec: <em>Non sono venuto a portare la pace, ma una spada; sono venuto a mettere tre contro due e due contro tre, il padre contro il foglio e il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figlia contro la madre<\/em>. Ma lui, come \u00e8 ben noto, si ritiene ben pi\u00f9 di Ges\u00f9 Cristo: lui \u00e8 Francesco; e infatti ormai non si parla pi\u00f9 di Dio, ma si parla del papa Francesco, e se ne parla come se si parlasse non di un uomo, e neppure di un santo, ma di un dio. Infine, prendendo spunto dalla vicenda evangelica del ritorno a Nazaret di Ges\u00f9, il quale viene accolto nel suo paese natale con molto sospetto, ha concluso che la sola strada da percorrere \u00e8 quella <em>del silenzio e della preghiera<\/em>. \u00c8 una delle non molte volte in cui lo abbiamo sentito invitare al silenzio e soprattutto alla preghiera: benissimo; ma pregare per cosa, e tacere riguardo a cosa? Non sempre il silenzio \u00e8 cosa buona. Il silenzio che vige attorno alla mafia, per esempio, \u00e8 un silenzio malvagio: \u00e8 il silenzio grazie al quale il male trionfa e il bene \u00e8 costretto a nascondersi. La preghiera, poi, che altro \u00e8, se non la confidenza totale in Dio? Ma qui non si tratta do confidare in Dio, bens\u00ec di rispondere a una semplice domanda: \u00e8 vero o non \u00e8 vero, quel che dice il memoriale di monsignor Vigan\u00f2? Bergoglio sapeva o non sapeva, fin dal giugno del 2013, cio\u00e8 da pi\u00f9 di cinque anni, delle orribili malefatte sodomitiche del cardinale McCarrick, da lui onorato e tenuto alla stregua di speciale consigliere per gli affari della Chiesa statunitense? In altre parole: pare che lui pensi di dover rendere conto solo a Dio; ma le cose stanno altrimenti: lui non \u00e8 un privato cittadino, \u00e8 il papa: deve rendere conto anche ai fedeli.<\/p>\n<p>Le sue parole conclusive sono state quasi minacciose: ha detto che <em>il padre della menzogna, l&#8217;accusatore, il diavolo, agisce per distruggere l&#8217;unit\u00e0 di una famiglia, di un popolo<\/em>. Quindi, dopo aver paragonato implicitamente Vigan\u00f2 al diavolo, e aver paragonato implicitamente se stesso a Ges\u00f9 Cristo, incompreso dai suoi concittadini, si \u00e8 bellamente scordato di aver sempre accusato i suoi &quot;nemici&quot;, insolentendoli con gli epiteti pi\u00f9 offesivi e ingegnosi, tanto che qualcuno (il giornalista Marco Tosatti) gi\u00e0 da un paio d&#8217;anni ne ha fatto un vero e proprio vocabolario; e che coi Francescani dell&#8217;Immacolata, con i quattro cardinali dei <em>Dubia,<\/em> con i settanta teologi e sacerdoti della <em>Correctio filialis<\/em>, lui non \u00e8 che abbia risparmiati gli attacchi, anche se, da buon gesuita, ha sempre avuto la misera astuzia di nascondersi dietro silenzi o parole oblique, lasciando il &quot;lavoro sporco&quot;, quello di accusare, inquisire, criminalizzare, ai suoi accoliti e turiferari. Le sue ultime parole, <em>il Signore ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere<\/em> (quante volte lo abbiamo udito adoperare in maniera truffaldina il concetto del <em>discernimento<\/em>!), sono involontariamente ironiche, visto che lui non tace mai, tranne quando deve rispondere a delle precise domande, anche su questioni di fede (come fu nel caso dei <em>dubia<\/em> relativi all&#8217;esortazione <em>Amoris laetitia<\/em>) e che non si perita di strumentalizzare anche l&#8217;omelia della santa Messa per giustificare se stesso, mescolando la liturgia della Parola con le sue beghe private. La qual cosa \u00e8 di per se stessa peggio che volgare, \u00e8 una nuova profanazione, che si aggiunge alle altre: perch\u00e9 la Messa \u00e8 la Messa, il cuore della fede cattolica: gi\u00f9 le mani da essa, non deve esserci nient&#8217;altro, nella sua liturgia, che la preparazione al Sacrificio eucaristico. Tirare in ballo, sia pure con oblique, ma trasparenti allusioni, lo scandalo suscitato non tanto dal memoriale Vigan\u00f2, ma dal suo silenzio e dall&#8217;ipotesi della sua piena colpevolezza, questo \u00e8 veramente intollerabile, \u00e8 blasfemo. E se risulter\u00e0, un domani, che Vigan\u00f2 diceva il vero, e quindi che Berglio ha mentito, e ha mentito per cinque anni, e per cinque anni ha coperto il male e ha permesso che seguitasse a fare delle vittime, allora apparir\u00e0 che egli ha anche profanato la santa Messa, perch\u00e9 ha chiamato Ges\u00f9 Cristo a testimonio della sua purezza ed innocenza, ha assunto le pose della vittima di calunnie e ingiusti sospetti, e tutto questo pochi istanti prima di celebrare il pi\u00f9 grande, il pi\u00f9 prezioso, il pi\u00f9 sacro di tutti i misteri della nostra religione: l&#8217;Eucarestia, ossia il rinnovarsi del Sacrificio di Cristo per amore degli uomini e in remissione dei loro peccati. Per cui il peccato della menzogna verrebbe a sovrapporsi alla celebrazione dell&#8217;Eucarestia e getterebbe un&#8217;ombra vergognosa, d&#8217;ipocrisia e di sozzura, sul rito pi\u00f9 santo che esista per la Chiesa.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che un miliardo e trecento milioni di fedeli si fanno, o dovrebbero farsi, \u00e8 la seguente:? <em>crede davvero di potersela asciugare cos\u00ec, il signore argentino?<\/em> Pensa veramente che sia sufficiente dire, a botta calda, <em>Io non dir\u00f2 niente<\/em>; e poi, una settimana dopo, <em>La verit\u00e0 \u00e8 mite e silenziosa, chi parla cerca la divisione, chi parla \u00e8 figlio del diavolo, io taccio e quindi sono amico della verit\u00e0<\/em>? Se lo pensa davvero, ci\u00f2 significa che ha ben poco rispetto per il prossimo, e ben poca considerazione per l&#8217;altrui intelligenza, oltre che per i sentimenti squisitamente religiosi di milioni di persone. Finge di non sapere, di non aver capito, che in questo momento, in questa circostanza, il problema \u00e8 lui, e non altro; che \u00e8 lui la pietra d&#8217;inciampo sulla via della fede, per milioni e milioni di persone. Perch\u00e9 tra un papa che sbaglia, magari in buona fede, ma dicendo sempre la verit\u00e0 e non coprendo mai le colpe altrui, e un papa che sbaglia, mentendo e coprendo le colpe di chi avrebbe lui il dovere e il potere di fermare, c&#8217;\u00e8 una grossa, decisiva differenza. Con un narcisismo esasperato e una smania demagogica senza precedenti, il signore argentino si \u00e8 costruito una popolarit\u00e0 quale nessun altro papa aveva mai avuta, ma se l&#8217;\u00e8 costruita sulle macerie fumanti della dottrina, da lui fatta a pezzi, e della pastorale, da lui trasformata in papolatria. Senza pudore e senza vergogna, ha lasciato e permesso che le folle lo adorino come un dio, che si stampino giornaletti a lui dedicati, che si vendano <em>gadget<\/em> con la sua persona, che si parli di lui come di un santo, il pi\u00f9 grande dei papi della storia. E ora vorrebbe cavarsela con la strategia del silenzio, invocando la preghiera e assumendo la parte, che mal gli si addice, del calunniato e del perseguitato: lui che ha demolito tutti i suoi avversari (o quelli che lui, per il fatto di parlargli con sincerit\u00e0, considera tali) a colpi di calunnie e di accuse, e che ha smantellato il pi\u00f9 fiorente e il pi\u00f9 ammirevole degli ordini monastici, quello dei Francescani dell&#8217;Immacolata, fin dai primi mesi del suo pontificato, trattandoli quei religiosi e quelle religiose quasi come dei delinquenti, mentre per gli atei, gli abortisti, i luterani, gli ebrei e gli islamici \u00e8 tutto miele, sorrisi e complimenti. Lo scandalo \u00e8 lui; l&#8217;attacco alla verit\u00e0, \u00e8 la sua azione pastorale; ci\u00f2 che allontana tante anime dalla Verit\u00e0 e dalla fede, \u00e8 la sua sfrenata ambizione, il suo voler essere il protagonista di una rivoluzione religiosa. A questo ha sempre mirato, fin dall&#8217;inizio: non solo riformare la Chiesa, non solo &quot;cambiarla&quot;, cosa di per s\u00e9 eretica e inaccettabile, ma proprio creare una nuova religione, un sincretismo post-cristiano nel quale c&#8217;\u00e8 posto per tutte le fedi, anche le pi\u00f9 contraddittorie, e per tutti i codici morali, compreso, anzi, soprattutto quello della cultura atea, materialista e massonica.<\/p>\n<p>Eppure, per quanto incredibile possa sembrare, almeno a persone dotate di una moralit\u00e0 normale e di una sufficiente onest\u00e0 intellettuale, la risposta alla domanda se costui crede veramente di farla franca con quelle poche, pietose parole che non chiariscono nulla, che non dissipano i dubbi, che non disperdono le ombre, ma le addensano ancora di pi\u00f9, e questo in un momento in cui la Chiesa sta attraversando una crisi dei credibilit\u00e0 mai vista prima, appunto sulla questione della sodomia e della pederastia, la risposta, senza alcun dubbio, deve essere affermativa. S\u00ec: il signore argentino crede davvero che quanto ha detto, o meglio, che quanto <em>non<\/em> ha detto, sia sufficiente a chiudere il caso. E perch\u00e9 lo crede? Perch\u00e9, fin dal primo istante della sua elezione, sin dalla prima ora del suo pontificato, si \u00e8 adoperato in ogni modo, con tutte le sue forze, per spostare l&#8217;oggetto della fede da Ges\u00f9 Cristo a se stesso, dal Vangelo a se stesso, dalla Chiesa a se stesso. <em>La Chiesa sono io<\/em>, pare aver pensato; <em>e se la Chiesa sono io, allora ho anche il potere di cambiare la dottrina e di trasformare il cristianesimo in un sincretismo gnostico, al vertice del quale ci sono, ancora e sempre, io.<\/em> A ci\u00f2 hanno teso tutti i suoi sforzi, sin dal primi giorno; e i <em>mass-media<\/em> laicisti e anticristiani sono stati ben lieti di venirgli incontro, di offrirgli tutto lo spazio possibile, di amplificare al massimo ogni sua parola e ogni suoi gesto (perfino quello di andare al gabinetto in mezzo a una folla osannante, come \u00e8 accaduto durante la vista apostolica a Milano). Non \u00e8 una strategia mal pensata, dal suo punto di vista; \u00e8 una strategia che non ha nulla a che fare con la fede e con la vera missione del papa, ma chi se ne infischia? \u00c8 una strategia che funziona, soprattutto se si hanno dalla propria parte tutti i <em>mass-media<\/em> laici. L&#8217;esatto contrario della situazione in cui venne a trovarsi il suo predecessore, che li aveva tutti contro, sin dal primo istante, e che qualunque cosa dicesse o facesse, immancabilmente veniva sottoposta a un fuoco di fila di accuse, di sospetti, d&#8217;interpretazioni malevole, di stravolgimenti deliberati del suo pensiero. Il tutto con la complicit\u00e0 dei vari preti di sinistra e dei vescovi di strada che ora mietono applausi profani, sulla scia di Francesco: quelli che dicono di s\u00ec a tutto, alle unioni omofile, all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia, a tutto ci\u00f2 che piace al mondo, anche se dispiace a Dio. Un esempio per tutti, la lezione di Ratisbona: non furono solo i <em>mass-media<\/em> laici ad attaccare Ratzinger, accusandolo d&#8217;islamofobia, e in perfetta malafede; furono anche molti sacerdoti e vescovi, e lo fecero con altrettanta, se non maggiore, malafede. essi sapevamo benissimo che il discorso di Ratzinger non aveva nulla di anti-islamico; e che anche l&#8217;islam veniva citato solo di passaggio, mentre l&#8217;oggetto della conferenza era il rapporto tra fede e ragione; ma ci\u00f2 non voleva dir nulla, l&#8217;importante era avere un pretesto al quale attaccarsi per crocifiggere il papa conservatore, per fargli capire che la Chiesa lo tollerava a fatica, e il mondo laico non lo tollerava affatto. Era un preavviso di sfratto, come i fatti avrebbero poi dimostrato. Stesso discorso per lo scandalo Williamson, che poi non era affatto uno scandalo, ma una bolla d&#8217;aria appositamente preparata e fatta scoppiare per minare la sua credibilit\u00e0 di pontefice: ma tutti abboccarono, o meglio, tutti fecero finta di credere che la questione riguardasse la remissione della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, mentre si trattava, ancora e sempre, di cercare pretesti per attaccare Ratzinger, sferrando colpi bassi ogni volta che se ne presentasse l&#8217;occasione. Tutti quei preti e quei vescovi che agirono in tal modo portano la responsabilit\u00e0 morale delle dimissioni di Benedetto XVI e della elezione di Bergoglio, chiamato apposta per fare ci\u00f2 che il suo predecessore non voleva fare: per alzare bandiera bianca davanti alla lobby gay del Vaticano. Perch\u00e9 questa era la vera posta in gioco, anche se allora c&#8217;erano pochi elementi per capirlo, o per capirlo sino in fondo. Ora ce ne sono di pi\u00f9; ora \u00e8 possibile delineare meglio lo scenario: con la lobby gay vaticana che vuol continuare a spadroneggiare, e imporre il giogo al successore di san Pietro, chiunque egli sia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente, dopo un settimana di silenzio, il papa ha detto qualcosa in relazione all&#8217;enorme scalpore suscitato dalla pubblicazione del memoriale Vigan\u00f2. 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