{"id":24298,"date":"2015-11-08T01:54:00","date_gmt":"2015-11-08T01:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/08\/per-filosofi-come-paul-louis-couchoud-gesu-cristo-non-e-altro-che-un-mito\/"},"modified":"2015-11-08T01:54:00","modified_gmt":"2015-11-08T01:54:00","slug":"per-filosofi-come-paul-louis-couchoud-gesu-cristo-non-e-altro-che-un-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/08\/per-filosofi-come-paul-louis-couchoud-gesu-cristo-non-e-altro-che-un-mito\/","title":{"rendered":"Per \u201cfilosofi\u201d come Paul-Louis Couchoud, Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 altro che un mito"},"content":{"rendered":"<p>La figura di Paul-Louis Couchoud (nato a Vienne nel 1879 ed ivi morto nel 1959, grande amico di Anatole France), illustra molto bene la rozza superficialit\u00e0, la iattanza, lo spocchioso senso di superiorit\u00e0 di una cultura positivista rocciosa, intollerante, mai neppure sfiorata dalla pi\u00f9 piccola ombra di dubbio sul fatto che la scienza, e solo la scienza, sia la &quot;clavis universalis&quot; atta a risolvere i massimi problemi del mondo e della vita; una cultura tutta impegnata nella sua speciale &quot;battaglia per la civilt\u00e0&quot; contro l&#8217;oscurantismo religioso e contro ogni credenza di ordine soprannaturale, prima fra tutte quella cristiana. Per codesto sedicente filosofo, la cui attitudine mentale era tutto, fuorch\u00e9 di tipo filosofico, Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 nemmeno un personaggio storico, ma una creazione leggendaria, o, al massimo, una scialba figura di predicatore millenarista, uno dei tanti sorti in quel tempo dal popolo d&#8217;Israele e messi a morte dai dominatori romani: una figura della quale si sono avidamente impossessati i suoi seguaci per fondare un nuovo culto religioso ed escatologico e per avvalorare le loro strane teorie sulla natura del rapporto esistente fra Dio e l&#8217;uomo, sul peccato e sulla redenzione. Anzi, per essere pi\u00f9 precisi, l&#8217;esistenza storica di Ges\u00f9 &#8211; che, seppure possibile, resta a noi velata da una distanza misteriosa e impenetrabile, dal momento che i Vangeli non possono essere presi sul serio come documenti storici e altre fonti, pi\u00f9 imparziali, non ve ne sono &#8211; \u00e8 ammessa dal Nostro non tanto in base ad un ragionamento storico vero e proprio, ma piuttosto viene postulata per induzione, essendo necessario ammettere, sia pure a malincuore, che un fatto originario deve esservi stato, per dare origine, attraverso il mito della morte e risurrezione del profeta, alla religione cristiana. Dovette esservi un fiammifero, come egli dice parafrasando Nietzsche, che fece scoppiare l&#8217;incendio.<\/p>\n<p>Vale la pena, per farsi un&#8217;idea della inconsistenza e della mediocre qualit\u00e0 del suo modo di procedere, riportare una paginetta di questo autore, oggi pressoch\u00e9 dimenticato, ma, che fu, ai suoi tempi, un saggista non privo d&#8217;importanza nell&#8217;imprimere un deciso orientamento materialista e antireligioso alla cultura francese ed europea dei primi decenni del Novecento (da: P. L. Couchoud, &quot;Il mistero di Ges\u00f9&quot; (Milano, Fratelli Bocca Editori, 1945, pp. 64-5):<\/p>\n<p><em>\u00abQuesto Ges\u00f9 [vale a dire, quello delineato da Loisy] ha su quello di Renan il grande vantaggio di non essere un personaggio arbitrario, una figura di Ary Scheffer, collocato fuori dello spazio e del tempo. Egli \u00e8 un vero ebreo della sua epoca. \u00c8 strettamente verosimile. Entra in una serie sufficientemente nota di rivoltosi disgraziati. La sua avventura modesta e senza rilievo illumina, accanto ad altre pi\u00f9 impressionanti, le origini della grande insurrezione. Appartiene ad una serie di giudei ingenui e chimerici. Aggiunge un nome al largo martirologio della sua nazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Se si va al fondo delle cose, si vede ch&#8217;egli \u00e8 semplicemente verosimile. \u00c8 molto. Se Ges\u00f9 \u00e8 esistito, ecco in qual modo egli pu\u00f2 essere concepito storicamente. Ma non \u00e8 tutto? Su che cosa riposa in fin dei conti la sua esistenza reale?<\/em><\/p>\n<p><em>Non si pu\u00f2 dire che riposi sui testi. I testi evangelici non si presentano come documenti di storia. Se si presentassero come tali, non potrebbero essere accolti. Ges\u00f9 disegnato sulla falsariga di Theudas e dell&#8217;Egiziano, non esce da questi direttamente. \u00c8 piuttosto imposto loro. Avendo questo modello nello spirito, si vaglia qua e l\u00e0 e si valorizza qualche frammento che, senza ci\u00f2, sarebbe considerato della stessa natura dei frammenti vicini e soggetto alla medesima interpretazione.<\/em><\/p>\n<p><em>In ultima analisi, Ges\u00f9 storico \u00e8 tratto da un&#8217;induzione. Lo si distingue male, o piuttosto non lo si distingue affatto, nella caligine dubbiosa in cui \u00e8 perduto. Egli si trova nel limite della visibilit\u00e0, o, per meglio dire, al di l\u00e0. Ma lo si suppone, lo si indovina al fondo del crepuscolo. Lo si decreta d&#8217;autorit\u00e0, lo si suppone come indispensabile, perch\u00e9 occorre che un primo impulso sia stato dato al movimento cristiano.<\/em><\/p>\n<p><em>Poco importa ch&#8217;egli sia fuori dalla vista. Egli non pot\u00e9 fare che poca impressione. Nietzsche disse di lui: &quot;Un fondatore di religione pu\u00f2 essere insignificante. Un fiammifero, nulla di pi\u00f9!&quot; Loisy riprende per suo conto la parola e dice parlando degli esecrabili &quot;mitologi&quot;: &quot;Abbiamo di meglio da fare che confutarli. Se essi diventassero troppo insistenti, chiederemo loro semplicemente: Dov&#8217;\u00e8 il fiammifero?&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Questo modo di ragionare \u00e8 veramente straordinario. Couchoud ammette che il fiammifero dovette esistere, perch\u00e9 comunque l&#8217;incendio \u00e8 scoppiato, e qualcosa dovette provocarlo; ma poi ribalta l&#8217;onere della prova, e domanda aggressivo a coloro i quali volessero saperne di pi\u00f9: &quot;Dov&#8217;\u00e8 il fiammifero?&quot;, come se dimostrarne la reale esistenza toccasse non allo storico, ma a coloro i quali mostrano di voler approfondire la cosa.<\/p>\n<p>Ci sembra un modo di procedere che ha qualcosa di ricattatorio, quasi di mafioso. \u00abAttenti &#8211; dice Couchoud a quanti credono all&#8217;esistenza di Cristo &#8211; che noi ve l&#8217;abbiamo concessa solo per spirito conciliativo e per una certa necessit\u00e0 logica; per\u00f2, se incominciate a diventare seccanti, se non vi basta che vi abbiamo concesso il dito, e volete prendervi la mano con tutto il braccio, allora siamo pronti a farvi il viso feroce, a rinfacciarvi la mancanza di prove degne di questo nome, a rimettere in discussione ogni cosa; anche a negare tutto, se ci costringerete. Pertanto vi conviene essere ragionevoli: accontentatevi di quel che poco che vi abbiamo concesso e non domandate null&#8217;altro, Chi era realmente Ges\u00f9, che cosa ha veramente detto e fatto, questo non avete il diritto di domandarlo: vi basti sapere che era un poveraccio, un ingenuo e un sognatore, come tanti altri; e che \u00e8 finito male, come tanti altri falsi profeti: uno pi\u00f9, uno meno, che differenza volete che faccia? Certo, questo ha provocato un bel po&#8217; di movimento: non gi\u00e0 in vita, dal momento che \u00e8 passato praticamente inosservato; per\u00f2 dopo la morte, s\u00ec. I suoi discepoli, i suoi seguaci, hanno fatto un baccano d&#8217;inferno: ci hanno rintronato gli orecchi; e, francamente, ne abbiamo ormai abbastanza; che ci lascino in pace, una buona volta.<\/p>\n<p>Non vi basta sapere che Ges\u00f9 \u00e8 stato uno fra mille, un tipo insignificante, sparito nel nulla in quel gran calderone ribollente che era la Palestina romana nei primi decenni del I secolo? Se fosse stato un personaggio notevole, il mondo se ne sarebbe accorto e gli storici &quot;veri&quot; avrebbero parlato di lui. I suoi seguaci non sono degni di fede, i loro testi non hanno valore storico; se fossero giudicati degni di recare la loro testimonianza, allora bisognerebbe rifiutare ad essi una tale credibilit\u00e0\u00bb. E qui il buon Couchoud si tradisce, per cos\u00ec dire: tale \u00e8 la sua iattanza, che lo porta a scoprire le carte, senza neanche avvedersene. Afferma: \u00abI testi evangelici non si presentano come documenti di storia. Se si presentassero come tali, non potrebbero essere accolti\u00bb: ma perch\u00e9? Perch\u00e9 non dovrebbero essere accolti, se si presentassero come documenti storici? Perch\u00e9 la cosa d\u00e0 fastidio ai Couchoud? La loro faziosit\u00e0 ideologica \u00e8 tale, da non accorgersi nemmeno che i testi evangelici si presentano come documenti di storia, eccome. Gli evangelisti non pensano certo di essere dei creatori di favole: dicono quello che hanno visto e udito, testimoniano le cose cui hanno assistito. Si espongono, perch\u00e9 sanno che chi c&#8217;era non pu\u00f2 negare la verit\u00e0 di quei fatti, anche se dovesse allontanarsi dalla loro maniera d&#8217;interpretarli. E questa \u00e8 la prova logica che i Vangeli e le epistole cattoliche furono scritti a breve distanza di tempo dai fatti: solo pochi, pochissimi decenni. Chi era stato presente, era ancora in vita e poteva ricordare benissimo. Anzi, \u00e8 ben difficile che avesse mai potuto dimenticare. Perch\u00e9 Ges\u00f9 non era stato poi cos\u00ec insignificante, se la sua vita e il suo insegnamento avevano potuto dare origine ad un incendio cos\u00ec gigantesco. \u00abSe si va al fondo delle cose, si vede ch&#8217;egli \u00e8 semplicemente verosimile\u00bb, dice Couchoud; ma una verosimiglianza non \u00e8 un fatto, \u00e8 qualcosa di meno, mentre un fiammifero \u00e8 un fatto certo e solido, specialmente se da esso scaturisce un incendio di quelle proporzioni.<\/p>\n<p>Eppure, un &quot;filosofo&quot; come Couchoud ha fatto scuola: i suoi discepoli e imitatori sono addirittura legione. Non c&#8217;\u00e8 quasi giornalista o saggista d&#8217;acque basse che non si sia voluto cimentare nella grande impresa: sminuire l&#8217;insignificante predicatore di Galilea, ridimensionare il &quot;mito&quot; di Ges\u00f9 Cristo, sussurrare minacciosi che, se i suoi ammiratori non se ne stanno buoni, loro sono pronti a ritirargli quel parziale riconoscimento che hanno concesso, di malavoglia, alla realt\u00e0 della sua esistenza storica. Insomma, sono sempre in tempo a ritirargli il passaporto e ad espellerlo dai libri di storia: ne hanno il potere, basta solo che vengano provocati oltre un certo limite. Quanti credono all&#8217;esistenza storica di Ges\u00f9, devono sempre ricordarsi di essere solo dei tollerati, degli inquilini provvisori, e in fondo abusivi, nel grande edificio del sapere moderno. Non hanno pagato il biglietto d&#8217;ingresso: sono entrati di straforo, per semplice forza d&#8217;inerzia, grazie al peso di un&#8217;antica tradizione. Ma che stiano attenti a non tirare troppo la corda, perch\u00e9 la pazienza degli storici seri, ossia di formazione positivista, ha pure un limite.<\/p>\n<p>\u00c8 molto triste pensare che, per decenni, anzi, per un paio di secoli, dalla met\u00e0 del Settecento a quella del Novecento, simili &quot;pensatori&quot; e simili intellettuali abbiano avuto pressoch\u00e9 il monopolio nella riflessione sulla figura storica di Ges\u00f9 Cristo, almeno nell&#8217;ambito della cultura laica. I pesantissimi pregiudizi di matrice illuminista, dai quali muovevano e che li condizionavano costantemente, non permettevano loro di ragionare diversamente, di porsi in un&#8217;altra maniera rispetto all&#8217;oggetto della loro riflessione. Sarebbe stato preferibile che Ges\u00f9 non fosse mai esistito, perch\u00e9 la sua esistenza poneva tropi interrogativi ai quali non avevano voglia di rispondere, nella loro pigrizia e superbia intellettuale. Credevano di sapere gi\u00e0 tutto: che cosa \u00e8 possibile e che cosa no, sia da un punto di vista scientifico (miracoli, risurrezione), sia da un punto di vista storico (testimonianze, attendibilit\u00e0). Ma, dal momento ch&#8217;egli aveva avuto il cattivo gusto di essere esistito, per lo meno che non desse troppo fastidio; cio\u00e8, che quanti erano disposti a prenderlo sul serio non esagerassero con le pretese. Ges\u00f9, in fondo, era stato un abusivo; e aveva avuto pure il torto di appiccare un incendio che, dopo duemila anni, non dava ancora segni di volersi spegnere. La cosa era spiacevole; bisognava evitare che divenisse un ingombro, una pietra d&#8217;inciampo sulla marcia trionfale della Ragione e del Progresso.<\/p>\n<p>A dire la verit\u00e0, non \u00e8 che le cose siano migliorate molto, negli ultimissimi tempi. Di intellettuali razionalisti, positivisti e progressisti come Couchoud, ce ne sono a bizzeffe: sempre tutti rigorosamente volterriani, spregiudicati e liberi da pregiudizi (s&#8217;intende, a modo loro), ma in fondo cos\u00ec piccini, cos\u00ec modesti, cos\u00ec prudenti nella loro spregiudicatezza. Negatori timidi, scettici con il salvacondotto in tasca (non si sa mai), demolitori fino a un certo punto. Non si chiedono perch\u00e9 la grande storia non si sia accorta di Ges\u00f9, quand&#8217;era vivo o poco dopo la sua morte; dicono che Ges\u00f9 \u00e8 verosimile, ma non del tutto certo. E, se anche \u00e8 certo, dev&#8217;essere stato ben diverso da come lo descrivono i Vangeli; deve aver detto e fatto altre cose, ben differenti. Non \u00e8 possibile lasciare ai preti l&#8217;ultima parola; bisogna che la cultura laicista se lo riprenda, che riesca ad arruolarlo fra i suoi, e sia pure al prezzo di qualche vistosa forzatura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ognuno si fa il Ges\u00f9 che preferisce, secondo il proprio talento. Chi ne fa un rivoluzionario, uno zelota; chi un esoterista e un occultista; chi un umanista integrale <em>ante litteram<\/em>. Ce n&#8217;\u00e8 per ogni gusto, per ogni possibile palato. Qualche volta si torna alla negazione pura e semplice: nonostante tutto. Oppure, facendo perno sui Vangeli apocrifi, si insiste a rifilare al pubblico un &quot;Ges\u00f9 segreto&quot;, merce rara e preziosa, fuori dai supermercati dove si smercia un banalissimo Ges\u00f9 alla portata di tutti. Rudolf Augstein, liberale, fondatore del settimanale \u00abDer Spiegel\u00bb, nel 1972 scrive un libro, \u00abGes\u00f9, figlio dell&#8217;uomo\u00bb, che tende a smitizzare tutto, a demolire tutto, non lasciando in piedi quasi pi\u00f9 nulla. Lo storico delle religioni Ambrogio Donini, parlamentare comunista ed ex allievo di Ernesto Buonaiuti, riduce il cristianesimo a un mito e liquida il &quot;caso&quot; Ges\u00f9 come una specie di bolla di sapone. L&#8217;antropologa femminista Ida Magli fa di Ges\u00f9 un rivoluzionario, politico e non solo (ancora!), un femminista e un liberatore in materia sessuale. Marcello Craveri, antropologo marxista, fa di Ges\u00f9 un profeta ebreo che non si \u00e8 mai sognato di proclamarsi Figlio di Dio. Come direbbe il buon Pascoli de \u00abLa quercia caduta\u00bb: <em>ognuno loda, ognuno taglia<\/em>. E intanto, rimane sempre la scomoda domanda , posta da Ges\u00f9 stesso (Matteo, 16, 15): \u00abE voi, chi dite che io sia?\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura di Paul-Louis Couchoud (nato a Vienne nel 1879 ed ivi morto nel 1959, grande amico di Anatole France), illustra molto bene la rozza superficialit\u00e0,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[148,157],"class_list":["post-24298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-friedrich-nietzsche","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24298"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24298\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}