{"id":24296,"date":"2018-05-21T11:39:00","date_gmt":"2018-05-21T11:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/21\/cosi-parla-un-vero-pastore\/"},"modified":"2018-05-21T11:39:00","modified_gmt":"2018-05-21T11:39:00","slug":"cosi-parla-un-vero-pastore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/21\/cosi-parla-un-vero-pastore\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec parla un vero pastore"},"content":{"rendered":"<p>I nemici della Chiesa sono spariti, si sono volatilizzati, o esistono tuttora? E, se ci sono ancora, ve ne sono anche dentro la Chiesa, oltre che fuori? E se s\u00ec, come chiamarli, come regolarsi verso di essi, se non come altrettanti eretici, doppiamente colpevoli, perch\u00e9 si servono delle armi della dissimulazione per introdurre nella Chiesa dottrine erronee e, cos\u00ec, sovvertire artatamente la divina Rivelazione? In altre parole: \u00e8 lecito fare finta che l&#8217;eresia non esista pi\u00f9, che appartenga solo al passato? Come giudicare una Chiesa che proclami apertamente che vi sono ormai solo amici, che nessuno pi\u00f9 \u00e8 nemico della Parola di Cristo, e che non occorre stare in guardia contro chicchessia, giacch\u00e9 nessuno merita di essere pi\u00f9 considerato un nemico? Certo: un simile atteggiamento appare assurdo, autolesionistico, delirante; eppure, a certe condizioni, \u00e8 possibile introdurlo nella prassi pastorale e, un poco alla volta, perfino nella dottrina. Ora, di fatto, \u00e8 proprio quello che \u00e8 accaduto. Pian piano, subdolamente, senza provocare rumore, senza suscitare scandali, si \u00e8 voluto fare come se, di colpo, la Chiesa, nel mondo odierno, annoverasse solamente amici; si \u00e8 voluta inculcare questa idea nella mente dei fedeli; e il clero, per primo, si adoperato in ogni modo per dare l&#8217;impressione che la pace con il mondo fosse ormai cosa fatta, e che se qualcuno, per caso, si ostina a nutrire dei dubbi in proposito, ebbene costui \u00e8 un cattivo cristiano, una persona diffidente e malevola, un nemico della pace, un nemico della fratellanza universale. Si \u00e8 cos\u00ec costruita, nei cristiani, una nuova <em>forma mentis<\/em>, completamente diversa da quella che \u00e8 sempre stata la loro: una <em>forma mentis<\/em> fatta di buonismo, d&#8217;ingenuit\u00e0 artificiale, di melensa indulgenza verso tutti e verso tutto, di sdolcinata e stiracchiata presunzione d&#8217;innocenza nei confronti di chiunque, anche dei soggetti pi\u00f9 palesemente male intenzionati. Fino all&#8217;assurdo odierno, quando il papa in persona, o colui che riveste il ruolo e usurpa il nome di papa, arriva a dichiarare che il terrorismo islamico non esiste, e questo all&#8217;indomani del barbaro assassinio di un sacerdote cattolico in chiesa, mentre stava celebrando il Sacrificio eucaristico, ad opera di due terroristi islamici: con la folle argomentazione che anche i cattolici, talvolta, commettono degli omicidi, ad esempio contro le mogli o contro le suocere. S\u00ec: fino a tale livello di temeraria spudoratezza, fino a un tal grado di menzogna svergognata si \u00e8 spinto il signor Bergoglio, colui che si fa chiamare papa senza esserlo. E nessuno, fra i cardinali, fra i vescovi, fra i sacerdoti, \u00e8 insorto; solo qualche laico ha notato la grossolana falsificazione della realt\u00e0, l&#8217;arrogante travisamento dei fatti e l&#8217;oltraggio vergognoso contro la verit\u00e0, cosa che \u00e8, di per se stessa, sommamente anticristiana, giacch\u00e9 nulla per il cristiano \u00e8 pi\u00f9 prezioso, nulla \u00e8 pi\u00f9 sacro della verit\u00e0, nemmeno l&#8217;amore di carit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;amore senza la verit\u00e0 non \u00e8 altro che la suprema perfidia del demonio.<\/p>\n<p>Ma tornando ai nemici interni, nessuno ha chiesto ragione a Bergoglio della spietata persecuzione contro i Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata; nessuno gli ha chiesto, in tutta la corte dei suoi ammiratori, dei suoi turiferari, dei suoi cortigiani, dei suoi servili adulatori: <em>Santit\u00e0, che cosa hanno fatto di tanto grave, i Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata?<\/em> Nessuno ha invocato, per essi, la facolt\u00e0 di potersi difendere dalle accuse; anzi, nessuno ha chiesto di conoscere quali siano, esattamente, le accuse che vengono mosse contro di loro. Silenzio assoluto; silenzio e complicit\u00e0; silenzio e adulazione; silenzio e piaggeria, perch\u00e9 ora il vento, nella Chiesa, soffia in quella direzione: la direzione della tirannia, da una parte, e dell&#8217;eresia, dall&#8217;altra. S\u00ec, purtroppo: dell&#8217;eresia. La prima eresia, infatti, \u00e8 quella di negare che le eresie esistano ancora, che siano tuttora vive e pericolose per la Chiesa. La seconda \u00e8 quella di affermare, come Bergoglio ha fatto, che non esiste la vera dottrina, ma solo una dottrina, buona quando unisce e cattiva quando crea divisioni. La terza consiste nel dire che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, nell&#8217;invitare a Messa protestanti e islamici, nel dichiarare che i giudei sono gi\u00e0 salvi in virt\u00f9 dell&#8217;Antica Alleanza, che \u00e8 sempre valida e operante: il che equivale a dire che Ges\u00f9, quanto agli ebrei, \u00e8 morto per nulla, e poteva benissimo risparmiarsi la Passione. Poi ci sono tante eresie pi\u00f9 circoscritte, si fa per dire: quella di affermare che Lutero, sulla predestinazione, aveva ragione; quella di affermare che la cosiddetta riforma luterana \u00e8 stata voluta dallo Spirito Santo; quella di affermare che il diavolo non esiste; quella di affermare che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma e i suoi abitanti; quella di magnificare la vita e l&#8217;opera di uomini e donne come Pannella e Bonino; quella di affermare che le tre Persone della Santissima Trinit\u00e0 litigano continuamente fra di loro; quella di affermare che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo e serpente; quella di affermare che nessuno sa perch\u00e9 esiste la sofferenza, e che si deve diffidare di chi dice di saperlo; quella di definire l&#8217;apostolato <em>una solenne sciocchezza<\/em>; quella di baciare il <em>Corano<\/em>, libro nel quale si dice che Ges\u00f9 \u00e8 solo un uomo e che chi lo crede Dio, \u00e8 un infedele; quella di non inginocchiarsi mai davanti al Santissimo, ma di inginocchiarsi e lavare i piedi ai non cristiani, a uomini e donne islamici; quella di far dei viaggi &quot;pastorali&quot; (a spese nostre: contribuenti dell&#8217;otto per mille, ricordatevene!) e non fare neppure il nome del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo; quella di permettere che chiese e basiliche siamo trasformate in refettori, dormitori e cessi pubblici; quella di accettare onorificenze da parte di istituzioni notoriamente massoniche, come il Premio Carlo Magno; quella di non parlare mai del peccato e della grazia, del giudizio e dell&#8217;inferno, del bene e del male, e di affermare che ciascuno deve interrogare innanzitutto la propria coscienza per decidere cosa va fatto e cosa no, trasformando il cattolicesimo una cattedra di relativismo&#8230; Potremmo andare avanti, con questo tristissimo elenco, per pagine e pagine, come tutti sanno, ma come quasi tutti fanno finta di non sapere, di non vedere, di non udire. L&#8217;unica cosa certa \u00e8 che nessuno, che sia in buona fede, potrebbe riconoscere in queste parole, in questi concetti, in questi gesti, la voce ed i gesti del buon pastore; nessuno, neppure con la miglior volont\u00e0 di questo mondo, potrebbe sentire in essi palpitare il soffio del Vangelo di Ges\u00f9. Al contrario, si respira in essi un&#8217;atmosfera greve, pesante, sulfurea, carica di umana presunzione intellettuale; si sente la superbia luciferina di una intelligenza fuorviata e di una volont\u00e0 ribelle, che non \u00e8 capace di sottomettersi alle semplici verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, ma vuol piuttosto seminare dubbi, amarezza, confusione e turbamento, e che si compiace di scandalizzare, di allontanare, di respingere, di sconfortare. Una intelligenza in cui vi \u00e8 qualcosa di maligno e una volont\u00e0 che sa di diabolico.<\/p>\n<p>La vera voce del pastore, per esempio, si sente, fin dalla prima riga, nell&#8217;enciclica di san Pio X, <em>Pascendi Dominici Gregis<\/em>, dell&#8217;8 settembre 1907, che non \u00e8 solo una sollecita messa in guardia contro i numerosi e ben dissimulati errori del modernismo, ma \u00e8 un piccolo capolavoro di chiarezza dottrinale, di linearit\u00e0 pastorale, di premura e di delicatezza nei confronti del gregge cristiano, esposto alla minaccia dei lupi travestiti da agnelli che imperversano all&#8217;interno della Chiesa stessa, sovente sfruttando una certa qual fama di austerit\u00e0 e un apparenza di vita intemerata, per meglio diffondere le loro pestilenziali eresie. Ci piace riportare la parte iniziale di quel saggio e denso documento, per evidenziare come in esso, dalla prima all&#8217;ultima parola, si respiri l&#8217;autentico zelo verso la verit\u00e0, la sincera preoccupazione del pastore che lotta per proteggere le sue pecorelle e che vorrebbe evitare che anche una sola di esse vada perduta, se possibile; o, almeno, che nessuna vada perduta se non quelle che intenzionalmente e deliberatamente hanno deciso di perdersi:<\/p>\n<p><em>L&#8217;officio divinamente commessoCi di pascere il gregge del Signore ha, fra i primi doveri imposti da Cristo, quello di custodire con ogni vigilanza il deposito della fede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novit\u00e0 di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome. La quale provvidenza del Supremo Pastore non vi fu tempo che non fosse necessaria alla Chiesa cattolica: stantech\u00e9 per opera del nemico dell&#8217;uman genere, mai non mancarono &quot;uomini di perverso parlare (Act. XX, 30), cianciatori di vanit\u00e0 e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II\u00a0Tim. III, 13)&quot;. Pur nondimeno gli \u00e8 da confessare che in questi ultimi tempi, \u00e8 cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virt\u00f9 avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Ges\u00f9 Cristo. Per la qual cosa non Ci \u00e8 oggimai pi\u00f9 lecito di tacere, seppur non vogliamo aver vista di mancare al dovere Nostro gravissimo, e che Ci sia apposta a trascuratezza di esso la benignit\u00e0 finora usata nella speranza di pi\u00f9 sani consigli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed a rompere senza pi\u00f9 gl&#8217;indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell&#8217;errore gi\u00e0 non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ci\u00f2 che d\u00e0 somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto pi\u00f9 perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 pi\u00f9 deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d&#8217;ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si d\u00e0nno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di pi\u00f9 santo nell&#8217;opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Fanno le meraviglie costoro perch\u00e9 Noi li annoveriamo fra i nemici della Chiesa; ma non potr\u00e0 stupirsene chiunque, poste da parte le intenzioni di cui Dio solo \u00e8 giudice, si faccia ad esaminare le loro dottrine e la loro maniera di parlare e di operare. Per verit\u00e0 non si allontana dal vero chi li ritenga fra i nemici della Chiesa i pi\u00f9 dannosi. Imperocch\u00e9, come gi\u00e0 abbiam detto, i lor consigli di distruzione non li agitano costoro al di fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond&#8217;\u00e8 che il pericolo si appiatta quasi nelle vene stesse e nelle viscere di lei, con rovina tanto pi\u00f9 certa, quanto essi la conoscono pi\u00f9 addentro. Di pi\u00f9, non pongono gi\u00e0 la scure ai rami od ai germogli; ma alla radice medesima, cio\u00e8 alla fede ed alle fibre di lei pi\u00f9 profonde. Intaccata poi questa radice della immortalit\u00e0, continuano a far correre il veleno per tutto l&#8217;albero in guisa, che niuna parte risparmiano della cattolica verit\u00e0, niuna che non cerchino di contaminare. Inoltre, nell&#8217;adoperare le loro mille arti per nuocere, niuno li supera di accortezza e di astuzia: giacch\u00e9 la fanno promiscuamente da razionalisti e da cattolici, e ci\u00f2 con s\u00ec fina simulazione da trarre agevolmente in inganno ogni incauto; e poich\u00e9 sono temerari quanto altri mai, non vi \u00e8 conseguenza da cui rifuggano e che non ispaccino con animo franco ed imperterrito. Si aggiunga di pi\u00f9, e ci\u00f2 \u00e8 acconcissimo a confonderle menti, il menar che essi fanno una vita operosissima, un&#8217;assidua e forte applicazione ad ogni fatta di studi, e, il pi\u00f9 sovente, la fama di una condotta austera. Finalmente, e questo spegne quasi ogni speranza di guarigione, dalle stesse loro dottrine sono formati al disprezzo di ogni autorit\u00e0 e di ogni freno; e, adagiatisi in una falsa coscienza, si persuadono che sia amore di verit\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 infatti superbia ed ostinazione.<\/em><\/p>\n<p>E ora si confronti questo stile, questo zelo pastorale, questa sollecitudine paterna nei confronti dei fedeli e nei confronti della Verit\u00e0 divina, con lo stile di un documento come <em>Laudato si&#8217;<\/em>, o come <em>Gaudete et exsultate<\/em>, o come <em>Amoris laetitia<\/em>: dove tutto \u00e8 vago e contraddittorio, tutto \u00e8 incerto e relativo, ma, in compenso, una cosa appare chiara sin dalle prime righe, e cio\u00e8 che la verit\u00e0 non appartiene a Dio, ma all&#8217;uomo, e che sono gli uomini a costruire la fede, a decidere del giusto e dell&#8217;ingiusto e dell&#8217;ingiusto; gli uomini, con la loro intelligenza, con la loro volont\u00e0 e con la loro retta coscienza. E se l&#8217;uomo, in coscienza, sente di essere nel giusto, allora va bene tutto quel che decide di fare, fosse pure la pi\u00f9 grande eresia e la pi\u00f9 grande bestemmia; fosse pure la profanazione di un Sacramento, come la divina Eucarestia.<\/p>\n<p>San Pio X incomincia ricordando una semplice, ma spesso dimenticata verit\u00e0: che l&#8217;ufficio papale consiste innanzitutto nel custodire il Deposito della fede. Non nel seminare dubbi tra i fedeli; non nel trasformare le chiese in dormitori; non nel lavare i piedi ai poveri; non nel lodare il peccato e i peccatori impenitenti (alludiamo agli esponenti del radicalismo, cio\u00e8 ai campioni dell&#8217;aborto, del divorzio, dell&#8217;eutanasia, ecc.). No: nel custodire il Deposito della fede; nel vigilare affinch\u00e9 nessuno inganni i fedeli, nessuno li strumentalizzi. Lavare i piedi ai poveri, va bene: \u00e8 una commemorazione del gesto di Cristo nell&#8217;Ultima cena. Ma non \u00e8 l&#8217;essenziale. E nemmeno dar da mangiare ai poveri: non \u00e8 una delle funzioni del papato (peraltro, non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di sfamare i poveri dentro le chiese, spostando i banchi per far posto ai tavoli con la pastasciutta e lo stufato di carne). Come ha detto Ges\u00f9 a San Pietro, e glielo ha ripetuto tra volte: <em>pasci le mie pecorelle<\/em>. Questa \u00e8 la funzione del successore di Pietro: pascere le pecorelle. Ma non pascerle su un pascolo qualsiasi, n\u00e9 spingerle su terreni insidiosi e accidentati; bens\u00ec pascerle nella verit\u00e0. Cristo \u00e8 Via, Verit\u00e0 e Vita. E Lui solo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nemici della Chiesa sono spariti, si sono volatilizzati, o esistono tuttora? 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