{"id":24295,"date":"2011-10-16T01:46:00","date_gmt":"2011-10-16T01:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/16\/cosi-al-vento-ne-le-foglie-lievi-dedicato-allamico-enzo\/"},"modified":"2011-10-16T01:46:00","modified_gmt":"2011-10-16T01:46:00","slug":"cosi-al-vento-ne-le-foglie-lievi-dedicato-allamico-enzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/16\/cosi-al-vento-ne-le-foglie-lievi-dedicato-allamico-enzo\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec al vento ne le foglie lievi\u2026 Dedicato all\u2019amico Enzo"},"content":{"rendered":"<p><em>DEDICATO ALL&#8217;AMICO ENZO<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;aria frizzante del primo mattino accompagna i passi nella dolcezza di questo autunno che non si decide ad arrivare e che indugia sul limite estremo dell&#8217;estate, con la vegetazione ancora verdeggiante come lo era due mesi fa.<\/p>\n<p>Solo le foglie cadute, sul lato della strada, mostrano che l&#8217;ottobre \u00e8 ormai inoltrato e che gli alberi gi\u00e0 da tempo hanno incominciato a restituire alla terra tutte le sue spoglie; come dice il gran padre Dante (Inf., III, 112-14):<\/p>\n<p>\u00abCome d&#8217;autunno si levan le foglie<\/p>\n<p>l&#8217;una appresso de l&#8217;altra, fin che l&#8217; ramo<\/p>\n<p>vede a la terra tutte le sue spoglie\u00bb.;<\/p>\n<p>o, ancora (Par., XXXIII, 64-66):<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec la neve al sol si disigilla;<\/p>\n<p>cos\u00ec al vento, ne le foglie lievi<\/p>\n<p>si perdea la sentenza di Sibilla\u00bb.<\/p>\n<p>Non sono ancora molte; pi\u00f9 abbondanti ai piedi dei platani e dei pioppi, rosse e arancioni ai piedi degli aceri, tradiscono comunque l&#8217;avanzare della stagione, nonostante la temperatura insolitamente mite e l&#8217;assenza di vento e pioggia.<\/p>\n<p>Sui rami, nel complesso, si nota appena la selezione operata dall&#8217;autunno; in controluce, per contrasto con il cielo azzurro e limpidissimo, solcato da qualche raro fiocco di nubi, spiccano le prime foglie gialle e brune, ma \u00e8 necessario avvicinarsi per notarle; da lontano, l&#8217;insieme della chioma appare ancora, incredibilmente, vestita dei colori estivi.<\/p>\n<p>L&#8217;amico Enzo mi parlava l&#8217;altro giorno del suo stupore, del suo incanto davanti allo spettacolo delle foglie autunnali; di queste creature che, figlie come noi del cosmo, nonostante la consapevolezza di doversi presto staccare dal ramo, non ci trasmettono tristezza e un senso di caducit\u00e0, ma armonia, serenit\u00e0 e magnificenza, oltre a una certa qual fierezza, perch\u00e9, pur essendo giunte al termine del loro ciclo, prevale in esse la coscienza della continuit\u00e0 della vita, attraverso nuove forme e nuove modalit\u00e0 di esistenza.<\/p>\n<p>Un messaggio che noi umani, tutti presi dall&#8217;attaccamento alla dimensione materiale, stentiamo a recepire; quasi che in noi vi fosse meno saggezza che in loro, in queste foglie multicolori che oggi ci sorridono dall&#8217;alto delle fronde e che domani giaceranno a terra, esposte alla pioggia e al vento, mentre noi le calpesteremo con un lieve fruscio.<\/p>\n<p>\u00c8 incredibile quanta bellezza, quanta grazia e quanta perfezione si concentrino in queste fragili creature: nessun pittore potrebbe rivaleggiare con la loro semplice, e tuttavia regale magnificenza; ricordo che mio padre, una volta, con poche foglie cadute raccolte da terra, seccate e messe in cornice, ottenne il pi\u00f9 bel quadro che si possa immaginare, pieno di vita e di luce.<\/p>\n<p>\u00c8 come se in esse si concentrassero tutto il succo, tutta la misteriosa linfa vitale che scorre anche nelle nostre vene, che anima gli alberi e gli uccelli, che muove le nubi nel cielo e guida i torrenti e i ruscelli nella loro corsa argentina verso i fiumi e la gran pace del mare.<\/p>\n<p>Passeggiare sotto un viale alberato, in ottobre, \u00e8 come sfilare lungo un giardino incantato, con i rami che si tendono e s&#8217;intrecciano sulla nostra testa, simili ad altrettanti archi di trionfo.<\/p>\n<p>Nella fastosa fragilit\u00e0 delle foglie, nel loro languido declinare vi \u00e8 qualche cosa di una bella donna matura di anni, ma ricca di esperienza e di fascino, che saluta con la mano e soavemente si allontana, portando con s\u00e9 la nostalgia di una presenza che aveva riempito ogni cosa della sua fragranza e che ora sa accomiatarsi senza rumore, con sapiente discrezione.<\/p>\n<p>Queste foglie d&#8217;autunno, oltre a rallegrarci la vista e il cuore con i loro colori incomparabili, ci suggeriscono anche una profonda lezione di vita: la saggezza del non attaccamento, del lasciarsi andare quando \u00e8 giunta l&#8217;ora, del sapersi abbandonare alla corrente dell&#8217;armonia cosmica, dei cicli della natura che perpetuamente si rinnovano.<\/p>\n<p>Dovremmo imparare da loro.<\/p>\n<p>Invece non cessiamo mai di attaccarci alle cose, con la brama di possederle, con il timore di perderle, con l&#8217;ansia di dover sempre lottare per difendere quel che riteniamo nostra propriet\u00e0, mentre ci \u00e8 stato dato solamente in usufrutto; e cos\u00ec noi facciamo esattamente il contrario di quel che fanno queste lievi, delicate, dignitose figlie dell&#8217;albero.<\/p>\n<p>Non vogliamo capire che l&#8217;attaccamento \u00e8 il prodotto dell&#8217;ego e che l&#8217;ego \u00e8 il prodotto della mente: questa mente insaziabile, irrequieta, indomabile, che sempre vuole e vuole e vuole, n\u00e9 mai si accontenta di quanto le tocca in sorte, ma incessantemente desidera dell&#8217;altro, ancora e ancora, sempre di pi\u00f9, sempre pi\u00f9 a lungo: come se la vita forse una eterna corsa per gli acquisti al supermercato, dove tutto \u00e8 in vendita, perch\u00e9 tutto ha un prezzo.<\/p>\n<p>Invece le cose di valore non hanno un prezzo; hanno, appunto, un valore, che \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa: non le si pu\u00f2 vendere, non le si pu\u00f2 comprare: si pu\u00f2 soltanto cercare di meritarle, di esserne degni e custodirle fedelmente; e questo \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>L&#8217;attaccamento \u00e8 un prodotto della mente, dunque; e la mente, a sua volta, \u00e8 piena di paura: paura di non raggiungere quello che brama e paura di perdere quello che gi\u00e0 possiede; di conseguenza, se permettiamo alla mente di dominare i nostri pensieri e i nostri sentimenti, noi ci ridurremo ad essere i suoi schiavi, a servirla in ogni suo capriccio, a blandirla, assecondarla, servirla continuamente e lasciare che essa ci porti dove vuole lei, non dove vorremmo noi.<\/p>\n<p>La foglia che, in autunno, quando il vento soffia dai monti, cessa di tenersi attaccata al ramo e si lascia cadere, ci d\u00e0 una incomparabile lezione di saper vivere: non si intestardisce, non si afferra, non oppone una inutile resistenza, ma trasforma la propria caduta in una danza di impareggiabile dolcezza ed eleganza.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 saggia di noi.<\/p>\n<p>Cade al suolo, ma senza disperazione, anzi con soavit\u00e0: sa che quello \u00e8 il suo destino e sa che continuer\u00e0 a vivere, in altre forme, in altri corpi, in altre stagioni; sa che il suo cadere \u00e8 necessario perch\u00e9, fra qualche mese, altre gemme sboccino sul ramo, altre foglie si dischiudano al tiepido sole primaverile, rallegrando il mondo con il loro verdeggiare.<\/p>\n<p>I vecchi devono lasciare il posto ai giovani: \u00e8 una legge di natura; chi ha fatto il proprio tempo, si distacca perch\u00e9 altre generazioni possano farsi avanti e vivere il loro momento; non vi \u00e8 nulla di triste o di crudele in tutto questo, \u00e8 un ciclo perenne che eternamente si rinnova e che trova in se stesso l&#8217;energia per perpetuarsi, assicurando stabilit\u00e0 e armonia all&#8217;insieme.<\/p>\n<p>A che cosa servirebbe alla vecchia foglia rimanere attaccata al ramo, quand&#8217;anche lo potesse, sopravvivendo alla caduta di tutte le altre, se non ad occupare inutilmente lo spazio che dar\u00e0 vita e nutrimento ad una foglia nuova, quando l&#8217;inverno finir\u00e0 e le piogge di marzo avranno ridato forza e vigore all&#8217;albero, rinnovando in lui il miracolo della fertilit\u00e0?<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 vivere solo per se stessi; la nostra vita ha un senso ed un valore nella misura in cui \u00e8 parte della vita cosmica, \u00e8 un soffio della vita universale, che ovunque si manifesta e ovunque trionfa, anche nel gelo pi\u00f9 crudo delle montagne innevate, anche nel calore torrido dei pi\u00f9 riarsi deserti.<\/p>\n<p>Una vita che bada solamente a se stessa, che si preoccupa solo di se stessa, che cerca di sostenersi a danno delle altre vite, \u00e8 peggio che una vita inutile; \u00e8 un perenne errore esistenziale, una sfida all&#8217;armonia della natura, un fardello che grava inutilmente sugli altri, come un angolo del giardino ove non batte mai il sole, non fiorisce mai la primavera, n\u00e9 mai si posa un uccello canoro.<\/p>\n<p>Noi siamo parte della vita universale; la nostra anima \u00e8 parte dell&#8217;anima universale; \u00e8 una scintilla o un riflesso della incommensurabile luce divina: perci\u00f2 non dobbiamo temere, non dobbiamo resistere, non dobbiamo aggrapparci.<\/p>\n<p>Il nostro destino non \u00e8 affidato al caso, ma ad un sapiente disegno di bene; non c&#8217;\u00e8 motivo di aver paura, di angosciarsi, di disperare: il distacco dal ramo e la caduta non rappresentano la fine, ma la conclusine di un ciclo e l&#8217;inizio di un altro, di cui saremo sempre parte.<\/p>\n<p>Tutto questo ci dicono le foglie gialle, brune e arancio dell&#8217;autunno; tutto questo ci dicono quando, sempre pi\u00f9 deboli, ma splendide e variopinte, restano ancora unite al ramo e anche pi\u00f9 tardi, quando cedono alla stanchezza di una vita intensa pienamente vissuta e smettono di fare presa, permettendo ad un lieve soffio di vento di portarle via con s\u00e9.<\/p>\n<p>Hanno fornito ombra e riparo ai nidi degli uccelli; hanno avvolto e protetto la vita di tanti piccoli esseri, dagli scoiattoli alle formiche; hanno stormito al vento di primavera e alla brezza dell&#8217;estate, cantando la loro canzone sempre uguale e sempre nuova; si sono inzuppate di pioggia e asciugate nel sole caldo del mezzogiorno: ora possono andare serenamente, quel che dovevano fare l&#8217;hanno fatto, il loro compito \u00e8 stato assolto.<\/p>\n<p>Potessimo dir cos\u00ec anche noi, di noi medesimi: quel che dovevamo fare, l&#8217;abbiamo fatto; abbiamo assolto degnamente il nostro compito.<\/p>\n<p>Potessimo avviarci all&#8217;ultimo giorno con animo sereno, come l&#8217;operaio alla fine della sua giornata, che torna al meritato riposo: stanco, ma soddisfatto di se stesso.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo che dovremmo darci: rispondere affermativamente alla chiamata dell&#8217;Essere; vivere la nostra giornata terrena con impegno, con generosit\u00e0, con dedizione; lavorare incessantemente per raggiungere la chiarificazione interiore, la consapevolezza di noi stessi; rimanere fedeli alla nostra parte migliore e pi\u00f9 vera: e, poi, mollare la presa e lasciarci andare alla grande corrente della vita cosmica, quand&#8217;essa ci chiamer\u00e0 per altri lidi.<\/p>\n<p>Siamo qui in maniera provvisoria; o meglio, una parte di noi \u00e8 qui in maniera solo provvisoria; e quando tale parte provvisoria avr\u00e0 completato il suo compito, allora l&#8217;altra parte, quella divina, potr\u00e0 sciogliersi dalle limitazioni del tempo e dello spazio e ritornare a quella fonte dell&#8217;Essere dalla quale proveniamo, come ogni altra cosa esistente.<\/p>\n<p>La foglia che si stacca dal ramo e cade a terra non cessa di esistere, ma ritorna nel grembo di colei che l&#8217;ha generata, e contribuisce alla nascita di nuove foglie, nuovi rami e nuovi alberi; cos\u00ec anche noi: quando consegneremo il nostro corpo alla terra, non cesseremo di esistere, ma ritorneremo a quel Grembo celeste dal quale siamo usciti.<\/p>\n<p>Non ne siamo usciti per caso, non vi ritorneremo per caso; ma tutto risponde ad un disegno sapiente e benevolo, concepito prima che il mondo fosse.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ancor prima che il mondo cominciasse a esistere, noi eravamo gi\u00e0 stati pensati, voluti, amati: ogni cosa gi\u00e0 esisteva nel seno dell&#8217;Essere, anche se, materialmente, non si era ancor manifestata nella dimensione del tempo e dello spazio.<\/p>\n<p>Ma il tempo e lo spazio sono cose di quaggi\u00f9; non hanno esistenza reale: sono solo l&#8217;illusione prodotta dalla nostra mente che si crede separata, che si crede indipendente.<\/p>\n<p>Quando questa illusione finir\u00e0, anche il tempo e lo spazio scompariranno: e allora ci apparir\u00e0 il volto vero del reale, fatto solo di un eterno presente, di un eterno splendore.<\/p>\n<p>Ma per giungere a ci\u00f2, bisogna che le foglie cadano a terra; bisogna che le cose contingenti non si aggrappino pi\u00f9, non oppongano resistenza, ma si lascino andare dolcemente.<\/p>\n<p>Siamo come l&#8217;acqua del ruscello, che scorre all&#8217;ombra delle fronde mormoranti, fra chiazze d&#8217;ombra e scaglie di luce iridata: il nostro destino \u00e8 quello di scendere a valle, di defluire verso la pianura, fino al mare lontano.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non vi giungeremo, non saremo compiuti; non saremo perfetti.<\/p>\n<p>La nostra perfezione \u00e8 nel ritorno all&#8217;Essere: perci\u00f2 dobbiamo imparare dalle foglie l&#8217;arte del non attaccamento, l&#8217;arte del lasciarsi andare con fiducia e con serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Se la foglia rimane attaccata al ramo, non servir\u00e0 pi\u00f9 a nulla; ma se si lascia andare nel dolce grembo materno della terra, sar\u00e0 feconda di nuova energia vitale e non sar\u00e0 vissuta invano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DEDICATO ALL&#8217;AMICO ENZO L&#8217;aria frizzante del primo mattino accompagna i passi nella dolcezza di questo autunno che non si decide ad arrivare e che indugia sul<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-24295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}