{"id":24284,"date":"2014-08-18T07:12:00","date_gmt":"2014-08-18T07:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/08\/18\/tutto-e-arbitrario-e-contingente-per-una-coscienza-non-radicata-nellassoluto\/"},"modified":"2014-08-18T07:12:00","modified_gmt":"2014-08-18T07:12:00","slug":"tutto-e-arbitrario-e-contingente-per-una-coscienza-non-radicata-nellassoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/08\/18\/tutto-e-arbitrario-e-contingente-per-una-coscienza-non-radicata-nellassoluto\/","title":{"rendered":"Tutto \u00e8 arbitrario e contingente per una coscienza non radicata nell\u2019Assoluto"},"content":{"rendered":"<p>Ci si \u00e8 chiesti sovente da dove tragga origine la caratteristica angoscia dell&#8217;uomo moderno; di questo particolare tipo di umanit\u00e0 che, forte della scienza e della tecnica, orientato da un Logos strumentale e calcolante che \u00e8 capace, in apparenza, di condurlo al raggiungimento dei pi\u00f9 alti destini, vive nondimeno in uno stato di malessere cronico, quale non \u00e8 dato di vedere in altre epoche della storia se non, forse, al momento del crollo della civilt\u00e0 antica.<\/p>\n<p>Per parte nostra, siamo persuasi che, fra le molteplici cause, una spicchi su tutte e le riassuma in se stessa: la confusione morale, che si manifesta nella perdita di punti di orientamento e di dialogo profondo con la propria interiorit\u00e0; con la mancanza di significato dei singoli atti e della vita nel suo insieme; con la crisi gravissima dell&#8217;orizzonte di speranza, senza il quale l&#8217;essere umano non pu\u00f2 vivere, ma appassisce e muore come un fiore dimenticato in cantina.<\/p>\n<p>Tutto, alla coscienza confusa, appare arbitrario e contingente; scetticismo e cinismo esercitano la loro sinistra signoria sulla vita dell&#8217;anima; ogni slancio generoso, ogni anelito verso la luce, la verit\u00e0 e la bont\u00e0 viene scoraggiato sul nascere, soffocato, spento, quando non apertamente deriso e canzonato, non solo dagli altri, ma anche dalla propria coscienza smarrita. Tutto appare gratuito, insignificante, assurdo; niente sembra importante, valido e meritevole.<\/p>\n<p>Questa perdita di senso, questa cronica confusione, questa perplessit\u00e0 e questo fatalismo paralizzanti, sono, a loro volta, la conseguenza di un atto di superbia: l&#8217;aver voluto farsi l&#8217;uomo il Dio di se stesso; aver preteso di dettare da s\u00e9 le norme fondamentali della vita e della morte; aver negato e calpestato ogni senso del limite, ogni riverenza davanti al mistero, ogni riconoscimento, implicito o esplicito, della propria finitezza e della propria creaturalit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, con orgoglio luciferino, ha voluto ribellarsi contro la propria condizione creaturale, vale a dire contro il proprio statuto ontologico: da ci\u00f2 hanno origine la sua amara solitudine, la sua disperata infelicit\u00e0, il suo terribile senso di frustrazione e d&#8217;impotenza. Egli \u00e8 in guerra contro se stesso, perch\u00e9 non ha voluto riconoscere la propria natura; eppure, incredibile a dirsi, sembra tuttora stupito e incredulo di non aver raggiunto quella pace, quella sicurezza, quella padronanza di s\u00e9 e del mondo che era certo di poter conseguire, una volta proclamata la morte di Dio, questa scomoda e imbarazzante presenza, e aver affermato la propria assoluta, inalienabile libert\u00e0 nei confronti di tutto e di tutti.<\/p>\n<p>Da qui i sospetti, le inimicizie, i conflitti; da qui le gelosie, le invidie, i rancori; da qui le contese, le parole amare, i gesti violenti: \u00e8 venuta meno una figura &quot;super partes&quot;, una presenza moderatrice, una garanzia superiore rispetto ai mutevoli, capricciosi, imprevedibili appetiti individuali, l&#8217;un contro l&#8217;altro armati. Il mondo \u00e8 diventato una foresta di belve e il mio prossimo \u00e8 diventato un potenziale nemico, sempre e comunque, per il solo fatto di esistere, ed, esistendo, di poter fare ombra alle mie ambizioni, alle mie pretese, al mio egoismo. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Qualcuno che potrebbe domandarmi: \u00abDov&#8217;\u00e8 tuo fratello?\u00bb; Qualcuno al quale io debba, bene o male, rendere conto di quel che gli ho fatto e di quel che ho omesso di fargli.<\/p>\n<p>Soprattutto, l&#8217;orgoglio ha accecato l&#8217;uomo moderno e gli ha fatto dimenticare una semplice, essenziale verit\u00e0: che uomini e donne non si nasce, si diventa; che il cammino verso la persona \u00e8 un impegno individuale, esigente, assiduo, dal quale nessuno \u00e8 dispensato; che una persona mancata \u00e8 un essere umano il quale abbia detto &quot;no&quot; alla propria chiamata, alla propria vocazione.<\/p>\n<p>Osservava il filosofo Luigi Stefanini a questo proposito (cit. in: Pier Giorgio Brufatto, \u00abIl personalismo integrale del filosofo Luigi Stefanini\u00bb, sulla rivista \u00abMaestro e Padre. Periodico degli Amici del Beato A. G. Longhin\u00bb, n. 3, nov. 2012, pp. 31-2):<\/p>\n<p>\u00abLa persona \u00e8 un problema: cio\u00e8 l&#8217;uomo non si trova costituito, fin dall&#8217;inizio, nella sua unit\u00e0 personale ma conquista la sua razionalit\u00e0, la sua libert\u00e0, la sua personalit\u00e0 con uno sforzo diuturno, al quale pu\u00f2 fallire. La personalit\u00e0 del&#8217;essere \u00e8 difficile a conseguire, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 libert\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il fondamento primo della moralit\u00e0 \u00e8 l&#8217;io; la moralit\u00e0 \u00e8, anzitutto, AUTONOMIA: siamo responsabili verso la nostra coscienza. [\u00c8 necessario agire secondo coscienza con l&#8217;esercizio della razionalit\u00e0;] l&#8217;essere si razionalizza in quanto diventa persona. Essere se stesso ed esserlo pienamente; agire secondo coscienza e formarsi una coscienza. [Ma, riconoscendo la finitezza umana,] tutto \u00e8 contingente e arbitrario per una coscienza che non si radichi nell&#8217;Assoluto della sua origine [Stefanini chiama &quot;teonomia&quot; tale radicamento]: la creazione non \u00e8 soltanto dogma, ma esperienza del nostro essere personale il quale, incapace di sostenersi nell&#8217;essere per virt\u00f9 propria, riconosce che la virt\u00f9 che lo sostiene non si sostituisce ad esso. Il concetto e l&#8217;esperienza della creazione costituiscono il vincolo che congiunge e distingue AUTONOMIA e TEONOMIA. [&#8230;] Non c&#8217;\u00e8 nulla di fatto che non debba diventare atto significante in quest&#8217;alba della creazione che \u00e8 la vita di ciascun uomo. [&#8230;] Sentirci creati \u00e8 sperimentare la realt\u00e0 sostanziale del nostro essere finito e spirituale. \u00c8 la presenza di noi a noi stessi, il fulcro vivente in cui si ritraggono le vibrazioni dell&#8217;universo quando si colorano di BELLEZZA, a cui si richiamano le molteplici esperienze quando assumono senso di VERIT\u00c0, in cui si annodano gli atti nostri quando diventano VALORE MORALE. Sentirci creati \u00e8 sentirci impegnati verso la nostra persona e impegnati nel rapporto personale che ci congiunge a Dio. [Le leggi possono essere un valido sussidio per le coscienze vacillanti,] ma nessuno pu\u00f2 essere giustificato dalla pura esecuzione formale della LEGGE, senza quel complemento personale della legge che \u00e8 l&#8217;AMORE. [&#8230;]<\/p>\n<p>Resta sempre la possibilit\u00e0 che l&#8217;uomo renda contraddittorio il suo essere, generando l&#8217;irrazionale e il male, con un processo d&#8217;interna dissoluzione; la razionalit\u00e0 \u00e8 il volere dell&#8217;uomo che realizza la vita pi\u00f9 alta della persona; l&#8217;atto morale, sostanziato di libert\u00e0, riacquister\u00e0 il suo carattere meritorio e il suo pregio umano. Allora si passer\u00e0 dal PAGANESIMO, per cui il PECCATO \u00c8 ERRORE, al Cristianesimo, per cui L&#8217;ERRORE \u00c8 PECCATO. [&#8230;] Tutti i peccati sono violazione del diritto della persona; il male \u00e8 la disgregazione, la dissoluzione, la morte della persona.<\/p>\n<p>[Stefanini insiste sul fatto che noi siamo ancora sotto l&#8217;influsso del paganesimo, che tiene prigioniera la verit\u00e0, e che non ci siamo ancora convertiti al cristianesimo, che ci insegna a conquistare, nell&#8217;unit\u00e0 del pensiero e della volont\u00e0,] la verit\u00e0 del cuore. [&#8230;] Siamo rimasti tributari della dottrina PAGANA delle facolt\u00e0, e abbiamo concesso che per secoli ragione e volont\u00e0 si rincorressero a vicenda, [quasi in una gara per primeggiare l&#8217;una sull&#8217;altra, mentre] pensiero, volont\u00e0, amore non sono mai l&#8217;uno fuori dall&#8217;altro, ma segnano una compresenza dei tre aspetti di un&#8217;unica realt\u00e0.<\/p>\n<p>[L&#8217;etica della persona d\u00e0 anche il fondamento alla socialit\u00e0.] La socialit\u00e0 non pu\u00f2 avere altro fondamento che sull&#8217;etica della persona. [&#8230;] La persona contiene in s\u00e9 la sua destinazione sociale; neppure potrebbe compiersi come persona se non attuasse questa destinazione. Quanto pi\u00f9 discendo in me tanto pi\u00f9 trovo gli altri: e quanto pi\u00f9 mi apro agli altri tanto pi\u00f9 approfondisco me stesso.\u00bb<\/p>\n<p>Siamo dunque, tuttora, pagani, nel senso che siamo tuttora sotto la falsa credenza che il peccato non esista, che sia solamente un errore, e non una violazione deliberata dell&#8217;ordine umano e divino; sotto la falsa dottrina che separa pensiero e volont\u00e0 e che riserva l&#8217;amore non a tutti, ma soltanto agli amici, anzi, soltanto agli amici che ci fanno del bene, e finch\u00e9 ci fanno del bene, ossia che rende l&#8217;amore facoltativo e non obbligatorio, non indispensabile?<\/p>\n<p>Molte cose porterebbero a crederlo. Non illudiamoci: i vizi profondi dell&#8217;uomo sono lenti, lentissimi a morire: una civilt\u00e0 pu\u00f2 dirsi cristiana per duemila anni, ma avere appena incominciato a convertirsi nel profondo, avere appena cominciato a introiettare la parola dell&#8217;amore, a volersi staccare dall&#8217;uomo vecchio, sottoposto alla tirannia delle passioni egoistiche, dell&#8217;ambizione, della superbia, della crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi dominano ancora largamente, nella prospettiva esistenziale dell&#8217;uomo-massa, il relativismo etico, l&#8217;edonismo spicciolo, il consumismo compulsivo e amorale. \u00c8 bene quel che piace, \u00e8 male quel che non piace; o ancora: \u00e8 giusto ci\u00f2 che produce utili, \u00e8 sbagliato ci\u00f2 che non li produce. Questo \u00e8 il ritornello che la maggior parte dei cosiddetti intellettuali, con diverse sfumature di facciata, dicono e ripetono, fino all&#8217;ossessione: con la complice solidariet\u00e0 dei mass-media, del cinema e, naturalmente, della pubblicit\u00e0 commerciale. Niente ricerca interiore, nessuna disponibilit\u00e0 all&#8217;ascolto, tranne quello delle proprie &quot;esigenze&quot; spacciate per &quot;bisogni&quot; naturali; il messaggio \u00e8 sempre lo stesso: vai bene cos\u00ec, tu sei o.k., io sono o.k., tutti siamo o.k., siamo invidiabili, siamo eccezionali, siamo perfetti cos\u00ec come siamo, non c&#8217;\u00e8 bisogno di lavorare su noi stessi, non ci sono difetti da correggere o mali da combattere. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di sacrificio, di pazienza, di umilt\u00e0: la verit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 servita in tavola, bella e pronta: e la verit\u00e0 principale \u00e8 quella di Aleister Crowley, il noto mago e satanista inglese del XX secolo, che tanto piaceva ai Beatles: \u00abFa&#8217; ci\u00f2 che vuoi\u00bb. Sei un Dio, siamo tutti quanti degli D\u00e8i; siamo liberi a trecentosessanta gradi: non neghiamoci nulla di quello che pu\u00f2 procurarci piacere, successo, potere.<\/p>\n<p>Prendiamo un prontuario, fra i tanti, di psicologia sessuale: \u00abIl sesso \u00e8 amore\u00bb, di Raffele Morelli; gi\u00e0 il titolo \u00e8 tutto un programma. Morelli, psichiatra e psicoterapeuta di grido, presentissimo nei salotti televisivi di mamma Rai, ha pubblicato tutta una serie di libri dal titolo-programma, fra i quali: \u00abCiascuno \u00e8 perfetto\u00bb, \u00abCome essere felici\u00bb, \u00abNon siamo nati per soffrire\u00bb, \u00abAma e non pensare\u00bb, \u00abInnamorati di te\u00bb. Il messaggio \u00e8 chiaro, perfino disarmante nella sua rozzezza: il pi\u00f9 piatto narcisismo che rende lecito, giusto e buono qualsiasi errore, qualsiasi infedelt\u00e0 verso se stessi, qualsiasi noncuranza nei confronti del prossimo. Va tutto bene, la natura \u00e8 buona e santa in se stessa; non avrai altro Dio che le tue passioni, i tuoi desideri, il tuo piacere. Un naturalismo edonistico integrale, senza fronzoli e senza edulcorazioni. I titoli dei capitoli del primo libro che abbiamo citato, poi, sono ancora pi\u00f9 eloquenti: \u00abNon pensare a come andr\u00e0 a finire\u00bb, \u00abSegui soltanto il desiderio\u00bb, \u00abIl &quot;per sempre&quot; fa male all&#8217;amore\u00bb, \u00abAma a modo tuo\u00bb. Amare a modo tuo? Ciascuno ha, dunque, il diritto di amare a modo suo? E se quel modo non andasse bene all&#8217;altro, proprio a colui che si dice d&#8217;amare? Evidentemente, tanto peggio per lui.<\/p>\n<p>Simili cattivi maestri non fanno che mettere nero su bianco quanto un pubblico propenso a una eccessiva auto-indulgenza vuole sentirsi dire: questa \u00e8 musica per i suoi orecchi. \u00c8 una musica che piace (quasi) a tutti, che attira soltanto applausi e consensi, che riempie le sale delle conferenze: l&#8217;equivalente del pi\u00f9 basso populismo demagogico nell&#8217;ambito della politica. Il bello \u00e8 che questi intellettuali alla moda si sentono bravi e coraggiosi, si sentono campioni della libert\u00e0 e dell&#8217;anticonformismo; e, soprattutto, difensori dei &quot;diritti&quot;, la grande parola magica che spalanca tutte le porte, che annienta ogni possibile resistenza. Tutto \u00e8 soggettivo, tutto pu\u00f2 essere allungato o accorciato secondo la propria misura; tutto diventa lecito, purch\u00e9 sia nel nome dei &quot;diritti&quot;. L&#8217;unica strategia sbagliata \u00e8 quella che non paga in termini immediati. Un freudismo ancora pi\u00f9 grossolano, ancora pi\u00f9 manicheo di quello del Maestro, il quale, almeno, riconosceva che, se la societ\u00e0 non vuole auto-distruggersi, bisogna che ponga dei limiti al principio del piacere.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, in questi atteggiamenti e in queste posizioni, una terribile deformazione del concetto di &quot;amore&quot;. Sant&#8217;Agostino diceva: \u00abAma e fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi\u00bb; non: \u00abFa ci\u00f2 che vuoi e ama a modo tuo\u00bb. Sono due filosofie opposte e inconciliabili. O prima viene l&#8217;amore, l&#8217;amore inteso come dono e come generosa uscita da s\u00e9 per andare incontro all&#8217;altro, in quel che \u00e8 bene per l&#8217;altro; oppure viene prima la libert\u00e0 anarchica, che riduce tutto, anche le relazioni umane e dunque anche l&#8217;amore, a strumento dei propri disegni, a mezzo per soddisfare il proprio Io, in quanto vi \u00e8 in esso di pi\u00f9 primitivo, di pi\u00f9 basso, di pi\u00f9 abietto. In questo secondo caso, si pu\u00f2 contrabbandare per &quot;amore&quot; qualunque desiderio cieco, brutale, sopraffattorio: si pu\u00f2 giustificare tutto, dalla pedofilia all&#8217;aborto, e sempre in nome dei &quot;sacri&quot; diritti dell&#8217;Io, troppo a lungo conculcati da una cultura repressiva.<\/p>\n<p>Dobbiamo tornare a una sana filosofia di vita: se la coscienza non si radica nell&#8217;Essere, dal quale ha tratto origine e a cui far\u00e0 ritorno, ogni cosa diventa insensata e precaria, ogni abuso diventa lecito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci si \u00e8 chiesti sovente da dove tragga origine la caratteristica angoscia dell&#8217;uomo moderno; di questo particolare tipo di umanit\u00e0 che, forte della scienza e della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-24284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}