{"id":24276,"date":"2011-07-25T12:28:00","date_gmt":"2011-07-25T12:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/25\/che-cosa-sta-succedendo-alleuropa\/"},"modified":"2011-07-25T12:28:00","modified_gmt":"2011-07-25T12:28:00","slug":"che-cosa-sta-succedendo-alleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/25\/che-cosa-sta-succedendo-alleuropa\/","title":{"rendered":"Che cosa sta succedendo all&#8217;Europa?"},"content":{"rendered":"<p>Il 22 luglio 2011 un duplice, gravissimo attentato terroristico ha scosso la tranquilla atmosfera estiva della capitale norvegese, Oslo: una bomba \u00e8 esplosa in pieno centro, a pochi passi dagli uffici del primo ministro Jens Stoltenberg; e un raduno di giovanissimi laburisti, tutti di et\u00e0 compresa fra i quattordici e i diciannove anni, sull&#8217;isola di Utoya, situata a circa 50 km., \u00e8 stato attaccato a raffiche di arma da fuoco; il bilancio provvisorio \u00e8 di un centinaio di morti e un numero imprecisato di feriti.<\/p>\n<p>L&#8217;attentato, che in un primissimo tempo era stato attribuito a una matrice islamica, anche per via di una frettolosa rivendicazione jihadista, sembra ora che vada collocato, invece, nell&#8217;area dell&#8217;estrema destra, anzi, pare attribuibile ad una sola persona (a prescindere dal supporto logistico che pu\u00f2 aver ricevuto), un giovane neonazista di trentadue anni, Andres Behrin Breivik, che avrebbe falciato pi\u00f9 di ottanta ragazzi con il suo fucile automatico regolarmente acquistato e denunciato.<\/p>\n<p>Certo, attentati terroristici di questo genere, vale a dire maturati nelle pieghe e nelle contraddizioni interne della societ\u00e0, non sono specifici dell&#8217;Europa ma colpiscono ormai ovunque, compresi gli Stati Uniti, che li hanno conosciuti ben prima di quelli dell&#8217;11 settembre 2011, ad esempio quello di Oklahoma City del 19 aprile 1995, maturato nella pancia dell&#8217;America profonda; e tuttavia \u00e8 difficile sottrarsi all&#8217;impressione che abbiamo a che fare con una inquietudine rabbiosa, con un malessere ormai cronico, covato per\u00f2 in silenzio nei recessi del Vecchio continente.<\/p>\n<p>Abituati, da tempo, ad associare la parola &quot;terrorismo&quot; al fondamentalismo islamico, gli Europei sono stati colpiti, ancora una volta, da una direzione che non si aspettavano, come un organismo che si credeva sano e che aveva allestito le proprie difese solo verso l&#8217;esterno, mentre un male oscuro lo stava minando, non riconosciuto, dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>\u00c8 successo ad Oslo quel che accadde alla fortezza di Panama, crocevia dell&#8217;oro e dell&#8217;argento peruviani, che, in previsione di un assalto dei corsari britannici, francesi e olandesi, aveva i cannoni puntati verso il mare, ma era pressoch\u00e9 inerme dal lato di terra, perch\u00e9 gli Spagnoli, a torto, ritenevano impossibile che un esercito nemico riuscisse ad attraversare le foreste dell&#8217;istmo e giungesse a ridosso della citt\u00e0, senza tradire la sua presenza.<\/p>\n<p>La domanda, dunque, e non solo riguardo all&#8217;attentato di Oslo, ma a tante altre forme di violenza, sia politica che individuale (e spesso la prima non \u00e8 che la facciata della seconda, poich\u00e9 nasce da un malessere squisitamente individuale che, a posteriori, cerca di nobilitarsi ideologicamente: si pensi al protagonista di \u00abTaxi driver\u00bb di Martin Scorse o, ancor meglio, a quello di \u00abUn giorno di ordinaria follia\u00bb di Joel Schumacher): che cosa sta succedendo all&#8217;Europa?<\/p>\n<p>La prima cosa che verrebbe da pensare \u00e8 che l&#8217;anima dell&#8217;Europa sia ammalata: ammalata di troppo e di nulla; di consumismo e di alienazione; di falso benessere e di profonda, amara solitudine esistenziale; che il deserto dei valori, lo sfascio delle famiglie, la scomparsa di un qualunque progetto educativo nei confronti dei giovani, abbiano prodotto questi risultati, che si potrebbero riassumere nella macabra formula del &quot;cupio dissolvi&quot;, ossia della brama dell&#8217;autodistruzione.<\/p>\n<p>Per\u00f2, perch\u00e9 si possa parlare di una malattia dell&#8217;anima, occorre bene che un&#8217;anima ci sia: e l&#8217;Europa del terzo millennio possiede ancora un&#8217;anima?<\/p>\n<p>Oppure l&#8217;ha perduta interamente, e ormai da parecchio tempo?<\/p>\n<p>E, in tal caso, a che cosa stiamo assistendo: alle convulsioni finali di un corpo senz&#8217;anima, agli ultimi spasmi di un organismo agonizzante, originati non da un movimento cosciente e consapevole, ma da un puro automatismo, da un riflesso meccanico?<\/p>\n<p>Proviamo a dare una definizione di anima: non quella aristotelica, secondo la quale essa \u00e8 la forma del corpo, ma semmai quella tomista, come atto primo di un corpo fisico organico. L&#8217;atto di essere dell&#8217;individuo \u00e8 l&#8217;atto dell&#8217;anima stessa: dunque, l&#8217;anima \u00e8 sempre un composto, sempre, anche dopo la morte: essa \u00e8 l&#8217;essenza attualizzata dell&#8217;atto di essere.<\/p>\n<p>San Tommaso parla dell&#8217;anima umana; ma noi crediamo che questa definizione si possa estendere all&#8217;anima in quanto tale, dunque anche all&#8217;anima di una civilt\u00e0, di un continente: in questo caso, all&#8217;anima dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Dunque, si tratta in primo luogo di vedere se la civilt\u00e0 europea, oggi, sia caratterizzata dall&#8217;atto di essere: se s\u00ec, allora essa possiede effettivamente un&#8217;anima, forse malata, comunque, teoricamente, medicabile; se no, nulla pu\u00f2 essere fatto per essa, perch\u00e9 nessuna cura e nessuna medicina potrebbero mai riportare in vita un cadavere.<\/p>\n<p>E allora, eccoci al punto: \u00e8 ancora viva, l&#8217;Europa?<\/p>\n<p>Viva \u00e8 una civilt\u00e0 quando \u00e8 pervasa da un&#8217;ansia di verit\u00e0, di bont\u00e0 e di bellezza; quando i genitori scommettono sull&#8217;avvenire dei figli e dei nipoti; quando la ricerca di senso conferisce dignit\u00e0, coerenza e coraggio alle opere della vita quotidiana, illuminandole e trasfigurandole in una dimensione ulteriore, s\u00ec che esse non si risolvano nella mera soddisfazione delle necessit\u00e0 primarie o di bisogni puramente artificiali, ossia di inutili e dannosi capricci.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 europea possiede, oggi, siffatte caratteristiche, come certamente le possedette in passato, ad esempio nell&#8217;epoca della grande fioritura monastica e in quella che vide la costruzione spontanea, inesausta delle grandi cattedrali?<\/p>\n<p>Difficile dare una risposta affermativa; difficile anche, per\u00f2, escluderlo completamente, dal momento che nel regno della qualit\u00e0 non conta quante persone vengano trascinate dalla chiamata verso la verit\u00e0, la bont\u00e0 e la bellezza, ma solo e unicamente con quanta forza e profondit\u00e0 esse, per quanto poche, siano chiamate e quanto intensamente rispondano: e non ci sentiremmo di escludere che una piccola minoranza di persone siffatte esista ancora.<\/p>\n<p>L&#8217;anima dell&#8217;Europa, comunque, posto che &#8211; in qualche misura &#8211; esista tuttora, \u00e8 seriamente minacciata di estinzione, tanto da forze interne, quanto da minacce esterne.<\/p>\n<p>La brusca irruzione di masse di milioni e milioni di immigrati extra-europei, unita alle modalit\u00e0 discutibilissime con cui \u00e8 stata gestita e soprattutto alle finalit\u00e0, speculative nel senso peggiore della parola, con le quali \u00e8 stata accolta e favorita, \u00e8 uno dei fattori &#8211; uno soltanto, sia chiaro &#8211; di quella progressiva decadenza, di quella perdita di identit\u00e0, di storia e, in definitiva, di anima, che caratterizza, attualmente, la condizione spirituale della civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Il fatto che il folle Breivik, l&#8217;autore della strage di Oslo, si definisse un fondamentalista cristiano e che temesse la prospettiva di un&#8217;Europa multietnica e multiculturale, riservando un odio tutto speciale verso quelle forze politiche, come i partiti d&#8217;ispirazione laburista, che si pongono favorevolmente nei confronti di una tale prospettiva, sar\u00e0 certamente sfruttato dai media e da tutto l&#8217;establishment della cultura e dell&#8217;informazione per criminalizzare qualunque atteggiamento e qualunque ragionamento risultino anche moderatamente critici, o soltanto dubbiosi, verso le \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb della futura societ\u00e0 globalizzata.<\/p>\n<p>Noi ci aspettiamo fin d&#8217;ora una tale speculazione ideologica, perch\u00e9 il Pensiero Unico ormai imperante ha raggiunto un tale livello di sfrontatezza, che non si preoccupa nemmeno di nascondere i suoi sforzi incessanti per addomesticare le intelligenze con sillogismi capziosi e con tutta una serie di insopportabili semplificazioni e stravolgimenti del dissenso, ad esempio presentando come &quot;reazionario&quot; e &quot;nazista&quot; chiunque non si allinei supinamente e incondizionatamente sulle posizioni politiche ed economiche dei grandi poteri occulti che ci manovrano come miseri fantocci, restandosene nell&#8217;ombra.<\/p>\n<p>Che si tratti di speculazioni assolutamente disoneste, infatti, appare evidente a chiunque conservi un barlume di pensiero critico individuale: affermare che essere contrari alla tanto decantata societ\u00e0 multietnica e multiculturale equivale alla violenza terroristica di un pazzo isolato, ha la stessa dignit\u00e0 intellettuale di sostenere che, essendovi dei mariti che assassinano le mogli, l&#8217;istituto matrimoniale in quanto tale andrebbe abolito, per i pericoli fisici che esso comporta.<\/p>\n<p>La prospettiva di un&#8217;Europa ridotta a un guazzabuglio di lingue, di fedi, di culture diverse, piace &#8211; essenzialmente &#8211; a due categorie di persone: i padroni dell&#8217;economia e specialmente della finanza speculativa, che vi scorgono un modo per acquisire manodopera a basso costo e, quindi, per abbassare progressivamente il costo del lavoro anche fra i lavoratori europei, senza curarsi minimamente delle ricadute sociali e dell&#8217;enorme aumento della spesa pubblica; e i progressisti da strapazzo.<\/p>\n<p>Dei primi \u00e8 inutile parlare, dal momento che essi si servono dei rituali democratici per far passare la linea da essi voluta per ragioni puramente di profitto privato; quanti ai secondi, si tratta di persone sovente in buona fede, ma totalmente plagiate da una scuola, da una stampa, da una televisione che ripetono instancabilmente gli stessi ritornelli umanitari e buonisti, fino a conseguire il completo lavaggio del cervello del cittadino-spettatore-consumatore.<\/p>\n<p>Comunque, tornando alla strage di Oslo, il vero problema che essa pone alla nostra attenzione non \u00e8 quello della futura islamizzazione dell&#8217;Europa e dei possibili atteggiamenti di fronte ad essa: sarebbe come dire che gli scontri avvenuti in Val di Susa tra forze dell&#8217;ordine e manifestanti contro la Tav sono la spia di un fondamentalismo antimoderno, di un rigurgito reazionario e vandeano; sarebbe, cio\u00e8, un modo per criminalizzare qualsiasi forma di pensiero non allineato.<\/p>\n<p>Il vero problema, a nostro avviso, \u00e8 quello di una giovent\u00f9 allo sbando: psicologicamente, affettivamente, eticamente e spiritualmente; di una giovent\u00f9 che non ha ricevuto buoni esempi, ma solo regali e facilitazioni; che non ha conosciuto l&#8217;azione salutare del sacrificio, ma la pedagogia alla rovescia, iperprotettiva e permissiva, di genitori latitanti in ci\u00f2 che pi\u00f9 conta: la presenza, il dialogo, l&#8217;amore autentico (che non va confuso coi giocattoli costosi o con la paghetta a due zeri per andare ogni sabato in discoteca).<\/p>\n<p>Questa giovent\u00f9, che \u00e8 stata abbandonata a se stessa, anche se &#8211; in apparenza &#8211; colmata di attenzioni e perfino viziata, soffre di solitudine, di insicurezza, di angoscia esistenziale; \u00e8 fragile davanti alle difficolt\u00e0 della vita, sgomenta davanti alle sfide e agli imprevisti; si rifugia nei giochi elettronici (magari di tipo militare, come faceva, appunto, il pluriassassino di Oslo) o, peggio ancora, nei giochi di ruolo, inventandosi una identit\u00e0 fittizia e nascondendo cos\u00ec a se stessa la propria frustrazione, la propria rabbia, la propria deprivazione affettiva.<\/p>\n<p>E la paura e la rabbia represse non fanno altro che covare e crescere in silenzio, come una bomba ad orologeria fatalmente destinata a esplodere.<\/p>\n<p>Non tutti i giovani, ovviamente, sono cos\u00ec: questa, per\u00f2, \u00e8 la linea di tendenza dominante; e, sebbene i media abbiano ogni interesse ad amplificare i fenomeni negativi a ci\u00f2 connessi, per vendere meglio quella particolare merce che \u00e8 la notizia di cronaca nera, sta di fatto che realmente, secondo ogni evidenza, la giovent\u00f9 odierna sta attraversando una delle pi\u00f9 gravi crisi generazionali degli ultimi duemila anni.<\/p>\n<p>Basta accendere a caso un telegiornale, anche di una qualche emittente locale, per sentir parlare di giovani che, al sabato sera, non trovano miglior passatempo che quello di rovesciare le auto in sosta, cos\u00ec, per puro divertimento; che si picchiano o si accoltellano, fuori dai bar o dalle discoteche, per una parola di troppo o per un semplice sguardo; di partite di calcio che servono da pretesto alle opposte tifoserie per scatenare delle vere e proprie spedizioni di guerra; di ragazzini e perfino di bambini che penetrano nelle scuole e aprono i rubinetti, per provocare allagamenti che costeranno alla comunit\u00e0 dei danni per migliaia e migliaia di euro.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, la violenza degli altri li spaventa: quei profughi africani che stazionano nella zona della stazione ferroviaria di Padova, spacciando droga alla luce del sole e scatenando risse e accoltellamenti, sono percepiti come l&#8217;avanguardia di una invasione non troppo pacifica, la cui posta in gioco \u00e8 la sopravvivenza della civilt\u00e0 europea, cos\u00ec come noi oggi la conosciamo e come si \u00e8 formata nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Ora, questi giovani che non sono stati abituati a gestire le proprie emozioni, a razionalizzare i propri impulsi, ad affrontare pacatamente e responsabilmente le paure e le incertezze, sono le vittime designate di una violenza cieca di cui essi sono, al tempo stesso, lo strumento e il veicolo inconsapevole e, perci\u00f2, tanto pi\u00f9 imprevedibile e pericoloso.<\/p>\n<p>Due cose, quindi, sono pi\u00f9 che mai necessarie, se si vuol trarre una morale da tragedie come quella di Oslo: la prima \u00e8 che bisogna porre all&#8217;ordine del giorno un progetto educativo nei confronti dei giovani; la seconda, che i processi sociopolitici devono essere sottratti alla speculazione finanziaria indiscriminata e restituiti, democraticamente, alla libera facolt\u00e0 decisionale del cittadino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 luglio 2011 un duplice, gravissimo attentato terroristico ha scosso la tranquilla atmosfera estiva della capitale norvegese, Oslo: una bomba \u00e8 esplosa in pieno centro,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[96,133,256],"class_list":["post-24276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-anima","tag-europa","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24276\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}