{"id":24274,"date":"2012-02-19T10:51:00","date_gmt":"2012-02-19T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/19\/ma-cosa-sta-succedendo-agli-italiani\/"},"modified":"2012-02-19T10:51:00","modified_gmt":"2012-02-19T10:51:00","slug":"ma-cosa-sta-succedendo-agli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/19\/ma-cosa-sta-succedendo-agli-italiani\/","title":{"rendered":"Ma cosa sta succedendo agli Italiani?"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 che siamo in crisi, che siamo in recessione; ma non basta, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Che cosa diavolo sta succedendo agli Italiani, da un po&#8217; di tempo in qua, che continuano a collezionare gaffes su gaffes, brutte figure su brutte figure, in patria e all&#8217;estero?<\/p>\n<p>Non bastava che Berlusconi facesse il baciamano a Gheddafi, e poi mandasse gli aerei a bombardare la Libia, per servilismo verso la N.A.T.O.<\/p>\n<p>Non bastava che lo stesso Berlusconi si aggrappasse alla poltrona fin quasi a portare a fondo tutto il Paese &#8211; c&#8217;\u00e8 mancato un soffio, e ancora non \u00e8 detta &#8211; pur di resistere fino a tanto che le sue numerose pendenze giudiziarie cadessero in prescrizione.<\/p>\n<p>E non bastava che Bersani, al colmo dello squallore, brindasse a champagne quando l&#8217;altro si \u00e8 deciso a dimettersi, costretto non gi\u00e0 dalla forza di una opposizione interna seria e credibile, ma semplicemente dai livelli catastrofici dello spread con i Bond tedeschi.<\/p>\n<p>N\u00e9 che Bossi e i suoi cortigiani, dopo essere stati al governo per un bel po&#8217; di anni e aver generosamente contribuito allo sfascio dell&#8217;economia e dell&#8217;amministrazione, senza mantenere una sola delle promesse fatte al proprio elettorato, saltassero sul cavallo dell&#8217;opposizione per rifarsi una verginit\u00e0 e si scagliassero contro tutto quello che il nuovo governo in carica stava facendo&#8230; da ben qualche giorno.<\/p>\n<p>N\u00e9 che l&#8217;eroico Scilipoti si ergesse a supremo difensore dell&#8217;Italia, della sua dignit\u00e0, del suo onore e della sua indipendenza, contro la bieca manovra della finanza internazionale, volta a insediare un losco banchiere nelle sale di Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>N\u00e9 che Napolitano promuovesse Mario Monti senatore a vita, giusto un giorno prima di conferirgli l&#8217;incarico di nuovo Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p>N\u00e9 che il ministro Fornero, nell&#8217;annunciare la manovra di lacrime e sangue che avrebbe dovuto salvare la Patria dal tracollo economico e finanziario, si sia lasciato sopraffare dalla commozione, pensando allo sconsolante destino di milioni di pensionati, lavoratori a reddito fisso e disoccupati, e abbia versato sincere e amare lacrime di turbamento.<\/p>\n<p>N\u00e9 che deputati e senatori, dopo aver votato e approvato misure economiche che portano una bella fetta della popolazione sull&#8217;orlo della povert\u00e0 e anche oltre di essa, per dare il buon esempio mettessero mano ai loro faraonici emolumenti, riducendoseli in misura cos\u00ec crudele e sanguinosa, da ridursi tutti quanti come dei Cristi coronati di spine.<\/p>\n<p>N\u00e9 che il comandante Schettino, con il mare calmo e tutta la strumentazione tecnologica possibile e immaginabile, portasse la sua enorme nave da crociera su uno scoglio, a suo dire non segnato sulle carte nautiche; che aspettasse un&#8217;ora buona prima di lanciare l&#8217;allarme, e che scendesse dalla nave molto prima dei passeggeri e dell&#8217;equipaggio.<\/p>\n<p>N\u00e9 che i compaesani dell&#8217;eroico marinaio lo accogliessero, al suo ritorno, come un personaggio da leggenda, come una specie di Garibaldi redivivo, o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n<p>N\u00e9 che il battagliero direttore de \u00abIl Giornale\u00bb, offeso per l&#8217;ironia della stampa tedesca su siffatto eroe, replicasse fieramente, come un novello Ettore Fieramosca alla Disfida di Barletta, agli oltracotanti barbari del Nord, con logica ferrea e con ineccepibile buon gusto e senso delle proporzioni: \u00abA noi Schettino, a voi Auschwitz\u00bb.<\/p>\n<p>N\u00e9 che il sindaco di Roma, dopo essersi fatto sorprendere in maniera incredibile da una nevicata largamente annunciata, con pietose conseguenze per la sua cittadinanza, prima invocasse una commissione d&#8217;inchiesta (e, verosimilmente, il plotone d&#8217;esecuzione) per i vertici della Protezione civile, rei d&#8217;aver barato sul numero dei centimetri di precipitazioni previste; poi, perdendo completamente la testa, si scagliasse contro una perfida congiura dei Nordisti, mirante a mettere in cattiva luce il Sud e la sua capitale morale e materiale: l&#8217;Urbe fatale, la Citt\u00e0 dei sette colli.<\/p>\n<p>N\u00e9 che i calciatori pi\u00f9 amati e strapagati combinassero le partite a suon di pesantissime mazzette, mandando o lasciando entrare la palla in rete a comando, secondo un tariffario stabilito.<\/p>\n<p>N\u00e9 che il terrorista latitante Cesare Battisti accettasse l&#8217;invito di una scuola di samba a sfilare per le strade di Rio de Janeiro durante il leggendario Carnevale, con una sentenza definitiva sulle spalle per il coinvolgimento in quattro omicidi.<\/p>\n<p>N\u00e9 che i nostri militari di scorta ad una nave mercantile ammazzassero a raffiche di mitraglia due pescatori indiani scambiati, a quanto pare, per dei pericolosissimi pirati, gi\u00e0 in procinto di andare all&#8217;abbordaggio come nei romanzi di Sandokan e delle Tigri di Mompracem.<\/p>\n<p>No, tutto questo non bastava perch\u00e9 la tragicommedia fosse sufficiente, e perch\u00e9 l&#8217;immagine che gli Italiani stanno dando al mondo, e che stanno offrendo anche a se stessi, avesse toccato il suo nadir, il punto pi\u00f9 basso immaginabile.<\/p>\n<p>Ci voleva ancora qualcosa, qualcosa di piccante e originale.<\/p>\n<p>E poich\u00e9 gli Italiani toccano i vertici dell&#8217;originalit\u00e0 quando parlano di sesso, scherzano sul sesso, dicono barzellette, gesticolano e ammiccano riguardo al sesso, cos\u00ec ci voleva anche un Festival di Sanremo dove di musica se n&#8217;\u00e8 sentita proprio poca e se ne \u00e8 parlato ancora meno, ma, in compenso, si \u00e8 offerto un pantagruelico banchetto agli eterni e inamovibili opinionisti dei salotti televisivi, col quale rimpinzarsi per ore e ore di trasmissioni, pagate dagli utenti mediante il canone Rai, e tutto ci\u00f2 per mezzo di un anziano cantante col pallino della tele-predicazione a trecentosessanta gradi, di un paio di comici che hanno affastellato una parolaccia dietro l&#8217;altra (ma con la foglia di fico dell&#8217;autocensura sonora), di altri due comici che hanno scatenato le ire delle associazioni per i diritti degli omosessuali; e soprattutto, dulcis in fondo, di due giunoniche vallette che si sono esibite senza veli, con spacchi inguinali e tatuaggi galeotti, che hanno portato alle stelle l&#8217;italica audience.<\/p>\n<p>Un dubbio conturbante, sconvolgente, corrosivo, si \u00e8 insinuato nella mente di milioni di Italioti, turbandone i sonni, portando al parossismo la concupiscenza erotica, e, quel che pi\u00f9 conta, offrendo materia di sproloqui infiniti a legioni di militanti favorevoli e contrari: quella signorina che ha esibito con tanta naturalezza e con tanta maliziosa innocenza la farfallina tra l&#8217;inguine e il ventre, generosamente scoperti da sotto le pieghe della veste, portava le mutandine o se ne stava l\u00ec con il sesso praticamente esposto ai quattro venti, per la gioia delle pi\u00f9 sbrigliate e deliranti fantasie pornografiche formato famiglia?<\/p>\n<p>Questo, dunque, il shakespeariano dilemma, in confronto al quale i dubbi esistenziali di Amleto impallidiscono, il cogito cartesiano si dissolve, le rimembranze leopardiane si eclissano e persino l&#8217;arcigno, inquietante essere-per-la.-morte di heideggeriana memoria sembra cedere il passo, secondo la legge dell&#8217;\u00abubi maior, minor cessat\u00bb; che saranno mai simili bazzecole, simili quisquilie, quando si tratta di capire se la scultorea Bel\u00e9n Rodriguez, sorriso assassino, cosce ben tornite e gambe chilometriche, veste o non veste il pur minuscolo accessorio della &quot;lingerie&quot; che costituisce l&#8217;ultimo baluardo del pudore e, per contro, la pi\u00f9 contesa frontiera dell&#8217;eccitazione?<\/p>\n<p>E non si creda che l&#8217;incandescente dibattito, subito accesosi intorno al drammatico dilemma, sia stato soprattutto maschile; al contrario: fin dall&#8217;inizio, con l&#8217;autorevole contributo del fior fiore della politica e della cultura, buona parte dell&#8217;intellighenzia femminile ha sentito il dovere morale di precipitarsi nell&#8217;agone e di incrociare i fioretti, o magari le alabarde e le colubrine, in nome della libert\u00e0 di non portare gli slip o in nome della decenza di indossarli.<\/p>\n<p>Mai, forse, dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini, o anche dei Guelfi Bianchi e dei Guelfi Neri, si erano visti due partiti affrontarsi con tanta veemenza e accanimento, con tanta asprezza e determinazione, con tale sublime sprezzo del pericolo.<\/p>\n<p>E mentre l&#8217;ineffabile Giampiero Mughini tuonava contro l&#8217;antico male dell&#8217;omofobia, attardandosi in una querelle secondaria e inesorabilmente relegata dall&#8217;auditel alle modeste proporzioni d&#8217;una battaglia di retroguardia, le sperticate ammiratrici e sostenitrici dell&#8217;avvenente ragazza argentina e le sue implacabili e incollerite detrattrici, si sono confrontate fino all&#8217;ultimo luogo comune, fino all&#8217;ultima frase fatta, fino al gradino pi\u00f9 basso del kitsch e del trash, oltre il quale non \u00e8 possibile scendere, a meno di fare un buco nel sottosuolo per irrompere sino al centro della Terra, nel Cocito ghiacciato di dantesca memoria o, forse, negli universi paralleli fatti di antimateria.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sapere se, al di sotto dell&#8217;ombelico e al di sopra della coscia lunga della maliarda sudamericana, c&#8217;era o non c&#8217;era, oltre alla graziosa effige dell&#8217;afrodisiaco Lepidottero, un sia pur esiguo pezzettino di stoffa, magari tenuto insieme da strani marchingegni, o addirittura cucito all&#8217;interno della gonna, questa s\u00ec \u00e9 una di quelle inaudite rivelazioni, oltre le quali per poco il cor non si spaura, e naufragare \u00e8 dolce nel mare dell&#8217;estasi totale.<\/p>\n<p>Ma che cosa, dunque, sta succedendo agli Italiani?<\/p>\n<p>Forse che, attraverso il buco nello strato atmosferico di ozono, oltre agli sconvolgimenti climatici di origine polare, \u00e8 penetrato ed \u00e8 disceso sulla nostra Penisola anche qualche raggio cosmico non ancora conosciuto dalla scienza, tale da produrre la pazzia collettiva?<\/p>\n<p>O \u00e8 una diabolica congiunzione degli astri che, proiettando la sua ombra nefasta proprio sulla porzione di superficie terrestre occupata dall&#8217;Italia &#8211; a chi la tocca, la tocca, come quando piovono dal cielo i meteoriti -, ha mandato gran parte della popolazione nostrana fuori dal proprio cervello e, quel che peggio, fuori da ogni senso della realt\u00e0 e del ridicolo?<\/p>\n<p>O forse siamo cos\u00ec, siamo sempre stati cos\u00ec, e non ce ne accorgevamo, perch\u00e9 era il tempo delle vacche grasse e, allora, ogni carnevalata sembrava legittima o, quanto meno, scusabile, ed ogni battuta cretina, ogni gesto volgare parevano peccati veniali, da accogliere con un complice sorriso d&#8217;indulgenza?<\/p>\n<p>Forse siamo sempre stati pazzi, e quel che siamo riusciti a fare &#8211; che non \u00e8 poco, visto che, bene o male, siamo una delle maggiori economie al mondo, membri del G-8, nonch\u00e9 patria di santi, di poeti, di artisti, di scienziati e, almeno fino a ieri, di arditi e geniali navigatori &#8211; lo abbiamo realizzato \u00abper intervalla insaniae\u00bb, come il povero Lucrezio allorch\u00e9, negli intervalli di lucidit\u00e0, componeva il suo immortale poema sulla natura delle cose, dopo che un micidiale beveraggio amoroso gli aveva liquefatto il senno?<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: siamo in pina recessione, ma non solo economica e produttiva; a monte di queste, vi sono la recessione morale e quella dell&#8217;intelligenza. E ci siamo arrivati, quel che \u00e8 pi\u00f9 triste, per un eccesso di furberia.<\/p>\n<p>Il peso delle cattive abitudini ha fatto il resto.<\/p>\n<p>Non si possono rimandare i problemi all&#8217;infinito; non si pu\u00f2 darla a intendere per sempre; se non si ha il coraggio di incidere la ferita con il bisturi quando \u00e8 necessario, essa degenera in cancrena: perch\u00e9 nessun Dio assiste i pigri in eterno e ogni nodo, prima o dopo, giunge al pettine.<\/p>\n<p>Troppo a lungo abbiamo seguito la meschina politica di nascondere la sporcizia sotto il tappeto; inevitabilmente doveva arrivare il giorno del \u00abredde rationem\u00bb.<\/p>\n<p>Nessun destino avverso ci ha dichiarato guerra: abbiamo fatto e stiamo facendo tutto da soli. O avviamo una bonifica morale e una riforma radicale del nostro modo di vivere in societ\u00e0, imparando ad essere molto pi\u00f9 esigenti con noi stessi e con quanti svolgono ruoli di responsabilit\u00e0, oppure scivoleremo sempre pi\u00f9 in basso.<\/p>\n<p>Fuori dall&#8217;Europa, fuori dalla storia.<\/p>\n<p>Forse non \u00e8 troppo tardi; forse siamo ancora in tempo: ma dobbiamo avere l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscere i nostri errori, le nostre inescusabili debolezze.<\/p>\n<p>L&#8217;esame che dobbiamo fare di noi stessi dovr\u00e0 essere spietato; non ci salveremo pi\u00f9 con le formulette auto-assolutorie: \u00abItaliani brava gente\u00bb, \u00abA noi Schettino, a voi Auschwitz\u00bb; n\u00e9 affidandoci a qualche grande illusionista, come lo \u00e8 stato Berlusconi, il quale, al posto delle cose reali, ci ha rifilato slogan pubblicitari, sogni ed illusioni.<\/p>\n<p>Non ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per il patto scellerato in base al quale i politici chiudevano gli occhi davanti alle sistematiche illegalit\u00e0 quotidiane dei cittadini, e questi ultimi li chiudevano davanti alle ruberie e alle inverosimili incompetenze di quelli.<\/p>\n<p>Dovremo diventare adulti, oppure precipitare nel baratro del Terzo Mondo.<\/p>\n<p>Il tempo delle chiacchiere \u00e9 finito.<\/p>\n<p>A noi la scelta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 che siamo in crisi, che siamo in recessione; ma non basta, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. 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