{"id":24271,"date":"2019-06-08T10:47:00","date_gmt":"2019-06-08T10:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/08\/cosa-sono-la-verita-e-il-bene-e-cosa-non-sono\/"},"modified":"2019-06-08T10:47:00","modified_gmt":"2019-06-08T10:47:00","slug":"cosa-sono-la-verita-e-il-bene-e-cosa-non-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/08\/cosa-sono-la-verita-e-il-bene-e-cosa-non-sono\/","title":{"rendered":"Cosa sono la verit\u00e0 e il bene, e cosa non sono"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo affermato e ripetuto tante volte che l&#8217;ente ha bisogno di verit\u00e0 e che l&#8217;ente tende al bene; che nella verit\u00e0 e nel bene \u00e8 felice, nella falsit\u00e0 e nel male \u00e8 infelice; e che la verit\u00e0 stessa \u00e8 il bene pi\u00f9 grande di tutti gli altri beni, perch\u00e9 senza di essa nessuna cosa \u00e8 perfetta e quindi veramente buona, mentre con essa le cose buone divengono ancor pi\u00f9 perfette, cio\u00e8 migliori. Si tratta ora di vedere da vicino cosa sia la verit\u00e0 e cosa sia il bene, per avere le idee chiare riguardo alle massime questioni dell&#8217;esistenza. Precisiamo anzitutto che qui stiamo parlando della verit\u00e0 e del bene non dell&#8217;Essere, che \u00e8 somma Verit\u00e0 e sommo Bene in se stesso, e quindi \u00e8 la causa e il fondamento di ogni verit\u00e0 e di ogni bene relativo agli enti, ma della verit\u00e0 e del bene\u00a0\u00a0degli enti medesimi; e che lo facciamo in senso trascendentale, cio\u00e8 con riferimento ad una propriet\u00e0 che sia la pi\u00f9 universale possibile, vale a dire nell&#8217;accezione della metafisica scolastica (e non nell&#8217;accezione kantiana o in quella idealista del termine &quot;trascendentale&quot;). Ci rifacciamo, oltre che direttamente al pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino, a una sintesi eccellente della filosofia tomista come quella, in lingua latina, di A. Farges e D. Barbedette,\u00a0<em>Philosophia scholastica<\/em>, tomo primo,\u00a0<em>Logica, Ontologia, Cosmologia<\/em>\u00a0(Parigi, 1912).Diciamo dunque che esiste una verit\u00e0 metafisica, ossia una verit\u00e0 assoluta delle cose, per quanto le cose finite non abbiano natura assoluta, ma relativa; e che l&#8217;assolutezza della loro verit\u00e0 consiste, ed \u00e8 garantita dalla Verit\u00e0 suprema, quella dell&#8217;Essere, dal quale ogni singola cosa deriva, direttamente o indirettamente. Quanto alla natura della verit\u00e0 metafisica, osserviamo che essa pu\u00f2 darsi in quattro differenti accezioni:<\/p>\n<p><em>a<\/em>) in senso fondamentale, cogliendo la cosa in se stessa, che si riflette con piena evidenza nel giudizio, come nella seguente affermazione:\u00a0<em>ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8<\/em>;<\/p>\n<p><em>b<\/em>) cogliendo la relazione immediata e diretta che unisce la cosa all&#8217;intelletto, ovvero quando la cosa si conforma e si adegua perfettamente al giudizio dell&#8217;intelletto; come quando diciamo, di una mela:\u00a0<em>questa \u00e8 una mela<\/em>;<\/p>\n<p><em>c<\/em>) quando l&#8217;intelletto coglie la conformit\u00e0 della conoscenza con la cosa conosciuta, il che ci d\u00e0 una verit\u00e0 logica o formale: ad esempio,\u00a0<em>una mela \u00e8 una mela<\/em>\u00a0(e non pu\u00f2 essere nient&#8217;altro, pena una contraddizione logica):<\/p>\n<p><em>d<\/em>) quando si tratta di una verit\u00e0 del discorso, che scaturisce da una verit\u00e0 dell&#8217;intelletto, come nel caso delle verit\u00e0 morali; ad esempio quando diciamo una frase come questa:\u00a0<em>amare Dio \u00e8 il sommo bene, odiare Dio \u00e8 il sommo male<\/em>.Quando si parla di una determinata cosa nella prospettiva ontologica, si assume la seconda accezione, cogliendo cio\u00e8 la relazione fra la cosa e il giudizio, seconda la celebre espressione:\u00a0<em>adaequatio rei et intellectus<\/em>.<\/p>\n<p>E gi\u00e0 da qui si capisce in che cosa consista e da dove abbia origine la babelica confusione che regna nel discorso filosofico, o pseudo-filosofico, della modernit\u00e0: dall&#8217;indebita trasposizione del giudizio dal piano del contingente al piano dell&#8217;assoluto. Tale \u00e8 il\u00a0<em>peccatum originale<\/em>\u00a0di ogni filosofia relativista. Ogni volta che si sente dire:\u00a0<em>non esiste verit\u00e0 assoluta, perch\u00e9 ciascuno possiede la sua verit\u00e0<\/em>; oppure:\u00a0<em>la verit\u00e0 \u00e8 necessariamente mutevole, perch\u00e9 dipende dal punto di vista che assume l&#8217;osservatore<\/em>, in effetti si assiste a un indebito slittamento di significato dal piano del relativo al piano dell&#8217;assoluto. Si pretende, cio\u00e8, di assolutizzare ci\u00f2 che \u00e8 stato empiricamente osservato, il che \u00e8 fare della cattiva filosofia. Non \u00e8 affatto sufficiente svolgere una serie di osservazioni empiriche per dedurne una legge di carattere universale. Per fare un esempio pratico: immaginiamo di trovarci su un&#8217;isola dove tutti i funghi sono velenosi; se volessimo formulare una conclusione universale:\u00a0<em>tutti i funghi sono velenosi<\/em>, evidentemente sbaglieremmo, perch\u00e9 pretenderemmo di estendere al mondo intero una verit\u00e0 limitata a un&#8217;area circoscritta.<\/p>\n<p>La falsit\u00e0, essendo il contrario della verit\u00e0, pu\u00f2 essere definita come l&#8217;inadeguatezza, o l&#8217;assenza, di concordanza fra la cosa e l&#8217;intelletto. Quando l&#8217;assenza di conformit\u00e0 si ha nell&#8217;ambito della conoscenza, si chiama propriamente errore; quando si ha nell&#8217;ambito della comunicazione, si chiama menzogna. La menzogna pertanto \u00e8 la negazione deliberata della verit\u00e0, che viene fatta in relazione ad altri (o anche sa se stessi); l&#8217;errore si verifica quando si cade in un ragionamento in cui non viene colta la vera relazione fra la cosa e l&#8217;intelletto. L&#8217;errore genera la menzogna, perch\u00e9 la menzogna non \u00e8 altro che un errore comunicato agli altri e diffuso come se fosse la verit\u00e0. Tutte le cose possono apparire false a causa di situazioni accidentali, mentre per se stesse sono vere, e altrettanto sono vere in relazione a Dio.\u00a0\u00a0Un esempio banale: una mela \u00e8 una mela, questa \u00e8 la verit\u00e0; ma, vista da lontano, una mela pu\u00f2 essere scambiata per un altro frutto. Anche davanti a Dio una mela \u00e8 sempre una mela, cos\u00ec come ogni altra cosa, persona o situazione appaiono sempre nella loro reale natura. Le cose possono apparire false a causa di un errore del giudizio (una mela pu\u00f2 essere scambiata per un altro frutto); a causa di un errore dei sensi (un bastone immerso nell&#8217;acqua appare spezzato); infine a causa della volont\u00e0. Quest&#8217;ultima \u00e8 la menzogna intenzionale e volontaria, che si verifica quando la nostra intenzione \u00e8 quella di non comunicare la verit\u00e0 delle cose o di alterarla per qualche nostro secondo fine.E adesso, parliamo del bene.\u00a0\u00a0Il bene non \u00e8 un&#8217;altra cosa rispetto alla verit\u00e0; il bene \u00e8 tutt&#8217;uno con la verit\u00e0, \u00e8 un altro nome della verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 il bene e il bene \u00e8 la verit\u00e0. Non esiste verit\u00e0 che non sia anche il bene, e non esiste bene che non sia anche la verit\u00e0. Quella cosa che chiamiamo verit\u00e0 con riguardo all&#8217;aspetto metafisico, la chiamiamo bene con riguardo all&#8217;aspetto etico, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 la garanzia del bene e mostra la strada verso il bene, mentre il bene \u00e8 il frutto della verit\u00e0 e fa risplendere la verit\u00e0 di una luce ancor pi\u00f9 viva.<\/p>\n<p>Possiamo definire il bene come la convenienza o l&#8217;attitudine che muove l&#8217;appetito verso le cose degne di essere amate. Ora, gli enti sono tutti buoni in se stessi, e buona \u00e8 la loro esistenza rispetto alla non esistenza (ad esempio, buona \u00e8 l&#8217;esistenza dell&#8217;acqua per chi soffre la sete nel deserto, rispetto a un&#8217;acqua puramente sognata o immaginata, come accade nei miraggi). Non ne segue, per\u00f2, che tutti gli enti siano buoni, in qualsiasi relazione vengano a trovarsi fra di loro: il male \u00e8 un fatto di relazioni e non di enti. \u00c8 male, per me, il morso di un serpente velenoso; ma il fatto che il serpente sia dotato di veleno non \u00e8 un male in se stesso, perch\u00e9 \u00e8 utile al serpente per difendersi dai suoi nemici. Inoltre, gli enti sono caratterizzati da una diversa quantit\u00e0 di bene. Vi sono enti che sono assolutamente buoni, altri che lo sono in maniera relativa. Il male, dunque, \u00e8 un difetto di bene: \u00e8 una insufficienza del bene presente in un singolo ente. Pertanto la causa del male non \u00e8 il male, che \u00e8 solo un difetto di bene, ma il bene, nel senso che \u00e8 presente in misura troppo scarsa, o \u00e8 addirittura assente in quel determinato ente. D&#8217;altra parte, il bene non \u00e8 mai causa del male per se stesso, ma per accidente, come quando il pacifico viandante viene morso dal serpente che si sente minacciato; oppure per una deficienza di bene. Tutti gli enti operano per il bene; il male \u00e8 un effetto secondario di un appetito diretto verso il bene. Il leone uccide il cervo non per malvagit\u00e0, ma per assicurarsi il bene della sopravvivenza. E anche gli uomini malvagi fanno il male, in ultima analisi, in vista di un bene, naturalmente di un bene erroneo e illusorio, ossia perch\u00e9 sono convinti che da quella azione deriver\u00e0 per essi un bene, del quale non possono fare a meno. Il ladro non ruba per il piacere di rubare, n\u00e9 l&#8217;assassino uccide per il piacere di uccidere, bens\u00ec, rispettivamente, per impadronirsi di un bene altrui o per eliminare un ostacolo alla propria felicit\u00e0. Questo, naturalmente, nei casi normali, i quali riflettono le leggi di natura; quando il male, infatti, viene compiuto non in vista di un bene, e sia pure deviato, ma per il puro gusto del male, allora si entra nel campo della patologia mentale, ovvero nell&#8217;ambito misterioso del male soprannaturale. Anche questo, per\u00f2, non \u00e8 altro che un bene deviato dal suo corso naturale. Il diavolo \u00e8 un angelo decaduto; non potendo pi\u00f9 desiderare il bene, opera il male; non potendo pi\u00f9 aspirare alla felicit\u00e0, desidera l&#8217;infelicit\u00e0 degli uomini. Perfino lui \u00e8 la dimostrazione del fatto che il male assoluto, propriamente parlando, non esiste. Il male che il diavolo cerca di provocare agli uomini, corrisponde a quello che, per lui, si \u00e8 ridotto il bene cui pu\u00f2 ancora aspirare: l&#8217;amara soddisfazione di trascinare anche altri nella sua stessa infelicit\u00e0. Istigando gli uomini al male, egli persegue ancora un suo bene, per quanto relativo. La disperazione del diavolo, che \u00e8 un essere intelligente, deriva dal fatto che egli, razionalmente, sa che tutti i suoi sforzi sono vani; che, se anche riuscisse a trascinare nel male tutti gli uomini, dal primo all&#8217;ultimo, la sua situazione d&#8217;infinita angoscia non cambierebbe minimamente. Lo stesso discorso vale per quegli uomini che, disperando di poter raggiungere il proprio bene, vogliono almeno provocare ad altri tutto il male possibile: situazione assai pi\u00f9 frequente di quel che non s&#8217;immagini, anche se, sovente, ben dissimulata dietro comportamenti in apparenza benevoli e altruistici.<\/p>\n<p>Giungiamo cos\u00ec alla conclusione che aspirare al bene \u00e8 la stessa cosa che aspirare alla verit\u00e0; e che, posto che tutti gli esseri aspirano al proprio bene, e nessuno desidera, intenzionalmente, il proprio male, allora tutti gli esseri aspirano alla verit\u00e0. In altre parole, la verit\u00e0 \u00e8 un bisogno fondamentale e costitutivo della condizione umana: non esiste essere umano che non sia conformato per la verit\u00e0, cio\u00e8 che non abbia in se stesso, fin dalla sua origine, sia il desiderio della verit\u00e0, sia i mezzi atti a conseguirla: i sensi, la ragione, la volont\u00e0 e il giudizio. Al contrario di ci\u00f2 che dicono da anni, da decenni, moltissimi intellettuali, filosofi, scrittori, eccetera, gli uomini cercano istintivamente la verit\u00e0, come i viaggiatori cercano l&#8217;acqua, anche nelle regioni pi\u00f9 aride, semplicemente perch\u00e9 ne hanno bisogno e non potrebbero farne a meno. La verit\u00e0 non \u00e8 un lusso riservato a pochi eletti, ma una necessit\u00e0 vitale per tutti. Un&#8217;esistenza costruita sulla menzogna, ad esempio quella di un egoista e un ipocrita che vuol presentarsi come generoso e altruista, e che tale pretende di essere creduto anche da se stesso, \u00e8 l&#8217;esempio di un radicale e drammatico tradimento nei confronti della verit\u00e0 essenziale che \u00e8 al fondamento della nostra vita e che \u00e8 la nostra ragion d&#8217;essere. Noi non abbiamo solamente bisogno della verit\u00e0; noi siamo fatti e ordinati per la verit\u00e0; e la verit\u00e0 \u00e8 la condizione necessaria e ineludibile del nostro essere. Un&#8217;esistenza sprecata nella menzogna \u00e8 un&#8217;esistenza completamente tradita. Ma la verit\u00e0, abbiamo detto, \u00e8 il bene: dunque, giungere alla verit\u00e0 \u00e8 la stessa cosa che giungere al bene: e giungere al bene vuol dire essere felici. La felicit\u00e0, infatti, \u00e8 il conseguimento del massimo bene possibile, nelle condizioni date. Non \u00e8 un elemento assoluto, ma relativo: \u00e8 felice chi sente di aver appagato il proprio desiderio al massimo grado del proprio essere. Da che cosa nasce, allora, il fatto evidente che cos\u00ec tante persone sono infelici, se non dalla loro incapacit\u00e0 di riconoscere e perseguire il vero bene, che \u00e8 la verit\u00e0? E quale errore \u00e8 pi\u00f9 frequente e pi\u00f9 esiziale di questo: scambiare un bene relativo per il bene assoluto, vendere la primogenitura per un piatto di lenticchie? Se gli uomini vedessero e capissero che il loro vero bene non pu\u00f2 essere perseguito a discapito del bene altrui; se vedessero e capissero che il bene individuale \u00e8 strettamente correlato con il bene generale; e che l&#8217;uscire dal proprio egoistico desiderio di bene per entrare nella sfera pi\u00f9 ampia del bene generale rappresenta il passo decisivo verso la felicit\u00e0, senza dubbio vi sarebbero meno persone infelici, e potremmo osservare un pi\u00f9 alto grado di armonia nelle relazioni sociali.\u00a0<\/p>\n<p>Purtroppo, questa \u00e8 un&#8217;intuizione che, per la maggior parte degli uomini, si presenta raramente e solo in circostanze eccezionali e transitorie: per esempio quando una madre, vedendo sopraggiungere un&#8217;automobile che sta per investire suo figlio, si getta in mezzo alla strada e si sacrifica per salvare il piccolo. Il bene istintivo dell&#8217;auto-conservazione ha ceduto il passo a un bene ancora pi\u00f9 essenziale, che quella madre, in quel momento, ha visto e riconosciuto con assoluta chiarezza, senza avere il tempo di fare alcun ragionamento. E ci\u00f2 che quella madre ha visto e compreso in una frazione d&#8217;istante, teoricamente sarebbe alla portata di tutti, se solo gli uomini si prendessero il disturbo di porsi, quale meta\u00a0 ella propria vita, non il conseguimento di un qualche piacere, ma della vera felicit\u00e0. La felicit\u00e0, lo dice Aristotele ma lo dice anche il buon senso, consiste nel conseguimento della massima perfezione possibile per quel determinato ente; e la perfezione consiste nel giungere al vero bene, ossia a quel bene supremo che \u00e8 la verit\u00e0. L&#8217;errore dell&#8217;uomo moderno, suggestionato da cattivi filosofi e da una pletora di poeti alla Leopardi o alla Montale (e magari senza le loro doti artistiche) \u00e8 stato, da un lato, quello di confonde la felicit\u00e0 con il piacere, mentre sono due concetti completamente diversi; e dall&#8217;altro quello di scambiare dei beni minori, parziali, imperfetti, per il bene in se stesso, per avvicinarsi al quale \u00e8 sempre necessario un certo grado di superamento di s\u00e9 e di sublimazione delle passioni. Il bene della verit\u00e0, infatti, consiste in una forma suprema di ordine: quindi \u00e8 impossibile anche solo arrivare a intravederlo, finch\u00e9 ci si dibatte nel ribollire delle passioni disordinate.<\/p>\n<p>Vuoi essere un cercatore sincero della verit\u00e0? Incomincia con l&#8217;uscire dalla palude vischiosa delle passioni, che intorbidano i sensi, confondono il giudizio e sottomettono la volont\u00e0 a tutti i loro capricci. Finch\u00e9 sei schiavo delle tue passioni, non arriverai mai neppure a intravedere il cammino che conduce alla verit\u00e0. E siccome la natura umana, dopo la Caduta, \u00e8 pigra e voluttuosa (i teologi dicono: schiava della concupiscenza), non \u00e8 un caso che l&#8217;anima si desta a questa superiore consapevolezza solo dopo essere stata investita dalla tempesta della sofferenza: da che mondo \u00e8 mondo, la sofferenza \u00e8 l&#8217;occasione perch\u00e9 gli uomini scoprano il senso profondo del loro essere; non certo il piacere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo affermato e ripetuto tante volte che l&#8217;ente ha bisogno di verit\u00e0 e che l&#8217;ente tende al bene; che nella verit\u00e0 e nel bene \u00e8 felice,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-24271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}