{"id":24269,"date":"2012-03-27T12:30:00","date_gmt":"2012-03-27T12:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/27\/che-cosa-significa-pensare\/"},"modified":"2012-03-27T12:30:00","modified_gmt":"2012-03-27T12:30:00","slug":"che-cosa-significa-pensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/27\/che-cosa-significa-pensare\/","title":{"rendered":"Che cosa significa pensare?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esercizio della filosofia non \u00e8 arzigogolare su quanto hanno detto i filosofi del passato, n\u00e9 dissertare su quanti capelli aveva in testa Nietzsche o su quanti bottoni avesse la giacca di Heidegger, ma pensare in mondo critico e autonomo, alla ricerca della verit\u00e0: pensare in grande, vedendo cio\u00e8 costantemente l&#8217;intero e non le singole parti del reale.<\/p>\n<p>Ne consegue che una buona porzione di ci\u00f2 che va sotto il nome di &quot;filosofia&quot;, specialmente in Italia, non \u00e8 tale, a cominciare dalla materia che, sotto quella denominazione, viene insegnata nelle scuole; si tratta piuttosto di un tentativo di storia della filosofia, peraltro viziato da due vistosissimi difetti: abbraccia solo l&#8217;orizzonte del pensiero occidentale e, all&#8217;interno di questo, privilegia la dimensione del Logos strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Il primo difetto implica che la persona di media cultura, in Europa o negli Stati Uniti, non sappia praticamente nulla del pensiero orientale, anzi, ne ignori perfino l&#8217;esistenza ed il contributo da esso offerto allo sviluppo del pensiero umano; il secondo, che conosca poco e male il pensiero di quegli autori e di quelle epoche che non si adattano alle categorie del razionalismo e dello scientismo, a cominciare dai dieci secoli della civilt\u00e0 medievale.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, la persona di media cultura, e anche la persona provvista di una formazione scolastica liceale e perfino universitaria, non sa che cosa voglia dire realmente fare della filosofia: crede e s&#8217;immagina che significhi, press&#8217;a poco, conoscere quel che altri hanno detto e scritto, nonch\u00e9, nove volte su dieci, ripetere i pregiudizi e i luoghi comuni dei propri professori, quasi tutti devotamente freudiani, positivisti, neo-positivisti; quasi tutti imbevuti di preconcetti di matrice illuminista e di borioso disprezzo verso la &quot;philosophia perennis&quot;; quasi tutti convinti che l&#8217;anima sia una invenzione di qualche filosofo greco, e che le magnifiche sorti e progressive della modernit\u00e0 consistano in una dissoluzione delle tenebre spiritualiste e in una vittoriosa avanzata dei radiosi lumi della Ragione, in nome della religione del Progresso.<\/p>\n<p>Pertanto, pu\u00f2 succedere che uno studente si diplomi o si laurei con il massimo dei voti in quella materia chiamata &quot;filosofia&quot;, ma non sappia nemmeno dove stia di casa l&#8217;autentico esercizio del pensiero; e creda che ripetere i clich\u00e9 trasmessi dagli autori dei libri di testo e dagli insegnanti, ispirati all&#8217;antropocentrismo e all&#8217;etnocentrismo pi\u00f9 rigorosi, alla pi\u00f9 totale ignoranza riduzionista, alla pi\u00f9 smaccata insensibilit\u00e0 verso le altre culture, verso gli altri esseri viventi, sia tutto quanto occorra per capire cosa sia la realt\u00e0; e, pi\u00f9 in generale, e pi\u00f9 grave di tutto il resto, creda che si dia una verit\u00e0 certa e incontrovertibile, attingibile mediante i cosiddetti maestri del pensiero, o &#8211; il che sembra l&#8217;opposto, ma \u00e8 praticamente la stessa cosa -, che non esista, n\u00e9 mai sia esistita, alcuna verit\u00e0, e che tutto sia relativo, dunque che tutto si possa decidere a parole, come affermavano gli antichi sofisti.<\/p>\n<p>All&#8217;origine di tale fraintendimento vi \u00e8 un difetto non del conoscere e nemmeno del volere, ma dell&#8217;essere: un difetto di pigrizia, intellettuale e morale, a causa del quale si pensa che la verit\u00e0 o non esista, o sia in vendita sugli scaffali di qualche supermercato culturale; mentre \u00e8 vero, al contrario, che essa \u00e8 perseguibile solamente a partire dalla propria personale ansia di sapere, e non \u00e8 riconoscibile se non a coronamento di un quotidiano, faticoso e tuttavia esaltante cammino di consapevolezza, in cui le formule pronto uso e le belle frasette preconfezionate non servono a nulla, perch\u00e9 ogni centimetro di cammino va conquistato con le proprie forze, cadendo e rialzandosi, inciampando e rimettendosi in piedi, senza altra guida che quella, silenziosa ma insostituibile, del Maestro interiore.<\/p>\n<p>Quello che bisogna capire, prima ancora di intraprendere il cammino, \u00e8 l&#8217;importanza del silenzio, della contemplazione, della meditazione; l&#8217;importanza di lasciar cadere il proprio narcisismo intellettuale, la propria superficiale impazienza, la propria pretesa di un pensare finalizzato all&#8217;agire compulsivo, utilitarista, mercificante; la necessit\u00e0 di spogliarsi del proprio ego e di lasciarsi investire da una luce che non viene dall&#8217;io, ma dall&#8217;Essere di cui siamo parte.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non basta liberarsi dal conformismo e dalla smania predicatoria, da cui pure sono afflitte molte persone e soprattutto molti studenti e insegnanti che bazzicano con la storia della filosofia; dall&#8217;illusione, cio\u00e8, che basti far propria qualche formula di &quot;verit\u00e0&quot; e poi farsene volonterosi apostoli, cercando di convertire il mondo a quella salvifica verit\u00e0 che magari, fino al giorno prima, ignoravano del tutto: perch\u00e9 questo \u00e8 solo il preambolo alla ricerca vera e propria, \u00e8 solo la &quot;pars destruens&quot;: uno sgomberare il terreno dai detriti e dalle erbacce, non certo un seminare e tanto meno un raccogliere.<\/p>\n<p>E non basta nemmeno mettersi alla ricerca della verit\u00e0 e approdare da qualche parte, come che sia, per dire di essersi avvicinati anche solo di poco al riconoscimento del reale: se cos\u00ec fosse, esisterebbero tante verit\u00e0 soggettive, quanti sono gli esseri umani; e il mondo non sarebbe altro che un manicomio, in cui ciascuno parla una lingua diversa da quella degli altri, e grida ai quattro venti la propria pretesa verit\u00e0, cercando inutilmente di farsi udire nel frastuono generale.<\/p>\n<p>Come sapevano i saggi dell&#8217;Oriente (e si noti che in Oriente in esiste nemmeno la parola &quot;filosofia&quot;, anche se la speculazione di uno Shankara o di un Patanjali, per esempio, \u00e8 quanto di pi\u00f9 eccelso sia stato mai raggiunto da mente umana), l&#8217;esercizio del pensiero \u00e8 solo una parte della ricerca della verit\u00e0: ma se tale ricerca non coinvolge tutto l&#8217;essere di colui che cerca, se non implica una rinuncia al &quot;piccolo io&quot; ed un abbandono totale all&#8217;Assoluto, non \u00e8 sufficiente, non \u00e8 fruttifera, non consente di uscire dalla prigione della falsa credenza.<\/p>\n<p>Silenzio, dunque; silenzio e solitudine: ma non un silenzio e una solitudine fine a se stessi, bens\u00ec finalizzati all&#8217;ascolto, al disvelamento, all&#8217;illuminazione. Fare filosofia significa cercare il silenzio e la solitudine: non necessariamente in senso fisico, perch\u00e9 il filosofo non \u00e8 necessariamente un frate trappista (anche se un frate trappista \u00e8, quasi sempre, un filosofo); e fare di essi un trampolino per tuffarsi nell&#8217;oceano dell&#8217;Essere, dove le voci del mondo e il disordinato agitarsi della folla non sono che un&#8217;eco lontana e insignificante.<\/p>\n<p>Chi non sa rimanere in silenzio, chi non sa rimanere solo con se stesso, non ha la stoffa per filosofare; potr\u00e0 essere una eccellente persona e, in molti campi, anche un ottimo studioso: ma non sar\u00e0 mai un vero filosofo, perch\u00e9 fare filosofia corrisponde a un tipo di ricerca che richiede silenzio e solitudine, quali condizioni preliminari e indispensabili. Non si studia il cielo stellato se non di notte e non si pratica l&#8217;atletica o la danza, se non si possiede un corpo bene allenato; allo stesso modo, non si pu\u00f2 fare in alcun modo filosofia, se non si \u00e8 capaci di raccogliersi in silenzio e in solitudine.<\/p>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 un altro luogo comune da sfatare, anche se il discorso, oggi, non piace: la filosofia non \u00e8 per tutti, non \u00e8 un piatto che possa essere preparato e gustato da chiunque. In tempi di democraticismo populista, e in tempi di scolarizzazione di massa, si tende a dare per scontato che la filosofia sia alla portata di tutti: invece questo non \u00e8 affatto vero. La filosofia \u00e8 un ambito di ricerca estremamente esigente ed estremamente selettivo; molto pi\u00f9 che la matematica, la fisica o la chimica, molto pi\u00f9 che le scienze naturali.<\/p>\n<p>La cosa, generalmente, passa inosservata grazie alla irrisoria facilit\u00e0 con cui gli studenti raggiungono almeno la sufficienza nello studio di questa materia nei licei, o con cui si laureano all&#8217;universit\u00e0: ma, lo ripetiamo, la materia scolastica denominata &quot;filosofia&quot; non ha niente a che vedere con la vera ricerca filosofica, che \u00e8 sempre un percorso personale. Non solo: \u00e8 anche un percorso in cui \u00e8 necessaria una costante capacit\u00e0 di auto-valutazione.<\/p>\n<p>Nelle altre scienze, \u00e8 l&#8217;istituzione scolastica a valutare il grado di padronanza della disciplina; nella filosofia, invece, non vi \u00e8 nessuna istituzione esterna che possa dare o togliere la patente di &quot;filosofo&quot; e, quando ci\u00f2 avviene, non \u00e8 detto che tale patente venga data o tolta in maniera appropriata. Quanti falsi filosofi vengono insegnati a scuola e nelle universit\u00e0, con sussiego e quasi con venerazione; e quanti veri filosofi vengono bellamente ignorati, passati sotto silenzio, cancellati o, peggio, sminuiti e liquidati con poche, sprezzanti parole che rivelano una totale, preconcetta incomprensione.<\/p>\n<p>\u00c8 triste pensare, ad esempio, a quanto spazio si conceda a Freud come se fosse un vero filosofo, o ad Anna Freud come se fosse stata una grande pedagogista, mentre quasi tutti i nostri studenti non hanno mai sentito nominare un colosso del pensiero (anche del pensiero matematico, oltre che di quello filosofico) come Pavel Aleksandrovi\u010d Florenskij.<\/p>\n<p>Ma tant&#8217;\u00e8, anche di questi paradossi vive la &quot;storia della filosofia&quot;: ne prendiamo atto, e passiamo oltre; del resto, lo ripetiamo, il vero filosofare \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa, una cosa che questi pappagalli ammaestrati, i quali son usi ripetere imperterriti, come dei mantra, sempre le stesse banalit\u00e0 scolastiche, non sanno neppure dove stia di casa.<\/p>\n<p>Sapersi auto-valutare, peraltro, non \u00e8 finalizzato ad alcun riconoscimento esterno e non ha alcuna ricaduta pratica: \u00e8 un fatto interiore, ma non arbitrario, che scaturisce dal confronto quotidiano con l&#8217;esperienza della realt\u00e0. Si trova sulla strada giusta colui che riesce ad accordare sempre pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 felicemente il proprio sentire, il proprio pensare, il proprio agire, in armonia con se stesso e con il mondo (anche quando sia in disaccordo con taluni aspetti della realt\u00e0); su una strada sbagliata, colui che non vi riesce, anzi che se ne allontana.<\/p>\n<p>Pertanto, una persona pu\u00f2 mettere in cornice la propria laurea in filosofia e gloriarsene con tutti quelli che vengono a casa sua, ma essere un perfetto analfabeta filosofico; mentre, all&#8217;opposto, pu\u00f2 non possedere alcuna laurea, n\u00e9 aver fatto alcuno studio regolare, colui che si \u00e8 messo sulla strada della vera ricerca filosofica, in silenzio e solitudine, con umilt\u00e0, ma anche con decisione; con la coscienza dei propri limiti, ma anche con la fierezza di chi non teme veglie e sacrifici, pur di avvicinarsi alla meta.<\/p>\n<p>La meta, del resto, \u00e8 la ricerca stessa; non esiste una meta, intesa come luogo del riposo e del compiacimento; la verit\u00e0 \u00e8 sempre lungo la strada, \u00e8 sempre sotto una tenda, \u00e8 sempre in movimento: o, per dir meglio, lo \u00e8 sempre quella porzione della verit\u00e0 che \u00e8 accessibile all&#8217;essere umano. Il quale, se non deve disperare di poter giungere a vederla, dopo tante fatiche, almeno da lontano e sia pure imperfettamente, non deve nemmeno pensare di poterla possedere interamente, una volta per tutte, mettendosela in tasca e tirandola fuori ogni volta che ritenga di avere la necessit\u00e0 di consultarla, come se fosse una mappa o una bussola.<\/p>\n<p>L&#8217;esercizio della filosofia, del resto, \u00e8 solo una delle strade che conducono alla verit\u00e0: \u00e8 una strada importante, una delle pi\u00f9 appassionanti, ma non \u00e8 l&#8217;unica.<\/p>\n<p>Un saggio contadino, come il vecchio di Corico descritto da Virgilio nelle \u00abGeorgiche\u00bb, che strappa a un terreno ingrato e sassoso qualche metro di superficie per farne uno splendido orto, che \u00e8 anche un variopinto giardino, e che nella gioia semplice del contatto quotidiano con la terra trova la pace dai turbamenti dell&#8217;animo e la saggezza del vivere in sintonia con la natura, \u00e8 filosofo quanto e pi\u00f9 di un Fichte o di un Hegel, con tutto il loro sapere cerebrale e con tutte le loro astruse e pretenziose fumisterie intellettualistiche.<\/p>\n<p>Esistono una filosofia teorica ed una filosofia pratica: entrambe hanno una loro dignit\u00e0 e un loro valore; la situazione ideale \u00e8 quella in cui l&#8217;una si riflette nell&#8217;altra, e l&#8217;anima, che \u00e8 una totalit\u00e0, si appaga, nei limiti di quanto umanamente possibile, tanto sul piano speculativo, quanto su quello della vita d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Ma il vero appagamento non \u00e8 cosa di questo mondo, tranne che in alcuni brevi, felici, intensissimi momenti di piena consapevolezza e di radiosa illuminazione; momenti nei quali si percepisce, con una chiarezza che nessun ragionamento astratto potr\u00e0 mai fornire e nessuna parola scritta potrebbe mai descrivere, la profonda, armoniosa unit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p>Per l&#8217;ordinario, la via filosofica \u00e8 cammino, ricerca, tensione verso l&#8217;Assoluto: ricerca che giustifica la perseveranza e tensione che sorregge la volont\u00e0, in presenza dei pi\u00f9 ardui ostacoli e dei passaggi pi\u00f9 scabrosi; in breve, la via filosofica \u00e8 la via del nomade per eccellenza, di colui che anela alla patria divina, pur amando la propria patria terrena.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 anche confronto con l&#8217;altro, disponibilit\u00e0 al dialogo, apertura della coscienza alla variet\u00e0 delle situazioni esistenziali: ovunque il ricercatore filosofico riesce a scorgere finestre aperte e immensi orizzonti dischiusi, fosse pure incatenato nel carcere pi\u00f9 profondo &#8211; che pu\u00f2 essere quello della malattia, del disagio, della sofferenza. E sempre, sempre, essa \u00e8 anche la via della speranza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esercizio della filosofia non \u00e8 arzigogolare su quanto hanno detto i filosofi del passato, n\u00e9 dissertare su quanti capelli aveva in testa Nietzsche o su quanti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[141,148,194],"class_list":["post-24269","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-filosofia","tag-friedrich-nietzsche","tag-martin-heidegger"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}