{"id":24266,"date":"2021-12-26T03:09:00","date_gmt":"2021-12-26T03:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/26\/cosa-pensavano-e-pensano-gli-ebrei-di-gesu-cristo\/"},"modified":"2021-12-26T03:09:00","modified_gmt":"2021-12-26T03:09:00","slug":"cosa-pensavano-e-pensano-gli-ebrei-di-gesu-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/26\/cosa-pensavano-e-pensano-gli-ebrei-di-gesu-cristo\/","title":{"rendered":"Cosa pensavano e pensano gli ebrei di Ges\u00f9 Cristo"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa pensavano gli ebrei di Ges\u00f9 Cristo, negli anni immediatamente successivi alla sua vita terrena? E che cosa ne pensano ancora oggi, a duemila anni di distanza? Prima di rispondere a queste domande, vogliamo qui precisare, con estrema chiarezza, che non adoperiamo la parola &quot;ebreo&quot; nel senso di membro del popolo d&#8217;Israele, bens\u00ec esclusivamente nel significato religioso, ossia come seguace della religione ebraica. Pi\u00f9 precisamente ancora: non un qualsiasi seguace della religione ebraica, magari poco praticante e intimamente agnostico, come oggi ve ne sono tanti, un po&#8217; fra tutti gli appartenenti nominali alle varie religioni; ma un seguace osservante e rigoroso, cio\u00e8 che prenda molto sul serio non solo il corpus tradizionale di quella dottrina, la <em>Torah<\/em> (che coincide con il Pentateuco dei cristiani), ma anche con la <em>Torah<\/em> orale, che nel corso dei secoli \u00e8 confluita nel <em>Talmud<\/em> ed \u00e8 stata fissata per iscritto.<\/p>\n<p>La risposta si trova non solo nei testi cristiani del Nuovo Testamento, i <em>Vangeli<\/em>, gli <em>Atti degli Apostoli,<\/em> le <em>Letter<\/em>e paoline e le altre <em>Lettere cattoliche<\/em> (di Pietro, di Giacomo, di Giovanni, di Giuda), ma anche nei libri dello storico ebreo Giuseppe Flavio, autore della famosa <em>Guerra giudaica<\/em> e delle <em>Antichit\u00e0 giudaiche<\/em>, che sono le fonti principali per la conoscenza di quel periodo della stria d&#8217;Israele, nonch\u00e9 nello stesso <em>Talmud<\/em>, il quale, essendo stato codificato per iscritto, conserva in maniera definitiva l&#8217;insegnamento tramandato oralmente dai rabbini, e nel quale trova posto anche la risposta alle nostre domande. Beninteso bisogna andare a leggerselo direttamente e non contentarsi di ci\u00f2 che dicono praticamente tutte le storie dell&#8217;ebraismo, nelle quali il contenuto del <em>Talmud<\/em>, per ci\u00f2 che riguarda i giudizi su Ges\u00f9 Cristo e sui cristiani, vengono pudicamente passati sotto silenzio, in nome del &quot;dialogo&quot; e della &quot;buona volont\u00e0&quot; (a senso unico) ma con poco o nessun rispetto della verit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>Al <em>Talmud<\/em> bisogna poi aggiungere il <em>Toledoth Yesu<\/em>, una raccolta di testi violentemente anticristici e anticristiani, nei quali la figura di Ges\u00f9 viene diffamata nel modo pi\u00f9 oltraggioso; racconti che sono stati messi per iscritto nel corso del Medioevo, ma la cui tradizione orale sembra essere molto antica, pare del II secolo d.C. Essi non fanno parte ovviamente del bagaglio delle scritture canoniche, tuttavia, essendo di argomento religioso, sia pur ferocemente polemico, sono presi sul serio da quegli ebrei che tendono ad accogliere con devoto rispetto tutto ci\u00f2 che viene dalla loro tradizione religiosa.<\/p>\n<p>Nel <em>Toledoth Yesu<\/em> non soltanto si lega la divinit\u00e0 di Cristo e la sua nascita verginale da Maria, ma si afferma che Egli \u00e8 nato da una relazione adulterina di Maria con Giovanni Pantera, nascita doppiamente impura perch\u00e9 il Bambino fu concepito quando sua madre era mestruata; e naturalmente che mor\u00ec (non sulla croce, ma impiccato, oppure, secondo un altro racconto, di morte naturale) e non risorse affatto, ma il suo cadavere venne nascosto dal giardiniere e i suoi discepoli inventarono la favola della Resurrezione per nascondere la sua morte ignominiosa e il fallimento di tutte le sue affermazioni di essere l&#8217;atteso Messia. Quando il contenuto di questo libro trapel\u00f2 all&#8217;esterno, fra i non ebrei, suscit\u00f2 un immenso scalpore e alcune forti reazioni da parte dei cristiani. La bolla <em>Cum sicut nuper<\/em> di papa Giulio III del 1554 ordin\u00f2 che i libri ebraici blasfemi dovessero venire confiscati e bruciati, ma che le altre scritture ebraiche dovevano essere rispettate, e lasciati in pace i loro possessori.<\/p>\n<p>Ecco la traduzione dal latino del testo (da: <em>Bullarium Romanum<\/em>, Torino, 1860, VI, pp. 482-483):<\/p>\n<p><em>&#8230; Disponiamo ed ordiniamo che a tutte le universit\u00e0 degli ebrei, che si trovassero nella vostra giurisdizione, cominciate ed ordiniate da parte nostra che, passati quattro mesi dal giorno di questa intimazione e notifica, tanto nelle loro sinagoghe e nelle loro case pubbliche o private, quanto in ogni altro luogo, verr\u00e0 fatta diligente ricerca di tutti e singoli i libri nei quali il nome del nostro Salvatore Ges\u00f9 &#8212; da essi reso con Jesevi Anozri &#8212; venisse nominato in modo blasfemo o comunque senza rispetto; e che quanti saranno trovati in possesso di siffatti libri saranno senza piet\u00e0 puniti con le dovute pene, cos\u00ec pecuniarie (sino alla confisca dei beni) come &#8212; se la loro contumacia, o il genere di delitto, lo richieder\u00e0 &#8212; corporali, non esclusa quella capitale, ed altre, con le quali vengono puniti quelli che apostatano dalla fede cristiana. E tuttavia, anche dopo i detti quattro mesi, voi, oppure altri che voi deputerete a questo scopo, cercherete ed esaminerete diligentemente detti libri, o li farete ricercare ed esaminare, e senz&#8217;altro punirete quanti sorprenderete detentori di detti libri, con le pene che spettano ai suddetti apostati.<\/em><\/p>\n<p>Quanto a Giuseppe Flavio, \u00e8 noto che egli fa una citazione di Ges\u00f9 Cristo nel <em>Testimonium Flavianum<\/em> che \u00e8 contenuto nel libro XVIII delle <em>Antichit\u00e0 giudaiche<\/em>, e che tuttavia alcuni filologi hanno a lungo considerato come frutto di un&#8217;interpolazione dei copisti successivi; un ulteriore riferimento si trova poi anche nel libro XX. Va notato che oggi la maggior parte degli studiosi tende a restituire a Giuseppe Flavio la paternit\u00e0 del cosiddetto <em>Testimionium Flavianum<\/em>, escludendo che si tratti di una pura e semplice invenzione degli amanuensi cristiani delle epoche successive. Resta aperto il dibattito su quale fosse il tenore complessivo della citazione, se favorevole a Ges\u00f9, come appare dal testo tradizionale, o sfavorevole; e bisogna dire che la seconda ipotesi, ossia che lo storico ebreo formuli un apprezzamento totalmente negativo sulla figura e l&#8217;opera di Ges\u00f9 Cristo, considerato come un falso Messia e un mestatore, appare quasi a tutti come decisamente pi\u00f9 verosimile e in linea con i sentimenti costantemente manifestati dall&#8217;autore. E se \u00e8 vero che questi si rese inviso ai suoi compatrioti per il suo atteggiamento incondizionatamente filo-romano, \u00e8 altrettanto vero che quanto al giudizio su uomini e cose, Roma a parte, Giuseppe Flavio appare un tipico ebreo del suo tempo, portavoce del comune sentire del suo popolo in tutte le questioni, specialmente quelle di carattere religioso.<\/p>\n<p>Citiamo adesso una pagina dal libro di Pier Luigi Baima Bollone <em>Sepoltura del Messia e sudario di Oviedo<\/em> (Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1997, pp. 95-97):<\/p>\n<p><em>Nelle &quot;Antichit\u00e0 giudaiche&quot; si trova un altro passo, noto come &quot;Testimonium Flavianum&quot;, del quale oggi \u00e8 perlopi\u00f9 riconosciuta l&#8217;autenticit\u00e0 di base. La versione pi\u00f9 contenuta, verrebbe fatto di dire la versione minima, \u00e8 quella riportata nella &quot;Storia universale&quot; di Agapio, vescovo melchita di Geropoli di Siria nel X secolo:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIn quel tempo ci fu un uomo saggio chiamato Ges\u00f9 la cui condotta era buona; le sue virt\u00f9 erano universalmente riconosciute. Molti ebrei e stranieri divennero suoi discepoli. Pilato lo condann\u00f2 alla morte mediante crocifissione, ma coloro che erano diventati suoi discepoli predicarono la sua dottrina: raccontano che egli apparve loro vivo tre giorni dopo il supplizio. Forse era quel Messia su cui i profeti avevamo detto meraviglie.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 il testo come viene oggi proposto:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCirca a quel tempo apparve Ges\u00f9, un uomo saggio (se davvero si pu\u00f2 chiamarlo uomo); infatti egli era uno che faceva opere prodigiose, un maestro di uomini che accoglievano la verit\u00e0 con gioia, ed egli condusse con s\u00e9 molti ebrei, e anche molti della popolazione greca. (Questo era il Cristo). E quando Pilato gli ebbe inflitto la punizione della croce, in base alle accuse dei nostri capi, quelli che lo avevano amato per primi non desistettero; (infatti egli appare loro il terzo giorno, nuovamente in vita, avendo i Profeti di Dio raccontato di lui questi e altri innumerevoli prodigi). E fino ad oggi la stirpe dei Cristiani, cos\u00ec chiamati da lui, non si \u00e8 estinta.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Il testo non era cos\u00ec nell&#8217;originale. Infatti il filosofo cristiano Origene (183-253), scrivendo nell&#8217;anno 250 affermava che Giuseppe non credeva che il nostro Ges\u00f9 fosse il Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Certamente per\u00f2 il &quot;Testimonum Flavianum&quot; risale almeno al IV secolo, giacch\u00e9 lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea (265-340) pochi anno dopo Origene lo cita per esteso esattamente come lo conosciamo oggi, dopo aver rilevato che Giuseppe \u00abfa menzione anche del nostro Salvatore in questo modo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;argomento di Origene consente un&#8217;utile osservazione: il brano di Giuseppe presupporrebbe che l&#8217;autore sia stato cristiano, ci\u00f2 che certamente non fu. Inoltre l&#8217;argomento della collocazione . Infatti il racconto di Ges\u00f9 segue il resoconto di sventure che colpirono gli Ebrei al tempo in cui era governatore Ponzio Pilato. Nelle pagine successive Giuseppe riporta le angherie sofferte nello stesso periodo dagli Ebrei a Roma, riferendo l&#8217;episodio di una matrona romana sedotta grazie alla complicit\u00e0 dei sacerdoti del tempio di Iside. \u00c8 chiaro che nell&#8217;intervallo non potrebbe trovar luogo un passo di esaltazione religiosa<\/em><\/p>\n<p><em>Con tutto ci\u00f2 l&#8217;ipotesi che Giuseppe non abbia scritto di Ges\u00f9 non \u00e8 ragionevole, se non altro perch\u00e9 &#8212; come abbiamo visto &#8212; narra le vicende di quasi tutte le personalit\u00e0 che influirono sulla vita ebraica di quel periodo, cosicch\u00e9 il silenzio su Cristo non sarebbe plausibile, e infine perch\u00e9 il cristianesimo, come abbiamo visto negli scrittori latini, era ben conosciuto in Roma.<\/em><\/p>\n<p><em>Il teso riportato in precedenza, purgati delle parti scritte in parentesi, potrebbe essere accettabile. Tuttavia ci \u00e8 una considerazione che induce a ritenere che la situazione possa essere ben diversa. Dalle parole di Origene pare comprendere che Giuseppe neghi totalmente il carattere messianico di Ges\u00f9. Eppure noi sappiamo che Giuseppe rifer\u00ec a Vespasiano la profezia giudaica dell&#8217;arrivo di un dominatore del mondo della Palestina. Egli intese, in sostanza, in senso politico una profezia religiosa, e pertanto non pu\u00f2 averla trascritta nel corso di una narrazione di eventi storici.<\/em><\/p>\n<p><em>Questi rilievi rendono accettabile la ricostruzione del testo base formulata da Eisler, che risulta la seguente:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abOra, in quel tempo giunse (occasione per nuovi disordini) un certo Ges\u00f9, uno stregone di un uomo, se infatti pu\u00f2 essere definito un uomo, il quale era il pi\u00f9 mostruoso di tutti gli uomini, che i suoi discepoli chiamavamo Figlio di Dio, per aver fatto tali meraviglie che nessun altro uomo aveva mai fatti&#8230; era, infatti, un maestro di trucchi stupefacenti per uomini tali che accettavano la vita normale con gioia. E sedusse molti Giudei e anche molti della nazione greca e era ritenuto da loro il Messia. E quando, in base alle accuse degli uomini principali fra di noi, Pilato lo aveva condannato alla croce, ancora coloro che prima lo avevano ammirato, non cessarono di delirare. Perch\u00e9 sembrava loro, essendo stato morto per tre giorni, era apparso loro vivo, come i Profeti, ispirati da Dio, avevano predetto &#8212; queste e diecimila altre cose meravigliose su di lui. E anche ora la razza di coloro che sono detti &quot;messianisti&quot; da lui, non \u00e8 estinta\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>I testi rabbinici del IV-V secolo contengono alcuni riferimenti, tutti ad intento palesemente denigratorio, a Ges\u00f9 che pratica la magia, allontana il popolo dalla dottrina e viene crocifisso alla vigilia di Pasqua. Nelle 15.000 pagine del Talmud si riferiscono a Ges\u00f9 una quindicina di passi diversi. I due pi\u00f9 importanti si trovano nel Talmud di Babilonia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGes\u00f9 fu appeso alla vigilia della Pasqua (Ebraica). Nei quaranta giorni precedenti usc\u00ec un banditore e grid\u00f2: &quot;Si \u00e8 omesso di lapidarlo, perch\u00e9 pratic\u00f2 (la) magia e travi\u00f2 Israele e la attrasse nell&#8217;apostasia. Chiunque abbia qualcosa da dire in sua difesa, lasciatelo venire e dichiararlo.&quot;Poich\u00e9 nulla fu messo in luce in sua difesa, egli fu appeso alla vigilia di Pasqua (Sanhedrin 43a).\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abRabbi Giosu\u00e8 stava raccontando lo Shema quando Ges\u00f9 gli venne davanti. Egli intese riceverlo e gli fece un segno. Egli [Ges\u00f9 pens\u00f2] che ci\u00f2 fosse per respingerlo, gli diede in testa un mattone e lo ador\u00f2. &quot;Ravvediti&quot;, disse Rabbi Giosu\u00e8 a Ges\u00f9\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abIo ho imparato questo da te: colui che pecca e spinge altri a peccare non ha compreso il significato del pentimento\u00bb. E un Rabbi ha detto: \u00abGes\u00f9 il Nazareno pratic\u00f2 la magia e travi\u00f2 Israele\u00bb (B.T.B. Sanhedrin 107b).<\/em><\/p>\n<p><em>Un gran numero di riferimenti si trovano nei &quot;Toledoth Yesou&quot;, raccolta di leggende ebraiche conosciuta in una versione del X secolo. Si tratta pertanto di uno scritto tropo tardo e polemico per potergli riconoscere la minima attendibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Riassumendo. Giuseppe Flavio, il cui pensiero \u00e8 in linea con quello della maggior parte degli ebrei suoi contemporanei (eccezion fatta per la questione del rapporto politico di Israele con l&#8217;Impero romano), non ignora l&#8217;esistenza storica di Ges\u00f9 Cristo, ma lo ricorda in un breve asso delle <em>Antichit\u00e0 giudaiche<\/em>, descrivendolo tuttavia sotto una luce fortemente negativa, presentandolo come uno stregone, un mago, un impostore e un ciarlatano che ha tentato di fuorviare il suo popolo e che ha pagato con una morte pubblica e vergognosa il fio delle sue colpe, anche se i suoi seguaci non si sono dati per vinti e continuano a propalare falsi racconti su di lui, sulla sua vita e la sua resurrezione dai morti, facendo credere che fosse proprio lui il Messia atteso con tanto desiderio dal popolo ebreo. Quel che pensavano le autorit\u00e0 ebraiche, e in particolare il Sinedrio, risulta dalle persecuzioni sanguinose che colpirono santo Stefano, lapidato dalla folla; san Giacomo detto il Maggiore, messo a morte per ordine di Erode Antipa; san Giacomo il Minore, uno dei dodici Apostoli, martirizzato verso il 62 d.C.; mentre il Sinedrio tent\u00f2 di far assassinare san Paolo durante la detenzione ad opera dei Romani.<\/p>\n<p>Quanto ai secoli successivi, il <em>Talmud<\/em> e il <em>Toledoth Yesu<\/em> offrono materiali pi\u00f9 che sufficienti a capire cosa pensassero di Ges\u00f9 e dei cristiani gli ebrei devoti e osservanti. Di certo non vi \u00e8 mai stato, non diciamo un accenno di autocritica per quel che riguarda l&#8217;atteggiamento nei confronti di Ges\u00f9, ma neppure per le innumerevoli irregolarit\u00e0 che hanno caratterizzato il processo religioso celebrato davanti a Caifa (chi si \u00e8 preso la briga di studiarle tutte alla luce della legge mosaica ne ha contate svariate decine) e dunque per l&#8217;evidente malafede di quanti vollero fermissimamente la Sua morte, e pretesero perfino che Pilato lo condannasse senza neppure interrogarlo, sulla base della loro sola parola (cfr. <em>Gv<\/em> 18,30). Non si pretende certo che vi sia, da parte ebraica, il riconoscimento della Sua divinit\u00e0, e neppure della Sua natura messianica; ma che il Sinedrio sia stato ingiusto verso di lui e abbia agito in maniera illegale, questo, almeno in via dubitativa, qualche autorit\u00e0 ebraica, qualche rabbino, avrebbe potuto riconoscerlo, se fosse vero che anche da parte loro vi \u00e8 una sincera volont\u00e0 di dialogo e di superamento delle passate incomprensioni. Invece quel che si vede \u00e8 una auto-mortificazione a senso unico della Chiesa: che inizia con la <em>Nostra aetate<\/em> e prosegue con l&#8217;assurda e blasfema affermazione, da parte dei papi post-conciliari, che i <em>fratelli maggiori<\/em> (espressione gi\u00e0 di per s\u00e9 ingannevole e fuorviante) non hanno alcuna ragione per convertirsi a Ges\u00f9 Cristo, poich\u00e9 L&#8217;Alleanza con Dio \u00e8 sempre valida e Dio non si rimangia le Sue promesse. Ma allora l&#8217;Antica Alleanza e la Nuova sono esattamente la stessa identica cosa? Ai fedeli cattolici, per quasi due millenni, la Chiesa ha insegnato un&#8217;altra cosa: che la Nuova Alleanza ingloba e oltrepassa l&#8217;Antica; che la invera, ma al tempo stesso la supera e la perfeziona. In altre parole, che se si \u00e8 fautori della crocefissione di Ges\u00f9 Cristo, ritenendolo un bestemmiatore e un malvagio stregone, non si pu\u00f2 anche essere eredi della Promessa divina e sedere alla stessa tavola dei cristiani. Questo \u00e8 un assurdo sul piano logico, oltre che su quello dottrinale, storico e morale. Come pu\u00f2 non vederlo chiunque sia in buona fede?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa pensavano gli ebrei di Ges\u00f9 Cristo, negli anni immediatamente successivi alla sua vita terrena? 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