{"id":24258,"date":"2020-04-09T12:10:00","date_gmt":"2020-04-09T12:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/09\/cosa-fa-la-grandezza-e-la-decadenza-di-una-societa\/"},"modified":"2020-04-09T12:10:00","modified_gmt":"2020-04-09T12:10:00","slug":"cosa-fa-la-grandezza-e-la-decadenza-di-una-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/09\/cosa-fa-la-grandezza-e-la-decadenza-di-una-societa\/","title":{"rendered":"Cosa fa la grandezza e la decadenza di una societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 che rende grande una societ\u00e0, e cosa invece ne provoca la decadenza? Qual \u00e8 il fattore che permette ad alcune societ\u00e0 umana d&#8217;innalzarsi al disopra del loro modi di vita precedenti, al disopra dei modi di vita delle societ\u00e0 contemporanee, e di spiccare come un diamante in mezzo ad esse, come una pietra rara fra le pietre ordinarie? La domanda \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 politicamente scorretta, perch\u00e9 presuppone che le societ\u00e0 umane non siano tutte equivalenti; mentre non si dovrebbe neanche immaginare che ci siano delle societ\u00e0 superiori ad altre, migliori di altre. In nome del relativismo, dell&#8217;egualitarismo e del buonismo imposti dal Pensiero Unico, ci si inibisce qualsiasi confronto, si censura in anticipo qualunque parallelismo: le societ\u00e0, come le culture e le religioni, sono tutte buone e belle; meritano tute lo stesso apprezzamento e lo stesso rispetto. Proibito anche solo accennare che, forse, una societ\u00e0 di antropofagi non \u00e8 precisamente la stessa cosa di una che alimenta le pi\u00f9 alte forme dell&#8217;arte, della scienza e del pensiero; che uccidere il nemici, tagliar loro la testa e poi succhiarne il cervello, come si succhia una coppa gelato, non \u00e8 una pratica che abbia pari dignit\u00e0 intrinseca a quella di comporre musiche religiose o inni di lode e ringraziamento al Creatore. Antropologi, psicologi, storici, perfino teologi insorgeranno tutti assieme per redarguirci e per ricordare a tutti, specie a quanti se ne fossero scordati, che ogni societ\u00e0 e ogni atto sociale sono espressioni della vita umana e che se ci mettiamo a stabilire primati e graduatorie, certamente ricadremo in quell&#8217;orribile colpa collettiva che \u00e8 stata il razzismo, responsabile dei crimini pi\u00f9 nefandi della storia. Comunque, non lasciamoci bloccare o ricattare da queste sciocche obiezioni e proviamo a dare una risposta alla domanda che ci eravamo posta; sappiamo infatti che una cosa \u00e8 il giudizio storico e un&#8217;altra, ben diversa, il giudizio morale: e se abbiamo il dovere di non disprezzare alcun popolo e alcuna societ\u00e0, perch\u00e9 senza dubbio esistono molte ragioni per cui gli uni hanno costruito le cattedrali, gli altri abitano nelle grotte che contendono agli animali feroci, questo non ci impedisce di esprimere una valutazione che prenda atto delle differenze e non le sminuisca, non le minimizzi per un malinteso democraticismo, ma anzi esalti le creazioni pi\u00f9 alte dell&#8217;umanit\u00e0, sia materiali che spirituali, e valorizzi quanto pi\u00f9 possibile quelle societ\u00e0 che le hanno prodotte o che, quantomeno, le hanno rese attuabili: perch\u00e9 abbiamo un debito verso di esse e non verso le altre, un dovere di riconoscenza verso i nostri antenati che hanno tracciato la via sulla strada delle forme pi\u00f9 nobili e alte dell&#8217;esistenza umana, mente non ne abbiamo alcuno verso quelle che sono rimaste ferme alle forme pi\u00f9 basse di crudelt\u00e0, idolatria e superstizione, o che hanno celebrato come valore supremo la destrezza nel procurarsi teste umane da appendere come trofei sulle porte delle proprie capanne. Ebbene, diciamo subito che a fare la grandezza di una societ\u00e0 \u00e8 la capacit\u00e0 di fondere il fattore spirituale, soprattutto quello religioso, con fattori &quot;materiali&quot; quali la laboriosit\u00e0, la perseveranza, la prudenza, il coraggio, la lungimiranza.<\/p>\n<p>Un buon esempio di una societ\u00e0 &#8211; ma potremmo anche dire di una civilt\u00e0, perch\u00e9 il termine \u00e8 pi\u00f9 comprensivo e appropriato &#8212; la quale ha saputo armonizzare e fondere in se stessa i due aspetti, la ricerca dell&#8217;utile materiale e l&#8217;impegno per il bene comune, compreso quello delle generazioni future, \u00e8 offerto dalle <em>poleis<\/em> della Grecia classica e ancor pi\u00f9, a nostro avviso, perch\u00e9 pi\u00f9 chiara e consapevole era la dimensione spirituale, dai Comuni italiani del Medioevo.<\/p>\n<p>Ci piace riportare a questo proposito una pagina dei notevole storico, oggi alquanto trascurato, Niccol\u00f2 Rodolico (Trapani, 14 marzo 1873-Firenze, 19 novembre 1969), che fu anche un grande medievalista, autore di testi fondamentali come <em>Il popolo minuto a Firenze<\/em>, del 1944, e di manuali scolastici di prim&#8217;ordine per la scuola media superiore, nella quale si mette a fuoco proprio questo concetto (da: N. Rodolico, Sommario storico per i Licei e gli Istituiti Magistrali, Firenze, Felice Le Monnier Editore, 1941, vol. 1, pp. 213-214):<\/p>\n<p><em>LE FORZE MATERIALI E MORALI DEL COMUNE.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Comune \u00e8 creazione di quella gente, che ha dato forze d&#8217;intelligenza, di capitali, di attivit\u00e0 nelle officine e nei mercati: sia borghesia venuta su dal popolo con il lavoro, sia nobilt\u00e0 che alla borghesia si \u00e8 accostata.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Comune italiano vive dunque e prospera soprattutto per la ricchezza del lavoro dei suoi cittadini, ricchezza che \u00e8 incitamento a nuovo lavoro e a maggiore ricchezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Il lavoro fu passione, di cui, certamente, avarizia e ambizione furono stimoli e scopi, ma di cui furono altres\u00ec fiamme purificatrici la visione non del solo angusto orizzonte della propria vita e della propria famiglia, ma quella del lontano avvenire della famiglia e del Comune, il dovere di preparare quell&#8217;avvenire, di fornire mezzi di difesa e di potenza e di esaltare con opere d&#8217;arte il Comune e i suoi Santi patroni. Quando la ricchezza \u00e8 cos\u00ec trasformata, essa acquista un alto valore morale.<\/em><\/p>\n<p><em>Dall&#8217;XI al XIII secolo, nel periodo aureo del Comune, prima che i cittadini costruissero grandiosi palazzi privati (e i mezzi non facevano loro difetto), s&#8217;alzarono il Palazzo del Comune e la cattedrale. Fra il secolo XI e il XII (le date sono significative) in tutti i Comuni sorsero, come d&#8217;incanto, le magnifiche cattedrali al Dio liberatore, invocate dai marinai di Pisa e di Genova nella lotta contro i Mussulmani, al Dio purificatore, invocato dai Patarini di Milano nella lotta contro i feudatari ecclesiastici simoniaci, alla Vergine e al Santo protettore.<\/em><\/p>\n<p>Il fattore materiale, e particolarmente la ricerca del profitto, \u00e8 stato denigrato, disprezzato e demonizzato, per decenni, dalla cultura di sinistra, specie quella di origine marxista, in maniera assolutamente stupida e miope; e lo \u00e8 tuttora, da milioni di persone le quali, cresciute in quella cultura, non sanno vedere al di l\u00e0 del loro paraocchi ideologico &#8212; ma sarebbe pi\u00f9 esatto dire che <em>non vogliono<\/em> &#8211; e seguitano a votare per i partiti di sinistra con perfetta mentalit\u00e0 statalista, certe del loro stipendio o della loro pensione garantiti a fine mese e convinti, press&#8217;a poco, che il denaro si possa raccogliere sui rami degli alberi, come la frutta, e che se non se ne trova, ci\u00f2 si debba solo alla perfidia e all&#8217;egoismo dei ricchi, che lo tengono nascosto e non vogliono dividerlo con alcuno. Si tratta di una classe a tutti gli effetti privilegiata, in quanto il suo tenore di vita non \u00e8 legato agli alti e bassi dell&#8217;economia e non risente, se non in casi estremi, delle normali dinamiche sociali e produttive, neppure del blocco dichiarato dal governo per ragioni sanitarie in questo 2020, che ha messo in ginocchio gran parte di quanti hanno un partita IVA e specialmente quanti lavorano nel turismo e nella ristorazione, i settori trainanti che concorrono al PIL. Chi ne fa parte non teme, in linea di massima, la perdita del posto di lavoro, neppure in caso di gravi negligenze e perfino in caso di infedelt\u00e0 amministrativa; \u00e8 forte del fatto di poter timbrare il cartellino anche in mutande e poi tornare a letto, o farselo timbrare da un collega, e certa che, in caso di contestazioni, trover\u00e0 un giudice pronto a dargli ragione, mentre un dipendente privato, trovandosi nella stessa identica situazione, pu\u00f2 star certo di perdere il posto e di dover anche risarcire i danni causati all&#8217;azienda. In compenso, al suo interno si trovano proprio i pi\u00f9 accesi moralisti e i nemici del profitto: quelli che proclamano essere cosa immorale la ricerca del guadagno e che disprezzano dal profondo del cuore l&#8217;imprenditore o il commerciante che lavorano per costruirsi una casa e per lasciare un&#8217;azienda in attivo e un po&#8217; di capitale ai loro figli e nipoti. O forse dovremmo dire quelli che <em>lavoravano<\/em> in vista di tali obiettivi? Perch\u00e9 la triste realt\u00e0 \u00e8 che la classe dei veri imprenditori \u00e8 quasi scomparsa: distrutta dall&#8217;assurdo fiscalismo dello Stato e, da ultimo, dalla criminale ingerenza della UE, con le sue norme tanto incomprensibili quanto soffocanti e coercitive. I grandi imprenditori hanno spostato i loro capitali in borsa, o magari all&#8217;estero, dove il fisco \u00e8 pi\u00f9 equo; i piccoli, dopo aver resistito per anni, per decenni, quasi senza margini di guadagno, con eroica ostinazione, uno dopo l&#8217;altro hanno dovuto abbassare le saracinesche, abbandonati dallo Stato che li spreme senza piet\u00e0, pignorati dalle banche, distrutti dalla concorrenza delle multinazionali che il governo ha fatto di tutto per favorire, mentre faceva di tutto per distruggere loro. Il simbolo di questa realt\u00e0 \u00e8 nella foto che mostra l&#8217;allora premier Gentiloni stringere la mano al bandito internazionale George Soros, il 3 maggio 2017, nell&#8217;atto di riceverlo come ospite ufficiale: lo stesso Soros che il Mercoled\u00ec Nero del 16 settembre 1992 aveva causato un crollo in borsa del 30% e guadagnato in un colpo 1,1 miliardi di dollari, rapinandoli dalle nostre tasche. D&#8217;altra parte \u00e8 vero, come ci ricorda Niccol\u00f2 Rodolico, che il fattore materiale non \u00e8 tutto e che la ricerca del profitto non pu\u00f2 essere il motore esclusivo della societ\u00e0. \u00c8 necessario che ad esso si affianchi e s&#8217;intrecci il fattore spirituale, specie religioso. Una societ\u00e0 che crede in Dio, che crede nella famiglia e che crede nella patria (le tre componenti della <em>pietas<\/em> dei romani) \u00e8 sana e solida, progetta per il futuro, costruisce per le generazioni che verranno. Le cattedrali medievali sono sorte nella fase pi\u00f9 splendida della civilt\u00e0 comunale perch\u00e9 quei magnati, quei nobili inurbati, quei grandi mercanti e imprenditori e banchieri (banchieri, cio\u00e8 prestatori di denaro, non ancora usurai e speculatori alla Soros) non pensavano solo alla vita terrena, ma anche alla vita eterna; e non si preoccupavano solo di saziare il corpo e gratificare il proprio io, ma avevano anche il pensiero rivolto ai loro figli e ai loro nipoti, secondo la formula ciceroniana: <em>serit arbores, quae alteri saeclo prosint.<\/em> Il male della civilt\u00e0 moderna \u00e8 che essa nasce esclusivamente da motivazioni materiali e, nel corso della sua parabola, sempre pi\u00f9 si \u00e8 indirizzata verso la ricerca del profitto quale fattore propulsivo fondamentale. Ad esso, poi, si \u00e8 unita in misura crescente, e perfino maggiore, la ricerca del piacere: spasmodica, ossessiva, irrefrenabile. Ed eco che si sommano i tre vizi capitali dell&#8217;umanit\u00e0: l&#8217;avarizia, intesa come <em>cupiditas<\/em>, cio\u00e8 come smania di accumulare beni in misura illimitata; la lussuria, come ricerca di piaceri sempre pi\u00f9 elaborati e sempre pi\u00f9 aberranti; e la superbia, espressione dell&#8217;io che si vuol auto-affermare, senza riconoscere niente e nessuno al di l\u00e0 e al di sopra di se stesso, n\u00e9 Dio, n\u00e9 patria, n\u00e9 famiglia. Tutte le societ\u00e0 che entrano in questa prospettiva esistenziale si avviano rapidamente alla decadenza. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 la sola civilt\u00e0 umana che nasce, fin dalle origini, con un tale orizzonte materiale e spirituale: pertanto la sua storia \u00e8 quella di una crescente decadenza, di un abbrutimento e un imbarbarimento sempre pi\u00f9 accentuati, anche se la decadenza \u00e8 stata mascherata dietro le quinte vistose e perfino brillanti della tecnologia e dello stile di vita consumista, che sbandiera una vitalit\u00e0 e una salute del tutto apparenti e artificiali. Vi \u00e8 in essa qualcosa di profondamente sinistro, perfino di macabro, che richiama l&#8217;immagine della banda musicale di un transatlantico di lusso, la quale continua a suonare allegre canzoni, mentre la nave imbarca acqua e, gi\u00e0 inclinata sul fianco, si appresta a scivolare nella sua liquida e oscura tomba sul fondo del mare.<\/p>\n<p>Possiamo fare qualcosa per stornare la mortale minaccia dell&#8217;autodistruzione, verso la quale ci stiamo ormai visibilmente avviando a grandi passi? S\u00ec, certamente; anche se non abbiamo alcuna garanzia che faremo in tempo ad evitare il baratro. Quando si dice: la societ\u00e0 moderna, in realt\u00e0 bisognerebbe specificare di quali soggetti stiamo parlando. La modernit\u00e0 \u00e8 come una malattia, come un tumore: avanza un poco alla volta e si mangia un organo alla volta, una parte dell&#8217;organismo dopo l&#8217;altra. Le prime a esser infettate sono le classi dirigenti: da esse \u00e8 partita la spirale distruttiva; sono loro che, per prime, si son fatte risucchiare l&#8217;anima e l&#8217;hanno barattata in cambio del miraggio di sempre pi\u00f9 benessere, piacere e sicurezza. Le classi inferiori si sono conservate sane pi\u00f9 a lungo. L&#8217;isterismo collettivo che si \u00e8 diffuso quando l&#8217;OMS ha annunciato la pandemia da Coronavirus, ha svelato in particolare questo aspetto: il bisogno irrazionale di una sicurezza che non appartiene alla dimensione terrena. L&#8217;uomo moderno vorrebbe la garanzia di non ammalarsi, di non trovarsi in pericolo, di non morire. Ma questo \u00e8 impossibile, al di l\u00e0 del fatto se davvero il Coronavirus sia quel mortale flagello che i media hanno dipinto, seminando scientemente il terrore in tutte le case. Dal momento in cui la luce, anzi da quando viene concepito, l&#8217;essere umano non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, sicuro di nulla. La mentalit\u00e0 moderna ha creato in lui l&#8217;illusione di aver sempre le cose sotto controllo; ma la verit\u00e0 \u00e8 che niente e nessuno, neppure la tecnologia pi\u00f9 sofisticata, potranno mai garantirlo contro l&#8217;incertezza del suo destino, che \u00e8 ontologicamente legata al suo statuto di creatura. L&#8217;uomo \u00e8 fragile, sia fisicamente che spiritualmente: pu\u00f2 ammalarsi e morire in qualsiasi momento; e pu\u00f2 anche perdere la propria anima e votarsi alla dannazione eterna. Questo sapevano i nostri avi, pur non essendo andati all&#8217;universit\u00e0 e sapendo giusto leggere, scrivere e far di conto quanto basta a lavorare e mantenere la famiglia. Noi l&#8217;abbiamo scordato: questo \u00e8 il nostro peccato. \u00c8 da esso che dobbiamo emendarci, se vorremo costruire una vera societ\u00e0 e non un bivacco di egoisti e mercenari. E per farlo avremo bisogno di due cose: imparare a essere umili e chiedere con fede la grazia divina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 che rende grande una societ\u00e0, e cosa invece ne provoca la decadenza? 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