{"id":24255,"date":"2011-12-09T05:08:00","date_gmt":"2011-12-09T05:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/09\/che-cosa-si-deve-dire-a-un-bambino-che-ha-perso-la-sua-mamma\/"},"modified":"2011-12-09T05:08:00","modified_gmt":"2011-12-09T05:08:00","slug":"che-cosa-si-deve-dire-a-un-bambino-che-ha-perso-la-sua-mamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/09\/che-cosa-si-deve-dire-a-un-bambino-che-ha-perso-la-sua-mamma\/","title":{"rendered":"Che cosa si deve dire a un bambino che ha perso la sua mamma?"},"content":{"rendered":"<p>Come ci si deve comportare, che cosa si deve dire a un bambino di sette, otto anni, che abbia perso per sempre la sua mamma?<\/p>\n<p>Il bambino piccolo, fin verso i quattro o cinque anni, pur essendo in grado di soffrire per una simile perdita, non ne afferra ancora tutta la portata; non ha sviluppato con la madre un rapporto cos\u00ec profondo, e al tempo stesso cos\u00ec consapevole, da rendersi conto pienamente di qual genere di disgrazia l&#8217;abbia colpito; inoltre, in lui le riserve di affettivit\u00e0 e le capacit\u00e0 di recupero spirituale sono ancora intatte, ed egli pu\u00f2 attingervi pienamente, proprio perch\u00e9 inconsapevolmente.<\/p>\n<p>Il ragazzino di dieci, dodici anni, viceversa, si rende conto perfettamente di cosa voglia dire la morte di una persona amata, anzi, della pi\u00f9 amata di tutte; e, senza dubbio, ne soffre intensamente: per\u00f2 incomincia gi\u00e0 a sviluppare gli strumenti per razionalizzarla e, quindi, per farsene una ragione, per quanto lungo e doloroso potr\u00e0 essere il percorso.<\/p>\n<p>In altre parole, il bambino piccolo, in et\u00e0 prescolare, non sa ancora cosa sia la morte; pensa, per esempio, che da essa, e sia pure a determinate condizioni e in speciali circostanze, si possa anche fare ritorno: la sua irreversibilit\u00e0 non gli \u00e8 ancora chiara.<\/p>\n<p>Il bambino ormai grandicello, d&#8217;altro canto, il ragazzino che ha terminato il ciclo delle scuole elementari, ha maturato la consapevolezza di tale irreversibilit\u00e0 e non si fa pi\u00f9 illusioni al riguardo, per\u00f2 dispone ancora di grandissime energie vitali per superare il trauma o, comunque, per reagirvi con successo, specialmente se aiutato e guidato dagli adulti.<\/p>\n<p>La posizione pi\u00f9 delicata, quindi, \u00e8 quella del bambino che \u00e8 abbastanza grande per cominciare a capire che dal paese della morte nessuno fa ritorno, ma ancora troppo piccolo per farsene una ragione e per calare tale consapevolezza nella realt\u00e0 del proprio vissuto, venendo a patti, per cos\u00ec dire, con essa, almeno sul piano emozionale, e attingendo alle proprie risorse interiori per gestire e oltrepassare la terribile ferita ricevuta.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che un ruolo decisivo, nella rielaborazione della morte di una persona cara, e tanto pi\u00f9 se si tratta di un bambino che ha perduto la sua mamma, viene svolto dal mondo degli adulti nel suo complesso: perch\u00e9 essi sono il suo punto di riferimento, il modello a cui guarda ed in cui cerca non solo conforto, ma anche un orientamento spirituale.<\/p>\n<p>Il ruolo giocato dagli adulti, e specialmente dal padre, \u00e8, dunque, doppiamente significativo: sul piano affettivo e sul piano concettuale.<\/p>\n<p>Sul piano emotivo, non \u00e8 cosa indifferente, per il bambino, assistere a manifestazioni di dolore scomposto da parte degli adulti, a pianti incontrollabili, a gesti disordinati di disperazione, perch\u00e9 tutto questo gli far\u00e0 la scoprire che, davanti alla prova, gli adulti non hanno saputo essergli da guida, anzi,\u00a0 non hanno saputo nemmeno essere d&#8217;aiuto a se stessi: cos\u00ec, al suo dolore personale si aggiunger\u00e0 l&#8217;ulteriore trauma di scoprire la propria solitudine davanti al mistero della morte, l&#8217;assoluta impotenza e inadeguatezza degli adulti come modelli positivi.<\/p>\n<p>Sul piano concettuale il discorso \u00e8 ancora pi\u00f9 delicato: si tratta di vedere se le convinzioni degli adulti possano essere o no di conforto e di guida al bambino in un momento cos\u00ec difficile; e, qualora non lo siano, se sia giusto che essi, in nome di un malinteso senso di coerenza e di schiettezza, le lascino trasparire o che, addirittura le proclamino apertamente.<\/p>\n<p>Se le convinzioni degli adulti sono di tipo materialistico e ateo, per esempio, si tratta di vedere se sia giusto che, coerentemente con esse, venga detto al bambino che non rivedr\u00e0 mai pi\u00f9 la sua mamma, non solo in questo mondo, ma neppure nell&#8217;altro; che non c&#8217;\u00e8 un altro mondo, che dopo la morte non c&#8217;\u00e8 nulla; e che, pertanto, sua mamma \u00e8 precipitata nel nulla.<\/p>\n<p>Ebbene, a nostro avviso un simile comportamento nei confronti del bambino non sarebbe n\u00e9 giusto, n\u00e9 umano; e quegli adulti che se ne assumessero la responsabilit\u00e0, non agirebbero positivamente verso di lui, anzi verrebbero meno al codice etico fondamentale dell&#8217;adulto nei confronti del bambino, che deve sempre mettere in primo piano la protezione di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Il danno che potrebbe provocare un adulto, dicendo a un bambino di otto anni che sua mamma \u00e8 scomparsa nel nulla, cos\u00ec come tutti nel nulla finiscono, \u00e8 pressoch\u00e9 incalcolabile; e non crediamo che lo si possa attenuare o magari negare, sostenendo che gli effetti positivi di una tale franchezza si vedranno col tempo, fortificandolo e rendendolo pi\u00f9 maturo.<\/p>\n<p>In primo luogo, non si ha il diritto, con un bambino, di presentargli come verit\u00e0 certa una opinione soggettiva, quando essa comporta un aumento della sua sofferenza presente, perch\u00e9 egli non ha ancora forze bastanti per reggere un peso che perfino molti adulti stenterebbero a sopportare: e questa \u00e8 l&#8217;obiezione centrale.<\/p>\n<p>La seconda obiezione \u00e8 che con il bambino (ma la stessa cosa vale, secondo noi, anche per gli adulti, salvo caso eccezionali), \u00e8 sempre auspicabile un atteggiamento di delicatezza e di protezione, per cui bisogna evitare una franchezza brutale che possa turbarlo inutilmente e in maniera sproporzionata, cos\u00ec come bisogna evitare, sul piano fisico, di sottoporlo a sforzi e fatiche superiori alle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che si debba cadere nell&#8217;eccesso opposto, ossia che bisogni tenerlo artificialmente lontano da ogni sia pur minima difficolt\u00e0, come se fosse sotto una campana di vetro; ma da qui a demolire in lui ogni speranza, a distruggere in lui ogni fiducia nella persistenza dell&#8217;amore materno, anche dopo la scomparsa fisica della mamma, ce ne corre.<\/p>\n<p>Bisogna stare molto attenti su questo terreno e ricordare che il bambino lascia vedere, come l&#8217;adulto ma pi\u00f9 dell&#8217;adulto, solo una parte di s\u00e9; che vi \u00e8 un mistero in lui, non sempre riconoscibile nemmeno da parte di coloro che credono di conoscerlo meglio; e che dietro certi comportamenti, magari sbarazzini e superficiali, si cela, forse, una sensibilit\u00e0 esasperata, che l&#8217;adulto ha il dovere di rispettare e di proteggere, non di inacerbire ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Vi sono pi\u00f9 cose in ogni persona, di quante gli altri non ne sospettino e di quante non ne sospetti lei stessa; e ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero nel caso del bambino, che non \u00e8, come vorrebbe certa pedagogia illuminista, un piccolo adulto, o meglio un adulto che ancora non si \u00e8 formato, ma un essere umano quasi d&#8217;altra specie, che sente, pensa, ricorda e immagina in maniera radicalmente diversa da come sente, pensa, ricorda e immagina l&#8217;adulto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, vi \u00e8 un grande problema a monte del nostro ragionamento sul bambino e la morte, e cio\u00e8 l&#8217;atteggiamento nevrotico, schizofrenico, dell&#8217;uomo moderno davanti ad essa, davanti all&#8217;idea della propria fine naturale e inevitabile.<\/p>\n<p>\u00c8 un nervo scoperto dell&#8217;uomo nell&#8217;et\u00e0 della scienza e della tecnica, perch\u00e9 gli ricorda in maniera fin troppo concreta che egli, dopotutto, non \u00e8 in grado di dominare la natura oltre un certo limite, anzi, che a ben guardare non \u00e8 in grado di dominarla affatto; e che tutti i suoi delir\u00ee di onnipotenza sono soltanto fumo che il vento disperde.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno non vuol pensare alla morte, non ne vuole parlare, tanto meno ha voglia di guardarla in faccia; ha perfino creato un sistema sociale che delega la gestione della morte agli ospedali prima, alle agenzie di pompe funebri poi: tutto perch\u00e9 essa non entri in casa, non contamini la sua vita privata con la sua ingombrante presenza.<\/p>\n<p>Stando cos\u00ec le cose, si pu\u00f2 capire come l&#8217;uomo moderno non sia nella posizione migliore per parlare di essa ai bambini; e meno ancora che lo sia per parlare ad essi della morte della loro mamma.<\/p>\n<p>Questa reticenza, questo imbarazzo, questa ripugnanza traspaiono dal suo modo di fare a persino dal suo modo, eventualmente, di tacere: e sia che egli parli, sia che taccia, il bambino riconosce la sua impreparazione, il suo disagio, la sua paura, e ne viene inevitabilmente contagiato; sicch\u00e9, diventato adulto a sua volta, anche lui riprodurr\u00e0 questo circolo vizioso.<\/p>\n<p>Come ci si deve comportare, dunque; che cosa si deve dire a un bambino o a una bambina che abbiano perso irreparabilmente la loro mamma?<\/p>\n<p>Gli adulti che possiedono una fede religiosa dovranno parlare della morte in generale come di un processo naturale, per il quale non esiste un tempo preciso, ma che pu\u00f2 venire in qualunque momento, perch\u00e9 il tempo non appartiene all&#8217;uomo, ma a Dio; e aldil\u00e0 della quale non vi \u00e8 il nulla, ma l&#8217;inizio della vita vera, pi\u00f9 piena e luminosa di quella presente.<\/p>\n<p>Della morte della loro mamma, in particolare, essi dovranno parlare con dolcezza, con delicatezza, come di un viaggio felice, nel corso del quale ella non cesser\u00e0 di amarli e di essere presente accanto a loro, sia pure in una forma diversa da prima, non pi\u00f9 visibile n\u00e9 percepibile con gli altri sensi; e che con lei essi potranno continuare a dialogare, anche se non pi\u00f9 nella maniera precedente, non con le parole, ma con la preghiera interiore.<\/p>\n<p>Non si tratta di incoraggiare sentimentalismi o forme leziose di infantilismo, ma di rispettare un grande mistero, anzi, un doppio mistero: il mistero della morte, di cui poco o nulla sappiamo razionalmente; e il mister del bambino, con i suoi tesori di sensibilit\u00e0 e di affettivit\u00e0, che una parola incauta o indelicata potrebbe ferire irreparabilmente.<\/p>\n<p>Gli adulti non credenti, da parte loro, devono astenersi da qualunque discorso, da qualunque affermazione che possano suggerire l&#8217;idea di una scomparsa nel nulla di colei che \u00e8 morta e della totale, incolmabile separazione fra il mondo dei vivi e quello dei defunti; tengano per s\u00e9 le loro certezze materialistiche e non spengano la luce di speranza che d\u00e0 conforto al bambino rimasto orfano e lo aiuta a superare il dolore della perdita.<\/p>\n<p>Divenuto a sua volta adulto, poi, colui che oggi \u00e8 un bambino far\u00e0 le proprie scelte e creder\u00e0 in quello che riterr\u00e0 vero: per adesso, nessuno faccia violenza alla sua tenera et\u00e0 e alle camere sacre del suo sentire, del suo amare e del suo soffrire.<\/p>\n<p>Chi siamo noi per distruggere, con disumana superbia, il mondo delle credenze infantili? Perfino con la favola di Babbo Natale non dovremmo avere troppo fretta di demolire le poetiche credenze del bambino, che noi stessi, del resto, gli avevamo insegnato; a maggior ragione quando si parla di cose infinitamente pi\u00f9 profonde e delicate, come il mistero della morte di una persona amatissima e, di per s\u00e9, insostituibile.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, \u00e8 sbagliato, totalmente sbagliato, cercar di strappare dal cuore del bambino il ricordo della sua mamma, ad esempio facendo sparire le sue fotografie o i suoi oggetti personali, credendo, magari, di aiutarlo a dimenticare pi\u00f9 in fretta: egli non deve dimenticare la sua mamma, ma superare il dolore della separazione da lei, che \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Il padre, pertanto, dovrebbe essere molto cauto e molto delicato anche nel caso abbia preso la decisione di risposarsi, e sia pure con le miglior intenzioni, ad esempio per ridare una figura materna ai propri figli: deve essere ben chiaro che la mamma vera non potr\u00e0 mai essere sostituita da alcuno al mondo; una nuova figura femminile adulta dovr\u00e0 rispettare questo fatto e partire da esso, nello sforzo di colmare il vuoto affettivo e lenire il dolore dei bambini.<\/p>\n<p>Sono cose che richiedono tempo, pazienza, gradualit\u00e0: non stiamo parlando di sostituire un mobile vecchio o un elettrodomestico; gli oggetti e le macchine si possono sostituire, le persone no: bisogna elaborare il dolore del distacco da esse, non cercare di mettere qualcosa di nuovo al loro posto.<\/p>\n<p>La perdita della propria mamma, per il bambino, \u00e8 un evento lacerante, senza dubbio il pi\u00f9 doloroso in assoluto; ci\u00f2 non significa che gli adulti non debbano aiutarlo ad oltrepassarlo, al contrario: ma ci\u00f2 non lo si pu\u00f2 fare negandolo; e anche il fatto di non parlarne mai, come pure talvolta accade, \u00e8 un modo di negarlo, che non d\u00e0 alcun aiuto al bambino.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, resta da aggiungere che le cose pi\u00f9 importanti non si dicono con le labbra, ma con i gesti, con gli sguardi, con una carezza: e se ci\u00f2 \u00e9 vero nella vita degli adulti, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 nelle relazioni fra gli adulti e i bambini, e specialmente in presenza di un evento cos\u00ec traumatico, come quello di cui ci siamo occupati.<\/p>\n<p>Infine, non siamo soli. C&#8217;\u00e8 una forza benefica, che scende dall&#8217;alto, pronta ad aiutarci nei passi perigliosi della vita; e ne saremmo pi\u00f9 consapevoli se, talvolta, sapessimo farci piccoli anche noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ci si deve comportare, che cosa si deve dire a un bambino di sette, otto anni, che abbia perso per sempre la sua mamma? Il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24255","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}