{"id":24250,"date":"2020-09-02T05:40:00","date_gmt":"2020-09-02T05:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/02\/cosa-ce-di-peggio-del-conflitto-la-sua-negazione\/"},"modified":"2020-09-02T05:40:00","modified_gmt":"2020-09-02T05:40:00","slug":"cosa-ce-di-peggio-del-conflitto-la-sua-negazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/02\/cosa-ce-di-peggio-del-conflitto-la-sua-negazione\/","title":{"rendered":"Cosa c&#8217;\u00e8 di peggio del conflitto? La sua negazione"},"content":{"rendered":"<p>In natura il conflitto esiste; \u00e8 necessario; \u00e8 utile all&#8217;economia complessiva del sistema. Anche nelle societ\u00e0 umane esistono i conflitti: sono inevitabili e possono essere sia necessari che utili; oppure possono essere futili e inutili. Ci\u00f2 dipende dal libero arbitrio, che distingue la specie umana dagli altri esseri viventi e senzienti. Nel modo vegetale, il conflitto si chiama competizione: due pianticelle si contendono lo spazio e la luce di un bosco, dopo la caduta del vecchio albero secolare: una sola riuscir\u00e0 a prevalere, a svilupparsi e ad occupare lo spazio che le \u00e8 necessario per vivere. Anche nel mondo animale il conflitto ha origine dalla necessit\u00e0 di spazio e di cibo: di uno spazio sufficiente per procurarsi il cibo. Ecco perch\u00e9 due predatori non possono coesistere nello stesso territorio, e nemmeno due capibranco: la regola \u00e8 che il vecchio prima o poi dovr\u00e0 soccombere e andarsene, e il giovane lo rimpiazzer\u00e0, fino a quando a sua volta anch&#8217;esso invecchier\u00e0 e sar\u00e0 affrontato da un individuo pi\u00f9 giovane e forte, e costretto a sloggiare. Nel paesaggio urbano, se osservato in un sufficiente arco di tempo, si osserva un fenomeno analogo: le vecchie abitazioni, i vecchi cinema, le vecchie osterie, poco alla volta chiudono, vengono abbattuti o ristrutturati e trasformati; scompaiono i vecchi borghi, i vecchi quartieri, interi isolati cadono sotto le ruspe e al loro posto sorgono moderni edifici, teatri, palazzetti dello sport, sale multiuso, palazzi d&#8217;affari e centri direzionali o commerciali. \u00c8 triste, dal punto di vista di chi ha un animo sensibile e non si rassegna alla caducit\u00e0 di tutte le cose, ma \u00e8 cos\u00ec: nel giro di alcuni decenni le citt\u00e0 cambiano volto, non sono pi\u00f9 quelle, e colui che vi torna da vecchio, dopo averle lasciate nell&#8217;infanzia, stenta a riconoscerle. Ci sono poi i confitti interiori: vi sono delle situazioni esistenziali nelle quali una persona si trova in contrasto con se stessa: le due parti si affrontano e una sola, alla fine, risulter\u00e0 vittoriosa, mentre l&#8217;altra dovr\u00e0 soccombere e rassegnarsi alla sconfitta. Potr\u00e0 considerala una sconfitta temporanea, e allora cercher\u00e0 la rivincita, e il conflitto tender\u00e0 a cronicizzarsi; raramente si adatter\u00e0 a una sconfitta definitiva, cio\u00e8 a sparire per sempre. Quando la ragione del conflitto \u00e8 di natura etica, la lotta assumer\u00e0 l&#8217;aspetto di uno scontro fra il bene e il male: malignit\u00e0 e benevolenza, egoismo e altruismo, avarizia e generosit\u00e0, superbia e modestia, lussuria e continenza si affrontano in una battaglia la cui posta in gioco \u00e8 la signoria sull&#8217;anima di quella persona. A volte le ragioni del bene e del male non sono perfettamente distinte e contrapposte, ma parzialmente intrecciate e confuse, e in tal caso si hanno i conflitti interiori pi\u00f9 sfibranti, tormentosi e sofferti. Ci sono perfino delle nature talmente irresolute da non riuscire a risolvere i propri conflitti, le quali restano perennemente paralizzate dall&#8217;urto contrastante e perfettamente equilibrato delle due spinte, delle due tendenze che si affrontano, con un enorme dispendio di energie che, per\u00f2, non conduce ad alcuna conclusione.<\/p>\n<p>Tuttavia il caso pi\u00f9 frequente di conflitto \u00e8 quello interpersonale, che richiama in sostanza le caratteristiche del conflitto esistente in natura fra le creature extra-umane; ed \u00e8 proprio per questo che molti guardano ad esso con una sorta di sacro orrore, come se equivalesse, di per s\u00e9, ad un abbassamento della natura umana, a una negazione intrinseca della sua dignit\u00e0. L&#8217;odierna cultura buonista, incoraggiata soprattutto dal clero cattolico dopo il Concilio Vaticano II, ma anche dalla cultura laica, specie dopo i disastri delle due guerre mondiali e nella tremenda prospettiva di un&#8217;eventuale guerra nucleare, inorridisce davanti alla parola &quot;conflitto&quot; e lo considera sinonimo di calamit\u00e0 da evitare ad ogni costo. Ci\u00f2 \u00e8 completamente sbagliato e fuorviante. Come abbiamo detto, il confitto pu\u00f2 essere necessario, utile e liberatorio; guai a reprimerlo, quando esso si pone effettivamente come una necessit\u00e0 vitale. Non tutti i confitti possono essere evitati e non tutti possono essere composti pacificamente: questo, che una volta era chiarissimo, intuitivamente, ai nostri nonni, oggi per noi \u00e8 divenuto quasi una bestemmia. Eppure \u00e8 facile mostrare la verit\u00e0 di una tale affermazione. Si pu\u00f2 forse evitare, o comporre pacificamente il conflitto fra le persone oneste e la malavita organizzata? Si pu\u00f2 venire a patti con la mafia o con una spietata organizzazione terroristica? Si pu\u00f2 chiudere in parit\u00e0 la partita per il controllo della societ\u00e0, tra le forze dell&#8217;ordine e gli assassini senza scrupoli, sulla base di una falsificazione bella e buona del precetto cristiano del perdono delle offese? Evidentemente no: eppure questo \u00e8 quanto il falso clero del signor Bergoglio non si stanca di ripetere alla gente. Il vero atteggiamento cristiano di fronte al male \u00e8 di ferma opposizione: di qui l&#8217;inevitabilit\u00e0 del conflitto. I martiri cristiani non hanno avuto paura del conflitto, e lo hanno affrontato impavidi, fino al sacrificio supremo, ben consapevoli che ogni pi\u00f9 piccolo cedimento avrebbe significato una vittoria del male. Stessa cosa per il confitto interiore: il vero cristiano sa che bene e male non possono coesistere e sa che esistono entrambi nel fondo della propria anima: se volesse esorcizzare il conflitto, dovrebbe ridursi alla totale impotenza e alla pi\u00e8 completa inerzia. Entrambe le cose configgono inevitabilmente con la cultura moderna: il conflitto verso l&#8217;esterno viene bollato come intolleranza e il confitto interno viene diagnosticato come nevrosi. La polizia \u00e8 la risposta al primo, e il ricovero psichiatrico al secondo. Di fatto, oggi un autentico cristiano rischia entrambe le sanzioni: se proclama a voce alta la verit\u00e0 del Vangelo, rischia la prigione non appena citi la Parola di Cristo e affermi apertamente punti salienti della morale cristiana che configgono col divorzio, l&#8217;adulterio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, la sodomia, eccetera; e se si impegna a reprimere in se stesso le proprie tendenze cattive, qualche solerte psichiatra lo dichiarer\u00e0 affetto dalla sindrome del masochismo e dell&#8217;auto-punizione, e ordiner\u00e0 per &#8212; il suo bene, s&#8217;intende &#8211; un trattamento sanitario obbligatorio.<\/p>\n<p>Si noti che la societ\u00e0 moderna, specialmente la societ\u00e0 democratica, non ha affatto rinunciato al conflitto, ma ha sviluppato l&#8217;ipocrisia necessaria a dissimularlo, specie quando di tratta di aggredire chi non si sottomette ai suoi dogmi buonisti, permissivi e misericordisti. Essa si sente in diritto e in dovere di attaccare ogni qualvolta s&#8217;imbatte in qualcuno o in qualcosa che contrasta copi suoi nobili e astratti principi di solidariet\u00e0, tolleranza e inclusione. \u00c8 logico: figlia dell&#8217;illuminismo, ha nel suo DNA l&#8217;attitudine a usare sistematicamente due pesi e due misure: la tolleranza con chi accetta i suoi principi e s&#8217;inchina alla bont\u00e0 delle sue politiche, guerre comprese, e la spietatezza pi\u00f9 inumana contro chi non li accetta e non si piega. Vi \u00e8, nella cultura moderna, una perfetta corrispondenza di pensiero e azione: come David Hume voleva bruciare tutti i libri di metafisica e teologia, cos\u00ec Robespierre voleva tagliare tutte le teste di chi si opponeva alla Virt\u00f9 repubblicana. E come Stalin, poi, volle eliminare a milioni quanti considerava un ostacolo al trionfo del comunismo, cos\u00ec Churchill e Roosevelt fecero assassinare, bruciandoli vivi coi bombardamento al napalm e, poi, con le bombe atomiche, quanti non volevano piegarsi alla &quot;libert\u00e0&quot; e alla democrazia dei grandi banchieri: civili inermi e non militari; proprio come gli inglesi, nel 1700, cercarono di eliminare alcune trib\u00f9 di pellerossa distribuendo loro coperte infettate coi germi del vaiolo. Neanche il falso clero postconciliare ha rinunciato al conflitto: non ha esitato a pretendere la scomunica di monsignor Lefebvre; poi si \u00e8 scagliato con rabbia contro monsignor Williamson; ha preteso e ottenuto la scomunica di don Minutella e ora costringe a vivere nascosto monsignor Vigan\u00f2: tale \u00e8 la vendicativit\u00e0 pretesca, quando individua qualcuno che pu\u00f2 essere d&#8217;ostacolo ai suoi disegni filo-massonici, modernisti e sincretisti. Ma nei confronti dei <em>fratelli maggiori<\/em> ebrei, dei <em>fratelli separati<\/em> protestanti, dei <em>fratelli in Abramo<\/em> islamici, e di tutti gli altri <em>fratelli<\/em> possibili e immaginabili (non nel senso cattolico del termine ma, appunto, in quello massonico), buddisti, induisti, atei, sciamani e seguaci di Pachamama, insomma verso tutti gli abitanti della <em>nostra casa comune<\/em>, come ama dire il frammassone Bergoglio parlando del creato, porte aperte ventiquattro ore su ventiquattro. Per non parlare dei cosiddetti migranti, i quali hanno diritto a sbarcare dove e come vogliono, nel numero che vogliono, e con la ferma intenzione di <em>non<\/em> integrarsi, bens\u00ec di sottomettere l&#8217;Europa cristiana al <em>Corano<\/em>. Di quanti annegano in mare, dice il signore argentino, Dio ci chieder\u00e0 conto, anche se non risulta che qualcuno di noi li abbia mai costretti a salire sui barconi e a farsi trasportare dai mercanti di carne umana, peraltro pagando fior di quattrini &#8212; quattrini che non si sa di dove saltino fuori, visto che essi ci vengono sempre presentati, specialmente dal clero buonista e misericordioso, come poveretti del tutto indigenti, anzi disperati, <em>in fuga da guerra e fame<\/em>: come si vede dai loro muscoli possenti e dalle loro catenine d&#8217;argento e dai loro telefonini ultima generazione.<\/p>\n<p>Negare il conflitto, quando esso \u00e8 inevitabile e necessario; negarlo quando l&#8217;altra parte \u00e8 sul piede di guerra e si prepara ad attaccare, equivale ad esporre se stessi e la propria parte ad un pericolo mortale, senza ragione e senza scopo. Da quando, col Concilio Vaticano II, e specialmente con la <em>Gaudium et Spes<\/em>, si \u00e8 dato a credere ai cattolici ignari e in buona fede, che tutte le religioni sono ugualmente desiderose di &quot;dialogare&quot; e di interagire pacificamente e costruttivamente le une con le altre, si \u00e8 consumato con ci\u00f2 stesso un terribile inganno ai loro danni. Parimenti da quando la classe politica italiana, completamente acquisita al potere massonico e ai progetti dell<em>&#8216;\u00e9lite<\/em> finanziaria sul Nuovo Ordine Mondiale, ha attuato la politica dei porti aperti e ha invitato masse crescenti di africani, asiatici e latinoamericani a immigrare illegalmente nel nostro Paese, garantendo loro la massima accoglienza dietro il paravento ridicolo della protezione ai profughi, sebbene il 95% di costoro non siano affatto dei profughi, un altro e ancor pi\u00f9 grave tradimento \u00e8 stato consumato ai danni del popolo italiano. I fanatici islamici che sgozzano i preti cattolici sull&#8217;altare, che profanano e incendiano le chiese, non solo in Francia e Italia ma in tutta Europa, e gli spietati criminali della mafia nigeriana che oltre a spacciare droga in tutte le citt\u00e0, perpetrano orribili delitti, come quello di uccidere e tagliare a pezzi le loro vittime, talvolta di cibarsene, sono la prova provata del fatto che il confitto esiste e che se una delle due parti rinuncia a difendersi, sedotta da folli ideologie buoniste che le impediscono di vedere il male e di riconoscere la realt\u00e0 per quel che essa \u00e8, la sua fine \u00e8 solo questione di tempo. Per la stessa ragione, il fatto che la cultura ufficiale, sia laicista che (pseudo) cattolica, abbia messo sugli altari eroine discutibili come Greta Thunberg e Carola Rackete, in nome dell&#8217;ambientalismo ebete e dell&#8217;immigrazionismo a mano armata, mostra che nella nostra societ\u00e0 vi sono tanti elementi tossici, di auto-disprezzo e auto-distruzione, sufficienti ad avvelenarla nel giro di una o due generazioni al massimo. Stranamente, da noi il male non viene riconosciuto quando viene dall&#8217;esterno, semmai viene chiamato male la legittima volont\u00e0 di difendersi e il sacrosanto diritto\/dovere di proteggere la propria religione, la propria patria e i propri valori, gravemente minacciati dall&#8217;irruzione di milioni e milioni di persone che non li amano, n\u00e9 li condividono, n\u00e9 li rispettano, ma che vorrebbero imporre a noi, in casa nostra, i loro valori, i loro sistemi di vita e la loro fede religiosa. E un segnale certo del nostro accecamento \u00e8 dato dal fatto che nelle prime file di quanti predicano l&#8217;immigrazione selvaggia e l&#8217;accoglienza indiscriminata vi sono le femministe e i militanti dei movimenti LGBT: apparentemente ignari, o inconsapevoli, che quando gli islamici saranno abbastanza forti da imporre la loro legge e la loro morale nel nostro Paese, la donna verr\u00e0 ricacciata in casa, coperta fino ai piedi con lo <em>chador<\/em> o con il <em>burqa<\/em>, ad accudire i figli e a partorirne sempre di nuovi, mentre gli omosessuali verranno non solo discriminati (altro che legge Zan-Scalfarotto), ma perseguitati a morte, imprigionati, lapidati o decapitati, come gi\u00e0 avviene nei Paesi dominati dalla Shari&#8217;a.<\/p>\n<p>Per il cristiano, del resto, l&#8217;ultima parola spetta sempre e solo a Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;unico modello certo al quale affidarsi interamente. E dunque: Ges\u00f9 negava ed evitava il conflitto, per principio? Niente affatto. Non lo evitava, n\u00e9 lo negava, allorch\u00e9 diceva ai farisei: <em>Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, serpenti, razza di vipere!<\/em>; o quando cacciava i profanatori dal tempio, pigliandoli a pedate nel sedere, rovesciando i banchi dei cambiavalute e fustigando costoro con un fascio di corde; n\u00e9 quando diceva: <em>Chi ama suo padre e sua madre pi\u00f9 di Me, non \u00e8 degno di Me<\/em>. Sono forse le parole di Uno che non ammette il conflitto in nome di una &quot;bont\u00e0&quot; astratta che finisce per risolversi in una approvazione del male, e quindi in un male essa stessa? No: sono le parole di Chi sa che la vita \u00e8 conflitto, e che bisogna battersi per la buona causa. E i Suoi discepoli? Ecco san Pietro a Simon Mago: <em>Va&#8217; in perdizione col tuo denaro<\/em>; e san Paolo (<em>Ef<\/em>. 6,11-12): <em>Rivestitevi dell&#8217;armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.<\/em>\u00a0<em>La nostra battaglia infatti non \u00e8 contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potest\u00e0, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti<\/em>. Perch\u00e9 il punto \u00e8 questo: dietro il male commesso dagli uomini vi \u00e8 un Male pi\u00f9 grande, che viene dal diavolo; cos\u00ec come dietro il bene che compiono vi \u00e8 il Bene proveniente da Dio. La vita \u00e8 un conflitto, ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Ma nessuno si esalti per il bene che riesce a fare. Come dice Ges\u00f9 (<em>Gv<\/em> 15,5): <em>Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla.<\/em> Chiaro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In natura il conflitto esiste; \u00e8 necessario; \u00e8 utile all&#8217;economia complessiva del sistema. 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