{"id":24248,"date":"2020-02-10T05:20:00","date_gmt":"2020-02-10T05:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/10\/cose-la-ragione-cose-la-fede-e-come-vanno-insieme\/"},"modified":"2020-02-10T05:20:00","modified_gmt":"2020-02-10T05:20:00","slug":"cose-la-ragione-cose-la-fede-e-come-vanno-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/10\/cose-la-ragione-cose-la-fede-e-come-vanno-insieme\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 la ragione, cos&#8217;\u00e8 la fede e come vanno insieme"},"content":{"rendered":"<p>Si sente parlare da ogni parte del contrasto fra fede e ragione, lo si pone addirittura come l&#8217;atto di fondazione della civilt\u00e0 moderna; e, come tutte le cose ripetute all&#8217;infinto, tale affermazione ha acquistato lo statuto di verit\u00e0 evidente. Ma lo \u00e8 davvero? \u00c8 vero che la fede e la ragione non possono che entrare in contrasto, essendo per loro natura oppositive, perlomeno se si tratta della vera ragione e della vera fede? Per esserne sicuri, bisognerebbe prima aver chiarito, in maniera (appunto) razionale e condivisa, cosa \u00e8 la ragione e cosa \u00e8 la fede; invece, e da entrambe le parti, cio\u00e8 quella dei razionalisti e quella dei credenti, lo si d\u00e0 per scontato, mentre scontato non \u00e8. Non temiamo di sostenere che, se si facesse un sondaggio, salterebbe fuori che moltissime persone hanno un&#8217;idea alquanto grossolana di cosa sia la ragione; e che un numero ancor pi\u00f9 grande di persone, compresi i cosiddetto credenti, non sanno affatto cosa sia la fede, ma la scambiano per qualcosa d&#8217;altro. In particolare, \u00e8 opinione largamente diffusa, anche se del tutto erronea, che la fede consista in una specie di sentimento; un sentimento di speciale intensit\u00e0, ricco di speciali vibrazioni o risonanze, insomma qualcosa che risuona nel profondo dell&#8217;anima come le onde sonore di un diapason risuonano per ampio spazio in un ambiente. Al contrario, la fede non \u00e8 un sentimento, ma un atto della ragione espresso mediante un a libera scelta della volont\u00e0; ovvero l&#8217;assenso della ragione a un contenuto, o a una serie di contenuti, giudicato veri e perci\u00f2 meritevoli di essere creduti. Con una particolarit\u00e0: che la fede, a differenza della scienza, ha per oggetto il vero, pur non disponendo di tutti gli strumenti oggettivi che sono necessari per accertarlo come tale e perci\u00f2 lo crede, appunto, vero, mentre se potesse dimostrare razionalmente e oggettivamente che esso \u00e8 tale, non avrebbe bisogno di crederlo, ma si limiterebbe a constatarlo. Pertanto la fede \u00e8 qualcosa di meno e qualcosa di pi\u00f9 della scienza, nel senso ordinario che ha questa seconda parola. Qualcosa di meno, perch\u00e9 giudica il suo oggetto veritiero, pur non potendolo dimostrare secondo i criteri ritenuti indispensabili per il sapere scientifico; ma qualcosa di pi\u00f9, perch\u00e9 si impone con un grado di certezza che \u00e8 diverso, ma non inferiore, semmai superiore, a quello della scienza. Infatti, le verit\u00e0 della scienza devono essere continuamente verificate, revisionate ed eventualmente corrette e modificate nel corso del tempo, mano a mano che nuove scoperte e nuove teorie scientifiche modificano il quadro d&#8217;insieme nel quale i singoli contenuti si collocano; mentre l&#8217;oggetto della fede \u00e8 vero una volta per tutte, e la lotta per conservare la fede non \u00e8 la lotta per aggiornare continuamente il criterio di verit\u00e0 dei suoi contenuti, bens\u00ec la lotta per non smarrire le ragioni dell&#8217;assenso dato dalla volont\u00e0 a quei contenuti. Dal che si vede anche in che cosa consista l&#8217;imperdonabile errore del modernismo e, in generale, di tutte le teologie progressiste: nella parificazione della fede alla scienza secondo il progredire degli studi storici e scientifici, mentre l&#8217;oggetto della fede non \u00e8 soggetto ad alcuna modifica, \u00e8 dato una volta per tutte e nulla potr\u00e0 modificarlo neppure d&#8217;un capello, <em>iota unum<\/em>, perch\u00e9 viene direttamente da Dio ed \u00e8 recepito dalla mente umana mediante la sua grazia. Questo non vuol dire che la fede non abbia nulla a che fare con il sentimento di amore, adorazione e affidamento totale a Dio; significa solo che la fede nasce da un atto della ragione realizzato dalla volont\u00e0, che si accompagna ed \u00e8 seguito da quei tali sentimenti. Ma se non ci fosse, a monte, l&#8217;atto del libero volere alla luce della ragione, ogni sentimento sarebbe incongruo e malriposto; e infatti si vede che quanti si abbandonano a una fede cieca e irrazionale, la quale non poggia sul vero ma su qualche loro ossessione o fissazione, indulgono a ogni sorta di degenerazioni sentimentali e intanto smarriscono il lume della ragione e si rendono simili a dei burattini manipolabili a piacere da quelli che sanno come sfruttare la fede cieca accordata a un contenuto non veritiero.<\/p>\n<p>La ragione invece si pu\u00f2 definire come lo strumento mediante il quale la mente formula giudizi veritieri, cio\u00e8 nei quali vi \u00e8 concordanza fra la mente e l&#8217;oggetto: <em>adaequatio rei et intellectus<\/em>, per dirla con san Tommaso d&#8217;Aquino. Non \u00e8 necessario che la mente colga sempre il vero, per poter dire che essa ha esercitato la ragione; \u00e8 sufficiente che tenda al vero secondo criteri che rispettano la logica, a partire dal principio di non contraddizione, e che tengano conto in maniera adeguata, cio\u00e8 pienamente consapevole, di tutti gli elementi in campo per formulare un giudizio maturo e frutto di attenta riflessione. La verit\u00e0 completa, infatti, si trova oltre la portata della mente umana, la quale pu\u00f2 solo tendere ad essa e cercare di avvicinarvisi; ma il suo pieno possesso appartiene solamente a Dio e, in diversa misura, alle anime elette a far parte della Sua gloria. Pertanto la ragione non si misura dal possesso della verit\u00e0, ma dalla giustezza della via che essa segue, o che non \u00e8 capace di seguire, per tendere verso di essa. Ci possono essere svariati ostacoli fra la mente e la verit\u00e0, ma il compito della ragione \u00e8 quello di riconoscere la via giusta; spetta poi alla volont\u00e0 di realizzare la sua aspirazione. Non \u00e8 colpa del salmone se, risalendo il fiume, incontra lo sbarramento di una diga artificiale, costruita durate la sua assenza: la via era quella giusta, ma un ostacolo invalicabile vi si \u00e8 frapposto.<\/p>\n<p>Tra i filosofi occidentali, quello che ha maggiormente esplorato la relazione tra fede e ragione, definendone i rispettivi ambiti e la necessaria concordia, \u00e8 stato san Tommaso d&#8217;Aquino, il quale, riprendendo l&#8217;opera iniziata dal suo maestro Alberto Magno, ha realizzato l&#8217;immane capolavoro di accordare la filosofia di Aristotele coi contenuti della dottrina cristiana, imprimendo alla filosofia del cristianesimo quell&#8217;indirizzo pienamente razionale che da allora l&#8217;ha caratterizzata, fino a che la mala semente del modernismo \u00e8 tornata ad introdurvi un sentimentalismo soggettivo e, nello stesso tempo, un razionalismo puramente meccanico, mutuato dal positivismo e dallo scientismo. Strano connubio, per cui tanti cattolici odierni, influenzati a loro insaputa dal modernismo che il Concilio ha introdotto nella Chiesa di soppiatto, pretendono dalla fede, sul piano scientifico, ci\u00f2 che essa non pu\u00f2 dare, mettendosi a contare con avarizia i miracoli di Ges\u00f9 Cristo e ogni fatto soprannaturale della dottrina cattolica, e contemporaneamente affermano che la fede \u00e8 un sentire interiore che si rivela all&#8217;uomo per via diretta, imperscrutabile, indefinibile e in sostanza irrazionale. Ci\u00f2 provoca uno sdoppiamento che, infatti, \u00e8 caratteristico di questa tarda fase del cristianesimo: da un lato molti cattolici rifiutano della loro fede ci\u00f2 che non si accorda con il paradigma scientista, vale a dire che implicitamente o esplicitamente rifiutano tutto, tranne la dottrina morale, peraltro sottoposta a tagli e aggiustamenti tali che la rendono irriconoscibile; dall&#8217;altro lato pretendono che la fede sia quel sentimento personale che essi provano, o credono di provare, quando pongono mente al Vangelo, scordandosi che a questo modo qualsiasi fede diventa egualmente possibile, anche quella nelle streghe, nei dischi volanti e nel demonio. Si giunge cos\u00ec al relativismo perfetto, del quale il vergognoso documento di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019, sottoscritto da Bergoglio a nome dei cattolici, \u00e8 la sintesi aberrante e a suo modo esemplare.<\/p>\n<p>Riportiamo una pagina di <em>Il cristianesimo e la filosofia occidentale<\/em> di Nicola Abbagnano (UTET, 2003, e De Agostini, 2013, pp. 340-341):<\/p>\n<p><em>(&#8230;) la ragione ha la sua verit\u00e0 propria. I principi che le sono intrinseci e che sono verissimi, in quanto \u00e8 impossibile pensare che siano falsi, le sono stati infusi da Dio stesso, che \u00e8 l&#8217;autore della natura umana. Questo principi derivano dunque dalla Sapienza divina e sono costitutivi di essa. La verit\u00e0 di ragione non pu\u00f2 mai venire in contrasto con la verit\u00e0 rivelata: la verit\u00e0 non pu\u00f2 contraddire alla verit\u00e0. Quando un contrasto appare, segno \u00e8 che si tratta non di verit\u00e0 razionali, ma di conclusioni false o almeno non necessarie: la fede e la &quot;regola&quot; del corretto procedere della ragione (&quot;Contra Gent&quot;. I, 7). Il principio aristotelico che &quot;ogni conoscenza comincia dai sensi&quot; \u00e8 utilizzato da Tommaso per limitare la capacit\u00e0 e le pretese della ragione. La ragione umana pu\u00f2 bens\u00ec elevarsi a Dio, ma solo parendo dalle cose sensibili: &quot;L&#8217;uomo non pu\u00f2 giungere con la ragione naturale alla conoscenza di Dio se non attraverso le creature. Le creature conducono alla conoscenza di Dio, come l&#8217;effetto conduce ala causa. Si pu\u00f2 dunque con la ragione naturale conoscere di Dio solo ci\u00f2 che necessariamente gli compete in quanto \u00e8 il principio di tutte le cose esistenti&quot; (S. th., I, q. 32, a. 1). Alle due dimostrazioni di cui la ragione \u00e8 capace, quella &quot;a priori&quot; o &quot;propter quid&quot;, che parte dall&#8217;essenza di una causa per scendere ai suoi effetti e quella &quot;a posteriori&quot; o &quot;quia&quot; che parte dall&#8217;effetto, per risalire alla causa, la seconda soltanto pu\u00f2 essere adoperata per la conoscenza di Dio (Ib., I, q. 2, a.2). Ma essa, se conduce a riconoscere con necessit\u00e0 L&#8217;ESISTENZA di Dio come causa prima, non dice nulla circa l&#8217;ESSENZA di Dio. Pertanto la ragione non pu\u00f2 con le sue forze giungere a dimostrarla Trinit\u00e0 e l&#8217;Incarnazione e tutti quei misteri che si connettono a questi due. Tali misteri costituiscono i veri e propri &quot;articoli di fede&quot; che la ragione pu\u00f2 delucidare e difendere, ma non dimostrare; mentre l&#8217;esistenza di Dio e quant&#8217;altro, intorno a Dio, la ragione pu\u00f2 raggiungere e dimostrare con le sue forze, costituisce i PREAMBOLI ALLA FEDE. Chiarito cos\u00ec il DOMINIO rispettivo della fede e della ragione, S. Tommaso passa a chiarire i relativi ATTI. Accettando una definizione di S. Agostino (De praedest. Sanctorum, 2), Tommaso definisce l&#8217;atto della fede, il CREDERE, come un &quot;pensare con assentimento&quot; (&quot;cogitare cum assensu&quot;) intendendo per &quot;pensare&quot; la &quot;considerazione indagatrice dell&#8217;intelletto e il consenso della volont\u00e0&quot;. Il pensare che \u00e8 proprio della fede \u00e8 un atto intellettuale che va ancora indagando, perch\u00e9 non \u00e8 ancora giunto alla perfezione della visione certa. Ora, non a tutti gli atti intellettuali di queste specie \u00e8 congiunto l&#8217;ASSENSO: il DUBITARE consiste nel non inclinare n\u00e9 per il S\u00cc n\u00e9 per il NO; il SOSPETTARE consiste nell&#8217;inclinare da un lato, ma nell&#8217;essere tentato o mosso da ogni pi\u00f9 piccolo sego dell&#8217;altra parte; l&#8217;OPINARE consiste nel&#8217;aderire a una cosa, con la paura che la cosa contraria sia vera. &quot;Ma questo atto che \u00e8 il credere, dice Tommaso (S. Th., II, 2, q. 2, a., 1), include l&#8217;adesione ferma a una parte; nel che il credente \u00e8 simile a chi ha scienza o intelligenza; la sua conoscenza tuttavia non \u00e8 perfetta come quella di chi ha una visione evidente; nel che \u00e8 simile a chi dubita, sospetta od opina. E cos\u00ec \u00e8 proprio del credente pensare con assentimento&quot;. L&#8217;assenso implicito nella fede, se \u00e8 simile per la sua fermezza a quello implicito nell&#8217;intelligenza e nella scienza, \u00e8 diverso nel suo MOVENTE: giacch\u00e9 non \u00e8 prodotto dall&#8217;oggetto, ma da una SCELTA volontaria che inclina l&#8217;uomo verso un lato piuttosto che verso un altro. L&#8217;oggetto della fede infatti non \u00e8 &quot;visto&quot;n\u00e9 dai sensi n\u00e9 dall&#8217;intelligenza, giacch\u00e9 la fede, come disse S. Paolo (Ebrei, XI), 1) \u00e8&quot;la prova delle cose non vedute&quot; (S. Th., II, 2, q. 1, a. 4). Cos\u00ec Tommaso pur riconoscendo alla fede una certezza superiore a quella del sapere scientifico fonda tale certezza sulla volont\u00e0, riservando alla sola scienza la certezza obiettiva.<\/em><\/p>\n<p>Il ragionamento di san Tommaso \u00e8 cos\u00ec logico e consequenziale e soddisfa cos\u00ec interamente le esigenze della ragione, mostrando che questa \u00e8 l&#8217;ancella della fede e giammai la sua nemica, che la vera domanda che ci si dovrebbe porre \u00e8 in quale maniera l&#8217;irreligiosit\u00e0 e l&#8217;ateismo siano riusciti a penetrare nella societ\u00e0 e nella cultura occidentali e abbaino cos\u00ec radicalmente soppiantato o adulterato il cristianesimo, sino a renderlo un docile strumento della massoneria mondiale. Siamo qui in presenza di uno di quei misteri che trascendono le possibilit\u00e0 di una spiegazione univoca e che comunque possono trovare solo risposte parziali, perch\u00e9 sono determinati da un gran numero di fattori, parte dei quali gelosamente tenuti nascosti dai Padroni Universali e perci\u00f2 difficilmente valutabili in sede di giudizio storico. Se la storia del pensiero fosse solamente la storia delle idee, come generalmente viene presentata sui manuali di filosofia, e non vi avessero parte invece, e parte cospicua, fattori che con le idee non c&#8217;entrano nulla, ma che dipendono da chi detiene il potere finanziario, quello politico e quello mediatico, allora l&#8217;avvento della cultura moderna, atea e irreligiosa sarebbe qualcosa d&#8217;inspiegabile. La cultura cristiana, erede del pensiero greco, disponeva di tutti gli strumenti per soddisfare anche le menti pi\u00f9 sofisticate, e nello stesso tempo forniva la base teorica a una fede che era accessibile a tutti, anche alle persone pi\u00f9 semplici, secondo il dettato evangelico: meravigliosa convergenza fra i &quot;piccoli&quot; e i dotti nel segno d&#8217;una comune concezione del mondo. La cultura moderna non solo ha fatto regredire il pensiero, perch\u00e9 ne ha impoverito enormemente gli orizzonti, introducendo una visione riduzionista, materialista e meccanicista che non \u00e8 pi\u00f9 in grado di rendere ragione di un gran numero di fenomeni naturali, per non parlare di quelli umani, ma ha introdotto l&#8217;instabilit\u00e0 permanente sotto forma di relativismo e nichilismo. Il pensiero si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 insoddisfacente: non sa pi\u00f9 rispondere alle grandi domande della vita. La coscienza moderna \u00e8 infelice, per dirla con Hegel, perch\u00e9 non \u00e8 in pace con se stessa: fede e ragione si contrappongono, mentre potrebbero lavorare l&#8217;una a fianco dell&#8217;altra e l&#8217;una per l&#8217;altra&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente parlare da ogni parte del contrasto fra fede e ragione, lo si pone addirittura come l&#8217;atto di fondazione della civilt\u00e0 moderna; e, come tutte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[263,267],"class_list":["post-24248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24248\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}