{"id":24246,"date":"2021-06-17T10:32:00","date_gmt":"2021-06-17T10:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/06\/17\/cose-il-mondo-per-il-cristiano\/"},"modified":"2021-06-17T10:32:00","modified_gmt":"2021-06-17T10:32:00","slug":"cose-il-mondo-per-il-cristiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/06\/17\/cose-il-mondo-per-il-cristiano\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 il mondo per il cristiano?"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 si studia la cosa, pi\u00f9 ci si rende conto che il Concilio Vaticano II fu qualcosa di peggio di una riforma velleitaria e confusa: fu un deliberato tradimento della fede e un passo decisivo verso l&#8217;apostasia, attuati per\u00f2 con tale luciferina astuzia e sfruttando con tale abilit\u00e0 le circostanze culturali complessive che si erano venute a creare in quegli anni, che la stragrande maggioranza dei fedeli e dello stesso clero non se ne rese conto, non ne ebbe affatto l&#8217;esatta percezione e anzi cadde nel tranello di vedere in esso una grande occasione di rinnovamento, dialogo e apertura, quasi un ritorno alle origini dopo secoli d&#8217;incrostazioni tutto sommato arbitrarie. E il suo frutto immediato, la cosiddetta riforma liturgica, fu il suggello di tale opera malefica: al punto che i cardinali Ottaviani e Bacci, nel loro <em>Breve esame critico del Novus Ordo Missae<\/em>, definirono la nuova Messa, detta di Paolo VI, <em>un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i canoni del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l&#8217;integrit\u00e0 del Magistero.<\/em> E Ottaviani era stato pro-prefetto della Congregazione per la dottrina della fede! Ebbene egli parlava di <em>impressionante allontanamento dalla teologia cattolica<\/em> e di difesa contro <em>qualunque eresia che intaccasse l&#8217;integrit\u00e0 del Magistero.<\/em> Altro che Concilio meramente pastorale; altro che riforma meramente liturgica! Le questioni in ballo riguardavano la teologia cattolica e l&#8217;integrit\u00e0 del Magistero: e ci\u00f2 era evidentissimo fin da subito a un uomo di Chiesa che per cultura ed esperienza doveva ben saperne qualcosa pi\u00f9 del semplice fedele.<\/p>\n<p>Fatta questa premessa, se ci si chiedesse di sintetizzare in una frase, in un concetto, in che cosa il Concilio Vaticano II e la riforma liturgica di Paolo VI furono un tradimento e un&#8217;apostasia, senza esitare risponderemmo: nel rovesciamento della dialettica fra la Chiesa e il modo La Chiesa \u00e8 l&#8217;istituzione divina, fondata da Ges\u00f9 stesso, per realizzare il fine della Redenzione: condurre le anime verso la loro patria soprannaturale, la beatitudine assoluta presso Dio, e quindi la salvezza; il mondo \u00e8 tutto ci\u00f2 che si oppone a tale fine, tutto ci\u00f2 che, come dice l&#8217;evangelista Giovanni, preferisce le tenebre alla luce, perch\u00e9 le sue opere sono malvagie. Il cristiano lo ha sempre saputo; il Magistero lo ha sempre insegnato; la Chiesa lo ha sempre trasmesso: il mondo non \u00e8 buono, perch\u00e9 ferito dalle conseguenze del Peccato originale; non \u00e8 neppure del tutto cattivo, perch\u00e9 vi traluce comunque un riflesso dello splendore del suo Creatore: \u00e8 sospeso sul filo di rasoio del libero arbitrio. Perci\u00f2 gli uomini sono chiamati a fare la loro scelta: o con la luce o con le tenebre, o col peccato o con la grazia, o con Ges\u00f9 o con il suo nemico. Non si pu\u00f2 piacere a Dio e anche al mondo, perch\u00e9 il mondo non riconosce il vero Dio e, pur avendolo conosciuto, perch\u00e9 Egli stesso si \u00e8 fatto conoscere, lo rifiuta e lo disprezza. Chi vuol piacere al mondo non pu\u00f2 che dispiacere a Dio, e viceversa: nessuno pu\u00f2 servire due padroni. Perci\u00f2 la condizione del cristiano \u00e8 quella di un pellegrino che vive nel mondo, ma non appartiene al mondo; si trova materialmente in mezzo al mondo, ma sa che la sua patria vera \u00e8 tutt&#8217;altra, e dirige i suoi passi verso di essa. Nel fare ci\u00f2, egli non pu\u00f2 che allontanarsi da tutto quel che piace al mondo: perch\u00e9, per il mondo, il Vangelo \u00e8 follia o bestemmia contro la vita, contro l&#8217;uomo, contro il diritto dell&#8217;uomo a essere il signore di se stesso, senza riconoscere nulla e nessuno al di sopra di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ma poi \u00e8 arrivato il conclave del 1958; \u00e8 arrivato il pontificato dei Giovanni XXIII; \u00e8 arrivato il Concilio Vaticano II (nel quale, non lo si dimentichi mai, un ruolo decisivo ebbero massoni come monsignor Bugnini, pastori protestanti, rabbini del B&#8217;nai B&#8217;rith amici del cardinale Bea, e gli accordi segreti col regime comunista sovietico). Il conclave del 1958 \u00e8 un conclave discusso, perch\u00e9 l&#8217;elezione del &quot;delfino&quot; di Pio XII, il cardinale Siri, avrebbe dovuto esserne il logico coronamento; Giovanni XXIII \u00e8 un papa controverso, perch\u00e9, nonostante la leggenda di papa buono che gli \u00e8 stata cucita addosso fin da subito, e a dispetto della sua canonizzazione da parte dell&#8217;indegno Bergoglio, \u00e8 pressoch\u00e9 certa la sua affiliazione alla massoneria, il che pone tutta la sua opera sotto una luce nuova e inquietante; e resta un eventi di divisione il Concilio, che egli fu incaricato di convocare e che infatti convoc\u00f2 a sorpresa, senza consultarsi con alcuno, pochi mesi dopo la propria elezione, lui che per motivi di et\u00e0 e di salute avrebbe dovuto essere un papa di transizione e che invece sconfessava implicitamente tutto ci\u00f2 che Pio XII aveva fatto (compresa la ferma decisione di <em>non<\/em> convocare un concilio, cosciente com&#8217;era della trappola che i cardinali massoni andavano tessendo intorno a un simile evento). \u00c8 a partire dal pontificato di Giovanni XXIII e dalla &quot;svolta&quot; conciliare, nonch\u00e9 dalla riforma liturgica di Paolo VI, che la percezione del mondo da parte della Chiesa subisce un brusco mutamento. Il mondo non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;insieme delle forze tenebrose che si oppongono al regno di Cristo, non \u00e8 pi\u00f9 un valle di lacrime e una foresta di tentazioni che l&#8217;anima deve attraversare per fare ritorno alla Casa del Padre, ma un luogo bello e buono in se stesso, popolato solamente da persone in buona fede, da seguaci di altre religioni che meritano stima e rispetto, da atei militanti che devono essere anche loro ascoltati e rispettati, anzi ai quali il cristiano deve sforzarsi di piacere, o comunque di non disgustarli, perch\u00e9 in tal caso si perderebbero i frutti del &quot;dialogo&quot; e la Chiesa tornerebbe indietro, sulle posizioni puramente difensive del passato. In che cosa poi consisterebbero questi meravigliosi frutti del dialogo, non si \u00e8 mai capito, n\u00e9 mai \u00e8 stato spiegato in maniera soddisfacente: a meno di considerare il bacio del <em>Corano<\/em>, o della <em>Bibbia<\/em> valdese, o dell&#8217;anello dei rabbini, da parte del romano pontefice, come dei frutti buoni in se stessi; e a meno di guardare alle Giornate di preghiera inter-religiosa di Assisi come il massimo della bellezza nell&#8217;incontro fra la Chiesa e il mondo. E pazienza se intanto le chiese si sono svuotate, i seminari si sono svuotati, e i pochi preti rimasti si permettono ogni sorta di abuso e di licenza liturgici e pastorali; pazienza se dal pulpito sanno parlare solo di politica (in senso progressista e modernista) e di questioni sociali; pazienza anche se una falsa pandemia \u00e8 sufficiente a far s\u00ec che un siffatto clero si sdrai totalmente sulla narrazione menzognera che il modo fa di essa e dei terribili pericoli che le sarebbero connessi, e si adatti a chiudere le chiese e a sospendere le Messe e i Sacramenti nell&#8217;interesse della salute e della tutela della sicurezza collettiva. Pazienza, insomma, se la Chiesa ha smesso di parare di Dio, di far incontrare Dio alle anime, di celebrare il Sacrificio Eucaristico, di additare la meta finale del viaggio terreno, e si \u00e8 ridotta a una sorta di organizzazione non governativa impegnata a promuovere i diritti umani (quelli massonici del 1789, o da essi derivati), la salute, l&#8217;ambiente, il clima e l&#8217;immigrazione illimitata, il tutto spacciato per tutela del creato e applicazione pratica dei precetti evangelici, mentre ne \u00e8 il radicale e irreversibile snaturamento. In compenso, che bella cosa dialogare con il mondo!<\/p>\n<p>Uno scrittore cattolico oggi assai poco conosciuto, il francese Ernest Hello (Lorient, 4 novembre 1828-ivi, 14 luglio 1885), seppe vedere con estrema chiarezza l&#8217;inconciliabilit\u00e0 che esiste fra il mondo e il regno di Dio, e mise in guardia i cattolici dal lasciarsi sedurre dalle sirene del mondo con la facile esca del miele, delle belle maniere, della dolcezza e dell&#8217;affabilit\u00e0 con le quali il mondo \u00e8 maestro nel presentarsi agli sprovveduti e agl&#8217;ignari. Scriveva Hello nella sua opera maggiore, <em>L&#8217;uomo<\/em> (titolo originale: <em>L&#8217;homme. La vie, la science, l&#8217;art<\/em>, 1872; traduzione a cura di Francesco Berti, Rinascimento del Libro, 1928; cit. in : <em>Il breviario dei laici<\/em>, a cura di Luigi Rusca, Milano, Rizzoli, 1957, pp. 592-595):<\/p>\n<p><em>Che cos&#8217;\u00e8 dunque il mondo? Quest&#8217;odiosa parola fa l&#8217;effetto che non significhi niente e tuttavia rimane sempre odiosa. L&#8217;etimologia ci servir\u00e0 poco, apparentemente. &quot;Mundus&quot; in latino significa puro; il mondo invece \u00e8 l&#8217;impurit\u00e0 stessa. &quot;Cosmos&quot; in greco significa ordine, e nello stesso tempo mondo. Il senso attuale della locuzione &quot;uomo di mondo&quot; non si riferisce, almeno apparentemente, n\u00e9 a &quot;mundus&quot; n\u00e9 a &quot;cosmos&quot;. Se ritorniamo all&#8217;etimologia sar\u00e0 per un rigiro. Il mondo non \u00e8 forse il peccato? No, evidentemente. Fra l&#8217;una e l&#8217;altra cosa c&#8217;\u00e8 una differenza enorme. Il mondo \u00e8 sena dubbio NEL peccato ma vi sta sempre in una regione speciale; esso ha, nel regno del male, i suoi propri domini, e sono appunto questi che si tratta di determinare o almeno d&#8217;indicare. Un assassino \u00e8 un peccatore; il ladro della grande strada, come si diceva in altri tempi, \u00e8 peccatore. Santa Maria Egiziaca prima della sua conversione era una peccatrice. Tutti questi sono peccatori ma non sono gente di mondo. Fra le molte parole terribili degli Evangeli ce n&#8217;\u00e8 una che \u00e8 fra le pi\u00f9 terribili: &quot;Non pro mundo rogo&quot; (Gv 17,9). Io non prego per il mondo. Colui che dice questo conosce la profondit\u00e0 delle cose e sta per morire in riscatto dei peccatori. E tuttavia non prega per il mondo: \u00e8 san Giovanni che ce lo racconta; fu a quella medesima cena in cui egli pos\u00f2 la testa sul petto di Ges\u00f9 Cristo; fu in quel momento solenne in cui le braccia di Dio stavamo per aprirsi sulla croce, che san Giovanni ud\u00ec la Verit\u00e0 dire: &quot;Io non prego per il mondo&quot;. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo somiglia ad un&#8217;osteria in cui i passanti trovano alloggio. Se fuori passa un errore, e vuole entrare, i commensali si spostano un poco e gli fanno posto al banchetto. Ma se la Verit\u00e0 bussa alla porta, allora tutti i posti son presi, e certi viaggiatori, perfettamente scelti, sono cacciati fuori: &quot;Quia non erat eis locus in diverso rio&quot; (Lc 2,7). Il mondo, cos\u00ec cieco e cos\u00ec limitato, possiede un istinto meraviglioso quando si tratta di riconoscere e di cacciar fuori. Non s&#8217;inganna e colpisce giusto; si fa giustizia e si esilia. S&#8217;esilia deliberatamente, perch\u00e9 lo straniero che se ne va porta via la citt\u00e0 abitabile. E il mondo si condanna al deserto. Che importa se quaggi\u00f9 questo deserto si chiama la folla? Non cessa per questo di essere il deserto, vale a dire la morte. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo ama il male purch\u00e9 sia inzuccherato, imbellettato, dipinto e vestito secondo le sue abitudini; ama il peccato purch\u00e9 sia affettato, gentile, lustro e pettinato. Nei domini del peccato si mente per interesse, per passione, per vergogna e per paura. Nei domini del modo, senza interesse, senza passione, senza vergogna e senza paura. Si mente perch\u00e9 si \u00e8 del mondo, per amor proprio, per vanit\u00e0, per tiepidezza; si mente perch\u00e9 si mente; si mente come si respira, perch\u00e9 la menzogna \u00e8 in quell&#8217;ambiente identica alla parola. Che si direbbe, nel mondo, se non si mentisse? Il peccatore pu\u00f2, dopo aver mentito, dire anche la verit\u00e0. Ma il mondo no; quando ha mentito continua a mentire, e se dice la verit\u00e0 mente ancora. La verit\u00e0 diventa menzogna sulle sue labbra. Quando infatti il mondo dice la verit\u00e0 crede di esprimere un&#8217;opinione come un&#8217;altra; vuole che sia contornata di menzogna e che viva con essa in buoni rapporti. Vuole che sia disonorata da infami contatti, e quando &#8216;ha imbrattata fino al punto da non poterla pi\u00f9 riconoscere, allora la tollera perch\u00e9 \u00e8 diventata menzogna. Questa menzogna \u00e8 preziosa perch\u00e9 ripara le altre, le autorizza, le salvaguarda; toglie loro quello che avrebbero di troppo violento, di troppo crudo e di troppo deciso. Questa verit\u00e0 divenuta menzogna, col tomo, coll&#8217;accento, coll&#8217;accerchiamento, con il contesto finisce per confondere il bene col male; e la gente di mondo \u00e8 soddisfatta&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo \u00e8 la vecchiaia. \u00c8 difficile immaginare quanto gli uomini di mondo siano vecchi. Sopra tutto i giovani si distinguono per la loro decrepitezza, perch\u00e9 in essi \u00e8 pi\u00f9 mostruosa e perci\u00f2 pi\u00f9 notevole. Tutti questi vecchioni di vent&#8217;anni senza entusiasmo e senza desideri che fuggono la faccia di san Giovanni, la sfuggono lentamente, goffamente, tristemente e miserevolmente. Si trascinano su di una strada dove non si respira, su di una strada senza panorami e senza montagne, senza aria e sena orizzonte. Si condannano alla disperazione. Per fuggir la faccia di san Giovanni voltano le spalle a Dio; seguono le loro occupazioni senza mai adorare e s&#8217;annoiano irrimediabilmente&#8230; E qual \u00e8 il legame che unisce fra loro gli uomini di mondo? Si direbbe anche qui che non ve ne fosse alcuno. Stanno a gomito a gomito, ma non si toccano mai. In realt\u00e0, per\u00f2, esiste un punto di contatto, una parola di collegamento L&#8217;unit\u00e0 &#8212; abbiamo detto ha una parodia che \u00e8 la coalizione. Gli uomini di mondo non sono amici ma coalizzati. L&#8217;unit\u00e0 vive d&#8217;amore; la coalizione d&#8217;odio. I coalizzati sono nemici privati che si uniscono contro il nemico pubblico.<\/em><\/p>\n<p>Quanta verit\u00e0 in queste riflessioni, e quanta lungimiranza rispetto al cattolicesimo futuro. Per voler essere moderna, la Chiesa del Concilio \u00e8 caduta nel pi\u00f9 antico di tutti gli errori: lasciarsi sedurre dal mondo; col risultato che ora \u00e8 costretta ad inseguire la modernit\u00e0 sul suo stesso terreno, e a logorarsi e auto-distruggersi inesorabilmente, perch\u00e9 nulla \u00e8 mai abbastanza moderno per il mondo moderno. E quanta acutezza da parte di Hello nel vedere come il mondo non coincide col regno del peccato: perch\u00e9 si pu\u00f2 essere peccatori, e tuttavia non appartenere al mondo. Il mondo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 tremendo del peccato: \u00e8 l&#8217;ostinazione proterva e pervicace nell&#8217;orgoglio umano; \u00e8 l&#8217;opposizione implacabile e testarda a tutto ci\u00f2 che viene da Dio. Forse i cattivi maestri della &quot;svolta&quot;, Teilhard, Rahner, K\u00fcng, Schillebeeckx, non furono peccatori in senso positivo; ma certo furono del mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 si studia la cosa, pi\u00f9 ci si rende conto che il Concilio Vaticano II fu qualcosa di peggio di una riforma velleitaria e confusa: fu<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,216],"class_list":["post-24246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}