{"id":24243,"date":"2011-01-10T05:29:00","date_gmt":"2011-01-10T05:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/10\/il-corridoio-di-danzica-fu-creato-dagli-alleati-proprio-per-rendere-inevitabile-un-nuovo-conflitto\/"},"modified":"2011-01-10T05:29:00","modified_gmt":"2011-01-10T05:29:00","slug":"il-corridoio-di-danzica-fu-creato-dagli-alleati-proprio-per-rendere-inevitabile-un-nuovo-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/10\/il-corridoio-di-danzica-fu-creato-dagli-alleati-proprio-per-rendere-inevitabile-un-nuovo-conflitto\/","title":{"rendered":"Il \u00abCorridoio di Danzica\u00bb fu creato dagli Alleati proprio per rendere inevitabile un nuovo conflitto?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abMourir pour Dantzig?\u00bb (\u00abMorire per Danzica?\u00bb), si chiedeva, decisamente perplesso, il politico francese Marcel D\u00e9at, in un articolo apparso il 4 maggio 19139 sul giornale \u00abL&#8217;Oeuvre\u00bb: e il suo dubbio era anche il dubbio di una intera generazione europea.<\/p>\n<p>Danzica era una citt\u00e0 largamente tedesca, sebbene i sobborghi e i dintorni avessero anche una popolazione slava (Polacchi e Casciubi) e sebbene l&#8217;architettura fosse, in realt\u00e0, di impronta olandese, dovuta alla numerosa colonia di immigrati dai Paesi Bassi che vi si stabilirono al tempo in cui faceva parte della Lega Anseatica.<\/p>\n<p>Dopo essere stata a lungo e sanguinosamente contesa, nel Medioevo, fra i re di Polonia e i Cavalieri dell&#8217;Ordine Teutonico, anche a causa della sua posizione strategica presso la foce della Vistola, che ne faceva una via commerciale privilegiata fra l&#8217;Europa centro-orientale e il Mar Baltico, nel 1793 (all&#8217;epoca della seconda spartizione della Polonia) venne definitivamente annessa alla Prussia, nonostante che i suoi abitanti &#8211; un po&#8217; come avevano fatto i Triestini nei confronti di Venezia &#8211; avessero cercato a lungo di mantenere la propria indipendenza.<\/p>\n<p>Al termine della prima guerra mondiale, il 28 giugno 1919, con il Trattato di Versailles le potenze vincitrici istituirono la Citt\u00e0 Libera di Danzica, governata da un commissario nominato dalla Societ\u00e0 delle Nazioni, allo scopo di dare alla Polonia il desiderato sbocco al mare, mediante il cosiddetto \u00abcorridoio polacco\u00bb. Si trattava, comunque, di una palese finzione giuridica, poich\u00e9 la citt\u00e0 si trovava, &quot;de facto&quot;, sotto il controllo della Polonia; la quale, oltre alla unione doganale con Danzica, possedeva anche la Westerplatte cittadina, adibita a base militare. Solo il 6 marzo 1932 (quando Hitler non era ancora andato al potere) essa dovette rinunziare al controllo di Danzica, conservando in compenso il porto di Gdynia (Gdingen in tedesco).<\/p>\n<p>Gdynia, che si trova ad appena 25 km. da Danzica, era stata, fino al 1914, un insignificante villaggio di pescatori, con una popolazione di appena 1.000 abitanti; ma dopo la guerra il governo polacco volle farne un grandioso porto militare. Vennero utilizzati investimenti stranieri e venne favorita una massiccia immigrazione dall&#8217;interno, tanto che, nel 1939, Gdynia aveva ormai una popolazione di ben 100.000 abitanti, ovviamente tutti polacchi.<\/p>\n<p>Intanto i Tedeschi di Danzica non facevano mistero del loro desiderio di riunirsi alla madrepatria tedesca: e anche qui sorge spontaneo un parallelo con la situazione di Fiume dopo la prima guerra mondiale; con la differenza che il \u00abcorridoio\u00bb e lo status di citt\u00e0 libera per Danzica creavano una discontinuit\u00e0 territoriale fra la Prussia Orientale e il resto della Germania, discontinuit\u00e0 che non esisteva nel caso di Fiume rispetto all&#8217;Italia.<\/p>\n<p>A dire il vero, non esisteva nulla di simile in alcun Paese al mondo, almeno nel XX secolo, se si fa eccezione per l&#8217;assurda situazione di Panama, uno Stato che gli Stati Uniti d&#8217;America avevano creato dal nulla, fomentando una secessione dalla Colombia, al solo scopo di assicurarsi il possesso della Zona del Canale, che tagliava in due la neonata repubblica (1903). Infatti, quando il presidente Theodor Roosevelt aveva concepito l&#8217;idea di assicurare al proprio Paese il controllo del futuro Canale fra l&#8217;Atlantico e il Pacifico, il governo della Colombia, cui apparteneva la regione dell&#8217;Istmo, non aveva voluto cederne il controllo ad un consorzio nordamericano, rifiutandosi di ratificare il trattato del 1901, che avrebbe assegnato agli Stati Uniti non solo la costruzione del canale, ma anche la sua gestione, per un periodo di ben 100 anni.<\/p>\n<p>Per inciso, l&#8217;esclusiva sovranit\u00e0 americana sulla Zona del Canale (con tanto di francobolli propri e con il dollaro come moneta ufficiale), rafforzata dalla presenza di basi militari e di ingenti forze navali, aeree e terrestri, \u00e8 terminata solo nel 1979, per essere sostituita da una ventennale amministrazione congiunta statunitense e panamense; finch\u00e9, nel 1999, la Zona del Canale \u00e8 tornata a far parte integrante della Repubblica di Panama.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, la Colombia, pur restando l&#8217;unico Stato sudamericano bioceanico (si affaccia, infatti, sia sull&#8217;Oceano Atlantico che su Pacifico), \u00e8 rimasta esclusa da questa fondamentale area strategica e niente e nessuno potranno risarcirla del danno subito e della evidente forzatura nordamericana che presiedette alla nascita della Repubblica di Panama; la quale, guarda caso, appena nata con la secessione dal governo di Bogot\u00e0, si era affrettata a riconoscere tutti i diritti sul futuro canale ai suoi poco disinteressati protettori di Washington.<\/p>\n<p>Il caso di Danzica, dunque, era un &quot;unicum&quot; giuridico nel mondo intero e solo lo stato di estrema prostrazione in cui venne a trovarsi la Germania al termine della prima guerra mondiale, accentuato dalle clausole punitive del Trattato di Versailles e specialmente da quelle relative alle cosiddette riparazioni economiche, rese possibile il crearsi e, in seguito, il protrarsi di una situazione cos\u00ec paradossale, che di certo nazioni come la Francia o la Gran Bretagna non avrebbero mai tollerato quanto a se stesse.<\/p>\n<p>La popolazione di Danzica non smise mai di sentirsi tedesca e lo si vide ripetutamente, nelle elezioni per il governo cittadino; nel maggio del 1933 &#8211; dunque poco dopo l&#8217;ascesa al potere di Hitler in Germania &#8211; esse furono vinte dai nazionalsocialisti, i quali, ovviamente, cominciarono a chiedere con insistenza il ritorno alla madrepatria.<\/p>\n<p>Eppure passarono cinque anni prima che il F\u00fchrer ponesse ufficialmente sul tappeto la questione della sovranit\u00e0 tedesca su Danzica; ci\u00f2 avvenne solo il 24 ottobre del 1938, quando offr\u00ec alla Polonia, contestualmente, un patto di non aggressione di durata venticinquennale.<\/p>\n<p>La proposta venne rinnovata il 21 marzo 1933 (due giorni prima che i Tedeschi, in seguito a un accordo con la Lituania, rientrassero in possesso di Memel) e respinta come la volta precedente. Hitler ne rifer\u00ec al Reichstag, in un discorso ufficiale del 28 aprile successivo, nei seguenti termini:<\/p>\n<p>\u00abConsidero tuttavia doveroso far presente al Governo di Varsavia che come la Polonia desidera uno sbocco sul mare, cos\u00ec la Germania ha bisogno di avere accesso alle sue province situate ad Est. Questi sono tutti problemi di difficile soluzione, ma la Germania non ne \u00e8 responsabile; lo sono piuttosto gli impostori di Versailles che con la loro malvagit\u00e0 e avventatezza, hanno piazzato 100 barili di polvere intorno all&#8217;Europa muniti di miccia a lenta combustione. Questi problemi non possono essere risolti con id\u00e8e antiquate ma con nuovi metodi.<\/p>\n<p>Lo sbocco al mare della Polonia e una strada Tedesca attraverso il Corridoio, ad esempio, non hanno nessun tipo di rilevanza militare, ma hanno un&#8217;importanza esclusivamente economica e psicologica. Assegnare un&#8217;importanza militare ad una strada di questo genere significa ignorare completamente la tattica e la strategia militare.<\/p>\n<p>In seguito a queste considerazioni ho sottoposto al Governo Polacco le seguenti proposte:<\/p>\n<p>1) Danzica torner\u00e0 a far parte del Reich Tedesco come Citt\u00e0 Libera.<\/p>\n<p>2) Alla Germania dovranno essere concesse una strada ed una ferrovia attraverso il Corridoio aventi entrambe lo status di extraterritorialit\u00e0 come lo stesso Corridoio.<\/p>\n<p>In cambio la Germania \u00e8 pronta a:<\/p>\n<p>1) Riconoscere alla Polonia ogni diritto economico su Danzica.<\/p>\n<p>2) Assicurare alla Polonia un porto franco a Danzica con accesso al mare completamente libero. 3)<\/p>\n<p>3) Considerare definitivi gli attuali confini tra la Germania e la Polonia.<\/p>\n<p>4) Concludere con la Polonia un patto di non aggressione della durata di 25 anni, cio\u00e8 oltre la durata della mia vita.<\/p>\n<p>5) Garantire l&#8217;indipendenza dello Stato Slovacco dalla Germania, dall&#8217;Ungheria e dalla Polonia che in pratica significa la rinuncia ad ogni egemonia Tedesca su questo territorio.<\/p>\n<p>Il Governo Polacco ha respinto la mia proposta dichiarando di essere pronti soltanto a:<\/p>\n<p>1) Negoziare la questione relativa alla nomina del sostituto per la carica di Commissario della Societ\u00e0 delle Nazioni.<\/p>\n<p>2) Prendere in considerazione le richieste tedesche relativamente al transito attraverso il Corridoio. Sono profondamente amareggiato da questo incomprensibile atteggiamento del Governo Polacco che da solo non sarebbe cos\u00ec preoccupante se non fosse accompagnato da un altro fatto ancor pi\u00f9 grave e cio\u00e8 che la Polonia, come la Cecoslovacchia un anno fa, sotto la pressione di una mendace campagna internazionale, ritenga necessario chiamare alle armi le proprie truppe, nonostante la Germania non abbia compiuto finora alcun atto di ostilit\u00e0 nei suoi confronti.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione estremamente spiacevole e i posteri un giorno giudicheranno se \u00e8 stato sensato e giusto rifiutare le proposte da me avanzate. Il mio \u00e8 stato un tentativo per risolvere una questione intimamente sentita dal popolo Tedesco, attraverso un compromesso vantaggioso per entrambi i Paesi. Sono assolutamente convinto che in questa situazione la Polonia non sia affatto disposta a dare, ma sia pronta soltanto a ricevere, senza rendersi conto che Danzica non diventer\u00e0 mai Polacca. La presunta intenzione di attaccare da parte della Germania, inventata dalla stampa internazionale, ha spinto il Governo Polacco a sottoscrivere un impegno con l&#8217;Inghilterra in base al quale la Polonia, in determinate circostanze, sarebbe obbligata a prendere le armi contro la Germania in caso di conflitto tra la stessa Germania e un&#8217;altra qualsiasi Potenza Europea. Quest&#8217;obbligo \u00e8 in netto contrasto con l&#8217;accordo sottoscritto a suo tempo da me e dal Maresciallo Pilsudski che prevedeva che la Polonia mantenesse inalterati i soli impegni assunti in precedenza con la Francia e dei quali peraltro eravamo a conoscenza.\u00bb<\/p>\n<p>Poi, \u00e8 noto cosa accadde.<\/p>\n<p>La Gran Bretagna offr\u00ec alla Polonia una cambiale in bianco, ossia un patto di alleanza militare che la impegnava ad entrare in guerra al suo fianco, qualora fosse stata aggredita da un&#8217;altra potenza: una cosa inaudita per la diplomazia britannica, che mai si era impegnata a quel modo nei confronti di alcuno Stato europeo, nemmeno con la Francia e la Russia, le sue alleate dell&#8217;Intesa, alla vigilia della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Era avvenuto che Chamberlain, dopo l&#8217;ingresso dei Tedeschi a Praga, aveva dato formale assicurazione al governo polacco che l&#8217;avrebbe sostenuto in ogni caso ed aveva invitato anche il governo francese ad aderire all&#8217;iniziativa, cercando di estenderla pure all&#8217;Unione Sovietica, allo scopo di proteggere la Romania; la quale ultima, in quel momento, gli sembrava &#8211; a torto &#8211; minacciata dalle mire hitleriane.<\/p>\n<p>Ma Stalin non volle impegnarsi in favore della Romania (aveva ben altri progetti in materia, lui), se la Polonia non avesse fatto altrettanto; e quest&#8217;ultima, non fidandosi del dittatore sovietico, declin\u00f2 l&#8217;invito di una alleanza a quattro (Inghilterra, Francia, Unione Sovietica e Polonia) a protezione della Romania. Allora, il 26 marzo, Londra ruppe gli indugi e stipul\u00f2 un patto di assistenza bilaterale con Varsavia, legandosi le mani ad occhi bendati, come mai aveva fatto in passato, essendo anzi sempre stata regola fondamentale della politica britannica verso l&#8217;Europa, quella di non assumere mai impegni unilaterali, ma di tenersi le mani libere, per decidere se e quando intervenire in eventuali conflitti tra le potenze continentali.<\/p>\n<p>La cosa paradossale, che sa di cinismo, \u00e8 che sia il governo inglese, sia i vertici delle forze armate britanniche sapevano benissimo di non poter recare alcun aiuto efficace alla Polonia, in caso di guerra fra questa e la Germania; per cui il trattato del 26 marzo, bench\u00e9 diretto esplicitamente contro la Germania, mentre spingeva la Polonia all&#8217;intransigenza sulla questione di Danzica, di fatto la relegava al ruolo di pedina avanzata della strategia inglese sul continente, una pedina che si sarebbe potuto sacrificare per permettere alla Gran Bretagna di bloccare le coste tedesche con la sua flotta e di mobilitare le risorse del suo Impero per vincere una guerra di logoramento, senza doversi impegnare direttamente &quot;sul campo&quot;.<\/p>\n<p>Lo storico militare inglese Sir Basil Liddell Hart ha cos\u00ec commentato quella decisione del governo britannico (\u00abLa seconda guerra mondiale\u00bb, in \u00abStoria del mondo moderno\u00bb dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge, vol. XII, pp. 895-96):<\/p>\n<p>\u00abNel marzo del 1939, Hitler occup\u00f2 il resto della Cecoslovacchia e accerchi\u00f2 cos\u00ec il fianco della Polonia. Fu questa l&#8217;ultima delle manovre &quot;non sanguinose&quot;: il destino volle che questo suo passo fosse seguito da una mossa sconsiderata da parte del governo britannico, cio\u00e8 la garanzia improvvisamente da esso offerta alla Polonia e alla Romania, entrambe strategicamente isolate, senza prima garantirsi una qualche assicurazione da parte della Russia, la sola potenza che potesse dare a queste due nazioni un appoggio effettivo.<\/p>\n<p>Per il momento in cui cadevano, era inevitabile che queste garanzie facessero l&#8217;effetto di una provocazione; e infatti, come ora sappiamo, finch\u00e9 non si trov\u00f2 davanti a questo gesto di sfida Hitler non ebbe intenzione di attaccare immediatamente la Polonia. Concesse a parti d&#8217;Europa inaccessibili alle forze della Gran Bretagna e della Francia, le garanzie costituirono una tentazione quasi irresistibile. Cos\u00ec le potenze occidentali minarono alla base il solo tipo di strategia a loro accessibile, data la loro deficienza di forze d&#8217;attacco mobili: invece di fermare l&#8217;aggressione presentando un fronte molto forte contro qualsiasi attacco in occidente, dettero a Hitler una facile occasione di abbattere un fronte debole e di ottenere cos\u00ec un successo fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 strana di questo periodo fu la fiducia degli uomini politici che la garanzia data alla Polonia &#8211; una vera e propria assurdit\u00e0 dal punto di vista strategico &#8211; potesse costituire un deterrente per Hitler. L&#8217;unico che si espresse contro questa follia fu Lloyd George; Churchill invece, che pure era in grado di vederne i lati deboli, parl\u00f2 a suo favore.<\/p>\n<p>Hitler, che aveva una mente da stratega, fu lesto a capire che solo l&#8217;aiuto della Russia avrebbe potuto rendere efficace la garanzia inglese. Cos\u00ec, ingoiando il terrore e l&#8217;odio per il bolscevismo, egli dedic\u00f2 tutti i suoi sforzi e le sue energie ad accordarsi con la Russia e ad assicurarsene l&#8217;astensione dal conflitto.\u00bb<\/p>\n<p>Il 26 marzo vennero rotti i negoziati fra la Polonia e la Germania per il futuro assetto di Danzica; il 28 aprile il governo tedesco denunci\u00f2 la rottura del patto di non aggressione tedesco-polacco e di quello navale anglo-tedesco del 1935: e, in entrambi i casi, con una certa ragione &#8211; o, se si preferisce, con una certa apparenza di ragione.<\/p>\n<p>In tal modo si giunse alla repentina stipulazione del patto tedesco-sovietico del 23 agosto 1939 e, all&#8217;alba del 1\u00b0 settembre, alla fulminea invasione tedesca della Polonia, seguita, il 17 successivo, dalla invasione sovietica sull&#8217;altra frontiera di quella sventurata nazione.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla questione che fu all&#8217;origine di tutto: la questione di Danzica e del cosiddetto \u00abcorridoio polacco\u00bb.<\/p>\n<p>Ci siamo occupati a su tempo della geopolitica di Karl Haushofer e sulla sua eventuale dimensione di attualit\u00e0 (cfr. l&#8217;articolo \u00abLa geopolitica di Karl Haushofer ha ancora qualcosa da insegnare al mondo attuale?\u00bb, sul sito di Arianna Editrice in data 01\/04\/10).<\/p>\n<p>Ebbene il figlio di Karl, Albrecht, oltre che diplomatico di carriera, e poeta fu anch&#8217;egli, come il pare, un altissimo esponente della scuola geopolitica tedesca ed anzi la sua figura di maggiore spicco nel periodo tra le due guerre mondiali.<\/p>\n<p>Nel 1931 (prima, quindi, dell&#8217;assunzione al potere dei nazisti) egli pubblic\u00f2 una importante monografia sul problema del &quot;Corridoio polacco&quot;, dal titolo \u00abChe cosa \u00e8 un corridoio&quot;, in cui si sforzava di mostrare non solo l&#8217;artificiosit\u00e0 di esso, ma anche la pretestuosit\u00e0 delle ragioni con le quali gli Alleati ne avevano deciso la creazione: non tanto, a suo parere, per dare uno sbocco al mare alla Polonia, quanto per spezzare la continuit\u00e0 territoriale della Germania e porla in uno stato di inferiorit\u00e0 permanente, sperando forse di esasperarla e spingerla a qualche passo irrimediabile, che avrebbe offerto agli Alleati l&#8217;occasione ideale per aggredirla.<\/p>\n<p>Tale saggio \u00e8 stato pubblicato in Italia solo una quindicina di anni fa, a cura della Rivista Italiana di Geopolitica \u00abLimes\u00bb, corredato dalle interessanti cartine geografiche originali; ne riportiamo alcuni stralci essenziali (n. 3 del 1995, traduzione di Vanda Perretta, pp. 177-196):<\/p>\n<p>\u00abIn Germania tutti sono d&#8217;accordo sul fatto che il corridoio polacco sia dannoso. \u00c8 possibile che qualcuno non ne sia del tutto convinto ma prolungare la discussione sul corridoio cin un angolatura che suscita interesse solo nei tedeschi ha poca attualit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario invece conquistarsi la comprensione dei paesi stranieri. [&#8230;]<\/p>\n<p>La superficialit\u00e0 e l&#8217;ignoranza con cui si \u00e8 operato nel 1919 a Versailles \u00e8 cosa nota. E sarebbe un ottimismo assolutamente infondato il credere che dodici anni di dimostrazioni pratiche siano bastati a eliminare quella superficialit\u00e0 e quell&#8217;ignoranza. Non si pu\u00f2 quindi fare a meno di una chiara, anche se in parte sommaria, descrizione del problema.<\/p>\n<p>Cominciamo quindi col porci una semplice domanda: che cosa \u00e8 un corridoio?<\/p>\n<p>Porremo la domanda prima da un punto di vista politico-geografico e quindi dovremo necessariamente verificare se nel mondo esistano, o siano esistiti, altri corridoi oltre quello che ci interessa, coi quali poter instaurare un paragone. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il corridoio \u00e8 stata creato con la motivazione che anche la Polonia doveva avere un libero sbocco al mare. Molti ritengono che il significato pi\u00f9 importate del corridoio della Vistola risieda appunto nella sua qualit\u00e0 di libero accesso al mare. Questa \u00e8 una mezza verit\u00e0 e quindi un errore molto pericoloso.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il luogo ove discutere se sia proprio necessario che uno Stato abbia uno sbocco al mare. Le opinioni in merito possono essere diverse; alle varie ipotesi citate da Erich Murawski nel suo articolo sul dibattito internazionale relativo al problema che ci interessa, ne aggiungiamo una sola, l&#8217;ultima: E. de Martonne, nel suo lavoro, peraltro evidentemente ostile alla Germania, definisce la mancanza di un accesso al mare come &quot;un certo svantaggio economico&quot; che per\u00f2 &quot;non rappresenta un insopportabile difetto organico&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Per cominciare, riconosciamo che la destinazione del corridoio polacco \u00e8 quella di rappresentare il libro sbocco al mare, nella misura in cui essa \u00e8 data ed \u00e8 parte della sostanza stessa del corridoio. Tuttavia l&#8217;accesso libero al mare pu\u00f2 essere raggiunto anche in altri modi. Tuttavia l&#8217;accesso libero al mare pu\u00f2 essere raggiunto anche in altri modi. Anche quando si parta dall&#8217;opinione secondo cui &#8216;accesso libero al mare possa essere garantito solo territorialmente &#8212; opinione che noi non condividiamo &#8211; questo sbocco territoriale pu\u00f2 attuarsi con diverse modalit\u00e0. Esso pu\u00f2 percorrere pi\u00f9 stati stranieri, oppure pu\u00f2 passare attraverso un altro Stato. Il corridoio polacco della Vostola passa attraverso la terra tedesca; questo taglio nello Stato tedesco definisce l&#8217;essenza del corridoio del corridoio tanto quanto il libero accesso al mare.<\/p>\n<p>Negli scritti propagandistici polacchi si preferisce ignorare questo dato di fatto. I polacchi disconoscono le particolarit\u00e0 politico-geografiche del corridoio della Vistola. [&#8230;]<\/p>\n<p>&quot;Non c&#8217;\u00e8 nulla la mondo che possa essere paragonato al Corridoio&quot;. Dicendo questo Money ha perfettamente ragione. Anche ripercorrendo la storia passata, per lo meno sino a epoche in cui sia possibile comparare situazioni economiche e di comunicazioni, non troveremmo niente di simile al corridoio della Vistola. Verro \u00e8 che sulla terra esiste tutta una serie di casi in cui sarebbero state possibili soluzioni territoriali simili, ove i confini fossero stato disegnati anche solo approssimativamente in maniera cos\u00ec insensata come quelli tracciati a Versailles.<\/p>\n<p>Esaminiamo le diverse possibilit\u00e0: a prescindere da piccole entit\u00e0 statali, come San marino, il Liechtenstein e Andorra, che non hanno particolare significato economico, esistono nel mondo diversi Stati che dopo gli avvenimenti polacchi, avrebbero ogni diritto a un&quot;libero sbocco sul mare&quot; in versione territoriale. Essi sino quattro Stati europei di media grandezza: la Svizzera, l&#8217;Austria, l&#8217;Ungheria e la Cecoslovacchia. Tutti e quattro hanno un peso economico pari a quello della Polonia e un peso culturale superiore. Inoltre, vi sono due piccoli Stati europei il Lussemburgo e la Citt\u00e0 del Vaticano, che meritano un&#8217;attenzione particolare: uno per la particolare potenza economica, l&#8217;altro per essere il centro di una grande potenza spirituale. Ancora, due Sati sudamericani di media dimensioni quali Bolivia e il Paraguay. E poi, altri Stati interni in Asia e in Africa, tra cui citeremo solo i pi\u00f9 importanti, come L&#8217;Abissinia e l&#8217;Afghanistan. Infine tutta una serie di casi in cui, per motivi particolari (posizione sfavorevole, clima glaciale, eccetera) sarebbero auspicabili esiti diversi da quelli attuali.<\/p>\n<p>Rinunciamo a trattare in modo pi\u00f9 approfondito e in questa sede gi Stati danubiani. Ai tempi della vecchia Austria-Ungheria essi avevano accesso al mare. Oggi invece sono costretti a servirsi di vie d&#8217;acqua internazionalizzate come il Danubio e l&#8217;Elba.<\/p>\n<p>Una soluzione territoriale per l&#8217;Austria e l&#8217;Ungheria sarebbe pensabile solo in direzione dell&#8217;Adriatico. [&#8230;] Una soluzione austriaca sarebbe possibile senza la dichiarata formazione di un corridoio poich\u00e9 uno sbocco austriaco sull&#8217;Adriatico, tra l&#8217;Italia e la Slavia meridionale, sarebbe realizzabile senza dover passare attraverso le regioni di uno Stato straniero.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, nessuno pensa a proporre cose del genere. E nessuno parla nemmeno di un corridoio ceco verso il Baltico, anche se un territorio da Eichengen a Stettino sarebbe appena pi\u00f9 assurdo di quello polacco da Thorn a Edingen.<\/p>\n<p>La Svizzera poi rappresenta un esempio ancora migliore, perch\u00e9 \u00e8 lontana da tutte le considerazioni della politica attuale; infatti essa, a prescindere dalla navigazione sul Reno con tutte le sue limitate possibilit\u00e0, deve procurarsi un accesso al mare senza nessuna garanzia. [&#8230;]<\/p>\n<p>Un altro caso \u00e8 quello dell&#8217;acceso al Mare Egeo per la Bulgaria e la Slavia meridionale. \u00c8 noto che la divisione della Macedonia nella prima guerra dei Balcani fu la causa immediata della seconda guerra balcanica, nel corso della quale la Bulgaria fu cacciata dalla Macedonia occidentale ma le fu lasciato l&#8217;accesso all&#8217;Egeo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Tutti questi esempi [&#8230;] hanno una cosa in comune essi Appaiono, agli occhi dei cittadini appartenenti agli Stati percorsi dai corridoi, come creazioni in certo qual modo fantastiche. Sia che esse riguardino l&#8217;India [per un ipotetico corridoio afghano o per uno tibetano], il Cile [per il corridoio boliviano], il Brasile [per quello paraguayano], o gli Stati Uniti [per quello canadese mirante ai porti dell&#8217;Atlantico liberi dai ghiacci], la Norvegia [per quello svedese diretto al porto di Narvik], la Francia [per un corridoio svizzero attraverso il Rodano], l&#8217;Italia [per quello svizzero verso l&#8217;Adriatico] o la Grecia [per quello bulgaro fino all&#8217;Egeo]: il solo pensarci suscita stupore o ilarit\u00e0.<\/p>\n<p>Allora non rimane altro da fare che osservare quanto segue: un corridoio lungo la Vistola \u00e8 altrettanto fantasioso che un corridoio lungo l&#8217;Indo o l&#8217;Hudson, o il Rodano o il Po. Eppure esso \u00e8 una realt\u00e0!<\/p>\n<p>Riassumendo: nel mondo non esiste nessuna creazione politica paragonabile al corridoio della Vistola. L&#8217;unico corridoio ancora esistente \u00e8 quello finlandese di Petsamo che conduce, attraverso un deserto subpolare, lungo una frontiera che esiste da lunghissimo tempo. In nessun luogo al mondo uno Stato viene diviso in due parti da un corridoio straniero. Al contrario, esiste una gran quantit\u00e0 di stati separati territorialmente dal mare, parte dei quali hanno diritti riservati su grandi fiumi, o su porti e ferrovie, mentre e altri stati sono stati esclusi dal&#8217;accesso al mare senza nessuna garanzia di legge.<\/p>\n<p>Esiste anche un esempio in cui l&#8217;accesso al mare \u00e8 stato garantito e riconosciuto, senza il ricorso a modifiche territoriali. [..]<\/p>\n<p>Abbiamo assodato che, in tempi di pace, la Polonia non pu\u00f2 ottenere un libero accesso al mare in mancanza di garanzie territoriali. [&#8230;]<\/p>\n<p>Vediamo ora se il corridoio attuale \u00e8 in grado di garantire l&#8217;accesso al mare in tempo di guerra. Non sono necessarie grandi spiegazioni. Sino a quando il Reich tedesco sar\u00e0 impotente a livello militare e isolato nel panorama politico mondiale, non ci saranno guerre, a meno che esse on vengano iniziate da altri. Sino ad allora solo la Germania sar\u00e0 in pericolo, non la Polonia, e questo con o senza corridoio. Ove per\u00f2 le armi fossero equamente distribuite, quale esperto di cose militari avrebbe il coraggio di sostenere che il corridoio sarebbe in grado di garantire l&#8217;accesso polacco al Baltico, anche solo per 24 ore? E anche nel caso che il corridoio resistesse, contro ogni evidenza militare &#8211; che valore avrebbe allora, in caso di guerra, la navigazione sul Baltico: qual \u00e8 stata l&#8217;ultima occasione in cui la flotta del Baltico \u00e8 stata di una qualche utilit\u00e0 per una potenza in guerra, se navi nemiche controllano passaggi a ovest? Certo, in epoche in cui ancora non esistevano n\u00e9 blindati veloci n\u00e9 cacciatorpediniere o sommergibili. Basta solo rifarsi al passato, e pensare a quali territori, da entrambe le parti, sono stati bloccati durante la guerra mondiale, basta ricordare i corridoi di navigazione neutrali attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord e le acque atlantiche periferiche, per capire che, in caso di guerra, l\u00f2&#8217;accesso della Polonia al mare sarebbe totalmente privo di valore.<\/p>\n<p>O la guerra non dovr\u00e0 assolutamente mettere in pericolo la Polonia &#8211; e ci\u00f2 anche a prescindere dal corridoio &#8211; oppure la guerra minaccer\u00e0 la sopravvivenza di questo Stato da oriente o da occidente o da entrambe le parti &#8211; e allora il corridoio sarebbe poco di pi\u00f9 di una trappola militare.<\/p>\n<p>Per concludere. Se, in tempo di guerra, il corridoio, e quindi il libero accesso della Polonia al mare, \u00e8 privo di senso, se esso \u00e8 superfluo in tempo di pace, grazie al fatto che tutto quanto \u00e8 importante dal punto di vista economico pu\u00f2 essere garantito per altre vie, perch\u00e9 \u00e8 stato creato questo corridoio?<\/p>\n<p>La Francia taccia a proposito del motivo etnografico. Ognuno sa che la Prussia occidentale e i distretti della Netze erano per due terzi tedeschi. Ognuno sa che lungo la Vistola, da sud a nord, non esiste una zona compatta di insediamenti polacchi, ma che una sequenza ininterrotta di insediamenti tedeschi lungo la Netze e la Vistola congiunge la vecchia Prussia con la regione dell&#8217;Oder. Anche a Versailles tutto questo era noto, altrimenti perch\u00e9 s sarebbe temuto un referendum popolare sul corridoio?<\/p>\n<p>Cos\u00ec sono possibile solo due motivazioni: da una parte crassa ignoranza e sconfinata indifferenza; dal&#8217;altra gelido, consapevole odio.<\/p>\n<p>Si sapeva che si sarebbero distrutte molte pi\u00f9 cose di quante se ne sarebbero edificate, tracciando il confine tedesco-polacco come esso \u00e8 oggi. E questo \u00e8 quanto hanno voluto fare. Clemenceau \u00e8 stato tanto grande da non mentire: &quot;Ceterum censeo, Germania esse delendam&quot;.<\/p>\n<p>Intanto in Europa si \u00e8 diffusa la convinzione che una Germania distrutta potrebbe significare anche un&#8217;Europa distrutta&#8230; Il corridoio della Vistola deve scomparire, se l&#8217;Europa vuole risanarsi.\u00bb<\/p>\n<p>Certo, si potrebbe obiettare a tutto questo che lo status di citt\u00e0 libera per Danzica e l&#8217;esistenza del \u00abcorridoio polacco\u00bb, se da un lato potevano apparire, e di fatto erano, una stranezza rispetto alo Stato tedesco, di fatto non recavano a quest&#8217;ultimo un vero e proprio danno e non ne minacciavano degli interessi vitali.<\/p>\n<p>Questione di opinioni.<\/p>\n<p>Non siamo persuasi che il governo di Parigi avrebbe accettato una sistemazione territoriale che obbligasse merci e persone (ivi comprese le forze armate) a raggiungere Bordeaux, per esempio, solo via mare, oppure passando attraverso un \u00abcorridoio\u00bb appartenente ad un&#8217;altra potenza; potenza che, da parte sua, avesse costruito una grande base militare, dal nulla, a soli 25 km. di distanza; n\u00e9 che il governo di Londra avrebbe tollerato una situazione equivalente sul proprio territorio, ad esempio con la sottrazione di una striscia d&#8217;interesse strategico, poniamo all&#8217;altezza del Vallo di Antonino, che separasse l&#8217;Inghilterra dalla Scozia.<\/p>\n<p>Meno ancora crediamo che Londra e Parigi avrebbero tollerato che lo Stato cos\u00ec insediatosi in un punto sensibile del proprio territorio nazionale stipulasse un patto di alleanza con una grande potenza, ricevendo la promessa di un sostegno incondizionato in caso di conflitto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, sorge spontanea la domanda: il Corridoio di Danzica era stato creato dagli Alleati allo scopo deliberato di rendere inevitabile un nuovo confitto, spingendo la Germania sulla via delle rivendicazioni e dei progetti di rivincita?<\/p>\n<p>Non facciamo queste considerazioni per attenuare le responsabilit\u00e0 di Hitler nello scatenamento della seconda guerra mondiale; ma per mostrare che, esattamente come era avvenuto nel 1914, esse non furono tutte e solo della Germania.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 un punto sul quale tutti gli storici onesto dovrebbero consentire, dopo sessantacinque anni di verit\u00e0 parziali e di mistificazioni interessate, aventi lo scopo di rifare una verginit\u00e0 assoluta alle democrazie occidentali.<\/p>\n<p>Da sempre i vincitori si prendono la libert\u00e0 di scrivere la storia a proprio uso e consumo; sta agli uomini intellettualmente onesti contrastare tali tentativi, dal momento che collidono con il fondamentale principio della assoluta imparzialit\u00e0 nella ricostruzione storiografica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMourir pour Dantzig?\u00bb (\u00abMorire per Danzica?\u00bb), si chiedeva, decisamente perplesso, il politico francese Marcel D\u00e9at, in un articolo apparso il 4 maggio 19139 sul giornale \u00abL&#8217;Oeuvre\u00bb:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}