{"id":24240,"date":"2010-04-11T11:48:00","date_gmt":"2010-04-11T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/11\/la-bellezza-del-corpo-nudo-e-sublime-se-contemplata-con-lo-sguardo-dellanima\/"},"modified":"2010-04-11T11:48:00","modified_gmt":"2010-04-11T11:48:00","slug":"la-bellezza-del-corpo-nudo-e-sublime-se-contemplata-con-lo-sguardo-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/11\/la-bellezza-del-corpo-nudo-e-sublime-se-contemplata-con-lo-sguardo-dellanima\/","title":{"rendered":"La bellezza del corpo nudo \u00e8 sublime se contemplata con lo sguardo dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p>La nostra cultura \u00e8 ossessionata dal corpo nudo, lo vede e lo cerca dappertutto, dalla pubblicit\u00e0 della pastasciutta alla copertina di un settimanale di politica e attualit\u00e0; ma ad una condizione: che esso sia giovane, bello, sano, depilato, abbronzato e palestrato.<\/p>\n<p>Lungi dall&#8217;essere un corpo naturale, il corpo la cui nudit\u00e0 viene continuamente celebrata \u00e8 un corpo totalmente artificiale, inverosimile, inesistente in natura. Di conseguenza, anche il suo affannoso inseguimento nasce da un sostanziale equivoco: non \u00e8 la naturalezza che si cerca e non \u00e8 naturale il desiderio; ma tanto il desiderio quanto la ricerca sono figli malati di una condizione spirituale patologica.<\/p>\n<p>Negare ci\u00f2, significa barare al gioco e truccare le carte; significa essere intellettualmente disonesti. Se la condizione naturale del corpo nella nostra societ\u00e0 fosse la nudit\u00e0, allora noi dovremmo accettare ed accogliere di buon grado qualunque corpo: anche se vecchio e malato, anche se obeso e deforme. Invece non \u00e8 cos\u00ec: anzi, proviamo addirittura sentimenti di repulsione di fronte a tali corpi; e pi\u00f9 forte li provano proprio coloro che vanno cianciando della assoluta e ovvia naturalezza della nudit\u00e0.<\/p>\n<p>La cultura dominante ama dire e ripetere fino alla noia che l&#8217;ossessione del corpo \u00e8 il frutto di secoli di repressione, di colpevolizzazione, di demonizzazione &#8211; addirittura &#8211; del corpo nudo; ma questa \u00e8 una litania che, per quanto reiterata con monotona perseveranza, non dovrebbe convincere quanti possiedono ancora un po&#8217; di senso critico.<\/p>\n<p>\u00c8 vero: nella cultura cristiana dei primi secoli vi \u00e8 una reazione contro l&#8217;ostentazione del corpo nudo, propria della classicit\u00e0; ma bisogna storicizzare. La tarda antichit\u00e0 aveva spinto quella ostentazione fino ai limiti estremi della pornografia, del sadismo, della pedofilia; e che altro erano le carneficine dei giochi gladiator\u00ee e l&#8217;esposizione alle belve feroci, se non una sadica celebrazione del corpo nudo torturato, insanguinato, massacrato? La cultura cristiana ha reagito a siffatte degenerazioni e ha tentato di bonificare la palude in cui era sprofondata la sensibilit\u00e0 tardo-antica; certo non senza cadere, talvolta, nell&#8217;esagerazione uguale e contraria, come certi monaci della Tebaide che vedevano la presenza del Maligno ovunque comparisse un corpo, specialmente se femminile.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che troppo tempo \u00e8 trascorso e troppa acqua \u00e8 passata sotto i ponti perch\u00e9 si possa ancora sostenere, seriamente, che l&#8217;odierna ossessione del corpo sia una reazione all&#8217;educazione repressiva dei tempi andati. Sarebbe molto pi\u00f9 leale riconoscere che essa \u00e8, viceversa, il frutto, da un lato, di una sfacciata e sempre pi\u00f9 decisa operazione commerciale (fino al cattivo gusto del \u00abChi mi ama, mi segua\u00bb stampato sui mini-jeans che coprono a stento due procaci glutei femminili), e, dall&#8217;altro, di una repressione, quella s\u00ec, tenace e consapevole, esercitata proprio dalla cultura della modernit\u00e0: ossia dell&#8217;idea del nostro essere mortali.<\/p>\n<p>In tal modo, esaltare il corpo nudo artificiale consente di prendere, per cos\u00ec dire, due piccioni con una fava: favorire l&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento, veicolando nuove immagini del corpo e, quindi, introducendo profondi mutamenti culturali; ed esorcizzare (si fa per dire) la paura della morte, davanti a cui anche la scienza e la tecnica &#8211; sotto ogni altro rispetto rimaste padrone incontrastate del campo, dopo l&#8217;eclisse del sacro &#8211; hanno dovuto arrendersi, lasciando l&#8217;uomo moderno in uno stato di angoscia intollerabile.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, infatti, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di capacitarsi della propria mortalit\u00e0: vede che ogni altra barriera ha ceduto, che ogni altro limite \u00e8 stato oltrepassato, ma quello no, quello resiste; egli \u00e8 disperato e rabbioso, perch\u00e9 si sente ingiustamente condannato a morire, proprio adesso che aveva trovato la formula alchemica per trasformare ogni cosa in oro. E, non potendo rendersi ragione della morte, non trova di meglio che rifugiarsi nel mito regressivo del corpo nudo sempre giovane, sempre bello, eternamente sano.<\/p>\n<p>Intendiamoci: non \u00e8 l&#8217;idealizzazione del corpo a costituire un problema. I celebri nudi dei grandi artisti del Rinascimento, per non parlare dell&#8217;arte classica, sono l\u00ec a dimostrare che l&#8217;animo umano aspira naturalmente alla bellezza, e quindi anche alla bellezza del corpo. Sarebbe ipocrita volerlo disconoscere. Il problema nasce dal fatto che, se la nudit\u00e0 del corpo fosse naturale, allora esso non farebbe scandalo quando perde i requisiti della freschezza, della salute, della giovinezza, eccetera: verrebbe accettato anche nel suo sfiorire e nella sua decadenza.<\/p>\n<p>Invece il corpo anziano e malato fa scandalo, esattamente come &#8211; nella nostra societ\u00e0 &#8211; fa scandalo la morte. Non sono forse entrate nel linguaggio comune espressioni come: \u00abLo ha ucciso una malattia\u00bb, oppure: \u00abLa montagna assassina ha travolto gli alpinisti?\u00bb. Se la morte fosse vista come cosa naturale, non se ne parlerebbe come di una ladra e un&#8217;assassina. Similmente, se il corpo nudo fosse visto in maniera naturale, non ci sarebbe bisogno di porre dei limiti estetici alla sua fruizione: vale a dire, in sostanza, dei limiti anagrafici.<\/p>\n<p>Alcune acute osservazioni in proposito sono state fatte dal filosofo Sergio Givone (gi\u00e0 allievo di Luigi Pareyson e ordinario di Estetica presso la facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia all&#8217;Universit\u00e0 di Firenze) nel suo articolo \u00abLa nudit\u00e0 vissuta e rappresentata\u00bb (su \u00abL&#8217;Erasmo. Bimestrale della civilt\u00e0 europea\u00bb, Milano, n. 7, febbraio 2002, pp. 4-9):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Certamente l&#8217;esser nudi dice qualcosa d&#8217;innegabile sulla condizione umana Sia in senso positivo sia in senso negativo. In senso positivo: nudo \u00e8 che si \u00e8 tolto gli indumenti, che sono artificiali, dunque un di pi\u00f9, e dunque nudo \u00e8 chi ha una percezione pi\u00f9 libera di s\u00e9 e almeno per certi aspetti pi\u00f9 gioiosa, come dimostra il fatto che il piacere sessuale si accompagna solitamente alla nudit\u00e0. Ma anche in senso negativo: nudo \u00e8 sinonimo di spogliato della propria seconda pelle, se non proprio della propria dignit\u00e0, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 sinonimo di inerme, esposto alle intemperie e alle aggressioni degli altri animali, che la natura ha dotato ben altrimenti che l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Tuttavia ci\u00f2 non significa affatto che la nudit\u00e0 sia la nostra condizione naturale. Sar\u00e0 pure un paradosso, ma per l&#8217;uomo la nudit\u00e0 non \u00e8 uno stato, un modo d&#8217;essere primitivo e originario, bens\u00ec il risultato di un processo. Non lasciamoci ingannare dal fato che nasciamo nudi. Il vero atto di nascita, per noi, non \u00e8 venire al mondo nudi, ma l&#8217;essere accolti da qualcuno che si prende cura di noi e ci veste. Cos\u00ec non fosse, l&#8217;atto di nascita coinciderebbe con l&#8217;atto di morte e non saremmo qui a parlarne. Ben lungi dall&#8217;essere la condizione naturale dell&#8217;uomo, la nudit\u00e0 \u00e8 un punto d&#8217;arrivo pi\u00f9 che un punto di partenza. Tant&#8217;\u00e8 vero che la nudit\u00e0 \u00e8 sempre una condizione che dobbiamo riconquistare o una condizione a cui siamo costretti.<\/p>\n<p>Riconquista la nudit\u00e0, con gesti che possono essere molto sofisticati, ma anche inconsapevoli e automatici, l&#8217;amante che si accosta all&#8217;amato, e appunto di un riconquistare si tratta, un risalire verso fonti dimenticate e sepolte neanche il corpo desiderato fosse il paradiso perduto. Anche la nudit\u00e0 del naturista p una nudit\u00e0 riconquistata. Ha un bel dire, il naturista, che per lui lo star nudo quanto di pi\u00f9 semplice e spontaneo ci sia. Come non fosse proprio lui a parlarci della necessit\u00e0 di liberarci dei tab\u00f9. O a salutare la caduta di ogni pezzettino di stoffa come un passo verso l&#8217;emancipazione. Dunque, quello che addita agli altro \u00e8 pur sempre un cammino che ha pi\u00f9 del&#8217;ascetico che non del festoso. Alla fine de quale il pi\u00f9 delle volte ss&#8217;incontra una simulazione di naturalezza per lo meno sospetta. Quanto alla nudit\u00e0 che non \u00e8 certo una conquista, ma al contrario un&#8217;imposizione, c&#8217;\u00e8 poco da dire. L&#8217;uomo che \u00e8 obbligato a denudarsi, o \u00e8 denudato a forza, e lasciato in quello stato, patisce violenza ma anche umiliazione. L&#8217;atto compiuto sui di lui \u00e8 peggio che disumano. \u00c8 disumanizzante. Lo riduce a meno che uomo, lui, che animale e soltanto animale non pu\u00f2 essere.<\/p>\n<p>Sia la nudit\u00e0 riconquistata sia la nudit\u00e0 che deriva da costrizione lasciano perci\u00f2 ben poco spazio all&#8217;idea che essa per noi possa rappresentare la condizione naturale. Ci si pu\u00f2 illudere. Si pu\u00f2 caratterizzare il sogno di un&#8217;innocenza edenica che \u00e8 l\u00ec, a portata di mano: basta togliersi i vestiti e vivere in armonia con la natura. Che cosa significhi togliersi i vestiti, lo sappiamo. Un po&#8217; meno sappiamo che cosa significhi vivere in armonia con la natura, anche se facciamo finta di saperlo. Ma tant&#8217;\u00e8. Quel sogno \u00e8 stato sognato un infinit\u00e0 di volte. Almeno da Rousseau in poi. Ed ecco uomini e donne, nudi, e possibilmente giovani e belli, stringere patti comunitari e intrecciare danze nei boschi e bagnarsi in acque purissime e magari gelide&#8230; Ci sono anche interessanti documentazioni fotografiche di ci\u00f2. Peccato che da esse non risulti come questi movimenti neo-pagani abbiano incontrato spesso il favore di altri movimenti, il cui conclamato culto della corporeit\u00e0 (e della nudit\u00e0) nascondeva una demoniaca volont\u00e0 di dominio anzitutto sui corpi. E come il sogno sia diventato un incubo.<\/p>\n<p>Se la nudit\u00e0 NON \u00e8 la condizione naturale dell&#8217;uomo, pu\u00f2 essere tuttavia la condizione ideale. Nude, creature umane che riposano perfettamente in e stesse, tali cio\u00e8 che in esse il particolare (quel determinato corpo) e l&#8217;universale (l&#8217;idea di uomo) coincidono. Creature di questo tipo nella realt\u00e0 capita raramente d&#8217;incontrarne e anzi non capita affatto. L&#8217;uomo per\u00f2 ha sentito il bisogno d rappresentarle. E c&#8217;\u00e8 anche riuscito. La sua dunque non \u00e8 una fantasticheria. a contrario \u00e8 una manifestazione di verit\u00e0. Ossia qualcosa che lascia intravedere chi veramente siamo o chi siamo chiamati a essere. [&#8230;]<\/p>\n<p>Consideriamo la statuaria greca. Dove il corpo nudo dell&#8217;uomo esprime l&#8217;idea e anzi \u00e8 tutt&#8217;uno con la forma sensibile dell&#8217;idea. Com&#8217;\u00e8 possibile un miracolo del genere? \u00c8 possibile perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 il solo essere che \u00e8 nella natura ma \u00e8 anche molto pi\u00f9 che natura, \u00e8 spirito. Ossia raccoglie in s\u00e9 un intero mondo e anzi il mondo intero. Giustamente si dice che l&#8217;uomo \u00e8 un microcosmo. Ma proprio perch\u00e9 l \u00e8, il suo modo di essere (cio\u00e8 il suo essere com&#8217;\u00e8, il suo essere nudo) esprime non solo questa determinata particolarit\u00e0 individuale, ma l&#8217;idea. La natura contemplata dal unto di vista dello spirito svela ci\u00f2 che sul piano puramente naturale resterebbe nascosto, ossia che il corpo dell&#8217;uomo incarna l&#8217;idea, riflette il divino Attraverso l\u00f2&#8217;arte i greci l&#8217;hanno intuito e mostrato. [&#8230;]<\/p>\n<p>Agli antipodi de&#8217;arte classica, l&#8217;arte contemporanea. Se l&#8217;arte classica innalza il nudo, il corpo nudo, suo piano del&#8217;idea, giungendo addirittura a identificarlo con essa, l&#8217;invece l&#8217;arte contemporanea per cos\u00ec dire denuda l&#8217;ideale e lo investe di pulsioni che vengono al basso. Se l&#8217;arte classica non aveva occhi che per la forma, la pura forma, e quindi escludeva ogni particolarit\u00e0, invece l&#8217;art contemporanea predilige il deforme e il puramente fisiologico oltre che l&#8217;individuale, l&#8217;eccessivo, il trasgressivo. Infine, se l&#8217;arte classica purificava l&#8217;eros fino a rappresentarlo come perfettamente appagato, invece l&#8217;arte contemporanea sembra restituirgli tutto il suo furore e il suo demonismo. Com&#8217;\u00e8 stato detto giustamente: solo un maniaco pu\u00f2 provare eccitazione sessuale di fronte a una statua greca, mentre oggi non c&#8217;\u00e8 quasi opera d&#8217;arte che non sprigioni un oscuro brivido erotico. [&#8230;]<\/p>\n<p>Della nudit\u00e0 l&#8217;parte contemporanea porta alla luce il volto notturno, infero, e questo in un mondo che concepisce il denudamento nella forma del pi\u00f9 volgare e inconsapevole esibizionismo.<\/p>\n<p>Eppure, anche dell&#8217;arte contemporanea, bench\u00e9 abissalmente lontana dal&#8217;arte classica, si deve dire esattamente come di quella, che \u00e8 una manifestazione di verit\u00e0, verit\u00e0 su di noi. Che poi la &quot;verit\u00e0&quot; luminosa e olimpica dell&#8217;arte classica contraddica quella oscura e sotterranea dell&#8217;arte contemporanea, e viceversa, non importa. Il nudo, come l&#8217;uomo, \u00e8 cosa sommamente ambigua, anzi, contraddittoria.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque: l&#8217;arte trasfigura il corpo nella sua idea essenziale, vale a dire lo vede e lo rappresenta con gli occhi dell&#8217;anima. Ogni vero artista, quando ritrae il corpo umano nella sua nudit\u00e0, opera tale trasfigurazione.<\/p>\n<p>Viene da domandarsi, a questo punto, se gli artisti moderni, cos\u00ec spesso incapaci di tale trasfigurazione, siano ancora degli artisti o non piuttosto dei pornografi. Il loro appello ai bassi istinti non \u00e8 solo un inno alla volgarit\u00e0; \u00e8 anche una mistificazione del corpo.<\/p>\n<p>Il corpo, infatti, \u00e8 molto pi\u00f9 di un insieme di ossa, muscoli, tendini, vene, arterie, organi e tessuti; vi \u00e8 una sacralit\u00e0 in esso, derivante dall&#8217;essere il tempio vivente della persona (e qui, dobbiamo pur dirlo, ci discostiamo dalla lettura di filosofi come Givone, tipicamente occidentale, quasi che non vi fosse una sacralit\u00e0 e non vi fosse un&#8217;anima anche nel corpo delle altre creature viventi).<\/p>\n<p>Perci\u00f2, rappresentare il corpo in modo veritiero &#8211; che \u00e8 altra cosa dal rappresentarlo in modo veristico &#8211; significa saperlo cogliere per quello che effettivamente \u00e8: la parte visibile della persona, l&#8217;involucro dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>La rappresentazione di un corpo senz&#8217;anima, per quanto bello e perfino seducente, altro non \u00e8 che un tristo esercizio di necrofilia.<\/p>\n<p>Necrofili sono molti sedicenti artisti moderni; necrofili sono molti uomini e donne che si credono grandi amatori, solo perch\u00e9 sanno spogliare e possedere molti corpi; necrofila \u00e8 la societ\u00e0 che trova normale questa orribile deformazione della persona.<\/p>\n<p>La bellezza del corpo nudo \u00e8 sublime: ma solo se contemplata con gli occhi dell&#8217;anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra cultura \u00e8 ossessionata dal corpo nudo, lo vede e lo cerca dappertutto, dalla pubblicit\u00e0 della pastasciutta alla copertina di un settimanale di politica e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[110,249],"class_list":["post-24240","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-poesia","tag-civilta","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-poesia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24240\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30177"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}