{"id":24239,"date":"2011-02-24T10:57:00","date_gmt":"2011-02-24T10:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/24\/corpi\/"},"modified":"2011-02-24T10:57:00","modified_gmt":"2011-02-24T10:57:00","slug":"corpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/24\/corpi\/","title":{"rendered":"Corpi"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una bella mattina d&#8217;estate e la spiaggia \u00e8 disseminata di corpi seminudi mollemente abbandonati sulla sabbia arroventata, abbronzatissimi, lucidi di creme solari che spandono nell&#8217;aria una fragranza esotica, cosparsi di minutissime gocce di sudore.<\/p>\n<p>Strano: pi\u00f9 sono nudi, e pi\u00f9 questi corpi si presentano anonimi: si direbbe che proprio la loro nudit\u00e0, oltre ad essere quanto di meno erotico si possa immaginare, faccia scomparire i loro caratteri individuali e li consegni ad una condizione oggettiva e impersonale, che poi somiglia moltissimo a quella della materia inorganica, della pura oggettualit\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti: c&#8217;\u00e8 in loro qualcosa di inerte, di inorganico, di geometricamente astratto, come se non di corpi viventi si trattasse, ma di un unico corpo, consegnato ad una passivit\u00e0 e ad una immobilit\u00e0 che somiglia a quella della morte.<\/p>\n<p>Analogamente, si pu\u00f2 dire che in fondo ad ogni lussurioso c&#8217;\u00e8, a ben guardare, qualcosa del necrofilo: perch\u00e9 il corpo che egli vorrebbe possedere \u00e8 un corpo sen&#8217;anima, intercambiabile, reificato, totalmente arrendevole e passivo e, perci\u00f2, somigliante a quello di un cadavere.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec che Achille si sfog\u00f2 sul corpo dell&#8217;amazzone Pentesilea, turbato dalla sua bellezza \u00abpost mortem\u00bb: quella bellezza che, lei viva, non aveva saputo vedere?<\/p>\n<p>Corpi nudi, dunque, come corpi senz&#8217;anima e, pertanto, come corpi senza vita; corpi giovani, per lo pi\u00f9, o che si sforzano disperatamente di apparire giovani, anche se tali hanno cessato di essere da gran tempo.<\/p>\n<p>Ma chi potrebbe tollerare la nudit\u00e0 di un corpo vecchio, dopo che del giovanilismo \u00e8 stata fatta una religione, oltre che una rigida estetica?<\/p>\n<p>Perci\u00f2, a questi poveri corpi non resta altra strada che quella di essere giovani per forza; di voler restare giovani, disperatamente, contro tutto e a dispetto di tutto, in una vera e propria battaglia diuturna per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Chi getta le armi \u00e8 perduto: il corpo che si arrende alla vecchiaia \u00e8 un corpo abbandonato alla solitudine, al disprezzo, al totale disamore; un corpo del quale nessuno saprebbe che farsene, un corpo su cui nessuno sarebbe capace di chinarsi con rispetto e compassione.<\/p>\n<p>E un corpo consegnato alla privazione radicale della dolcezza \u00e8 un corpo condannato alla morte; o, per dir meglio: condannato a morire mentre \u00e8 ancora in vita: ad assistere, cio\u00e8, da vivo, alla propria morte sociale, alla propria cancellazione.<\/p>\n<p>Come si fa, dunque, ad esorcizzare la paura, il terrore, di essere condannati a questa morte anticipata, a questa morte sociale che prelude e accompagna il naturale processo verso la morte biologica?<\/p>\n<p>Non \u00e8 una domanda retorica, perch\u00e9 una risposta esiste ed \u00e8, a certe condizioni, praticabile da moltissime persone, se non da tutte: inseguendo il mito del corpo magro.<\/p>\n<p>Il corpo magro possiede qualcosa di efebico, qualcosa di indeterminato, qualcosa di potenziale, come un&#8217;autostrada che si apre verso innumerevoli direzioni e che lascia impregiudicata la decisione circa la meta finale del viaggio.<\/p>\n<p>\u00c8 come una promessa che si rinnova di giorno in giorno, senza mai concretizzarsi, ma, appunto per questo, lasciando un ampio e felice margine di libert\u00e0, quanto meno apparente: cosa fondamentale in un tempo, come il presente, che aborre dalle decisioni nette, dalle scelte definite, da tutto ci\u00f2 che comporta la irrevocabilit\u00e0 del cammino intrapreso.<\/p>\n<p>Il corpo magro ha una connotazione di tipo adolescenziale.<\/p>\n<p>Chi lo possiede non ha ancora raggiunto pienamente l&#8217;et\u00e0 adulta, tanto meno pu\u00f2 considerarsi avviato verso l&#8217;aborrita vecchiaia: quindi gli \u00e8 permesso di presentarsi con tutte le seducenti ambiguit\u00e0, con tutte le allusioni e le promesse che sono proprie dell&#8217;adolescenza.<\/p>\n<p>Dall&#8217;abbigliamento al tempo libero, chi possiede un corpo magro, preferibilmente da sfoggiare seminudo, pu\u00f2 permettersi di indugiare nel prato fiorito di una eterna adolescenza e concedesi tutti quei comportamenti, tutte quelle azioni che si tollerano, appunto, da parte di un adolescente, ma che suscitano riprovazione e biasimo se provengono da un adulto o, addirittura, da una persona in et\u00e0 relativamente avanzata.<\/p>\n<p>Una sessantenne che possieda un corpo magro e, quindi, giovanile, pu\u00f2 permettersi di stendersi al sole in topless, senza suscitare critiche, semmai strappando commenti di ammirazione e di invidia; cosa che non \u00e8 concessa alla sua coetanea il cui corpo \u00e8 stato appesantito dagli anni, il cui volto e le cui membra recano segnate a chiare lettere le stimmate dell&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p>E questo, che a tutta prima ci sembra talmente logico da sconfinare nella ovviet\u00e0, \u00e8, invece, una forma nemmeno tanto sottile di razzismo o, per meglio dire, di religione integralista a base fortemente razzista, caratterizzata da un razzismo giovanilistico, di cui il corpo magro, il corpo adolescenziale, \u00e8 il totem sacro, il feticcio da adorare.<\/p>\n<p>Diceva Roland Barthes, figura eminente dello strutturalismo francese contemporaneo, nel corso di una intervista apparsa nel 1982 su \u00abCritique\u00bb (\u00abIl corpo, ancora\u00bb, in: R. Barthes, scelta tratta dalle \u00abOeuvres compl\u00e8tes\u00bb, Paris, Seuil, 1993; traduzione italiana a cura di Gianfranco Marrone, col titolo \u00abScritti. Societ\u00e0, testo, comunicazione\u00bb, Torino, Einaudi, 1998, pp. 129-131):<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 difficile cogliere i caratteri tipici del corpo moderno, ma c&#8217;\u00e8 &#8211; credo &#8211; un carattere costante inscritto in un&#8217;opposizione che \u00e8 un vero e proprio mito moderno. Si tratta, appunto, dell&#8217;opposizione tra il corpo giovane e il corpo vecchio e, per cos\u00ec dire, della rimozione sociale del corpo vecchio. Sembra che la nostra societ\u00e0 tolleri solo corpi giovani. Ogni volta che la tecnica culturale &#8211; se cos\u00ec posso dire &#8211; s&#8217;impadronisce del corpo, si tratti della pubblicit\u00e0, del cinema o della fotografia, quel che viene messo in scena , ci\u00f2 che viene promesso \u00e8 sempre un corpo giovane, come se si trattasse di vedere l&#8217;uomo solo sotto le spoglie di un essere immortale.<\/p>\n<p>Ci sarebbe un mucchio di segni, non li si pu\u00f2 contare:la straordinaria estensione del commercio dell&#8217;abbigliamento per i giovani, per esempio, e la regressione dei vestiti adatti agli anziani. Tutto questo raggiunge quella specie di cancellazione generalizzata della morte che segna la nostra societ\u00e0 in modo abbastanza tragico, e di cui del resto i sociologi si preoccupano. Cancelliamo, censuriamo, rimuoviamo la morte, la priviamo a tal punto della sua simbologia che ci viene sempre pi\u00f9 difficile dialettizzarla. Il risultato \u00e8 che nella societ\u00e0 moderna c&#8217;\u00e8 quel che non esiterei a chiamare una sorta di razzismo giovane, nel senso che i giovani, la giovent\u00f9, sono elaborati dalla societ\u00e0 come una sorta di razza, da cui si \u00e8 ovviamente esclusi a partire dal momento in cui non si \u00e8 pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 perfettamente leggibile in un mito che ha anche un substrato molto importante, attuale: il mito del corpo magro. Il corpo magro \u00e8 assimilato a un corpo giovane, la magrezza \u00e8 un segno garantito di giovinezza, da cui lo straordinario sviluppo delle tecniche di dimagrimento, la straordinaria preoccupazione e ossessione che rappresenta nel mondo attuale il desiderio di dimagrire, come dire di man tenere il proprio corpo nello stato mitico di giovinezza: \u00e8 in realt\u00e0 il desiderio di immortalit\u00e0. Esiste un vero e proprio mito della cura dimagrante che coinvolge veramente tutti, uomini e donne insieme, che comincia molto presto, ben prima della vecchiaia, e che prova che il corpo moderno si vuole massicciamente, miticamente, collettivamente un corpo magro e giovane.\u00bb<\/p>\n<p>Queste ultime frasi sono state pronunciate meno di trent&#8217;anni fa, ma sembrano gi\u00e0 appartenere a un altro mondo.<\/p>\n<p>Oggi, infatti, al desiderio compulsivo di dimagrire, peraltro sostenuto anche coercitivamente dagli apparati statali (vi sono genitori grassi che si sono visti sottrarre la patria potest\u00e0 sui figli a causa del proprio corpo), ha raggiunto sottigliezze ben pi\u00f9 raffinate, come la massiccia diffusione della chirurgia estetica per rimodellare il corpo in senso giovanilistico.<\/p>\n<p>\u00c8 diventato ormai quasi impossibile, di fronte al corpo di una persona anagraficamente matura, specie nel mondo dello spettacolo &#8211; il mondo dell&#8217;apparire per eccellenza &#8211; sapere se si tratti di un corpo naturale o parzialmente artificiale; e fino a che punto sia divenuto un corpo artificiale, tecnologicamente costruito, pezzo a pezzo, secondo un progetto preciso.<\/p>\n<p>Un corpo che esibisce dei seni, dei glutei, delle labbra, un naso e una pelle del viso che, forse, hanno subito pi\u00f9 e pi\u00f9 interventi di chirurgia estetica, sino ad assumere delle fattezze radicalmente diverse da quelle originarie: sicch\u00e9, circostanza paradossale, il corpo di un anziano o di una anziana finisce per apparire pi\u00f9 giovanile di quando quella stessa persona aveva venti o venticinque anni.<\/p>\n<p>Barthes, come abbiamo visto, parlava di una forma di razzismo; a noi sembra che si possa parlare di una vera e propria religione, di cui il razzismo non \u00e8 che una conseguenza, per quanto diretta; ma al centro del nuovo atteggiamento verso il corpo non c&#8217;\u00e8 tanto la supremazia biologica del corpo giovane, quanto il mito soteriologico di esso.<\/p>\n<p>In altre parole, non \u00e8 il corpo giovane che si vuole prolungare eternamente, quanto la sua idea metafisica, la sua dimensione assoluta.<\/p>\n<p>Un corpo che non \u00e8 poi cos\u00ec carnale come si vorrebbe far credere, ma che \u00e8, al contrario, un corpo idealizzato e sublimato dalla pubblicit\u00e0, dal cinema, dalla letteratura e che ha perso ogni precisa connotazione fisica, tranne che dal punto di vista puramente visivo ed esteriore.<\/p>\n<p>Un corpo che non soffre mai, che non \u00e8 mai affaticato, che non \u00e8 mai malato, che non mostra la pi\u00f9 piccola imperfezione; un corpo perfettamente attrezzato per apparire (per apparire, si badi, non per essere) perennemente fresco e seducente.<\/p>\n<p>Un corpo, soprattutto, che non mostra mai segni che ne tradiscano il carattere realistico: diradamento o imbiancamento dei capelli, carie dentarie, lentezza di movimenti; ma che risulti, per cos\u00ec dire, a-temporalizzato, miracolosamente sottratto al fluire del tempo e alle ingiurie delle circostanze concrete della vita.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, in questa nuova religione di salvezza basata sul culto totemico del corpo magro e, quindi, adolescenziale, un elemento, neanche tanto nascosto, di oscenit\u00e0, per non dire di vera e propria pornografia: come bene aveva visto lo scrittore polacco Witold Gombrowicz, che ne aveva fatto oggetto di riflessione nel suo romanzo intitolato, appunto, \u00abPornografia\u00bb.<\/p>\n<p>Ricordiamo, infatti, la definizione che gi\u00e0 altra volta abbiamo dato della pornografia: la separazione della parte dal tutto, specialmente nella sfera sessuale, al fine di suscitare la pulsione di desiderio da parte del pubblico.<\/p>\n<p>Ebbene, in una societ\u00e0 nevroticamente erotizzata come la nostra, dove non si pu\u00f2 uscire di casa (e nemmeno restarci, grazie alla radio, alla televisione e al computer) senza venire investiti e letteralmente aggrediti da dosi massicce di erotismo pubblicitario, tristemente monotono e ripetitivo, ma proprio per questo ancora pi\u00f9 claustrofobico e ossessionante, il corpo magro e giovanile \u00e8 sbandierato pi\u00f9 che mai come una bandiera di salvezza, anzi, come l&#8217;unica bandiera di salvezza contro l&#8217;instabilit\u00e0 del continuo mutamento; mentre noi tutti siamo ridotti, volenti o nolenti, al ruolo di spettatori-guardoni.<\/p>\n<p>Si direbbe che, nella frana generale di tutti i valori, di tutte le certezze, di tutti i punti di riferimento, il sogno compulsivo di trasformare il proprio corpo, fragile e caduco, in un corpo a-temporalizzato ed eternamente giovane (che \u00e8 altra cosa dal &quot;semplice&quot;, si fa per dire, ringiovanimento) sia l&#8217;unica cosa scampata al diluvio, l&#8217;unica ancora di salvezza alla quale aggrapparsi.<\/p>\n<p>E tuttavia, come abbiamo visto, non \u00e8 un corpo giovane e magro, quello che si vorrebbe realmente possedere, bens\u00ec la sua idea, la sua ipostasi, la sua proiezione assoluta nell&#8217;Iperuranio della nostra immaginazione farneticante: suprema alienazione dell&#8217;uomo da se stesso e suprema violenza sul corpo medesimo, che, disgiunto dalla propria concretezza fisica, nonch\u00e9 dalla propria dimensione spirituale, che lo riveste, lo anima e lo ingentilisce, regredisce al livello di pura carne, da esibire sul mercato inesausto &#8211; perch\u00e9 artificialmente stimolato &#8211; dell&#8217;immaginario sessuale.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 null&#8217;altro che pornografia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 quei corpi nudi, sulla spiaggia, sono cos\u00ec poco erotici, anzi, per dirla tutta, cos\u00ec tristi e perfino repulsivi: sono corpi senza individualit\u00e0, senza dignit\u00e0, senz&#8217;anima: pezzi di un meccanismo, pi\u00f9 che organismi viventi completi, armoniosi, capaci di suscitare infinita tenerezza anche per i loro limiti e per le loro imperfezioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una bella mattina d&#8217;estate e la spiaggia \u00e8 disseminata di corpi seminudi mollemente abbandonati sulla sabbia arroventata, abbronzatissimi, lucidi di creme solari che spandono nell&#8217;aria<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-24239","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24239\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}