{"id":24207,"date":"2010-07-29T08:39:00","date_gmt":"2010-07-29T08:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/29\/il-fine-ultimo-della-vita-umana-e-arrivare-a-comprendere-lunicita-di-tutte-le-esistenze\/"},"modified":"2010-07-29T08:39:00","modified_gmt":"2010-07-29T08:39:00","slug":"il-fine-ultimo-della-vita-umana-e-arrivare-a-comprendere-lunicita-di-tutte-le-esistenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/29\/il-fine-ultimo-della-vita-umana-e-arrivare-a-comprendere-lunicita-di-tutte-le-esistenze\/","title":{"rendered":"Il fine ultimo della vita umana \u00e8 arrivare a comprendere l\u2019unicit\u00e0 di tutte le esistenze"},"content":{"rendered":"<p>QUESTO ARTICOLO \u00c8 DEDICATO AD ENRICO E ANTONELLA, DUE FEDELI E SIMPATICI LETTORI, PROTESI ALLA RICERCA DELLA VERIT\u00c0.<\/p>\n<p>Dopo giorni e settimane di pesante umidit\u00e0, con il cielo lattiginoso che sembrava un sudario steso sul mondo quasi per soffocarlo, stamattina la pioggia ha purificato l&#8217;atmosfera e un vento fresco ha spazzato le nuvole basse, aprendo uno squarcio limpidissimo di sereno e avvicinando le verdi pieghe delle montagne, che sembrano adesso a portata di mano.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 bellezza radiosa e calmo splendore: i richiami degli uccelli in volo, i netti chiaroscuri sui boschi delle colline e la trama incredibilmente delicata delle nuvole bianco-azzurre tra le quali erompe, trionfante, il cielo di una incredibile profondit\u00e0 e nitidezza.<\/p>\n<p>Ecco, \u00e8 in momenti come questo che si sente come tutto \u00e8 Uno; che si intuisce come i timori e le brame disordinate non sono che inganni dei sensi; e che non esistono il passato n\u00e9 il futuro, ma solo un fulgido presente, ove tutto \u00e8 luce, pienezza e assenza di turbamento.<\/p>\n<p>La tecnica della concentrazione, ossia il fissarsi della mente su un oggetto esterno o un punto interno, e quella della meditazione, ossia lo stabilirsi della mente nello stato in cui non esistono pi\u00f9 pensieri provenienti dai sensi, sono propedeutiche alla scoperta di questa verit\u00e0: che noi e il Tutto non siamo due cose distinte e separate, ma un&#8217;unica, luminosa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nel corso della nostra vita, noi disperdiamo una immensa quantit\u00e0 di energie psichiche, lasciandoci trasportare da pensieri oziosi o addirittura negativi: ad esempio, girando e rigirando il coltello nella piaga delle nostre sconfitte, delle nostre delusioni, delle nostre amarezze. I ricordi sgradevoli, le assurde gelosie (e la gelosia \u00e8 sempre assurda), in una parola ci\u00f2 che non dipende a noi e che non possiamo modificare, ci opprime con il suo peso morto.<\/p>\n<p>In ogni caso, per la maggior parte del tempo la nostra mente \u00e8 immersa in una ridda di pensieri incessanti e di emozioni, molte delle quali risultano dannose per il nostro equilibrio spirituale e per la nostra stessa salute fisica: non perch\u00e9 esse siano, di per s\u00e9, distruttive, ma perch\u00e9 distruttivo e disordinato \u00e8 il modo in cui le viviamo e ce ne lasciamo sopraffare, permettendo loro di assumere un potere capriccioso e tirannico sulla nostra vita cosciente.<\/p>\n<p>Quel che dobbiamo fare, allora, \u00e8 riprendere possesso della nostra mente e filtrare i pensieri e le emozioni, affinch\u00e9 il loro bombardamento continuo e disordinato non comprometta il nostro equilibrio; e il modo migliore per riuscirvi, la via maestra da battere, \u00e8 quella della concentrazione e della meditazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la persona spiritualmente evoluta non teme la solitudine, ma le va incontro con lieto animo, interamente padrona di se stessa e per nulla turbata dal fatto di avere o non avere l&#8217;approvazione altrui, senza presunzione ma anche senza timore o timidezza; allo stesso modo \u00e8 necessario imparare a non temere n\u00e9 l&#8217;assalto di pensieri ed emozioni, n\u00e9 il &quot;vuoto&quot; dovuto al fatto che essi ci abbandonino, o, piuttosto, che noi abbandoniamo loro, riconquistando spazi significativi di libert\u00e0 e di pace interiore.<\/p>\n<p>La pace dell&#8217;anima, infatti, \u00e8 il frutto di un certo stile di vita, ma anche, e soprattutto, di un certo stile di pensieri ed emozioni; che devono sempre essere positivi, sempre, sempre: perch\u00e9 la grande legge della vita \u00e8 che tutto \u00e8 rivolto al bene, anche quello che, sul momento e per un difetto di prospettiva, ci sembra male.<\/p>\n<p>Ora, se noi teniamo fermo a questo presupposto, ecco che gli eventi esterni smetteranno di turbarci cos\u00ec fortemente, come di solito accade: perch\u00e9 riusciremo a discernere, nell&#8217;apparente casualit\u00e0 degli eventi, un filo benevolo che li unisce e li collega mirabilmente; anzi, che li lega con tutti gli eventi di tutto l&#8217;universo &#8211; presenti, passati e futuri &#8211; in una rete sapiente di relazioni armoniose.<\/p>\n<p>Sw\u00e2mi Siv\u00e2nanda Sarasvati, il grande maestro indiano e uno dei massimi conoscitori dello Yoga, cos\u00ec insegnava ai suoi seguaci e a tutti gli uomini alla ricerca della verit\u00e0 (\u00abConcentrazione e meditazione\u00bb; titolo originale: \u00abLa pratique de la m\u00e9ditation\u00bb, Jean Herbert-Vandoeuvres, Suisse, 1950; traduzione italiana di Ferruccio Ledvinka, Roma, Edizioni Mediterranee, 1972, 1985, pp. 196-97):<\/p>\n<p>\u00abUna mente rivolta verso il mondo ha bisogno di essere dominata e di subire una completa trasformazione psicologica. La concentrazione e la meditazione arrivano a costruire una mente nuova con dei nuovi modi di pensare. La vita contemplativa \u00e8 diametralmente opposta alla vita di questo mondo; essa comporta anche un totale cambiamento. Le vecchie impregnazioni sensuali (samskaras) devono essere completamente annullate con le pratiche intese e costanti, continuate con zelo per lungo tempo; debbono essere create delle nuove impregnazioni questa volta spirituali.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 composto di anima, di mente e di corpo. L&#8217;\u00e2tman ha due aspetti: uno immutabile e uno mutevole. Quest&#8217;ultimo si chiama mondo, il primo Dio. Ed il mondo stesso non \u00e8 altro che Dio che si manifesta; il mondo \u00e8 Dio in movimento. Questo non significa che il mondo \u00e8 privo d&#8217;esistenza, ma che essa \u00e8 relativa.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e2tman \u00e8 onnipervadente, \u00e8 ogni felicit\u00e0, ogni conoscenza, eternamente puro e perfetto. Riveste con la sua propria volont\u00e0 quei nomi e quelle forme che chiamiamo mondo (n\u00e2ma-r\u00fbpa-jagat). \u00c8 dunque, senza desideri, perch\u00e9 non ha niente fuori di s\u00e9. La sua volont\u00e0 agente si chiama &quot;shakti&quot;; e l&#8217;\u00e2tman in azione. In Dio senza attributi (nirguna-\u00e2tman) la shakti \u00e8 statica; quando Egli \u00e8 con attributi la shakti \u00e8 dinamica. L&#8217;\u00e2tman \u00e8 senza desideri perch\u00e9 non ha nulla che gli sia di oggetto. I desiderio implica un&#8217;attrazione che a sua volta, presuppone un&#8217;imperfezione; \u00e8 una vera negazione della volont\u00e0, che \u00e8 invece la decisione d&#8217;agire per dei motivi estratti da s\u00e9. L&#8217;\u00e2tman vuole e l&#8217;universo nasce. La volont\u00e0 dell&#8217;\u00e2tman sostiene e governa l&#8217;universo. Gli esseri umani sono sospinti qua e l\u00e0 dell&#8217;egoismo, dal desiderio, dal timore nati dall&#8217;identificazione del limitato composto di mente e di corpo. Questa idea di limitazione si chiama egoismo.<\/p>\n<p>Il fine ultimo della vita umana \u00e8 di arrivare a comprendere l&#8217;unicit\u00e0 di tutte le esistenze, manifestate o no. Questa unicit\u00e0 gi\u00e0 esiste, ma noi l&#8217;abbiamo dimenticata, a causa della nostra ignoranza. La nostra disciplina spirituale deve tendere in particolare modo ad allontanare quel velo d&#8217;ignoranza, quell&#8217;idea che non siamo limitati al corpo ed alla mente. Da ci\u00f2 deriva logicamente che, per giungere all&#8217;unit\u00e0, dobbiamo abbandonare la diversit\u00e0. Dobbiamo costantemente conservare quest&#8217;idea: di essere l&#8217;onnipenetrante, l&#8217;onnipotente, ecc. Quindi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto per il desiderio, perch\u00e9 nel&#8217;Uno non c&#8217;\u00e8 attrazione emotiva ma solo una felicit\u00e0 permanente, calma ed eterna. Il &quot;desiderio di liberazione&quot; \u00e8 una contraddizione in termini, perch\u00e9 liberazione significa possesso dello stato d&#8217;infinit\u00e0; e questo stato \u00e8 gi\u00e0 esistente, \u00e8 la nostra vera natura. Non pu\u00f2 esservi desiderio di una cosa che \u00e8 la nostra stessa natura. Tutti i nostri desideri di prole, di ricchezze, di felicit\u00e0 in questo mondo e nel&#8217;altro ed, infine, il desiderio stesso di liberazione dovrebbero essere eliminati definitivamente, tutte le azioni dovrebbero essere guidate da una volont\u00e0 pura e disinteressata riguardo allo scopo finale.<\/p>\n<p>Questo s\u00e2dh\u00e2na &#8211; il continuo tentativo di sentire d&#8217;essere il tutto &#8211; dev&#8217;essere (o meglio dovrebbe essere) praticata durante la pi\u00f9 intensa attivit\u00e0. \u00c8 l&#8217;insegnamento fondamentale della &quot;Bhagavad-G\u00eet\u00e2,&quot; ed \u00e8 logico, perch\u00e9 Dio \u00e8 contemporaneamente con e senza attributi, con e senza forma. Lasciate pure lavorare il corpo e la mente e sentite di essere, al di sopra di essi, il testimonio che l domina. Non vi identificate con il ricettacolo del corpo e della mente (\u00e2dh\u00e2ra).\u00bb<\/p>\n<p>Dunque: si tratta di fare appello alla scintilla divina che \u00e8 in noi, a quella pare divina che si cela nelle nostre profondit\u00e0, ignorata o dimenticata; e di riprendere il controllo dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, impedendo loro di andare e venire incessantemente, con grave danno del nostro equilibrio interiore e della nostra pace spirituale &#8211; oltre che, come gi\u00e0 abbiamo detto, della nostra stessa salute fisica.<\/p>\n<p>Anche nel Vangelo di Giovanni (10, 34) si ricorda questo concetto: che nell&#8217;essere umano vi \u00e8 gi\u00e0 una scintilla divina, che lo lega all&#8217;Essere da cui proviene e di cui esso \u00e8 una diretta e gloriosa emanazione.<\/p>\n<p>Concentrazione e meditazione, peraltro, sono solamente delle tecniche, non sono affatto lo scopo da perseguire per la liberazione spirituale: pensare diversamente, significherebbe scambiare il mezzo o gli strumenti per il fine.<\/p>\n<p>Il fine \u00e8 arrivare a comprendere il legame profondo che esiste fra tutte le esistenze, da quelle apparentemente pi\u00f9 alte a quelle pi\u00f9 umili; il frutto che ne deriva, \u00e8 il conseguimento della pace spirituale: la pace dell&#8217;anima, non in senso statico e vagamente sonnolento, ma in senso dinamico e vigorosamente partecipativo.<\/p>\n<p>L&#8217;anima che ha raggiunto la pace non si riposa pigramente sugli allori, ma si protende verso pi\u00f9 alte mete; le energie psichiche che essa &quot;risparmia&quot;, sottraendosi alla sarabanda dei pensieri disordinati e negativi, e volgendole a favore delle emozioni e dei pensieri positivi, hanno lo scopo di darle nuova forza e di conferirle nuovo slancio per riprendere l&#8217;ascesa verso i livelli superiori dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Che ci sono, eccome se ci sono: anche se noi, immersi nel fango della palude e imbottiti di presunzione scientista e materialista, stentiamo non solo a vederli, ma anche soltanto ad immaginarli e ad ammetterne l&#8217;esistenza in via ipotetica.<\/p>\n<p>Il fatto di credere nell&#8217;esistenza dei livelli superiori, ovvero &#8211; se si preferisce &#8211; di credere che la realt\u00e0 non \u00e8 fatta solo di ci\u00f2 che possiamo quotidianamente vedere e toccare, e quindi di ci\u00f2 che possiamo misurare e quantificare, ma di un Altrove che, tuttavia, \u00e8 gi\u00e0 qui, presente ed operante, non \u00e8 solo un fatto di astratte preferenze filosofiche: perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che noi siamo tutt&#8217;uno con i nostri pensieri.<\/p>\n<p>Se noi crediamo, ad esempio, che l&#8217;uomo non sia altro che un ammasso di cellule, di neuroni e di processi chimici e fisiologici, questo e non altro saremo; ma se crediamo di far parte dell&#8217;Essere, di costituirne una emanazione o un riflesso o una scintilla, la nostra parte divina si illumina e prende vita. Noi siamo esseri in potenza, suscettibili di protenderci oltre noi stessi, per realizzare la parte ultima di noi stessi; ma solamente a condizione di volerlo.<\/p>\n<p>Anche in ci\u00f2 risiede la libert\u00e0 dell&#8217;uomo: nel fatto che nessuno \u00e8 obbligato ad innalzarsi al livello dell&#8217;Assoluto, se non lo vuole. Chi preferisce rimanere nello stagno a gracidare, rimarr\u00e0 una rana immersa nel fango; chi decide, consapevolmente e deliberatamente, di spegnere la fiammella divina che ha in se stesso, scender\u00e0 al disotto del livello dei bruti.<\/p>\n<p>Si tratta anche di un principio di giustizia, come si pu\u00f2 ben comprendere, oltre che di libera autodeterminazione. L&#8217;uomo diventa ci\u00f2 che vuole essere, consapevolmente o meno; di fatto, i nostri pensieri ci portano a realizzare l&#8217;una o l&#8217;altra delle possibilit\u00e0 che sono in noi fin dall&#8217;inizio, ancora allo stato latente.<\/p>\n<p>Sorge, pertanto, una domanda piuttosto impegnativa per il nostro destino: chi desideriamo essere e che cosa vogliamo diventare?<\/p>\n<p>\u00c8 strano che la maggior parte degli esseri umani dedichino cos\u00ec poco tempo a riflettere su ci\u00f2: strano, specialmente considerando a quante domande superflue ed oziose essi si sforzano di trovare una risposta; ma altamente significativo.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa.<\/p>\n<p>Qualunque sia la risposta che noi decidiamo di dare a questo interrogativo, non possiamo illuderci di diventare alcunch\u00e9 fino a quando continueremo a perseguire i nostri obiettivi pensando solo a noi stessi e credendoci separati dal Tutto, di cui siamo parte.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec che funziona.<\/p>\n<p>Noi possiamo diventare qualche cosa di bello, di aperto, di gioioso, solo nella misura in cui arriviamo a comprendere il nesso che lega tra loro tutte le esistenze: dalle galassie al filo d&#8217;erba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTO ARTICOLO \u00c8 DEDICATO AD ENRICO E ANTONELLA, DUE FEDELI E SIMPATICI LETTORI, PROTESI ALLA RICERCA DELLA VERIT\u00c0. 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