{"id":24193,"date":"2015-11-30T11:41:00","date_gmt":"2015-11-30T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/30\/anche-negli-studi-su-odorico-da-pordenone-aleggia-un-massonico-odor-di-bruciato\/"},"modified":"2015-11-30T11:41:00","modified_gmt":"2015-11-30T11:41:00","slug":"anche-negli-studi-su-odorico-da-pordenone-aleggia-un-massonico-odor-di-bruciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/30\/anche-negli-studi-su-odorico-da-pordenone-aleggia-un-massonico-odor-di-bruciato\/","title":{"rendered":"Anche negli studi su Odorico da Pordenone aleggia un massonico odor di bruciato"},"content":{"rendered":"<p>Chi entra nella Chiesa della Madonna del Carmine, a Udine, presso l&#8217;antica e merlata Porta Aquileia, trover\u00e0, nella cappella a sinistra dell&#8217;edificio, una autentica meraviglia della scultura medievale, ricostruita nel 1930: l&#8217;arca tombale del beato Odorico da Pordenone (nato Mattiussi o Mattiuzzi, fra il 1265 e il 1270, e morto nel 1313: pressoch\u00e9 coetaneo di Dante Alighieri, dunque), l&#8217;illustre frate francescano del quale \u00e8 in corso, fin dal 1755, il processo di canonizzazione.<\/p>\n<p>Odorico da Pordenone \u00e8 stato, oltre che un uomo di Chiesa dalle eccezionali virt\u00f9 cristiane, anche uno straordinario viaggiatore: di pochi anni pi\u00f9 giovane di Marco Polo, nel 1318 part\u00ec missionario per l&#8217;Oriente, raggiunse Bombay, in gran parte per via di terra, indi si imbarc\u00f2 su una nave e, toccando Ceylon e Canton, giunse a Pechino, alla corte di un nipote di Kublai Khan, chiamato Yes\u00fcr Temur. Il viaggio era durato da quattro a cinque anni e avevo portato questo religioso friulano nel numero ristrettissimo degli Europei che, attraversando con indomito coraggio le immense distanze fra l&#8217;Antico continente e l&#8217;estremit\u00e0 orientale dell&#8217;Asia, giunsero a vedere la capitale dei Mongoli, a frequentarne la corte e ad accumulare una immensa mole di dati e informazioni sui popoli, sui prodotti, sulle citt\u00e0, sulle piante e sugli animali di terre che erano ancora quasi inesplorate e avvolte in un alone di mistero e di leggenda.<\/p>\n<p>Il viaggio di ritorno, dopo tre anni di soggiorno nella capitale, fu ancora pi\u00f9 avventuroso e ancora pi\u00f9 affascinante dal punto di vista geografico ed etnologico (come diremmo oggi): infatti si svolse per via di terra e si discost\u00f2 alquanto dalla &quot;normale&quot; via della seta, devi\u00f2 verso il Tibet e condusse l&#8217;ardimentoso francescano a penetrare, primo fra i bianchi, nella citt\u00e0 santa di Lhasa. Da l\u00ec, attraverso la Persia e l&#8217;Armenia, Odorico arriv\u00f2 a Trebisonda, sulla costa del Mar Nero, e rientr\u00f2 a Venezia a bordo di una nave veneziana. Portatosi a Padova, ebbe dal suo superiore, che si rese conto dell&#8217;importanza di quel viaggio, il compito di farne la relazione: e cos\u00ec egli dett\u00f2 le sue memorie a un confratello bassanese, Guglielmo di Solagna.<\/p>\n<p>Il fondatore delle missioni cattoliche in Cina, l&#8217;arcivescovo Giovanni da Montecorvino, lui pure membro dell&#8217;Ordine francescano &#8211; che era giunto a Pechino nel 1294 subito dopo la morte di Kublai Khan ed era entrato poi nelle simpatie del suo successore, Tem\u00fcr Khan, trattenendosi alla sua corte per molti anni (11 dei quali come unico sacerdote cristiano) &#8212; aveva ottenuto l&#8217;invio di alcuni confratelli dall&#8217;Europa e si proponeva di battere il ferro caldo, persuadendo il pontefice, il francese Clemente V, della necessit\u00e0 di implementare le missioni in Estremo Oriente. Il momento era favorevole, perch\u00e9, con l&#8217;avvento della &quot;pax mongolica&quot;, pareva non solo che i Turchi avessero trovato una forza capace di tenerli a freno, se non anche di spazzarli via; ma che i Khan mongoli fossero disponibili, se non a convertirsi essi stessi, quanto meno a tollerare, forse anche a favorire, una cristianizzazione graduale del loro immenso impero.<\/p>\n<p>Fu per questa ragione che Giovanni da Montecorvino formul\u00f2 la richiesta che Odorico da Pordenone si recasse presso la Curia papale, che allora si trovava ad Avignone, per esporre direttamente a voce i risultati del suo viaggio e le condizioni della missione cinese, sollecitando l&#8217;invio di altri religiosi. Odorico, obbediente, si mise in viaggio, anche se le sue condizioni di salute non dovevano essere molto buone; e cos\u00ec quest&#8217;uomo, che aveva percorso un ventimila chilometri nel cuore dell&#8217;Asia, non riusc\u00ec a raggiungere Avignone e, malato, si vide costretto a tornare al suo convento di Udine, ove termin\u00f2 la sua vita terrena e venne sepolto, il 14 gennaio 1313.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi le sue spoglie mortali vennero deposte nella meravigliosa arca di marmo bianco venato, poggiata su quattro colonne con capitello figurato, che si pu\u00f2 ammirare, ancora oggi, nella Chiesa udinese del Carmine, con i bassorilievi che la impreziosiscono, opera di Filippo De Santi o De Santis, tagliapietre e scultore, forse veneziano, ma influenzato dall&#8217;arte toscana, eseguita nel 1332. Sui due lati lunghi, si possono vedere il beato, deposto da due angeli su un lenzuolo, sulla faccia anteriore, e lo stesso che predica ai fedeli, su quella posteriore; agli angoli, una Annunciazione e le statue di Ludovico da Tolosa e Nicola da Cosentino.<\/p>\n<p>Ebbene: cos\u00ec come nel caso di Marco Polo, anche per Odorico da Pordenone esiste una nutrita schiera di storici, quasi tutti del Nord Europa, quasi tutti protestanti o massoni, quasi tutti animati da un fortissimo pregiudizio anticattolico, mirante a screditare del tutto la figura e l&#8217;opera di Odorico da Pordenone; a sostenere che il frate friulano non giunse mai in Cina, anzi, che non viaggi\u00f2 affatto in Oriente; che si limit\u00f2 a scrivere di cose viste e udite da altri, prendendo in giro i suoi lettori e facendo loro credere tutto quel che volle, senza alcun fondamento di verit\u00e0: insomma, che fu un impostore e un ciarlatano, al cento per cento; o, nel migliore dei casi, un pio frate che la perfida Chiesa cattolica manipol\u00f2 a suo piacere per servirsene in funzione auto-celebrativa. Sarebbe cosa troppo lunga e complessa vedere, nei dettagli, su quali argomenti si regga una simile critica, che \u00e8 puramente ideologica e anticattolica, anche se non osa proclamarsi apertamente tale; ma si nasconde dietro il paravento della &quot;scienza&quot;, per smontare il racconto di Odorico da Pordenone, e dare l&#8217;impressione che esso non merita neanche di essere preso sul serio. E c&#8217;\u00e8 un solo termine adatto per definire un simile atteggiamento, assunto non da un autore isolato, ma da parecchi, nel corso dei secoli &#8212; a partire dall&#8217;Illuminismo, guarda caso, il movimento anticristiano e massonico per eccellenza &#8212; e fino ai nostri giorni: cio\u00e8 <em>complotto<\/em>. Il tutto, mentre i crimini e le intolleranze protestanti vengono bellamente passati sotto silenzio (cfr., ad es., il nostro articolo: \u00abQuando nell&#8217;Inghilterra &quot;riformata&quot; frati e preti cattolici venivano squartati vivi\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 18\/01\/2012 e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 09\/11\/2014.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa farsi una propria idea circa la questione odoriciana, riportiamo alcuni passaggi di un pioniere degli studi su Odorico da Pordenone, cui si era dedicato fin dal 1965: Giulio Cesare Testa, nel suo saggio \u00abIl vero Catai rivelato da Odorico\u00bb (nel volume miscellaneo: \u00abColloquia medievalia pragensia\u00bb, Praga, Petr Sommer, 2008, pp. 27-28):<\/p>\n<p><em>\u00abSi apre il corteo [dei denigratori] con Astley, che nel Settecento ha inteso pavesare le lettere britanniche di un sir John &quot;padre della prosa inglese&quot; [il sedicente John Mandeville, autore di un libro di viaggi che circol\u00f2 in Inghilterra fra il 1357 e il 1371 e fu creduto autentico per un paio di secoli, prima di rivelarsi del tutto inventato] e gi\u00e0 per questo &quot;superiore&quot; a Odorico. L&#8217;opera del Beato \u00e8 invece &quot;una relazione molto superficiale, e zeppa dio fandonie&quot;, mentre il suo autore &quot;un gran bugiardo&quot; dal momento che &quot;non \u00e8 mai stato in quei paesi ma ha gabellato al pubblico le poche notizie avute da altre, frammiste a molte sue invenzioni&quot;. Meno di cent&#8217;anni dopo, invece, dilagavano i dubbi sull&#8217;opera e sull&#8217;esistenza stessa del plagiario, e si svelavano senza piet\u00e0 i sacchi da cui era uscita la farina che aveva spacciato per sua. L&#8217;Ottocento vede in netta crescita l&#8217;interesse e i consensi per il Beato, quanto rimane delle sue osservazioni non aggiunge nulla alle conoscenze dei suoi predecessori&quot;. Dalla Cina li rintuzza ora Gu che pone Odorico tra le fonti fondamentali nella storia della Chiesa d&#8217;Oriente. E in Italia Menest\u00f2 giudica oggi la &quot;Relatio&quot; &quot;assolutamente esemplare e d&#8217;importanza imparagonabile&quot;, grazie a &quot;un testo ricchissimo di notizie geografiche, economiche, etnologiche assolutamente verosimili e di grande importanza, perch\u00e9 rivelate per la prima volta al mondo occidentale&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 malgrado, il credito di Mandeville tra i britannici ha un ritorno di fiamma nel 1968 grazie a Moorman, categorico nel preferirlo a un Odorico &quot;turista e gran raconteur&quot;, poich\u00e9 &quot;molto di ci\u00f2 che narra \u00e8 francamente di seconda mano&quot;. Peggio ancora &#8211; ed \u00e8 l&#8217;unico a rivelarlo &#8212; &quot;si sa che certe sue notizie sono tratte da libri-guida dell&#8217;epoca&quot;. Un Odorico condizionato dalle letture se lo figura pure Wittkover sostenendo che molti viaggiatori medioevali &quot;conoscevano i classici e avevano letto le loro brave enciclopedie cristiane, i trattati di scienze naturali, i romanzi cavallereschi, e osservato sulle carte quei meravigliosi paesi che si accingevano a raggiungere&quot;. Come non invidiare allora la biblioteca del conventino di Udine? Sarebbe comunque proprio quel suo &quot;fantasioso resoconto&quot; a smascherare le frottole del frate, com&#8217;\u00e8 accaduto ad altri che &quot;finsero di avere visto quelle meraviglie&quot;. Scordandosi per\u00f2 che Pollard mezzo secolo prima aveva gi\u00e0 ammonito: &quot;Chiunque raffronti Odorico con i Viaggi di Mandeville vedr\u00e0 come questo compilatore ha usato i suoi materiali, e come questi siano di per s\u00e9 interessantissimi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In Italia Ginzburg \u00e8 andato a martellare l&#8217;Inquisizione proprio a Udine, dove Odorico \u00e8 sepolto e monumentato. Stranamente per\u00f2, malgrado il meticoloso rastrellamento nell&#8217;archivio arcivescovile, il frate friulano vi risulta un autentico &quot;desaparecido&quot;, mentre il falsario inglese ne esce trasfigurato da &quot;man of letters&quot; che &quot;registrava realt\u00e0 o credenze esotiche&quot;, e largiva la sua &quot;innocente narrazione&quot; come &quot;un&#8217;eco della tolleranza religiosa medievale&quot;. Ai &quot;Travels&quot; si riferiva infatti proprio l&#8217;eroe del &quot;rep\u00eachage, un saccente mangiapreti finito sul rogo nel 1599 (terzo e ultimo quell&#8217;anno in Friuli, quando da decenni in Inghilterra, patria putativa del preteso &quot;innocente&quot;, imperversava la mattanza di migliaia di cattolici). Qui invece la recidiva d&#8217;empiet\u00e0 e blasfemia gli vale la laurea a filosofo proletario e la palma di martire del pensiero. Senza alcun imbarazzo filologico nel dover occultare &#8212; come allora fu fatto allo sventurato, magari per piet\u00e0 &#8212; la vera fonte de suo sapere. Non gi\u00e0 l laicismo presunto del &quot;dandy&quot; sfottitore di papisti, bens\u00ec, per grottesco paradosso, il cattolicismo &quot;vissuto&quot; di un ruvido co,paesano, il lascito devoto ch&#8217;era stato carpito con destrezza all&#8217;umile &quot;furlano&quot; il quale non solo era credente ma addirittura frate, missionario e pure beato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora da sinistra Le Goff disapprova, nella paludata &quot;Storia d&#8217;Italia&quot; dell&#8217;editore Einaudi (noto fiancheggiatore del comunismo italiano), i missionari di &quot;un Vangelo che non interessa affatto i pagani, e ben presto li irrita&quot;. Ma non fa una parola della stima con cui invece il sovrano di quegli stessi pagani ospitava gli evangelizzatori Montecorvino, Odorico, Andrea, e Marignolli. La reticenza contagia altri storici dell&#8217;organigramma, solidali nel tacitare Odorico (Antonelli-Bianchini, Bologna, Cardona), e per Zoli i viaggiatori videro &quot;le novit\u00e0 anche fantastiche di quel mondo con gli occhi degli antichi&quot;. Pure nel Catai! Renucci arriva a precisare che &quot;le relazioni di viaggio, eccettuato Marco Polo, sono dovute a toscani&quot;, e fa scomparire Odorico e Montecorvino, due frati in un colpo. Soltanto Battaglia Ricci cita il Beato, in cui per\u00f2 fiuta &quot;l&#8217;arsenale consueti del viaggiatore medievale (&#8230;) onde assicurare al proprio racconto uno standard di credibilit\u00e0&quot;. Il defil\u00e9 della maison torinese si chiude con Perini: Mandeville torna alla ribalta come solerte &quot;raccoglitore&quot; cui si deve, fra gli altri meriti, lo scoop di una beata plaga d&#8217;Oriente &quot;fondata sul comunismo agricolo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il coro dei coscritti sembra sincronizzato su certo zelo, per non parlare di strategia aziendale, nell&#8217;eludere un intero filone di fonti come la &quot;Relatio&quot;. Cosicch\u00e9 nella patria del beato fanno scuola storici, cattedratici e accademici, anche di grido, che per\u00f2 si piegano a raccattare le fandonie del suo famigerato plagiario. Non certo per ignoranza, bens\u00ec per il precetto ideologico-laicista di liquidare l&#8217;opera di Odorico perch\u00e9 indigesta all&#8217;establishment culturale, magari fino a rimuovere la sua stessa figura dalla storia, come unicona devozionale di cui la cultura laica pu\u00f2 fare tranquillamente a meno. Purtroppo la prassi della disinformazione finisce per giovare alla moneta falsa, e concorre a scacciare quella buona al punto che, come apertamente gi\u00e0 Tucci deplorava, ornai certi &quot;comparatisti di testi giungono ad accusare di plagio proprio lui e non il mistificatore&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Autore \u00e8 stato chiarissimo. John Moorman (un vescovo, ma anglicano!), Rudolf Wittkover, (uno storico dell&#8217;arte; ma tutto fa brodo), Leone Ginzburg (figlio di cotanti genitori: Leone e Natalia), Jacques Le Goff: tutti autori ideologicamente schierati da una certa parte della barricata; tutti autori (ed editori) che, da tempo, perseguono, come Votaire e Gibbbon tre secoli fa, una ben precisa politica di irrisione, denigrazione e falsificazione sistematica del &quot;nemico&quot;. Eppure, tutti acclamati e riveriti, tutti tenuti in gran conto nei migliori salotti della cultura internazionale. Anche se, nel formulare i loro giudizi e le loro tesi, non si fanno troppi scrupoli a manovrare i fatti a piacer loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi entra nella Chiesa della Madonna del Carmine, a Udine, presso l&#8217;antica e merlata Porta Aquileia, trover\u00e0, nella cappella a sinistra dell&#8217;edificio, una autentica meraviglia della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[236],"class_list":["post-24193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24193"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24193\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}