{"id":24187,"date":"2020-04-18T08:30:00","date_gmt":"2020-04-18T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/18\/concilio-postconcilio-paraconcilio-fumo-negli-occhi\/"},"modified":"2020-04-18T08:30:00","modified_gmt":"2020-04-18T08:30:00","slug":"concilio-postconcilio-paraconcilio-fumo-negli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/18\/concilio-postconcilio-paraconcilio-fumo-negli-occhi\/","title":{"rendered":"Concilio, postconcilio, paraconcilio: fumo negli occhi"},"content":{"rendered":"<p>Da quando ci siamo resi conto, dopo molti anni di studi e riflessioni, che il cancro che ha divorato, e tuttora divora, la vera fede cattolica parte dal Concilio Vaticano II (anche se i prodromi della malattia risalgono ancora pi\u00f9 indietro) e che solo ammettendo la sostanziale non cattolicit\u00e0 di quell&#8217;assise si pu\u00f2 dare conto del caos e della sistematica autodistruzione che regnano all&#8217;interno della Chiesa da mezzo secolo a questa parte, ci siamo chiesti innumerevoli volte se quanti allora avevano l&#8217;et\u00e0 per farlo, a cominciare dai sacerdoti, si siano resi conto di quel che era accaduto e se si siano accorti dove stava il male. Ci siamo anche chiesti come mai, almeno in apparenza, quasi nessuno abbia dato segno di aver capito la manovra messa in atto dalla massoneria ecclesiastica, sobillata da forze esterne alla Chiesa, per stravolgere la vera dottrina cattolica e per renderla un docile strumento ai desideri del mondo: uno strumento spuntato, che non parla pi\u00f9 nemmeno della Grazia e del peccato, che non parla della Redenzione di Cristo e che quasi non parla pi\u00f9 nemmeno di Dio, per concentrarsi sempre pi\u00f9 sull&#8217;uomo, sui suoi desideri, sulle sue aspirazioni, come se l&#8217;uomo fosse il nuovo dio che prende il posto di quello &quot;vecchio&quot;. Domande incessanti, quasi tormentose, che abbiamo fatto a tanti anziani e degni sacerdoti, alcuni dei quali ci hanno ormai lasciati, perch\u00e9 quanto pi\u00f9 si allontana l&#8217;evento del Concilio, tanto pi\u00f9 scompaiono quelli che all&#8217;epoca erano abbastanza grandi da poter capire, se davvero lo volevano, ci\u00f2 che tale evento in realt\u00e0 significava nella storia della Chiesa, al di l\u00e0 delle trionfalistiche narrazioni che ne sono state date dai suoi fautori e che sono passate direttamente nella vulgata ufficiale, a cominciare dai testi di teologia, dai saggi storici e dai manuali scolastici di religione cattolica. Alcuni di quei vecchi sacerdoti, ne siamo certi, sono morti di angoscia e di dolore, rendendosi conto di come stavano in realt\u00e0 le cose; ma avendolo capito troppo tardi, quasi alla fine della loro vita, e cio\u00e8 quando un personaggio ormai apertamente eretico e apostata come il signor Bergoglio, insediato sfacciatamente sul seggio di san Pietro dalla massoneria ecclesiastica ha lasciato cadere ogni finzione e ha mostrato apertamente ci\u00f2 che \u00e8 la nuova chiesa &quot;cattolica&quot;. Nel corso della nostra ricerca, ci siamo imbattuti negli articoli di monsignor Ernesto Zanin il decano dei parroci udinesi (Camino al Tagliamento, 1927-Udine, 2019), e li abbiamo letti con vivo interesse e con attenta partecipazione, cercando in essi la risposta alle nostre assillanti domande.<\/p>\n<p>Scriveva dunque monsignor Ernesto Zanin sul numero del 26 luglio del settimanale diocesano udinese <em>La Vita Cattolica<\/em>, sotto il titolo <em>Per una Chiesa che non scenda a patti con il mondo<\/em> (elzeviro poi pubblicato in una antologia dell&#8217;Autore intitolata <em>Un assenso ragionevole<\/em>, Udine, La Nuova Base Editrice, 2006, pp. 17-20):<\/p>\n<p><em>Mi \u00e8 particolarmente piaciuto l&#8217;articolo di fondo, apparso sul nostro settimanale il 5 giugno u.s., nel quale viene riassunto l&#8217;importantissimo discorso che Giovanni Paolo II ha fatto nella vigilia dei Santi Apostoli Piero e Paolo, finanzio ai membri del Sacro Collegio e a tutti i collaboratori della Curia romana della Citt\u00e0 del Vaticano e del Vicariato di Roma. Convengo nel ritenere tale discorso molto rilevante perch\u00e9 \u00e8 una sintesi del cammino compiuto dalla Chiesa in questi ultimissimi tempi e, contemporaneamente, \u00e8 una traccia sicura e ben stagliata per un cammino vigoroso e non incerto nel prossimo futuro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ebbene, vorrei evidenziare una frase che non bisogna lasciarsi sfuggire. Il Papa, osservando quanto \u00e8 avvenuto dal 1965 in poi, dice: &quot;Purtroppo, dopo il Concilio Vaticano II, si \u00e8 fatta avanti una nuova ecclesiologia&#8230; che ha preteso di indicare alla Chiesa vie che non sono quelle del Concilio ecumenico Vaticano II&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa, a mio parere, \u00e8 una analisi realistica della situazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Moltissimi guai sono sorti all&#8217;interno della Chiesa, come il crollo delle vocazioni sacerdotali, e religiose, la perdita del concetto di peccato, la perdita assoluta dell&#8217;idea di grazia santificante&#8230;, a causa non dei nemici esterni, non dello spirito del mondo, ma in conseguenza del venir meno della sana dottrina nell&#8217;ambito di coloro che, per missione, avrebbero dovuto predicare la verit\u00e0 di sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Ho letto, con molto piacere, su &quot;Il Sabato&quot; del 12 luglio u.s. un articolo del padre Henri de Lubac, che, come si sa, \u00e8 stato uno dei teologi pi\u00f9 eminenti del Concilio. Egli dice chiaramente che i documenti conciliari sono stati monopolizzati da teologi il cui teologare partiva dal preconcetto di aggiornare la fede alle esigenze del mondo, allo scopo di emancipare la Chiesa da un presunto stato di inferiorit\u00e0 rispetto alla societ\u00e0 moderna. Ne \u00e8 nata cos\u00ec una scissione tra teologia ed esperienza cristiana, una separazione tra teologia e santit\u00e0. In questo senso, il post-Vaticano II ha rappresentato la vittoria del protestantesimo all&#8217;interno del cattolicesimo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 sorto, come sostiene l&#8217;autore, un paraconcilio che ha dato costantemente interpretazioni completamente diverse da quella che \u00e8 la lettera e da quello che \u00e8 lo spirito del Concilio; e queste interpretazioni &#8212; come si pu\u00f2 bene osservare &#8211; sono entrate, mediante i mezzi di comunicazione sociale, un po&#8217; dappertutto, nei seminari, nelle scuole di teologia, nei catechismi, nei tanti movimenti nelle comunit\u00e0, nelle parrocchie&#8230; Cos\u00ec si parla di rivoluzione copernicana nella Chiesa; si esalta il nuovo solo perch\u00e9 nuovo; si dice che bisogna reinterpretare il contenuto della fede in funzione dei problemi nuovi che il mondo pone; si afferma che la comunit\u00e0 deve essere il luogo della creativit\u00e0, dell&#8217;invenzione; si vuole distruggere il &quot;sacro&quot; come residuo di un tempo passato, e si crede che, sotto il preteso impulso dello spirito, ogni cosa che si fa o si far\u00e0, ogni atteggiamento o comportamento anche nel campo morale, non solo non sia condannabile, ma sia semplicemente il risultato auspicato e auspicabile di questa nuova realt\u00e0, verso cui bisogna tendere con tutta tranquillit\u00e0 e senza alcuna preoccupazione, a dispetto di un mondo do fede che, se era valido ieri, oggi non ha pi\u00f9 n\u00e9 senso, n\u00e9 significato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono anche nella nostra diocesi dei periodici che anche recentemente, hanno ospitato articoli, scritti da sacerdoti, in cui si nega la distinzione essenziale tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale; in cui si deride la vita interiore come un ritorno nel privato; in cui si d\u00e0 per scontata la scomparsa di principi assoluti sui quali basarsi, per indicare invece il sorgere di modelli d&#8217;azione dalla stessa comunit\u00e0, volta per volta, a seconda delle circostanze; in cui perfino la violenza, qualora sia indirizzata al cambiamento di questa iniqua societ\u00e0, trova la sua giustificazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il male che si \u00e8 prodotto dal 1965 in poi \u00e8 incalcolabile. Si \u00e8 voluto ridurre la Chiesa, che \u00e8 madre e maestra di verit\u00e0, a povera &quot;sguattera&quot;, incerta e titubante, sempre ansiosa e complessata, desiderosa di apprendere dagli altri, in continua ricerca della verit\u00e0, pronta a battere le mani al mondo dei potenti, ai partiti e a certi movimenti che vanno per la maggiore&#8230; Lo sconcerto che si \u00e8 creato nei buoni \u00e8 indescrivibile, lo smarrimento che si \u00e8 diffuso ovunque \u00e8 inimmaginabile, il calo della pratica della vita cristiana \u00e8 visibile tutti i giorni sotto i nostri occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante questo discorso, io non sono pessimista, perch\u00e9 so che il Cristo ha vinto il mondo&#8230; Il Concilio vero ha fatto tanto bene e il Signore, mediante lo Spirito Santo, ha effuso, dopo il Concilio e attraverso l&#8217;opera del Concilio, una grande quantit\u00e0 di doni&#8230; Qui non mi soffermo a descriverli&#8230; La ripresa in tutta a Chiesa \u00e8 evidente, anche mediante quell&#8217;incomparabile domo di Dio e della Vergine Maria che si chiama Giovanni Paolo II. Ma ci vuole, nella sfera individuale e in quella ecclesiale, lo spirito di discernimento per scegliere le strade giuste e abbandonare quelle sbagliate; non bisogna assolutamente allontanarsi dalla tradizione, anzi \u00e8 necessario farla crescere perch\u00e9 essa possa presentarsi, in tutta la sua validit\u00e0, per la gente di oggi; occorre far rivivere tutti i principi del cristianesimo, come il principio ascetico, il principio sacramentale, il senso mistico della Scrittura, il principio della grazia.<\/em><\/p>\n<p><em>La Chiesa deve qualificarsi specificandosi, non venendo a patti con il mondo; essa proclami, senza mezzi termini, la verit\u00e0 che possiede allontanando ogni timore di essere incompresa o di scandalizzare; proponga con energia, come faceva Ges\u00f9 Cristo, il messaggio divino, nella certezza che \u00e8 proprio quello che gli uomini, stanchi e avviliti per le troppe cose materiali, domandano ardentemente, perch\u00e9 assetati di infinito.<\/em><\/p>\n<p>Da questa pagina di prosa, crediamo si possano evincere tre cose:<\/p>\n<p>a)  Monsignor Zanin era un onesto sacerdote cattolico e un perfetto galantuomo;<\/p>\n<p>b)  Era anche, purtroppo, un ingenuo, e lo diciamo con il massimo rispetto;<\/p>\n<p>c)  La sua analisi della crisi che attraversa la Chiesa era perfettamente lucida nei vari passaggi, ma del tutto illogica quanto alle conclusioni.<\/p>\n<p>Partiamo dal primo punto. Da come scrive e da come ragiona, si percepisce in monsignor Zanin una santa preoccupazione per il bene delle anime e un ardente amore per la Verit\u00e0, spinto fino allo sprezzo di quel che potrebbe dire il mondo, e che sicuramente avr\u00e0 detto, nei suoi confronti; siamo assolutamente certi che alcuni passaggi del suo ragionamento, ad esempio questo:<\/p>\n<p><em>Ci sono anche nella nostra diocesi dei periodici che anche recentemente, hanno ospitato articoli, scritti da sacerdoti, in cui si nega la distinzione essenziale tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale; in cui si deride la vita interiore come un ritorno nel privato; in cui si d\u00e0 per scontata la scomparsa di principi assoluti sui quali basarsi, per indicare invece il sorgere di modelli d&#8217;azione dalla stessa comunit\u00e0, volta per volta, a seconda delle circostanze; in cui perfino la violenza, qualora si indirizzata al cambiamento di questa iniqua societ\u00e0, trova la sua giustificazione,<\/em><\/p>\n<p>devono avergli procurato non poche inimicizie; e sappiamo bene quanto sanno essere rancorosi e vendicativi i preti e i vescovi progressisti, quando prendono di mira qualche sventurato &quot;tradizionalista&quot;: vedi come hanno trattato don Minutella ai nostri giorni. La fortuna di monsignor Zanin, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, \u00e8 di essere vissuto prima che la massoneria ecclesiastica, insediatasi al vertice della gerarchia ecclesiastica fin dal 1958, cio\u00e8 dalla morte di Pio XII, gettasse la maschera in maniera ostensibile, come ha fatto dopo le forzate dimissioni di Benedetto XVI. Se quelle parole fossero state scritte o pronunciate nell&#8217;era di Bergoglio, il loro autore non l&#8217;avrebbe passata liscia: non gli sarebbe stato perdonato di avere apertamente criticato quella parte del clero che, nella pastorale specialmente, ha di fatto abbandonato i veri principi cattolici e si \u00e8 gettato a capofitto in una spericolata operazione, quella d&#8217;introdurre gradualmente l&#8217;eresia nella dottrina per giustificare tutti gli eccessi e per rimuovere addirittura l&#8217;idea di peccato dall&#8217;anima dei fedeli: la pi\u00f9 grave aberrazione cui mai si sia abbandonato il clero cattolico da quando esiste la Chiesa visibile, e ci\u00f2 in forme sempre pi\u00f9 audaci e sempre pi\u00f9 generalizzate. Quando monsignor Zanin afferma, e siamo appena nel 1986, che molti sacerdoti deridono la vita interiore (non dice neppure: <em>la vita spirituale<\/em>, e meno ancora <em>la vita di grazia<\/em>, che \u00e8 di natura soprannaturale; si limita a dire, come potrebbe dirlo un laico, <em>la vita interiore<\/em>, che \u00e8 un&#8217;espressione assai meno impegnativa, tanto che l&#8217;osceno Alberto Moravia ne fa il titolo di uno dei suoi romanzi pornografici pi\u00f9 abietti) come <em>un ritorno nel privato<\/em>, dice qualcosa che urta frontalmente contro tutto l&#8217;indirizzo progressista del neoclero, e in particolare quello della teologia della liberazione, la quale, esattamente come il marxismo, considera un ritorno al privato &#8212; e il senso di questo termine \u00e8 chiaramente spregiativo &#8212; tutto ci\u00f2 che non \u00e8 impegno civile, lotta per la giustizia sociale e, se ne necessario, anche lotta armata e rivoluzione politica. E quando dice che codesti preti progressisti (anche se non li chiama cos\u00ec, ma \u00e8 chiaro che si riferisce a loro) danno per scontata la scomparsa dei valori morali assoluti e riservano alla comunit\u00e0 di decidere, volta per volta, quali modelli adottar per stabilire cosa \u00e8 giusto e buono e vero, e cosa non lo \u00e8, e quindi per decidere come agire e quali atteggiamenti assumere, egli sferra un attacco in piena regola contro la cultura del relativismo, che gi\u00e0 allora stava penetrando largamente anche nelle file del clero, perch\u00e9 gi\u00e0 diffusa e insegnata alla luce del sole nelle facolt\u00e0 di teologia e nei seminari: ebbene non solo assume una posizione che, gi\u00e0 al suo tempo, era controcorrente e guardata con sospetto, se non con vera diffidenza e ostilit\u00e0, ma che, ai nostri d\u00ec, verrebbe sicuramente interpretata come un attacco contro la figura e l&#8217;opera (subdola e nefasta) del signor Bergoglio, massimo esponente ed instancabile banditore del relativismo etico: C<em>hi sono io per giudicare?<\/em>; e ancora: <em>Quando ho un dubbio su cosa sia giusto, mi rivolgo alla mia coscienza<\/em> (e non al santo Vangelo e al Magistero della Chiesa). E sappiamo bene come sia solito regolarsi quel signore, a parole quanto mai misericordioso, quando qualcuno si permette di criticare, anche solo indirettamente, il suo operato. Possiamo cos\u00ec giungere alla conclusione che monsignor Zanin era un vero galantuomo, cio\u00e8 un uomo dalla schiena dritta e dalla parola franca; uno che sapeva infischiarsene delle critiche e delle mormorazioni e che non cercava la popolarit\u00e0 ad ogni costo, ma solo di piacere a Dio: il che, per un sacerdote, riteniamo sia il massimo riconoscimento e il massimo attestato di stima che gli si possa rendere.<\/p>\n<p>Secondo punto. Monsignor Zanin ha visto in Giovanni Paolo II il provvidenziale difensore della verit\u00e0 cattolica contro la marea montante del relativismo e di un cattolicesimo progressista cripto-marxista, e lo ha contrapposto agli &quot;eccessi&quot; dei preti che vorrebbero allontanarsi dalla tradizione (e scrive <em>tradizione<\/em> con la lettera piccola, il che incrina irreparabilmente tutto il suo ragionamento: perch\u00e9 se stiamo parlando di tradizioni meramente umane, nulla di male vi \u00e8 nel procedere a una loro revisione e a un loro costante aggiornamento); e, pi\u00f9 in generale, vede chiari segni di ripresa nella Chiesa degli anni &#8217;80, e ci\u00f2 dopo aver detto, con molta franchezza, che gli abusi dottrinali, pastorali e liturgici del dopo Concilio hanno provocato un <em>male incalcolabile<\/em>. Ma Giovanni Paolo II \u00e8 stato il papa che per primo ha trasformato l&#8217;ecumenismo in una cavallo di Troia per scalzare dall&#8217;interno, con la scusa del dialogo interreligioso, la sola Verit\u00e0 esistente: il <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em> di Bergoglio trova nel pontificato del papa polacco le sue premesse e la sua giustificazione pratica e concettuale (e, prima ancora, nella <em>Nostra aetate<\/em> conciliare). Giovanni Paolo II \u00e8 stato anche il responsabile della massima mondanizzazione della dimensione materiale della Chiesa, ponendo lo I.O.R. nella mani di prelati avidi e cinici, moralmente indegni, e coprendo le malefatte di uomini come il cardinale Marcinkus, che intrallazzava, a sua volta, con uomini come Calvi e Sindona; vale a dire che consentiva a che la Sposa di Cristo si contaminasse con la massoneria, con la mafia e con la finanza sporca, contraendo vizi e abitudini perverse, dai quali non si sarebbe pi\u00f9 liberata. Tutto questo per reperire i fondi necessari a sostenere il sindacato polacco <em>Soldarnosc&#8217;<\/em> e per portare avanti, sino alla vittoria completa, la sua crociata contro il comunismo. Ma a che prezzo! E intanto, all&#8217;interno della Chiesa, una bella fetta del clero, a cominciare dall&#8217;ordine pi\u00f9 potente e prestigioso, la Compagnia di Ges\u00f9, sotto la guida del pessimo padre Arrupe (che oggi Bergoglio vorrebbe beatificare), faceva propria un&#8217;analisi critica della societ\u00e0 che somigliava moltissimo a quella marxista: come dire che si combatteva un nemico alle frontiere, per poi aprirgli le porte e farlo entrare nella cittadella, sia pure dall&#8217;ingresso secondario. Infine, Giovanni Paolo II \u00e8 stato il primo papa a spettacolarizzare oltre ogni limite della modestia e del buon gusto la propria figura e la propria immagine; il primo a incoraggiare un vero e proprio culto della personalit\u00e0 nei suoi confronti, specie per mezzo dei <em>papaboys<\/em> e delle Giornate Mondiali della Giovent\u00f9, la prima delle quali si tenne appunto nel 1986, e che notoriamente sono diventate non solo un momento di confusione pastorale e di promiscuit\u00e0 materiale, ma anche una sorta di occasione per incontri a carattere erotico e sessuale, del tutto contrari allo spirito di una vera manifestazione cattolica. Ma per monsignor Zanin, Giovanni Paolo II \u00e8 stato un santo, un dono speciale di Dio e della Vergine Maria. Egli non ha visto nemmeno una delle sue gravissime responsabilit\u00e0 storiche nei confronti della degenerazione della fede cattolica; e questo non per conformismo o piaggeria, ma per una colossale forma d&#8217;ingenuit\u00e0. Come poteva venire il male da quella parte, se il papa era un cos\u00ec zelante difensore della fede? E non pensava, l&#8217;eccellente monsignore, come non lo pensavano tanti, troppi cattolici, che inchinarsi davanti ai rabbini, invitare preti taoisti e stregoni pellerossa a pubblici eventi di carattere sacro, chiedere scusa in continuazione a questo e a quello, agli ebrei prima di tutti, poi a Galilei, ai protestanti, ai popoli indigeni, in nome delle passate colpe, vere o presunte, della Chiesa, sia verso le altre religioni che verso la scienza e la cultura moderna, fare tutto ci\u00f2 in presenza di nemici implacabili, che non avevano mai sotterrato l&#8217;ascia di guerra e che anzi non attendevano occasione migliore per sfruttare al massimo le loro posizioni di vantaggio contro il cattolicesimo, equivaleva ad esporre a pericoli gravissimi la Sposa di Cristo, e tutte le anime che in esse avevano cercato e trovato un sicuro rifugio, forse dopo chiss\u00e0 quali sofferenza interiori e anche esteriori.<\/p>\n<p>Terzo punto: le conclusioni. Monsignor Zanin afferma che<\/p>\n<p><em>moltissimi guai sono sorti all&#8217;interno della Chiesa, come il crollo delle vocazioni sacerdotali, e religiose, la perdita del concetto di peccato, la perdita assoluta dell&#8217;idea di grazia santificante&#8230;, a causa non dei nemici esterni, non dello spirito del mondo, ma in conseguenza del venir meno della sana dottrina nell&#8217;ambito di coloro che, per missione, avrebbero dovuto predicare la verit\u00e0 di sempre.<\/em><\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, trae la conclusione che tutto questi mali non vengono affatto dal Concilio, ma da quello che lui chiama &quot;paraconcilio&quot;; e dichiara di essere ottimista perch\u00e9<\/p>\n<p><em>il Concilio vero ha fatto tanto bene e il Signore, mediante lo Spirito Santo, ha effuso, dopo il Concilio e attraverso l&#8217;opera del Concilio, una grande quantit\u00e0 di doni.<\/em><\/p>\n<p>Ma se il Concilio ha fatto tutto questo bene e se ha portato tutti questi doni, come mai, proprio dal 19065 &#8212; ed \u00e8 lui stesso a indicare quella data &#8212; un male incalcolabile si \u00e8 prodotto alla Chiesa e nella Chiesa? Se l&#8217;albero era cos\u00ec buono, come \u00e8 possibile che abbia dato frutti tanto cattivi? Quale logica c&#8217;\u00e8 nel dire che il Concilio \u00e8 stato un evento cos\u00ec fausto e nel constatare che a partire da esso tanto male \u00e8 entrato nella Chiesa? Da dove proveniva, allora, quel male, e come mai si \u00e8 manifestato proprio a partire dal Concilio: non prima, n\u00e9 dopo, ma proprio dal 1965? Come mai, dopo un&#8217;analisi tanto lucida, una conclusione tanto illogica? La contraddizione \u00e8 cos\u00ec evidente che lo stesso monsignor Zanin, a un certo punto, si vede costretto a usare l&#8217;espressione <em>il concilio vero<\/em>. Dunque c&#8217;\u00e8 stato anche un &quot;concilio&quot; falso? Dunque ci sono due stati due concili, uno vero e uno falso, contemporanei, sovrapponibili, indistinguibili? Sembra proprio che egli si aggrappi a un dogma, che \u00e8 questo: il Concilio non si tocca. \u00c8 la stessa posizione di Giovanni Paolo II e, poi, di Benedetto XVI. Per\u00f2, egli sostiene, bisogna reagire contro le degenerazioni delle riforme conciliari; degenerazioni che, a quanto pare, si sono manifestate subito, immediatamente. Che strano! Se una cosa \u00e8 buona, come \u00e8 possibile che degeneri all&#8217;istante? Un frutto sano non diventa putrido all&#8217;improvviso. C&#8217;\u00e8 un processo, un arco di tempo durante il quale si manifesta la corruzione. Se marcisce da un minuto all&#8217;altro, forse tanto sano non lo era. Tale \u00e8 la fatale contraddizione nella quale si viene a trovare chiunque voglia combattere lo spirito non cattolico che \u00e8 penetrato nella Chiesa a partire dal 1965, ma, nello stesso tempo, voglia ostinarsi a difendere il Concilio, con tutte le sue riforme, i suoi documenti, i suoi punti qualificanti: dialogo col mondo moderno; principio della libert\u00e0 religiosa; ricerca dell&#8217;unit\u00e0 con le Chiese separate, anche a prezzo della Verit\u00e0. E si noti che monsignor Zanin parla sempre del Concilio, dei suoi documenti; e mai dei documenti dei pontefici preconciliari, n\u00e9 degli altri concili, a cominciare dagli ultimi due, il Concilio di Trento e il Vaticano I. Non \u00e8 questa un&#8217;ammissione implicita che il Vaticano II ha fondato una nuova religione? Se fosse il cattolicesimo di sempre, come mai non si parla del Magistero pre-conciliare, a cominciare dall&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em> di Pio X, che scomunica il modernismo? Non \u00e8 questa una conferma del fatto che chi ammira il Concilio Vaticano II, chi ne fa quasi la pietra miliare nella storia della salvezza, prescinde da ci\u00f2 che la Chiesa aveva insegnato fino al 1965, o cerca d&#8217;interpretarlo in altro modo?<\/p>\n<p>Ed ecco un&#8217;altra parola chiave, che ricorre sovente nel discorso di monsignor Zanin: <em>interpretazione<\/em>. Chi \u00e8 vento dopo il Concilio, egli dice, ha male interpretato i suoi documenti. Forse \u00e8 vero, ma resta un fatto innegabile: che fino al Vaticano II non c&#8217;\u00e8 mai stato alcun bisogno di <em>interpretare<\/em> i documenti del Magistero, e ci\u00f2 per un motivo semplicissimo: che i documenti del vero Magistero sono di per s\u00e9 chiarissimi e non fraintendibili! Si prenda una qualsiasi enciclica, una qualsiasi lettera apostolica dei papi anteriori al 1958: non si potr\u00e0 trovare una sola affermazione, un solo concetto, una sola frase, che si prestino ad essere interpretati in una maniera piuttosto che in un&#8217;altra. Le parole sono pesate bene, perfino le virgole sono studiate in modo da escludere ogni possibile malinteso. E poi arriva il Vaticano II, e lo si riconosce subito, dallo stile dei suoi documenti; che non solo \u00e8 quanto mai lezioso e mellifluo, non solo \u00e8 tutto buonismo e misericordia e dialogo e perdono, ma \u00e8 anche sommamente e volutamente ambiguo. Ogni affermazione, ogni concetto, ogni frase si prestano a esser letti in diverse maniere. Ora, come pensare che ci\u00f2 sia avvenuto per caso? Quando la Chiesa vuol parlare con chiarezza, sa come farlo; lo ha sempre saputo. Ma nel 1962-65 si riuniscono i vescovi di tutto il mondo e ci\u00f2 che scrivono appare ambiguo, pu\u00f2 essere interpretato in diverse maniere: e, di fatto, \u00e8 proprio ci\u00f2 che accade. Subito, immediatamente. Proprio come con i documenti ufficiali del signor Bergoglio; proprio come con <em>Amoris laetitia<\/em>, per citarne uno solo (e stendendo un velo pietoso testi e i discorsi non ufficiali, a cominciare dalle eretiche omelie di Casa Santa Marta). Strano, vero? \u00c8 stano che la Chiesa non sia pi\u00f9 capace di parlare ai fedeli con quella chiarezza che l&#8217;ha sempre contraddistinta, anche su materie di estrema delicatezza.<\/p>\n<p>E allora che cosa pensare, se non che quella ambiguit\u00e0 \u00e8 stata voluta, studiata, calcolata, proprio per rendere possibile, negli anni successivi, una progressiva operazione di distacco dalla vera dottrina e di lenta, graduale, abile falsificazione delle principali verit\u00e0 cattoliche, per mettere al loro posto delle falsit\u00e0, delle menzogne e delle eresie, e creare cos\u00ec, senza averne l&#8217;aria, una nuova religione e una nuova chiesa, che si chiameranno ancora cattoliche, ma che di cattolico avranno ormai solamente il nome?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando ci siamo resi conto, dopo molti anni di studi e riflessioni, che il cancro che ha divorato, e tuttora divora, la vera fede cattolica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,236,257,262],"class_list":["post-24187","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio","tag-teologia","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24187"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24187\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}