{"id":24180,"date":"2015-07-29T07:46:00","date_gmt":"2015-07-29T07:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/concezione-cristiana-della-storia\/"},"modified":"2015-07-29T07:46:00","modified_gmt":"2015-07-29T07:46:00","slug":"concezione-cristiana-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/concezione-cristiana-della-storia\/","title":{"rendered":"Concezione cristiana della storia"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 la storia umana nella concezione cristiana?<\/p>\n<p>Negli antichi messali, in molte vetrati e pareti e in molti pavimenti delle chiese medievali ricorre, a lato dell&#8217;immagine di Cristo, quella di due alberi: quello della Conoscenza del bene e del Male, dalla cui violazione ad opera di Adamo deriv\u00f2 la cacciata dei nostri progenitori dal Giardino dell&#8217;Eden, e quello della Croce, legno che eretto sul Calvario per la Passione di Cristo e dunque per il compimento delle Scritture e per la realizzazione del progetto di salvezza dell&#8217;umanit\u00e0 ad opera di Dio Padre, amorevole e infinitamente misericordioso. Il primo albero, infestato dalle spire del serpente, \u00e8 il simbolo non tanto del male, quanto della tremenda responsabilit\u00e0 insita nella libert\u00e0 umana: esso pertanto simboleggia non la fatalit\u00e0 inesorabile del peccato (come vorrebbero i protestanti, e specialmente i calvinisti), ma la sua terribile, sconcertante facilit\u00e0, persino &#8212; come osserva Sant&#8217;Agostino &#8212; allorch\u00e9 l&#8217;uomo si ripropone di volere e di compiere solamente il bene. Il secondo simboleggia la gratuit\u00e0 assoluta della Grazia divina, alla quale l&#8217;uomo pu\u00f2 e deve cooperare, ma che egli, con le sue sole forze, non potrebbe mai sperare di meritare, stante in lui appunto quella debolezza strutturale, quel &quot;vulnus&quot; immedicabile, quella ferita originaria creatasi con il Peccato originale.<\/p>\n<p>La storia, dunque, ha inizio dal Peccato: se Adamo ed Eva non avessero abusato della libert\u00e0 loro concessa da Dio, non vi sarebbe stata storia, ma una indefinita condizione di felicit\u00e0 terrena posta al di fuori della storia: se la storia \u00e8, come \u00e8, esercizio della libert\u00e0 e dunque rischio, caduta, peccato, morte. D&#8217;altra parte, il Peccato stesso era contemplato nella onniscienza divina e quindi non ha interrotto il piano della Redenzione, al contrario, lo ha reso possibile e necessario: \u00e8 stato, dunque, in ultima analisi, provvidenziale, anche se sarebbe stato infinitamente preferibile, per l&#8217;umanit\u00e0, che non venisse commesso. La storia umana, dunque, non \u00e8 stata un &quot;errore&quot; o una conseguenza imprevista rispetto al piano della Creazione; essa ha un significato e una intrinseca nobilt\u00e0: la lenta, faticosa, diuturna riconquista delle altezze perdute, da parte dell&#8217;uomo; la marcia verso il suo reintegro nella eredit\u00e0 celeste, che gli \u00e8 destinata.<\/p>\n<p>Possiamo anche dire cos\u00ec: sarebbe stato meglio, dal punto di vista della felicit\u00e0 terrena, che la storia umana non iniziasse neppure; ma, dal momento che Adamo ed Eva peccarono e che la storia ebbe inizio, essa non \u00e8 affatto inutile, anche se consiste, in gran parte, di una interminabile sequela d&#8217;ingiustizie, prevaricazioni, avidit\u00e0 e crudelt\u00e0 dell&#8217;uomo ai danni dei suoi simili (e anche delle altre innocenti creature di Dio). Pure, in mezzo a tanti orrori, brillano, come gemme, atti di amore, pensieri e gesti di bont\u00e0 disinteressata, di autentica fiducia in Dio e di remissione alla Sua volont\u00e0: ci\u00f2 significa che non tutto, nella storia, \u00e8 male; cos\u00ec come non tutto \u00e8 male nel mondo. Il mondo non \u00e8 male, la natura non \u00e8 male (ma \u00e8 neppure il bene, come sostenevano molte filosofie antiche e, nella modernit\u00e0, i panteisti, i giusnaturalisti, gli illuministi): il mondo diventa il regno del male quando vi predominano gli impulsi egoistici, vale a dire diabolici, presenti nell&#8217;uomo, perch\u00e9 l&#8217;egoismo, l&#8217;adorazione del proprio Io, \u00e8 il frutto della seduzione diabolica, esattamente come avvenne nel Giardino dell&#8217;Eden con i nostri antichissimi progenitori, allorch\u00e9 vennero tentati in nome della vanit\u00e0 e della superbia (\u00absarete come Dio\u00bb).<\/p>\n<p>Agostino, cui si deve la pi\u00f9 approfondita riflessione cristiana sul mistero della storia, non identifica il mondo con la Citt\u00e0 diabolica; al contrario, egli lo concepisce come il campo di battaglia fra il bene e il male e dunque come il luogo decisivo in cui si svolge il dramma a lieto fine dell&#8217;Incarnazione e della Redenzione. Se il mondo fosse male in se stesso, l&#8217;Incarnazione sarebbe stata inutile, anzi, sarebbe stata un assurdo teologico: a che pro Dio si sarebbe fatto uomo, avrebbe assunto un corpo e una natura di uomo &#8212; senza rinunciare, contemporaneamente, alla propria -, laddove non vi fossero stati margini per una cooperazione degli uomini, fin da questa vita e fin da questo mondo, al piano della loro salvezza?<\/p>\n<p>Lo gnosticismo, sia nella forma antica che nelle forme e varianti, pi\u00f9 o meno mascherate, che oggi tornano assai di moda, corrisponde appunto alla tentazione della scorciatoia, del voler far fare tutto a Dio, senza che l&#8217;uomo debba fare nulla per se stesso: se il mondo fosse radicalmente malvagio, se la natura fosse opera del Diavolo, allora la Redenzione non potrebbe aver luogo sotto forma di un ritorno dell&#8217;uomo a Dio, ma solo sotto forma di una distruzione del mondo e della storia da parte di Dio: in pratica, in una ammissione, da parte Sua, che la Creazione \u00e8 stata un errore. Ma questo, dal punto di vista cristiano, non \u00e8 soltanto mostruoso, \u00e8 anche contraddittorio: perch\u00e9 la Bibbia afferma che Dio, dopo aver creato il mondo e ogni cosa che in esso si trova, \u00abvide che tutto ci\u00f2 era buono\u00bb e ne fu contento. Se la natura fosse intrinsecamente malvagia e se il mondo fosse il regno di Satana, chi, se non un Dio perverso e crudele, avrebbe potuto crearli e gettarvi, inerme, l&#8217;uomo, in pratica con la sola libert\u00e0 di peccare e con la sola certezza della colpa e del castigo? Tanto vale pensare che un simile Dio non \u00e8 altri che il Diavolo: e questo, infatti, in un certo senso, \u00e8 il pensiero gnostico: il mondo \u00e8 l&#8217;opera di un Dio malvagio; per redimersi da esso, bisogna rivolgere all&#8217;altro Dio, quello &quot;buono&quot;, che, con il mondo, non ha niente a che fare.<\/p>\n<p>Chiara e lineare \u00e8 la sintesi operata da Carla Sclarandis del pensiero cristiano rispetto alla vicenda storica del genere umano, di cui riportiamo alcuni passaggi essenziali (da: Giovanna Garbarino, \u00abOpera. Letteratura, testi, cultura latina\u00bb, Milano, Paravia, 2004, vol. 2, pp. 165-8):<\/p>\n<p>\u00ab[Se in Seneca e nel pensiero stoico si possono gi\u00e0 scorgere alcuni assi portanti dell&#8217;antropologia cristiana,m tuttavia, per quanto riguarda la concezione della storia, il cristianesimo segn\u00f2 una cesura nettissima rispetto al pensiero greco-romano. Innanzitutto occorre partire dal fatto che la storia umana comincia con la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre quale punizione e maledizione divina. Se questo avvenimento, che indica una perdita definitiva delle condizioni originarie, pu\u00f2 richiamare l&#8217;idea esiodea e poi ovidiana della storia come decadenza, le analogie finiscono qui. L&#8217;Eden ebraico-cristiano non rimanda, infatti, a un&#8217;et\u00e0 mitica di completa adesione della vita umana allo stato di natura, bens\u00ec al luogo in cui l&#8217;umanit\u00e0 avrebbe potuto vivere felice se Eva non avesse mangiato i frutti dell&#8217;albero proibito. In quel giardino, al riparo da ogni insidia, l&#8217;umanit\u00e0 non visse mai, perch\u00e9 Adamo ed Eva procrearono dopo la cacciata e la stessa linearit\u00e0 del tempo, segnata dalla morte, cominci\u00f2 proprio con la loro trasgressione. Per i cristiani, dunque, la storia umana si origina dal peccato originale, attraversa la caduta e coincide con essa, per finire nel giorno del giudizio universale. Se la concezione mitica delle te et\u00e0 (dell&#8217;oro, dell&#8217;argento e del ferro) si compendiava spesso con un&#8217;idea di circolarit\u00e0 temporale, quella cristiana presuppone invece una linearit\u00e0 che si snoda attraverso la stria terrena, ma tende a quella ultraterrena in cui il bene \u00e8 separato dal male, la felicit\u00e0 dall&#8217;infelicit\u00e0,, l&#8217;innocenza dalla colpa, la gioia dal dolore. Solo l\u00ec sar\u00e0 possibile trovare il paradiso: dunque, alla fine, di nuovo fuori dalla storia. [&#8230;]<\/p>\n<p>[Per Sant&#8217;Agostino le due citt\u00e0, quella terrena e quella celeste] sono dunque delle figurazioni allegoriche dei diversi atteggiamenti filosofici e morali che il misterioso disegno divino rende operanti tra gli uomini. [&#8230;] La vicenda degli uomini, fintanto che esister\u00e0 la storia, sar\u00e0 pertanto inseparabile dal viluppo di bene e di male, della Babilonia infernale e della Gerusalemme celeste. In tutte le civilt\u00e0 ed epoche p possibile rintracciare i segni di questa doppiezza e seguire la storia delle due citt\u00e0 dalla nascita, avvenuta con la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, fino all&#8217;epilogo nel giorno del giudizio. Ne risulta un quadro grandioso che compendia le narrazioni della tradizione biblico-cristiana e di quella greco-romana: le tappe della creazione del mondo e dell&#8217;uomo, del peccato originale e della conseguente punizione della vita dei discendenti di Adamo fino a Mos\u00e8, si collegano direttamente agli episodi mitizzati della storia dei Greci e dei Romani; a sua volta la storia romana si intreccia con quella del cristianesimo e delle persecuzioni. Solo alla fine, mentre la citt\u00e0 terrena sar\u00e0 colpita dalla condanna alla morte eterna, i cittadini della citt\u00e0 di Dio risorgeranno alla vita immortale, a gode della pace divina non solo con l&#8217;intelletto ma anche con il corpo. Da questo schema risulta chiaro che per Agostino all&#8217;origine della storia c&#8217;\u00e8 il peccato dell&#8217;uomo contro Dio. Adamo ed Eva, disobbedendo, meritarono l&#8217;ira del Padre, anche se svelarono la libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Da quel momento in poi essi ed i loro discendenti hanno dovuto fare i conti con la fisicit\u00e0 e con la storicit\u00e0, in una lotta solitaria e spesso tragica con il male. La tremenda punizione di Dio verso quell&#8217;uomo che egli stesso aveva dotato della facolt\u00e0 di scegliere consiste appunto nell&#8217;allontanamento dal Paradiso e dalla condanna alla concupiscenza e alla morte. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;idea del precipitare da uno stato di felicit\u00e0 a una condizione di sofferenza e disagio pu\u00f2 certamente richiamare l&#8217;antico concetto dell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro, soprattutto nell&#8217;accezione ovidiana di un tempo mitico senza lacrime, fatica ed eros. Ma il paradiso di Agostino non \u00e8 la prima et\u00e0 della storia umana, bens\u00ec un tempo posto fuori della storia stessa: sia in quanto paradiso perduto, perch\u00e9 la storia comincia appunto quando l&#8217;uomo ne \u00e8 cacciato; sia in quanto citt\u00e0 di Dio, perch\u00e9 questa, anche se esiste nel tempo intrecciata a quella dell&#8217;uomo, \u00e8 concepita come il punto d&#8217;arrivo del tempo storico finito, dopo il suo compimento. L&#8217;uomo storico \u00e8 destinato alla morte, ma l&#8217;orientamento della storia tende verso una meta ultraterrena: queste due condizioni, fondamentali nel pensiero agostiniano, riflettono temi gi\u00e0 presenti in quello di Cicerone e di Seneca. [&#8230;] Ma anche qui non devono sfuggire le differenze. Per Agostino non \u00e8 possibile idealizzare nessun momento della storia terrena, proprio perch\u00e9 &quot;nel flusso dell&#8217;umanit\u00e0 scorre una duplice corrente. Del male, derivato dal progenitore, e del bene, elargito dal Creatore&quot; (&quot;De Civ. Dei, XXII, 24). [&#8230;]<\/p>\n<p>Agostino, dunque, non condivide le due possibili concezioni antiche della stria e dell&#8217;uomo in essa: da un lato non riconosce la ciclicit\u00e0 del tempo umano, ma presuppone un percorso lineare, orientato a una meta e guidato dalla volont\u00e0 divina. D&#8217;altro canto respinge l&#8217;idea lucreziana di storia come progressivo emergere dalla natura stessa, perch\u00e9 non gli interessa studiare l&#8217;evoluzione fisica e sociale dell&#8217;uomo, bens\u00ec professarne uno sviluppo provvidenziale. Centrale \u00e8 il controllo di Dio sull&#8217;intero processo lineare, di cui egli stesso ha stabilito il punto d&#8217;arrivo.\u00bb<\/p>\n<p>Occorre guardarsi da due opposte tentazioni, quindi, allorch\u00e9 si ragiona sulla storia umana, partendo dalla prospettiva cristiana: quella di scordarsi che sia la sua origine, sia la sua destinazione, sono al di fuori di essa, e precisamente nelle mani di Dio, per cui non bisogna mai assolutizzarla, n\u00e9 sopravvalutarne indebitamente le conquiste, i valori, le ideologie, quasi divinizzando l&#8217;uomo e misconoscendo l\u00ec&#8217;opera del Creatore; e quella di togliere valore e dignit\u00e0 al mondo, di denigrare la natura, di sottovalutare l&#8217;importanza della cooperazione umana al progetto divino: come se, nel gran gioco della storia, l&#8217;uomo non contasse nulla e l&#8217;unica cosa giusta da fare fosse quella di sedersi e aspettare che Dio ponga fine alle sanguinose e crudeli illusioni da essa generate.<\/p>\n<p>Dei due pericoli, oggi, a nostro avviso, il pi\u00f9 grave e il pi\u00f9 attuale non \u00e8 certo il secondo, ma il primo. Nonostante tutti gli insuccessi e le mancate promesse della ragione, della scienza e del progresso, l&#8217;uomo ostenta ancora un altissimo grado di fiducia in se stesso: il che, di per s\u00e9, non sarebbe un male, se si accompagnasse, comunque, alla consapevolezza dei propri limiti e alla coscienza della propria fragilit\u00e0. Il senso di onnipotenza che ha inebriato l&#8217;uomo moderno, specialmente da quando si \u00e8 allontanato da Dio e ha ritenuto di poter provvedere da solo alle proprie necessit\u00e0, si accompagna sovente, e ne \u00e8 come il rovescio della medaglia, al senso di disagio, angoscia e disperazione che lo invadono in misura crescente, che lo torturano, che lo deprimono, che lo spingono ad azzardi pazzeschi, a decisioni repentine e improvvide, delle quali non fa quasi in tempo a pentirsi, perch\u00e9 gi\u00e0 ne assume disordinatamente delle nuove, non migliori, n\u00e9 pi\u00f9 sagge.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo dovrebbe sempre ricordarsi di essere, s\u00ec, il protagonista della storia, ma di non esserne il vero artefice: dovrebbe sempre avere la chiara coscienza, anche e soprattutto nei passaggi pi\u00f9 ardui e scabrosi della sua esistenza terrena, che egli \u00e8 il collaboratore di un Progetto che lo comprende e lo illumina, ma che non parte da lui e non si concluder\u00e0 con lui. Insomma, che la storia umana ha un significato solo se posta in un&#8217;ottica extra-storica, extra-umana, extra-naturale: divina, appunto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 la storia umana nella concezione cristiana? Negli antichi messali, in molte vetrati e pareti e in molti pavimenti delle chiese medievali ricorre, a lato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-24180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}