{"id":24169,"date":"2015-09-30T10:09:00","date_gmt":"2015-09-30T10:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/30\/i-comunisti-non-hanno-mai-saputo-fare-i-conti-con-lassassinio-di-giovanni-gentile\/"},"modified":"2015-09-30T10:09:00","modified_gmt":"2015-09-30T10:09:00","slug":"i-comunisti-non-hanno-mai-saputo-fare-i-conti-con-lassassinio-di-giovanni-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/30\/i-comunisti-non-hanno-mai-saputo-fare-i-conti-con-lassassinio-di-giovanni-gentile\/","title":{"rendered":"I comunisti non hanno mai saputo fare i conti con l\u2019assassinio di Giovanni Gentile"},"content":{"rendered":"<p>I comunisti non hanno mai fatto seriamente i conti con il loro passato, con gli aspetti oscuri della guerra civile (che, per essi, \u00e8 semplicemente &quot;la Resistenza&quot;, con la lettera maiuscola, o &quot;la lotta di Liberazione&quot;, sempre con la maiuscola): uno per tutti &#8212; ma l&#8217;elenco sarebbe lunghissimo, quasi infinito -: l&#8217;assassinio a freddo del filosofo Giovanni Gentile, un vecchio inerme, che girava per Firenze senza scorta, che non aveva alcun crimine sulla coscienza, ma che, anzi, si era molto adoperato per far rilasciare quanti arrestati poteva e che, soprattutto &#8212; ma forse fu appunto questo il suo &quot;crimine&quot; &#8211; si era speso per predicare la riconciliazione nazionale e tener lontano il popolo italiano dagli orrori della lotta fratricida.<\/p>\n<p>Colpisce, comunque, l&#8217;assoluta incapacit\u00e0, anche a decenni di distanza, di guardare con onest\u00e0 e imparzialit\u00e0 la propria storia, di giudicare lealmente le motivazioni dei propri militanti: l&#8217;uso continuo, sistematico, sfacciato, di un doppio parametro morale, per cui le azioni malvagie del nemico sono sempre imperdonabili e orrende, mentre le azioni malvagie dei <em>compagni<\/em> sono sempre giuste o, almeno, giustificabili, se non altro ricorrendo a categorie generiche e retoriche come l&#8217;asprezza dei tempi e la crudelt\u00e0 della lotta &#8212; quasi che i tempi e la lotta fossero elementi di storia naturale e non prodotti delle azioni umane, figli di una precisa ideologia &#8212; e quasi che una fatalit\u00e0 superiore si fosse posata sui crimini di matrice comunista per renderli necessari e, anzi, per trasfigurarli in azioni legittime, se non sempre esemplari. Perch\u00e9 al volere del Fato non ci si pu\u00f2 opporre &#8212; e chi pu\u00f2 saperlo meglio di un marxista, nipotino ideale di Hegel, il quale sa dove spira lo Spirito del mondo e conosce le strade attraverso le quali esso si realizza: strade sconosciute ai pi\u00f9, ma non ai seguaci della &quot;vera&quot; filosofia, che, guarda caso, \u00e8 anche una <em>praxis<\/em>: la <em>praxis<\/em> destinata a trionfare nel complesso gioco della Storia?<\/p>\n<p>Non di una ideologia qualunque, infatti, stiamo parlando, ma di una vera e propria fede religiosa, di una fede soteriologia: una religione di salvezza mutuata dal messianismo biblico (e infatti l&#8217;ebreo Marx sviluppa in senso ultra-messianico la gi\u00e0 messianica filosofia di Hegel), pi\u00f9 precisamente di una eresia cristiana, staccatasi da una costola dell&#8217;altra grande eresia cristiana, l&#8217;Illuminismo, e piombata come una scheggia impazzita nel corpo della societ\u00e0 europea contemporanea. Ma tornando all&#8217;assassinio di Gentile: chi, se non un fedele integrale, poteva assumersi la paternit\u00e0 dell&#8217;infame &quot;invito&quot; a sopprimere il filosofo Gentile, se non un comunista come Concetto Marchesi, il quale, pur non avendo scritto quella lettera, se ne assunse nondimeno la paternit\u00e0 e continu\u00f2 a sostenere la menzogna per tutto il resto della sua vita, onde non separare le proprie responsabilit\u00e0 da quelle del Partito, che, essendo Dio, non sbaglia mai, n\u00e9 pu\u00f2 sbagliare, e fuori del quale non esistono n\u00e9 verit\u00e0, n\u00e9 giustizia, n\u00e9 possibilit\u00e0 alcuna di salvezza? L&#8217;integralismo comunista ha sempre fatto propria la formula <em>nulla salus extra ecclesiam<\/em>, nessuna salvezza al di fuori della chiesa: della chiesa marxista, beninteso; e, pi\u00f9 precisamente, della Seconda e della Terza Internazionale (infatti gi\u00e0 la Quarta Internazionale, pur essendo marxista come e pi\u00f9 dell&#8217;altra, venne condannata quale eretica, in quanto di indirizzo trotzkista e non stalinista: con tanto di repressione e di sterminio fisico dei sacrileghi dissidenti).<\/p>\n<p>Ma la storia \u00e8 fin troppo nota perch\u00e9 valga la pena di tornarvi sopra. Piuttosto, ci sembra opportuno insistere sulla correit\u00e0 ideologica fra gli esecutori materiali dell&#8217;assassinio di Gentile e gli storici comunisti che, a guerra finita, e a distanza di decenni, hanno dovuto confrontarsi con quell&#8217;episodio: perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si pu\u00f2 vedere, e toccare con mano, se \u00e8 vero che il Partito comunista dell&#8217;Italia repubblicana \u00e8 evoluto, rispetto alle sue origini leniniste e staliniste, ovvero rispetto alla sua convinzione originaria che la cosa pi\u00f9 importante sia affrettare lo scatenamento della guerra civile &#8212; e questo fin dalla sua fondazione, vale a dire oltre vent&#8217;anni prima della guerra civile del 1943-45; perch\u00e9, come insegnano esplicitamente sia Lenin, sia Stalin, \u00e8 solo la guerra civile che permette di eliminare fisicamente i nemici di classe, obiettivo supremo da raggiungere onde poter instaurare la societ\u00e0 meravigliosa del domani, libera e giusta perch\u00e9 emancipata dallo sfruttamento della borghesia a danno del proletariato.<\/p>\n<p>Vale dunque la pena di riportare le considerazioni che, sul barbaro assassinio di Gentile, ha svolto lo storico marxista Paolo Spriano nella sua monumentale \u00abStoria del Partito Comunista Italiano\u00bb, vol. V, \u00abLa Resistenza. Togliatti e il partito nuovo\u00bb, Torino, Einaudi, 1975, pp. 350-1):<\/p>\n<p><em>\u00abLa crescente asprezza della lotta \u00e8 [&#8230;] avvertita ovunque. Cinque giovani renitenti alla leva sono fucilati a Firenze, in Campo di Marte: i gappisti rispondono al terrore fascista con un colpo eccezionale: feriscono a morte, il 15 aprile, Giovanni Gentile, che ha appena inaugurato l&#8217;&quot;attivit\u00e0&quot;dell&#8217;Accademia d&#8217;Italia. Il filosofo spira all&#8217;ospedale. Il Gap \u00e8 stato guidato all&#8217;azione da Bruno Fanciullacci, un comunista gi\u00e0 arrestato nel 1938 e condannato dal Tribunale speciale, che pochi giorni dopo verr\u00e0 preso, seviziato orribilmente e liberato dai suoi compagni dalla corsia d&#8217;ospedale dove si trova (cadr\u00e0, dopo un nuovo arresto e nuove torture, il 15 luglio). I fascisti commentano con una classica nota mussoliniana la morte di Gentile, &quot;uno dei 1.023 iscritti al partito e dei 523 ufficiali e militi della GNR gi\u00e0 caduti sotto il piombo dei sicari venduti al nemico&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;emozione per la tragica morte del vecchio filosofo \u00e8 profonda anche nel campo della Resistenza, uno dei momenti nei quali si pu\u00f2 meglio verificare che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto per i neutrali, che non esistono pi\u00f9 zone franche, che la cultura non ha valori intoccabili. Tra i combattenti di &quot;Giustizia e libert\u00e0&quot; di Firenze, molti dei quali &#8212; professori, intellettuali &#8212; apprezzano le doti umane di quell&#8217;avversario, vi \u00e8 un moto di protesta contro questa resa dei conti brutale, ma la reazione della Resistenza \u00e8 in genere diversa. Tutti i commenti comunisti sono unanimi e non soltanto a Firenze e a Milano (sulla &quot;Nostra lotta&quot; esso \u00e8 affidato a un uomo come Antonio Banfi), ma a Roma e nell&#8217;Italia liberata. Qui \u00e8 Palmiro Togliatti a scrivere sull&#8217;&quot;Unit\u00e0&quot; seccamente che &quot;chi tradisce la stessa civilt\u00e0 umana ponendosi al servizio della barbarie deve pagare con la vita&quot;. Non meno duro il giudizio di un azionista come Carlo Dionisotti, e lo stesso foglio democristiano, &quot;Il Popolo&quot;, se deplora l&#8217;uccisione di Gentile, replica ai fascisti che &quot;i nemici della patria sono proprio coloro con i quali si era schierato il filosofo&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>In questa pagina di prosa si possono ammirare tutti gli aspetti pi\u00f9 deteriori della storiografia comunista chiamata a ricostruire la propria storia e a riflettere sulle proprie motivazioni politiche e morali: \u00e8 un vero capolavoro di ipocrisia, di mescolanza di verit\u00e0 e menzogna, di spudorato travisamento dei fatti e di zelo auto-assolutorio ed auto-celebrativo.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto proprio il lavoro di Spriano, del resto, proprio perch\u00e9 esso, secondo la Vulgata culturale oggi dominante in Italia, rappresenta l&#8217;ala pi\u00f9 aperta e autocritica della storiografia comunista (l&#8217;autore, al tempo della guerra civile, non era ancora iscritto al P. C., ma militava nelle formazioni di &quot;Giustizia e Libert\u00e0&quot;; e in seguito, nel 1956, fu contrario alla repressione sovietica in Ungheria); quella che, a dire dei pi\u00f9, ha saputo fare i conti con il proprio passato ed \u00e8 stata capace di indagare obiettivamente non solo le pagine gloriose, ma anche quelle oscure della cosiddetta Resistenza. Insomma, un campione di obiettivit\u00e0 e di onest\u00e0 intellettuale; e, in ogni caso, un intellettuale comunista che ha saputo rifuggire dalla tentazione agiografica.<\/p>\n<p>Intanto, non \u00e8 vero che le reazioni all&#8217;assassinio di Gentile, nell&#8217;ambito della Resistenza, furono prevalentemente di segno positivo; al contrario: i comunisti si trovarono soli a giustificare l&#8217;ingiustificabile; sia gli azionisti, sia i cattolici, ci tennero a segnare le distanze fra loro e i <em>compagni<\/em> che avevano assassinato il vecchio filosofo, come pure con quelli che avevano giustificato quell&#8217;azione, definendola perfettamente giusta e legittima.<\/p>\n<p>In secondo luogo, colpisce il fatto che lo storico comunista &quot;aperto&quot; e &quot;indipendente&quot; non provi neppure, neppure a trent&#8217;anni di distanza, a ridiscutere o rielaborare il giudizio &quot;a caldo&quot; che il Partito comunista di allora diede su quell&#8217;assassinio, fatto passare per un atto sacrosanto di giustizia e per un episodio necessario della guerra di liberazione; che si limiti a riportare quel che, a caldo, fu detto e scritto, citando come un oracolo le parole del &quot;Migliore&quot;, il quale dichiara indegno di vivere chiunque si ponga al di fuori della civilt\u00e0 (lui, che aveva servito Stalin in Unione Sovietica senza fiatare, mentre il dittatore sovietico mandava a morte milioni di persone, ivi compresi non pochi comunisti italiani che erano fuggiti dagli &quot;orrori&quot; dell&#8217;Italia fascista in cerca di libert\u00e0 e di salvezza), senza aggiungere una parola, non diciamo di ripensamento politico e morale, ma nemmeno di umana <em>pietas<\/em>. No: nessuna piet\u00e0, nessuna commozione per chi si \u00e8 posto al di fuori del consorzio umano, mettendosi al servizio della &quot;barbarie&quot;; come dire: Gentile fu ucciso a buon diritto e a ragion veduta, lo meritava e perfino dopo morto non \u00e8 degno neppure di un pensiero di rammarico; e, se quelle date condizioni si ripresentassero, bisognerebbe farlo di nuovo, non una, ma mille volte, perch\u00e9 i principi morali non sono negoziabili e i delitti contro l&#8217;umanit\u00e0 non cadono in prescrizione. Parola di comunista: cio\u00e8 di chi si \u00e8 messo al servizio della ideologia che ha fatto il maggior numero di morti nella storia mondiale.<\/p>\n<p>Insomma: leggere la storia italiana contemporanea, cos\u00ec come la racconta uno storico comunista come Paolo Spriano, \u00e8 quanto di pi\u00f9 deprimente si possa immaginare: vi si respira un&#8217;aria pesante, di chiuso, quasi irrespirabile; non vi \u00e8 ombra di un&#8217;autocritica, neppure il minimo accenno alla possibilit\u00e0 di aver commesso degli errori. \u00c8 lo stesso atteggiamento che tenne il Partito comunista di Udine durante il processo per i fatti di Porz\u00fbs, e che il medesimo partito, in cento altri luoghi, tenne infinite volte, anche dopo la fine della guerra civile (che, per loro, non era terminata nell&#8217;aprile del 1945, ma continu\u00f2 due o tre anni buoni, con l&#8217;eliminazione spietata di migliaia di contadini, maestre, commercianti, preti, professionisti: tutti borghesi reazionari), sia nelle sedi processuali relative alle atrocit\u00e0 e agli abusi perpetrati dalla Resistenza, sia, pi\u00f9 tardi, e a mente fredda, in sede di dibattito storiografico. Ed \u00e8 lo stesso atteggiamento che tennero i <em>compagni<\/em> durante l&#8217;esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate in fuga davanti agli orrori di Tito, dopo essere scampate alle foibe, alle violenze, alle minacce: quegli esuli vennero coperti d&#8217;insulti, di sputi e di disprezzo, in quanto &quot;fascisti&quot; e &quot;rinnegati&quot; (ma di quale patria? Nati e vissuti italiani, e pi\u00f9 italiani di quelli di Milano o di Firenze, la loro vera patria era forse diventata, per un colpo di bacchetta magica, la Jugoslavia del maresciallo Tito?).<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che costoro cambiano pelle, cambiano nome, ma, nella sostanza, non cambiano mai: e continuano ad occupare le posizioni-chiave nel mondo della cultura, nei salotti bene, nei premi letterari, nelle universit\u00e0, nelle case editrici. Loro, e i loro odierni nipotini, si commuovono tanto, tantissimo, per la sorte dei poveri &quot;migranti&quot;, che a centinaia di migliaia stanno invadendo il nostro Paese: si sono scordati di come vennero accolti i loro fratelli di Pola, Fiume e Zara, che avevano dovuto abbandonare ogni cosa dietro di s\u00e9, perfino i loro cari sepolti al cimitero. Loro, e i loro odierni nipotini, rendono onore al merito, all&#8217;onest\u00e0, alla rettitudine di un Giorgio Napolitano o di un Pietro Ingrao: si dimenticano per\u00f2 di dire che, nel 1956, costoro plaudivano al massacro dei cittadini ungheresi da parte della gloriosa Armata Rossa. E descrivevano gli eroici combattenti di Budapest come una feccia d&#8217;immondi &quot;fascisti&quot; e di agenti provocatori al servizio dell&#8217;infame capitalismo internazionale.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che il Partito comunista, dopo il 1945, ha fatto letteralmente incetta di professori e intellettuali fascisti, tutti miracolosamente convertiti al Verbo marxista dalla sera alla mattina, e tutti indignati che li si potesse anche solo sospettare di opportunismo e camaleontismo. Ruggero Zangrandi, per esempio, spinse la sua improntitudine fino al punto di affermare che i soldi, s\u00ec, lui dal Partito fascista li aveva presi, ma per finanziare, in gran segreto, gli antifascisti, e preparare, cos\u00ec, la caduta dell&#8217;odiosa tirannide mussoliniana. Con tutti quegli ex fascisti voltagabbana nella pancia, il P.C.I. doveva, per forza, o schiattare d&#8217;indigestione, o fornire un biglietto di assicurazione permanente a tutti i nuovi acquisti; e cos\u00ec fece. Stabil\u00ec che aver servito la barbarie (il fascismo) era una colpa che meritava la morte: come nel caso di Gentile. Il quale, la gabbana, non volle voltarla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I comunisti non hanno mai fatto seriamente i conti con il loro passato, con gli aspetti oscuri della guerra civile (che, per essi, \u00e8 semplicemente &quot;la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[111,164,177],"class_list":["post-24169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-comunismo","tag-giovanni-gentile","tag-iosif-stalin"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}