{"id":24168,"date":"2016-02-05T03:42:00","date_gmt":"2016-02-05T03:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/05\/il-comunismo-ideologia-reazionaria-che-per-sopravvivere-si-fa-cattolica\/"},"modified":"2016-02-05T03:42:00","modified_gmt":"2016-02-05T03:42:00","slug":"il-comunismo-ideologia-reazionaria-che-per-sopravvivere-si-fa-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/05\/il-comunismo-ideologia-reazionaria-che-per-sopravvivere-si-fa-cattolica\/","title":{"rendered":"Il comunismo, ideologia reazionaria che per sopravvivere si fa cattolica"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno potrebbe essere cos\u00ec ingenuo da chiedesi dove sono finiti quei milioni di &quot;compagni&quot; marxisti i quali, fino a tre decenni or sono, tenevano banco sulla scena politica e culturale di mezzo mondo, profetizzando la loro imminente vittoria anche nella restante met\u00e0; e che, in Italia, costituivano ancora lo zoccolo duro dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em>, e che, a un certo punto, nel 1984, erano riusciti ad effettuare il &quot;sorpasso&quot; sui democristiani, diventando il primo partito politico d&#8217;Italia, anche se per una effimera stagione. Sarebbe davvero una grossa ingenuit\u00e0, come sarebbe una grossa ingenuit\u00e0 chiedersi dove siano finiti quei milioni di &quot;camerati&quot; che affollavano le piazze del Bel Paese per ascoltare la voce di Benito Mussolini, ma che, dopo il 25 luglio del 1943, evaporarono come nebbia al sole e poi riapparvero, con altra tessera di partito e ben altre credenziali politiche, dopo il 25 aprile del 1945 (almeno nell&#8217;Italia Settentrionale, dove ci fu la vicenda della Repubblica di Sal\u00f2; perch\u00e9 nell&#8217;Italia Meridionale non ebbero bisogno di aspettare cos\u00ec tanto, fecero tutti il salto della quaglia fin dall&#8217;indomani dell&#8217;8 settembre 1943, mettendosi saggiamente sotto l&#8217;ala protettiva dei &quot;liberatori&quot; angloamericani.<\/p>\n<p>Fra le due metamorfosi c&#8217;\u00e8 una sola differenza, non piccola, ma dovuta alle circostanze esterne: che mentre il fascismo croll\u00f2 per implosione interna e poi fu debellato con la violenza spaventosa di una guerra mondiale e di una guerra civile, il comunismo, almeno in Italia, fece finta di non essere mai crollato, quindi non si vide costretto ad alcun esame di coscienza, ad alcun &quot;redde rationem&quot;, e pertanto fu pi\u00f9 facile, per i suoi seguaci, transitare verso altri lidi ideologici senza il fardello e l&#8217;imbarazzo di una sconfitta bruciante sul groppone, anzi, conservando la stessa superbia intellettuale e la stessa arroganza moralistica, la stessa pretesa di essere non solo invitti, ma anche eticamente superiori a chiunque altro, come se la Storia, con la maiuscola, avesse dato loro ragione (e non torto marcio, come in realt\u00e0 \u00e8 stato).<\/p>\n<p>Qualcuno, per caso, ha visto Toni Negri, o Adriano Sofri, o Massimo Cacciari, fare una bella e lunga autocritica, una sincera ammissione d&#8217;aver sbagliato tutto, un riconoscimento del valore delle idee, delle istituzioni e delle persone che avevano combattuto con tanto accanimento? La loro presunzione \u00e8 rimasta intatta; la buona occasione per un bagno di umilt\u00e0 \u00e8 andata sprecata: ed eccoli di nuovo in cattedra a pontificare, come prima e pi\u00f9 di prima, non importa se con qualche incoerenza rispetto a prima (invocando, ad esempio, i bombardamenti americani su Belgrado nel 1999, beninteso per ragioni &quot;umanitarie&quot; e non bassamente politiche); scrivono sui maggiori quotidiani e periodici, parlano alla radio e alla televisione, stampano libri con le maggiori case editrici, senza un attimo di sosta. Il loro presenzialismo \u00e8 logorroico, quasi ossessivo. E questo \u00e8 stato possibile per una ragione molto semplice: dismessi i rudi panni dei &quot;compagni&quot; alla Peppone, sono corsi a prenotarsi nella spaziosa sacrestia di don Camillo, dove si respira, insieme al profumo d&#8217;incenso e di candele, anche quello d&#8217;un buonismo universalistico a prova di bomba.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi una pagina oggi dimenticata dei quel geniale <em>outsider<\/em> del giornalismo italiano che fu Mario Missiroli; (Bologna, 1886-Roma, 1974), tratta dal suo primo libro: \u00abMonarchia socialista\u00bb, che fu pubblicato nel 1913 dall&#8217;editore Laterza, con l&#8217;alto patrocinio di Benedetto Croce, pur incontrando le critiche di Giovanni Gentile; vi si parla dei primi anni del Novecento e dell&#8217;opera politica di Giovanni Giolitti, ma sembra che si parli dei nostri giorni e di Matteo Renzi (ristampa: Cappelli Editore, 1974, 112-115):<\/p>\n<p><em>\u00abIl capolavoro giolittiano \u00e8 compiuto. I partiti sono distrutti una seconda vola. Ma Giolitti non ripeter\u00e0 l&#8217;errore di Crispi e di Umberto. L&#8217;esperienza lo ammaestra. Egli sa che non si pu\u00f2 passare sopra al Parlamento; egli sa che il Paese vuole illudersi di comandare a se stesso. Bisogna quindi simulare. Simulare, simulare, simulare. Se i partiti politici non esistono, bisogna rappresentarli come in una lanterna magica. Egli \u00e8 l&#8217;enorme giocoliere. Egli li rappresenter\u00e0 tutti. Ad uno ad uno. Sar\u00e0 socialista, poi clericale, poi clerico-moderato, poi radicale, poi reazionario, poi socialista, poi nazionalista, poi radicale e socialista. Il Paese applaudir\u00e0 di volta in volta i propri deputati, che recitano a Montecitorio, credendosi attori, e non sono che comparse, creder\u00e0 ad una rotazione di partiti, si illuminer\u00e0 di gioia a tutte le battaglie parlamentari, senza feriti e senza morti, creder\u00e0 di mettere in fuga la reazione e la rivoluzione, creder\u00e0 a se stesso, e non sar\u00e0 che per un fenomeno di ottica e di credulit\u00e0. \u00c8 la fata morgana.<\/em><\/p>\n<p><em>In dieci anni egli ha ucciso l&#8217;anima nazionale, ma ha salvato la monarchia.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma v&#8217;\u00e8 una farsa, una commedia, un&#8217;ironia diabolica in fondo a questo capolavoro. Nessun capitolo la denuncia e la segnala. Non \u00e8 scritta, ma si legge fra le righe. \u00c8 l&#8217;ironia democratica. Bisogna avere la mentalit\u00e0 quaternaria dei vecchi moderati per temere in Giolitti il pericolo democratico. Tutta la politica di Giolitti, nella sua ultima fase \u00e8 certamente socialista, ma bisogna ignorare l&#8217;intima essenza del socialismo per temerlo come un pericolo rivoluzionario. Il socialismo &#8212; chiedo grazia della dimostrazione, data la natura di questo studio, che vuole essere puramente un saggio di critica religiosa &#8212; \u00e8, nella sua logica, eminentemente reazionario, se per libert\u00e0 politica s&#8217;intende quella del liberalismo moderno, che \u00e8 la teoria della libert\u00e0 e dell&#8217;eguaglianza fondata sui meriti e sullo sforzo individuale, la dottrina che concepisce lo spirito come storia, e nega tutti gli apriorismi dottrinari dell&#8217;uomo astratto per riconoscerli solo nel cittadino. La sua pi\u00f9 alta manifestazione storica \u00e8 la distruzione delle classi, che compie la negazione aristocratica, brillata per la rima volta nel cristianesimo. Il socialismo, invece, negando il cittadino nel lavoratore, lo Stato nella classe, l&#8217;universit\u00e0 del pensiero nell&#8217;internazionalismo, costituisce un regresso di secoli, dal punto di vista della storia. Rousseau \u00e8 tuttora un futuro. Ecco perch\u00e9 il socialismo \u00e8 destinato, nella societ\u00e0 contemporanea, a costituire la barriera formidabile contro tutte le idee veramente progressive e universalistiche, siano esse liberali o cattoliche. Ecco perch\u00e9 il socialismo sar\u00e0 per molto tempo ancora rimorchiato dalla democrazia radicale e il conservatorismo dal cattolicismo. Tutte le opposizioni tendono a polarizzarsi verso i due principi estremi e il socialismo non \u00e8 ancora &#8212; e non sar\u00e0 mai &#8212; un principio che possa uscire dalle due affermazioni assolute dell&#8217;idea liberale e dell&#8217;idea cattolica. Il socialismo diverr\u00e0 cattolico o non sar\u00e0, o sparir\u00e0 come un effimero movimento di plebe. Molti sintomi lo fanno supporre: fra tutti il principio di cui vive l&#8217;organizzazione operaia, che si compendia ne sacrificio e nello sfruttamento quotidiano dei migliori a beneficio dei peggiori, che dovrebbero essere eliminati dalla produzione, se questa si svolgesse nel libero gioco della concorrenza. Questo sacrificio della parte pi\u00f9 eletta del proletariato, immoralissimo dal punto di vista della produzione e dell&#8217;individualismo liberale, assume un altissimo valore morale se lo si riguarda da un punto di vista religioso, in quanto realizza ancora una volta la formula messianica del progresso, insegnata da Ges\u00f9 crocifisso. Aspettate.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualunque sia l&#8217;avvenire, \u00e8 indubitato che oggi il socialismo rappresenta un diversivo, una mora al liberalismo. Questo solo, teme la monarchia in Italia. Il socialismo, pertanto, spostando i partiti dalla politica all&#8217;economia, negando lo Stato, disinteressandosi del problema delle relazioni fra lo Stato e la Chiesa, permette alla monarchia di proseguire, nascondendo il vizio di origine dello Stato italiano, del quale vive.<\/em><\/p>\n<p><em>Una rinascita dei partiti sarebbe oltremodo pericolosa: la monarchia largheggia in riforme sociali e largisce il suffragio universale. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il suffragio universale n on \u00e8 un&#8217;idea, essendo gi\u00e0 contenuto, idealmente, nel costituzionalismo. La monarchia lo pu\u00f2 concedere impunemente, senza uscire dai suoi princip\u00ee. Il suffragio universale non fu mai una leva rivoluzionaria. Nel secondo impero giov\u00f2 a Napoleone, in Germania non spost\u00f2 di una sola linea la politica di Bismarck, in Austria alle\u00f2 i socialisti alla monarchia. Il suffragio universale \u00e8 indifferente al progresso, \u00e8 incapace di portare qualsiasi miglioramento alle condizioni di fatto esistenti. Il un Paese progredito agevola il progresso, in un Paese corrotto aggrava le miserie&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il comunismo, come osserva Missiroli (lui parla ancora del &quot;socialismo&quot;, poich\u00e9 scrive nel 1913, otto anni prima del Congresso di Livorno), \u00e8 una ideologia reazionaria, perch\u00e9 combatte la libert\u00e0 che rende possibile l&#8217;affermazione dei migliori, e vuole imporre all&#8217;intera societ\u00e0 la camicia di forza di un egualitarismo che equivale, in pratica, al dominio istituzionalizzato dei peggiori, alla inibizione permanente dell&#8217;iniziativa economica e ad una regressione storica secolare, negando lo Stato in nome della classe, e negando il cittadino in nome del lavoratore. Ora, questa ideologia reazionaria non pu\u00f2 sopravvivere indefinitamente, perch\u00e9 troppo contraria al sentire degli esseri umani, che \u00e8 sete di libert\u00e0 (e anche di libera iniziativa sul piano economico) e che non tollera di vedere gli individui meno capaci, meno laboriosi e meno generosi, imporre un regime tirannico con la scusa della &quot;giustizia&quot; sociale; e non pu\u00f2 sopravvivere anche perch\u00e9 le manca una idea veramente universalistica, ossia che possa essere fatta propria da ogni essere umano (e non solo da chi \u00e8 animato da invidia e rancore sociale). Come fare, allora? La risposta ce la stanno offrendo le vicende politiche e culturali di questi ultimi anni: per riuscire a sopravvivere, il comunismo deve cessare di presentarsi come tale, e deve individuare una ideologia che sia davvero universalistica, penetrare al suo interno, parassitarla, e mutuare le sue parole d&#8217;ordine e la sua tavola di valori. Orbene, questa ideologia il comunismo l&#8217;ha trovata nel cattolicesimo.<\/p>\n<p>Il cattolicesimo, a sua volta, non in quanto religione, ma in quanto ideologia sociale e politica (e non \u00e8 un caso che i papi, a partire dalla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, si siano tenacemente opposti alla nascita di un partito cattolico italiano e anche di un vero e proprio movimento sociale: duemila anni di esperienza li avevano messi in guardia sulle possibili conseguenze di ci\u00f2), ha sempre avuto, fin dalle origini, una doppia anima: conservatrice e progressista. Alle origini della questione del cattolicesimo sociale troviamo, schierati su due barricate opposte, De Maistre e Lamennais. Ma i progressisti sono sempre in vantaggio sui conservatori, perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna si basa sull&#8217;idea e sulla pratica del progresso, specialmente tecnologico: era inevitabile, pertanto, che il cattolicesimo progressista finisse per conquistare una posizione dopo l&#8217;altra, fino a impadronirsi di gran parte dello spazio esistente all&#8217;interno della galassia cattolica, Chiesa e gerarchia vaticana comprese. Guarda caso, i cattolici progressisti sono proprio i &quot;cugini&quot; che possono offrire ricetto e ospitalit\u00e0 ai transfughi del marxismo, senza bisogno che questi ultimi subiscano l&#8217;umiliazione di abiurare le loro precedenti convinzioni. Li accolgono cos\u00ec come sono, anzi: vedono nella loro militanza marxista un valore aggiunto, una garanzia di seriet\u00e0 nell&#8217;impegno sociale. Un cattolico progressista e un marxista si fiutano a prima vista: si riconoscono e si piacciono. Son fatti per intendersi.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che i marxisti hanno parassitato il cattolicesimo; dobbiamo correggerci: si tratta, piuttosto, di una simbiosi, di una felice simbiosi, nella quale entrambi trovano il loro vantaggio. I marxisti trovano una nuova casa, pi\u00f9 rispettabile, e un nuovo pulpito, che li fa sentire, come prima e pi\u00f9 di prima, moralmente superiori a chiunque, perch\u00e9 pi\u00f9 &quot;buoni&quot;, pi\u00f9 &quot;accoglienti&quot;, pi\u00f9 &quot;solidali&quot; e pi\u00f9 &quot;aperti&quot;. I cattolici, a loro volta, placano il loro bruciante senso d&#8217;inferiorit\u00e0 rispetto alle ideologie moderne che si &quot;sporcano le mani&quot; nel progetto di creare una umanit\u00e0 nuova; sopiscono i rimorsi per la loro cattiva coscienza storica (l&#8217;aver sostenuto, troppo spesso, le classi dominanti e i poteri forti); si allineano con una visione &quot;matura&quot; del reale, ossia con una visione materialistica e immanentista (perch\u00e9 Dio, in tutto questo, c&#8217;entra poco). E prendono un secondo piccione con una sola fava, rimarcando le differenze con i cattolici &quot;tradizionalisti&quot;, che vorrebbero espellere perch\u00e9 li ritengono indegni non solo di dirsi veramente cattolici, in quanto poco sensibili alle questioni sociali e alla solidariet\u00e0, ma anche di dirsi veramente uomini. Il sodalizio con gli ex marxisti consente loro, in tal modo, di inserirsi da protagonisti nella svolta del terzo millennio, alla pari con le altre forze ideali del &quot;progresso&quot; e sbarazzandosi dei loro confratelli bigotti e oscurantisti.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che i partiti, a questo punto &#8212; come notava Missiroli &#8212; non hanno pi\u00f9 ragione di esistere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno potrebbe essere cos\u00ec ingenuo da chiedesi dove sono finiti quei milioni di &quot;compagni&quot; marxisti i quali, fino a tre decenni or sono, tenevano banco sulla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}