{"id":24166,"date":"2016-06-20T12:38:00","date_gmt":"2016-06-20T12:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/20\/ancora-sulla-questione-della-sacra-comunione-in-bocca-o-sulla-mano\/"},"modified":"2016-06-20T12:38:00","modified_gmt":"2016-06-20T12:38:00","slug":"ancora-sulla-questione-della-sacra-comunione-in-bocca-o-sulla-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/20\/ancora-sulla-questione-della-sacra-comunione-in-bocca-o-sulla-mano\/","title":{"rendered":"Ancora sulla questione della sacra Comunione in bocca o sulla mano"},"content":{"rendered":"<p>Athanasius Schneider, tedesco del Kazakhistan, nominato nel 2011, da Benedetto XVI, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, la capitale della Repubblica centro-asiatica, \u00e8 uno dei pi\u00f9 fieri e attivi sostenitori della Tradizione cattolica e, quindi, uno dei maggiori critici delle tendenze moderniste e neomoderniste serpeggianti &#8212; e, da qualche tempo, neanche tanto serpeggianti, ma potremmo dire trionfanti &#8212; all&#8217;interno della Chiesa: ragion per cui si trova, oggi, in una posizione piuttosto scomoda rispetto agli indirizzi liturgici e pastorali instaurati o favoriti da papa Bergoglio e dai sostenitori del rinnovamento radicale, i quali vorrebbero rompere definitivamente i ponti con le ultime vestigia ancora sopravviventi della teologia e della prassi pre-conciliare.<\/p>\n<p>Una delle sue &quot;battaglie&quot; \u00e8 quella in difesa della maniera di distribuire l&#8217;Eucarestia secondo il vecchio rito, ossia ponendola direttamente in bocca ali fedeli, per mezzo delle mani consacrate del sacerdote, e non di darla direttamente loro in mano. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in alcuni precedenti articoli; ritorniamo ancora sulla questione, perch\u00e9 ci sembra che gli argomenti e le riflessioni addotti da monsignor Schneider meritino la massima attenzione da parte di tutti i credenti. Inoltre, per capire la sua posizione, bisogna tener presente che essa viene da un uomo appartenente a una comunit\u00e0 che \u00e8 stata doppiamente perseguitata ai tempi del regime staliniano, in quanto tedesca e in quanto cattolica (non tutti i tedeschi del Volga, poi deportati nelle remote regioni dell&#8217;Asia centrale, erano cattolici; ma lo era la famiglia di monsignor Schneider). Sua madre e altri suoi parenti e conoscenti, in quegli anni terribili, hanno letteralmente rischiato la vita per partecipare alla santa Messa e per ricevere la sacra Comunione, da parte di sacerdoti che agivano di nascosto, rischiando a loro volta la vita. Ma \u00e8 stata proprio questa esperienza, l&#8217;esperienza di una Chiesa dispersa e perseguitata, di una Chiesa di testimoni e di martiri, come quella che visse nei secoli dell&#8217;Impero Romano anteriormente all&#8217;editto di Costantino, che ha forgiato la temperie spirituale dalla quale \u00e8 scaturita la vocazione sacerdotale di monsignor Schneider, classe 1961, studi teologici in Germania, Austria, Brasile e Italia, ordinato sacerdote nel 1990, dottore in teologia patristica nel 1997, vescovo ausiliare di Karaganda, sempre in Kazakistan, nel 2006: un uomo coltissimo, che parla correntemente sette lingue fra antiche e moderne: il tedesco, il russo, l&#8217;italiano, il francese, il portoghese, il latino e il greco.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;uomo che, nel 2015, \u00e8 stato incaricato dalla Santa Sede di esplorare la possibilit\u00e0, visitandone direttamente alcune sedi in Europa e negli Stati Unirti, di ricucire lo strappo determinatosi, durante il pontificato di papa Giovanni Paolo II, tra la Fraternit\u00e0 sacerdotale San Pio X e la Chiesa, allorch\u00e9, nel 1988, monsignor Lefebvre era stato colpito dalla scomunica ufficiale. La scomunica era stata poi rimessa ai vescovi da lui nominati (Lefebvre frattanto era morto, nel 1991) da Benedetto XVI, nel 2009, non senza che tale remissione scatenasse fortissimi contrasti e le ire dei teologi &quot;progressisti&quot;, come Hans K\u00fcng, i quali, con autentico spirito di fraternit\u00e0 e di carit\u00e0 apostolica, avrebbero voluto vedere perennemente esclusi dalla Chiesa quei loro fratelli &quot;separati&quot;, la cui vera colpa era stata quella di voler rimanere fedeli alla dottrina e alla liturgia della Chiesa di sempre. La missione affidata a monsignor Schneider sembra essere nata ed essersi sviluppata sotto buoni auspici. Dopo essersi recato a Flavigny, in Francia, e a Winona, negli Stati Uniti d&#8217;America (Minnesota), egli ha dichiarato non esservi dei gravi motivi perch\u00e9 i membri della Fraternit\u00e0 sacerdotale San Pio X &#8212; che conta, attualmente 6 seminari, 162 priorati, 750 chiese e cappelle, 2 universit\u00e0, 100 scuole, 3 vescovi, 603 sacerdoti, 215 seminaristi, 186 religiose, 84 suore oblate e 5 conventi di suore carmelitane, sparsi in tutto il mondo &#8212; non possano ricevere un definitivo riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, cosa scrive l&#8217;autorevole prelato nella monografia <em>Dominus est. Riflessioni di un vescovo dell&#8217;Asia centrale sulla Sacra Comunione<\/em>, Citt\u00e0 del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2008, pp. 24-26; 45-46; 47-50):<\/p>\n<p><em>Consapevole della grandezza ed importanza del momento della sacra Comunione, la Chiesa nella sua bimillenaria tradizione ha cercato di trovare un&#8217;espressione rituale che potesse testimoniare nel modo pi\u00f9 perfetto possibile la sua fede, il suo amore e il suo rispetto. Questo si \u00e8 verificato quando, NELLA SCIA D&#8217;UNO SVILUPPO ORGANICO, a partire almeno dal 6\u00b0 secolo, la Chiesa cominci\u00f2 ad adottare la modalit\u00e0 di distribuire le sacre specie eucaristiche direttamente in bocca. Cos\u00ec testimonia o: la biografia di papa Gregorio Magno (pontefice negli anni 590-604) e un&#8217;indicazione dello stesso papa (&quot;Dialoghi&quot;, III, PL, 77, 224). Il sinodo di Cordoba dell&#8217;anno 839 condann\u00f2 la setta dei cosiddetti &quot;casiani&quot; a causa dl loro rifiuto di ricevere la sacra Comunione direttamente in bocca. Poi il sinodo di Rouen nell&#8217;anno 878 ribadiva la norma vigente della distribuzione del corpo del Signore sulla lingua, minacciando i ministri sacri della sospensione dal loro ufficio, se avessero distribuito ai laici la sacra Comunione sulla mano. In Occidente, il gesto di prostrarsi e inginocchiarsi prima di ricevere il corpo del Signore si osserva negli ambienti monastici gi\u00e0 a partire dal 6\u00b0 secolo (per esempio nei monasteri di san Colombano). Pi\u00f9 tardi (nei secoli 10\u00b0 e 11\u00b0), questo gesto si \u00e8 divulgato ancora di pi\u00f9. Alla fine dell&#8217;et\u00e0 patristica la prassi di ricevere la sacra Comunione direttamente in bocca divenne quindi una prassi ormai diffusa e quasi universale. Questo sviluppo organico si pu\u00f2 considerare come UN FRUTTO DELLA SPIRITUALIT\u00c0 E DELLA DEVOZIONE EUCARISTICA DEL TEMPO DEI PADRI DELLA CHIESA. Di fatto ci sono parecchie esortazioni dei Padri della Chiesa sulla massima venerazione e circa verso il Corpo eucaristico del Signore, in particolare a proposito dei frammenti del pane consacrato. Quando si cominci\u00f2 a notare che non esistevano pi\u00f9 le condizioni nelle quali si potevano garantire le esigenze del rispetto e del carattere altamente sacro del pane eucaristico, LA CHIESA SIA IN OCCIDENTE SIA IN ORIENTE IN UN AMMIREVOLE CONSENSO E QUASI ISTINTIVAMENTE HA PERCEPITO L&#8217;URGENZA DI DISTRIBUIRE LA SACRA COMUNIONE AI LAICI SOLAMENTE IN BOCCA. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;antica Chiesa siriaca il rito della distribuzione della Comunione era comparato con la scena della purificazione del profeta Isaia da parte di uno dei serafini. In uno dei suoi sermoni sant&#8217;Efrem lascia parlare Cristo con queste espressioni: &quot;Il carbone portato santific\u00f2 le labbra di Isaia. Sono Io che, portato adesso a voi per mezzo del pane, vi ho santificato. Le molle che ha visto il profeta e con le quali fu preso il carbone dall&#8217;altare, erano la figura di Me nel grande sacramento. Isaia ha visto Me, cos\u00ec come voi vedete Me adesso stendendo la Mia mano destra e portando alle vostre bocche il pane vivo. Le molle sono la Mia mano destra. Io faccio le veci del serafino. Il carbone \u00e8 il Mio corpo. Tutti voi siete Isaia&quot;. Questa descrizione permette di concludere che nella Chiesa siriaca al tempo di sant&#8217;Efrem la sacra Comunione era distribuita direttamente in bocca. Ci\u00f2 si pu\u00f2 constatare anche nella liturgia detta di san Giacomo, che era ancora pi antica di quella detta di san Giovanni Crisostomo. Nella liturgia di san Giacomo, prima di distribuire ai fedeli la sacra Comunione, il sacerdote recita questa preghiera, Il Signore ci benedica e ci renda degni di ricevere con mani immacolate il carbone acceso, mettendolo nella bocca dei fedeli&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Parecchi ani fa il cardinale Joseph Ratzinger ha fatto la seguente constatazione preoccupante riguardi al momento della Comunione in parecchi luoghi: &quot;Noi non ascendiamo pi\u00f9 alla grandezza dell&#8217;evento della Comunione, ma trasciniamo il dono del Signore gi\u00f9 all&#8217;ordinario della libera disposizione, alla quotidianit\u00e0&quot;. Queste parole dell&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger sono quasi un&#8217;eco delle ammonizioni dei Padri della Chiesa riguardo al momento della Comunione come lo si pu\u00f2 percepire per esempio nelle seguenti espressioni di San Giovanni Crisostomo, dottore eucaristico:&quot;Pensa quanta santit\u00e0 \u00e8 necessaria che tu abbia, dal momento che hai ricevuti dei segni ancora pi\u00f9 grandi di quelli che i Giudei ricevettero nel Santo dei Santi? Ad abitare in te, infatti, non tieni i Cherubini, ma il Signore degli stessi Cherubini, non hai n\u00e9 l&#8217;arca, n\u00e9 la manna, n\u00e9 le tavole di pietra e neppure la verga di Aronne, ma il corpo e il sangue del Signore, lo Spirito al posto della lettera, un dono inenarrabile. Ebbene, con quanti pi\u00f9 grandi segni e pi\u00f9 venerabili misteri sei stato onorato, di tanta maggiore santit\u00e0 sei tenuto a rendere conto&quot;. [&#8230;] La Santa Sede in una recente Istruzione per le Chiese orientali cattoliche, parlando del modo di distribuire la Comunione, specialmente dell&#8217;usanza che soltanto i sacerdoti tocchino il pane eucaristico, esprime un criterio che \u00e8 in se se stesso valido per la prassi liturgica di tutta la Chiesa: &quot;Anche se ci\u00f2 esclude la valorizzazione di altri criteri, pur legittimi, e implica la rinuncia a qualche comodit\u00e0, una modifica dell&#8217;usanza tradizionale rischia di comportare un&#8217;intrusione non organica rispetto al quadro spirituale che si \u00e8 richiamato&quot;. Nella misura in cui si \u00e8 constatata una cultura , che si \u00e8 allontanata dalla fede e che non conosce pi\u00f9 Colui di fronte al quale inginocchiarsi, il gesto liturgico dell&#8217;inginocchiarsi &quot;\u00e8 il gesto giusto, anzi quello interiormente necessario&quot;, come osservava il cardinale Joseph Ratzinger. Il grande papa Giovanni Paolo II insisteva sul fatti che, in vista della cultura anti-sacrale del tempo modero, la Chiesa di oggi debba sentire uno speciale dovere riguardo alla sacralit\u00e0 dell&#8217;Eucaristia: &quot;Bisogna ricordarlo sempre, e forse soprattutto nel nostro tempo, nel quale osserviamo una tendenza a cancellare la distinzione tra &quot;sacrum&quot; e &quot;profanum&quot;, data la generale diffusa tendenza (almeno in certi luoghi) alla dissacrazione di ogni cosa. In tale realt\u00e0 la Chiesa ha il particolare dovere di assicurare e corroborare il &quot;sacrum&quot; dell&#8217;eucaristia. Nella nostra societ\u00e0 pluralistica, e spesso anche deliberatamente secolarizzata, la viva fede della comunit\u00e0 cristiana garantisce a questo &quot;sacrum&quot; il diritto di cittadinanza&quot; (Lettera apostolica &quot;Dominicae cenae&quot;, n. 8).<\/em><\/p>\n<p>La questione, come ben si capisce, travalica alquanto il fatto, strettamente materiale, di ricevere la sacra Eucarestia direttamente in bocca, oppure di prenderla sulla mano. La posta in gioco non \u00e8 di tipo estetico e nemmeno simbolico: \u00e8 di tipo teologico. Da sempre, la liturgia \u00e8 l&#8217;espressione del soprannaturale nella realt\u00e0 terrena della Chiesa, cio\u00e8 di quella parte della Chiesa che vive nella dimensione terrena (mentre una parte \u00e8 formata dalle anime dei sacerdoti e dei fedeli defunti; e un&#8217;altra, la pi\u00f9 importante, dalla presenza dello Spirito santo, dagli Angeli e dai Santi, che ispira e sostiene i vivi e che garantisce l&#8217;infallibilit\u00e0 (ma non l&#8217;impeccabilit\u00e0) del sommo Magistero ecclesiastico. Il fatto di ricevere l&#8217;Ostia direttamente sulla mano &#8212; e vi sono dei sacerdoti i quali, abusando indegnamente della loro autorit\u00e0 e della loro veste, sgridano addirittura i fedeli, spesso di una certa et\u00e0, i quali si accostano all&#8217;altare aprendo la bocca, ed impongono loro di prendere la sacra Particola con le mani! &#8212; non \u00e8 una questione di ordine puramente personale, n\u00e9 puramente esteriore, perch\u00e9 implica un preciso atteggiamento nei confronti dell&#8217;atto pi\u00f9 importante della santa Messa, la quale, a sua volta, \u00e8 l&#8217;atto pi\u00f9 importante &#8211; sia in senso liturgico, sia in senso teologico &#8212; di tutto il culto cristiano.<\/p>\n<p>Ora, sappiamo bene che Ges\u00f9 Cristo, quando ha istituito questo Sacramento, non ha preteso di mettere in bocca agli apostoli il pane consacrato, ma li ha esortati a mangiare e bere, consapevoli che si trattava del suo corpo (e, per il vino, del suo sangue),. Tuttavia, i comuni fedeli non sono gli Apostoli: questi ultimi ebbero l&#8217;immenso privilegio di vedere Ges\u00f9 e di condividere, per qualche tempo, la sua presenza sulla terra; i comuni fedeli delle epoche successive, no. Quindi, il richiamo all&#8217;Ultima cena, che taluni fanno, per giustificare l&#8217;uso liturgico di consegnare in mano la divina Particola ai fedeli, \u00e8 sbagliato. Non solo. A partire dal sesto secolo, sia nelle Chiese latine che in quelle greche si diffuse la Tradizione di distribuire la santa Comunione direttamente in bocca i fedeli; e tale uso \u00e8 stato confermato e corroborato da autorevolissimi pararei teologici di svariati Padri della Chiesa, e ribadito, anche recentemente, dai pontefici, fino a Benedetto XVI. Come abbiamo visto, secondo molti di essi non solo \u00e8 pi\u00f9 giusto ricevere la Comunione in bocca, per manifestare quella umilt\u00e0, quel rispetto, quel &quot;farsi fanciulli&quot;, secondo l&#8217;esortazione evangelica (e i bambini piccoli ricevono, appunto, il cibo direttamente dai genitori), ma sarebbe doveroso ritornare anche all&#8217;usanza di ricevere la Comunione non stando ritti in piedi, ma inginocchiandosi, per sottolineare l&#8217;atteggiamento di umilt\u00e0 e di rispetto: come facevano i nostri nonni.<\/p>\n<p>Anche Benedetto XVI, la Messa, la celebrava cos\u00ec: distribuendo la Comunione ai fedeli che stavano in ginocchio. Forse che Benedetto XVI era un fanatico, oppure un uomo affetto da una scrupolosit\u00e0 morbosa, e quasi patologica? Lo dicano apertamente, tutti coloro i quali trovano cosa normalissima, e anzi una sorta di &quot;diritto&quot; dei cristiani che si auto-definiscono <em>adulti<\/em>, e non bambini, quello di ricevere la Comunione sulla mano, standosene ben ritti in piedi davanti al sacerdote: sacerdote che, in quel momento, \u00e8 Cristo stesso. S\u00ec, \u00e8 vero: il centurione disse a Ges\u00f9: <em>O Signore, non sono degno che tu entri nella mia casa, ma di&#8217; soltanto una parola&#8230;<\/em>; ma questo non ci autorizza a trarne la conclusione di essere &quot;degni&quot; che Ges\u00f9 venga a noi come farebbe un amico qualsiasi, e che noi ci permettiamo con Lui una familiarit\u00e0 eccessiva e, comunque, sconveniente. Al contrario: pi\u00f9 si riflette sul mistero eucaristico, e pi\u00f9, a nostro avviso, si arriva alla conclusione che si tratta di un dono talmente immenso, anzi, di un dono cos\u00ec incommensurabile, che le manifestazioni di umilt\u00e0, di rispetto, di auto-mortificazione, da parte dei fedeli, per quanto grandi, non saranno mai esagerate.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un fatto di pura discrezionalit\u00e0 soggettiva, ma un qualcosa che investe direttamente la sostanza della relazione fra Dio e l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Il cristiano, certamente, \u00e8 stato chiamato da Ges\u00f9 ad essere suo &quot;amico&quot; (<em>Vi ho chiamati amici, e non servi, perch\u00e9 il servo non sa cosa fa il padrone, mentre io vi ho fatto conoscere tutto quel che mi ha rivelato il Padre mio<\/em>, dice Ges\u00f9 durante l&#8217;Ultima Cena, secondo il Vangelo di Giovanni); nondimeno, l&#8217;amicizia di Dio non pu\u00f2 voler dire che la differenza ontologica fra Lui e noi sia stata abolita, e neppure sospesa. Di quella differenza, noi siamo e dobbiamo restare ben consapevoli, e, quindi, accostarci a Lui <em>con timore e tremore<\/em>. Questa \u00e8 la parte che spetta a noi, nel momento in cui riconosciamo la nostra piccolezza, la nostra fragilit\u00e0 e la nostra natura di peccatori penitenti: sar\u00e0 Lui, poi, a farci alzare in piedi, e ad abbracciarci con l&#8217;amore che il Padre ha mostrato per il ritorno del figlio perduto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Athanasius Schneider, tedesco del Kazakhistan, nominato nel 2011, da Benedetto XVI, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, la capitale della Repubblica centro-asiatica, \u00e8 uno dei<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[109,216],"class_list":["post-24166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24166\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}