{"id":24156,"date":"2017-04-12T06:53:00","date_gmt":"2017-04-12T06:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/12\/il-compito-della-conoscenza-e-condurre-allamore\/"},"modified":"2017-04-12T06:53:00","modified_gmt":"2017-04-12T06:53:00","slug":"il-compito-della-conoscenza-e-condurre-allamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/12\/il-compito-della-conoscenza-e-condurre-allamore\/","title":{"rendered":"Il compito della conoscenza \u00e8 condurre all&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p>La conoscenza non \u00e8, e non pu\u00f2 essere, fine a se stessa; si vuol conoscere in vista di qualche cosa d&#8217;altro: e il fine della conoscenza \u00e8 arrivare al vero, attingere la verit\u00e0 delle cose. Ma la Verit\u00e0 ultima, una volta che si siano oltrepassate le diverse, innumerevoli verit\u00e0 parziali, coincide con il Bene: la verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;Amore, l&#8217;amore di carit\u00e0, l&#8217;amore disinteressato e benevolo verso ogni cosa esistente, tanto nell&#8217;ambito del visibile che dell&#8217;invisibile. Dunque, la conoscenza \u00e8 in funzione del&#8217;amore; serve a capire sempre meglio che la realt\u00e0 \u00e8 ultima \u00e8 l&#8217;amore; e chi non ha capito questo, non ha nemmeno incominciato a muovere un solo passo sulla via della vera conoscenza, per quante conoscenze settoriali e specifiche possa avere accumulato, da specialista, nei pi\u00f9 diversi ambiti dello scibile umano.<\/p>\n<p>Pertanto, chi ha raggiunto un livello pi\u00f9 alto nel conoscere, ha, in un certo senso, il dovere di condividere ci\u00f2 che ha conosciuto con chi si trova ad un livello pi\u00f9 basso: \u00e8 la legge della vita. Chi pi\u00f9 conosce, pi\u00f9 deve diffondere la propria conoscenza: perch\u00e9 la vera conoscenza \u00e8 conoscenza dell&#8217;amore, e l&#8217;amore \u00e8 il pane che deve essere diviso affinch\u00e9 il mondo vada avanti. Senza amore, il mondo si ferma e precipita nel vortice pauroso della violenza cieca e deliberata, del sadismo e del male fine a se stesso. La storia umana \u00e8 intessuta di violenza cieca e deliberata, perch\u00e9 \u00e8 la somma di tante singole esistenze non illuminate dalla vera conoscenza, ma smarrite lungo i sentieri della ricerca di un piacere puramente egoistico. Chi cerca solo il piacere per s\u00e9, inevitabilmente fa del male al prossimo e anche a se stesso, alla parte pi\u00f9 vera e pi\u00f9 nobile della propria anima; e contribuisce al ristagno dell&#8217;umanit\u00e0 in una condizione d&#8217;ignoranza e sofferenza maligna, dalla quale non c&#8217;\u00e8 uscita se non attraverso la consapevolezza del valore del sacrificio, della sofferenza liberamente assunta per amore di Dio e del prossimo, dell&#8217;amore oblativo di se stessi. Finch\u00e9 si considera la propria vita come una propriet\u00e0 esclusiva da sorvegliare contro qualsiasi ingerenza altrui, e finch\u00e9 si pensa che essa ci sia stata data per caso, o al solo scopo di cercare il massimo del piacere, del potere e della ricchezza, non si riuscir\u00e0 mai a vedere le mete superiori che si celano oltre l&#8217;angusto orizzonte quotidiano.<\/p>\n<p>Gli uomini, dunque, hanno il dovere di aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altro, fraternamente, spezzando fra loro il pane della vera conoscenza. Naturalmente, questo non \u00e8 sufficiente: non basta che chi pi\u00f9 conosce, metta gli altri a parte della verit\u00e0, perch\u00e9 molti non vorranno capire, punteranno i piedi e si ribelleranno; oppure, semplicemente, non mostreranno alcun interesse per la cosa, come i porci non mostrano alcun interesse per le perle, ma le calpestano, dato che essi sono desiderosi solo di ghiande, non di perle. Non importa: il seme cadr\u00e0 dove Dio vuole che cada; se cadr\u00e0 sul terreno buono, dar\u00e0 frutto; se no, rimarr\u00e0 sterile, in mezzo ai sassi e alle spine. A nessuno verr\u00e0 chiesto di dare conto dei risultati, bens\u00ec di quanto poteva fare, e non ha fatto: i risultati sono nelle mani di Dio, e di Dio solo. \u00c8 Lui il Re della luce: e, se lo vuole, perfino dai sassi potranno nascere delle perle; ma, se non lo vuole, non nascer\u00e0 nulla, perch\u00e9 tutto \u00e8 nelle Sue mani. Gli uomini, parlando appropriatamente, non fanno un bel nulla: \u00e8 Dio che fa; gli uomini si limitano a mettere a disposizione del progetto divino la loro buona volont\u00e0, il loro impegno, la loro abnegazione &#8212; oppure no, preferendo coltivare l&#8217;amor si s\u00e9.<\/p>\n<p>Ebbene: la stessa cosa accade nella realt\u00e0 soprannaturale. Anche l\u00ec vi sono delle creature, puramente spirituali, e perci\u00f2 pi\u00f9 perfette e pi\u00f9 vicine a Dio di quanto lo siano gli uomini: gli Angeli; e anche presso di loro vige la stessa legge universale: chi pi\u00f9 conosce, \u00e8 chiamato a offrire agli altri la propria conoscenza, in un mirabile accordo di amore e fraternit\u00e0: gli Angeli non sono tutti uguali, vi sono quelli che pi\u00f9 conoscono, perch\u00e9 sono pi\u00f9 prossimi alla Verit\u00e0, e quelli che ne sono pi\u00f9 lontani, proprio come accade fra gli uomini. Vi sono anche quelli che si sono allontanati per sempre, voltando le spalle, deliberatamente e malignamene, alla verit\u00e0: e son diventati diavoli. Queste non sono favole, ma dogmi della dottrina cattolica, fondati sulle Scritture e la Tradizione.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una pagina del sacerdote cappuccino svizzero Otto Hophan (nato a Nafels il 13\/02\/1898 e morto a Orselina il 5\/10\/1968), tratta dal suo bel libro <em>Gli Angeli<\/em> (titolo originale: Die Engel, Luzern, Raber &amp; Cie., 1956; traduzione dal tedesco di W. Sanvito e G. Antonelli, Roma, Edizioni Paoline, 1959, pp. 105-107):<\/p>\n<p><em>La comunione tra gli angeli non consiste solo nella comunicazione del pensiero, ma anche nel dono reciproco. Gli angeli pi\u00f9 elevati irradiano su quelli inferiori le dovizie della loro conoscenza e del loro amore. Gli angeli inferiori si accendono cos\u00ec di luce riflessa. Questa riflessione luminosa \u00e8 addirittura un principio cosmico: &quot;Devi amare il tuo prossimo come te stesso!&quot; (Mat 22,39). &quot;Somministratevi doni l&#8217;un l&#8217;altro nella stessa misura in cui ognuno ha ricevuto quali buoni amministratori della grazia di Dio&quot; (1 Piet. 4,10). Ci\u00f2 vale anche per gi angeli superiori, che riversano i raggi ricevuti sui lori inferiori. &quot;In quella celeste patria nessuno possiede qualche cosa a proprio esclusivo vantaggio, nonostante che ad alcuni siano stati concessi doni in maggior misura&quot; (S. Gregorio magno, Hom. 34 in Evang).\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una semplice affermazione senza alcun fondamento &#8211; dir\u00e0 qualcuno.Eppure la stessa Scrittura in diversi punti accenna a questo riflesso di luce. Gi\u00e0 nel Salmo 24,8 alcuni esegeti vogliono vedere angeli che sono all&#8217;oscuro e s&#8217;informano presso gli angeli pi\u00f9 elevati, domandando: &quot;Chi \u00e8 il Re della gloria?&quot;, mentre esuberanti di gioia i grandi spiriti rispondono: Il Signore dei signori! Egli \u00e8 il Re della gloria! (cfr. Summa Teol., I, q. 106, a. 4).<\/em><\/p>\n<p><em>Il libro di Daniele (8, 13; 12,25) mostra ancora pi\u00f9 chiaramente questo arricchimento di conoscenza negli angeli inferiori, prodotto dalla illuminazione degli angeli pi\u00f9 elevati. &quot;Io (Daniele) udii uno dei santi che parlava, e disse un santo ad un altro&#8230; &quot;Fino a quando durer\u00e0 quello di cui parla la visione intorno al sacrificio perpetuo, al peccato causa della desolazione, fino a quando il peccato e l&#8217;esercito saran conculcati?&quot;. Rispose: &quot;Da sera a mattina, per duemila trecento giorni, e poi sar\u00e0 purificato il santuario&quot;. Anche all&#8217;Apocalisse (7,2 ss) appare evidente che alcuni spiriti sono molto meno al corrente dei loro compagni su quello che avverr\u00e0 alla fine del mondo, poich\u00e9 &quot;un altro angelo, che saliva da oriente e aveva il sigillo di Dio vivente, grid\u00f2 ad alta voce ai quattro angeli, che avevano il potere di danneggiare la terra ed il mare: &quot;Non danneggiate n\u00e9 la terra n\u00e9 il mare n\u00e9 le piante, fino a quando non avremo sigillato la fronte dei servi di Dio&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La Bibbia afferma dunque che anche nel regno dei puri spiriti esiste una reale illuminazione degli uni sugli altri. Un serafino che si consuma di amore; un cherubino &quot;pieno d&#8217;occhi&quot;; i troni, che hanno preso dimora nelle divine profondit\u00e0: tutti hanno una conoscenza dei misteri divini molto pi\u00f9 profonda dei cori inferiori. Michele, che diede battaglia a Satana; Gabriele, cui fu affidato l&#8217;annuncio dell&#8217;Incarnazione; Raffaele, che \u00e8 stato lo strumento della Provvidenza conoscono pi\u00f9 chiaramente ed in modo pi\u00f9 immediato degli altri i piani divini, in correlazione alla loro posizione ed alla loro missione. Anzi agli angeli pi\u00f9 elevati sono riservate prerogative ancor pi\u00f9 sublimi. Un angelo pu\u00f2 anche portare un altro ad un maggior amore di Dio. Su questa terra il momento pi\u00f9 grande e degno d&#8217;essere immortalato si ha quando una madre parla di Dio al proprio figlio, in modo tale da accendergli nel cuore una scintilla o quando il sacerdote o l&#8217;amico riescono ad avvicinare un&#8217;anima a Dio. Compito della conoscenza \u00e8 di condurre all&#8217;amore: ed il compito pi\u00f9 sublime di un angelo in cielo \u00e8 quello di accendere la fiamma dell&#8217;amore in un angelo inferiore. Poich\u00e9 se possedesse unicamente la conoscenza, tutta la conoscenza possibile, ma non avesse l&#8217;amore, sarebbe un nulla. La cosa pi\u00f9 grande \u00e8 l&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure, forse che non tutti gli angeli conoscono Dio faccia a faccia, in un&#8217;estasi d&#8217;amore, senza mediazione di terzi? Certamente! Per\u00f2 quanto pi\u00f9 una creatura \u00e8 vicina all&#8217;Altissimo, tanto pi\u00f9 ricca ed acuta \u00e8 la sua visione della divina infinit\u00e0. Chi \u00e8 &quot;pieno d&#8217;occhi&quot; vede molto pi\u00f9 di colui che guarda con due occhi soltanto. Per questo l&#8217;angelo che sta pi\u00f9 in alto conosce qualcosa di pi\u00f9 dell&#8217;angelo che sta in basso ed appunto con questo &quot;qualcosa di pi\u00f9&quot; illumina gli angeli inferiori. Egli rafforza la capacit\u00e0 visiva dell&#8217;angelo inferiore; apporta una nuova conoscenza, un po&#8217; come fa il maestro, che somministra allo scolaro le cose difficili scomponendo e semplificando. L&#8217;angelo posto pi\u00f9 in alto rimane sempre nella sua altezza superiore all&#8217;angelo posto pi\u00f9 in basso, quand&#8217;anche gli abbia trasmesso ci\u00f2 che egli possiede e conosce. Poich\u00e9 anche con la pi\u00f9 generosa buona volont\u00e0 di comunicare non si pu\u00f2 dare al fratello minore pi\u00f9 di quanto egli possa afferrare, cos\u00ec come la profondit\u00e0 del sapere e la capacit\u00e0 di misurarlo nel suo complesso rimangono esclusive del maestro, per quanto sia abile nell&#8217;insegnare ed abbia a che fare con scolari intelligenti. Il fatto di essere in comunicazione non abolisce la dignit\u00e0 corrispondente al proprio ordine n\u00e9 tra gli angeli n\u00e9 tra gli uomini.<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 consolante, la lettura di un libro come quello di padre Hophan! Sembra che sia stato scritto mille anni fa, e invece \u00e8 stato scritto nella seconda met\u00e0 del XX secolo: \u00e8 scaturito dalla sapienza e dalla conoscenza accumulate in duemila anni di riflessione teologica, in perfetta continuit\u00e0 con il Magistero della Chiesa. E quanto \u00e8 triste prendere in mano tanti libri di &quot;spiritualit\u00e0&quot; odierni, o ascoltare tante prediche e tante lezioni di catechismo odierne, nelle quali, di spirituale, non c&#8217;\u00e8 praticamente nulla, perch\u00e9 vi si sente solo la smania di far vedere che si \u00e8 al passo coi tempi, che si pensa da persone &quot;moderne&quot;, da cristiani &quot;adulti&quot;! Come se i cristiani di cento o duecento anni fa fossero dei bambini, nel senso negativo del termine! Ma non \u00e8 stato proprio Ges\u00f9 a dire: <em>Se non vi farete simili a questi fanciulli, non entrerete nel regno dei Cieli?<\/em> Nelle parole di padre Hophan si sente quel respiro possente, sereno, mistico, che ha pervaso per due millenni la vita della comunit\u00e0 cristiana e che ha acceso di Fede, Speranza e Carit\u00e0 generazioni e generazioni di credenti: cosa che nessuna teologia della liberazione, nessun cattolicesimo progressista, nessuna forma di modernismo riusciranno mai neppure lontanamente ad imitare.<\/p>\n<p>Gli Angeli! Ma esistono? Allora non si tratta solo di pie leggende? Certo che no. Ma dunque, come mai i teologi odierni hanno smesso di parlarne; come mai essi parlano sempre e solo delle cose di quaggi\u00f9? Dicono che l&#8217;amore di Dio si risolve nell&#8217;amore del prossimo: \u00e8 falso. L&#8217;amore di Dio \u00e8 il presupposto dell&#8217;amore del prossimo; se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore &#8212; e il timore &#8211; di Dio, non ci sar\u00e0 neppure il vero amore del prossimo. Si fa presto a dire: <em>io amo.<\/em> Ma \u00e8 vero? La donna di sessant&#8217;anni, che vuol diventare mamma per mezzo della fecondazione artificiale, dopo aver pensato alla carriera e a tante altre cose: \u00e8 vero amore, il suo? \u00c8 amore per il bambino che nascer\u00e0? Oppure \u00e8 amore di se stessa, egoistico e narcisista? Ci sono dei teologi, dei sacerdoti, dei vescovi e dei cardinali, sciagurati, i quali affermano, testualmente: <em>l&#8217;importante \u00e8 che ci sia l&#8217;amore!<\/em> Ma di quale amore si sta parlando? Perch\u00e9 l&#8217;amore puramente umano \u00e8 egoista, \u00e8 cieco, \u00e8 possessivo; solo se purificato nel fuoco dell&#8217;amor di Dio, l&#8217;amore degli uomini diventa vivo e fruttifero, altrimenti rimane irrimediabilmente sterile e, non di rado, nocivo. Dicendo che basta l&#8217;amore, quei teologi e quei sacerdoti rinunciano alla dottrina cattolica e si inscrivono nel grande esercito del mondo, in antagonismo con Dio ed il suo Regno. L&#8217;amore di due omosessuali che vogliono &quot;sposarsi&quot; e, per giunta, &quot;avere&quot; un figlio, beffando la natura e servendosi di stratagemmi moralmente illeciti, \u00e8 puro come quello fra l&#8217;uomo e la donna, o addirittura pi\u00f9 puro, come diceva l&#8217;oncologo Umberto Veronesi, perch\u00e9 disinteressato quanto alla procreazione? Non \u00e8 piuttosto dettato dall&#8217;empiet\u00e0, dallo spirito di rivalsa, dalla diabolica pretesa di sovvertire le leggi della natura e quelle divine? Chi pensa che <em>l&#8217;importante \u00e8 l&#8217;amore<\/em>, cos\u00ec, senz&#8217;altra specificazione, giustificando, di fatto, ogni abuso e ogni forma di egoismo, non \u00e8 nel solco della Verit\u00e0, ma delira, e delira secondo il modo di pensare del mondo. Il modo di pensare del mondo \u00e8 antitetico al modo di pensare di Cristo. Cristo non \u00e8 venuto nel mondo per confermarlo nei suoi vizi e nel suo egoismo, ma per redimerlo; e al mondo che non vuole ascoltare il Vangelo, Egli non ha nulla da dire: <em>Io non prego per il mondo<\/em>, dice Ges\u00f9, al Padre, nel corso dell&#8217;Ultima Cena, <em>ma per quelli che tu mi hai dato e che hanno ascoltato la Tua parola. La Tua parola \u00e8 Verit\u00e0. Custodiscili nella Verit\u00e0<\/em>. E dunque, perch\u00e9 tanti preti hanno smesso di parlare degli Angeli, del Bene, di Dio, e parlano solo di giustizia sociale, di diritti umani, della libert\u00e0 del singolo da ogni legge e dal timor di Dio? Perch\u00e9 non parlano pi\u00f9 delle cose spirituali, della vita dell&#8217;anima; perch\u00e9 non fanno innamorare della realt\u00e0 celeste? Sono come padri scellerati i quali, ai figli che chiedono loro del pane, danno invece delle pietre. Ma ne renderanno conto a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conoscenza non \u00e8, e non pu\u00f2 essere, fine a se stessa; si vuol conoscere in vista di qualche cosa d&#8217;altro: e il fine della conoscenza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[95,117,263],"class_list":["post-24156","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-angeli","tag-dio","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24156\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}