{"id":24154,"date":"2009-01-28T04:10:00","date_gmt":"2009-01-28T04:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/28\/compassionevoli-entro-i-limiti-del-possibile-responsabili-ed-auto-nomi-sempre\/"},"modified":"2009-01-28T04:10:00","modified_gmt":"2009-01-28T04:10:00","slug":"compassionevoli-entro-i-limiti-del-possibile-responsabili-ed-auto-nomi-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/28\/compassionevoli-entro-i-limiti-del-possibile-responsabili-ed-auto-nomi-sempre\/","title":{"rendered":"Compassionevoli entro i limiti del possibile, responsabili ed auto-nomi sempre"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abIn che misura siamo responsabili delle aspettative altrui verso noi stessi\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice), abbiamo sostenuto che, anche nei casi nei quali non abbiamo fatto nulla per coinvolgere deliberatamente il prossimo nella nostra vita, dobbiamo per\u00f2 essere consapevoli dell&#8217;influenza che possiamo esercitare e degli effetti che essa pu\u00f2 produrre, perch\u00e9 sia il nostro agire che il nostro non-agire, la nostra presenza e la nostra stessa assenza, non sono mai \u00abneutri\u00bb e privi di ricadute sugli altri.<\/p>\n<p>Eravamo giunti cos\u00ec alla conclusione che, sebbene nessuno abbia dei doveri (nel senso proprio del termine) verso coloro i quali siano coinvolti dal nostro esserci in maniera del tutto involontaria, tuttavia assumere un punto di vista compassionevole verso di essi \u00e8 un segno di maturit\u00e0 spirituale e di gratuita disponibilit\u00e0 alla benevolenza e all&#8217;amore di carit\u00e0, quello totalmente disinteressato, quello che nulla chiede e nulla si aspetta di ricevere in cambio.<\/p>\n<p>La compassione, a sua volta, scaturisce &#8211; o dovrebbe scaturire &#8211; non tanto da uno stato emotivo e istintivo, quanto dalla serena e distaccata consapevolezza che l&#8217;armonia dell&#8217;insieme pu\u00f2 nascere solo dall&#8217;armonia delle singole parti e che, pertanto, ogni problema sollevato dalle relazioni umane chiede una soluzione o, almeno, uno sforzo per giungere ad essa. Ora, un tale sforzo non pu\u00f2 essere fatto, se non mediante una assunzione di responsabilit\u00e0 collettiva da parte di ciascuno: perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 legato, per mille fili &#8211; visibile e invisibili &#8211; all&#8217;insieme del creato, e ciascuno di noi pu\u00f2 contribuire &#8211; nel suo piccolo &#8211; a ristabilire l&#8217;armonia del tutto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, rimane il fatto che le aspettative altrui su di noi possono essere realmente aberranti, patologiche, e perfino potenzialmente pericolose. Ne consegue che noi siamo chiamati, s\u00ec, a mostrare compassione e amore disinteressato per quanti tendono ad aggrapparsi, in un modo o nell&#8217;altro, alla nostra persona, ma entro i limiti dell&#8217;umanamente possibile, e sia pure con l&#8217;aiuto soprannaturale della Grazia.<\/p>\n<p>A nessuno pu\u00f2 essere domandato di spingersi oltre; a nessuno si pu\u00f2 chiedere di imbarcarsi in una disperata avventura per salvare l&#8217;equilibrio &#8211; magari gi\u00e0 gravemente compromesso &#8211; di persone allo sbando, che vedono in noi l&#8217;ultima spiaggia cui afferrarsi, ma che, nei loro convulsi movimenti da naufraghi sul punto di annegare, potrebbero infine travolgerci nella loro stessa tendenza autodistruttiva.<\/p>\n<p>Certo, vi sono e vi saranno sempre delle creature veramente illuminate, veramente amorevoli, veramente sante, capaci di assumersi i rischi di un tentativo del genere; tuttavia si tratta di casi assolutamente eccezionali, e nessuno pu\u00f2 essere minimamente biasimato se non si sente in grado di intraprendere una strada cos\u00ec dura ed incerta.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, comunque, avviene l&#8217;esatto contrario: ossia noi tendiamo a coinvolgere gli altri, con il nostro esserci, in maniera intenzionale e, talvolta, irresponsabile; oppure lo facciamo in maniera parzialmente consapevole, come quando ci vestiamo in un determinato modo o compiamo certe azioni o pronunciamo certe parole in pubblico, ma con la segreta intenzione di coinvolgere qualcuno in particolare e con la riserva mentale di &quot;scaricare&quot;, poi, tutti coloro che, non desiderati o non graditi, dovessero eventualmente rispondere all&#8217;appello.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, in un comportamento del genere, una sorta di \u00abdelitto colposo\u00bb, perch\u00e9 noi sappiamo che esso potrebbe avere ripercussioni imprevedibili su molte altre persone, ma non ce ne curiamo; consideriamo tali eventuali destinatari dei messaggi da noi lanciati come una entit\u00e0 trascurabile; e andiamo avanti per la nostra strada, dritti verso lo scopo, incuranti di tutto ci\u00f2 che non riguarda il conseguimento del nostro reale obiettivo.<\/p>\n<p>Ecco, in ci\u00f2 vi \u00e8 una indubbia componente di irresponsabilit\u00e0, per non dire di cinismo e di disprezzo del prossimo: poich\u00e9 in quest&#8217;ultimo noi non vediamo pi\u00f9 un soggetto degno di essere rispettato nella sua integrit\u00e0 di persona, bens\u00ec unicamente del materiale grezzo, da manipolare a piacere sulla base dell&#8217;unica legge della nostra convenienza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio per il fatto che questa, oggi, \u00e8 la filosofia sociale prevalente, fondata su un utilitarismo che squalifica l&#8217;altro dal ruolo di persona a quello di mero oggetto dei nostri interessi, che abbiamo richiamato il valore della compassione e abbiamo ricordato il senso di responsabilit\u00e0 che dovrebbe legare il nostro destino a quello di tutti gli altri enti (anche delle creature non umane e anche della natura in quanto tale, a cominciare dal paesaggio).<\/p>\n<p>Ma torniamo al discorso relativo ai messaggi ambigui che, sovente, mandiamo genericamente al prossimo, allo scopo di attrarre l&#8217;attenzione di qualcuno di nostra scelta e anche &#8211; last but not least &#8211; per gratificare la nostra vanit\u00e0, godendo dell&#8217;effetto che potremmo fare sugli altri, ciascuno nel proprio ambito: l&#8217;intellettuale pontificando altezzosamente in televisione, il politico facendo il prezioso dall&#8217;alto del suo potere, l&#8217;attricetta, la ballerina o anche la ragazza comune, esibendo un look volgarmente provocante.<\/p>\n<p>Sappiamo bene che questo discorso &#8211; oggi &#8211; non piace, perch\u00e9 dire, o anche solo insinuare, che tali comportamenti sono moralmente discutibili, sembra configgere con l&#8217;assioma fondamentale (e, si dice, auto-evidente) della societ\u00e0 edonistica e permissiva: che, cio\u00e8, ciascuno ha il diritto di esercitare la propria libert\u00e0 &#8211; nel parlare, nell&#8217;agire, nel vestire &#8211; senza limite alcuno; e che pretendere di porvi dei limiti equivarrebbe a un ritorno al Medioevo, alla Santa Inquisizione, all&#8217;Indice dei Libri Proibiti, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Grazie alla demagogia oggi trionfante, avallata e, anzi, fomentata da uno stuolo di intellettuali &#8211; quelli, s\u00ec, veramente e pienamente irresponsabili &#8211; sembra che oggi sia lecito tutto, ma proprio tutto, quello che il Codice penale non vieta in modo esplicito; che al mondo non esistano altro che diritti e libert\u00e0, ma nessun dovere n\u00e9 alcun limite; che chi pi\u00f9 trasgredisce, pi\u00f9 provoca, pi\u00f9 scandalizza, sia anche il pi\u00f9 progressista, il pi\u00f9 moderno, il pi\u00f9 degno di ammirazione (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abDobbiamo reimparare a indignarci davanti ai seminatori di scandali\u00bb, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>No, signori: cos\u00ec non va. Abbiamo dei diritti, e abbiamo pure altrettanti doveri: ad ogni diritto corrisponde un dovere, per una legge della simmetria etica che nessuno pu\u00f2 impunemente trasgredire e ancor meno fingere di ignorare. Cos\u00ec pure, per ogni libert\u00e0 c&#8217;\u00e8 anche un limite: non esiste la libert\u00e0 assoluta, non \u00e8 mai esistita e, se esistesse, precipiterebbe la societ\u00e0 umana nel caos pi\u00f9 completo e nella barbarie pi\u00f9 sfrenata. Diremo di pi\u00f9: il concetto di libert\u00e0 acquista un significato solo se posto in relazione con il concetto di limite: altrimenti diviene una farneticazione intollerabile o, peggio, un incitamento alla distruttivit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Certo, la vera libert\u00e0 dovrebbe essere autodisciplinata ed autoregolata: crediamo poco alla libert\u00e0 imposta e sostenuta dalle baionette, dal carcere o dalla sedia elettrica. Pure, la natura umana \u00e8 cosiffatta, che la stragrande maggioranza degli individui \u00e8 incapace di autodisciplinarsi e di autoregolarsi, per cui s&#8217;impone la necessit\u00e0 di una istanza superiore, che si ponga come suprema mediatrice degli inevitabili conflitti.<\/p>\n<p>Non solo. L&#8217;esperienza storica, nonch\u00e9 la semplice osservazione empirica, diretta, del mondo in cui viviamo, ci insegnano che, ove i rapporti umani fossero lasciati ala discrezione della capacit\u00e0 autonormativa di ciascuno, in brevissimo tempo assisteremmo al trionfo dei peggiori elementi, alle violenze e agli abusi dei pi\u00f9 immaturi, dei pi\u00f9 egoisti, dei pi\u00f9 faziosi; mentre i buoni, i miti e gli onesti sarebbero sopraffatti, angariati, sfruttati senza piet\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse per questo che \u00e8 cosa tanto rara imbattersi in una persona veramente autonoma, dotata cio\u00e8 (come dice l&#8217;etimologia della parola) della capacit\u00e0 di darsi da s\u00e9 una norma?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse per questo che la maggioranza degli individui tende a uniformarsi al pensiero e alle mode che vengono veicolati dall&#8217;alto (dal potere politico o da quello economico o da quello dell&#8217;informazione), retrocedendo al livello di un gregge anonimo e inconsapevole?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse per questo che le proposte pi\u00f9 sagge, le azioni pi\u00f9 disinteressate, le parole pi\u00f9 generose, tendono continuamente ad essere sommerse dalla cacofonia petulante di chi grida pi\u00f9 forte, di chi proclama che tutto \u00e8 lecito, di chi mira a manipolare e controllare i pensieri ed i comportamenti della massa?<\/p>\n<p>E dunque, bisogna pur dirlo: l&#8217;egualitarismo oggi dominante (dominante almeno a parole: questo \u00e8 ci\u00f2 che i poteri forti vogliono far credere agli utili idioti del gregge) va nella direzione di una costante, inesorabile selezione dei peggiori: degli uomini peggiori, delle ideologie peggiori, dei codici di comportamento peggiori; della scuola peggiore, della famiglia peggiore, dell&#8217;umanit\u00e0 peggiore: quella ridotta a puro strumento di manipolazione inconsapevole.<\/p>\n<p>Dobbiamo renderci conto di queste dinamiche, per essere in grado di reagirvi e di contrapporre ad esse dei processi virtuosi, tali da favorire l&#8217;affermazione delle persone, delle idee, delle pratiche migliori, in contrapposizione alla tendenza prevalente (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abPrima considerazione inattuale: recuperare il giusto concetto di aristocrazia\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto un&#8217;idea originale: Platone la sosteneva con forza gi\u00e0 nella sua \u00abRepubblica\u00bb. E tuttavia \u00e8 un&#8217;idea necessaria, anzi indispensabile, alla luce degli effetti che un egualitarismo demagogico e irresponsabile sta producendo in misura ormai disastrosa.<\/p>\n<p>L&#8217;importante \u00e8 non perdere mai di vista l&#8217;obiettivo di cooperare alla costruzione di un ambiente sociale pi\u00f9 armonioso, pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 consapevole delle esigenze di tutti: senza dimenticare che la prima e fondamentale esigenza \u00e8 proprio quella di essere considerati e rispettati in quanto persone, contro ogni forma di manipolazione e di sfruttamento utilitario.<\/p>\n<p>Noi non siamo merce, come vorrebbe la versione estrema e aberrante di un capitalismo senz&#8217;anima e senza principi; nessuno ha il diritto di trattare il proprio simile come una cosa, come un oggetto, come uno strumento per realizzare i propri disegni o per soddisfare i propri capricci e le proprie vanit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi sono, nell&#8217;essere umano &#8211; e non solo in esso, in ogni ente del mondo che ci circonda &#8211; una dignit\u00e0 intrinseca, un mistero sacro, che meritano la massima considerazione e ai quali \u00e8 doveroso accostarsi in punta di piedi, con timore e tremore.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, a noi tocca il dovere di essere sempre rispettosi del mistero e della sacralit\u00e0 che sono nell&#8217;altro; e il diritto di pretendere lo stesso da lui, nei nostri confronti.<\/p>\n<p>Sarebbe una buona cosa se riuscissimo ad essere anche compassionevoli, almeno quel tanto che basta a imprimere alle relazioni umane una connotazione di gentilezza, comprensione e benevolenza, senza le quali esse degenerano in una continua competizione o in una distaccata, squallida indifferenza reciproca.<\/p>\n<p>Non possiamo, d&#8217;altra parte, prenderci sulle spalle tutto il peso del mondo, n\u00e9 assumerci responsabilit\u00e0 che non ci spettano, allorch\u00e9 gli altri vogliono caricare di aspettative tutte loro il nostro puro e semplice fatto di esistere.<\/p>\n<p>Quel che conta, \u00e8 avere la coscienza pulita rispetto alle nostre intenzioni: di non aver mai cercato, cio\u00e8, di conseguire il male del prossimo, ivi compresa quella forma di male che \u00e8 la sua manipolazione interessata.<\/p>\n<p>Non ci sar\u00e0 chiesto di rendere conto se, qualche volta, in modo del tutto involontario, abbiamo dato adito a false aspettative da parte degli altri nei nostri confronti; ma se abbiamo sempre visto in loro delle persone, ossia delle creature dotate di dignit\u00e0 pari alla nostra e meritevoli di rispetto in se stesse, indipendentemente da fatti esterni come la posizione sociale o dalle idee politiche, filosofiche, religiose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abIn che misura siamo responsabili delle aspettative altrui verso noi stessi\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice), abbiamo sostenuto che, anche nei casi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-24154","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24154","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24154"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24154\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}