{"id":24140,"date":"2016-09-30T04:50:00","date_gmt":"2016-09-30T04:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/30\/come-la-desidera-signore-ben-cotta-o-al-sangue-gastronomia-e-marketing-del-teologo-cameriere\/"},"modified":"2016-09-30T04:50:00","modified_gmt":"2016-09-30T04:50:00","slug":"come-la-desidera-signore-ben-cotta-o-al-sangue-gastronomia-e-marketing-del-teologo-cameriere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/30\/come-la-desidera-signore-ben-cotta-o-al-sangue-gastronomia-e-marketing-del-teologo-cameriere\/","title":{"rendered":"Come la desidera, signore? Ben cotta, o al sangue? Gastronomia e marketing del teologo-cameriere"},"content":{"rendered":"<p><em>Come la desidera, signore? Ben cotta, o al sangue?<\/em>, domanda premuroso il cameriere, dopo che il cliente ha ordinato, come secondo piatto, una bistecca svizzera.<\/p>\n<p>Fa il suo mestiere; e lo fa bene. Bisogna sforzarsi di far contento il cliente, specie in questi tempi di crisi; un cliente soddisfatto, \u00e8 un cliente che paga senza discutere e che ritorner\u00e0 alla prossima occasione.<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2, questo stile, diciamo cos\u00ec, di marketing, \u00e8 passato dai camerieri ai teologi:\u00a0<em>Che genere di Dio le piace di pi\u00f9, signore? Come lo preferisce: misericordioso, vero?\u00a0<\/em>Qui, infatti, si va sul sicuro: chi, potendo scegliersi un dio, lo vorrebbe troppo severo, troppo esigente, o anche solamente &#8211; diciamo la verit\u00e0 &#8211; giusto? Nessuno, tranne un masochista.<\/p>\n<p><em>E come vorrebbe la vita eterna, signore? Paradiso per tutti e niente Inferno, vero?<\/em>\u00a0E anche qui, senza ombra di dubbio, si va sul terreno sicuro: a chi piacerebbe l&#8217;idea dell&#8217;Inferno, l&#8217;idea della dannazione eterna? E a chi piacerebbe l&#8217;idea che, se la dannazione esiste, potrebbe essere il destino riservato proprio a lui, a lui personalmente, in conseguenza dei suoi peccati? E allora &#8211; \u00e8 molto semplice, dopotutto &#8211; via l&#8217;Inferno: ci si tira un rigo sopra. Il teologo-cameriere ha questa funzione: esaudire le richieste del cliente, anzi, se possibile, prevenire addirittura i suoi desideri pi\u00f9 segreti, quelli che forse non osa confessare.<\/p>\n<p>Tuttavia, un dubbio potrebbe sorgere, nella mente di qualche cliente insolitamente scrupoloso, insolitamente onesto: se l&#8217;uomo possiede il bene del libero arbitrio, \u00e8 semplicemente giusto che esistano sia il premio per i buon, che il castigo per i malvagi, cio\u00e8 per coloro che scientemente, deliberatamente, ostinatamente, hanno rifiutato il bene. E allora cosa fa, il bravo e solerte teologo-cameriere? Affronta il problema alla radice, tagliando il nodo del peccato. Che cos&#8217;\u00e8 il peccato, se non la trasgressione della legge divina, che \u00e8 la legge del bene e dell&#8217;amore? Tuttavia, se si toglie il peccato, si tolgono anche i presupposti, logici e morali, del castigo eterno.<\/p>\n<p><em>No, caro signore, stia tranquillo: nel nostro ristorante abbiamo solo vivande di prima qualit\u00e0; abbiamo solo cose buone e nessuna cosa cattiva. Non trover\u00e0 ombra di peccato, nel nostro ristorante: si rassicuri.\u00a0<\/em>Ed ecco che il nostro baldo teologo-cameriere, con un solo colpo, bene assestato, di bacchetta magica, fa sparire, come per incanto, le ombre minacciose dell&#8217;Inferno, e le sostituisce con un giardino ridente e con una eterna primavera, un vero e proprio\u00a0<em>locus amoenus<\/em>\u00a0da fare invidia a Teocrito e a Virgilio, anzi, da fare invidia all&#8217;autore del\u00a0<em>Libro della genesi<\/em>, l\u00e0 dove descrive il Paradiso terrestre, cos\u00ec come si presentava ad Adamo ed Eva prima che commettessero il Peccato originale.<\/p>\n<p>Niente peccato, quindi, e, a maggior ragione, nessun Peccato originale; niente dannazione, niente Inferno, ma solo Paradiso: dunque, niente Giudizio, n\u00e9 individuale, n\u00e9 universale; e niente Giustizia divina, ma solo Bont\u00e0 divina, vale a dire, solo Buonismo divino. Un buonismo all&#8217;ingrosso, generalizzato, indiscriminato: un buonismo che scusa tutto, che giustifica tutto, che assolve tutti, con o senza pentimento; che cos&#8217;\u00e8 il pentimento, dopo tutto? Una mera formalit\u00e0, un dettaglio di cui la Misericordia divina pu\u00f2 anche fare a meno. Dio, infatti, \u00e8 cos\u00ec buono (buonista), che non respinge nessuno, ma proprio nessuno. E siccome sarebbe uno sproposito troppo grosso, perfino per siffatti teologi-camerieri, affermare che Dio perdona anche il peccatore impenitente, che accoglie anche colui che non vuol essere accolto (perch\u00e9, in tal caso, annullerebbe il bene impareggiabile della libert\u00e0 umana, annullando l&#8217;opera delle Sue stesse mani), \u00e8 molto pi\u00f9 semplice e &quot;pulito&quot; azzerare l&#8217;idea stessa di peccato. Cos\u00ec, necessariamente, se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il peccato, non ci sono neppure i peccatori; e, se non ci sono i peccatori\u00a0(ma, tutt&#8217;al pi\u00f9, delle povere pecorelle traviate, che hanno commesso degli errori, s\u00ec, ma pur sempre in buona fede), \u00e8 logico che non vi sia neanche l&#8217;Inferno.<\/p>\n<p>Tuttavia &#8211; una menzogna ne chiama un&#8217;altra; uno sproposito chiama un altro sproposito; e una ipocrisia chiama una ulteriore ipocrisia &#8211; se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;Inferno, non ci sar\u00e0 neanche il Giudizio; e se non ci sar\u00e0 il Giudizio, non ci sar\u00e0 nemmeno l&#8217;oggetto del Giudizio, ossia la distinzione del Bene e del Male. Dunque, bisogna abolire anche l&#8217;idea del Bene e del Male; cio\u00e8, bisogna abolire l&#8217;etica. E una volta abolita l&#8217;etica, che cosa rimane, se non il naturalismo assoluto, che \u00e8 appunto, guarda caso, la felice condizione di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre? Ora, \u00e8 pur vero che il naturalismo \u00e8 incompatibile con il cristianesimo, cos\u00ec come il ghiaccio \u00e8 incompatibile con il fuoco: o ci sar\u00e0 l&#8217;uno, o ci sar\u00e0 l&#8217;altro. Ma il teologo-cameriere non \u00e8 tipo da turbarsi o da scoraggiarsi per cos\u00ec poco; la sua faccia di bronzo \u00e8 a prova di bomba, il suo sorriso di pretta marca New Age non si scompone mai, neanche davanti alle bestemmie pi\u00f9 clamorose; ci vorrebbe ben altro, per mandare in crisi un simile individuo, la cui norma fondamentale &#8211; che egli non perde mai di vista, cos\u00ec\u00a0come il timoniere non perde mai d&#8217;occhio l&#8217;ago della bussola &#8211; \u00e8, e rimane sempre, a dispetto di tutto, l&#8217;aurea massima di tutti i camerieri di questo mondo:\u00a0<em>il cliente ha sempre ragione; bisogna far di tutto perch\u00e9 sia soddisfatto.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E allora, avanti senza paura, per l&#8217;audace strada che ha intrapreso, nell&#8217;interesse del suo pubblico (pagante), dei lettori dei suoi libri, e per non deludere l&#8217;audience televisiva, nelle sue frequenti apparizioni sul piccolo schermo, donde ha la possibilit\u00e0 di somministrare, in formato-famiglia, tutti gli spropositi pi\u00f9 bestiali e tutte le eresie pi\u00f9 inverosimili, a dispetto delle sue origini cattoliche e del fatto che, sovente, ha studiato in seminario, si \u00e8 fatto conoscere all&#8217;ombra dei preti o di qualche vescovo &quot;progressista&quot; e neo-modernista, quando non \u00e8 un prete addirittura, o magari un vescovo, o un cardinale. Rimosso ogni residuo, eventuale scrupolo, e lanciato ormai al galoppo, anzi, a briglia sciolta, gi\u00f9 per la china dell&#8217;apostasia totale, il teologo-cameriere non si far\u00e0 scrupolo di sciogliere l&#8217;ultimo nodo e di insinuare, dapprima, con tono mellifluo, poi, di dire con pi\u00f9 convinzione, infine di mettere per iscritto, magari con la piena approvazione della grande stampa cattolica e, magari, della stessa gerarchia vaticana, che il cristianesimo, in fondo, non \u00e8 che una forma di naturalismo e di antropocentrismo, perch\u00e9 mette al centro del proprio discorso la natura e l&#8217;uomo, i bisogni dell&#8217;uomo, la ricerca della felicit\u00e0 da parte dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Questo, poi, \u00e8 lo sproposito pi\u00f9 grosso di tutti: dire che Dio, in fondo, altro non vuole per noi, altro non desidera, altro non ci riserva, che la felicit\u00e0\u00a0<em>in questa vita<\/em>. Pure, alcuni teologi-camerieri hanno compiuto anche quest&#8217;ultimo passo e non si sono vergognati di affermare questo concetto: che Dio ci vuole felici, ma\u00a0<em>felici secondo il mondo, secondo la carne<\/em>\u00a0(questo, magari, lo hanno lasciato implicito, e tuttavia chiarissimo)\u00a0<em>e non secondo la vita divina<\/em>. Ma \u00e8 il &quot;giusto&quot; e naturale coronamento di tutti gli altri spropositi e di tutte le altre eresie e bestemmie: altrimenti, come si potrebbero giustificare tutti i vizi che il &quot;credente&quot; moderno vuol conservare impunemente, senza doverne pagare il prezzo? Come giustificare il divorzio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, le unioni di fatto, i matrimoni omosessuali, se non ricorrendo al zuccheroso, ma suggestivo argomento, che Dio ci vuole felici e che non desidera, per noi, null&#8217;altro che la felicit\u00e0? Strano: avevamo capito, leggendo il Vangelo, che Ges\u00f9 non ci ha promesso la felicit\u00e0\u00a0<em>in questa vita<\/em>, ma, semmai, la croce; e che il Suo desiderio non \u00e8 che noi &quot;siamo felici&quot;, ma che noi cerchiamo la Verit\u00e0, praticando il Bene, anche a costo di affrontare tribolazioni e persecuzioni.<\/p>\n<p><em>Niente paura: anche per questo c&#8217;\u00e8 un rimedio<\/em>, vi dir\u00e0, sollecito, il teologo-cameriere. Prendiamo la questione di petto, senza complessi, senza soggezione alcuna, e domandiamoci: ma chi \u00e8 Ges\u00f9, in fondo? Che Ges\u00f9 sia il Cristo, che Egli sia il Figlio di Dio, e Dio Lui stesso, la seconda Persona della santissima Trinit\u00e0, \u00e8 cosa che il teologo-cameriere preferisce lasciare sullo sfondo; sulla quale preferisce sorvolare: troppo impegnativa, troppo categorica, troppo &quot;compromettente&quot;. Espertissimo delle espressioni a significato multiplo, maestro dell&#8217;ambiguit\u00e0 calcolata, del <em>qui lo dico e qui lo nego<\/em>, del navigare a pelo d&#8217;acqua destreggiandosi fra secche e rocce sommerse, il teologo-cameriere evita sempre d&#8217;impegnarsi a fondo, di compromettersi con asserzioni univoche, di tagliarsi le vie della possibile ritirata. Il suo grande modello \u00e8 quel Martin Heidegger, sedicente maestro del pensiero moderno, il quale, pur essendo cattolico, mai una volta si degn\u00f2 si spiegare, in maniera chiara ed esplicita, se l&#8217;Essere di cui parlava, l&#8217;Essere intorno al quale ruota tutta la sua filosofia, \u00e8, o non \u00e8, Dio: non diciamo il Dio del cristianesimo, ma, almeno, e comunque, Dio. Nossignori: Heidegger evit\u00f2 sempre di lasciarsi &quot;intrappolare&quot; in una affermazione cos\u00ec recisa ed univoca: lasci\u00f2 intendere che l&#8217;Essere \u00e8 Dio, s\u00ec, ma, al tempo stesso, che non lo \u00e8; che lo \u00e8 per certi aspetti e sotto certi riguardi, ma non per altri: e via temporeggiando, chiacchierando e tergiversando. Il teologo-cameriere, infatti, si domanda sempre: <em>Che cosa pu\u00f2 mettere a suo agio il mio cliente?<\/em> In questo caso, ci\u00f2 che pu\u00f2 metterlo maggiormente a suo agio \u00e8 parlare di Ges\u00f9 come di uno di noi, come un uomo, come un compagno di strada, un po&#8217; pi\u00f9 saggio, certo, un po&#8217; pi\u00f9 evoluto, un po&#8217; pi\u00f9 perfetto, ma insomma, come di un essere umano. Oh, quanto insistono, i teologi-camerieri, su questo punto: Ges\u00f9 \u00e8 uno di noi; prendiamo esempio da Lui. Ma come si pu\u00f2 prendere esempio da Lui, se lo si considera solo nella sua natura umana, e non in quella divina? Ecco: questo \u00e8 un classico esempio della disonest\u00e0 intellettuale e della suprema ipocrisia del teologo-cameriere: egli non dice menzogne; dice delle mezze verit\u00e0. Parla della natura umana\u00a0di Ges\u00f9, della sua fragilit\u00e0, delle sue tentazioni; sorvola bellamente sulla sua natura divina, e quindi, per forza di cose, sia sui miracoli, sia sulla Resurrezione ed Ascensione.<\/p>\n<p>Certo: tolta la divinit\u00e0 di Cristo e tolta la Resurrezione, che cosa resta? Un cristianesimo che non \u00e8 pi\u00f9 tale; una serie di apologhi e di parabole edificanti; una dottrina spirituale (fra le tante); per\u00f2 il cristianesimo, come tale, \u00e8 sparito: liquefatto, evaporato, dissolto. Ma che importa? In fondo, non \u00e8 a questo che miravano i teologi-progressisti, per statuto e per necessit\u00e0, non per accidente? Una volta posto il principio che bisogna accontentare il cliente, e che il cliente ha sempre ragione, non bisogna meravigliarsi troppo, n\u00e9, tanto meno, scandalizzarsi, per le logiche conclusioni che ne derivano: la distruzione del cristianesimo, ma senza la franchezza e l&#8217;onest\u00e0 di dichiararlo apertamente; e la sostituzione, al posto del suo cadavere, di una &quot;religione&quot; nuova, naturalista e antropocentrica (la cosa \u00e8 partita da lontano: si ricordi la tanto strombazzata &quot;svolta antropologica&quot; del Concilio Vaticano II!), di timbro vagamente New Age, permissiva, buonista, zuccherosa, &quot;misericordiosa&quot;, relativista e, in definitiva, indifferentista. Non importa quale Dio si\u00a0adori; l&#8217;importante \u00e8 che si adori\u00a0<em>un<\/em>\u00a0dio; e non importa se quel dio \u00e8 solo una proiezione e una \u00a0maschera dei nostri egoismi e delle nostre passioni, nonch\u00e9 del nostro bisogno di auto-giustificazione nell&#8217;ingiustizia e nell&#8217;iniquit\u00e0: l&#8217;importante \u00e8 che rimanga in piedi la facciata di una &quot;religione&quot; purchessia.\u00a0<em>Venghino, signori, avanti<\/em>: c&#8217;\u00e8 posto per tutti: cristiani, maomettani, giudei, buddisti, confuciani, taoisti, scintoisti, eccetera, eccetera. Tutti insieme appassionatamente, come nelle marce, nei raduni e nelle veglie di Assisi (povero san Francesco, chiss\u00e0 cosa penserebbe di queste ammucchiate, lui che and\u00f2 fino in Egitto non per &quot;dialogare&quot; col Sultano islamico, ma per cercare di <em>convertirlo<\/em> alla fede in Cristo!).<\/p>\n<p>Riassumendo. Il teologo-cameriere sta operando silenziosamente, abilmente (si fa per dire), una trasmutazione del cattolicesimo: da religione della Trinit\u00e0 a culto dell&#8217;uomo; da redenzione di Cristo ad auto-promozione dell&#8217;uomo; da libera scelta fra il bene e il male, ad accettazione entusiastica di tutto l&#8217;esistente, <em>al di l\u00e0 del bene e del male<\/em>; da fede in Cristo risorto a racconto su Ges\u00f9 uomo; da ricerca della Verit\u00e0 e della vita eterna, a ricerca della felicit\u00e0 nella vita presente. Una bella trasmutazione, non c&#8217;\u00e8 che dire: al punto che, alla fine dell&#8217;opera &#8212; se quest&#8217;opera scellerata dovesse mai giungere al termine &#8212; il cattolicesimo sar\u00e0 divenuto non solo irriconoscibile, ma avr\u00e0 cessato di esistere, e, al suo posto, non rester\u00e0 che un cadavere, inerte e in via di rapida decomposizione. Pure, noi crediamo che quel momento non sia poi cos\u00ec vicino come i tanti, troppi teologi (e vescovi, e cardinali, e preti e suore) camerieri, pensano e credono. Ges\u00f9 in prima persona ha promesso che le porte degli Inferi non prevarranno sulla sua Chiesa, e che Egli sar\u00e0 insieme ai suoi seguaci, fino all&#8217;ultimo giorno. E la promessa di Ges\u00f9 vale infinitamente di pi\u00f9 che un milione di sofismi di codesti teologi in giacca bianca, sempre pronti ad ossequiare i gusti del mondo. Eppure, lo fanno per interpretare il <em>vero<\/em> Vangelo, dicono! Davvero, non hanno vergogna di nulla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come la desidera, signore? Ben cotta, o al sangue?, domanda premuroso il cameriere, dopo che il cliente ha ordinato, come secondo piatto, una bistecca svizzera. 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