{"id":24138,"date":"2021-03-10T10:54:00","date_gmt":"2021-03-10T10:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/10\/come-vivere-da-cristiani-in-un-mondo-avvelenato\/"},"modified":"2021-03-10T10:54:00","modified_gmt":"2021-03-10T10:54:00","slug":"come-vivere-da-cristiani-in-un-mondo-avvelenato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/10\/come-vivere-da-cristiani-in-un-mondo-avvelenato\/","title":{"rendered":"Come vivere da cristiani in un mondo avvelenato"},"content":{"rendered":"<p>A torto \u00e8 diffusa l&#8217;opinione che il credente sia un sentimentale incline ad assecondare le proprie passioni, mentre l&#8217;ateo sarebbe un razionalista che usa in maniera appropriata la facolt\u00e0 della logica: tale \u00e8 l&#8217;immagine delle rispettive figure accreditata dalla cultura dominante della tarda modernit\u00e0, ad esempio da Bertrand Russell o, ai nostri d\u00ec, da Piergiorgio Odifreddi. La realt\u00e0 \u00e8 esattamente al contrario: il credente \u00e8 un seguace della vecchia, sana ragione naturale, e non c&#8217;\u00e8 nulla nella sua fede che vada contro di essa; vi sono, semmai, alcune cose che vanno oltre; mentre il razionalista \u00e8 colui che crede ciecamente nell&#8217;idea illuminista di ragione, e crede inoltre nella scienza come principio assoluto, e nella tecnica come soluzione di ogni problema: e ci crede ciecamente, devotamente, in maniera appunto passionale, o meglio sentimentale. Per essere ancora pi\u00f9 precisi, possiamo dire che la modernit\u00e0 vera e propria &#8212; che inizia con Lutero, Machiavelli e poi Cartesio &#8212; esalta la ragione assoluta, in maniera astratta e togliendo di mezzo l&#8217;ostacolo dell&#8217;oggetto, cio\u00e8 il confronto con il mondo reale (vi \u00e8 qualcosa di delirante, di allucinato, in ciascuno di quei cattivi maestri: il disprezzo nei confronti della realt\u00e0 e la sfrontatezza con cui sostengono fino in fondo delle tesi chiaramente assurde), mentre la post-modernit\u00e0 di questi ultimi anni, preso atto dell&#8217;esaurimento del ciclo, contesta la pretesa dei moderni alla razionalit\u00e0 assoluta, ma sostituisce quest&#8217;ultima con il substrato che gi\u00e0 era presente, sia pure implicito, e cio\u00e8 il sentimentalismo. Ed ecco che alla comprensione del reale, che era stato negato, e ci\u00f2 aveva condotto alla pazzia, si sostituisce lo slancio &quot;autentico&quot; del sentimento verso la vita e si cade in un esistenzialismo che non sa rendere ragione di se stesso, perch\u00e9 esalta l&#8217;atto di esistere ma non sa come spiegarlo, n\u00e9 dove indirizzarlo. In questa esaltazione della &quot;nuda vita&quot;, del puro esistere, ha finito per cadere anche la cultura che per millenni aveva resistito sulle proprie basi realiste e razionali (ma non razionalistiche), salda come la roccia: la cultura cattolica. A partire dalla teologia di Karl Rahner e dalla svolta antropologica, cio\u00e8 a partire dal Concilio Vaticano II, i fautori di una realt\u00e0 assoluta e trascendente, che si manifesta in un mondo ordinato e razionalmente comprensibile, e in una molteplicit\u00e0 di creature caratterizzate dalla bellezza, riflesso di quella divina, si affrettano a farsi discepoli (in ritardo di quattro o cinque secoli) della modernit\u00e0, ormai ridotta a cadavere. Ironia del destino: avrebbero vinto su tutta la linea se avessero perseverato ancora per poco, invece hanno preferito mettersi al seguito di un cadavere, sperando cos\u00ec di racimolare qualche briciola di consenso e rendersi pi\u00f9 graditi agli occhi del mondo.<\/p>\n<p>E adesso la situazione \u00e8 questa: la modernit\u00e0 \u00e8 morta, ma ha trovato nuovi sostenitori nei cattolici modernisti; la post-modernit\u00e0 \u00e8 nata morta, cio\u00e8 sostituendo il sentimentalismo al razionalismo e idolatrando una cosa, la vita, che non \u00e8 e non pu\u00f2 essere il fine di tutto, quantunque sia lo strumento prezioso per fare ogni cosa. L&#8217;orizzonte sembra chiuso da ogni parte, forze cadaveriche ingombrano il terreno e gli uomini d&#8217;oggi paiono intrappolati nel groviglio delle loro debolezze, delle loro velleit\u00e0 naufragate e delle loro pensose contraddizioni. In politica, in economia, in filosofia, nell&#8217;arte, nella stessa scienza, ovunque si vedono uomini vecchi, che pensano in modo vecchio, che cercano soluzioni a problemi nuovi con strumenti che hanno gi\u00e0 fallito mille volte e mostrato a tutti, tranne che ai loro testardi sacerdoti, la loro piena e clamorosa inefficacia. Non saranno essi di certo a portarci fuori dalla palude ove siamo sprofondati; non sar\u00e0 da loro che verr\u00e0 la scintilla del risveglio, l&#8217;inizio di una ripresa e, possibilmente, di una rinascita. I loro occhi credono di guardare avanti, ma in realt\u00e0 guardano solo se stessi: sono talmente autoreferenziali che scambiano se stessi per il mondo, e le loro idee per il principio di realt\u00e0: anche se sono idee che confliggono frontalmente, e non da ieri, ma da quattro secoli, col principio di realt\u00e0. Si prenda il buonismo, per fare un esempio, di cui il migrazionismo sul piano esterno, e il permissivismo sul piano individuale, sono tipiche espressioni: nasce col giusnaturalismo del 1600, si afferma con Rousseau e col mito dell&#8217;innocenza infantile e della societ\u00e0 cattiva: e ci ha condotti al disastro, perch\u00e9 la realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec, l&#8217;uomo non \u00e8 cos\u00ec, il bambino non \u00e8 cos\u00ec, le relazioni fra i diversi popoli non funzionano come dicono quei signori. \u00c8 tutto sbagliato, dal principio alla fine: non c&#8217;\u00e8 niente di vero nelle loro affermazioni, \u00e8 tutto un castello di idee deliranti, d&#8217;ipocrisie e di falsit\u00e0, che costoro si ostinano a tenere in piedi per il satanico orgoglio di non voler confessare il fallimento. E cos\u00ec seguitano per la strada sbagliata, insistono con politiche peggio che fallimentari, addirittura suicide: ma guai a contraddirli, guai a metterli davanti alla loro incapacit\u00e0. Cos\u00ec, preferiscono inventarsi una &quot;realt\u00e0&quot; che esiste solo nei loro sogni e nelle loro fantasticherie di progressisti annoiati, che non sapendo come passare il tempo s&#8217;inventano le cose che a loro fanno piacere, e pretendono poi d&#8217;imporre a tutti le loro farneticazioni al posto della realt\u00e0 vera, e ci intimano di riconoscere &#8212; per parafrasare un celebre aforisma di G. K. Chesterton &#8211; che l&#8217;erba \u00e8 rossa e il cielo \u00e8 verde, minacciandoci, se non lo facciamo, di trattarci da nemici del popolo. Loro, che sono da sempre il cancro della societ\u00e0 sana, i parassiti del popolo che lavora e produce, non fantasticherie da quattro soldi, ma beni e servizi reali, utili agli esseri umani, alla loro vita e alle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La conseguenza, per gli uomini d&#8217;oggi, e specialmente per i cristiani, \u00e8 che il mondo in cui essi vivono \u00e8 pi\u00f9 che mai il <em>mondo<\/em> nel senso biblico della parola, un <em>kosmos<\/em> che non \u00e8 pi\u00f9 ordinato, perch\u00e9 ha smarrito il principio divino, e un <em>eone<\/em> (letteralmente, il tempo in senso assoluto, e dunque il &quot;secolo&quot;) nel quale la verit\u00e0, la giustizia, la bellezza e la bont\u00e0 sono atrocemente sovvertite e capovolte. \u00c8 un mondo alla rovescia, dove il bene diventa male e il male diventa bene, dove il bello diventa brutto e il brutto diventa bello, e cos\u00ec via. In verit\u00e0, il mondo <em>in se stesso<\/em> tende a questa sovversione: perch\u00e9 il mondo, creato buono da Dio, si \u00e8 pervertito a causa del Peccato originale. Nondimeno, la civilt\u00e0 moderna ha portato tale rivolta contro il bene, il vero, il giusto e il bello, fino alle estreme conseguenze, e ci\u00f2 per una ragione storica precisa: il rifiuto di Dio, il rifiuto della metafisica, la perdita dell&#8217;oggetto, il disprezzo del principio di realt\u00e0, la folle <em>hybris<\/em>, o dismisura, per cui l&#8217;uomo vuole oltrepassare il proprio statuto ontologico, vuole farsi protagonista assoluto della storia, vuole farsi signore supremo del mondo. Ma il Signore supremo del mondo \u00e8 sempre e unicamente Colui che lo ha creato: la creatura, per quanto creatura privilegiata, perch\u00e9 creata a immagine del suo Creatore, non pu\u00f2 prendere il posto di Dio: <em>non avrai altro Dio fuori che me<\/em>. Invece l&#8217;uomo moderno ha voluto farsi il dio di se stesso; non ha accettato la sua condizione creaturale, non ha voluto rendere al suo Creatore il dovuto omaggio di amore, dedizione e gratitudine; ha pronunciato il suo satanico <em>Non serviam<\/em> e si \u00e8 posto con ci\u00f2 stesso nelle mani del nemico supremo, il nemico per antonomasia, il Diavolo.<\/p>\n<p>Scriveva Rudolf Schnackenburg (Kattowicz, ora Katowice, in Slesia, 5 gennaio 1914-W\u00fcrzburg, 28 agosto 2002), un teologo da molti considerato come il pi\u00f9 grande esegeta e biblista tedesco del XX secolo, nel suo libro <em>L&#8217;esistenza cristiana secondo il Nuovo Testamento<\/em> (titolo originale: <em>Christliche Existenz nach dem Neuen Testament<\/em>, M\u00fcnchen, K\u00f6sel Verlag, 1967; traduzione dal tedesco di Enzo Gatti e Giorgio Mion, Modena, Edizioni Paoline, 1971, pp.160-161):<\/p>\n<p><em>San Paolo sa che ci troviamo ancora &quot;in questo eone&quot;. \u00c8 vero che Ges\u00f9 si \u00e8 sacrificato per noi onde salvarci dal malvagio mondo (= eone) presente (Gal. 1,4), ma durante la nostra esistenza terrena vi siamo ancora trattenuti. Ma cosa significa &quot;questo secolo (eone)&quot;? Secondo il pensiero della Bibbia ci sono diversi &quot;eoni&quot;, cio\u00e8 epoche. All&#8217;Apostolo \u00e8 nota la dottrina tardo-giudaica dei due eoni, secondo la quale a &quot;questo eone&quot; \u00e8 opposto &quot;l&#8217;eone&quot; che verr\u00e0. Soltanto il mondo futuro sar\u00e0 l&#8217;autentico &quot;eone&quot; della salvezza. Nel pensiero di Paolo questo schema viene infranto perch\u00e9 noi in Cristo gi\u00e0 fin d&#8217;ora siamo diventati &quot;creatura nuova&quot; (2 Cor 3,17) ed intimamente apparteniamo gi\u00e0 al futuro eone di salvezza. San Paolo per\u00f2 sa anche che noi, in quanto uomini i quali vivono nella storia, siamo tuttora esposti a questo eone di perdizione, proprio per la nostra esistenza terrena. &quot;Se qualcuno tra voi si stima sapiente secondo questo mondo (= eone), diventi stolto per divenire sapienti (1 Cr 3,18). &quot;Questo mondo&quot; non indica solo un&#8217;epoca, il nostro tempo storico, ma \u00e8 anche un concetto qualitativo. \u00c8 il nostro tempo e la nostra storia in quanto inclinata al male o, come Paolo secondo il pensiero contemporaneo si esprime, sotto l&#8217;influsso di forze e potenze malvagie&quot;. Satana \u00e8 il Dio di questo secolo (eone) che ha accecato le menti degli increduli (2 Cor 4,4), ma neppure il cristiano [non] \u00e8 ancora sottratto alle insidie di Satana (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec anche il cristiano vive tuttora in un&#8217;atmosfera avvelenata, in una zona lasciata per ora &quot;ai pr\u00ecncipi di questo mondo (eone) &quot; (1 Cor 2,8). Bench\u00e9 egli abbia diritto ad un&#8217;altra cittadinanza e la sua vera patria sia il cielo (Fil 3,20) egli deve tuttavia sopportare il soggiorno nella colonia terrena, vale a dire l&#8217;esilio in un mondo a lui estraneo ed ostile.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 anche il &quot;mondo&quot; di adesso, &quot;questo mondo&quot; \u00e8 ostile a Dio. In esso \u00e8 di casa &quot;la sapienza di questo mondo&quot; (cf 1 Cor 1,20): ci\u00f2 che per l&#8217;uomo greco era la cosa suprema (la sapienza) , per san Paolo ha, come in questo caso, un significato negativo. &quot;La figura di questo mondo passa&quot;, ma per ora essa domina la scena (1 Cor 7,31b). Le preoccupazioni per le cose di questo mondo ci distraggono dal Signore (1 Cor 7,32 ss). \u00c8 questo un concetto di mondo diverso da quello a cui siamo abituati. Con esso la creazione non viene considerata nel suo ordine e nella sua bellezza (come il concetto greco di &quot;kosmos&quot;), bens\u00ec quale oscura, sofferente e malvagia storia vissuta dall&#8217;uomo In definitiva, &quot;questo&quot; mondo transitorio non \u00e8 nient&#8217;altro che l&#8217;eone della perdizione, cui \u00e8 votato.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi stessi siamo ancora &quot;nella carne&quot;, non pi\u00f9, certo, in quel senso negativo secondo il quale siamo totalmente dominati dalla carne (cf Rm 7,5) e costretti a vivere &quot;secondo la carne&quot; (Rm 8,4ss) ma pur sempre continuiamo a essere legati all&#8217;esistenza corporale (Gal 2,20; Fil, 1,22). Noi viviamo ancora nella carne (2 Cor 10,3), cio\u00e8 in un corpo mortale e soggetto alle tentazioni (Rm 6,12). Questa \u00e8 e rimane anche per il cristiano una situazione pericolosa&#8230;<\/em><\/p>\n<p>E dunque, se \u00e8 pericolosa la situazione del cristiano che vive pur sempre, per la sua parte carnale, nella dimensione terrena; e se il mondo moderno si pu\u00f2 considerare come &quot;il modo&quot; nel senso neo-testamentario della parola, cio\u00e8 il regno di Satana, o quantomeno il regno dell&#8217;uomo purtroppo dominato da Satana dopo la caduta del Peccato originale: come si deve giudicare il pastore che spalanca il recinto, invita le pecore ad uscire a afferma che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun lupo nei paraggi, mentre \u00e8 vero il contrario, che tutto intorno un intero branco di lupi affamati e crudeli si aggira spiando il momento in cui lanciarsi contro le pecore? Ebbene, questa \u00e8 precisamente la situazione che si \u00e8 creata nella Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II. Improvvisamente dei pastori impazziti hanno proclamato che la guerra \u00e8 finita, che il lupo \u00e8 diventato buono e che non c&#8217;\u00e8 alcun pericolo ad uscire e incamminarsi sulle strade del mondo; che anzi il mondo in se stesso \u00e8 diventato buono, un luogo nel quale si pu\u00f2 e si deve dialogare con tutti, anche coi peggiori nemici, che in realt\u00e0 non sono pi\u00f9 nemici, ma sono diventati, chi sa come, dei carissimi amici, anche se \u00e8 evidente che i loro occhi dicono tutt&#8217;altro e se \u00e8 sufficiente osservarli un poco per accorgersi che hanno semplicemente nascosto il coltello sotto la veste, in attesa di sferrare il colpo mortale. E si badi che non stiamo parando solo dei nemici esterni, che pure sono mortalmente pericolosi, ma anche e soprattutto di quelli interni: le tentazioni dell&#8217;anima, che vengono dal Diavolo e che, a partire da quel momento, sono diventate quasi un tab\u00f9, al punto che la parola &quot;tentazione&quot;, come d&#8217;altronde la parola &quot;peccato&quot;, \u00e8 stata quasi abolita dal vocabolario dei sacerdoti e non la si ode pi\u00f9 nemmeno nel corso delle omelie della santa Messa.<\/p>\n<p>Che fare, dunque? Cime si pu\u00f2 vivere in un mondo impazzito, corrotto, avvelenato? Come pu\u00f2 un cristiano rimanere nella grazia di Dio, trovandosi ad adottare, quasi inavvertitamente, il modo di vivere degli <em>altri<\/em>, dei nemici di Cristo, bugiardamente fatti passare per nobilissimi amici, e magari addirittura per dei fratelli maggiori, cui si deve onore e rispetto? Come pu\u00f2 ad esempio un cattolico, che svolge la professione medica, lavorare tranquillamente in un ospedale ove quotidianamente si pratica l&#8217;aborto volontario, e lo si fa con la sicurezza e la normalit\u00e0 con cui si esercita un diritto garantito per legge? Non c&#8217;\u00e8 una risposta bella e pronta. Il cristiano deve vigilare, valutare caso per caso e regolarsi secondo le circostanze, avendo sempre Ges\u00f9 per modello. Lui \u00e8 la bussola che non inganna mai. A differenza di altre, come la Pachamama, che indicano semmai la strada per l&#8217;inferno.<\/p>\n<p>E poi, il cristiano deve sempre sperare: non la speranza vuota del mondo, ma la solida Speranza fondata sulla promessa indefettibile di Ges\u00f9 Cristo: <em>Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A torto \u00e8 diffusa l&#8217;opinione che il credente sia un sentimentale incline ad assecondare le proprie passioni, mentre l&#8217;ateo sarebbe un razionalista che usa in maniera<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[202],"class_list":["post-24138","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24138\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}