{"id":24135,"date":"2022-03-27T11:28:00","date_gmt":"2022-03-27T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/27\/come-una-classe-dirigente-si-dissocia-dalla-realta\/"},"modified":"2022-03-27T11:28:00","modified_gmt":"2022-03-27T11:28:00","slug":"come-una-classe-dirigente-si-dissocia-dalla-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/27\/come-una-classe-dirigente-si-dissocia-dalla-realta\/","title":{"rendered":"Come una classe dirigente si dissocia dalla realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una curiosa ed evidente analogia fra l&#8217;atteggiamento mentale delle classi dirigenti che andarono al potere in Francia nel 1789 e quelle che gestiscono il potere oggi nei Paesi occidentali, Italia compresa, anzi specialmente l&#8217;Italia. Tale analogia consiste in un una paradossale dissociazione dalla realt\u00e0 e in una subordinazione costante dei dati reali all&#8217;ideologia, e non pu\u00f2 essere il risultato di un caso. Se tanto gli uomini di governo della Francia rivoluzionaria, provenienti dalle file degli intellettuali e gli attivisti politici che si erano formati al tempo di Luigi XV e di Luigi XVI, quanto i governanti attuali, e con essi gran parte degli amministratori pubblici, dei medici, dei magistrati, degli insegnanti e degli esponenti del mondo della cultura, antepongono le loro convinzioni ideologiche ai dati della realt\u00e0. Se, per fare un esempio, sostengono delle politiche economiche e finanziarie chiaramente assurde e controproducenti, tali da recare danni irreparabili al mondo dell&#8217;impresa e del lavoro, convinti che la forza delle loro idee possa e debba trionfare su qualunque ostacolo, anche quelli posti dai dati di fatto oggettivi e dalle leggi fondamentali dell&#8217;economia stessa, ci\u00f2 significa che sia gli uni che gli altri hanno fatto la loro preparazione politica, amministrativa, economica e professionale in un modo che non tiene conto del mondo reale, fatto di cose concrete e di uomini vivi, ma sulla base di un mondo ideale, sognato e vagheggiato ma inesistente, nel quale vincono le loro convinzioni per la sola ragione che non si devono confrontare con la realt\u00e0 e quindi restano sempre non verificabili e inconfutabili. La bont\u00e0 delle idee si misura alla prova dei fatti: non esistono idee buone che non diamo frutti buoni, n\u00e9 idee cattive che non diano frutti cattivi. Va da s\u00e9 che idee cervellotiche, velleitarie, avulse dalla realt\u00e0, costituiscono la guida peggiore per qualsiasi tipo di azione: per essere efficace, proporzionata, intelligente, l&#8217;azione deve sempre partire da un&#8217;analisi realistica della situazione.<\/p>\n<p>Da dove veniva un tale scollamento dalla realt\u00e0 da parte di queste due classi dirigenti, quella che and\u00f2 al potere in Francia nel 1789 (e che vi and\u00f2 successivamente negli altri Pesi europei, o tent\u00f2 di andarvi, come i repubblicani napoletani del 1799) e quella che ai nostri giorni sta applicando il Great Reset per l&#8217;instaurazione definitiva del Nuovo Ordine Mondiale, per conto della grande finanza che vuole imporre il suo totalitarismo globale? A nostro avviso, veniva da una lettura distorta della realt\u00e0 medesima e da una imperdonabile confusione fra il piano dei desideri, dei progetti, delle pi\u00f9 o meno nobili aspirazioni, e il piano della realt\u00e0 oggettiva. Tale distonia si afferma, a livello filosofico, a partire dal XVII secolo, con Cartesio, e assume la forma di una duplice lettura del reale, quella dell&#8217;io che pensa e quella della materia concepita come pura estensione: una lettura soggettivistica che capovolge la relazione fra il soggetto e l&#8217;oggetto e fa del soggetto una sorta di legislatore del mondo. Con Cartesio, il mondo diventa una variabile del cogito, poi dell&#8217;io penso di Kant, indi dello spirito che crea l&#8217;essere di Hegel: \u00e8 una progressiva, inarrestabile deviazione dal giusto rapporto fra io e mondo, fra soggetto e oggetto, fra pensiero e realt\u00e0 concreta; una discesa agli inferi del soggettivismo estremo, del relativismo e del solipsismo, che sfocia inevitabilmente nel nichilismo. Se la realt\u00e0 in definitiva non \u00e8 altro che un prodotto o una funzione della mia mente, che cosa m&#8217;impedisce di dettare le regole della realt\u00e0 e di pretendere che le cose debbano essere come io voglio ed esigo che siano?<\/p>\n<p>Esemplare, in questo senso, \u00e8 la deriva parolaia e ideologizzata, nel senso peggiore della parola, delle classi colte francesi lungo il corso del XVIII secolo, alla vigilia della Rivoluzione, come emerge da una pagina di eccezionale chiarezza dello storico Pierre Gaxotte (Revigny Sur-Ornain, 19 novembre 1895-Parigi, 21 novembre 1982), nella sua acuta monografia, poco letta e poco amata dalla cultura progressista di l\u00e0 e di qua delle Alpi, <em>La Rivoluzione francese<\/em> (titolo originale: <em>La R\u00e9volution Fran\u00e7aise<\/em>, 1928; traduzione dal francese di Luigi Ermete Zalapy, Milano, Barion, 1933, e Rizzoli, 1949, pp. 62-64):<\/p>\n<p><em>Gli appassionati delle nuove teorie del XVIII secolo non rimasero isolati; si associarono per mettere in comune le loro cognizioni e precisare le loro idee. Quest&#8217;organizzazione, che si annuncia nel1720, precipita nel 1750, e alla morte di Luigi XV \u00e8 gi\u00e0 un fatto compiuto. In tutte le citt\u00e0 pullulano associazioni di uomini brillanti e intraprendenti, salotti letterari, accademie, sale di lettura, societ\u00e0 patriottiche, licei, musei, logge massoniche, societ\u00e0 agricole. Le loro sedute sono regolari e frequentate; si legge e, soprattutto, si discute. Una pleiade di pensatori si dedica quivi alla discussione, e delibera sulle questioni che sono all&#8217;ordine del giorno: circolazione dei cereali, nuove imposte, assemblee provinciali; oppure sui problemi teorici: valore della civilt\u00e0, diritti naturali, basi della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Se si vuol ricordare che il primo discorso di Rousseau fu la risposta ad un concorso dell&#8217;Accademia di Digione, si potr\u00e0 giudicare del tono, del tenore e della portata dei suoi lavori, che non differivamo punti da quelli degli altri. Tutte le associazioni, difatti, sono legate sia da rapporti di filiazione come le logge, sia da un&#8217;incessante corrispondenza, che subordina le pi\u00f9 lontane e le meno attive alle meglio informate e alle pi\u00f9 avanzate. Da un capo all&#8217;altro del regno, \u00e8 un continuo andare e venire di appelli, indirizzi, nozioni, che cementa l&#8217;unione dei principi, spegne ogni velleit\u00e0 d&#8217;indipendenza e fa marciare tutti allo stesso ritmo.<\/em><\/p>\n<p><em>La Repubblica delle lettere, che, nel 1720, \u00e8 un simbolo, nel 1775 \u00e8 una realt\u00e0. Ed \u00e8 il solo Stato al quale possono applicarsi le teorie del Contratto Sociale, il solo Stato composto di uguali, il solo Stato dove la volont\u00e0 generale possa, in ogni momento, esser espressa attraverso una discussione fra i migliori consociato. Tali dibattiti e le votazioni che li concludono segnano i progressi della dottrina rivoluzionaria che poi si tratter\u00e0 di trasportare dal manipolo degli iniziati alla folla dei profani. Ed \u00e8 ben qui che sorge la contraddizione fondamentale che non far\u00e0 che accrescersi fino al 1794. La Repubblica degli iniziati \u00e8 organizzata e funziona a rovescio della realt\u00e0: pi\u00f9 essa sviluppa la sua logica, e maggiormente si allontana dalla vita. Pi\u00f9 vuole governare, e meno ne \u00e8 capace. Nella vita, ci si riunisce quando si hanno le stesse opinioni; costoro si riuniscono fuori di ogni convenienza e di ogni loro interesse per scoprire e definire quale sar\u00e0 la dottrina rivoluzionaria del gruppo. L&#8217;alleanza \u00e8 il mezzo, non l&#8217;indice o la conseguenza dell&#8217;accordo. Nella vita contano soltanto gli atti: fra costoro contavano le parole. Nella vita si cercano i risultati pratici, tangibili; essi invece non cercavamo che voti. Nella vita, governare significa lottare contro gli eventi, prevedere, preparare, organizzare, agire; la grande arte loro consiste nel compilare l&#8217;ordine del giorno e raggiungere la maggioranza. Nella vita, un&#8217;idea si giudica con l&#8217;esperimentarla alla prova dei fatti: fra loro regnava, invece, l&#8217;opinione astratta. \u00c8 reale ci\u00f2 che provoca l&#8217;assenso degli ascoltatori; \u00e8 vero ci\u00f2 che guadagna la loro adesione. Nella vita, l&#8217;uomo non \u00e8 un individuo isolato; \u00e8 parte dell&#8217;organismo sociale, \u00e8 membro d&#8217;una famiglia, d&#8217;una corporazione di mestiere; \u00e8 guidato da tante considerazioni che non rientrano nella pura logica verbale; religione, fede, morale, tradizioni, sentimenti, lealismo politico, dovere professionale: Nella societ\u00e0 intellettualistica, l&#8217;iniziato fa tabula rasa di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 astrazione e ragione raziocinante. Egli si spoglia di tutto ci\u00f2 che in lui \u00e8 intimamente personale, e si riduce a quella piccola facolt\u00e0 deduttiva che \u00e8 la cosa pi\u00f9 comune del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Se istintivamente gli s&#8217;attacca al vero, al solido, alla prova dei fatti, piuttosto che all&#8217;opinione; se introduce nella discussione elementi che non siano l&#8217;ironia e lo spirito del sistema, avr\u00e0 immediatamente la sensazione di riuscire all&#8217;uditorio spiacevole, pesante, antipatico e ridicolo. Si sentir\u00e0 spaesato, e se non si decider\u00e0 ad allontanarsi spontaneamente, sar\u00e0 &quot;epurato&quot; alla prima occasione. Ed ecco, in tal modo, i nostri amici, eliminati i refrattari, isolati dai profani, stretti insieme, al riparo dalle obiezioni e dalle resistenze, lasciarsi andare alla loro foga, tanto pi\u00f9 intensa, quanto pi\u00f9 depurato \u00e8 l&#8217;ambiente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 cos\u00ec che, agendo gli scrittori sula societ\u00e0 e la societ\u00e0 sugli scrittori, la massa incosciente dei confratelli si trova lanciata con un ritmo sempre pi\u00f9 celere \u00abverso l&#8217;avvenimento d&#8217;un genere intellettuale e morale che nessuno aveva previsto, che ognuno avrebbe riprovato, che tutti avevano contribuito a preparare\u00bb: il moto giacobino-socialista del 1793.<\/em><\/p>\n<p>Due, a nostro avviso, sono i fattori che conducono una classe dirigente &#8211; o, come nel caso della Francia di prima del 1789, un&#8217;aspirante classe dirigente &#8211; ad allontanarsi dal principio di realt\u00e0: da un lato la concezione astratta, idealizzata e buonista dell&#8217;uomo, eredit\u00e0 del pensiero di Rousseau, ma anche del giusnaturalismo, e prima ancora del pelagianesimo; dall&#8217;altro, l&#8217;ipostatizzazione dell&#8217;ida di progresso, coi suoi naturali corollari, lo scientismo e il tecnicismo, per cui i progetti e le aspirazioni dei progressisti sono sempre proiettati <em>oltre la realt\u00e0<\/em>, essendo il progresso per sua natura un concetto non statico, ma dinamico e in lotta perenne col passato, cio\u00e8 con la tradizione, e dunque sempre obbligato a recidere i legami col mondo di ieri e ad isoarsi in un domani algido e tecnologico, che fatalmente si allontana anche dall&#8217;uomo <em>cos\u00ec com&#8217;\u00e8<\/em>. E qui il cerchio si chiude. Il progressismo vuol rifare l&#8217;uomo, vuol fare un trans-uomo o post-uomo che non abbia pi\u00f9 niente a che fare con l&#8217;uomo vecchio; l&#8217;illuminismo postula un uomo che non \u00e8 quello realmente esistente, ma quello esistito nella testa di Rousseau e di qualche altro <em>philosophe<\/em> nella Parigi del XVIII secolo: le due concezioni finiscono per darsi la mano nella volont\u00e0 di vedere incarnato un tipo umano quale non si \u00e8 mai visto naturalmente.<\/p>\n<p>Da questa duplice tensione scaturisce poi il terzo elemento fondamentale dell&#8217;ideologia trasumana: l&#8217;odio e la lotta contro la natura. Poich\u00e9 la natura non \u00e8 quale essi la rappresentano e comunque oppone resistenza alla creazione (tecnologica) del mondo nuovo, allora la natura va piegata, stravolta, costretta ad obbedire alla volont\u00e0 dell&#8217;uomo. I germi di tale concezione sono presenti, gi\u00e0 peraltro pienamente espressi, nel pensiero di Francis Bacon, il quale arriva a preconizzare la creazione di chimere, animali prodotti dall&#8217;incrocio di specie diverse, il che \u00e8 precisamene ci\u00f2 stanno attuando gli scienziati dei nostri giorni. N\u00e9 a questo solo si ferma l&#8217;odio contro la natura. Essa ha creato due generi, il maschile e il femminile; ma costoro non ne sono soddisfatti, vedono in ci\u00f2 una costrizione, una forzatura: vogliono pertanto rifare il maschile e il femminile ed instaurare il regno liberato dell&#8217;identit\u00e0 fluida, ove ciascuno pu\u00f2 scegliere se essere maschile o femminile, a proprio insindacabile talento, seguendo in ci\u00f2 l&#8217;antico sogno dell&#8217;androgino originario vagheggiato dagli alchimisti. La pretesa di cambiare la natura ha ora raggiunto l&#8217;apice, ma la sua accettazione da parte delle masse era stata preparata da molti anni. Da molti anni, per esempio, noi tutti ci siano abituato a dire che sono le ore otto quando in realt\u00e0 sono le nove, solo perch\u00e9 il governo, con un tratto di penna, ha deciso di spostare di sessanta minuti il corso del sole. E nessuno ha trovato che ci\u00f2 fosse strano o criticabile: il fine, cio\u00e8 guadagnare un&#8217;ora di luce, sembrava buono, e allora ecco che la gente ha incominciato a pensare e a regolarsi non secondo il principio di realt\u00e0, ma secondo un principio totalmente artificiale, per il quale l&#8217;uomo \u00e8 legislatore dei ritmi naturali, e il suo giudizio \u00e8 insindacabile, tanto pi\u00f9 essendo diretto a un fine di pubblica utilit\u00e0 (scambiando il bene per l&#8217;utile, come \u00e8 tipico della concezione utilitarista).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un quarto fattore. L&#8217;uomo, checch\u00e9 ne dica Rousseau, non \u00e8 naturalmente buono (o non lo \u00e8 dopo la Caduta): questo mostra il principio di realt\u00e0, che piaccia o no. Sta di fatto che, se si presume che l&#8217;uomo sia naturalmente buono, ci si scontra ogni giorno con l&#8217;esperienza opposta: tutta la storia umana \u00e8 l\u00ec a mostrarlo. Sorge perci\u00f2 un problema: come conciliare l&#8217;ideologia progressista e buonista con la realt\u00e0 fattuale della scarsa inclinazione degli uomini a fare il bene. Posto in questi termini, il problema ovviamente non ha soluzione. Ma chi lo dice che il progresso serve a risolve i problemi? No: esso \u00e8 una religione; e come tutte le religioni non pone dei problemi, pone la salvezza. E come si pu\u00f2 perseguire la salvezza, se l&#8217;uomo \u00e8 cattivo (ma per carit\u00e0, non si deve dirlo; bisogna tacerlo, altrimenti ci si qualificherebbe da s\u00e9 per dei perfetti idioti)? Semplice: controllandolo e costringendolo all&#8217;impotenza. Bisogna in primo luogo che smetta di riprodursi. Si deve fargli capire che \u00e8 troppo numeroso e che, per salvare il pianeta, deve calare drasticamente. Poi bisogna insegnargli la disciplina, come si fa coi cani ammaestrati; questa tale cosa pu\u00f2 farla, quest&#8217;altra no. Mestiere duro per i progressisti, dopo aver predicato il contrario per cos\u00ec tanto tempo, ossia che l&#8217;uomo \u00e8 libero di fare tutto ci\u00f2 che gli va. Ma insomma ci si pu\u00f2 arrivare, magari con la finestra di Overton, cio\u00e8 gradualmente e in piccole dosi. E alla fine, <em>voil\u00e0<\/em>, il piatto \u00e8 servito: ecco a voi l&#8217;uomo di Pavolv: un perfetto esemplare di creatura transumana disciplinata e obbediente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una curiosa ed evidente analogia fra l&#8217;atteggiamento mentale delle classi dirigenti che andarono al potere in Francia nel 1789 e quelle che gestiscono il potere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[173,196],"class_list":["post-24135","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-immanuel-kant","tag-massoneria"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24135"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24135\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}