{"id":24132,"date":"2016-12-24T08:48:00","date_gmt":"2016-12-24T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/24\/come-un-cane-rabbioso\/"},"modified":"2016-12-24T08:48:00","modified_gmt":"2016-12-24T08:48:00","slug":"come-un-cane-rabbioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/24\/come-un-cane-rabbioso\/","title":{"rendered":"Come un cane rabbioso"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda del giovane tunisino che ha compiuto la strage di Berlino e poi \u00e8 tornato in Italia ed \u00e8 stato colpito a morte dalla polizia, davanti alla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, non senza aver tentato di uccidere anche gi agenti che gli avevano chiesto i documenti, si presta a pi\u00f9 di qualche riflessione, perch\u00e9 esemplare di tutta una tipologia di falsi profughi, di giudici dal rilascio facile, di politiche buoniste e di accoglienze sconsiderate. E, se vogliamo essere onesti, invece di vantarsi del loro &quot;successo&quot; nell&#8217;aver fermato la carriera criminale di quel terrorista, le autorit\u00e0 italiane dovrebbero battersi il petto per la loro pochezza e la loro ignavia durante i quattro anni in cui quel personaggio \u00e8 entrato e uscita dai centri di accoglienza, che contribuiva a devastare ed incendiare, e dalle prigioni di Stato, nelle quali, pare, \u00e8 andato a scuola di fanatismo ideologico e si \u00e8, come si usa dire, &quot;radicalizzato&quot;. <em>Veniamo a sgozzarvi come maiali<\/em>, aveva scritto sulla rete, riferendosi ai cristiani, dopo aver aderito all&#8217;Isis. E, ai poliziotti che lo avevano fermato, mentre tentava di ucciderli puntando loro contro la pistola, <em>poliziotti bastardi<\/em>, ha fatto in tempo a gridare, prima di essere abbattuto. Come un cane rognoso. Ora la sua famiglia, dalla Tunisia, fa sapere che vuol conoscere la verit\u00e0 sulla sua morte. Non una parola di scuse, non un cenno di rammarico per quel che ha fatto. No: vogliono sapere la verit\u00e0. Bisogna che la Polizia italiana si giustifichi, che renda conto del suo operato. Non sono le vittime che hanno diritto alla verit\u00e0, ma i parenti dell&#8217;assassino. Giusto: in un mondo che ha eretto i diritti dell&#8217;individuo al di sopra di tutto, bisogna che sia la societ\u00e0 ad inchinarsi davanti a qualunque pretesa, a qualunque richiesta, per quanto aberrante.<\/p>\n<p>Anis Amri, ventiquattrenne, era <em>un soggetto pericolosissimo<\/em>, per usare le parole del questore di Milano; uno che, in carcere, aveva minacciato un altro detenuto, dicendogli: <em>Sei un cristiano, ti taglio la gola<\/em>. E ha dimostrato che ne sarebbe stato benissimo capace. Del resto, non gl&#8217;importava di morire: ci\u00f2 che gl&#8217;importava era di uccidere il maggior numero di persone possibile; ma non di persone qualsiasi, bens\u00ec di cristiani. Oltre al povero camionista polacco, che, comunque, pare sia stato anche torturato (e qui si tratter\u00e0 di vedere quante altre persone hanno collaborato all&#8217;azione criminale di Berlino), sono state 12 le vittime della strage al mercatino di Natale nella capitale tedesca, e una cinquantina i feriti. Anche la povera Fabrizia di Lorenzo, come le altre vittime di Berlino, dovrebbe pesare almeno un poco sulla coscienza di quanti, in Italia, lo avevano in mano, e lo hanno lasciato andare. Per buonismo, per garantismo, per sinistrismo, per imbecillit\u00e0, per distrazione, per incompetenza, difficile dirlo, o forse per tutte queste cose messe insieme. In Italia ci sono troppi giudici pronti e pi\u00f9 che ben disposti a rimettere in libert\u00e0 dei soggetti violenti, imprevedibili, altamente pericolosi, solo perch\u00e9 le leggi forniscono loro un appiglio e soprattutto perch\u00e9, nella loro ideologia bacata, ritengono che l&#8217;individuo, specie se &quot;povero&quot; e &quot;straniero&quot;, \u00e8 sempre una vittima del sistema, e bisogna dargli una seconda, una terza, una quarta possibilit\u00e0, per quanti crimini abbia commesso e per quanto possa essere un rischio per la comunit\u00e0 lasciarlo andare in giro. Tanto, loro non vivono nei quartieri degradati, e non sanno affatto cosa voglia dire vedersi la casa o il negozio forzati e rapinati da quelli che si ostinano a considerarare come tanti sfortunati, fondamentalmente buoni, resi cattivi dalla societ\u00e0 (ah, Rousseau, Rousseau, quanti danni ha fatto, e continua a fare, la tua pessima filosofia!).<\/p>\n<p>Del resto, la vicenda di Anis Amri \u00e8 pienamente rappresentativa di quello che possiamo ormai definire il sistema europeo, e italiano in particolare, di autodistruzione della propria sovranit\u00e0 e della sicurezza dei suoi cittadini, ossia di auto-invasione e di auto-dissoluzione, perfino con la volonterosa collaborazione delle Forze amate &#8212; nel nostro caso, la Marina &#8211; le quali, invece di salvaguardare le frontiere e bloccare l&#8217;acceso a chiunque non sia legalmente a posto (altro discorso \u00e8 quello del <em>soccorso in mare<\/em>, che nessuno vuol negare), si prodigano, a spese del contribuente e con personale sacrificio e rischio del personale militare, per <em>importare<\/em> pi\u00f9 clandestini possibile, andandoli a prendere fin sulle coste della Libia e portandoli comodamente a casa &#8212; a casa nostra, fino a prova contraria, e non a casa loro &#8212; dove saranno alloggiati in alberghi a tre stelle, e, se i padroni non si mostreranno d&#8217;accordo, anche a costo di requisirli. Il papa Francesco ha dato il &quot;buon&quot; esempio, andando nel campo di prima accoglienza sull&#8217;isola greca di Lesbo, a incoraggiare nuove ondate di profughi\/invasori e portandosene a casa, sul suo aereo personale, una dozzina: tutti rigorosamente islamici, anche se fra i veri profughi di Lesbo, provenienti dalla Turchia, ci sono non pochi cristiani, in fuga dalla Siria devastata dalle milizie dell&#8217;Isis, <em>loro s\u00ec in pericolo di vita<\/em>. E quando diciamo che se li \u00e8 portati a casa, raccomandando a tutti, e perfino prescrivendo, il <em>dovere<\/em> dell&#8217;accoglienza illimitata, non intendiamo dire &quot;a casa sua&quot;: infatti non se li \u00e8 portati in Vaticano, oltre le Mura Leonine (a proposito di muri e di frontiere che devono essere abbattuti, come gli piace dire cos\u00ec spesso&#8230;), no: li ha portati in Italia, cio\u00e8 <em>a casa nostra<\/em>. A nostre spese, e a nostro rischio e pericolo: non suo.<\/p>\n<p>In Tunisia non c&#8217;\u00e8, e non c&#8217;\u00e8 mai stata, alcuna guerra, alcuna carestia, alcuna emergenza umanitaria. Un cittadino tunisino che arriva in Italia da clandestino dovrebbe essere respinto <em>ipso facto<\/em>, perch\u00e9 qualunque domanda mirante a ottenere lo <em>status<\/em> di profugo non potr\u00e0 essere che una menzogna e una presa in giro nei confronti del nostro governo e dei nostri cittadini. O forse peggio: potrebbe essere, come nel caso di cui stiamo parlando, un espediente per sottrarsi alla giustizia di quel Paese: purtroppo si \u00e8 sparsa la voce che in Italia le autorit\u00e0 sono disposte a chiudere un occhio, e anche tutti e due, sulla fedina penale dei sedicenti profughi, per cui il fior fiore dei delinquenti, gi\u00e0 condannati nei loro rispettivi Paesi, evadono dalle carceri e si riversano sulle spiagge del Bel Paese, certi &#8212; e quasi mai a torto &#8211; di trovare un&#8217;accoglienza pi\u00f9 che comprensiva, e, mal che vada, un trattamento carcerario di un genere quale mai potrebbero sognarsi, nei loro Paesi di origine: diciamo pure pi\u00f9 simile, anch&#8217;esso, a un trattamento alberghiero che a una condizione detentiva. Senza contare che, fra permessi premio, buona condotta, amnistie e condoni vari, si tratta quasi sempre di soggiorni estremamente brevi, rispetto alla gravit\u00f2 dei reati commessi. Perch\u00e9 un delinquente che scappa dalle carceri della Tunisia, del Marocco, della Somalia o del Pakistan, non viene in Italia per redimersi o per fare opere di beneficenza: viene in Italia per continuare a delinquere, come prima e peggio di prima, visto che, in proporzione, le prede sono decisamente pi\u00f9 appetitose, e anche la probabilit\u00e0 di farla franca \u00e8 considerevolmente pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p>Di tunisini come lui, a suo tempo, ne abbiamo vista una sequela infinita, dopo la grande bidonata delle cosiddette <em>primavere arabe<\/em>. Era il 2011. Qualcuno, a meno che non sia uno smemorato di professione, se li ricorder\u00e0: tutti giovanotti sui vent&#8217;anni, sani, robusti e baldanzosi, pieni di ormoni; tutti ben vestiti e indossanti giubbotti di cuoio per stare caldi durante la breve traversata in gommone: erano i profughi <em>griffati<\/em>, per niente denutriti, per niente in fuga da qualche pericolo o da qualche calamit\u00e0, semplicemente desiderosi di cambiar vita e di trovare il loro Eldorado in Europa. Anzi, non semplicemente <em>desiderosi<\/em>: tutti ben decisi a <em>pretendere<\/em> di trovarlo. Le interviste che rilasciavano ai giornalisti non consentivano di avere dei dubbi: <em>Io voglio venire in Italia; e se mi respingeranno una volta, ritorner\u00f2 una seconda, una terza, finch\u00e9 non ce la far\u00f2<\/em>. Quando sbarcavano, infatti, sorridevano alle macchine da presa e alzavano la mano, mostrando l&#8217;indice e il medio nel segno della vittoria. Vittoria su chi, contro chi, in quale guerra? Noi non volevamo capirlo, non volevamo vederlo, ma era la guerra ch&#8217;essi stavano conducendo <em>contro di noi<\/em>, contro la sovranit\u00e0 dell&#8217;Europa, contro l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;Europa: per islamizzare e conquistare l&#8217;Europa, con il peso del loro numero e del loro tasso d&#8217;incremento demografico. Loro e quelli che sarebbero venuti dopo, e che, infatti, continuano a venire, ogni primavera, ogni estate, ogni autunno e ogni inverno, senza interruzione, tranne nei pochi giorni di mare decisamente mosso o burrascoso. Una invasione programmata e finanziata dai sauditi e dagli emirati arabi di fede wahabita, che solo i nostri politici, insulsi o traditori, possono seguitare a chiamare &quot;emergenza&quot;, senza sentirsi scottare la lingua, con le loro perfette facce di bronzo. Una emergenza che dura da due o tre decenni, senza un giorno di pausa, Natale e Pasqua compresi. Fallita la conquista armata, a Lepanto e sotto le mura di Vienna, ora i popoli islamici stanno attuando, con successo, e senza spargimento di sangue (per ora; ma non proprio del tutto: come si \u00e8 visto a Madrid, a Parigi, a Nizza, a Berlino, eccetera) ci\u00f2 che non sono stati capaci di fare con le armi. Stanno conquistando l&#8217;Europa con la fertilit\u00e0 delle loro donne, come il presidente algerino Boumedienne aveva detto all&#8217;assemblea delle Nazioni Unite: <em>Conquisteremo l&#8217;Europa con il ventre delle nostre donne.<\/em> Dopo i giovanotti baldanzosi e ben nutriti, infatti, arrivano le famiglie, le fidanzate, le spose, i figli; arrivano i parenti; arriver\u00e0 lo <em>ius soli<\/em>, la cittadinanza d&#8217;ufficio per diritto di nascita, caldeggiato da ministri di colore, come la signora C\u00e9cile Kienge, di origine congolese (arrivata in Italia, lei s, come clandestina, cio\u00e8 in modo irregolare): la quale, infatti, ha pensato bene di portarsi dietro parte dei suoi 38 fratelli e sorelle, una delle quali, denunciata per violenze contro la persona, ha dichiarato: <em>Posso fare quel che voglio, ho le spalle coperte da mia sorella, che \u00e8 in Parlamento.<\/em><\/p>\n<p>Resta la scia di sangue al mercatino natalizio di Berlino: i corpi delle vittime erano ridotti in condizioni tali che nemmeno i familiari li potevano riconoscere con certezza; \u00e8 stato necessario analizzare il loro Dna. E resta il cadavere di quel giovanotto tunisino, subito soccorso con l&#8217;autoambulanza, sempre a nostre spese, dopo che aveva tentato di compiere l&#8217;ultimo omicidio: quello del poliziotto che lo aveva fermato (e che infatti si trova ricoverato in ospedale, seriamente ferito, e che l&#8217;ha scampata per miracolo). Tale \u00e8 la differenza di civilt\u00e0 fra l&#8217;Europa e codesti cani rabbiosi, che cercano la morte dei cani rabbiosi, e che bisogna abbattere come se fossero idrofobi, perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 nulla di umano, sono completamente invasati dallo spirito della distruzione, il tutto in nome di Allah. La cosa dovrebbe far riflettere gl&#8217;inveterati campioni del cosiddetto multiculturalismo e anche quelli della cosiddetta integrazione. Ma quale integrazione sar\u00e0 mai possibile, da parte di persone che non solo non rispettano, n\u00e9, tanto meno, amano la civilt\u00e0 europea, ma la odiano fino alla terza e alla quarta generazione d&#8217;immigrati, e non sognano che di distruggerla, di conquistarla, e di sterminare o sottomettere i suoi abitanti? E di quale multiculturalismo parlano? Non sanno, o fingono di non sapere, che il primo genocidio della storia contemporanea \u00e8 stato quello degli Armeni, popolo cristiano vivente da sempre nelle regioni dell&#8217;Asia Minore, da pare del primo governo nazionalista islamico, quello dei Giovani Turchi, che prese il controllo dell&#8217;Impero ottomano nel 1908, e che appena sette anni dopo pianificava e attuava la politica del genocidio? Hitler ha imparato da loro: ha citato il caso degli Armeni proprio come esempio da manuale, mentre si accingeva a compiere il <em>suo<\/em> genocidio. Non \u00e8 vero che l&#8217;Europa ha esportato nel mondo tutto il male possibile, e adesso ne paga le conseguenze; \u00e8 vero anche il contrario, cio\u00e8 che lo ha importato.<\/p>\n<p>Siamo in guerra, ma la nostra classe politica non vuole ammetterlo. Purtroppo, le guerre non aspettano che chi ne \u00e8 vittima ne prenda atto: seguono il loro corso, cio\u00e8 proseguono fino a quando chi le ha volute e scatenate non ritiene d&#8217;aver raggiunto i suoi obiettivi, oppure finch\u00e9 non viene fermato e sconfitto. Pertanto, se l&#8217;Europa ha deciso di non difendersi, anzi, di non riconoscere neppure di essere sotto attacco, peggio per lei: non sar\u00e0 certo questo a fermare i suoi nemici; al contrario, li render\u00e0 sempre pi\u00f9 aggressivi, sempre pi\u00f9 determinati. Non capita spesso di aver a che fare con un aggredito che non vuol ammettere di essere tale, e che non prende le necessarie misure nei confronti dell&#8217;aggressore. Il nostro buonismo e la nostra esasperata cultura dei diritti ci si stanno ritorcendo contro: siamo vittime del nostro stesso nichilismo. Abbiamo deciso di suicidarci e di render le cose estremamente facili ai nostri carnefici. Forse i popoli non la pensano cos\u00ec, ma i loro governanti non li ascoltano, semmai li rimproverano perch\u00e9 non sono abbastanza &quot;civili&quot;, &quot;tolleranti&quot; e &quot;compassionevoli&quot;; nel caso dei cristiani, perch\u00e9 non sono abbastanza &quot;ospitali, &quot;accoglienti&quot; e &quot;amorevoli&quot;. Prefetti e vescovi sono uniti nel prender fermamente posizione contro i propri concittadini e contro propri correligionari, a favore degli invasori.<\/p>\n<p>Umanamente e cristianamente parlando, anche il cadavere del giovane Anis Amri ci lascia pensosi. \u00c8 un tragico mistero il perch\u00e9 delle anime siano a tal punto possedute dall&#8217;odio, da disprezzare cos\u00ec la vita umana, propria ed altrui. E dispiace sempre vedere una giovane vita spezzata. Dio, che legge nei cuori, conosce il mistero; noi no. Noi possiamo solo prendere atto che la minaccia incombe su di noi ed esige una risposta adeguata. Se non vogliamo farlo per noi, dobbiamo farlo per i nostri figli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda del giovane tunisino che ha compiuto la strage di Berlino e poi \u00e8 tornato in Italia ed \u00e8 stato colpito a morte dalla polizia,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[178],"class_list":["post-24132","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}