{"id":24130,"date":"2016-04-19T12:30:00","date_gmt":"2016-04-19T12:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/19\/come-studieremmo-la-storia-oggi-se-a-vincere-la-seconda-guerra-mondiale-fossimo-stati-noi\/"},"modified":"2016-04-19T12:30:00","modified_gmt":"2016-04-19T12:30:00","slug":"come-studieremmo-la-storia-oggi-se-a-vincere-la-seconda-guerra-mondiale-fossimo-stati-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/19\/come-studieremmo-la-storia-oggi-se-a-vincere-la-seconda-guerra-mondiale-fossimo-stati-noi\/","title":{"rendered":"Come studieremmo la storia, oggi, se a vincere la Seconda guerra mondiale fossimo stati noi?"},"content":{"rendered":"<p>Come studierebbero la storia, oggi, i nostri studenti; come la spiegherebbero i nostri professori; e come la esporrebbero i nostri libri di testo, se a vincere la Seconda guerra mondiale fossero state &#8212; diciamo, cos\u00ec, per amore d&#8217;ipotesi &#8212; le potenze dell&#8217;Asse?<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo, \u00e8 che le buone ragioni dell&#8217;Italia, per essere scesa in campo il 10 giugno 1940, sarebbero esposte, quanto meno, con la stessa convinzione e con lo stesso fervore con i quali erano sostenute, almeno fino a qualche anno or sono (ultimamente, gi\u00e0 un po&#8217; meno, ma per ragioni diverse dalle contingenze politiche internazionali) quelle che indussero il governo Salandra, nel maggio del 1915, a dichiarare guerra all&#8217;Austria-Ungheria, nostra <em>partner<\/em> della Triplice Alleanza, e poi, nell&#8217;agosto del 1916, anche alla Germania.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come, per l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nella Prima guerra mondiale, si \u00e8 a lungo parlato di Quarta guerra d&#8217;indipendenza (e l&#8217;espressione non \u00e8 affatto inesatta, o arbitraria, almeno se intesa nel significato pi\u00f9 ampio dell&#8217;espressione, cio\u00e8 non solo geografico e territoriale), senza dubbio si parlerebbe, per la Seconda guerra mondiale, di quinta guerra d&#8217;indipendenza. Si metterebbe in evidenza la necessit\u00e0 di spazio per l&#8217;espansione demografica, di materie prime, di mercati, di libero accesso agli oceani, nonch\u00e9 di una revisione generale &#8212; non solo dal punto di vista italiano &#8212; delle questioni rimaste irrisolte, o ingiustamente definite, dalla pace di Versailles; si elencherebbero gli atti poco amichevoli delle democrazie: le &quot;inique&quot; sanzioni al tempo della guerra d&#8217;Etiopia, l&#8217;uso strumentale della Societ\u00e0 delle Nazioni per coprire l&#8217;imperialismo anglo-francese, la minaccia finanziaria rappresentata dagli speculatori di Wall Street, l&#8217;incombere del comunismo sovietico e dello spettro di una nuova ondata bolscevica sull&#8217;Europa. Senza dubbio, si parlerebbe anche del complotto sionista internazionale; si evidenzierebbe la missione civilizzatrice svolta dall&#8217;Italia nel suo impero africano; e si farebbe notare come il possesso di quell&#8217;impero sarebbe stato, e rimasto, fragile e aleatorio, fino a quando Gibilterra, Tunisi, Malta, Suez, Aden e Gibuti fossero rimaste nelle mani della Gran Bretagna e della Francia, tagliando il nostro commercio e le nostre rotte marittime fuori dall&#8217;Oceano Atlantico e dall&#8217;Oceano Indiano. Infine, si parlerebbe degli interessi storici, strategici, economici, dell&#8217;Italia nell&#8217;area balcanico-danubiana; della necessit\u00e0 di assicurarsi, con la Dalmazia, delle basi realmente sicure per la flotta, e quindi il controllo pieno e indiscusso del Mare Adriatico; dei legami e delle convergenze d&#8217;interessi con l&#8217;Ungheria, la Romania, la Bulgaria: insomma, del ruolo mondiale che l&#8217;Italia era chiamata a svolgere, insieme alla Germania e al Giappone, nel generale sommovimento e nella ridefinizione complessiva delle sfere d&#8217;influenza e dei rapporti di forza tra le maggiori potenze, a livello planetario.<\/p>\n<p>Del resto, se vogliamo farci un&#8217;idea di come i libri di storia, oggi, parlerebbero di quelle vicende, nell&#8217;ipotesi che abbiamo fatto, non occorre lavorare troppo di fantasia: \u00e8 sufficiente prendere in mano i testi scolastici, e non scolastici, pubblicati negli anni della guerra stessa. Abbiamo scelto, per questo scopo, l&#8217;ultima lettura, <em>Stati Uniti e Giappone<\/em>, all&#8217;interno della <em>Appendice<\/em>, intitolata <em>La guerra europea sino all&#8217;agosto 1941 &#8212; XXI<\/em>, curata da Piero Gribaudi &#8211; ma il suo vero nome era Ferdinando -, figlio dell&#8217;insigne geografo Piero Gribaudi, e geografo anch&#8217;egli, posta a conclusione del corso paterno di Geografia per la Scuola Media Inferiore, <em>L&#8217;uomo e il suo regno<\/em>, Torno, S.E.I., 1941, vol. III, pp. 220-221):<\/p>\n<p><em>Una guerra, che scuote i cardini dell&#8217;assetto mondiale, rivendicando ai popoli giovani sani e poveri quel maggior spazio e quella pi\u00f9 equa distribuzione di materie prime cui essi hanno diritto, non poteva non avere ripercussioni al di l\u00e0 degli oceani. Gli Stati Uniti, come detentori di immense ricchezze economiche, e dei quattro quinti dell&#8217;oro del mondo, stretti da vincoli di razza e di lingua con la Gran Bretagna, si mostrarono subito disposti a sposarne la poco nobile causa, e trovarono nel presidente F. D. Roosevelt un fiero sostenitore degli aiuti al&#8217;Inghilterra. Una colossale mistificazione, fondata sulla propaganda contro un inesistente pericolo d aggressione da parte delle Potenze dell&#8217;Asse, sta alla base di tutta la montatura bellicistica, ordita dal giudaismo e dai plutocrati statunitensi. Ma la realt\u00e0 di \u00e8 che il pi\u00f9 sfacciato imperialismo americano voglie l&#8217;occasione per fare lauti sismi profitti con le forniture belliche, per stringere sempre pi\u00f9 a s\u00e9, nello stesso destino, le nazioni sudamericane, e per prepararsi a raccogliere le spoglie del cadente impero britannico.<\/em><\/p>\n<p><em>Di fatto, dopo essersi fatte cedere le migliori basi navali ed aeree che la Gran Bretagna possedeva nei mari dell&#8217;America settentrionale e centrale, gli Stati Uniti hanno mandato truppe in Groenlandia ed in Islanda. Palese, \u00e8 quindi, l&#8217;intento di una sempre pi\u00f9 diretta e prepotente intromissione nelle cose d&#8217;Europa, con una diretta manovra contro la Germania. Dopo aver scientemente provocato il conflitto che insanguina il continente europeo distribuendo, a dritta ed a manca, promesse, non mantenute, di aiuti, e, dopo aver sospinto i piccoli Stati ad ostacolare le potenze dell&#8217;Asse nel loro piano di ricostruzione europea, l&#8217;America di Roosevelt, temendo soprattutto che l&#8217;Europa di domani sfugga al controllo economico delle grandi plutocrazie, si accinge al passo decisivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma non le mancano ostacoli sulla strada intrapresa. Il principale di essi \u00e8 rappresentato dall&#8217;atteggiamento del Giappone. Aderendo al Tripartito, questo paese ha voluto significare che anch&#8217;esso lotta per gli ideali di maggior giustizia internazionale e interna, che l&#8217;Asse propugna. Popolo giovane anch&#8217;esso, prolifico, sobrio, laborioso, militarmente disciplinato, il giapponese si accinge ad assumere nell&#8217;Asia Orientale la stessa funzione che Italia e Germania svolgono in Europa. Per questo il Giappone ha come massimo interesse quello di sottrarre l&#8217;Asia orientale alle ingerenze che Inghilterra e Stati Uniti hanno col\u00e0 acquistato con l&#8217;intrigo e con la potenza finanziaria. Per questo il Giappone, avendo pacificato e potenziato economicamente gran parte della Cina, combatte contro le residue forze di Ciang Kai Scek, legate al carro dei capitalisti. Gli ultimi avvenimenti, come l&#8217;accordo con la Francia per l&#8217;Indocina, ora occupata dalle truppe giapponesi (agosto 1941), dimostrano che il Giappone ha scelto definitivamente la sua strada, e che non se ne lascer\u00e0 smuovere, lottando insieme all&#8217;Italia ed alla Germania per la liberazione del mondo dalla schiavit\u00f9 dell&#8217;oro.<\/em><\/p>\n<p>Ecco: appunto. La Seconda guerra mondiale, e specialmente la partecipazione italiana ad essa, sarebbe presentata cos\u00ec come la present\u00f2 la propaganda dell&#8217;Asse e, poi, del Tripartito: come un gigantesco scontro mondiale fra il sangue e l&#8217;oro, fra il lavoro e il capitale, fra i popoli poveri, ma giovani e in espansione, e i popoli ricchi, egoisti e decadenti. La propaganda alleata, viceversa, che parlava della libert\u00e0, della democrazia, dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo, sarebbe denunciata come menzognera e prezzolata dal capitale finanziario e industriale internazionale; e l&#8217;alleanza fra le plutocrazie occidentali e l&#8217;Unione Sovietica, sarebbe additata come la prova di un oscuro complotto giudaico mondiale, capace di coalizzare tutte le forze possibili, anche le pi\u00f9 eterogenee e le pi\u00f9 naturalmente inconciliabili, nello sforzo supremo di abbattere l&#8217;idea rappresentata dal fascismo: un nuovo ordine mondiale, dominato non pi\u00f9 dagli affaristi di Wall Street, o dai commissari del popolo di staliniana osservanza, ma dai popoli lavoratori delle nazioni emergenti.<\/p>\n<p>La cosa interessante, per chi abbia voglia di vederla, \u00e8 che la propaganda alleata di guerra \u00e8 passata, pari, pari, nei libri di storia e nei manuali scolastici, e viene abitualmente insegnata <em>come sacrosanta e indubitabile verit\u00e0 oggettiva<\/em> nelle aule dei licei e delle universit\u00e0; le scolaresche vengono portate in devoto pellegrinaggio a visitare i campi di sterminio nazisti (ma non si dice loro che molte centinaia di migliaia di civili innocenti morirono sotto le bombe, anche atomiche, dei &quot;liberatori&quot;, comprese intere popolazioni inermi le quali, a guerra ormai finita, subirono la rappresaglia, la violenza, la deportazione, il massacro, ad opera degli esercirti vincitori. Di pi\u00f9: se un insegnante, per esempio, osasse mettere indubbio le cifre del genocidio degli ebrei, o la non completa e deliberata intenzionalit\u00e0, almeno nelle fasi iniziali, di esso, rischierebbe seriamente una accusa di negazionismo e una condanna penale, se passer\u00e0 l&#8217;apposita proposta di legge cui si lavora in Parlamento, fino a tre anni di prigione, come del resto gi\u00e0 avviene in altri civilissimi Paesi d&#8217;Europa, come l&#8217;Austria o la Francia.<\/p>\n<p>Sorge, a questo punto, una ovvia domanda: se la propaganda di guerra degli Allearti \u00e8 diventata la verit\u00e0 storica, che viene insegnata e trasmessa dalla cultura ufficiale tanto nei Paesi ex vincitori che nei Paesi ex sconfitti; e visto che la versione dei medesimi libri, dei medesimi professori, dei medesimi corsi liceali e universitari, sarebbe diametralmente opposta, qualora, per ipotesi, il Tripartito avesse vinto la Seconda guerra mondiale e l&#8217;Italia avesse partecipato, da una posizione di forza, alla ridefinizione del potere mondiale, <em>quale garanzia abbiamo che la storia, cos\u00ec come viene insegnata, possieda i requisiti minimi di obiettivit\u00e0, seriet\u00e0 e rispetto del vero, che noi tutti diamo per scontato essere alla base di essa, e senza i quali il suo studio diverrebbe non solo inutile, ma addirittura dannoso sotto il profilo intellettuale e morale?<\/em><\/p>\n<p>Se la storia \u00e8 la storia dei vincitori &#8212; e sappiamo bene che \u00e8 cos\u00ec, da quando l&#8217;<em>homo sapiens sapiens<\/em> soppiant\u00f2 l&#8217;uomo di Cro-Magnon, fino a quando l&#8217;uomo bianco distrusse i Pellerossa nelle grandi pianure americane &#8212; a che scopo non solo la si insegna, ma la si insegna giurando e spergiurando che essa \u00e8 la pura verit\u00e0, nient&#8217;altro che la verit\u00e0, e addirittura minacciamo di erogare il carcere a chi volesse mettere ci\u00f2 in dubbio? A che scopo, se non per condurre una gigantesca opera di mistificazione e di stravolgimento della verit\u00e0, ossia per riscrivere la storia a senso unico, cancellando, alterando e deformando le ragioni dei vinti, e avvalorando in maniera indiscriminata, servile, adulatrice, quelle dei vincitori &#8212; i quali, guarda che coincidenza, sono tuttora i padroni del mondo, come lo erano divenuti nel 1945?<\/p>\n<p>Ora, quel che ci proponiamo di fare, con queste riflessioni, non \u00e8 di sostituire una verit\u00e0 strumentale, di comodo, con un&#8217;altra verit\u00e0 strumentale e di comodo. Non stiamo tentando di rovesciare, come un guanto, il giudizio sulle vicende della storia contemporanea: non siamo interessati a mutare una faziosit\u00e0 con un&#8217;altra faziosit\u00e0, opposta e simmetrica. Quel che ci interessa, \u00e8 di ricordare a tutti, e anche a noi stessi, che la ricerca della verit\u00e0 non pu\u00f2 mai accontentarsi di ascoltare una sola delle parti che furono in lotta; che la parte uscita soccombente dalla lotta ha il dirotto, sul piano intellettuale e anche su quello etico, di essere ascoltata, attraverso le sue ragioni, con la stessa attenzione, con lo stesso scrupolo di verit\u00e0, che tutti riconoscono essere necessari per decidere qualsiasi questione scientifica, o, quanto meno, per impostarla in maniera corretta. Amplificare le colpe, gli errori ed i crimini di chi \u00e8 uscito sconfitto, e, nello stesso tempo, minimizzare, scusare o addirittura ignorare le colpe, gli errori ed i crimini di chi \u00e8 uscito vincitore, non \u00e8 indice di rispetto della verit\u00e0, e nemmeno di autentica dirittura morale. Ricordiamolo una volta di pi\u00f9: se, da un punto di vista etico, la distruzione ingiustificata di una sola vita umana \u00e8 inaccettabile (ma quando si pu\u00f2 dire realmente &quot;giustificata&quot;?), da un punto di vista rigorosamente e imparzialmente storico \u00e8 necessario, per quanto possa riuscire sgradevole, contare i morti, i feriti, i deportati, con avara e minuziosa scrupolosit\u00e0, senza cedere alla tentazione di caricare ogni addebito allo sconfitto; perch\u00e9 la storia non ha lo scopo di distribuire la pagella dei buoni e dei cattivi, ma di capire; e, per capire, \u00e8 necessario conoscere i fatti, cos\u00ec come si sono svolti, senza aggiungere o togliere nulla, neppure una unit\u00e0, si trattasse anche di un conto di milioni di vite.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;Italia e alla Seconda guerra mondiale, siamo proprio sicuri che <em>tutti<\/em> gli argomenti della propaganda fascista del 1940 fossero pretestuosi, sbagliati, disonesti, retorici, razzisti, cinici, immorali? Siamo sicuri che lo fossero <em>molto di pi\u00f9<\/em> di quanto non lo erano quelli di tutte le altre nazioni in lotta? Ma, si dir\u00e0, c&#8217;\u00e8 una bella differenza fra le nazioni democratiche e quelle totalitarie; nelle prime, finita la guerra, subentra la seriet\u00e0 imparziale degli storici di professione, nei secondi, permangono la propaganda e la falsificazione della verit\u00e0. E tuttavia, siamo sicuri che le cose stiano cos\u00ec? Siamo propri sicuri che, in democrazia, la verit\u00e0 non sia degradata a propaganda del vincitore?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come studierebbero la storia, oggi, i nostri studenti; come la spiegherebbero i nostri professori; e come la esporrebbero i nostri libri di testo, se a vincere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[248,256],"class_list":["post-24130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24130\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}