{"id":24127,"date":"2019-02-05T07:21:00","date_gmt":"2019-02-05T07:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/05\/come-spiegare-ai-cattolici-che-sono-stati-ingannati\/"},"modified":"2019-02-05T07:21:00","modified_gmt":"2019-02-05T07:21:00","slug":"come-spiegare-ai-cattolici-che-sono-stati-ingannati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/05\/come-spiegare-ai-cattolici-che-sono-stati-ingannati\/","title":{"rendered":"Come spiegare ai cattolici che sono stati ingannati?"},"content":{"rendered":"<p>Il problema che hanno di fronte i cattolici, oggi, \u00e8 enorme e spinosissimo. In pratica, si tratta di questo: sessant&#8217;anni fa la massoneria, da tempo presente nella Chiesa, riusc\u00ec a piazzare il colpo decisivo: mettere un proprio uomo, o almeno un &quot;amico&quot;, sul seggio di san Pietro. A partire da quel momento, c&#8217;\u00e8 stato un silenzioso, graduale, sistematico esproprio della vera dottrina da parte della massoneria ecclesiastica, processo che ha conosciuto una svolta fondamentale con il Concilio Vaticano II, voluto dai vescovi massoni e dai loro amici ebrei del B&#8217;nai B&#8217;rith per aggredire al cuore il cattolicesimo. La stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi era all&#8217;oscuro di tutto questo, per non parlare dei laici: il marcio si annidava nella gerarchia e specialmente nel collegio cardinalizio. Questo fatto ha determinato una curiosa situazione: i vertici, o una buona parte dei vertici, ormai acquisti alla congiura massonica, spingevano nel senso di una &quot;riforma&quot;, non solo liturgica e pastorale, ma complessiva e che, con la scusa della interpretazione e dell&#8217;aggiornamento filologico, aggrediva la dottrina stessa, mirando a creare una nuova &quot;chiesa&quot;, solo formalmente erede di quella esistente, ma, in realt\u00e0, forgiata sulle idee del modernismo e del protestantesimo, azzerando un po&#8217; alla volta la Tradizione e addomesticando le Scritture; la massa del clero e una parte dei vescovi restavano fedeli alla vera dottrina, ma subivano la suggestione delle idee di &quot;rinnovamento&quot; conciliare. Per venti, trenta, quarant&#8217;anni quelle idee hanno fatto strada, si sono diffuse, si sono imposte: le parole d&#8217;ordine della congiura, ammantate di rispettabilit\u00e0 e di ortodossia, sono entrate definitivamente nel bagaglio intellettuale e nella sensibilit\u00e0 del clero, agevolate dal succedersi delle nuove generazioni, sempre pi\u00f9 facilmente manipolabili, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 sprovviste del retroterra di cultura religiosa e di spiritualit\u00e0 che possedevano quelle precedenti, formate nel sano clima anteriore al Concilio. Su questo cambio generazionale hanno puntato i congiurati massoni e modernisti, oltre che sulla graduale, abilissima sostituzione di contenuti dottrinali e di uomini fidati, a tutti i livelli della vita ecclesiale, partendo dai seminari e dalle facolt\u00e0 teologiche, che sono divenuti vivai di eresie spacciate per &quot;approfondimento della fede&quot;, e arrivando alle case editrici, alle riviste cattoliche, alle radio e alla televisioni controllate da uomini di chiesa.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatto in modo che, suggestionati dal vento di &quot;novit\u00e0&quot; e di &quot;rinnovamento&quot; spirante dal Concilio, sacerdoti e religiosi in buona fede incominciassero a introiettare una serie di idee non cattoliche, presentate, per\u00f2, come la vera applicazione del Vangelo: fino alle aberrazioni odierne del signore argentino, il quale, in viaggio apostolico (?) negli Emirati Arabi, afferma essere volont\u00e0 di Dio che le diverse religioni convivano e si rispettino, nel superiore interesse della pace fra gli uomini, fino alla terribile frase, pronunciata ad Abu Dhabi in un bagno di folla: <em>Si \u00e8 schiavi senza libert\u00e0 religiosa!<\/em> Ma il principio della libert\u00e0 religiosa \u00e8 sempre stato negato, e a ragione, dalla Chiesa cattolica: quello a cui assistiamo, pertanto, \u00e8 un vero e proprio rovesciamento della dottrina. Iniziato, al solito, con il concilio, e precisamente con la dichiarazione\u00a0<em>Dignitatis humanae<\/em>, del 7 dicembre 1965, esso giunge ora ai suoi esiti naturali. Non conta pi\u00f9 il fatto che Ges\u00f9 abbia raccomandato ai suoi discepoli di andare in tutto il mondo a battezzare e predicare il Vangelo; non conta che abbia detto, testualmente: <em>chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>; tutto quel che conta \u00e8 ci\u00f2 che dice il signore vestito da papa e che si fa chiamare papa, ma che non agisce da papa, non parla da papa, non pensa e non sente da papa, cio\u00e8 da vicario di Cristo in terra. <em>Non c&#8217;\u00e8 servo che sia superiore al suo padrone<\/em>, aveva ammonito Ges\u00f9; ma ora costui, acclamato da una corte di servitori e di adulatori sfrontati, si comporta come se fosse da pi\u00f9 di Ges\u00f9 Cristo, come se conoscesse i segreto della storia meglio di Lui, e perfino come se avesse a cuore una &quot;pace&quot; che non \u00e8 quella di cui parla il Vangelo. Quando Ges\u00f9 dice: <em>vi lascio la pace, vi do la mia pace<\/em>, si affretta a precisare, proprio a scanso di malintesi: <em>ve la do, non come la d\u00e0 il mondo<\/em>. Ma il signore argentino, a quanto pare, ha in mente proprio la pace del mondo: la pace che viene dall&#8217;accettare l&#8217;errore accanto alla verit\u00e0, le false religioni accanto alla sola religione santa e vera, i falsi d\u00e8i, che in realt\u00e0 sono demoni, al pari dell&#8217;unico e vero Dio: quello annunciato da Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero uomo Lui stesso, e non semplice profeta, come lo considerano gli islamici e come lo considera il teologo eretico, ma apprezzatissimo dal signore argentino, Enzo Bianchi. Quanto agli ebrei, che fanno il bello e il cattivo tempo dentro la Chiesa cattolica a partire dal Concilio Vaticano II, e specialmente dalla <em>Nostra aetate<\/em>, un documento che fu pensato per loro, suggerito da loro e persino scritto, almeno in pare, da loro, con la mediazione del cardinale filo-giudeo Augustin Bea, va da s\u00e9 che Ges\u00f9 Cristo, per essi, non \u00e8 affatto vero Dio, anzi, non \u00e8 neppure un profeta, ma un falso profeta e falso Messia. Per i giudei, Ges\u00f9 sta molto pi\u00f9 in basso di come lo vedono gli islamici, i quali, pur negandone la divinit\u00e0, lo rispettano come il pi\u00f9 grande dei profeti vissuti prima di Maometto; no: per essi \u00e8 il bestemmiatore che volle spacciarsi per Figlio di Dio e Messia del popolo eletto, e che il Sinedrio, giustamente e legittimamente, mise a morte, servendosi del procuratore romano Ponzio Pilato, al quale l&#8217;intera faccenda non interessava per nulla, e che fu letteralmente costretto a pronunciare la sentenza capitale contro di lui. Questo, almeno, se si prendono sul serio di <em>Vangeli<\/em> e non li si tratta come carta straccia, come vorrebbero i biblisti e i teologi tanto amici dei giudei da preferire di negare l&#8217;attendibilit\u00e0 dei <em>Vangeli<\/em> piuttosto che ammettere l&#8217;evidenza, ossia che la morte di Ges\u00f9 fu voluta dal Sinedrio e approvata dagli anziani e dai capi del popolo.<\/p>\n<p>Qualcuno trover\u00e0 forse eccessiva la nostra affermazione che gli ebrei, a partire dal Concilio Vaticano II, fanno il bello e il cattivo tempo dentro la Chiesa. Per suffragarla, potremmo in realt\u00e0 citare decine e decine di fatti, non di opinioni: dalla soppressione della preghiera per la conversione dei giudei (come se <em>non<\/em> pregare per la conversione di qualcuno fosse un segno di rispetto e non, piuttosto, un abbandonare quel qualcuno al destino riservato agli increduli) fino alla cancellazione di Santi dal calendario cattolico, con il relativo culto e le processioni tradizionali, come nel caso di san Simonino a Trento, citt\u00e0 contro la quale i rabbini avevano lanciato la maledizione rituale sin dai processi del 1475. Ma il caso forse pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello che riguarda la beatificazione di padre L\u00e9on Dehon, il fondatore dei sacerdoti del Sacro Cuore di Ges\u00f9, tanto benemeriti nel campo dell&#8217;educazione e della cultura. Riportiamo questa pacata, ma amara constatazione, dalla loro rivista <em>Presenza Cristiana<\/em> (Andria, n. gennaio-febbraio 2019, p. 45);<\/p>\n<p><em>Prima di morire, Giovanni Paolo II aveva formato il decreto di beatificazione di Leone Dehon e ne aveva fissato il giorno della proclamazione pubblica per il 24 aprile 2005. A seguito dell&#8217;accusa di antisemitismo, lanciata contro p. Dehon da un&#8217;agenzia di stampa israeliana, e subito ripresa da organi di stampa occidentali, la beatificazione \u00e8 stata sospesa da Benedetto XVI.<\/em><\/p>\n<p><em>Storici, filosofi e teologi hanno continuato a studiare la posizione di leone Dehon, i cui scritti peraltro avevano gi\u00e0 superato l&#8217;esame previsto per ogni causa di beatificazione. Per la storia si ricordi che Leone XIII non ha mai preso le distanze nei confronti di Leone Dehon, ma nel 1897 lo nomina consultore della Congregazione dell&#8217;Indice, precisando: &quot;Si sappia che io approvo le sue posizioni perch\u00e9 io gli affido la funzione di chi deve giudicare la dottrina degli altri&quot;.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 abbastanza chiara la situazione? La Chiesa, dopo un lungo esame, decide di proclamare beato un suo figlio, e il papa ha gi\u00e0 stabilito perfino la data in cui avr\u00e0 luogo la proclamazione ufficiale. La voce pubblica lo considera un santo; esaminatori scrupolosi hanno passato al vaglio la sua vita e i suoi scritti; pi\u00f9 di un papa ne approva l&#8217;operato e gli manifesta stima, apprezzamento e gratitudine; un grande istituto religioso, da lui fondato, attende con trepidazione l&#8217;annuncio, che sar\u00e0 anche un riconoscimento alla vocazione, allo zelo e al lavoro missionario di tanti suoi membri (2.300 religiosi nel 2005, di cui 1.600 sacerdoti): ma ecco che un&#8217;agenzia di stampa israeliana lancia contro di lui l&#8217;accusa infamante di antisemitismo, e subito la proclamazione viene annullata e la causa di beatificazione sospesa <em>sine die<\/em>. Tutto fermo, dunque, forse per sempre: la Chiesa preferisce auto- mortificarsi, e umiliare oltre 2.000 religiosi del Sacro Cuore, piuttosto che dispiacere a un&#8217;agenzia di stampa israeliana. \u00c8 normale, una cosa del genere? Ebrei, musulmani, induisti o buddisti agirebbero come ha agito la Chiesa, in questo caso (e in parecchi altri, purtroppo), contro se stessa, contro i suoi figli, per un&#8217;accusa lanciata dal primo che passa, e che contrabbanda per <em>antisemitismo<\/em> qualsiasi critica, anche la pi\u00f9 legittima, al contegno di certi ebrei, per esempio la pratica dell&#8217;usura? Ma allora, se le cose stanno cos\u00ec, bisogna espungere dal calendario dei Santi anche san Bernardino da Siena e anche san Massimiliano Kolbe. Ma tant&#8217;\u00e8. Se tutte le religioni sono buone e se gli ebrei, in particolare. non hanno necessit\u00e0 di convertirsi, perch\u00e9 possiedono comunque l&#8217;Antica Alleanza, logicamente si arriva a queste conseguenze. E Giovanni Paolo II, che porta la responsabilit\u00e0 di aver affermato, per primo, l&#8217;eretica dottrina della salvezza dei giudei anche senza la Nuova Alleanza (e tralasciando il marginale dettaglio della condanna a morte di Ges\u00f9 da parte del Sinedrio, massimo organo religioso ebraico), ha lasciato al suo successore una patata bollente che la sua stessa politica aveva innescato. Questo, dunque, \u00e8 l&#8217;ecumenismo, questo \u00e8 il vero volto del cosiddetto dialogo inter-religioso, inaugurato fra squilli di tromba e rullar tamburi come il frutto migliore dalla grande stagione conciliare: una sistematica auto-umiliazione e un prosternarsi, sempre e comunque, davanti agli altri, specie davanti agli ebrei, ogni qualvolta a costoro viene la voglia di pretenderlo dai cattolici. E non \u00e8 solo un fatto di poca fierezza: \u00e8 soprattutto un oltraggio alla verit\u00e0. Le Scritture ci insegnano, per bocca di san Pietro, che <em>\u00e8 giusto piacere a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>; ma la neochiesa post-conciliare preferisce, evidentemente, piacere agli uomini piuttosto che al vero Dio. A ciascuno le sue preferenze.<\/p>\n<p>E adesso, chi glielo spiega ai cattolici che sono stati ingannati, traditi, venduti? E non da qualche anno, ma da sessant&#8217;anni, cio\u00e8 dal conclave del 1958. Chi glielo spiega che i papi postconciliari si santificano fra di loro, in una maniera invereconda, per legittimare, con se stessi, il Concilio, rivelando con ci\u00f2 stesso le loro vere intenzioni: cambiare la dottrina della Chiesa e la vera fede cattolica? Chi glielo spiega che Giovanni XXIII, il &quot;papa buono&quot; (perch\u00e9, ce ne sono anche di cattivi?), e il suo successore, Paolo VI, e anche Giovanni Paolo II, forse non erano proprio cos\u00ec santi? Che forse non avevano a cuore il bene supremo della Chiesa, ma tenevano conto di altri interessi, peraltro inconfessabili? Ma in che cosa \u00e8 consistita, esattamente, la loro santit\u00e0? San Bernardino da Siena, san Massimiliano Kolbe, sappiamo perch\u00e9 erano santi: ma questi? Erano santi perch\u00e9 dicevano alla radio di dare una carezza ai bambini, o perch\u00e9 varavano la riforma liturgica orchestrata dall&#8217;arcivescovo massone e piduista Annibale Bugnini, o perch\u00e9 sollevavano i <em>nostri fratelli maggiori<\/em> ebrei dalla necessit\u00e0 della conversione al vero e unico Dio? Erano santi perch\u00e9 approvavano le marce per la pace di Assisi, dimenticando che la vera pace \u00e8 la pace di Cristo, e non quella dei pacifisti, degli ecologisti, degli immigrazionisti, dei buonisti e de dei filantropi di matrice massonica e umanistica? Si apre, a questo punto, una serie d&#8217;interrogativi ancor pi\u00f9 inquietanti. Se la massoneria ha preso il timone della Chiesa, come si devono considerare i papi successivi al conclave del 1958? E come si deve considerare la nuova Messa di Paolo VI? E come considerare i Sacramenti amministrati dal clero? Problemi enormi, scottanti, da far tremare le vene e i polsi; da dare le vertigini a chi se li ponga in tutta la loro drammaticit\u00e0. Senza voler dare una risposta certa e definitiva, ci permettiamo di osservare che lo Spirito Santo non se n&#8217;\u00e8 andato dalla Chiesa di Ges\u00f9 Cristo solo perch\u00e9 i suoi nemici, i falsi pastori, vi si sono infiltrati massicciamente e la tengono in ostaggio. Finch\u00e9 ci sar\u00e0 un vero vescovo e un vero sacerdote, una vera suora e un vero fedele laico, la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo non morr\u00e0, e l&#8217;assistenza dello Spirito Santo non le verr\u00e0 meno. Certo: umanamente, le cose sono giunte a un punto tale che \u00e8 legittimo chiedersi quale sia la vera Chiesa e quale sia quella falsa, e se siano ancora separabili e distinguibili. Ma da un punto di vista soprannaturale, non \u00e8 possibile nutrire alcun dubbio: Dio, che legge nei cuori, sa bene chi \u00e8 suo, e sa anche chi si \u00e8 votato al diavolo. Non dobbiamo tentare Dio, n\u00e9 essere temerari. Non abbiamo il diritto di dire che la Chiesa non esiste pi\u00f9, solo perch\u00e9 al momento la sua parte visibile \u00e8 oscurata da forze malvagie, che l&#8217;hanno spinta nell&#8217;ombra. Le porte dell&#8217;inferno non prevarranno mai contro di essa: \u00e8 una promessa di Ges\u00f9 Cristo, e tanto ci basta. Pertanto non dobbiamo dubitare della Presenza Reale di Lui nel Sacrificio eucaristico, n\u00e9 in alcun altro Sacramento: l&#8217;indegnit\u00e0 personale di questo o quel ministro non ha il potere di farla svanire. Ges\u00f9 \u00e8 ben pi\u00f9 forte di codesti cialtroni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema che hanno di fronte i cattolici, oggi, \u00e8 enorme e spinosissimo. 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