{"id":24122,"date":"2022-04-26T04:50:00","date_gmt":"2022-04-26T04:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/26\/come-si-racconta-oggi-il-concilio-ai-giovani-cattolici\/"},"modified":"2022-04-26T04:50:00","modified_gmt":"2022-04-26T04:50:00","slug":"come-si-racconta-oggi-il-concilio-ai-giovani-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/26\/come-si-racconta-oggi-il-concilio-ai-giovani-cattolici\/","title":{"rendered":"Come si racconta oggi il Concilio ai giovani cattolici"},"content":{"rendered":"<p>Il dramma dei cattolici, oggi, \u00e8 che non sanno pi\u00f9 cos&#8217;\u00e8 il cattolicesimo; non sanno cosa dice la loro dottrina; non sanno che molte delle cose che dicono e che fanno, e di quelle che vedono fare e che odono dire, specie da parte del clero, non sono cattoliche. Tale situazione si \u00e8 creata a partire dal Concilio Vaticano II, quando, da un lato, \u00e8 stato fatto credere ai laici che dopo secoli di oppressione, o nel migliore dei casi di degnazione, ora ad essi era riservato nella Chiesa un ruolo di pari dignit\u00e0 coi sacerdoti e i vescovi; dall&#8217;altro che le novit\u00e0 rivoluzionarie del Concilio stesso, e ancor pi\u00f9 del post-Concilio, erano e sono in linea con il magistero perenne, e che si trattava e si tratta &quot;solo&quot; (come disse Giovanni XXIII nel discorso di apertura) di approfondimenti della fede, non di un ripudio della Tradizione, n\u00e9 di una modificazione della dottrina. Ed \u00e8 chiaro che tutto questo \u00e8 stato reso possibile da una crescente ignoranza circa la vera dottrina cattolica, ignoranza coltivata e voluta, e ottenuta da un lato con il pessimo insegnamento (portato ora da Bergoglio al limite estremo del parossismo) che la dottrina e il dogma sono, in fondo, qualcosa di non fondamentale, anzi qualcosa di rigido e tutto sommato di antipatico, per cui non \u00e8 cos\u00ec importante n\u00e9 conoscere la dottrina, n\u00e9 credere al dogma, bens\u00ec essere &quot;popolo di Dio&quot;. E a ci\u00f2 si aggiunga il fatto che, con la cosiddetta riforma liturgica e con la traduzione manipolata delle Scritture, oggi un cattolico deve chiedersi seriamente se la messa cui partecipa \u00e8 la vera santa Messa, e se la <em>Bibbia<\/em> che tiene fra le mani \u00e8 fedele al testo originario oppure se \u00e8 stata fatta per compiacere i protestanti, gli ebrei, gli islamici e chiss\u00e0 chi altro ancora.<\/p>\n<p>I cattolici che sanno qual \u00e8 la vera dottrina, che sanno come stanno le cose e sanno anche quel che \u00e8 accaduto a partire dal 1962-65, ossia l&#8217;introduzione graduale nella fede cattolica di elementi non cattolici o addirittura anticattolici (come in questi ultimi anni appare infine evidente, ma si tratta di una strategia che parte quanto meno dal Concilio, se non da prima ancora) sono, in buona sostanza, quelli che, avendo pi\u00f9 di sessantacinque anni, ricordano cos&#8217;era la dottrina, cos&#8217;era la Chiesa, cos&#8217;era la morale cattolica e quindi non si lasciano prendere in giro, non si fanno incantare dalle chiacchiere dei teologi e dei vescovi modernisti (quindi eretici) travestiti da cattolici; ma per tutti gli altri il problema c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 grossissimo. Ecco perch\u00e9 Bergoglio si scaglia con rabbia veramente demoniaca contro la santa Messa <em>vetus ordo<\/em>, ed ecco perch\u00e9 ha iniziato il suo brutto lavoro di liquidatore del cattolicesimo partendo dal commissariamento dei Francescani dell&#8217;Immacolata, la cui spiritualit\u00e0 faceva perno proprio su di essa: perch\u00e9 nella santa Messa <em>vetus ordo<\/em> c&#8217;\u00e8 tutta l&#8217;anima della fede cattolica di sempre, c&#8217;\u00e8 il senso di elevazione, c&#8217;\u00e8 la spiritualit\u00e0, c&#8217;\u00e8 la giusta impostazione del rapporto tra il fedele e Dio, e c&#8217;\u00e8, soprattutto, la centralit\u00e0 del Sacrificio Eucaristico che ne \u00e8 il cuore vivo e pulsante, e dunque la fede incrollabile e consolante nella Presenza Reale di Ges\u00f9 nell&#8217;Ostia consacrata. Tutte cose che la contro-chiesa infernale dei nostri giorni vorrebbe vedere distrutte e che infatti cerca in ogni maniera di erodere, confondere, sopprimere, non da oggi soltanto, n\u00e9 da ieri, ma da almeno cinquantacinque anni, cio\u00e8 dal fatale 1965, quando Paolo VI promulg\u00f2 <em>Nostra aetate<\/em> (28 ottobre) e <em>Dignitatis humanae<\/em> (7 dicembre), i due documenti che segnano obiettivamente la rottura irreversibile e irreparabile, checch\u00e9 se ne dica, con il vero magistero e perci\u00f2 con la vera Chiesa.<\/p>\n<p>Attenzione: non stiamo affermando che tutti i padri conciliari e, dopo di loro, tutti i vescovi e i sacerdoti, i quali si sono fatto zelanti propagatori delle &quot;novit\u00e0&quot; conciliari, fossero a parte di una congiura mondiale per sovvertire la Chiesa cattolica dal suo interno; anche se la congiura &#8212; ne siamo pi\u00f9 che convinti &#8212; certamente ci fu, e fu qualcosa di veramente diabolico, nel senso letterale della parola. Piuttosto siamo dell&#8217;opinione che la stragrande maggioranza di essi si lasci\u00f2 trascinare dalla generale smania (= desiderio disordinato) di novit\u00e0 che serpeggiava nella Chiesa, riflesso dello stessa smania che serpeggiava nella societ\u00e0 civile e che di l\u00ec a breve sarebbe sfociata nella rivoluzione del &#8217;68. I veri congiurati furono relativamente pochi: in perfetto stile massonico, essi s&#8217;infiltrarono gradualmente e agirono nell&#8217;ombra, diffondendo idee e suscitando aspettative che parvero nate spontaneamente, mentre erano il frutto di una sapiente regia ed erano state studiate a tavolino per ingannare i cattolici e per sottrarre ai credenti, con la frode, la loro bella fede, la fede dei loro padri, dando loro in cambio un cattivo surrogato che veniva e viene per\u00f2 spacciato per un &quot;approfondimento&quot; e per un &quot;adeguamento ai bisogni dell&#8217;uomo moderno&quot;, ma solo sul piano pastorale e non gi\u00e0 dottrinale. Cosa, quest&#8217;ultima, del tutto falsa, perch\u00e9 i rivoluzionari miravano proprio a sovvertire la dottrina: altrimenti, che senso avrebbe avuto promulgare un documento come la costituzione <em>Lumen gentium<\/em>, che tratta appunto della dottrina della Chiesa, per giunta dal punto di vista assolutamente inedito, psicologistico e quindi non cattolico, dell&#8217;auto-comprensione che la Chiesa ha di se stessa?<\/p>\n<p>Sta di fatto che, nei quasi sessant&#8217;anni che ci separano dal Concilio, ai cattolici, e specialmente ai giovani, \u00e8 stata ammannita una strana minestra: \u00e8 stato detto loro che la Chiesa era sempre quella, che la dottrina era quella di sempre, immutabile e infallibile; ma che era stata aggiornata e approfondita, in modo da agevolare il dialogo col mondo moderno e da valorizzare maggiormente le forze interne, specie il laicato e in genere la &quot;base&quot;, visto che fino ad allora queste erano state in certo qual modo compresse da un eccesivo verticismo e da un uso esagerato del principio di autorit\u00e0. Il che, sia pure non detto esplicitamente, suonava e suona come una severa censura nei confronti della Chiesa pre-conciliare, del magistero pre-conciliare, dei papi pre-conciliari, come se essi, per qualcosa come millenovecento anni, non avessero ben compreso il senso del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, non avessero realizzato pienamente e adeguatamente i precetti del divino Maestro, e insomma in qualche misura avessero tradito, o disatteso, ci\u00f2 che era giusto e legittimo aspettarsi da loro, creando una situazione di malcontento e di squilibrio che attendeva da troppo tempo di essere sanata. Ed ecco il mito, accreditato dallo steso Giovanni XXIII, di una &quot;seconda Pentecoste&quot; realizzatasi nel Vaticano II: concetto di per s\u00e9 assurdo e quasi blasfemo, sia perch\u00e9 di Pentecoste, nella dottrina cattolica, ce n&#8217;\u00e8 stata una e una sola, quella che ebbe luogo nel cenacolo cinquanta giorni dopo la Pasqua di Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo; sia perch\u00e9 tale espressione suggerisce l&#8217;idea, assolutamente fuorviante e in definitiva empia, che negli altri venti concili (!) non vi sia stata una simile effusione dello Spirito Santo, la quale, chi sa perch\u00e9, si sarebbe &quot;concentrata&quot; invece nel Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Prendiamo, scegliendolo praticamente a caso, un testo di religione molto in uso nella scuola secondaria superiore durante gli anni &#8217;80 del secolo scorso, <em>L&#8217;altro perch\u00e9<\/em>, di Gianni Del Bufalo, Agostino Quadrino e Pasquale Tro\u00eca, pubblicato dalle gloriose Edizioni Dehoniane (Bologna, 1989, vol. 2, pp. 200-202):<\/p>\n<p><em>Nel passato si possono contare tre diverse interpretazioni della realt\u00e0 della chiesa, con tre diversi modi di rappresentarla e di pensarla.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;epoca delle origini cristiane i padri della chiesa hanno parlato di essa utilizzando simboli e immagini di provenienza biblica. Cos\u00ec la chiesa \u00e8 stata presentata come un &quot;ovile&quot; di cui Cristo \u00e8 pastore, come un &quot;campo&quot;, un &quot;edificio&quot;, un famiglia&quot;, un &quot;tempio&quot;, una &quot;vigna&quot;, una &quot;sposa&quot;, una &quot;nave&quot; ecc. Il valore di tali modelli rappresentativi consiste proprio nell&#8217;utilizzazione di cose ed esperienze comuni e quotidiane che racchiudono un forte significato simbolico: la chiesa secondo i padri, immersa nella storia degli uomini e, nel contempo, segno di un progetto che la supera.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel medioevo si \u00e8 affermata invece la tendenza a rappresentare la chiesa come una societ\u00e0 ben struttura parallela e spesso in antagonismo con la societ\u00e0 civile. Essa era definita come \u00abl&#8217;insieme dei credenti che hanno la stessa fede partecipano ali stesi sacramenti e obbediscono agli stessi pastori\u00bbI<\/em><\/p>\n<p><em>In epoca pi\u00f9 recente \u00e8 stata ripresa l&#8217;immagine della Chiesa come \u00abcorpo mistico di Ges\u00f9 Cristo\u00bb (J. A. Moler e soprattutto il papa Pio XII nel 1943): essa mette in evidenza l&#8217;unit\u00e0 dei credenti, la provenienza divina della comunit\u00e0 ecclesiale, il riferimento alla morte e risurrezione di Cristo il cui &quot;corpo&quot; vive nella storia proprio attraverso la Chiesa. In questa prospettiva si sviluppa anche la dimensione giuridica, cio\u00e8 a definizione delle norme che ordinano la vita della chiesa al suo interno e nei rapporti con l&#8217;esterno (diritto canonico). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il Concilio Vaticano II rielabora tutte queste prospettive facendo propria quella nuova affermatasi nella teologia dell&#8217;ultimo secolo. Il punto di partenza \u00e8 il seguente: la ricerca dell&#8217;equilibro fra dimensione interiore, spirituale, invisibile, e dimensione esteriore, storica, visibile della chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa chiave di lettura si presenta con evidenza gi\u00e0 nel titolo del primo capitolo della costituzione dogmatica &quot;Lumen gentium&quot;, principale documento conciliare sulla chiesa: \u00abIl mistero della Chiesa\u00bb. Il termine &quot;mistero&quot; (&#8230;) nel linguaggio teologico non indica ci\u00f2 che \u00e8 segreto, oscuro, inspiegabile, ma ci\u00f2 che include l&#8217;azione di Dio e la risposta dell&#8217;uomo, l&#8217;infinito e l&#8217;azione quotidiana. Pertanto la chiesa \u00e8 vista dal concilio come &quot;il sacramento&quot;, ossia il segno e lo strumento dell&#8217;intima unione con Dio e dell&#8217;unit\u00e0 di tutto il genere umano (LG 1: EV 1\/284).<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che \u00e8 qui esso in evidenza \u00e8 la funzione della chiesa di essere un segno ed anche un mezzo per realizzare rapporti nuovi fra uomo e Dio e fra uomo e uomo. Essa intende proporsi nella storia degli uomini come un fermento di novit\u00e0, come nuovo \u00e8 stato il modo in cui Ges\u00f9 Cristo ha vissuto il rapporto con Dio Padre e con gli altri uomini, Di qui l&#8217;impegno della chiesa di rinnovare sempre se stessa, per essere fedele al suo compito di rinnovamento dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Da dove viene dunque la chiesa? Secondo i cattolici viene da Dio, dal centro del suo mistero, ovvero dall&#8217;unit\u00e0 e trinit\u00e0 di Dio stesso: per questo essa deve essere &quot;segno&quot; di unit\u00e0 e, nello stesso tempo, di pluralit\u00e0, di apertura, di autentica relazione interpersonale. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Essendo immersa nella storia, nel vivo delle societ\u00e0 umane, essendo una realt\u00e0 concreta e visibile proprio perch\u00e9 suo compito non \u00e8 allontanarsi dall&#8217;uomo verso un&#8217;isola felice, ma servirlo, la chiesa ha una sua struttura. Va per\u00f2 subito precisata una cosa: secondo il concilio non viene prima la struttura(gerarchia, norme&#8230;) e poi i valori che essa sostiene, ma viceversa, prima i valori e poi, in funzione di essi, la struttura. Per questo la costituzione &quot;Lumen gentium&quot; presenta prima il capitolo sulla chiesa come &quot;popolo di Dio&quot;, formato da tutti i cristiani in quanto battezzati e unito a Cristo, e poi i capitoli sulla costituzione gerarchica della chiesa, ordinata in vescovi, presbiteri e laici.<\/em><\/p>\n<p><em>Con l&#8217;espressione &quot;popolo di Dio&quot; si intende affermare che nella chiesa tutti hanno pari dignit\u00e0, al di l\u00e0 dei diversi compiti che a ciascuno sono assegnati. Tutti i credenti, dal papa al vescovo, dal sacerdote al laico, hanno la stessa speranza e la stessa missione poich\u00e9 fondamentalmente uguali davanti a Dio. La diversit\u00e0 nella chiesa fra il prete e il laico, il diacono e il vescovo, ecc. \u00e8 sempre subordinata e finalizzata all&#8217;unit\u00e0. Non si tratta pi\u00f9 dunque di affermare la supremazia o di stabilire una gerarchia di &quot;potere&quot;, ma di distinguere diversi stati in cui ciascuno, secondo la propria inclinazione e sensibilit\u00e0, contribuisce per parte sua a costruire il regno di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;autorit\u00e0 nella chiesa, che viene esercitata dai vescovi e dal papa deve perci\u00f2 essere interpretata come una forma di servizio e non come l&#8217;imposizione esterna di regole e comandi&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ci sarebbero tantissime osservazioni da fare su questa pagina di prosa destinata a dei giovani cattolici i quali, nati dopo il Concilio, sanno poco o nulla della storia, anche solo recente, della Chiesa; non sanno, ad esempio, quasi certamente, cosa \u00e8 stato in effetti il modernismo, e che san Pio X lo ha solennemente condannato e scomunicato nel 1907; in breve, a dei giovani che hanno innanzitutto bisogno di essere informati, e infornati nella maniera pi\u00f9 obiettiva possibile, sia intorno alla vera dottrina cattolica (riassunta, fino a prova contraria, nel Catechismo) e al magistero perenne, sia riguardo agli eventi che, a partire dal Concilio, hanno segnato, per ammissione stessa dei progressisti, una svolta epocale nel modo di &quot;proporre&quot; (un verbo sgradevole, ma oggi assai di moda) la fede agli uomini d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>Quel che si evince dal discorso dei nostri Autori \u00e8 che fino al Concilio la Chiesa tirava avanti sulla base di schemi logori e obsoleti e di una pastorale che ormai era divenuta vecchia e superata, tale che gli uomini moderni stentavano a capirla e ad accettarla; ma poi, per ispirazione diretta dello Spirito, \u00e8 arrivato il Concilio Vaticano II, i cuori si sono allargati, le menti si sono aperte, e infine \u00e8 prevalso il &quot;vero&quot; spirito cristiano, fatto di dialogo, comprensione, pari dignit\u00e0 di ciascuno e di tutti, dentro e fuori la Chiesa. E ci\u00f2 adoperando una terminologia e una fraseologia che sono gi\u00e0, di per se stesse, una chiara indicazione della scelta di campo in favore dei nuovi orientamenti e perci\u00f2, implicitamente, una censura, o quantomeno una forte riserva, su quelli anteriori al 1962-65. Un esempio per tutti. Quando gli Autori affermano che <em>Lumen gentium<\/em> \u00e8 un documento fondamentale per capire il nuovo spirito che ha animato la Chiesa a partire da quella svolta, e spiegano che gi\u00e0 il titolo del primo capitolo, <em>Il mistero della Chiesa<\/em>, \u00e8 programmatico, perch\u00e9 &quot;mistero&quot;, nel linguaggio teologico, <em>non indica ci\u00f2 che \u00e8 segreto, oscuro, inspiegabile, ma ci\u00f2 che include l&#8217;azione di Dio e la risposta dell&#8217;uomo<\/em>, danno un&#8217;interpretazione dei fatti che \u00e8, a dir poco, discutibile. Chi lo dice che questa definizione di &quot;mistero&quot; \u00e8 quella giusta, cio\u00e8 in accordo con la teologia cattolica cos\u00ec come la Chiesa l&#8217;ha sempre intesa ed insegnata? A noi non risulta che per san Paolo, per sant&#8217;Agostino, per san Tommaso, per i Padri della Chiesa, il termine &quot;mistero&quot; indichi <em>ci\u00f2 che include l&#8217;azione di Dio e la risposta dell&#8217;uomo<\/em>, ma, al contrario, esso ha proprio il &quot;vecchio&quot; significato di <em>ci\u00f2 che \u00e8 segreto, oscuro, inspiegabile<\/em>, beninteso &quot;inspiegabile&quot; alla luce della ragione umana, ad esempio il mistero dell&#8217;Incarnazione del Verbo (il divino che si fa umano, pur conservando la propria natura divina) e della Santissima Trinit\u00e0 (l&#8217;unit\u00e0 e la trinit\u00e0 di Dio). E perci\u00f2 non comprendiamo come si possa parlare del &quot;mistero della Chiesa&quot;, perch\u00e9 di misterioso, nella Chiesa, c&#8217;\u00e8 solo, ma ci\u00f2 vale in generale per la relazione di Dio con gli uomini, l&#8217;azione imperscrutabile della Grazia; mentre la volont\u00e0 di credere, in quanto bisogno e tensione dell&#8217;anima umana, \u00e8 perfettamente intelligibile e la si pu\u00f2 indagare con gli strumenti della filosofia e della teologia naturale (ossia di quella parte della teologia che, come insegna san Tommaso d&#8217;Aquino, si serve della sola ragione e non dei dati della Rivelazione).<\/p>\n<p>Non siamo neanche d&#8217;accordo sull&#8217;affermazione che <em>essendo immersa nella storia, nel vivo delle societ\u00e0 umane,<\/em> la Chiesa \u00e8 <em>una realt\u00e0 concreta e visibile proprio perch\u00e9 suo compito non \u00e8 allontanarsi dall&#8217;uomo verso un&#8217;isola felice, ma servirlo<\/em>. Il compito della Chiesa sarebbe dunque quello di &quot;servire l&#8217;uomo&quot;? Ma niente affatto! \u00c8 quello di condurre l&#8217;uomo verso Dio, verso il vero Dio (non un dio qualsiasi, n\u00e9 verso gli idoli o la Pachamama), seguendo una strada ben precisa, che poi \u00e8 quella indicata da Ges\u00f9 stesso, quando ha dato il suo andato agli Apostoli di convertire tutte le genti (<em>Mt<\/em> 16,15-16):<\/p>\n<p><em>Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato sar\u00e0 salvato, ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato.<\/em><\/p>\n<p>Insomma il compito, lo scopo e la ragion d&#8217;essere della Chiesa non \u00e8 servire l&#8217;uomo, ma Dio<em>.<\/em> Cos\u00ec come non siamo affatto d&#8217;accordo sull&#8217;enunciato che <em>secondo il concilio non viene prima la struttura (gerarchia, norme&#8230;) e poi i valori che essa sostiene, ma viceversa, prima i valori e poi, in funzione di essi, la struttura.<\/em> Non siamo d&#8217;accordo, a meno che si precisi di quali valori si sta parlando. Sono i valori specificamente cristiani e cattolici? Allora s\u00ec, certamente. Ma se invece, come pare oggi che l&#8217;intenda la chiesa di Bergoglio, e come gi\u00e0 l&#8217;intendeva quella di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, sono i cosiddetti &quot;valori umani&quot;, figli del 1789 e di una visione radicalmente laicista e immanentista di matrice massonica e anticristiana, allora evidentemente no. Perch\u00e9 se fossero quelli, perfino l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia sarebbero &quot;valori&quot; sui quali cattolici e laici potrebbero e dovrebbero trovarsi d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Che Dio non voglia. <em>Domine, libera nos a malo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dramma dei cattolici, oggi, \u00e8 che non sanno pi\u00f9 cos&#8217;\u00e8 il cattolicesimo; non sanno cosa dice la loro dottrina; non sanno che molte delle cose<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[119,201,262],"class_list":["post-24122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-dottrina","tag-modernismo","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24122"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24122\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}