{"id":24118,"date":"2011-10-13T11:06:00","date_gmt":"2011-10-13T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/13\/come-si-diventa-misantropi-e-misogini-e-come-se-ne-guarisce\/"},"modified":"2011-10-13T11:06:00","modified_gmt":"2011-10-13T11:06:00","slug":"come-si-diventa-misantropi-e-misogini-e-come-se-ne-guarisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/13\/come-si-diventa-misantropi-e-misogini-e-come-se-ne-guarisce\/","title":{"rendered":"Come si diventa misantropi (e misogini) e come se ne guarisce"},"content":{"rendered":"<p>Come si diventa misantropi, ossia odiatori del genere umano?<\/p>\n<p>E, subordinatamente, come si diventa misogini, cio\u00e8 odiatori del sesso femminile?<\/p>\n<p>E, soprattutto: come se ne esce; come si fa a ritrovare un minimo di fiducia nel genere umano e un certo grado di stima e simpatia nei confronti del gentil sesso?<\/p>\n<p>Partiamo dalla prima domanda, vale a dire come si diventa misantropi.<\/p>\n<p>Platone, in un celebre passo del \u00abFedone\u00bb, cos\u00ec descrive il processo psicologico che conduce alla misantropia (cap. XXXIX; traduzione di Nino Marziano, Garzanti, 1975, 1998):<\/p>\n<p>\u00ab&quot;Prima di tutto bisogna stare attenti che non ci succeda qualche guaio&quot;.<\/p>\n<p>&quot;E quale?&quot;, domandai.<\/p>\n<p>&quot;Ce non diventiamo dei misologo, come certo che diventano misantropi. Nn c&#8217;\u00e8 male peggiore che questo di odiare ogni discussione. Misologia e misantropia nascono nello stesso modo. La misantropia nasce quando si \u00e8 riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele, mentre poi, a poco a poco, si scopre che \u00e8 malvagio e infido, un essere del tutto diverso. Quando questa esperienza si ripete pi\u00f9 volte, specie con quelli che stimavamo pi\u00f9 fidati e pi\u00f9 amici, si finisce, dopo tante delusioni,con l&#8217;odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono. Non succede cos\u00ec?<\/p>\n<p>&quot;Proprio cos\u00ec&quot;, risposi.<\/p>\n<p>&quot;E non \u00e8 ingiusto, questo? Non forse vero che chi si comporta cos\u00ec, evidentemente vive tra gli uomini senza averne nessuna esperienza? Se, infatti, li conoscesse appena, saprebbe che son pochi quelli veramente buoni o completamente malvagi e che per la maggior parte, invece, sono dei mediocri.<\/p>\n<p>&quot;In che senso?&quot;, feci.<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 lo stesso delle cose molto piccole e molto grandi. Credi forse che sia tanto facile trovare un uomo o un cane o un altro essere qualunque molto grande o molto piccolo o, che so io, uno molto veloce o molto lento o molto brutto o molto bello o tutto bianco o tutto nero? Non ti sei mai accorto che in tutte le cose gli estremi sono rari mentre gli aspetti intermedi sono frequenti, anzi numerosi?<\/p>\n<p>&quot;Ma certo&quot;, riconobbi io.<\/p>\n<p>&quot;E non credi che se si facesse una gara di malvagit\u00e0, pochissimi arriverebbero tra i primi?&quot;<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 probabile&quot;, ammisi.<\/p>\n<p>&quot;Altro che&quot;, disse. &quot;Ma su questo punto, non si pu\u00f2 fare un parallelo tra le discussioni e gli uomini. Il fatto \u00e8 che tu hai continuato a discutere ed io ti son venuto dietro. Si pu\u00f2 vedervi, invece, una relazione in questo senso, quando uno presta, cio\u00e8, troppa fede a una tesi e la ritiene buona senza conoscerla a fondo e poi in un secondo momento gli sembra falsa, a volte anche a ragione, ma a volte a torto, e quando questo gli capita spesso&#8230; Tu sai bene che quelli che si perdono in discussioni sul pro e sul contro, finiscono col credersi dei sapientoni e di essere i soli ad avere intuito che niente a questo mondo, e tanto meno le discussioni, \u00e8 stabile e sicuro e credono che tutto, come nell&#8217;Euripo, vada su e gi\u00f9, senza sosta, senza un momento di tregua.&quot;<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 proprio vero, \u00e8 cos\u00ec!&quot;, affermai. &quot;Ebbene Fedone&quot;, riprese, &quot;sarebbe una cosa veramente deplorevole se, con tute le tesi vere e sicure che vi sono e vengono riconosciute tali, soltanto per il fatto che ci si imbatte in altre che, pur essendo sempre le stesse, ora ci sembrano vere ora false, si finisse col dare la colpa non a se stessi e alla propria incapacit\u00e0 ma, per la stizza, agli argomenti e si passasse tutta la vita a odiare e maledire ogni discussione privandoci, cos\u00ec, della verit\u00e0 e della conoscenza della realt\u00e0.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Santo cielo&quot;, esclamai, &quot;sarebbe veramente una brutta cosa.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Per Platone, dunque, la misantropia \u00e8 figlia della delusione; che, a sua volta, \u00e8 il risultato di un errore di valutazione, o di una serie di errori di valutazione, nei confronti del prossimo.<\/p>\n<p>Il misantropo, egli afferma, \u00e8 un individuo che si \u00e8 fidato troppo di amici che ancora non conosceva bene e nei quali ha riversato, incautamente, il tesoro della propria confidenza: scoprendo poi, a sue spese, che essi erano completamente diversi da quel che gli era sembrato, ne \u00e8 rimasto atrocemente deluso; e, se tale esperienza si \u00e8 ripetuta pi\u00f9 volte, la sua ferita \u00e8 divenuta immedicabile, recando con s\u00e9 una disistima e una avversione indiscriminate verso l&#8217;intera umanit\u00e0, come se ogni essere umano non possa essere altro che una creatura malvagia.<\/p>\n<p>Secondo Platone, in tutto questo processo mentale e affettivo vi \u00e8 un duplice errore, psicologico e filosofico: psicologico, allorch\u00e9 si valuta il prossimo erroneamente e gli si concede una fiducia imprudente e avventata; filosofico, perch\u00e9 da tali amare esperienze, reiterate a causa di una propria incapacit\u00e0 di discernimento, si traggono delle conclusioni troppo drastiche di ordine generale e ci s&#8217;immagina che l&#8217;intero genere umano sia composto da esseri irrimediabilmente sleali, simulatori e malvagi.<\/p>\n<p>Un ragionamento del tutto analogo, osiamo credere, \u00e8 ipotizzabile come chiave interpretativa del fenomeno chiamato misoginia: gli uomini che arrivano a nutrire una avversione preconcetta per il sesso femminile altro non sono che degli individui i quali, avendo sofferto pi\u00f9 e pi\u00f9 delusioni nella loro sfera privata di esperienza affettiva, generalizzano arbitrariamente le caratteristiche della natura femminile e deformano la realt\u00e0, vedendo in ogni singola donna un soggetto incapace di lealt\u00e0 e di bont\u00e0, tutto teso a ordire inganni e a preparare colpi bassi nei confronti dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Anche in questo processo, ovviamente, vi \u00e8 un duplice errore, psicologico e filosofico; anche in esso vi \u00e8 una incapacit\u00e0 di imparare dai propri sbagli, ad esempio evitando di concedere la propria fiducia in maniera imprudente e di idealizzare eccessivamente l&#8217;altra; salvo poi cadere nella esagerazione opposta, quella di denigrare sistematicamente tutte le donne e, quindi, pervenire alla generalizzazione arbitraria di singole esperienze sfortunate, ricavandone delle conclusioni che sorpassano di molto l&#8217;ampiezza e la ragionevolezza delle premesse.<\/p>\n<p>Sarebbe come se, dopo aver subito un paio di furti nel paese di X, ne traessimo la conclusione che tutti i suoi abitanti sono dei ladri matricolati, mentre \u00e8 possibile che noi siamo incappati negli unici due individui disonesti su una intera popolazione di molte migliaia di persone; oppure come se, avendo prenotato una settimana di vacanza nella localit\u00e0 di Y e avendo dovuto trascorrerla al chiuso, a causa del maltempo continuo, ne traessimo la conclusione che nella localit\u00e0 di Y il maltempo dura trecentosessantacinque giorni l&#8217;anno, mentre \u00e8 possibile che siamo capitati nell&#8217;unica settimana di tempo cattivo verificatasi nell&#8217;arco dell&#8217;intero anno.<\/p>\n<p>Platone ci ricorda che i casi eccezionali sono rari: sono rare le cose grandissime o piccolissime, oppure le cose tutte bianche o tutte nere; la realt\u00e0, in linea di massima, \u00e8 costituita da cose mediocri, nel senso di ordinarie: da persone n\u00e9 completamente stupide, n\u00e9 assolutamente geniali; da animali n\u00e9 giganteschi, n\u00e9 microscopici, bens\u00ec di grandezza intermedia; e via dicendo.<\/p>\n<p>Quindi, giudicare che la totalit\u00e0, o la quasi totalit\u00e0 degli esseri umani, sia costituita da malvagi, \u00e8 una forzatura dei dati offerti dall&#8217;esperienza comune, oltre che dal ragionamento basato sul buon senso; e lo stesso vale allorch\u00e9 ci si immagina che tutte le donne, o quasi tutte, siano perfide, ingannatrici, malevole.<\/p>\n<p>Siamo giunti cos\u00ec alla terza e pi\u00f9 interessante domanda: come si esce dalla misantropia e dalla misoginia; come si supera il trauma delle ripetute delusioni e come si fa a riconquistare la fiducia nell&#8217;altro, o nell&#8217;altra, recuperando un rapporto pi\u00f9 equilibrato con la realt\u00e0 e rimettendo in circolo le energie affettive che, per paura, abbiamo bloccato in noi stessi, castrando la nostra parte migliore e inibendoci la messa in gioco delle nostre tendenze pi\u00f9 generose?<\/p>\n<p>Partiamo da una considerazione preliminare: misantropia e misoginia sono gravissime malattie dell&#8217;anima, addirittura mortali: vivere in esse, senza speranza di uscirne, significa trasformare la propria vita in uno squallido e allucinante deserto, popolato da orribili fantasmi sghignazzanti e tormentati da ricordi molesti e da rimpianti amarissimi; uscirne \u00e8, pertanto, questione di vita o di morte e non qualcosa di secondario o di accessorio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, \u00e8 necessario ampliare la prospettiva e collocare le due patologie, la misantropia e la misoginia, in una prospettiva molto pi\u00f9 vasta: esse, infatti, non sono che casi particolari di una malattia di carattere pi\u00f9 generale, che \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di trasformare le esperienze negative in occasioni di ripensamento e di perfezionamento del S\u00e9.<\/p>\n<p>In genere, tanto il misantropo, quanto il misogino lamentano la propria sfortuna e tirano in balle le circostanze disgraziate che li hanno condotti a fidarsi di persone immeritevoli di tale fiducia: essi, dunque, si sentono vittime di un mondo cattivo; non solo: pensano, pi\u00f9 o meno inconsciamente, di essere &quot;troppo buoni&quot; per riuscire ad adattarsi ad una realt\u00e0 cos\u00ec turpe e a vivere in maniera soddisfacente in mezzo a un branco di lupi (o di lupe), per cui preferiscono tirarsi indietro, isolarsi, alzare barriere protettive fra s\u00e9 e gli altri.<\/p>\n<p>Una variante di tale atteggiamento psicologico \u00e8 quella di svalutarsi pesantemente, giudicandosi delle persone di nessun valore: se si \u00e8 rimasti delusi, se si \u00e8 stati ingannati e traditi, allora vuol dire che si \u00e8 persone da nulla, che possono divenire lo zimbello di chiunque; e si trae la conclusione di essere immeritevoli di un destino migliore.<\/p>\n<p>A ben guardare, questa variante non \u00e8 l&#8217;opposto della precedente, ma una sua versione pi\u00f9 subdola e sottile; una cosa, per\u00f2, hanno in comune, che ne tradisce l&#8217;identica origine: il rapporto abnorme fra s\u00e9 e il mondo, l&#8217;ipertrofia di un ego che, dopo aver causato sofferenze ed insuccessi nelle relazioni umane, finisce per dispensarsi da qualunque ripensamento costruttivo delle esperienze fatte: nel primo caso, ponendosi al di sopra degli altri, nel secondo, abbassandosi molto al di sotto; ma, in entrambi, non accettando il confronto, sottraendosi alla fatica di lavorare su di s\u00e9, giorno per giorno, per interagire costruttivamente con la realt\u00e0 esterna.<\/p>\n<p>Misantropia e misoginia sono una forma di sciopero permanente, una vendetta postuma e autolesionista, una petizione di principio che non si basa sui fatti, ma sulla loro interpretazione unilaterale e paranoide; entrambe nascondono fragilit\u00e0, insicurezza, inconsapevolezza, mancanza di autostima e, soprattutto, incapacit\u00e0 di accettarsi e al tempo stesso di migliorarsi.<\/p>\n<p>In ultima analisi, il misantropo e il misogino non si vogliono bene e si aspettano di colmare la propria lacuna affettiva con l&#8217;amicizia e l&#8217;amore dell&#8217;altro: ma nessuno pu\u00f2 esserci amico, n\u00e9 amarci come potremmo fare noi stessi; anzi, gli altri intuiscono la nostra mancanza di amore per noi stessi e istintivamente si tengono alla larga da noi.<\/p>\n<p>Talvolta le donne &#8211; perch\u00e9 questa \u00e8 una caratteristica della psiche femminile &#8211; si sentono intenerite da tale fragilit\u00e0 e mancanza di autostima e perci\u00f2 stimolate, nel proprio orgoglio, a fare le consolatrici o persino le salvatrici di questi uomini insicuri e disamorati di se stessi; ma \u00e8 inevitabile che, prima o poi, si stufino di recitare il ruolo dell&#8217;eterna crocerossina e abbandonino l&#8217;infelice al suo destino, non senza averlo illuso di aver trovato finalmente la persona giusta e avere con ci\u00f2 aggravato la sua amarezza e la sua frustrazione.<\/p>\n<p>Questo ci ricorda che non solo \u00e8 impossibile che noi possiamo trovare qualcuno che ci voglia bene pi\u00f9 di quanto siamo disposti a volercene noi, ma \u00e8 anche impossibile voler bene indefinitamente a qualcun altro che non si vuole bene, perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a portare perennemente sule spalle un peso morto: dobbiamo diffidare delle crocerossine improvvisate e dobbiamo diffidare anche del nostro impulso a fare le crocerossine, perch\u00e9 al fondo di esso possono esservi dei sentimenti assai diversi da quelli che vengono esibiti agli altri e perfino a se stessi. Quanto \u00e8 complicato il cuore umano!<\/p>\n<p>O forse no? Forse \u00e8 terribilmente, quasi banalmente semplice.<\/p>\n<p>Forse tutto sta a lavorare su se stessi per imparare a conoscersi: perch\u00e9 chi si conosce non si fa illusioni, n\u00e9 su se stesso, n\u00e9 sugli altri; ma non sar\u00e0 neppure spinto ad indossare la maschera del cinismo e del pessimismo, che sono frutto della delusione e dell&#8217;infelicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco che il mondo ci apparir\u00e0 in tutta la sua bellezza; problematica, certo: e tuttavia incantevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si diventa misantropi, ossia odiatori del genere umano? E, subordinatamente, come si diventa misogini, cio\u00e8 odiatori del sesso femminile? 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