{"id":24116,"date":"2018-06-10T01:09:00","date_gmt":"2018-06-10T01:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/10\/come-si-costruisce-lopinione-delle-masse\/"},"modified":"2018-06-10T01:09:00","modified_gmt":"2018-06-10T01:09:00","slug":"come-si-costruisce-lopinione-delle-masse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/10\/come-si-costruisce-lopinione-delle-masse\/","title":{"rendered":"Come si costruisce l&#8217;opinione delle masse"},"content":{"rendered":"<p>Oggi si parla molto, anche troppo, della teoria <em>gender<\/em>; si parla dell&#8217;autodeterminazione della propria identit\u00e0 sessuale; si parla della libert\u00e0 di essere diversi, della bellezza dell&#8217;essere diversi, e si dice, zuccherosamente, che &quot;l&#8217;amore \u00e8 tutto&quot;. Dunque, una persona in buona fede, che non pretende di essere esperta di biologia, psicologia, sociologia, tuttologia, ma che possiede sufficiente umilt\u00e0 per non partire all&#8217;assalto, lancia in resta, con il proprio paraocchi ideologico, ma desidera, semplicemente, capire un po&#8217; meglio quel che si dice e quel che succede, ad esempio negli asili e nelle scuole elementari, dove ai bambini vengono somministrati corsi di &quot;educazione sessuale&quot; che sono, in realt\u00e0, cavalli di Troia per diffondere fra essi, del tutto ignari e inconsapevoli, appunto l&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, questa persona, dicevamo, cerca di informarsi, di ascoltare chi ne sa di pi\u00f9. Pu\u00f2 cos\u00ec accadere a questa ipotetica persona, desiderosa di formarsi una propria idea, senza lasciarsi fare il lavaggio del cervello preventivo, d&#8217;imbattersi, dopo una rapida ricerca in rete, in un paio di video, nei quali, per la <em>par condicio<\/em>, potr\u00e0 ascoltare le due campane: per esempio, uno della professoressa Giorgia Brambilla e uno della professoressa Michela Marzano. E come, prima di leggere un libro, \u00e8 buona norma sapere qualcosa circa l&#8217;autore, e leggersi qualche notizia a suo riguardo, per farsi un&#8217;idea di chi egli sia e di che cosa ci si possa aspettare dal suo libro (salvo, poi, verificare se effettivamente vi \u00e8 concordanza fra ci\u00f2 che quell&#8217;autore dice di essere, il mondo in cui si presenta, e le idee che troveremo espresse nelle sue pagine), cos\u00ec quella ipotetica persona andr\u00e0 a vedere, su Google, chi siano queste due docenti.<\/p>\n<p>Trover\u00e0 subito un vasto materiale riguardante la Marzano, con tanto di voce su <em>Wikipedia<\/em>, diciamo di media lunghezza, nella quale, fra le altre cose, si viene informati che la detta professoressa, nata a Roma, vive a Parigi ed \u00e8 presentata con ben quattro attribuzioni: filosofa, accademica, politica e saggista. Forse ne bastavano due, perch\u00e9, oltre alla carriera politica, il fatto di essere &quot;filosofa&quot; (mi raccomando, al femminile) potrebbe comprendere il fatto di essere docente e anche il fatto di essere\u00a0 saggista, anche se, tecnicamente, sono cose distinte. Si viene poi a sapere che era deputata in parlamento per il Partito Democratico, ma che ne \u00e8 uscita per protesta, come del resto aveva annunciato, per il fatto che la legge sulle unioni civili \u00e8 stata approvata senza la possibilit\u00e0 di adozione del figlio del partner di coppie omosessuali; e che per questo \u00e8 passata nell&#8217;affollatissimo gruppo misto della Camera. Evidentemente, la residenza parigina non le impedisce di sentirsi necessaria alla vita politica italiana, e una analoga preoccupazione deve averla ispirata quando ha votato a favore del Rosatellum, la sciagurata legge elettorale, sulla quale gravano pesanti dubbi di incostituzionalit\u00e0, che ha regalato all&#8217;Italia il risultato inconcludente del 4 marzo 2018. Dalla parigina universit\u00e0 <em>Ren\u00e9 Descartes<\/em> la Nostra si adopera, per quanto pu\u00f2, a far passare nella arretrata e oscurantista societ\u00e0 italiana le meravigliose novit\u00e0 laiciste e progressiste gi\u00e0 molto avanzate nella societ\u00e0 francese; nel frattempo, \u00e8 ospite gradita nei migliori salotti televisivi, ad esempio quelli di Giovanni Floris e di Daria Bignardi, dove pu\u00f2 propalare il suo verbo femminista e omosessualista a milioni di telespettatori.<\/p>\n<p>Viceversa, la professoressa Brambilla non ha una sua voce su <em>Wikipedia<\/em> e per avere qualche notizia su di lei bisogna andare sul sito dell&#8217;Ateneo pontificio\u00a0<em>Regina apostolorum<\/em>, dove \u00e8 professoressa aggregata di bioetica. Perci\u00f2 niente Quartiere Latino,\u00a0 niente\u00a0<em>rive gauche<\/em>, niente vita accademica internazionale, e neppure attivit\u00e0 politica presso il parlamento della Repubblica. E niente inviti ai programmi televisivi di grande ascolto, con la possibilit\u00e0 di parlare, a un vasto pubblico, con tono oracolare: anche se qualche volta ci piacerebbe, perch\u00e9, avendo letto una sua intervista a Elisabetta Frezza, ci \u00e8 sembrato che ella abbia le idee chiare e una buona capacit\u00e0 di comunicare, il che farebbe da contraltare alle moltissime voci pro <em>gender<\/em> che si ascoltano, volenti o nolenti, in tv, con tanto di &quot;uscite&quot; in diretta, come quella della conduttrice Barbara D&#8217;Urso che polemizza fieramente con il nuovo ministro della Famiglia, Fontana, &quot;reo&quot; di aver detto che la famiglia, per lui, \u00e8 formata da un uomo, una donna e dei bambini, tuonando che la vera \u00e8 famiglia \u00e8 quella in cui c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore. Invece, ascoltando il video di Giorgia Brambilla dedicato all&#8217;argomento omosessualit\u00e0, postato dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli fin dall&#8217;ottobre 2016, scopriamo che le visualizzazioni sono stare finora 234.<\/p>\n<p>Ecco, queste cifre, nella loro nudit\u00e0, ci dicono tutto. Milioni di telespettatori per sentirsi dire che non conta essere uomo o donna, ma conta solo l&#8217;amore; e un paio di centinaia di persone che scelgono di ascoltare una persona, una esperta di bioetica, la quale dice che omosessuali non si nasce, e nemmeno si diventa. La sproporzione \u00e8 ancora maggiore che fra Davide e Golia: non c&#8217;\u00e8 partita, non c&#8217;\u00e8 gioco. Milioni contro centinaia, a che serve discutere? E non si venga a dire che ciascuno riceve l&#8217;attenzione che merita, o, per essere pi\u00f9 precisi, l&#8217;attenzione che meritano le sue idee. Certo, in teoria \u00e8 cos\u00ec: ma \u00e8 evidente che il clima culturale in cui siamo immersi, da un lato (e che non \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 metafisica: qualcuno lo ha creato, lo coltiva, lo incentiva, anche in senso finanziario e materiale) e, dall&#8217;altro, la disponibilit\u00e0 di mezzi di comunicazione, dall&#8217;altro, disponibilit\u00e0 che dipende da precisi dati di fatto di ordine politico, rendono il confronto insostenibile. In altre parole, non \u00e8 vero che chi merita di essere ascoltato da milioni di persone ha delle idee migliori da diffondere, rispetto a chi viene ascoltato da duecento persone. Esiste una tecnica di condizionamento psicologico mediante la quale si pu\u00f2 far s\u00ec che milioni di persone stiano ad ascoltare anche chi non ha nulla da dire, e che chi avrebbe molte cose da dire, non sia ascoltato da nessuno. Per essere ascoltati, bisogna essere conosciuti; e per essere conosciuti, bisogna possedere le conoscenze giuste, avere le entrature giuste, e, cosa pi\u00f9 importante di tutte, dire ci\u00f2 che piace alle masse, e non dire, assolutamente, ci\u00f2 che riuscirebbe loro sgradito, anche se fosse la verit\u00e0 sacrosanta o anche se fosse, puramente e semplicemente, ci\u00f2 che l&#8217;evidenza, il buon senso, i fatti, lasciano emergere in tutta chiarezza. Per esempio, la natura non ha dubbi: esistono due sessi, il maschile e il femminile; e quindi esiste una differenza sessuale, che non \u00e8 affatto sinonimo di diseguaglianza, e tanto meno d&#8217;ingiustizia, ma, semplicemente, di diversit\u00e0, diversit\u00e0 che \u00e8 preziosa, perch\u00e9 basata sulla complementariet\u00e0 fra il maschile e il femminile. \u00c8 cos\u00ec che nascono i bambini, si diceva una volta (cio\u00e8 prima dell&#8217;avvento di una scienza diabolica che riesce a far nascere i bambini senza un padre e, volendo, anche senza una madre).<\/p>\n<p>Dunque, per asserire che per fare un bambino ci vogliono un padre e una madre, non c&#8217;\u00e8 bisogno di chiss\u00e0 quali sottigliezze filosofiche: basta l&#8217;evidenza; e cos\u00ec, infatti, hanno sempre pensato e affermato gli esseri umani, dalla notte dei tempi fino a d oggi. Anzi, fino a ieri. Perch\u00e9 ieri sono arrivati i signori dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, e hanno cominciato a dire che la differenza di genere \u00e8 una disuguaglianza; che la disuguaglianza \u00e8 una ingiustizia; e che bisogna rimediare ad essa, dando alle persone la possibilit\u00e0 di scegliere e decidere loro quel che vogliono essere, al di l\u00e0 del dato trascurabile di esser nati come membri del genere maschile o di quello femminile. Ora, la professoressa Brambilla dice queste cose, che non sono gradite alla cultura dominante, che non piacciono nei salotti televisivi e che hanno un suono orribile per tutto l&#8217;<em>establishment politically correct<\/em>: di conseguenza, attorno a lei c&#8217;\u00e8 il vuoto, o peggio, perch\u00e9 immaginiamo che ogni volta che si azzarda a parlare, fuori del suo ateneo, dovr\u00e0 vedersela con tante Babara D&#8217;Urso inferocite contro di lei, in nome dei sacri diritti delle famiglie arcobaleno. Risultato: le idee della professoressa Marzano fanno tendenza, quelle della professoressa Brambilla passano\u00a0inosservate, o vengono sonoramente fischiate come retrogradi e oscurantiste. Se passer\u00e0 la legge Scalfarotto, le costeranno anche qualche denuncia per il reato di omofobia.\u00a0Qualcuno diceva, una volta, che il segreto della differenza fra il padrone e l&#8217;operaio \u00e8 che il primo conosce 1.000 parole, il secondo ne conosce 100; oggi si potrebbe dire che il segreto della differenza fra chi partecipa al sistema di potere (con relativi emolumenti e privilegi) e chi ne \u00e8 escluso, \u00e8 che il primo pu\u00f2 raggiungere sei milioni di telespettatori, il secondo arriva a raggiungere qualche centinaio di navigatori in rete. Berlusconi, che l&#8217;aveva capito per tempo, ha spadroneggiato per parecchi anni grazie al suo impero mediatico (che, sia detto fra parentesi ai molti italiani dalla memoria corta e dalla distrazione ancor pi\u00f9 facile, \u00e8 ancora tutto nelle sue mani, intatto e potenziato: sentiti ringraziamenti a Renzi e al Pd).<\/p>\n<p>E tuttavia sarebbe semplicistico attribuire solo a questo il fatto che la cultura e l&#8217;informazione sono sempre pi\u00f9 controllate e telecomandante; in parte ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che la cultura dominante, in questa fase storica, \u00e8 espressione di chi mira alla distruzione di tutti i valori e di tutte le certezze, cio\u00e8 all&#8217;impero del relativismo e dell&#8217;egoismo istituzionalizzato e questo riesce gradito alle masse, perch\u00e9 si \u00e8 fatto in modo di convincerle che corrisponde a un loro diritto, il diritto alla libert\u00e0. Le masse sono nate in funzione di questo: non sono un soggetto sociale a s\u00e9 stante, originario; sono una creazione della modernit\u00e0 e in particolare della cultura democratica. Il brodo di cultura delle masse sono state le gazzette inglesi e i <em>cahiers<\/em> francesi di protesta dei riformatori illuministi del XVIII secolo: anche in ci\u00f2 siamo debitori a Londra, cio\u00e8 alla massoneria inglese, e a Parigi, cio\u00e8 ai <em>philosophes<\/em>, massoni essi pure, cantori delle meraviglie della modernit\u00e0 (e guarda caso, ancora oggi gli intellettuali <em>engag\u00e9es<\/em> se ne vanno a insegnare alla Sorbona e intanto tengono un pied-a-terre nei loro miseri Paesi d&#8217;origine, alla periferia dell&#8217;Impero mondialista e finanziario, allo scopo di affrettarne il felice ingresso nella piena e soddisfatta modernit\u00e0). Prima, non c&#8217;erano le masse; e quegli storici, in genere di tendenza marxista, i quali parlano delle &quot;masse&quot; dell&#8217;antica Roma, non fanno altro che prestare al mondo antico una categoria sociologica che appartiene esclusivamente alla modernit\u00e0. A Roma non c&#8217;erano le &quot;masse&quot;, c&#8217;erano gli schiavi e c&#8217;erano, un gradino pi\u00f9 in su (ma, spesso, solo giuridicamente) i proletari che vivevano a spese dello Stato, a <em>panem et circenses<\/em>; ma n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri erano &quot;masse&quot;. La massa \u00e8 l&#8217;insieme dei cittadini che hanno, o credono di avere, una opinione, e che cercano il modo di esprimerla, facendo valere dei diritti: senza sapere, poveretti, che \u00e8 quanto il potere di aspetta da loro, ed \u00e8 per questo che li sobilla e li fomenta, mandandoli poi all&#8217;assalto in prima fila, a beccarsi in faccia le eventuali fucilate delle Guardie Svizzere. In pratica, sono gli asini ammaestrati della propaganda che subiscono incessantemente, e che opera in loro un totale lavaggio del cervello. Le masse erano quelle che, a Parigi, si compiacevano di ammirare le teste mozzate dei nobili e delle gentildonne portate in giro sulla punta delle picche, nel 1789 e dintorni; sono masse anche quelle che, ai nostri giorni, si affollano ai Gay Pride (magari accompagnate dalle generose preghiere di qualche prete loro amico, preghiere non certo perch\u00e9 i sodomiti di convertano e cambino stile di vita, ma per debellare l&#8217;orrenda piaga dell&#8217;omofobia), formate non solo di omosessuali militanti, ma anche di &quot;simpatizzanti&quot; ideologici, accomunati dalla felice idea che la sodomia \u00e8 una cosa magnifica, che le famiglie sodomitiche &quot;non fanno del male a nessuno&quot;, e che volerne contrastare il radioso futuro equivale a un intollerabile atto di sopraffazione e discriminazione sociale e culturale. In breve: le masse sono la massa critica (ci si perdoni il bisticcio) con la quale chi <em>esercita<\/em> il potere &#8212; che \u00e8, sempre, quello finanziario &#8211; e che non necessariamente \u00e8 <em>al<\/em> potere (in senso politico) vuol dare la spallata decisiva affinch\u00e9 abbia luogo un cambio di paradigma, ovviamente funzionale ai suoi interessi.<\/p>\n<p>Ora, non \u00e8 nell&#8217;interesse della <em>\u00e9lite<\/em> finanziaria mondiale che la famiglia, la patria e la religione conservino la bench\u00e9 minima influenza nell&#8217;animo delle persone; al contrario, \u00e8 desiderabile che esse vengano definitivamente estirpate. Il mezzo per distruggere il senso della famiglia \u00e8 il riconoscimento ufficiale delle unioni sodomitiche, quelle che, secondo i giornalisti politicamente corretti, &quot;non fanno male a nessuno&quot;; il mezzo per distruggere il senso della patria, \u00e8 l&#8217;internazionalismo edonista ed egoista: ciascuno va a vivere dove gli pare, e nessuno ha il diritto d&#8217;impedirglielo; il mezzo per distruggere il senso religioso non \u00e8 l&#8217;ateismo imposto dall&#8217;alto (ci hanno gi\u00e0 provato, e hanno sempre fallito), ma l&#8217;indifferentismo religioso, cio\u00e8 l&#8217;idea che tutte le religioni sono &quot;uguali&quot;, che tutte meritano la stessa libert\u00e0 e la stessa tolleranza da parte dello Stato, perch\u00e9 in fondo si equivalgono. Ora, non c&#8217;\u00e8 mezzo pi\u00f9 sicuro per distruggere la vera religione, che equipararla a quelle false; gi\u00e0 il fatto di parlare di religioni, al plurale, \u00e8 una contraddizione logica, che nasce da questa volont\u00e0 di appiattimento ideologico: sarebbe come affermare che, al mondo, esistono parecchie Sfingi d&#8217;Egitto, parecchie cascate del Niagara e parecchi monte Everest. Sarebbe come equiparare la religione a una moneta: ci sono il dollaro, l&#8217;euro, lo yen, il rublo, e cos\u00ec ci sono il cristianesimo, il giudaismo, l&#8217;islamismo, il buddismo. Una volta gettato questo seme, il passo successivo \u00e8 pressoch\u00e9 certo: in una cultura relativista, le masse deducono che <em>nessuna<\/em> religione \u00e8 vera, ma che tutte sono creazioni puramente umane: proprio come vuole l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> finanziaria mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi si parla molto, anche troppo, della teoria gender; si parla dell&#8217;autodeterminazione della propria identit\u00e0 sessuale; si parla della libert\u00e0 di essere diversi, della bellezza dell&#8217;essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[211],"class_list":["post-24116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24116\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}