{"id":24104,"date":"2019-12-07T05:51:00","date_gmt":"2019-12-07T05:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/07\/come-liberarsi-dal-puzzo-della-modernita\/"},"modified":"2019-12-07T05:51:00","modified_gmt":"2019-12-07T05:51:00","slug":"come-liberarsi-dal-puzzo-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/07\/come-liberarsi-dal-puzzo-della-modernita\/","title":{"rendered":"Come liberarsi dal puzzo della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno, alla stazione di Padova, l&#8217;altoparlante ha dato uno strano annuncio: ha detto che il treno sul quale dovevamo salire era in ritardo perch\u00e9 una persona era stata investita sulla linea. Strano, perch\u00e9 di questi tempi siamo continuamene bombardati con il mantra della <em>privacy<\/em>: lo spalmano dappertutto, e specialmente chi lavora nella pubblica amministrazione deve strare bene attento a non esporre i &quot;dati sensibili&quot; di Tizio o di Caio, e fra questi, entro breve, ci sar\u00e0 anche il numero di scarpe o la taglia del berretto. Di solito, in caso di ritardo, le Ferrovie dello Stato non dicono altro; ma stavolta hanno voluto dire di pi\u00f9, molto di pi\u00f9; quasi avessero voluto tutelarsi contro i malumori del pubblico: <em>Vedete bene che noi non c&#8217;entriamo con questo ritardo; non \u00e8 colpa nostra se qualcuno si fa investire dai treni.<\/em> Preso nota della stranezza, siamo comunque saliti sul treno e rientrati a destinazione, cos\u00ec non ci abbiamo pi\u00f9 pensato. Ma quella sera, purtroppo, una telefonata ci ha riportato a quanto era avvenuto: la persona investita era un giovane di nostra conoscenza, poco pi\u00f9 che trentenne: era stato investito dal treno a San Fior, fra Conegliano e Sacile, e naturalmente era morto. La mattina dopo, col giornale, sono arrivati altri particolari: non si conoscevano affatto i motivi del suo gesto, ma sicuramente si era trattato di un suicidio. Era stato visto distendersi sui binari della ferrovia e cos\u00ec se l&#8217;era trovato davanti il capotreno; inutili le grida e lo sbracciarsi di alcune persone che avevano visto la scena e tentato di lanciare l&#8217;allarme; inutile la frenata convulsa del convoglio lanciato a piena velocit\u00e0. Non conoscevamo bene quel giovane, ma una cosa sapevamo di lui: era una brava persona. Era un ragazzo gentile, dal cuore buono; quelli che lo conoscevano gli volevano bene. Naturalmente ci siamo domandati, d&#8217;istinto, se avesse manifestato qualche segno premonitore del gesto terribile che forse stava gi\u00e0 meditando di compiere, e che avrebbe gettato nello sconforto i suoi genitori e le sue tre sorelle. A ben pensarci, forse s\u00ec: era sempre piuttosto triste. Si vedeva che un velo di malinconia era sceso su di lui e si frapponeva fra lui e il mondo.<\/p>\n<p>Naturalmente, persone che giungono alla decisione estrema del suicidio, vuoi per uno sconforto improvviso e superiore alle loro forze, vuoi dopo una lunga e sofferta riflessione, ce ne sono sempre state e purtroppo, senza dubbio, sempre ce ne saranno. Ci\u00f2 non toglie che abbiamo comunque il dovere d&#8217;interrogarci, quando avviene un caso del genere: specie se a togliersi volontariamente la vita, in silenzio e senza che gli amici e i parenti possano far nulla prima che sia troppo tardi, \u00e8 un giovane uomo o una giovane donna. Non si pu\u00f2 non pensare alla vita che essi avevano davanti, alla famiglia che avrebbero potuto creare, ai figli e ai nipoti che avrebbero potuto avere; al contribuito, materiale e morale, che avrebbero potuto dare alla societ\u00e0; al fatto che il mondo, dopo la loro brusca e definitiva partenza, \u00e8 rimasto un po&#8217; pi\u00f9 vuoto, un po&#8217; pi\u00f9 solo e un po&#8217; meno bello. Ci si chiede, allora, se quel gesto fosse davvero inevitabile, o se sarebbe stato possibile scongiurarlo. Non \u00e8 solo e non \u00e8 tanto questione di accorgersene in tempo: perch\u00e9, se una persona ha deciso che non vale pi\u00f9 la pena di vivere, allora non la si potr\u00e0 fermare: prima o dopo riuscir\u00e0 a fare quel che ha stabilito di fare. La vera domanda \u00e8 se non sia possibile, da parte di ciascuno, dare un contributo pi\u00f9 efficace affinch\u00e9 il mondo non perda del tutto il suo incanto, ma conservi almeno in parte la sua aura di mistero sacro e bellissimo. Questa \u00e8 la vera domanda e questo \u00e8 il vero esame di coscienza cui siamo chiamati, ogni volta che accade un fatto come quello che abbiamo sopra riferito: domandarci se siamo stati degni membri del consorzio umano e degni abitanti del mondo in cui tutti viviamo. Oggi si insiste e si pone molta enfasi, anche da parte del clero cattolico, sulle questioni legate all&#8217;ecologia e alla biodiversit\u00e0; si ribadisce continuamente il concetto che la nostra impronta, sul pianeta che abitiamo, deve essere pi\u00f9 leggera di quanto lo sia stata finora, perch\u00e9 altrimenti rischiamo di non aver pi\u00f9 un pianeta abitabile da lasciare in eredit\u00e0 alle nuove generazioni. Questo tipo di discorsi non tiene conto del fatto che l&#8217;ecologia pi\u00f9 importante \u00e8 quella della mente e del cuore; e che se le nuove generazioni hanno bisogno, e anche diritto, di ricevere in eredit\u00e0 un mondo che sia ancora vivibile, e non tragicamente inquinato e sconvolto, esse hanno tuttavia un bisogno e un diritto ancor pi\u00f9 grandi: ricevere un mondo che sia ancora circonfuso della sua aura sacra, nel quale vi sia ancora il senso del mistero e nel quale la bellezza sia ancora coltivata con amore, tenendo lontana il pi\u00f9 possibile, per quanto sta in noi, la sua nemica mortale, la bruttezza. Ci si deve chiedere, in altri termini, se si \u00e8 stati capaci di vivere nella luce, trasmettendo l&#8217;abito della pulizia morale e il gusto della verit\u00e0, ma anche il senso del limite, alle giovani generazioni: cosa che non \u00e8 possibile se non si pratica, appunto, una quotidiana ecologia interiore. \u00c8 evidente che un genitore, o comunque un adulto, il quale vive nel disordine morale, pratica numerosi vizi, si circonda di cose brutte, ignora del tutto la dimensione spirituale e non pensa che alla ricchezza e ai beni materiali, nonch\u00e9 alle cose esteriori mediante le quali emergere e superare gli altri, suscitando invidia e attirando amici e partner sessuali unicamente interessati al suo portafogli, non potr\u00e0 mai trasmettere ai suoi figli e ai giovani coi quali entra in contatto, anche solo indirettamente (i compagni di scuola dei suoi figli, per esempio) l&#8217;immagine di un mondo bello, luminoso e affascinante, n\u00e9 a livello morale, n\u00e9 a livello fisico.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che ci portiamo tutti addosso la puzza della modernit\u00e0. Il tipo di vita che facciamo; i gusti che abbiano; le nostre preferenze in fatto di musica, di letteratura, di sport, di tempo libero; i film che amiamo vedere, le discoteche che amiamo frequentare; i centri commerciali nei quali adoriamo fare shopping; i <em>social network<\/em> nei quali mettiamo in piazza, in modo banale e narcisista, le nostre vite, fin nei risvolti pi\u00f9 intimi e delicati: tutto, perfino i tatuaggi che facciamo sul nostro corpo, o la biancheria intima che ci piace tanto indossare (e mostrare: non solamente a letto), o che indossi il nostro partner o la nostra partner sessuale, o le pose che ci piace assumere per apparire sexy, intraprendenti e &quot;cattivi&quot; al punto giusto: tutto questo contribuisce a spogliarci della nostra umanit\u00e0, a fare di noi degli zerbinotti da quattro soldi, degli esseri vuoti e superficiali, inadatti a qualsiasi cosa richieda un minimo di seriet\u00e0, di costanza e di senso di responsabilit\u00e0; delle creature tragicomiche, eternamente sospese fra l&#8217;euforia e la depressione, fra l&#8217;aggressivit\u00e0 e il disprezzo di noi stessi, fra la ricerca esasperata del piacere e un oscuro, tenace, insopprimibile desiderio di morte. E finch\u00e9 restiamo prigionieri di questo modo di vivere, finch\u00e9 i nostri pensieri vanno a sbattere contro questi meschini confini, anzich\u00e9 volare in alto; fino a quando preferiremo essere creature del fango, che sguazzano nella melma e disdegnano la nobile dimora cui Dio ci ha destinati non faremo che contribuire, per la nostra parte, a diffondere intorno a noi un&#8217;atmosfera mediocre, meschina, squallida, dove conta solo l&#8217;apparire, dove non c&#8217;\u00e8 spazio per la generosit\u00e0, per lo slancio ideale, per la passione diretta verso qualcosa di grande e di bello, che vada oltre il nostro utile immediato e che anzi richieda il nostro duro lavoro, il nostro impegno, il nostro sacrificio, perch\u00e9 senza sacrificio e senza rinuncia non si costruisce nulla di bello e di grande e senza le lacrime non si pu\u00f2 costruire alcunch\u00e9 che sia degno di rimanere e di indicare la strada a quelli che verranno dopo di noi. E se non ci si libera dal ricatto del Pensiero Unico e dagli automatismi del Politicamente Corretto; se non s&#8217;impara a ragionare un po&#8217; con la propria testa, e a rifiutare le lezioncine precotte e preconfezionate, da utilizzare, secondo i bisogni, al momento giusto, senza chiedersi n\u00e9 chi, n\u00e9 perch\u00e9 le abbia redatte al posto nostro e ce le faccia imparare; se non si cerca di deporre i vestiti del bamboccio telecomandato e non ci si sforza di divenire adulti, in modo da fare scelte consapevoli e non semplicemente lasciarsi trasportare dalla corrente, come fanno tutti (cos\u00ec almeno si dice), allora tanto vale rinunciare per sempre ad essere persone e contentarsi di essere dei numeri nel gran mucchio, cavie per tutti gli esperimenti, merce da compravendita senza alcun valore specifico, ma buona solo per far salire l&#8217;indice auditel e per riempire le capaci casse del fisco da un lato, e delle multinazionali dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>E non basta ancora: il puzzo della modernit\u00e0 \u00e8 molto, molto tenace: si appiccica addosso alle persone come il puzzo di fumo o quello di pesce o quello di aglio; e ce ne vuole del bello e del buono, prima che finalmente se ne vada. La modernit\u00e0 \u00e8 tutto un modo di ragionare, di sentire, di porsi di fronte alla vita: \u00e8 la mancanza di senso del limite e del mistero; \u00e8 l&#8217;incredulit\u00e0 e lo scetticismo verso ci\u00f2 che oltrepassa la logica immediata; \u00e8 il disprezzo o l&#8217;indifferenza per i valori dello spirito, per la coerenza, la trasparenza, la pulizia morale, e viceversa l&#8217;ammirazione per il cinismo, per la durezza, per la mancanza di scrupoli, per tutto ci\u00f2 che fa salire in alto, ma solo sul piano materiale, con la minor fatica possibile e sovente con quattro dita di pelo sullo stomaco; ed \u00e8 anche l&#8217;idolatria del fatto, del risultato, del profitto, e il compatimento per tutto ci\u00f2 che implica lavoro e costanza, ma senza risultati visibili e apprezzabili nel breve periodo. Ebbene; siamo persuasi che il malessere esistenziale che mina alla radice la voglia di vivere di tante persone, anche se raramente culmina nel suicidio, ha la sua prima origine in questo modo di vivere sbagliato, in questi falsi valori, in questo disordine morale, in questa babele intellettuale, dominata dal relativismo, dallo scetticismo e dal nichilismo, dove tutto sembra uguale a tutto e dove non pare che esista una qualche apprezzabile differenza fa l&#8217;azione etica e quella puramente egoistica, poich\u00e9 entrambe rivendicano una loro legittimit\u00e0 ed entrambe, ma soprattutto la seconda, specie alla luce (diabolica) della psicanalisi, affermano di aver a cuore il benessere della persona umana, aiutandola a riconciliarsi con se stessa e a trovare il suo posto nel mondo.<\/p>\n<p>Ma come si fa a levarsi di dosso quel puzzo, se esso \u00e8 tutto intorno a noi, se vi siamo costantemente immersi, se \u00e8 impossibile andare in qualsiasi luogo senza sentirne le fetide zaffate che ci alitano in viso? Bisogna non solo astenersi da tutte le cose che lo alimentano, fornendogli esca, e rinunciare a tutti quegli stili, quelle abitudini e quei comportamenti, ma praticare attivamente e quotidianamente la via opposta: la via della verit\u00e0, della spiritualit\u00e0 e della bellezza. Proviamo a riflettere: \u00e8 davvero tanto strano che alla nostra depressione, alla nostra stanchezza interiore, alla nostra diminuita voglia di vivere, contribuisca l&#8217;abitudine di ascoltare musica r<em>ock<\/em> o <em>metal<\/em>, fare uso di droghe e frequentare persone di quel giro, coprirsi il corpo con tatuaggi brutti o demoniaci, indulgere in piaceri sessuali promiscui e compulsivi, brutali, senza un briciolo di sentimento, negare a se stessi ogni spiraglio di luce, di raccoglimento, ogni spazio di vera affettivit\u00e0 e di vera amicizia, per ridurre le relazioni umane a qualcosa di meccanico e di puramente utilitaristico? Alcune di queste cose non dipendono da noi, o non interamente da noi: se abitiamo in una brutta citt\u00e0, in un brutto quartiere, in una brutta casa, in genere dobbiamo subire quella bruttezza e non possiamo farci nulla. Altre cose, per\u00f2, senza dubbio, dipendono da noi: non ce l&#8217;ha ordinato il medico, come usa dire, di trascorrere ore e ore inchiodati davanti allo schermo del computer, magari per dedicarci a insulsi, volgari e truculenti giochi elettronici, o davanti al minuscolo schermo del telefonino per <em>chattare<\/em> e proiettare continuamente all&#8217;esterno quelle riflessioni, quei pensieri, quelle emozioni che invece faremmo assai meglio a tenere per noi stessi, perch\u00e9 non tutto ci\u00f2 che proviamo \u00e8 bene che sia esternato, anzi ci son cose che dobbiamo lasciare nel profondo, o condividerle con un amico fidato, faccia faccia, alla sua presenza fisica. E l&#8217;abitudine di pregare, di rivolgerci a Dio per lodarlo e ringraziarlo, di chiedere aiuto alla Madonna o al nostro Angelo Custode, allorch\u00e9 siamo in difficolt\u00e0: da quanto tempo l&#8217;abbiamo persa? E la frequenza alla santa Messa, ai Sacramenti: da quanto ne abbiamo fatto un <em>optional<\/em>, una faccenda di cui siamo noi a stabilire i tempi e i modi, sempre secondo la nostra pigrizia e il nostro misero opportunismo? Eppure, non ci permetteremmo di agire cos\u00ec verso un caro amico; meno ancora verso una persona importante, come il nostro datore di lavoro: ma con Dio ci prendiamo tutte le libert\u00e0. Tanto, pensiamo, e un clero senza pi\u00f9 autorevolezza e senza pi\u00f9 seriet\u00e0 ce lo ripete da mattina a sera, Dio \u00e8 un Padre misericordioso. Certo che \u00e8 misericordioso: ma ci\u00f2 non vuol dire che dobbiamo regolarci con Lui come se fosse l&#8217;ultimo dei nostri sottoposti. Avere timor di Dio non significa semplicemente temerlo, bens\u00ec temere di dispiacergli: cos\u00ec come avremmo orrore di dispiacere a una persona alla quale teniamo moltissimo. Preferiremmo lasciarci torturare, piuttosto che offendere la persona amata, non \u00e8 vero? Ebbene: non \u00e8 forse Dio la Persona che merita pi\u00f9 amore di qualsiasi altra? Non \u00e8 a Lui che dobbiamo tutto ci\u00f2 che abbiamo, tutto ci\u00f2 che siamo? Ignorandolo, disprezzandolo, ci comportiamo come i vignaioli omicidi della parabola evangelica: in cambio del suo infinito Amore, un Amore cos\u00ec grande che Egli ha voluto farsi uomo e morire sulla croce per noi, tutto ci\u00f2 che sappiamo fare \u00e8 inseguire i nostri comodi e riservare a Lui l&#8217;ultimo dei nostri pensieri. Ci\u00f2 non \u00e8 solamente brutto, ma anche sciocco. \u00c8 solo stando uniti a Lui che ci si leva del tutto il puzzo della modernit\u00e0. Lui ce ne libera, perch\u00e9 ci restituisce la giusta prospettiva sul mondo e su noi stessi: che non \u00e8 legata al tempo e alle sue brame, ma all&#8217;eternit\u00e0 e all&#8217;assoluto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno, alla stazione di Padova, l&#8217;altoparlante ha dato uno strano annuncio: ha detto che il treno sul quale dovevamo salire era in ritardo perch\u00e9 una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[92],"class_list":["post-24104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-natura-e-ambiente","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-natura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24104"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24104\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30172"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}